NaturaSì: alla Festa del Bio "Scopri il nostro lato... Bio"

 

Con la Festa del Bio prende il via la campagna NaturaSì "Scopri il nostro lato...Bio" per conoscere l'impegno che l'azienda ha dedicato nei suoi 30 anni all'agricoltura biologica e biodinamica.
Un invito che il marchio dei supermercati bio apre a tutti per entrare a far parte di un sistema che tutela la fertilità della terra, che rispetta il lavoro degli agricoltori riconoscendo il giusto prezzo, che tutela l'ambiente e la biodiversità.
La campagna adv con simpatia invita a conoscere i progetti di filiera..."dalle spighe agli spaghi" che garantiscono i prodotti dal campo alla tavola, l'impegno degli agricoltori che producono cibo nutriente, sano e di qualità e i valori aziendali per garantire il futuro all'agricoltura bio.

Il "lato Bio" di NaturaSì è uno stile di vita, per tutti!


Bio è buono ma certificato è meglio: FederBio è a TUTTOFOOD con un padiglione dedicato al biologico “con il bollino”. E il 6 maggio, tutti invitati alla Festa del Bio, nel cuore di Milano

Bologna, 28 aprile 2017 – Al via TUTTOFOOD, la manifestazione biennale dedicata al Food & Beverage realizzata da Fiera Milano, che quest’anno ha organizzato in parallelo la Week & Food, evento ad elevato tasso di coinvolgimento per appassionati gastronomi e per operatori del settore, che si svolgerà a Milano dal 4 all’11 maggio.

Il settore biologico all’interno della manifestazione ha triplicato i suoi volumi e confermato il suo trend di crescita nel 2017 anche grazie alla partnership con FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, siglata con l’obiettivo di sostenere la scelta delle imprese della filiera del biologico che, attraverso la certificazione, hanno voluto investire sulla qualità e sulla trasparenza, con benefici immediati per i consumatori. A seguito di tale accordo FederBio ha coordinato la partecipazione alla fiera di una trentina di aziende biologiche certificate in un’area appositamente predisposta all’interno del padiglione 4.

“Siamo orgogliosi di partecipare a TUTTOFOOD – dichiara Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - e di porre all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della certificazione del biologico: un elemento cruciale per un settore che è uscito dalla nicchia dell’agroalimentare del nostro Paese, diventando trainante per la nostra economia, segnando una crescita a doppia cifra anno su anno”. Da sempre in prima linea per garantire il rispetto degli standard di tracciabilità e di trasparenza nel comparto biologico, FederBio è promotore di azioni volte al continuo miglioramento e alla standardizzazione dell’attività degli organismi di certificazione e delle imprese del settore.

Quest’anno il popolo del bio potrà ritrovarsi anche fuori dalla Fiera di Milano, sabato 6 maggio, alla FESTA DEL BIO, fra gli appuntamenti imperdibili di Week & Food, il fuori salone di TUTTOFOOD. Presso Palazzo Giureconsulti - Via Mercanti (Piazza Duomo), FederBio ospiterà una kermesse dove produttori, aziende, media e cittadini potranno discutere dei temi legati al biologico, soddisfare curiosità, assaggiare prodotti e partecipare attivamente ad un laboratorio di idee sul settore che, più di altri, fa dell’innovazione un vero elemento di distinzione.


Il biologico italiano fa festa a Milano. In Piazza Duomo niente palme né banani, ma persone che hanno a cuore il rispetto dell'ambiente e la tutela della salute

Incontri con esperti, progetti di coinvolgimento dei giovani, spazi alle aziende ed un'installazione da donare alla Città di Milano: con la FESTA DEL BIO tante le iniziative in programma organizzate da FederBio nell’ambito della WEEK&FOOD. Appuntamento per sabato 6 maggio a Palazzo Giureconsulti e via Mercanti

Parte dal centro di Milano la festa che vuole far conoscere il bio a Milano, all’Italia e a tutto il mondo: produttori, aziende, protagonisti del bio italiano la cui missione è nutrire l'uomo rispettando l’ambiente, la biodiversità e il territorio. Niente palme né banani, ma solo le storie e i prodotti di chi crede nelle potenzialità di un sistema non intensivo né invasivo.

Si chiama FESTA DEL BIO ed è la festa del biologico italiano in movimento, aperta a tutti. Da EXPO Milano 2015, con l’edizione zero, l’iniziativa raggiunge nel 2017 Piazza Duomo (Palazzo Giureconsulti e via Mercanti) nell’ambito della WEEK&FOOD, la settimana del food di Milano che si svolge parallelamente a TUTTOFOOD. Organizzato da FederBio, l’evento vede protagonisti produttori, aziende, consumatori, giornalisti, blogger, millennials, studenti, bambini, adulti con l'obiettivo di conoscere e far vivere il biologico da vicino.

“Una grande opportunità per tutti per conoscere il mondo del bio: la Festa del Bio vuole essere una occasione ludica, divertente per trasmettere i valori dell’agricoltura biologica e biodinamica. – evidenzia Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – Il settore, in continua crescita ormai da oltre 10 anni, rappresenta un fiore all’occhiello per il settore agroalimentare, sia in Italia che all’estero. Oltre 50.000 aziende nel nostro Paese che lavorano con impegno tutelando l’ambiente e garantendo alimenti attenti al benessere di tutti noi. Il nostro impegno è quello di far conoscere sempre più a tutti i consumatori il bio”.

