L’agricoltura biologica in prima linea per un futuro sostenibile

Al Green Social Economy Summit di Rimini, FederBio è portavoce del ruolo del settore biologico per il rilancio dell’agroalimentare italiano.

Bologna, 23 maggio 2017 - Sostenibile e innovativa: l’agricoltura biologica rappresenta la via per il rilancio produttivo, economico e ambientale della filiera agroalimentare italiana. Lo testimoniano i dati: il biologico cresce ininterrottamente da 10 anni, con tassi di incremento di consumo a doppia cifra: nel 2016 la domanda per prodotti biologici è infatti cresciuta fino a raggiungere un totale di 4.744 milioni di euro (Nomisma).
In questa edizione del GREEN SOCIAL ECONOMY SUMMIT, Federbio vuole mettere l’accento sulla percezione del biologico come settore importante della nostra economia, uscendo dal paradigma dell’agricoltura “fai da te” e sottolineando come oggi i produttori di biologico siano imprenditori illuminati, con grande propensione all’innovazione, alla tecnologia, alla certificazione, all’ascolto del consumatore e del mercato.
Lo conferma lo straordinario successo della vendita dei prodotti biologici nella GDO che quest’ anno sono cresciuti di circa il 20% rispetto al 2015 per un valore di 1,27 miliardi di euro: un segno tangibile di come questa filosofia di consumo stia diventando parte del carrello degli italiani, uscendo dalla nicchia per diventare uno stile di vita diffuso. Ai numeri della grande distribuzione vanno aggiunti i 900 milioni del canale dei negozi specializzati, circa 350 milioni nella ristorazione e circa 1,8 miliardi in export (Nomisma/AssoBio).
Commenta Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio: “L’elemento di novità che sta caratterizzando questa nuova fase della crescita degli acquisti di prodotti bio nel mercato interno è certamente il ruolo da protagonista che sta assumendo la GDO, con un rinnovamento e una crescita costanti degli assortimenti che stanno diventando il motore più potente dell’aumento a due cifre dei consumi di biologico. Un aumento che secondo i dati di Nielsen e AssoBio ha contribuito per circa il 40% alla crescita dei consumi alimentari in Italia nel 2016, facendo del biologico e del suo sviluppo negli assortimenti sui banchi della GDO il traino indispensabile per tutta la distribuzione moderna in Italia.”
Il biologico va dunque considerato un’industria a tutti gli effetti: un modello di crescita economica sostenibile che offre vantaggi e opportunità per chi fa impresa e per la qualità e la sicurezza del consumo dei cittadini italiani.
“Nella quarta rivoluzione industriale già in atto – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – il grande valore aggiunto per le imprese è la sostenibilità ambientale, non più vissuta come un obbligo ma con un vero elemento di competitività. L’Italia ha già scelto assieme all’Europa, e rinnoverà questo impegno nel prossimo G7, di correre con decisione verso l’economia circolare: quella che non spreca ma rigenera, che non disperde ma ricicla. Un processo così profondo di ridefinizione del modello economico di portata globale – aggiunge il ministro - non può nascere solo dalla politica e dalle istituzioni, ma deve pervadere ogni settore sociale e produttivo, facendo leva anche sul grande talento innovativo italiano oltre che sul nostro unico patrimonio naturale. Il Green Social Economy Summit – conclude Galletti - è il luogo per far conoscere e raccontare tutto questo, ovvero quel “Made in Italy green” che si affermerà sempre di più come motore di crescita sostenibile per questo Paese”.


I consumatori decisivi per la difesa della biodiversità. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, FederBio vuole sottolineare il ruolo chiave delle scelte d’acquisto dei consumatori

22/05/2017 - Suolo, piante, animali e scelte consapevoli. Sull’equilibrio di questi quattro fattori si basa uno dei valori cardine dell’agricoltura biologica: il rispetto della biodiversità.
In occasione del 22 maggio, Giornata Mondiale della Biodiversità, FederBio vuole mettere in luce il ruolo dell’agricoltura biologica nel tutelare e valorizzare la diversità biologica in campo agricolo e alimentare. Intesa come la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, la biodiversità contribuisce al mantenimento degli equilibri vitali e fornisce all’uomo una serie di servizi ecosistemici essenziali al suo sostentamento.
Una diversità che si trova sempre più minacciata delle profonde alterazioni ambientali causate dall’intervento dell’uomo. In campo agricolo in particolare, le pratiche di coltivazione intensiva hanno causato una forte riduzione nel numero di specie animali e vegetali nelle campagne europee nell’ultimo quarto di secolo.
L’alternativa a questo progressivo impoverimento è l’agricoltura biologica: il metodo biologico offre infatti pratiche di coltivazione naturali che influiscono positivamente sulla biodiversità, in tutte le tappe della catena alimentare. L’utilizzo di concimi organici, una sapiente rotazione delle culture, la scelta di coltivare varietà locali di piante e di allevare razze autoctone di animali, e la gestione coerente delle aree vicine non coltivate contribuiscono alla salvaguardia e alla proliferazione delle diverse specie biologiche
Confrontando tra di loro 766 articoli scientifici pubblicati in 5 anni una ricerca del Thünen Institute ha riscontrato che l’82,6% degli studi ritrova un grado più elevato di biodiversità nelle aziende biologiche rispetto a quelle condotte con metodi convenzionali. In particolate i ricercatori della Royal Society hanno evidenziato che nei terreni biologici si registra fino al doppio delle piante trovate in quelli convenzionali, fino al 50% in più di ragni, il 60% in più di uccelli e il 75% in più di pipistrelli. Evidenze scientifiche confermano come le aziende biologiche siano in grado di compensare la perdita di biodiversità che si verifica nelle aziende agricole convenzionali.
“Con le sue tecniche di produzione e di gestione aziendale l’agricoltura biologica contribuisce a preservare la diversità degli habitat - commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – Gli agricoltori biologici rispetto a quelli convenzionali guardano alla biodiversità come un “fattore di produzione” e sono consapevoli del beneficio significativo che la varietà delle specie biologiche offrono alle pratiche agricole biologiche.”
Non solo chi vive a stretto contatto con la terra, ma anche chi si nutre dei suoi frutti deve sentirsi coinvolto in questa presa di conoscenza collettiva. I consumatori possono contrastare l’impoverimento della biodiversità delle campagne optando per prodotti che derivano dall'agricoltura biologica. Una scelta consapevole a cui guardano con interesse sempre più italiani, nell’ultimo anno il 74% dei consumatori del nostro Paese ha acquistato almeno un prodotto bio (AssoBio/Nomisma).


