Il Biologico campione di regolarità
federbioCon dati dei campioni di ortofrutta e lattiero caseari che passano a pieni voti il giudizio dell’ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari e con aziende biologiche che presentano meno di un quarto delle irregolarità della media delle aziende italiane, il settore del biologico si distingue per trasparenza e qualità.
Bologna, 9 marzo 2017 – I numeri parlano chiaro e confermano ancora una volta che il settore del biologico spicca per sicurezza e rispetto delle norme. Nel corso del 2016, l’ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari - l’autorità di controllo del ministero delle Politiche agricole - ha svolto 38.756 ispezioni di aziende agricole e alimentari italiane, prelevando 9.554 campioni da sottoporre ad analisi chimiche.
Confortanti i risultati per i prodotti biologici (che, nel 2016, sono entrati nel 74% delle case italiane): su nessuno dei 109 campioni di frutta e ortaggi né dei 27 di prodotti lattiero caseari (latte, yogurt, burro, formaggi) è stata trovata la minima traccia di residui di pesticidi né di altre sostanze (additivi, coadiuvanti tecnologici) non ammesse nella produzione biologica.
Il dato è assai significativo, se si considera che ben il 9,4% di tutti i campioni prelevati (tra prodotti senza marchio di qualità, prodotti IGP e DOP, vini IGT, DOC e DOCG, prodotti biologici) è risultato irregolare, con punte del 25,4% dei campioni di vino, del 6,4% di quelli d’olio, del 4,8% di quelli lattiero caseari e del 13% dell’ortofrutta. Le più frequenti violazioni delle norme alimentari sui prodotti non biologici sono state sofisticazione, uso di conservanti non consentiti, residui di pesticidi non consentiti o oltre il limite, composizione non conforme ai requisiti di legge o a quanto dichiarato in etichetta.
“L’assoluta regolarità di prodotti ortofrutticoli e lattiero caseari biologici non è una sorpresa, e giustifica la costante crescita del numero di consumatori che li sceglie: solo nel 2016 1 milione e duecentomila famiglie in più hanno messo in dispensa prodotti biologici” - dichiara Paolo Carnemolla, presidente di FederBio. “L’ispettorato della Repressione Frodi è un organo pubblico, che verifica le aziende solo a campione. Ma tutte le aziende biologiche italiane sono sottoposte a ispezioni regolari da parte dei 14 organismi nazionali di controllo autorizzati dal ministero delle politiche agricole”.
Se i dati dei campioni di ortofrutta e lattiero caseari sono particolarmente brillanti, anche i risultati delle ispezioni condotte sulle aziende biologiche risultano essere incoraggianti. Nel 2016 solo il 5.7% dei prodotti delle imprese biologiche ha presentato qualche irregolarità a fonte di una media nazionale registrata nelle imprese agro-alimentari del 23.6%.
Nelle aziende biologiche la frequenza di irregolarità è meno di un quarto di quella che si registra nella media delle aziende alimemtari italiane, un risultato raggiunto grazie alla maggior efficacia del sistema di controllo affidato a organismi di certificazione accreditati e autorizzati e all’affidabilità delle aziende biologiche, che sono le prime ad avere la responsabilità di garantire al consumatore la conformità dei loro prodotti.
Da sempre in prima linea per garantire il rispetto degli standard di tracciabilità e di trasparenza nel comparto biologico, FederBio è promotore di azioni volte al continuo miglioramento e alla standardizzazione dell’attività degli organismi di certificazione e delle imprese del settore. In particolare ha avviato la FederBio Integrity Platform, un progetto informatico in grado di gestire tutti i dati sulle superfici e la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni di cereali e granaglie biologici.
Il 2017 segnerà l’anno di svolta in ambito di certificazioni, in quanto entreranno a pieno regime anche altre piatteforme di tracciabilità (tra cui quella dell’olio d'oliva), per seguire i prodotti dal campo fino alle fasi critiche della prima trasformazione o fino allo scaffale.
La prima piattaforma, quella per la tracciabilità di cereali e granaglie, rappresenta un sistema estremamente all’avanguardia, che ha già suscitato l’interesse generale della comunità europea. La piattaforma è infatti stata premiata a Bruxelles come progetto più innovativo per la salvaguardia dell’integrità del settore, e in occasione della fiera mondiale del biologico a Norimberga ha avuto l’apprezzamento della Commissione europea e delle principali organizzazioni continentali degli organismi di certificazione delle imprese.