L’appuntamento è per l’intera giornata di sabato 6 maggio con:

I TALK - Conoscere il bio per scegliere con consapevolezza: questo l'obiettivo dei talk aperti che si terranno a Palazzo Giureconsulti in via dei Mercanti sabato 6 maggio dalle ore 10.15:

Il biologico Made in Italy. Un successo mondiale
I prodotti bio italiani sono un fiore all’occhiello del settore agroalimentare, nel nostro Paese, in Europa e oltre oceano. Il bio Made in Italy come la moda e il design?
Il talk analizza le motivazioni del successo del bio, delinea le opportunità per il settore e le opportunità che il settore offre all’agroalimentare, tenendo sempre ben in vista l’opinione del consumatore.

Bio e comunicazione
Presentazione del Project “PARLOCONBIO” in collaborazione con Economia e Gestione della Comunicazione Pubblicitaria, LiMed, e i corsi UCSC International, Università Cattolica del Sacro Cuore, con il coinvolgimento di 20 gruppi di millennials

Nutrizione e benessere. Sono quello che mangio
Neonati, bambini, adulti e anziani. In tutte le fasi della vita l’alimentazione deve essere posta al centro delle nostre attenzioni. Il cibo che mangiamo è il carburante del nostro corpo e della nostra mente. Nutrizionisti ed esperti spiegano perché scegliere il bio per una vita all’insegna del benessere.
Agricoltura biologica: senza pesticidi per la salute dell’ambiente
Efficaci per la redditività dell’attività agricola, i pesticidi sono però pericolosi per la salute. Per questo motivo lo Stato e la Comunità europea ne regolamentano quantità, qualità e modalità d’impiego. Nell'agricoltura biologica non si usano pesticidi: esperti spiegano il perché e i vantaggi che ne derivano per la salute. Saranno presentate anche due case history di successo nel passaggio dall'agricoltura 'chimica' a quella biologica.

BIO AZIENDE IN PIAZZA - Accanto a Palazzo Giureconsulti, in via Mercanti, ci saranno le aziende biologiche coi loro prodotti: si potranno conoscere di persona le storie di chi, con impegno e passione, si dedica al recupero della biodiversità, al rispetto della terra e dell'ambiente, per un'alimentazione sana e di qualità.

BIO-DESIGN: UN'INSTALLAZIONE PER MILANO – La FESTA DEL BIO è l'occasione per donare alla città di Milano un'installazione che rappresenta il biologico italiano: realizzata dalle mani di giovani architetti laureatisi al Politecnico di Milano con materiali recuperati da aziende bio, l’opera viene “svelata” alle ore 11.30 di sabato 6 maggio alla presenza degli studenti, delle Istituzioni e del mondo bio.

BIO MILLENNIALS – La FESTA DEL BIO coinvolge i millennials, cioè le giovani generazioni, per trasmettere loro i valori legati al mondo del biologico. Sui social è stato lanciato il contest #Vivoilbio che coinvolge i giovani perché producano video, audio, foto su cosa è l’agricoltura biologica: i giovani hanno l’opportunità di visitare e vivere da vicino le aziende agricole bio, gli allevamenti, le aziende di trasformazione per raccogliere informazioni e produrre i materiali. I 10 video migliori saranno proiettati durante la FESTA DEL BIO, scelti da una giuria di 10 giornalisti. Ma non solo: oltre ottanta studenti del corso di Economia e Gestione della Comunicazione Pubblicitaria, Linguaggi dei Media, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sono stati coinvolti dalla docente Stefania Vitulli sul progetto della FESTA DEL BIO per la realizzazione del video virale di lancio della manifestazione.

BAMBINI E FAMIGLIE – Spazio ai bambini e alle famiglie: iniziative, giochi, attività di coinvolgimento per far apprezzare e scoprire a tutti i presenti il mondo del bio.

Ufficio stampa - Aries More
Ferdinando Baron tel 333 2117956 - ferdinando.baron@ariesmore.com
Silvia Pessini tel 348 3391007 - silvia.pessini@ariesmore.com

 


Sugli scaffali quanto piace il bio - Corriere della Sera

24/04/2017 - ll biologico continua a correre e sta diventando la dieta ideale per le piccole e medie imprese. La domanda bio sta crescendo a doppia cifra soprattutto per effetto della spinta della grande distribuzione. «Ha compreso la potenzialità del biologico — spiega Paolo Carnemolla, presidente di FederBio —. Si tratta di un driver eccezionale soprattutto per le piccole e medie imprese che forniscono i prodotti a marchio e che quindi hanno una corsia preferenziale di accesso gratuito e veloce. Non a caso nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 20 per cento del fatturato biologico solo grazie al canale della grande distribuzione organizzata».

