FederBio: sconcerto per la sentenza del Consiglio di Stato

A fronte della sentenza n. 201000183 del 19 gennaio 2010 del Consiglio di Stato che tenta di forzare il Governo e le Regioni a rendere possibile subito la coltivazione degli OGM in Italia, FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, esprime il proprio dissenso
FederBio esprime lo sconcerto delle 34 organizzazioni associate, a rappresentanza della quasi totalità del settore biologico, sia a livello nazionale che regionale, e del 40% dei produttori Bio italiani.
Il Consiglio di Stato con questa sentenza dimostra di non aver tenuto in alcuna considerazione le necessità delle decine di migliaia di agricoltori che in Italia coltivano con metodo biologico i propri terreni, a favore dell'ambiente e della salute delle persone. L'introduzione della coltivazione degli OGM in Italia, in assenza di piani adeguati di protezione per le coltivazioni biologiche, mette a grave repentaglio la stessa possibilità di poter continuare a produrre in modo biologico, in quanto la facile contaminazione che può determinarsi sia per la fecondazione incrociata tra colture biologiche ed OGM che per l’inevitabile contaminazione delle filiere comporterebbe la non possibilità di produrre e vendere prodotti biologici esenti da OGM, come la legislazione comunitaria richiede.
Numerosi sono infatti gli studi scientifici che hanno riguardato la natura della contaminazione tra colture GM e colture non GM, al fine di definire idonee misure di protezione come il mantenimento di una fascia di rispetto intorno alle coltivazioni GM. L’attuale distanza di separazione raccomandata, secondo il protocollo del Supply Chain Iniziative on Modified Agricultural Crops (SCIMAC) tra coltivazioni convenzionali e GM, è rispettivamente pari a 80 m per il mais da foraggio e 200 m per il mais per l’alimentazione umana. Evidenze di flusso genico sono state trovate anche oltre tali distanze di separazione raccomandate. Chiunque può capire come una nazione piccola come l'Italia, così densamente popolata e coltivata, con una elevata presenza di coltivazioni biologiche, non possa essere idonea ad ospitare coltivazioni GM. Per questo le organizzazioni aderenti a FederBio invitano le Regioni a dichiarare i propri territori esenti da OGM, in modo da garantire lo sviluppo del Biologico in Italia. E’ grave che il Consiglio di Stato ritenga la questione esclusivamente di natura economica, senza considerare gli ingenti vantaggi per la società, sia sotto l'aspetto ambientale che sotto l'aspetto economico, della biodiversità agricola e delle coltivazioni biologiche.
In particolare, il Presidente Paolo Carnemolla sottolinea: “Il Biologico è sinonimo di prodotti di qualità, tracciabilità e trasparenza, requisiti richiesti da un numero sempre crescente di consumatori. Sia nei negozi che nei più grandi supermercati è possibile scegliere prodotti garantiti, contrassegnati dal bollino Bio. La normativa sul Bio vieta drasticamente l’impiego di OGM e derivati in ogni fase del processo produttivo, dunque il consumatore che non vuole mangiare OGM deve comprare Biologico. Per questi motivi, la Federazione auspica una immediata e adeguata reazione da parte delle Istituzioni dopo la sentenza. Appoggiamo in pieno la posizione chiara e coraggiosa del Ministro Zaia ma è necessario che l’intero Governo si esprima con chiarezza.”