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Delia Ciccarelli
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#StopGlifosato: rischio conflitto di interessi nella valutazione Echa. La Coalizione italiana lancia l’allarme e mette in guardia Governo e Regioni
federbioRoma, 7 marzo 2017 – “C’è un rischio conflitto di interessi nel Comitato dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) che dovrà esprimersi a breve sul glifosato” A mettere in allerta Governo e Regioni è la Coalizione italiana #StopGlifosato, che si associa all’allarme lanciato da alcune associazioni in Europa relativamente alla valutazione che l’ECHA dovrà rilasciare sul glifosato.
Il comitato per la valutazione dei rischi dell'ECHA si riunirà infatti domani, 8 marzo e il 15 dello stesso mese per valutare gli impatti per salute e ambiente derivanti dall'uso del glifosato.
C’è il rischio che 3 membri l del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell'ECHA possano violare le regole della stessa agenzia europea sul conflitto di interessi.
Si tratta del presidente del Comitato dell'ECHA, Tim Bowmer, che ha lavorato per società di consulenza nel settore chimico per venti anni e il suo contratto con le industrie di questo settore si è concluso il giorno precedente alla data in cui è diventato presidente del comitato di valutazione dei rischi dell'ECHA e di i altri 2 membri: Sławomir Czerczak, membro RAC per la Polonia, e a capo del Dipartimento di Chemical Safety of the Nofer Institute of Occupational Medicine e Tiina Santonen, membro RAC per la Finlandia, a capo del Chemical Safety Team del Finnish Institute of Occupational Health come hanno denunciato in una lettera aperta inviata all’ECHA 20 Associazioni a livello europeo.
“Si tratta di una valutazione che riguarda la salute dei cittadini europei e la tutela dell’ambiente in cui viviamo- afferma Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione - e dobbiamo avere assoluta garanzia d’indipendenza sugli esperti chiamati ad esaminare il dossier e invece anche questa volta ci troviamo di fronte ad un conflitto d’interessi.
“È fondamentale – continua Mammuccini, - che anche il nostro Governo e le Regioni vigilino attentamente su ciò che succede già domani a Bruxelles perché quello di cui c’è bisogno sono valutazioni scientifiche indipendenti”.
Dopo le numerose polemiche sulla sicurezza del glifosato, l'Unione europea ha rinviato il rinnovo dell’autorizzazione Ue del diserbante fino a quando l’ECHA non concluderà la propria valutazione, da fornire entro novembre 2017.
Il mese scorso una vasta coalizione di organizzazioni della società civile ha lanciato un'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) che chiede alla Commissione europea di vietare glifosato, riformare il processo di approvazione dei pesticidi a livello Ue, e impostare obiettivi vincolanti per ridurre l'uso dei pesticidi in Europa. Oltre 430 mila persone hanno già firmato, l’obiettivo è raggiungere 1 milione di firme. Per firmare la petizione: https://sign.stopglyphosate.org/
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Per firmare la petizione Avaaz e dire StopGlifosato: https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_it/?media
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
GLI UFFICI STAMPA:
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
Ufficio stampa AVAAZ: Luca Nicotra luca@avaaz.org - Cell. 340 3289238
Ufficio stampa FederBio: Delia Ciccarelli delia.ciccarelli@bm.com - Tel. +390272143590 - Mobile +383483179924, Marta Andena - marta.andena@bm.com - Tel. +390272143511 - Mobile +3934854999
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro l.calderaro@legambiente.it - Tel. 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication Francesca Biffi f.biffi@silverback.it - Cell: 333 2164430
Serve una radicale riforma della PAC per un'agricoltura più sostenibile. Oltre 150 organizzazioni della società civile chiedono all’Unione Europea una riforma dalla sua Politica Agricola Comune
federbioDa 25 Paesi, oltre 150 organizzazioni appartenenti a svariati ambiti della società civile quali associazioni ambientaliste, reti di giustizia sociale, agricoltori biologici, pastori, movimenti contadini, operatori forestali sostenibili, gruppi per la tutela della salute, organizzazioni per il benessere animale, associazioni di consumatori, partnership economiche e del commercio equo e solidale, organizzazioni a tutela del patrimonio culturale e per uno sviluppo rurale sostenbile, cooperative di consumatori, associazioni per il turismo sostenibile e l’artigianato hanno chiesto oggi ai Ministri europei all’agricoltura di realizzare una riforma radicale della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC).
La richiesta viene avanzata in occasione del Consiglio dei Ministri all’agricoltura che si incontrano oggi a Bruxelles per discutere della prossima riforma della PAC, in vista della revisione di medio termine della programmazione 2014 – 2020, alla luce della consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea sul futuro della sua politica agricola.