LA CRESCITA
Una polarizzazione che sta creando una sorta di doppia velocità tra le aziende di settore: quelle che lavorano con la private label crescono a doppia cifra, chi si affida ai canali specializzati comincia a rallentare.
«Era inevitabile — concorda il presidente di FederBio — dal momento in cui le grandi catene di distribuzione hanno capito che i consumatori sono disposti a spendere qualcosa in più pur di avere i prodotti bio, hanno scatenato la loro potenza di fuoco e si sono messe a caccia dei fornitori migliori per le loro marche private. Ma il settore non si presta a riconversioni radicali: le medie aziende agricole che non sono nate col bio possono dedicare una parte dei loro campi alle coltivazioni senza chimica e virare verso il nuovo business. Invece le piccole devono essere nate con vocazione biologica, altrimenti è difficile potersi riconvertire a quel tipo di filiera». Il vino rappresenta forse il prodotto simbolo di questo successo di mercato: in Italia nel 2016 le vendite di vino bio hanno raggiunto 11,5 milioni di euro nella sola Gdo, registrando un +51% rispetto al 2015. «Un italiano su quattro ormai consuma vino biologico — conferma Carnemolla —. A fronte dell’incremento della qualità del vino sempre più produttori vitivinicoli optano per l’alternativa biologica. Una scelta che si traduce nello sviluppo a tripla cifra della viticoltura, cresciuta del +295% in Europa e del +280% nel mondo, nel periodo 2004-2015 . Il nostro paese è leader per incidenza sul totale della vite coltivata (l’11,9% è bio), seguita da Austria con l’11,7% e Spagna con il 10,2%. Fino a poco tempo fa si negava che potesse esistere il vino bio. Ora cresce, grazie a cantine serie che si impegnano con un approccio serio. È un settore virtuoso destinato a crescere ancora nei prossimi anni».

IL CONTROLLO
Ma la crescita del biologico, in tutti i settori, è stata accompagnata anche a casi di frode che rischiano di indebolire la credibilità del settore e la fiducia del consumatore. FederBio da alcuni anni, in collaborazione con Intact e Organic Services, ha avviato un progetto informatico per la lotta contro le frodi.
«Il progetto è integrato con Databio, il database obbligatorio per tutte le aziende biologiche italiane, che contiene i dati sulle superfici coltivate, sulle quantità potenzialmente producibili e i documenti di certificazione. Al momento organismi di controllo si occupano del mercato delle granaglie italiane per mangimi e alimenti ma è pronta una piattaforma di controllo anche per l’olio d’oliva e poi toccherà ai pomodori. Se il ministero delle Politiche agricole adotterà questo sistema, sarà la svolta per tutto il sistema di certificazione: un vantaggio per produttori e consumatori».

Fonte: Corriere della Sera.


I 10 motivi per cui il biologico salverà il pianeta

Il 22 aprile, nel giorno in cui il mondo intero celebra l’Earth Day, FederBio vuole sottolineare i motivi che fanno dell’agricoltura biologica la soluzione ideale per la salvaguardia del Pianeta.

Bologna, 21 aprile – Il biologico come chiave per nutrire il pianeta. Questo è il messaggio che FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, vuole lanciare in occasione della Giornata della Terra. Avvenimento educativo e informativo di rilevanza internazionale, l’Earth Day pone l’accento sulle problematiche ambientali per rafforzare la formazione di una nuova coscienza ambientale.
Il rispetto dell’ambiente è uno delle molteplici sfaccettature del più generale principio di sostenibilità che rappresenta un pilastro dell’agricoltura biologica, vera novità in campo agricolo dell’ultimo secolo.
Il valore innovativo dell’agricoltura biologica risiede nella capacità di armonizzare un approccio eco sistemico, socialmente inclusivo, economicamente ed ecologicamente resiliente con la produzione di alimenti e materie prime rinnovabili. Per sottolineare il potenziale rivoluzionario di questa pratica, FederBio ha stilato 10 motivi che fanno del biologico l’alleato numero uno per la salvaguardia del nostro Pianeta.

1. Migliore qualità del suolo e dell’ambiente
Attente alla tutela dell’ambiente, le aziende biologiche si distinguono da quelle tradizionali per la capacità di immagazzinare maggiori quantità di carbonio nel terreno, con ciò ottenendo sia un sostanziale miglioramento del livello di fertilità che la diminuzione del rischio di erosione del suolo. Questi miglioramenti diventano benefici concreti per gli operatori del settore che registrano un incremento della produttività a medio e lungo termine.

2. Migliore capacità del suolo di trattenere e filtrare l’acqua
I terreni coltivati con il metodo biologico registrano una maggiore di capacità di trattenere e filtrare l’acqua, che si traduce in una significativa riduzione della necessità di irrigazione, con sostanziali risparmi per gli agricoltori e una diminuzione dell’impatto di siccità e alluvioni.

3. Assenza di pesticidi e fertilizzanti sintetici
Altro pilastro base del metodo biologico è il rifiuto dell’uso di concimi, diserbanti, insetticidi, anticrittogamici e altri pesticidi e chimici di sintesi, i cui effetti negativi impattano direttamente sull’ambiente, sui prodotti coltivati e, in ultima istanza, anche sui consumatori. L’alternativa scelta è il sapiente utilizzo di concimi organici fonti degli elementi nutritivi necessari alle piante, con la selezione di varietà magari meno produttive, ma più rustiche e resistenti a malattie e avversità.