FederBio nel Board di Italian Food for Life

La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica fa il suo ingresso nel Board della Piattaforma Tecnologica per lo sviluppo della ricerca applicata all’agricoltura sostenibile
Proseguono i lavori che sono alla base della Piattaforma Tecnologica Food for Life. Il progetto nasce dalla convinzione che una ricerca orientata strategicamente sulle scienze della nutrizione e sulle tecnologie alimentari e che abbia come prerequisiti il costante miglioramento della qualità e della sicurezza, una sempre maggiore sostenibilità della produzione e una gestione efficiente della filiera, può condurre ad un reale vantaggio competitivo per le imprese agroalimentari. Più concretamente, questo vantaggio si manifesta attraverso lo sviluppo di prodotti in linea con le esigenze e le aspettative dei consumatori che, insieme a cambiamenti significativi nella dieta e negli stili di vita, possono avere un impatto positivo sulla salute pubblica e sulla qualità generale della vita dei cittadini.
In questo quadro, il consumatore è il vero protagonista, le sue esigenze ed aspettative gli elementi essenziali dai quali partire per consolidare un rapporto fiduciario, punto decisivo per le tutte le imprese alimentari che abbiano fatto della sicurezza e della qualità i cardini essenziali della loro azione.
Proprio partendo da questa premessa, per coglierne appieno le potenzialità e per sviluppare idonee sinergie tra il Biologico e il made in Italy agro-alimentare di qualità, Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, la più rappresentativa organizzazione interprofessionale di settore, forte anche dell’accordo con Federalimentare, entra a far parte del Board della Piattaforma Tecnologica Food for Life.


OGM? No grazie. La Sezione Produttori FederBio plaude alle recenti dichiarazioni del Ministro Zaia, ma chiede azioni concrete e conseguenti.

La Sezione produttori di FederBio esprime la propria soddisfazione per l’ennesima presa di posizione del ministro Zaia, che ha ribadito la volontà di fare “…tutto ciò che la legge consente per impedire le coltivazioni OGM”.
Per adottare il necessario provvedimento, però, occorre non attendere la scadenza dei 90 giorni di tempo che il Consiglio di Stato ha concesso al governo.
I produttori chiedono quindi l’immediata emanazione di un decreto che concretizzi questa volontà del ministro e soddisfi pienamente le aspettative dei coltivatori biologici e della stragrande maggioranza dei consumatori italiani che non vuole contaminazioni OGM nei prodotti agricoli.
“Siamo consapevoli – dice Ignazio Cirronis, Coordinatore della Sezione soci produttori FederBio - che la posizione del ministro Zaia non sia condivisa con la stessa nettezza da tutte le forze politiche governative. Per questo lanciamo un appello a tutte le organizzazioni e le persone che vogliono difendere il patrimonio delle produzioni biologiche e dell’eccellenza agroalimentare italiana, per un’azione di pressione costante che sfoci, in caso di mancanza di atti concreti, in una mobilitazione presso le sedi governative per ottenere ciò che lo stesso ministro si è impegnato a fare”.


FederBio per la ricerca e l’innovazione nel Biologico italiano

La Federazione fa il suo ingresso nel Comitato Promotore della costituenda Piattaforma Tecnologica nazionale dedicata al Biologico
FederBio, da tempo impegnata per uno sviluppo vero e strutturale del Comparto, ritiene strategico il presidio delle aree di ricerca ed innovazione applicate al Biologico, perché il settore non si chiuda in nicchie protette e riservate, ma sia invece in grado di esercitare una vera e propria azione di positiva “contaminazione”, verso il resto del settore agro-alimentare.
“Il modello del Biologico deve diventare uno degli elementi di punta delle politiche della ricerca e dell’innovazione applicate dell’intero settore agro-alimentare nazionale – dice Roberto Pagliuca, Segretario Generale di FederBio, presente oggi al tavolo del Comitato Promotore – cogliendo il momento socio-economico favorevole per il nostro settore ed aprendosi all’esterno, nello sviluppo delle sinergie che possono derivare da un’efficace e piena azione di raccordo e coordinamento con le altre Piattaforme Tecnologiche in materia agro-alimentare, Food for Life in primis”.
Per questi motivi, per coglierne appieno le potenzialità, per evitare dispersione di risorse e per sviluppare idonee sinergie tra il Biologico e il made in Italy agro-alimentare di qualità, FederBio, la più rappresentativa organizzazione interprofessionale di settore, forte anche dell’accordo con Federalimentare, è il soggetto più idoneo, nella costituenda Piattaforma Tecnologica italiana del Biologico, a garantire il coordinamento strategico tra le diverse azioni di ricerca e a favorirne la condivisione ed applicazione dei risultati da parte del mercato, basilari per un sano ulteriore sviluppo del Comparto.