Le organizzazioni (19 quelle italiane che hanno al momento aderito) hanno sottoscritto una dichiarazione comune intitolata “Buon cibo, buona agricoltura – Ora!” nella quale si afferma che “la PAC sia profondamente sbagliata perché ha finito per portare la maggior parte dei vantaggi economici a una minoranza di agricoltori, spesso di grandi dimensioni e fortemente intensivi, a scapito della maggioranza degli operatori agricoli più sostenibili e, di conseguenza, delle persone e dell’intero pianeta”.
Una riforma radicale della PAC è urgente al fine di avviare una transizione verso un sistema agro-alimentare che sostenga economie eque e diversificate, sia sostenuto da alternative valide come l’agricoltura biologica e agro-ecologica, rispetti l’ambiente e il benessere animale, migliori la salute dei cittadini e sia trasparente.
PERCHÉ LA PAC ATTUALE È SBAGLIATA:
- Le aziende agricole stanno scomparendo a un ritmo allarmante: 1 azienda agricola su 4 è scomparsa tra il 2003 e il 2013.
- Globalmente, più del 90% delle varietà di piante coltivate sono scomparse dai campi e il 75% del cibo mondiale si ottiene da solo 12 specie di piante e 5 di animali (FAO, 2004: Building on Gender, Agrobiodiversity and Local Knowledge).
- L’impronta ecologica del cibo dell’UE ammonta a 269 milioni di ettari (il 40% dei quali fuori dai confine dell’Unione), un’area pari a circa quella della Francia e dell’Italia messe insieme (Fischer G., S. Tramberend, M. Bruckner and M. Lieber, forthcoming. Quantifying the land footprint of Germany and the EU using a hybrid accounting model. Dessau: German Federal Environment Agency).
- Il 20% del cibo prodotto nell'UE (88 milioni di tonnellate) viene sprecato ogni anno, mentre 43 milioni di cittadini europei (8,5%) non possono permettersi, a giorni alterni, un pasto di qualità.
- L’uso elevato di antibiotici negli allevamenti contribuisce alla diffusione delle resistenze agli antibiotici, la qual cosa potrebbe causare una crisi globale con la morte di oltre 10 milioni di persone all’anno entro il 2050.
- Nel 2014, quasi 400.000 tonnellate di pesticidi (principi attivi) sono state vendute nell’UE, mostrando un aumento in confronto ai tre anni precedenti (dati Eurostat).
- L'agricoltura attualmente contribuisce con il 10% alle emissioni di gas serra dell'UE.
- Le emissioni prodotte dagli allevamenti, come l’ammoniaca, contribuiscono in maniera significativa all’inquinamento dell’aria che è responsabile di oltre 400.000 morti all’anno nella UE (dati dell’European Environment Agency).
Dichiarazione comune "Buon cibo, buona agricoltura - Ora!"
Hanno aderito ad oggi le seguenti Associazioni italiane: LIPU-BIRDLIFE ITALIA - WWF ITALIA - LEGAMBIENTE - FAI FONDO AMBIENTE ITALIANO - FEDERAZIONE PRO NATURA - GREENPEACE - FEDERBIO - AIAB ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - FIRAB - SLOW FOOD ITALIA - ISDE Medici per l’Ambiente - COMPASSION IN WORLD FARMING ITALY – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – PAN ITALIA Pesticide Action Network – TERRA NUOVA – UNAAPI UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI - SOLETERRE ONLUS - DEAFAL ONG.
La Consultazione sulla modernizzazione e la semplificazione della politica agricola comune (PAC) della Commissione Europa è stata aperta il 2 febbraio e resterà aperta fino al 2 maggio:
https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/FutureCAP
La Portavoce del Tavolo delle Associazioni: Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
GLI UFFICI STAMPA:
Ufficio Stampa FederBio: Delia Ciccarelli delia.ciccarelli@bm.com - Mobile +383483179924
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro - l.calderaro@legambiente.it - Tel. 06.86268353
Dichiarazione della società civile sulla Riforma della Politica Agricola Comune. Buon cibo, buona agricoltura – Ora!
federbioIl sistema agro-alimentare europeo appare profondamente sbagliato, innanzitutto perché porta vantaggi a una minoranza a scapito della maggioranza delle persone, degli agricoltori e del pianeta; ma anche perché contribuisce allo spreco delle risorse (finite) mondiali e danneggia l'ambiente, contribuendo al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità, all’esaurimento delle risorse ittiche, alla deforestazione, all’erosione del suolo, alla scarsità d’acqua, così come all’inquinamento delle acque e dell’aria.