4. Riduzione dell’inquinamento delle acque
Con l’edizione 2016 del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, l’Ispra ha evidenziato come le acque italiane sono sempre più contaminate da pesticidi. Il metodo biologico, vietando l’impiego di tali sostanze e dei fertilizzanti chimici, riduce l’inquinamento delle acque e la lisciviazione dei nitrati nelle falde acquifere.

5. Potenziale riduzione dei gas serra
I vantaggi cumulativi legati alle varie pratiche biologiche - come il mancato utilizzo di fertilizzanti sintetici, il maggior apporto di sostanza organica compostata nel terreno, il sequestro di carbonio da parte del suolo, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dell’utilizzo di energie fossili - determinano un potenziale di riduzione dei gas serra pari a 5.1-6.1 GT (miliardi di tonnellate) di CO2 equivalenti. Questo suggerisce che una conversione globale ai metodi di gestione biologica trasformerebbe l’agricoltura da principale fattore di cambiamento climatico ad attività a impatto climatico zero.

6. Maggior rispetto del benessere animale
L’allevamento biologico ha come concezione l’allevamento nel pieno rispetto dell’etologia della specie e i criteri di benessere animale, che negli allevamenti tradizionali intensivi vengono in alcuni casi disattesi. Gli animali vengono alimentati con prodotti vegetali di origine biologica e il loro numero è proporzionale alla terra disponibile per pascolare e per vivere liberamente all’aria aperta.

7. Rispetto della biodiversità
È necessario sottolineare come un criterio fondamentale dell’agricoltura biologica sia il rispetto della biodiversità. La creazione di un equilibrio ecologico tra il suolo, le piante e gli animali garantisce una maggiore qualità dei prodotti alimentari che generalmente sono più ricchi di sali minerali, sostanze a effetto antiossidante e sostanza secca.

8. Salvaguardia della fauna selvatica
Le aziende agricole biologiche proteggono stagni, siepi e rive erbosee gli altri habitat principali della fauna selvatica, vitale per il nostro ecosistema.

9. Maggiore tutela della sicurezza alimentare
Fornendo alimenti molto ricchi dal punto di vista nutrizionale e privi di residui tossici, i prodotti biologici tutelano la salute dell’uomo.

10. Sistema di certificazione e controllo dei prodotti
È da sottolineare come l’agricoltura biologica preveda un solido sistema di controllo del metodo di produzione, con regolari ispezioni in campo e nei magazzini,con la tracciabilità dei prodotti e il monitoraggio dell’intero ciclo produttivo da parte di organismi nazionali di controllo incaricati dal ministero delle Politiche agricole. Questo rappresenta una garanzia non solo per la qualità dei prodotti, ma anche per il rispetto dell’ambiente.

Per concludere Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, dichiara che “Grazie alle sue caratteristiche e alle regolamentazioni a cui è sottoposta, l’agricoltura biologica garantisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e del benessere dell’uomo, ed è dunque l’agricoltura del futuro, in grado di nutrire il nostro Pianeta”. “Nel 2015 - continua - 2,4 milioni di operatori del settore a livello mondiale, ben il 7,2% in più rispetto all’anno precedente, hanno riconosciuto il valore del biologico e partecipato alla produzione di alimenti impiegando risorse locali, riducendo la dipendenza da fattori di produzione esterni e aumentando la propria resilienza a shock esterni e calamità naturali”.


Il vino biologico campione di consumi in Europa e nel mondo

Con numeri da record e solidi trend di crescita il vino biologico è sempre più apprezzato dai consumatori e produttori italiani e internazionali. FederBio ha approfondito questo fenomeno dalla portata globale durante il convegno “Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo”, tenutosi in occasione di Vinitalybio.

Bologna, 11 aprile 2017 - Il vino biologico è di qualità superiore. Questo quanto emerso dall’analisi di oltre 74.000 rating di vini di diverse vendemmie, varietà e regioni di produzione pubblicati da the Wine Advocate, Wine Enthusiast e Wine Spectator.

Nel corso del convegno promosso da FederBio, i puntuali interventi tecnici di Enzo Mescalchin della Fondazione Mach di San Michele all'Adige e di Leonardo Valenti dell'università di Milano hanno confermato quanto ipotizzato dai ricercatori delI'Università della California e di Bordeaux: la certificazione biologica è associata ad un incremento statisticamente significativo della valutazione della qualità: in un vigneto senza uso di pesticidi chimici di sintesi aumenta il vigore dei microrganismi che sono la parte vivente della sostanza organica. Le uve che derivano da questi vigneti rappresentano gli interpreti più autentici del terroir. Inoltre dall'esclusione dei fertilizzanti, che comporta un contenimento della resa, deriva un miglior profilo organolettico.

“Da uve di miglior qualità, derivano vini di miglior qualità, il segreto del successo del vino biologico non è poi così misterioso” commenta Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio – “Per molte cantine biologiche, poi, si tratta quasi di una sfida per dimostrare di essere i più bravi, in grado di produrre vino da uve perfette e senza interventi invasivi in cantina”.