Carnemolla: «Il boom del biologico ha bisogno di decisioni»

Il presidente di FederBio chiede l’intervento della politica per normare al più presto un settore che cresce a due cifre ormai da 10 anni. E va rinnovato anche il sistema di certificazione ormai obsoleto.

La certificazione bio di Eataly e la prima pasta bio che sta per essere lanciata sul mercato italiano da Barilla, sono soltanto le ultime conversioni “illustri” che sottolineano il passaggio epocale in cui il settore biologico italiano sta entrando. Due casi emblematici: da punti di vista diversi e opposti Barilla e Farinetti (patron di Eataly) negli anni recenti avevano tentato strade alternative, con approcci alla sostenibilità e qualità alimentare che prescindessero dal bio e dalla certificazione.

Il biologico è l’unico settore agricolo e alimentare sostenibile normato e certificato dall’Unione europea. Anche le realtà produttive e distributive più resistenti hanno dovuto prenderne atto e ciò non è solo importante per il rafforzamento e la crescita del settore, ma è anche la definitiva dimostrazione che il mercato, quindi il consumatore, ha finalmente capito e scelto il bio. Anche in Italia.
Una scelta spontanea: non si ricorda infatti nessuna campagna istituzionale o mediatica (anzi, di biologico e biodinamico se ne parla quasi sempre male). Nessuna grande organizzazione agricola o del commercio che abbia benedetto accordi e progetti. Di fatto è stata assente anche la politica, ancora una volta sorpassata dalla realtà.
È il mercato, bellezza. In questo caso quello fatto da gente vera che si informa e decide per proprio conto e che facendo la spesa, dunque mangiando, compie “un atto agricolo”, come direbbe qualcuno, di recente arruolato altrove.

Ben venga quindi che – a più di un decennio dai primi tentativi – il Parlamento stia finalmente per chiudere l’iter di una legge sull’agricoltura biologica che, anche se ormai non ha più molto di rivoluzionario e innovativo da affermare, sancisca però in maniera inequivocabile il ruolo economico e sociale del biologico e consenta, attraverso il riconoscimento dell’organismo interprofessionale di settore, un significativo passo avanti nell’organizzazione del sistema biologico nazionale.

Crescere a due cifre sul mercato ormai da quasi 10 anni è cosa buona e giusta, tuttavia se il sistema organizzativo e di certificazione non si evolve rischia di incepparsi.
E alcuni segnali sono chiari, fra cui la crescita esponenziale dell’import di materie prime e la fatica con cui un sistema di certificazione vecchio e appesantito da burocrazia e sistemi informatici pubblici inefficienti cerca di prevenire le frodi.
Su questo versante nelle scorse settimane il Ministero agricolo ha cercato di accelerare l’attuazione della delega per la riforma della normativa sui controlli. Nel frattempo però l’Ue ha pubblicato il nuovo Regolamento sui controlli ufficiali per alimenti e mangimi, che dal 27 aprile di quest’anno comprende anche i prodotti biologici e quelli tipici a marchio Ue.

E poi c’è la questione della tracciabilità, fondamentale per stroncare sul nascere le frodi e che si vorrebbe imporre ovunque. Nel biologico però la tracciabilità esiste già per iniziativa di Accredia e degli organismi di certificazione associati a FederBio, ma si fatica a chiudere il cerchio con una collaborazione efficace con il sistema pubblico.
Speriamo dunque che la stagione dei congressi e delle primarie di partito chiuda presto, perché c’è estrema urgenza che il ministro Maurizio Martina torni “sul pezzo”, anche per le importanti decisioni che riguardano il biologico.
Uno dei pochi settori che non sente la crisi, ma che, per paradosso, rischia di subirla per eccesso di crescita incontrollata su di un corpo organizzativo e di mercato ormai superato.

Fonte: terraevita.it

Autore: Paolo Carnemolla


FederBio esporta il know how italiano in Cina

Impegno, dedizione e uno sguardo internazionale sono i tre elementi che rendono FederBio l’ambasciatrice del biologico italiano in tutto il mondo

18 maggio 2017 – Il know how del bio “Made in Italy” sbarca in Cina con due appuntamenti firmati FederBio: la partecipazione al Sial China, salone di riferimento nel settore dell’agroalimentare nel Paese, e un evento dedicato alla promozione dei prodotti biologici nazionali.