L'agricoltura industriale è stata favorita a scapito dei redditi degli agricoltori e dei posti di lavoro nelle aree rurali d’Europa, così come dei diritti umani, della qualità del lavoro e delle condizioni di vita dignitose nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, gli allevamenti industriali sono largamente dipendenti dalle importazioni e, abusando degli antibiotici, rappresentano la causa principale della resistenza agli stessi.
Gli agricoltori si trovano a scegliere tra due alternative, entrambe sbagliate: o fare bancarotta o operare intensificando ulteriormente la produzione. Con gli agricoltori che praticano alternative credibili, come l’agricoltura biologica e agro-ecologica, che rimangono ai margini del sistema a favore del solito business dell’agricoltura industriale. Allo stesso tempo, gli alti livelli di denutrizione, il rapido aumento dell’obesità e stili alimentari insalubri sono tra le maggiori cause di morte e malattie in Europa e nel mondo.
La Politica Agricola Comune (PAC) ha contribuito a questo insano sistema agroalimentare attraverso la promozione di un’agricoltura industrializzata e di filiere a scala globale. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite e adempiere gli obblighi stabiliti dall’accordo sul clima di Parigi, la UE deve realizzare una riforma radicale della PAC e delle politiche ad essa correlate. Serve urgentemente un sistema agroalimentare più equo, sostenibile e resiliente.
Le organizzazioni firmatarie chiedono una trasformazione sostanziale del sistema agroalimentare europeo sulla base dei seguenti principi:
Economie agroalimentari eque e diversificate: garantire un reddito equo e condizioni di lavoro dignitose per gli agricoltori e i lavoratori agricoli; facilitare l’accesso alla terra per un’agricoltura contadina sostenibile; promuovere filiere corte e politiche sostenibili in materia di appalti pubblici; garantire ai consumatori l’accesso a prodotti di alta qualità; garantire il diritto dei popoli al cibo e i mezzi di sostentamento ai piccoli agricoltori nel sud del mondo.
Ambiente sano e un sistema agroalimentare rispettoso del benessere animale: garantire la fine dei sussidi dannosi; premiare e incentivare le ricadute ambientali e sociali positive; ripristinare e evitare ulteriori perdite di biodiversità; garantire la conservazione e l’utilizzo della diversità genetica; garantire che la produzione agricola sia priva di pesticidi di sintesi e concimi minerali dannosi per l’ambiente; prevenire e minimizzare lo spreco di cibo lungo tutta la catena alimentare; fermare le importazioni di alimenti e mangimi che causano deforestazione; garantire che la salute e il benessere degli animali siano effettivamente rispettati; sostituire il sistema di allevamento intensivo con alternative estensive in cui gli animali non siano trattati come semplici merci, sia assicurato un carico di bestiame sostenibile e sia evitato l’abuso di antibiotici; ridurre drasticamente le emissioni agricole e assicurare la transizione verso un sistema agroalimentare resiliente.
Sostenere la salute e il benessere dei cittadini: garantire che il nostro sistema agroalimentare favorisca una dieta sana, nutriente, stagionale, locale, culturalmente appropriata e conveniente; incoraggiare un minor consumo di prodotti di origine animale; aumentare la consapevolezza dei cittadini riguardo le conseguenze del consumo di cibo sulla propria salute, sugli agricoltori, sugli animali e sull’ambiente; evitare gli impatti negativi dell’agricoltura sulla salute degli agricoltori, dei lavoratori agricoli e delle popolazioni rurali.
Un sistema alimentare trasparente e responsabile fondato sulla partecipazione, la responsabilizzazione e la democrazia: coinvolgere i cittadini in processi decisionali trasparenti; evitare la conquista del potere decisionale da parte di interessi privati; responsabilizzare le comunità locali affinché diventino protagoniste della trasformazione.
Ci impegniamo a raggiungere una reale transizione lavorando in collaborazione con gli agricoltori, i cittadini e i decisori politici. A questo scopo, sollecitiamo le istituzioni europee e i decisori politici nazionali a ripensare il ruolo e la direzione intrapresa dalle politiche agricole europee e a utilizzare i principi illustrati in questa dichiarazione come base per il processo di riforma della Politica Agricola Comune post-2020.