A fronte dell’incremento della qualità del vino sempre più produttori vitivinicoli optano per l’alternativa biologica. Una scelta che si traduce nello sviluppo a tripla cifra della viticoltura, cresciuta del +295% in Europa e del +280% nel mondo, nel periodo 2004-2015 (analisi Wine Monitor Nomisma su dati FIBL). All’interno di questo scenario l’Europa detiene il primato sia per maggior superficie vitata bio del mondo (293 mila ettari pari al 88% della superficie globale), che per l’incidenza delle superfici vitate bio sul totale (che nel 2015 ha superato il 7% a fronte di una quota mondiale inferiore al 5%).

Come nella maggior parte delle statistiche sulla produzione biologica, l’Italia è sul podio. Con 83 mila ettari di vigneto coltivati con metodo biologico, il Bel Paese è leader per incidenza sul totale della vite coltivata (l’11,9% è bio), seguita da Austria con l’11,7% e Spagna con il 10,2%. “Nel nostro Paese da 52mila ettari nel 2010, si è raggiunta quota 83mila ettari nel 2015 sui 332.000 totali a livello mondiale, e si prevede di superare la soglia dei 90 mila per il 2016” commenta il presidente di FederBio Paolo Carnemolla - “In Sicilia gli ettari sono oltre 32.000, in Toscana sono 11.500, quasi 11mila in Puglia, più di 4mila nelle Marche e nel Veneto e più di 3.500 in Abruzzo: non c’è una denominazione d’origine per la quale non ci sia un’offerta di vino biologico da parte di qualcuna delle 1.500 cantine”.

Il vino biologico un successo italiano e internazionale

In Italia a fronte di un tiepido +1% delle vendite di vino in generale, le vendite di vino bio hanno registrato un +53% rispetto al 2015, raggiungendo il valore di 9,6 milioni di euro nella sola GDO. Il grosso delle vendite si registra sui più esigenti mercati esteri (Usa, Giappone; Germania,Gran Bretagna…)

Nel momento della scelta il consumatore italiano predilige il vino rosso (69% delle vendite di vino bio in GDO, +42% rispetto al 2015), tuttavia i vini bianchi crescono in maniera più significativa (+93%) assieme ai vini spumanti e frizzanti (+162%). Nello specifico il Montepulciano d’Abruzzo (18% delle vendite 2016 di vino bio a valore), seguito dal Nero d’Avola (9%) e dalle diverse tipologie di Chianti (8%) sono i vini biologici più apprezzati dagli italiani. Naturalità (24%), salubrità (20%) e qualità (17%) sono le tre proprietà distintive che i consumatori attribuiscono al vino bio, e che sono il drive del suo successo.

Decisi ad affrontare il fenomeno adottando un punto di vista internazionale, la Survey multi-country di Wine Monitor affidata a Nomisma da ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), ha indagato, oltre all’Italia, su abitudini e comportamenti di acquisto dei consumatori di Germania e Regno Unito. Questi mercati, fondamentali partner commerciali dell’Italia per il vino in quanto tra i primi importatori al mondo, offrono grandi prospettive per il nostro Paese anche nel settore del biologico.

In UK, secondo i dati Global Snapshot NIELSEN, le vendite di vino bio in GDO nel 2016 si attestano a 20,7 milioni di euro (esclusi i vini frizzanti e spumanti), con uno share di biologico dello 0,4% sul totale dei vini venduti con una crescita del +24% nell’ultimo anno. In questo scenario, un quarto delle bottiglie bio vendute è di provenienza italiana e, solo nell’ultimo anno, nel Regno Unito l’incremento a valore è stato dirompente (+82% a valore e +72% a volume). Come per l’Italia l’interesse per il vino bio è in costante crescita, la quota di consumatori che negli ultimi 12 mesi ha consumato almeno una volta un vino biologico è del 12% in Germania e del 9% in UK. Anche per quanto riguarda le preferenze sul vino bio i gusti di inglesi e tedeschi sono simili a quelli italiani con rossi e bianchi fermi in prima posizione in entrambi i mercati, segue in UK il rosso frizzante e in Germania il bianco frizzante.

Il vino biologico, eccellenza del Made in Italy

Infine viene sottolineata l’ottima reputazione che il vino biologico made in Italy gode oltre i confini nazionali. Per il 42% dei consumatori inglesi e per il 40% di quelli tedeschi, i vini bio Made in Italy hanno qualità mediamente superiore rispetto ai vini bio di altri Paesi e sono evocativi di alta qualità (19%) e di autenticità (15%). Particolarmente elevata la reputation dei vini bio italiani per il consumatore inglese, il 22% degli user bio in UK posiziona l’Italia al primo posto nella classifica dei Paesi che producono i vini biologici di migliore qualità.