Tutelare e favorire l’internazionalizzazione del comparto biologico italiano, è il cuore del piano strategico siglato nel 2009 da FederBio con il Ministero dello Sviluppo Economico. Una missione che la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica porta avanti con una serie di programmi e di attività realizzate in sinergia con l’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e con altri partner istituzionali di alto livello. In particolare l’Unione Europea e l’Italia sono i finanziatori dell’“Organic food Organic mood” (OFOM), programma triennale finalizzato ad accrescere e rafforzare il ruolo della comunità agroalimentare europea con un’attenzione specifica al settore del biologico nei Paesi extraeuropei, in particolare: Cina, Giappone e USA.

Tra le iniziative del progetto OFOM rientra la partecipazione di FederBio al Sial China 2017, lamaggiore esposizione in Asia specializzata nell’innovazione alimentare, che dal 17 al 19 maggio ospiterà oltre 3.200 espositori in 149.500 metri quadrati e accoglierà oltre 80.000 professionisti provenienti da tutto il mondo. Insieme alla Federazione sono presenti anche ALINOR, PROBIOS e RIGONI D’ASIAGO, aziende simbolo dell’eccellenza del bio “made in Italy”.

I prodotti di queste tre eccellenze italiane sono stati i protagonisti delle ricette proposte dallo Chef Gianluca Serafin nel corso della serata per far conoscere e assaporare agli ospiti (tra cui circa 50 buyer delle principali imprese d’importazione e catene distributive locali) la qualità dei prodotti biologici italiani, organizzataFederBio in collaborazione con l’Ufficio di Shanghai dell’Agenzia ICE, presso la suggestiva location del Ristorante Atto Primo, il più apprezzato locale italiano della metropoli cinese.

“In Europa assistiamo ad un successo senza precedenti del settore biologico – commenta il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla – un fenomeno che si traduce in un tasso di crescita della superficie biologica dell’8,2%; in un incremento del 13% del mercato che nel 2015 ha raggiunto quasi i 30 miliardi di euro; e in un giro d’affari che interessa oltre 413.000 tra produttori, trasformatori ed importatori di prodotti biologici. Vogliamo replicare questo successo oltre i confini europei e la Cina, grazie all’estensione territoriale e alle dimensioni del mercato, rappresenta una realtà molto promettente”.

Per ulteriori informazioni:

Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Mobile +383483179924

Marta Andena
Marta.Andena@bm.com
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Verona, 10 aprile 2017 - Convegno: Il successo del vino biologico in Europa e nel mondo

VINITALYBIO 2017
Lunedì 10 aprile 2017 h. 15.00 17.30 – Sala Puccini – Centrocongressi Arena

I ricercatori dell’University of Californiadall’analisi di oltre 74.000 rating di vini di diverse vendemmie, varietà e regioni di produzione pubblicati da the Wine Advocate, Wine Enthusiast Wine Spectator, hanno rilevato che i vini biologici segnano in media 4,1 punti in più (su 100) rispetto ai loro omologhi non biologici: “I nostri risultati indicano che la certificazione biologica è associata ad un incremento delle valutazione di qualità statisticamente significativa”.

I ricercatori ipotizzano che l’adozione di pratiche biologiche con la messa al bando dei presidi fitosanitari chimici di sintesi favorisca il vigore dei microrganismi che rappresentano la componente vivente della sostanza organica del suolo e esaltano il sapore dell’uva, dando una rappresentazione più autentica del terroir e dell’ambiente naturale della vite. Un ruolo relativo alle migliori performance organolettiche nel vino è attribuito anche al rifiuto dei fertilizzanti chimici di sintesi, che riduce la resa nel vigneto, traducendosi in miglior qualità delle uve.

La superficie a vigneto coltivata con metodo biologico nel mondo copre ormai 335.000 ettari (293.000 in Europa), il 4,7% di quella mondiale, è cresciuta del 6,7% dal 2014 al 2015 ed è triplicata dal 2006.

In Italia il vigneto biologico nel 2015 copriva 83.643 ettari (+15.6% sul 2014); aumentano non solo le superfici, ma anche i consumi interni e l’export, non una sola cantina prevede un mercato con andamenti non positivi.

L’intero comparto vitivinicolo è chiamato ad approfondire il fenomeno della produzione biologica, che con la costante crescita dell’apprezzamento del consumatore italiano e globale, con i risultati qualitativi e il forte background ambientale costituisce sempre più un’alternativa possibile in chiave di sostenibilità, reputazionedel marchio, diversificazione e opportunità commerciali.

 

Il convegno intende contribuire alle riflessioni affrontando il tema della qualità dei vini biologici e del conseguente andamento delle cantine italiane su alcuni dei principali mercati internazionali.