* Questo documento è stato preparato da European Coordination Via Campesina, International Federation of Organic Agriculture Movements, Greenpeace, Compassion in World Farming, European Public Health Alliance, FERN, Arche Noah, Eurogroup for Animals, Slow Food, Vier Pfoten, World Wide Fund For Nature, European Environmental Bureau, Birdlife, Action Aid, Beelife, Friends of the Earth Europe
List of organisations supporting the statement/March 2017
Per maggiori informazioni visita il sito della campagna
#StopGlifosato. Cambiare la PAC per un sistema agroalimentare sostenibile e un'agricoltura senza pesticidi - 45 Associazioni scrivono al Ministro Martina in vista del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura UE fissato per il 6 marzo
federbioRoma, 3 Marzo 2017 - Parte lunedì prossimo la discussione sulla revisione della PAC – la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini o a finanziare l’inquinamento, lo spopolamento delle campagne e l’impoverimento della qualità dei cibi. Dopo la recente decisione della regione Toscana di allinearsi alla Calabria, eliminando il glifosato dai disciplinari dell’agricoltura integrata finanziati con il PSR, e il successo che in tutta Europa sta raccogliendo l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per raccogliere 1 milione di firme contro il glifosato – 45 Associazioni (riunite in Italia nella Coalizione #StopGlifosato), chiedono al Ministro Martina, in vista del Consiglio dei Ministri europei dell’agricoltura del 6 marzo, che l’Italia assuma una posizione chiara e si schieri nettamente a favore di una modifica dell’intera PAC.
La Politica Agricola Comune della UE, infatti, nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. È ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi delle aziende agricole e non contribuirà a risolvere la crisi ambientale globale.
“Per Maria Grazia Mammuccini, portavoce delle Associazioni, è possibile agire subito con scelte concrete per una riforma radicale della PAC, perché i primi dati sull’attuazione del periodo di programmazione 2014 – 2020 confermano che questo strumento finanziario dell’Unione Europea è iniquo ed insostenibile”.
I dati presentati recentemente nell’ambito della Rete Rurale Nazionale dimostrano infatti che la PAC attuale, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale, assegna a pratiche agricole che consentono l’uso della chimica di sintesi come l’agricoltura integrata e quella conservativa 2,4 miliardi di euro, contro gli 1,7 miliardi destinati all’agricoltura biologica e biodinamica, due pratiche agronomiche che non utilizzano sostanze chimiche di sintesi, ben il 30% in meno.
Ma non solo. In moltissime regioni sommando le diverse premialità l’importo a ettaro dei contributi è superiore per chi produce facendo uso del glifosato, il diserbante più utilizzato in agricoltura accusato di essere probabilmente cancerogeno per l’uomo, rispetto a chi produce in biologico e biodinamico. Ecco alcuni esempi: in Puglia l’olivo coltivato con il metodo dell’integrato più impegni aggiuntivi ha un premio a ettaro di 426 e in biologico di 377 euro. In Sicilia per le ortive in produzione integrata più impegni aggiuntivi il premio è 660 euro a ettaro e per il biologico 600 euro. In Sardegna per la vite in produzione integrata più impegni aggiuntivi il premio è 587 euro a ettaro mentre per il biologico è 465 euro.
“Con l’attuale crisi strutturale ed economica e con l’affermarsi di nuove sfide sociali in Europa – continua Mammuccini - diventa ancora più importante assicurare che le risorse pubbliche investite con la PAC producano ricadute utili e positive per tutti i cittadini. È inammissibile oggi premiare con risorse pubbliche pratiche agricole che costituiscono una minaccia per la nostra salute e per la tutela dell’ambiente. È a dir poco paradossale che oggi la PAC garantisca premi all’agricoltura convenzionale, basata sul massiccio uso della chimica di sintesi, in molti casi superiori rispetto a quelli a sostegno dell‘agricoltura biologica”. Una agricoltura, quella bio, oggi sostenuta non solo dalle ragioni dell’ambiente e dei cittadini ma anche dalla comunità scientifica, che in una ampia ricerca condotta per oltre 30 anni ha dimostrato i maggiori effetti positivi rispetto a quella convenzionale in termini di fertilità del suolo, dispendio energetico, riduzione gas serra, guadagno economico. Conclusioni sostenute da studi indipendenti: per l’Università di Washington l’agricoltura biologica è la “chiave per la sostenibilità a livello globale”, per la Royal Society, “aumentare la percentuale di agricoltura che utilizza metodi biologici e sostenibili non è una scelta, è una necessità”. E il Parlamento Europeo, in un documento del dicembre 2016, ha riconosciuto che il consumo di alimenti biologici può ridurre il rischio di malattie allergiche e obesità.
È giunto per questo il momento di dimostrare la volontà dell’Europa di salvaguardare l’interesse generale dei cittadini, degli agricoltori e dell’ambiente, con una PAC che garantisca la tutela del nostro prezioso capitale naturale e dimostri la sua capacità di agire contro il cambiamento climatico. L’Italia, con il suo patrimonio ambientale, di biodiversità, di paesaggio rurale e di prodotti agroalimentari di qualità deve saper fare la sua parte.