Per ulteriori informazioni:

Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Mobile +383483179924

Marta Andena
Marta.Andena@bm.com
Tel. +390272143511
Mobile +393485499956


Convegno - Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo - Verona, 10 aprile 2017

Convegno: Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo – Verona, 10 aprile 2017

I ricercatori dell’University of Californiadall’analisi di oltre 74.000 rating di vini di diverse vendemmie, varietà e regioni di produzione pubblicati da the Wine Advocate, Wine Enthusiast Wine Spectator, hanno rilevato che i vini biologici segnano in media 4,1 punti in più (su 100) rispetto ai loro omologhi non biologici: “I nostri risultati indicano che la certificazione biologica è associata ad un incremento delle valutazione di qualità statisticamente significativa”.

I ricercatori ipotizzano che l’adozione di pratiche biologiche con la messa al bando dei presidi fitosanitari chimici di sintesi favorisca il vigore dei microrganismi che rappresentano la componente vivente della sostanza organica del suolo e esaltano il sapore dell’uva, dando una rappresentazione più autentica del terroir e dell’ambiente naturale della vite. Un ruolo relativo alle migliori performance organolettiche nel vino è attribuito anche al rifiuto dei fertilizzanti chimici di sintesi, che riduce la resa nel vigneto, traducendosi in miglior qualità delle uve.

La superficie a vigneto coltivata con metodo biologico nel mondo copre ormai 335.000 ettari (293.000 in Europa), il 4,7% di quella mondiale, è cresciuta del 6,7% dal 2014 al 2015 ed è triplicata dal 2006.

In Italia il vigneto biologico nel 2015 copriva 83.643 ettari (+15.6% sul 2014); aumentano non solo le superfici, ma anche i consumi interni e l’export, non una sola cantina prevede un mercato con andamenti non positivi.

L’intero comparto vitivinicolo è chiamato ad approfondire il fenomeno della produzione biologica, che con la costante crescita dell’apprezzamento del consumatore italiano e globale, con i risultati qualitativi e il forte background ambientale costituisce sempre più un’alternativa possibile in chiave di sostenibilità, reputazionedel marchio, diversificazione e opportunità commerciali.

Il convegno intende contribuire alle riflessioni affrontando il tema della qualità dei vini biologici e del conseguente andamento delle cantine italiane su alcuni dei principali mercati internazionali.

  

VINITALYBIO 2017: GLI APPUNTAMENTI

Lunedì 10 aprile 2017 h. 15.00 17.30 - Sala Puccini - Centrocongressi Arena

H. 14.45

Registrazione dei partecipanti


H. 15.00

Saluti e introduzione i lavori
Verona Fiere
Maria Ines Aronadio – Dirigente Ufficio Agroalimentare e Vini – ICE
Roberto Pinton – consigliere delegato – FederBio


H. 15.20

Aspetti tecnici della vinificazione biologica e ricadute sul profilo organolettico. Gestione biologica del vigneto e ricadute su qualità e sanità delle uve

Enzo Mescalchin – Fondazione Mach

 

La fase di Cantina e l’esperienza di Barone Pizzini in Franciacorta

Leonardo Valenti – Università degli Studi di Milano


H. 16.00

Gran Bretagna, Germania, Italia: numeri e tendenze del vino biologico sul mercato Europa

Silvia Zucconi – Nomisma


H. 16.20

Il mercato del vino biologico in USA

Salvo Bonanno – Vice Segretario Generale – Italian-American Chamber of Commerce of Midwest


H. 11.40 /
11.50

Miriam Van Bree, Responsabile Politiche di Interesse Comune e Dipartimento Knowledge Projects, Bionext, Olanda