PROGRAMMA

14.45
Registrazione dei partecipanti

15.00
Saluti e introduzione i lavori
Verona Fiere
Maria Ines Aronadio – Dirigente Ufficio Agroalimentare e Vini – ICE
Roberto Pinton – consigliere delegato – FederBio

15.20
Aspetti tecnici della vinificazione biologica e ricadute sul profilo organolettico. Gestione biologica del vigneto e ricadute su qualità e sanità delle uve
Enzo Mescalchin – Fondazione Mach

La fase di Cantina e l’esperienza di Barone Pizzini in Franciacorta
Leonardo Valenti – Università degli Studi di Milano

16.00
Gran Bretagna, Germania, Italia: numeri e tendenze del vino biologico sul mercato Europa
Silvia Zucconi – Nomisma

16.20
Il mercato del vino biologico in USA
Salvo Bonanno – Vice Segretario Generale – Italian-American Chamber of Commerce of Midwest

16.35
Il mercato del vino biologico in Giappone
Marco Colosi – Junior Analyst – The Italian Chamber of Commerce in Japan

16.50
Discussione con i partecipanti e Conclusioni

Moderatore: Lorenzo Tosi – giornalista VVQ Edagricole



Milano abbraccia il bio: successo per la festa del biologico italiano in piazza Duomo

 5mila visitatori negli stand del villaggio del biologico di via Mercanti, la visita delle istituzioni milanesi e lombarde, mille i partecipanti ai talk tenuti da 40 esperti: numeri positivi per il settore bio e per l'iniziativa fortemente voluta da FederBio nell'ambito di Milano Food City.

06/05/2017 - Il biologico italiano conquista Milano. Nonostante la pioggia, è stata un successo in termini di pubblico e di sensibilizzazione la prima edizione della Festa del Biologico italiano, l’evento organizzato da FederBio il 6 maggio tra Palazzo Giureconsulti e via Mercanti a Milano, nell’ambito della WEEK&FOOD, la settimana del food della città che ha alimentato il grande tema “Feeding the Planet, Energy for Life” di EXPO MILANO 2015.

Più di 5mila visitatori agli stand del villaggio del bio, quattro talk, un appuntamento istituzionale importante che ha visto la presenza di Regione Lombardia, Città Metropolitana e Comune di Milano con la donazione dell’opera Biodesign alla città metropolitana di Milano, oltre 40 esperti nei talk, con un pubblico di quasi un migliaio di persone, hanno permesso di vivere il bio nel cuore di Milano.

BIO ED ECONOMIA- La Festa del Bio è stata l'occasione per fare il punto su un settore in crescita costante dal 2005 ad oggi sia in termini produttivi che di consumi, che ha conquistato il mondo. In Italia il fatturato nel 2016 è stato di 4,3 miliardi, in crescita di oltre il 12%, il che ci rende il settimo mercato al mondo; il 74% delle famiglie italiane (1,2 milioni in più del 2015 +7%) ha acquistato prodotti biologici. Siamo il primo Paese al mondo per superficie ad agrumi, il secondo per apicoltura e viticoltura, il terzo per olivicoltura, il quarto per orticoltura e frutteti, l’export è in crescita del 16%. Sono 52.588 le aziende agricole italiane (in crescita dell’8,1% in un anno) che coltivano senza usare nemmeno un grammo di pesticidi e concimi chimici di sintesi, il che significa oltre 1.492.579 ettari (+7,5%), ben il 12% dell’intera superficie agricola nazionale. Il bio è una realtà, non si può più parlare di nicchia. E sono 7.061 sono le imprese che ne trasformano i prodotti (+8,2%) senza usare coloranti, conservanti e inutili additivi, sono oltre 250.000 gli occupati di questo rivoluzionario settore che coniuga economia e tutela della biodiversità, del benessere animale e dello sviluppo rurale.
“Questi numeri dimostrano che il biologico italiano è un settore che sta diventando sempre più strategico per l'economia nazionale – afferma il Presidente di Federbio, Paolo Carnemollaun settore certificato, controllato rigorosamente e in pieno sviluppo, custode dei tesori della nostra cucina e garante della biodiversità, sul quale il Paese dovrebbe credere con maggiori investimenti per dare un futuro all'agricoltura italiana”.

BIO ED ISTITUZIONI- La Festa del Biologico è stata anche una Festa per Milano, che ha visto la presenza delle istituzioni, dalla vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Sara Valmaggi, all'assessore alle attività produttive del Comune di Milano, Cristina Tajani, alla consigliera delegata di Città Metropolitana di Milano, Michela Palestra.
Questo il saluto del sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Milano accoglie con piacere la festa del Biologico italiano, - afferma il sindaco Giuseppe Sala - a dimostrazione di come l’eredità di Expo2015 sia viva e produttiva di esperienze che proseguono e si innovano, in questo caso grazie alla collaborazione con Tuttofood e nell’ambito di Milano Food City. La manifestazione di oggi in piazza Mercanti parla di un mondo, quello bio, che ha a cuore l’ambiente e la salute di tutti noi e per questo vi auguro un buon lavoro e nuovi successi, affermando sin da ora che Milano è pronta a ospitare anche le future edizioni di questa importante kermesse”.

Aggiunge l'assessore a Formazione, Istruzione e Lavoro della Regione Lombardia, Valentina Aprea: "Il nostro “Made in Italy” è ambasciatore della cultura dei sapori, del gusto e delle tradizioni gastronomiche territoriali nel mondo, come ha testimoniato il successo di Expo Milano 2015. - Durante l’Esposizione Universale abbiamo fatto conoscere non soli i prodotti italiani ma anche chi li prepara, li cucina e li elabora: i nostri ragazzi che frequentano gli istituti alberghieri, inseriti nella Formazione Professionale della Regione Lombardia, hanno dato grandi prove e sono richiestissimi, da anni si stanno facendo onore a livello internazionale. In questa congiuntura positiva la Festa del Bio si inserisce perfettamente nella “Food week” che fa di Milano la candidata a diventare la capitale mondiale dell’alimentazione".