Le 45 Associazioni italiane – assieme a centinaia di organizzazione europee - chiedono dunque al Ministro Martina di farsi portavoce nel prossimo Consiglio europeo dedicato all’agricoltura di scelte che riguardano il futuro di tutti i cittadini europei e che devono andare nella direzione di un sistema agroalimentare sostenibile nel suo complesso.
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Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
GLI UFFICI STAMPA
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
Ufficio stampa FederBio: Silvia Pessini silvia.pessini@ariescomunicazione.it - Cell. 348 3391007
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication Francesca Biffi f.biffi@silverback.it - Cell: 333 2164430
StopGlifosato. Ora anche la Toscana verso l'eliminazione dell'erbicida probabilmente cancerogeno. Coalizione #StopGlifosato: è la seconda regione, il governo segua l’esempio
federbioRoma, 1 marzo 2017 - La Toscana si impegna a eliminare il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, sospetto cancerogeno. Con una mozione presentata da Sinistra Italiana e votata stamattina all’unanimità, il Consiglio Regionale impegna la Giunta a rimuovere il glifosato da tutti i disciplinari di produzione e ad escludere immediatamente dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che ne fanno uso; a sostenere sul territorio approcci agro-ecologici per migliorare la fertilità dei suoli e a intervenire presso il Governo per l’applicazione del principio di precauzione a livello nazionale ed europeo, vietando definitivamente la produzione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari che contengano il principio attivo “glyphosate”.
“Si tratta di un importantissimo passo in avanti nella battaglia che la società civile porta avanti da un anno, da quando lo Iarc di Lione ha introdotto il glifosato tra i prodotti probabilmente cancerogeni per l’uomo”, ha detto la portavoce della Coalizione #StopGlifosato Maria Grazia Mammuccini, commentando la decisione della Toscana. “Dopo l’analoga iniziativa della Regione Calabria, la Toscana fa un passo decisivo: l’impegno si tradurrà in breve in atti normativi concreti. Ora il Governo esamini la possibilità di eliminare il glifosato su tutto il territorio nazionale e si impegni perché a dicembre venga definitivamente cancellato il rinnovo della licenza di uso dell’erbicida della Monsanto a livello europeo”.
“In questo momento – continua Mammuccini – i cittadini europei stanno firmando l’iniziativa di legge popolare per la cancellazione del glifosato dalle sostanze ammesse sui campi. Il governo italiano ha l’opportunità e la forza di prender una decisione all’avanguardia, che tutela il diritto alla salute e la qualità del cibo”.
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Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA- FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA.
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
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Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
Ufficio stampa AVAAZ: Luca Nicotra luca@avaaz.org - Cell. 340 3289238
Ufficio stampa FederBio: Silvia Pessini silvia.pessini@ariescomunicazione.it - Cell. 348 3391007
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro l.calderaro@legambiente.it - Tel. 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication – Francesca Biffi f.biffi@silverback.it - Cell: 333 2164430
Biofach 2017 - Norimberga, giovedì 16 febbraio 2017
federbioTavola rotonda: Un anno di piattaforma FederBio contro le frodi: numeri e risultati.
Uno strumento informatico efficace ed economico per gli operatori europei a tutela dell’integrità del settore biologico
La continua crescita del settore biologico negli ultimi anni ha dato valore e opportunità a tanti nuovi operatori e ha incontrato le richieste dei consumatori. Questa crescita, purtroppo, è stata accompagnata anche a casi di frode che rischiano di indebolire la credibilità del settore e la fiducia del consumatore.
FederBio da alcuni anni, in collaborazione con Intact e Organic Services, ha avviato un progetto informatico per la lotta contro le frodi, la FederBio Integrity Platform (FIP). Il progetto è integrato con DATABIO, il database obbligatorio per tutte le aziende biologiche italiane, che contiene i dati sulle superfici coltivate, sulle quantità potenzialmente producibili e i documenti di certificazione.
DATABIO è istituito da ACCREDIA, l’Ente Nazionale Italiano designato dallo Stato per l’accreditamento degli organismi di certificazione. FIP combina questi dati in tempo reale con le transazioni commerciali di granaglie lungo la filiera. Le operazioni sono trasparenti e permettono agli organismi di controllo di calcolare il bilancio di massa del mercato delle granaglie italiane per mangimi e alimenti. Per le granaglie importate la piattaforma collega i dati dei certificatori e dei commercianti esteri in collaborazione con la piattaforma Check Organic. Un ulteriore effetto positivo del sistema è la sensibile riduzione dei costi per mantenere l’integrità lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Dopo un anno di attività nella complessa filiera dei cereali e granaglie FederBio vuole confrontarsi con gli attori delle filiere e con le autorità competenti per evidenziare le potenzialità del sistema e promuoverlo a livello europeo.