H. 16.35

Il mercato del vino biologico in Giappone

Marco Colosi – Junior Analyst – The Italian Chamber of Commerce in Japan


H. 16.50

Discussione con i partecipanti e Conclusioni


Moderatore: Lorenzo Tosi – giornalista VVQ Edagricole



COORDINAMENTO E SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

info@federbio.it
Tel. (+39) 051.4210272; (+39) 06.88980879


Al via Vinitalybio, il salone dedicato al vino biologico certificato

08/04/2017 - Tutto pronto per Vinitaly, il Salone di riferimento a livello internazionale per il settore vitivinicolo, arrivato al giro di boa delle 50 edizioni più una, in Fiera a Verona dal 9 al 12 aprile. Appuntamento principale nel business etnologico per il b2b, Vinitaly ha visto la presenza nel 2016 di 131.000 buyer e operatori specializzati, dei quali 49.000 provenienti da 140 Paesi.
Riconfermato anche per quest’anno Vinitalybio, il Salone esclusivamente dedicato ai vini con certificazione biologica, nato nel 2014 dall’accordo tra Veronafiere e FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica.
Vinitalybio vuole essere la risposta al crescente interesse dei consumatori e dei produttori di tutto il mondo, attratti sempre di più dai benefici del vino biologico, che rappresenta un’alternativa possibile in chiave di sostenibilità.
I dati confermano questo apprezzamento, la produzione di vino biologico infatti si sta affermando con sempre più vigore in Italia, dove pesa per oltre il 10% della viticoltura italiana. “Nel nostro Paese da 52mila ettari nel 2010, si è raggiunto quota 83mila ettari nel 2015 (sui 332.000 totali a livello mondiale), e si prevede di superare la soglia dei 90 mila per il 2016”- commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla - “In Sicilia gli ettari sono oltre 32.000, in Toscana sono 11.500, quasi 11mila in Puglia, più di 4mila nelle Marche e nel Veneto, e più di 3.500 in Abruzzo: non c’è una denominazione d’origine per la quale non ci sia un’offerta di vino biologico da parte di oltre 1.500 cantine”.
Sono numerosi gli appuntamenti previsti per approfondire il fenomeno della produzione biologica. Di particolare interesse il convegno “Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo”, in agenda lunedì 10 aprile alle ore 15. Il convegno promosso da FederBio affronta in chiave internazionale il tema della qualità dei vini biologici e del conseguente andamento delle cantine italiane su alcuni dei principali mercati esteri.
Il respiro internazionale del Salone verrà ulteriormente rafforzato dalla presenza di una selezione di operatori provenienti da Germania e Belgio, mercati di punta per il vino biologico italiano, coinvolti da Federbio in attività di presentazione e tasting dei vini delle aziende espositrici. La presenza di questa selezione è resa possibile dalla collaborazione con Veronafiere che, nell’ambito di un progetto Federbio finanziato dall'Unione Europea per la promozione delle produzioni biologiche in Italia e all'estero, realizza da tre anni una specifica attività di incoming di buyer esteri del vino in occasione di Vinitaly.


Legge sull’agricoltura biologica: arriva l’approvazione in Commissione Agricoltura

Dopo dieci anni il settore del biologico è arrivato ad un punto di svolta: la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato ieri la proposta di legge "Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico".

La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato ieri il testo unico sull’agricoltura biologica, da anni atteso dall’intero comparto. Il testo, che sarà trasmesso alle commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione del parere di competenza, ha l’obbiettivo di mettere ordine e dare valore a un settore in costante crescita e sempre più in grado di rispondere alle istanze dei nuovi consumatori.

I deputati Pd Massimo Fiorio e Alessandra Terrosi, rispettivamente primo firmatario e relatore della proposta di legge, hanno messo in evidenza come l’obbiettivo del provvedimento sia quello di riconoscere l’agricoltura biologica “quale attività di interesse nazionale con funzioni sociali ed economiche rilevanti, capace di promuovere la sicurezza alimentare ed il benessere degli animali e ridurre le emissioni nocive”.

L’approvazione del testo di legge è stata accolta con entusiasmo da FederBio, secondo cui il provvedimento permetterà all’Italia di fare finalmente proprio il riconoscimento espresso dall'Unione europea sull’argomento. Da una decina di anni, l’Europa ha infatti preso atto delle importanti funzioni sociali della produzione biologica: la fornitura di beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, il benessere degli animali e lo sviluppo rurale, assieme all'alimentazione di un mercato che risponde alla crescente domanda mondiale di prodotti biologici.

“Esprimiamo il nostro apprezzamento in merito al fatto che una legge dello Stato definisca l'agricoltura biologica come "attività di interesse nazionale" - commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla - “non fosse altro perché ciò costituisce il riconoscimento dell'impegno di oltre 60.000 aziende agricole che si prendono cura dell'ambiente e del territorio, senza utilizzare nei loro campi nemmeno un grammo di concimi e pesticidi chimici di sintesi, e delle oltre 8.000 imprese che trasformano la materia prima prodotta da più di un milione e mezzo di ettari (oltre il 12% della superficie agricola complessiva italiana), un settore virtuoso con circa 250mila addetti, in gran parte composto da giovani e donne istruiti, dinamici e fortemente impegnati.”

In qualità di organizzazione che rappresenta tutti gli attori della filiera biologica, FederBio è sin d'ora pronta a portare il proprio contributo per la redazione del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici da aggiornare annualmente come previsto dal DDL. Il Piano dovrà essere coerente all'obiettivo di favorire la conversione al biologico delle imprese agricole e agroalimentari, di rafforzare l’organizzazione della filiera, di incentivare il consumo, di potenziare il sistema di controllo e, non da ultimo di incentivare la ricerca e l’innovazione. FederBio è inoltre già impegnata ad aprire il cantiere per un organismo interprofessionale unico per il settore, in linea con i parametri indicati dal testo approvato ieri.

Il biologico italiano
L’incidenza del comparto biologico in Italia fotografa un paese sempre più cosciente delle potenzialità e dei benefici che questo tipo di agricoltura porta con sé.
L’Italia è infatti il sesto Paese al mondo per superficie sottratta all'uso dissennato della chimica in agricoltura, il nono per incidenza dell'agricoltura biologica rispetto a quella complessiva e per tasso d'incremento delle superfici biologiche.
In Europa, l’Italia detiene il primato per numero di aziende agricole biologiche e, a livello internazionale, è il settimo mercato mondiale per consumo di prodotti biologici. Leader mondiale per quantità di prodotti biologici al mondo, l’Italia è al primo posto per la produzione di agrumi biologici, al secondo posto al mondo per l'apicoltura e per la produzione di ortaggi, di uva e di olive, al terzo posto per la produzione di frutta, al quarto posto per le leguminose.