BIO E MILLENIALS- L’impegno dei millennials e dal loro lavoro in ambito accademico si è realizzato nel Project #PARLOCONBIO realizzato in collaborazione con Economia e Gestione della Comunicazione Pubblicitaria, LIMED, e i corsi UCSC International, Università Cattolica del Sacro Cuore, con il coinvolgimento di 20 gruppi di millennials. Studenti universitari italiani e stranieri, invitati a produrre video virali che in pochi secondi spiegassero con efficacia che cosa è il biologico Italiano. Sempre in tema di comunicazione le 10 giornaliste e blogger della Festa del Bio hanno premiato il migliore video realizzato nell’ambito del contesto #vivoilbio, lanciato sui social di FederBio, sul web e in università che ha coinvolto i giovani affinché, grazie all’esperienza in azienda agricola biologica, avessero l’opportunità di realizzare video, audio, foto su cosa è l’agricoltura biologica.

BIO E ARTE- La festa del Bio è stata anche l'occasione per donare alla Città Metropolitana di Milano l'opera realizzata da giovani architetti milanesi di #Biodesign: un'opera interattiva e tridimensionale, nella quale è possibile specchiarsi perché quello che si fa per l'ambiente, lo si fa per tutti noi.

Ufficio stampa - Aries More
Ferdinando Baron tel 3332117956 - ferdinando.baron@ariesmore.com
Silvia Pessini tel 348 3391007 - silvia.pessini@ariesmore.com

 


Festa Del Bio: numeri, trend, potenzialità e valori del settore trainante per l’agroalimentare Italiano

Dai dati economici agli aspetti nutrizionali; dai trend di consumo ai risultati di ricerche scientifiche sugli effetti dei pesticidi sull’ambiente e sulla salute umana; dalle nuove opportunità di crescita alle idee e proposte dei millennials per comunicare il bio: 4 talk, un appuntamento istituzionale con la donazione dell’opera Biodesign alla città metropolitana di Milano, oltre 40 esperti per far vivere il bio nel cuore di Milano