PROGRAMMA
Moderatore: Paolo Carnemolla Presidente FederBio
11.00
Registrazione dei partecipanti
11.15
Il sistema FederBio Integrity Platform applicato dagli operatori italiani:
L’esperienza della MOLINO CASILLO SPA
Giuseppe Centrone – Ufficio Estero
L’esperienza di PROGEO SOCIETÀ COOPERATIVA AGRICOLA:
Tiziano Orlandi – Responsabile Conferimenti Biologici
TAVOLA ROTONDA:
L’esperienza di FederBio a disposizione dell’Europa
FEDERBIO:
Paolo Carnemolla – Presidente
ORGANIC SERVICES:
Gerald A. Herrmann – Direttore
EOCC The European Organic Certifiers Council:
Fabrizio Piva – Presidente
AFI The Anti Fraud Initiative:
Jochen Neuendorff – Coordinatore AFI
COMMISSIONE EUROPEA:
Elena Panichi – Acting Head of Unit Organics – DG Agri
SCARICA LE PRESENTAZIONI
COORDINAMENTO E SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
info@federbio.it
Tel. (+39) 051.4210272; (+39) 06.88980879
Tavola rotonda: Un anno di piattaforma FederBio contro le frodi: numeri e risultati. Uno strumento informatico efficace ed economico per gli operatori europei a tutela dell'integrità del settore biologico - BIOFACH 2017
federbioTavola rotonda: Un anno di piattaforma FederBio contro le frodi: numeri e risultati. Uno strumento informatico efficace ed economico per gli operatori europei a tutela dell’integrità del settore biologico
La continua crescita del settore biologico negli ultimi anni ha dato valore e opportunità a tanti nuovi operatori e ha incontrato le richieste dei consumatori. Questa crescita, purtroppo, è stata accompagnata anche a casi di frode che rischiano di indebolire la credibilità del settore e la fiducia del consumatore.
FederBio da alcuni anni, in collaborazione con Intact e Organic Services, ha avviato un progetto informatico per la lotta contro le frodi, la FederBio Integrity Platform (FIP). Il progetto è integrato con DATABIO, il database obbligatorio per tutte le aziende biologiche italiane, che contiene i dati sulle superfici coltivate, sulle quantità potenzialmente producibili e i documenti di certificazione.
DATABIO è istituito da ACCREDIA, l’Ente Nazionale Italiano designato dallo Stato per l’accreditamento degli organismi di certificazione. FIP combina questi dati in tempo reale con le transazioni commerciali di granaglie lungo la filiera. Le operazioni sono trasparenti e permettono agli organismi di controllo di calcolare il bilancio di massa del mercato delle granaglie italiane per mangimi e alimenti. Per le granaglie importate la piattaforma collega i dati dei certificatori e dei commercianti esteri in collaborazione con la piattaforma Check Organic. Un ulteriore effetto positivo del sistema è la sensibile riduzione dei costi per mantenere l’integrità lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Dopo un anno di attività nella complessa filiera dei cereali e granaglie FederBio vuole confrontarsi con gli attori delle filiere e con le autorità competenti per evidenziare le potenzialità del sistema e promuoverlo a livello europeo.
BIOFACH 2017
Norimberga, giovedì 16 febbraio 2017, h. 11.00-13.00 - Sala Singapur, NCC Ost
Programma
Moderatore: Paolo Carnemolla Presidente FederBio
H. 11.00
Registrazione dei partecipanti
H. 11.15
Il sistema FederBio Integrity Platform applicato dagli operatori italiani:
L’esperienza della MOLINO CASILLO SPA
Giuseppe Centrone – Ufficio Estero
L’esperienza di PROGEO SOCIETÀ COOPERATIVA AGRICOLA:
Tiziano Orlandi – Responsabile Conferimenti Biologici
TAVOLA ROTONDA:
L'esperienza di FederBio a disposizione dell'Europa
FEDERBIO:
Paolo Carnemolla – Presidente
ORGANIC SERVICES:
Gerald A. Herrmann – Direttore
EOCC The European Organic Certifiers Council:
Fabrizio Piva – Presidente
AFI The Anti Fraud Initiative:
Jochen Neuendorff – Coordinatore AFI
COMMISSIONE EUROPEA:
Elena Panichi – Acting Head of Unit Organics – DG Agri
COORDINAMENTO E SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
info@federbio.it
Tel. (+39) 051.4210272; (+39) 06.88980879
Italia per la prima volta pro Ogm. Grazie Lorenzin! di Paolo Carnemolla
federbioIl governo italiano ha votato a favore degli Ogm in sede europea. Era da molto tempo che non succedeva. Dobbiamo ringraziare di questo la ministra della salute Lorenzin, da sempre schierata a favore di Ogm e glifosato. Allo stesso tempo dobbiamo anche capire che in Europa, con l'acquisizione tedesca della Monsanto, si apre probabilmente una nuova fase sulla quale è bene cominciare a tener alta la guardia.