Il biologico una soluzione per l’ambiente e per il benessere dell’uomo
I dati degli istituti pubblici di ricerca guardano allo sviluppo della produzione biologica come soluzione per permettere la salvaguardia di un ambiente ormai al limite estremo e per garantire la sicurezza e la qualità dell'alimentazione. Le ricerche condotte denunciano che il 63,9% delle acque superficiali del nostro Paese è contaminato da pesticidi - nel 21,3% dei casi in concentrazioni superiori ai limiti ammessi - e che il 31,7% delle acque sotterranee è contaminato. A ciò si aggiungono i dati ARPA, ASL e Istituti Zooprofilattici che evidenziano come l'agricoltura convenzionale nel 2015 ha portato sulle tavole degli italiani il 66.1% della frutta e il 30,9% degli ortaggi con residui di pesticidi.
L’agricoltura biologica è perciò un valido alleato per la salute e la sicurezza alimentare degli italiani. Una tesi questa avvalorata dal rapporto scientifico commissionato l'anno scorso dal Parlamento europeo. Dal rapporto emerge che il consumo di cibo biologico è correlato alla riduzione del rischio di malattie allergiche e di obesità, e alla diminuzione degli effetti negativi sullo sviluppo cognitivo e neurologico dei bambini causati dagli attuali livelli di esposizione di insetticidi, in particolare durante la gravidanza e l'infanzia.
Le colture biologiche hanno un tenore di cadmio inferiore a quelle convenzionali, il latte e la carne biologici presentano una maggior quantità di acidi grassi omega3, il rifiuto degli antibiotici nella produzione animale riduce al minimo il grave problema dell'antibiotico resistenza, con benefici per la salute pubblica potenzialmente considerevoli.

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Glifosato e Ogm vanno a braccetto. L'alternativa è il Bio

Un mio post di febbraio sugli Ogm ha scatenato la reazione di alcuni noti fan italiani del transgenico che sono arrivati al punto di negare la correlazione fra Ogm e tecniche di coltivazione che fanno ampio uso di glifosato. Certamente non tutte le varietà di mais transgenico sono caratterizzate dalla resistenza a questo erbicida ormai globale e ubiquo. Tuttavia proprio la la Monsanto ha fatto di questo abbinamento la propria forza commerciale, su entrambi i prodotti.

Il negazionismo non serve a nascondere una evidenza che a tutti è nota, ovvero che sul versante dell'eliminazione del glifosato dai campi - che è ciò che milioni di cittadini di tutta Europa chiedono con forza - l'unica alternativa possibile è l'agricoltura biologica. Non solo perché ne vieta da sempre l'utilizzo ma soprattutto perché è l'unica alternativa economica di successo all'agricoltura convenzionale e Ogm, che nel nostro Paese stanno drammaticamente fallendo proprio sul versante economico, visti i prezzi del tutto inadeguati che vengono riconosciuti agli agricoltori.

Se la pianura padana non fosse stata riempita di biodigestori dove finiscono i cereali convenzionali quando sono contaminati da micotossine o quando i prezzi del mercato alimentare sono troppo bassi, come accade da anni, il fallimento economico del modello agricolo industriale basato sulla monocoltura di mais e cereali sarebbe ora assai più clamoroso. Ecco perché l'ultima "linea del Piave" per il potente sistema industriale e sindacale agricolo che "pascola" sulle disgrazie degli agricoltori italiani è la difesa dell'enorme quantità di denaro pubblico che ancora viene pagato attraverso i Piani di Sviluppo Rurale regionali (PSR) agli agricoltori convenzionali che utilizzano il glifosato, un erbicida che non solo si sposa perfettamente agli Ogm ma è stato classificato come "probabilmente cancerogeno" dallo Iarc, l'istituto internazionale di ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Qualche tempo fa il ministro dell'Agricoltura Martina aveva annunciato un piano "glifosato zero" proprio perché entro il 2020 l'utilizzo del glifosato in agricoltura non venisse più sovvenzionato con i soldi dei cittadini.

Al momento non sembra si sia ancora passati ai fatti. Fatti che per fortuna accadono "dal basso", per iniziativa delle Regioni più vicine agli interessi dei loro agricoltori virtuosi e dei cittadini. Dopo la Calabria, la scorsa settimana anche il Consiglio Regionale della Toscana ha votato all'unanimità per iniziativa del gruppo di Sinistra Italiana una mozione che invita la Giunta regionale a togliere i finanziamenti pubblici agli agricoltori che utilizzano il glifosato e impegnare il governo sul piano "glifosato zero".

È andata meno bene in Regione Lombardia, dove la maggioranza di centro destra ha respinto una mozione analoga, ma il vero scandalo è il silenzio inquietante di molte Regioni che di sostenibilità, biologico e tipicità chiacchierano molto ma che attraverso i loro Piani di Sviluppo Rurale sono le principali finanziatrici di questa agricoltura che è nemica degli agricoltori, prima ancora che della salute dei cittadini e dell'ambiente.

Fonte articolo: Huffington Post (http://www.huffingtonpost.it/paolo-carnemolla/glifosato-e-ogm-vanno-a-braccetto-lalternativa-e-il-bio_b_15259742.html).