05/05/2017 - “Il biologico Made in Italy. Un successo mondiale”: il bio Made in Italy come la moda e il design? Parte da questo contenuto la Festa del Bio, l’evento organizzato da FederBio che si svolge sabato 6 maggio tra Palazzo Giureconsulti e via Mercanti a Milano, nell’ambito della WEEK&FOOD, la settimana del food della città che ha alimentato il grande tema “Feeding the Planet, Energy for Life” di EXPO MILANO 2015.
Un settore in crescita costante dal 2005 ad oggi sia in termini produttivi che di consumi, che ha conquistato il mondo. In Italia il fatturato nel 2016 è stato di 4,3 miliardi, in crescita di oltre il 12%, il che ci rende il settimo mercato al mondo; il 74% delle famiglie italiane (1,2 milioni in più del 2015 +7%) ha acquistato prodotti biologici. Siamo il primo Paese al mondo per superficie ad agrumi, il secondo per apicoltura e viticoltura, il terzo per olivicoltura, il quarto per orticoltura e frutteti e dove l’export è in crescita del 16%.
Sono 52.588 le aziende agricole italiane (in crescita dell’8,1% in un anno) che coltivano, senza usare nemmeno un grammo di pesticidi e concimi chimici di sintesi, 1.492.579 ettari (+7,5%) ben il 12% dell’intera superficie agricola nazionale; 7.061 sono le imprese che ne trasformano i prodotti (+8,2%) senza usare coloranti, conservanti e inutili additivi; sono oltre 250.000 gli occupati di questo rivoluzionario settore che coniuga economia e tutela della biodiversità, del benessere animale e dello sviluppo rurale.
Grazie agli interventi di Roberto Pinton, segretario di AssoBio, Marinella Loddo, direttore ICE Milano, Vitaliano Fiorillo, SDA Bocconi – Bio Management Lab, moderati dalla giornalista de Il Sole 24 Ore Natascia Ronchetti, il primo appuntamento della giornata dedicata al bio a Milano presenta i numeri e analizza i trend, evidenzia le percezioni dei consumatori, i fattori di acquisto e le aspettative, sottolinea i punti di forza e gli aspetti da mettere in campo per la costruzione di un vero e proprio modello industriale, in grado di affrontare con maggiore propositività i mercati esteri consolidati ed emergenti.
Per comprendere meglio le numerose facce del successo mondiale del bio Made in Italy chiudono il talk due case history di successo: “Dalla famiglia Rigoni alle famiglie del mondo: l’internazionalizzazione diun’impresa che da sempre ha creduto nel biologico” con l’intervento di Cristina Rigoni, export manager di Rigoni di Asiago e “Benvolio 1938: La garanzia di un olio biologico nuovo, dal seme allo scaffale” con gli interventi di Marco Dal Sasso, CEO Benvolio 1938 e di Paolo Frigati, CEO di TOF.
Prodotti che conquistano l’interesse delle mamme, delle donne, delle famiglie in generale, ma anche dei più giovani. E proprio dall’impegno dei millennials e dal loro lavoro in ambito accademico prende il via il talk “Bio e comunicazione” con la presentazione del Project #PARLOCONBIO realizzato in collaborazione con Economia e Gestione della Comunicazione Pubblicitaria, LIMED, e i corsi UCSC International, Università Cattolica del Sacro Cuore, con il coinvolgimento di 20 gruppi di millennials. Studenti universitari italiani e stranieri, invitati a produrre video virali che in pochi secondi spiegassero con efficacia che cosa è il biologico
Italiano, guidati da Stefania Vitulli, Docente di comunicazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, raccontano la loro esperienza con il bio e trasmettono i loro approfondimenti sulle nuove modalità di comunicazione per il settore, per affermare valori, contenuti, esperienza e preparazione. Una delle voci storiche di Radio LifeGate, Claudio Vigolo, presenta i prodotti delle giovani menti creative, raccontando lo sviluppo temporale del rapporto tra bio e giornalismo, per introdurre la case history di NaturaSì, presentata da Michela Airoldi, Responsabile marketing EcorNaturaSì, “Scopri il nostro lato bio”, legata alla nuova campagna di comunicazione del brand dei supermercati bio.
Sempre in tema di comunicazione le 10 giornaliste e blogger della Festa del Bio premiano il migliore video realizzato nell’ambito del contesti #vivoilbio, lanciato sui social di FederBio, sul web e in università che ha coinvolto i giovani affinché, grazie all’esperienza in azienda agricola biologica, avessero l’opportunità di realizzare video, audio, foto su cosa è l’agricoltura biologica.
“Nutrizione e benessere. Sono quello che mangio” e “Agricoltura biologica: senza pesticidi per la salute dell’uomo e dell’ambiente” sono i due talk pomeridiani della Festa del Bio per riflettere attraverso evidenze scientifiche sulle opportunità che l’agricoltura biologica e biodinamica offrono alla salute dell’ambiente e dunque dell’uomo.
Giorgio Donegani, - Tecnologo alimentare esperto di nutrizione ed educazione alimentare, Andrea Calori - architetto e dottore di ricerca in Pianificazione Territoriale e Ambientale, Laura Di Renzo - professore associato, docente di Nutrizione clinica e nutrigenomica, Dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, parleranno dell’educazione alimentare corretta, di modelli alimentari sostenibili e di dieta mediterranea, dove il comun denominatore sono proprio gli alimenti bio.
In tema di nuovi alimenti e salute interviene Elena Piovanelli, dietista per un approfondimento sulle bevande vegetali e benessere.
La salute dell’uomo passa inevitabilmente dalla salute dell’ambiente nel quale viviamo: un ambiente sano rappresenta il primo elemento che può garantire all’uomo benessere e salute. In questo ambito la questione pesticidi è uno dei temi prioritari da affrontare per il sistema agroalimentare italiano orientato alla qualità, alla salubrità dei prodotti e al legame con il territorio. Efficaci per la redditività dell’attività agricola, i pesticidi sono però pericolosi per la salute. Per questo motivo lo Stato e la Comunità europea ne regolamentano quantità, qualità e modalità d’impiego. Nell'agricoltura biologica non si usano pesticidi: Stefano Bocchi, docente di Agronomia e Coltivazioni erbacee, dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Università degli Studi di Milano; Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo del comitato scientifico ISDE Italia; Carlo Modonesi, docente di Ecologia umana e della salute, dipartimento di Bioscienze - Università di Parma e ISDE Italia spiegano il perché e i vantaggi che ne derivano per la salute.
Per presentare casi concreti, di successo e da replicare Maria Grazia Mammuccini, Portavoce della coalizione StopGlifosato, presenta “Un anno di #StopGlifosato e Michela Palestra, Presidente Parco Sud di Milano, racconta “Il biologico alle porte di Milano. L’esperienza del Parco Sud”.
La Festa del Bio viene inaugurata alle ore 11.45 in via Mercanti alla presenza di Paolo Carnemolla, Presidente FederBio; Giustina Li Gobbi, Exhibition Director TUTTO FOOD – Fiera Milano; Sara Valmaggi - Vice Presidente Consiglio Regione Lombardia; Michela Palestra - Consigliere Città Metropolitana di Milano; Lamberto Bertolè - Presidente Consiglio Comune di Milano e con la visita di Cristina Tajani - Assessore Politiche del Lavoro, attività produttive, commercio e risorse umane Comune di Milano.
Dopo l’inaugurazione istituzionale, guidata da Isidoro Trovato, giornalista di Corriere Economia, il team di giovani architetti milanesi che negli ultimi mesi ha lavorato per rappresentare il bio in un’opera d’arte sostenibile e portatrice dei valori del bio per tutti consegna l’opera #Biodesign alla Città metropolitana di Milano, per far crescere il bio sul territorio metropolitano grazie alla creazione di un sistema sempre più sinergico tra istituzioni, associazioni, aziende, consumatori, giovani e adulti.

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Rigoni di Asiago, la natura nel cuore

Quella di Rigoni di Asiago è una storia semplice, di quelle che parlano di passione, di amore per la natura e di attaccamento ai luoghi che sono rimasti intatti nel tempo, facendo crescere l’azienda senza intaccare quei valori in cui tutta la famiglia ha sempre creduto. Una storia che comincia negli anni ‘20, quando nonna Elisa, trasforma la sua attività di apicoltrice in un mestiere per i suoi numerosi figli. Un’attività legata ad Asiago, alla natura, alle ricette dei Cimbri, il primo popolo ad abitare l’altopiano. Oggi, l’attività è portata avanti dalla nuova generazione, con lo stesso entusiasmo e con immutato amore e rispetto per la natura.