Ma prima i fatti. Nei giorni scorsi - e per la prima volta da molti anni - l'Italia a Bruxelles ha votato a favore dell'autorizzazione ex novo e del rinnovo di autorizzazioni in scadenza per la coltivazione di alcuni mais Ogm della Monsanto. Questo clamoroso "scivolone", come lo ha definito definito Greenpeace, può almeno in parte essere considerato un ennesimo "danno collaterale" della catastrofe del terremoto e delle nevicate in Centro Italia.
Mentre i ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente Martina e Galletti sono impegnati con queste emergenze e il dramma di un tessuto economico e sociale devastato e da ricostruire, la ministra Lorenzin ha avuto modo con un blitz di spostare a favore degli Ogm un equilibrio fra componenti del governo già messo a dura prova all'epoca del voto sull'autorizzazione per il glifosato.
Anche in quel caso fu la responsabile della Salute a cercare di schierare l'Italia per il rinnovo, ottenendo come mediazione un'astensione tattica. Di fatto una vittoria per la Coalizione italiana Stop Glifosato che aveva chiesto al governo italiano di non votare a favore.
Com'è noto glifosato e mais Ogm della Monsanto vanno a braccetto da sempre: le piante sono selezionate in modo tale che si possa usare una grande quantità del principio chimico che l'agenzia di ricerca sul cancro (Iarc) ha definito come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani.
Ora che la multinazionale americana è stata acquisita dalla tedesca Bayer, ci ritroviamo in casa enormi interessi economici e soprattutto enormi conflitti di interesse. Il fatto è che anche sulla questione degli Ogm l'Europa non riesce a prendere una posizione univoca e chiara. Del resto, quando la politica balbetta è tempo favorevole di scorribande per i sempre più potenti e solitari padroni della chimica e della genetica, non solo in campo agricolo.
Fonte: blog di Paolo Carnemolla su Huffington Post
#Stopglifosato: parte domani l’iniziativa europea di raccolta firme La Coalizione #StopGlifosato sostiene la mobilitazione A Roma, Metro Colosseo ore 10, flash mob e presentazione dell’ICE
federbioRoma, 07 febbraio 2017 - Parte domani, 8 febbraio in tutta Europa la raccolta firme per l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere alla Commissione Europea il divieto totale dell'uso del Glifosato, un erbicida dannoso per l'ambiente e probabilmente cancerogeno.
La Coalizione #StopGlfosato, che accoglie ben 45 associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica, della società civile appoggia l’iniziativa che si impegna a portare un milione di firme alla Commissione Ue per sollecitare la messa al bando del glifosato
La grande mobilitazione pubblica che si è sviluppata lo scorso anno ha evitato che l’uso del glifosato venisse permesso nei prossimi 15 anni sui campi italiani ed europei. Ora si tratta di andare avanti fino alla messa al bando totale del pericoloso pesticida. La raccolta di firme per una legge europea di iniziativa popolare rappresenta lo strumento per arrivare velocemente al risultato. Per questo la Coalizione #StopGlifosato sostiene e da il suo pieno appoggio alla nuova iniziativa di scala europea.
Iniziative di lancio si terranno contemporaneamente in molte città europee, tra cui Roma, l’appuntamento sarà di fonte alla Metro Colosseo con un'azione di lancio e un primo banchetto di raccolta firme al quale saranno presenti i promotori italiani della campagna.
Una vasta opposizione sociale si è già espressa contro l'uso di questa sostanza, e l'iniziativa "StopGlyphosate" è sostenuta, oltre che dalla Coalizione italiana #StopGlifosato da una vasta rete internazionale che punta a portare queste istanze nelle sedi istituzionali in vista del voto finale della Commissione previsto per dicembre di quest’anno.
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA.
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
GLI UFFICI STAMPA
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
Ufficio stampa FederBio: Silvia Pessini silvia.pessini@ariescomunicazione.it - Cell. 348 3391007
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353
Ufficio stampa Associazione Biodinamica: Silverback, Greening the Communication Francesca Biffi f.biffi@silverback.it - Cell: 333 2164430