 

Un’avventura che è cominciata con un’impronta tipicamente famigliare e che, nel tempo, ha trasformato la piccola impresa in un’azienda internazionale, alla base della quale convivono tradizione e innovazione, e la mission di sempre: fare imprenditoria etica. Etica, significa anche restare sull’Altopiano di Asiago, nelle montagne, immersi nel verde più puro, ma significa anche scegliere di sposare la causa del Biologico e diventare una tra le prime aziende in Europa, negli anni ’90, ad essere certificate bio.

Da questi valori sono nati nel tempo i prodotti Rigoni di Asiago, tutti biologici, creati con cura artigianale e processi innovativi:

- Fiordifrutta: preparazioni 100% da frutta accuratamente selezionata e raccolta a perfetta maturazione, delicatamente lavorata a temperatura ambiente, dolcificate solo son succo di mela.
- Nocciolata: la deliziosa crema di cacao e nocciole, preparata con ingredienti naturali e cura artigianale, senza olio di palma né grassi idrogenati.
- Nocciolata senza Latte: la stessa cura e qualità di Nocciolata ma completamente priva di latte, con un gusto intenso, adatta anche agli intolleranti e a chi segue una dieta Vegan.
- Mielbio: una gamma di mieli liquidi e cremosi, di sola origine italiana.
- Dolcedì: dolcificante naturare estratto da mele, a basso indice glicemico (22.5), con un gusto neutro e un alto potere dolcificante.
- Tantifrutti: nettari di frutta biologica accuratamente selezionata e spremuta a freddo.

Oggi, Rigoni di Asiago è leader di mercato nel segmento del biologico in Italia. Produrre biologico significa stabilire una connessione con lo sviluppo sostenibile. La sostenibilità ambientale è, da sempre, uno dei nostri principali obiettivi. I processi produttivi e di trasformazione vengono eseguiti senza l'utilizzo di sostanze chimiche al fine di garantire prodotti privi di inquinamento e adatti anche per i consumatori più esigenti. L’obiettivo è quello di ridurre l'impatto della produzione sull'ambiente, in termini di consumo di combustibili fossili, emissioni di gas serra e uso intensivo di suolo e acqua. L'intero ciclo produttivo funziona difatti con basso consumo di energia, acqua riciclata e pannelli solari-fotovoltaici. Ogni prodotto è il risultato di metodi produttivi brevettati, un lavoro scrupoloso che è conforme ai più alti standard qualitativi. Grazie ad un sistema di tracciabilità precisa seguiamo inoltre tutti i nostri processi, dalle materie prime ai prodotti finiti. Il nostro laboratorio interno esegue oltre 3.000 test all'anno, per compiere controlli di qualità in ogni fase della produzione e garantire così prodotti sicuri e naturali adatti a tutta la famiglia. Siamo ispirati da ricette della tradizione e supportati dalla ricerca e dalla continua innovazione, per offrire, ogni giorno, ai nostri consumatori solo prodotti di ottima qualità e sapori autentici e genuini.

“Siamo fermamente convinti che noi, come società globale, dobbiamo fare scelte responsabili, sviluppare stili di vita sostenibili, e utilizzare la migliore tecnologia per creare un equilibrio tra la disponibilità e il consumo di risorse. Fin dalla sua fondazione, la nostra azienda si è impegnata a rispettare l’ambiente, favorendo la biodiversità e lo sviluppo di buone pratiche per garantire scelte consapevoli per noi e per le generazioni future.” - Andrea Rigoni, AD


Alinor, le tre "b" della salute: bontà naturale, benessere, biologico

Gli anni? Più di quaranta, con un solo grande obiettivo: produrre alimenti a lunga conservazione nel rispetto della salute, della qualità e dell’attenzione all’ambiente.
Una filosofia, quella di Alinor, che ha portato l’azienda ad ottenere il riconoscimento dell’alta qualità non solo da parte dei consumatori ma anche attraverso importanti certificazioni.
I suoi prodotti, tra cui quelli a base di latte, come panna, besciamella e dessert e le bevande vegetali, a base di riso, avena e soia, questi ultimi tutti provenienti da agricoltura biologica, vantano un sistema produttivo certificato dal 1999 dall’Ente DNV con le seguenti qualifiche:
. IFS issue 6 HIGHER LEVEL
. BRC issue 7 AA
. UNI EN ISO 9001

Questo sistema garantisce il controllo della filiera delle materie prime, della lavorazione, del confezionamento e della tipologia di imballaggio.
Altrettanto importante è la metodologia della distribuzione, che avviene con automezzi protetti in modo tale da conservare al meglio l’integrità dei prodotti.

 

ALINOR , dal 1995 opera in regime di autocontrollo HACCP e la sua produzione è certificata anche:
. biologico da C.C.P.B
. BIO SUISSE
. JAS
. KOSHER

La scelta del biologico da parte di Alinor è un impegno importante e sempre in espansione, alla ricerca di nuovi prodotti che rispondano alle esigenze del consumatore moderno con la massima attenzione all’alta qualità e alla sicurezza alimentare.
L’azienda, pur nel rispetto della tradizione, utilizza le più innovative tecnologie. Dagli impianti di sterilizzazione a quelli di pastorizzazione alle confezionatrici, tutto è conforme alle più severe regole di controllo per la salvaguardia della salubrità della sua gamma di prodotti. Una salubrità che è alla base della scelta biologica.
Rispetto per la natura, nessun uso di OGM né di additivi chimici sono in primo piano, per tutelare il paesaggio attraverso la sua tipicità. Il suo motto? “Una terra sana produce vegetali sani”!
Nascono così, da questo grande impegno, bevande di cereali di riso, di farro, bevande ottenute da legumi quali la soia e da semi oleosi quali il latte di mandorle. Bevande spesso addizionate di vitamine, sali minerali e altri nutrienti, tali da renderle simili a quelle di latte vaccino.
Una produzione per tutti, anche per chi soffre di intolleranze, di allergie, per chi ha necessità di ridurre i grassi animali, per i vegani, per chi li sceglie per motivi etici…
Scelte che rispondono a diversi stili di vita dunque ma sempre vincenti dal punto di vista del gusto, gradevole per tutti i palati.
Le confezioni dei prodotti Alinor riportano in etichetta informazioni complete ed esaustive così che i consumatori possono scegliere in tutta tranquillità ciò che è più adatto a loro.

Alinor spa
Via Vittorio Veneto, 1/C
26010 Ripalta Cremasca (CR) Italy
www.alinor.it
Facebook: Alinor spa


Benvolio 1938

 

Benvolio 1938 viene fondata nel 2014 reinterpretandola tradizione quasi centenaria di una lavorazione olearia attenta e sapiente, sviluppata dalla Famiglia Dal Sasso fin dal 1938.
La nuova generazione dei Dal Sasso, alla guida dell’azienda, si ispira al territorio di origine, la marca trevigiana, per lanciare le proposte di olio “Benvolio 1938” che comprendono anche la linea degli oli di semi biologici, tutti certificati VeganOk:

 

Olio di semi di Lino biologico: è l’olio più ricco di acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, indicato per l’utilizzo a crudo su piatti delicati come insalate e carni bianche, ma anche per una colazione più energetica, aggiungendone 1-2 cucchiaini al müesli o allo yogurt.

- Olio di semi di Girasole Alto Oleico biologico: contiene estratti di salvia e di alloro che, da un lato, garantiscono elevata stabilità alle alte temperature rendendolo ideale per la frittura e, dall’altro, presentano proprietà digestive (alloro) che rendono la frittura molto più fragrante e leggera.

- Olio di Germe di Granoturco biologico: ricco di fitosteroli e vitamina E, aiuta a mantenere i normali livelli di colesterolo nel sangue.

- Olio di semi di Soia biologico: ottenuto dalle migliori sementi di soia, è particolarmente apprezzato a crudo per mantenere intatte le proprietà benefiche degli omega 3 e omega 6.

- Olio di semi di Girasole biologico: ricco di vitamina E, è un olio particolarmente versatile, ideale per cucinare, friggere e per condire.

- Olio di Oliva Extravergine biologico: olio d’oliva di categoria superiore, 100% italiano, è estratto da un’accurata selezione delle migliori olive da agricoltura biologica coltivate in Italia e ottenuto unicamente mediante procedimenti meccanici.

Tutti gli oli di semi biologici presentano l’estratto di rosmarino e, in particolare, l’olio di semi di Girasole Alto Oleico biologico e l’olio di semi di Lino biologico contengono anche estratti di salvia e di alloro che contribuiscono a mantenere la freschezza del prodotto fino all’ultima goccia.

Da maggio 2017 sono disponibili due nuovissime referenze che contengono rispettivamente Omega 3-6 e Omega 6-9, così da rendere ancor più complete queste proposte da un punto di vista nutrizionale e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori alla ricerca di prodotti funzionali per la propria salute:

- Olio di semi di Canapa biologico, arricchito con estratto di Curcuma: l’olio di semi di canapa, ottenuto dai semi della pianta di canapa, viene estratto dalla pressatura a freddo dei semi, necessaria per proteggere l’inconfondibile profilo dell’olio, ed è arricchito con estratto di curcuma. Ricco di Omega-3 e Omega-6, è ideale per l’utilizzo a crudo.

- Olio di semi di Sesamo biologico, arricchito con estratti di Zenzero: ricco di Omega-6 e Omega-9, ha un gusto molto raffinato ed è adatto per tutti gli usi in cucina, sia a crudo per condire, sia per cucinare con gusto all’insegna del benessere.

Tutti gli oli biologici di Benvolio 1938 provengono esclusivamente da agricoltura biologica certificata e garantita. Le materie prime per la produzione sono accuratamente selezionate e frutto di prodotti coltivati senza pesticidi né diserbanti, attraverso processi fisici che escludono l’impiego di solventi. Inoltre, sono arricchiti con estratti biologici di rosmarino, salvia e alloro, potenti antiossidanti naturali che mantengono fresco il prodotto ed esaltano le proprietà salutistiche di ogni seme.

Benvolio 1938 ha saputo crare un posizionamento distintivo dei propri prodotti, insistendo sui concetti di qualità e di trasparenza nei confronti del consumatore. Eccellenza qualitativa, ricerca e sviluppo all’avanguardia e impianti innovativi, assicurano i più elevati standard qualitativi e di sicurezza. Oltre all’impegno su qualità e tracciabilità, Benvolio 1938 garantisce la sostenibilità ambientale di tutte le fasi di produzione. Attenzione concreta e responsabile nei confronti dell’ambiente e delle sue risorse, ed una tangibile assunzione di responsabilità verso le generazioni di oggi e di domani.

Benvolio 1938 S.r.l. con i marchi Benvolio 1938 e Joyl è già presente in Italia, Europa e negli Stati Uniti, dove ha fatto il suo ingresso nel 2015.

www.olidelbenessere.it