Affari & Finanza 18.01.10

18_01_2010_Affari&Finanza


FederBio: l’agricoltura biologica a tutela delle biodiversità

In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Internazionale per la Biodiversità la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica evidenzia il ruolo dell’agricoltura biologica nella tutela e valorizzazione delle biodiversità in campo agricolo e alimentare
Il 2010 è l'Anno Internazionale per la Biodiversità: così le Nazioni Unite intendono riaffermare i valori della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (l'impegno preso nel 2002 da alcune nazioni, tra cui l'Italia, di ridurre significativamente la perdita di biodiversità entro il 2010), ed aumentare la consapevolezza dei governi e del grande pubblico sull'importanza della diversità biologica per la vita sulla Terra.
Nel nostro Paese, come nel resto del mondo, saranno organizzati durante tutto il 2010 eventi, convegni internazionali e seminari, per definire strategie ed azioni a tutela della biodiversità.
FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, si sofferma sulla tutela e sulla valorizzazione delle biodiversità in campo agricolo e alimentare, sulla base di quanto ricordato dal Direttore Generale di Biodiversity International, Emile Frison, in occasione dell’inaugurazione a Berlino dello scorso 11 gennaio: nell'organizzazione degli eventi del 2010 non deve essere trascurata l'importanza della biodiversità agraria e della salvaguardia della diversità genetica delle colture, proprio per garantire la salute e la sicurezza alimentare delle popolazioni e per far fronte ai cambiamenti climatici.
“L’agricoltura biologica non solo salvaguarda la diversità genetica delle piante coltivate e degli animali allevati – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – ma tutela ed incrementa la diversità di piante ed animali presenti nell’ecosistema agricolo, attraverso tecniche di produzione e di gestione aziendale che utilizzano la biodiversità come vero e proprio “fattore di produzione”. Proprio per questi motivi mi piacerebbe che il 2010 venisse definito anche come Anno dell’Agricoltura Biologica a tutela della Biodiversità.
Nell'ultimo quarto di secolo in Europa, in seguito all'espandersi delle pratiche agricole di tipo intensivo, c’è stato un forte impoverimento in termini di varietà e di quantità di specie presenti nelle campagne. La crescita dell’agricoltura biologica e una corretta informazione ed educazione ai consumatori è quindi fondamentale: il consumatore che acquista prodotti Bio contrbuisce a contrastare la perdita di biodiversità nelle campagne, a beneficio dell'ambiente e del paesaggio naturale”.
I metodi di coltivazione impiegati in agricoltura biologica, infatti, influiscono positivamente sulla biodiversità in tutte le tappe della catena alimentare: l’impiego di concimi organici e il divieto di impiegare pesticidi e fertilizzanti sintetici incrementa la biodiversità del suolo ed aumenta la concentrazione dei microrganismi, quali lombrichi, coleotteri e ragni, nel terreno; l’adozione della rotazione delle colture, con un'appropriata scelta delle varietà, aumenta la biodiversità a livello genetico e specifico; infine, la scelta di coltivare varietà locali di piante e razze autoctone di animali porta a mantenere e a tutelare la biodiversità e le peculiarità delle differenti aree territoriali.
Ecco gli esempi concreti, sulla base dei dati della Royal Society – la più prestigiosa organizzazione scientifica della Gran Bretagna - emersi da un lungo ed impegnativo lavoro svolto da scienziati che hanno messo a confronto la fauna selvatica nelle aziende biologiche e in quelle convenzionali. Le differenze trovate, sono enormi: nei terreni biologici si registra fino al doppio delle piante trovate in quelli convenzionali, fino al 50 per cento in più di ragni, il 60 per cento in più di uccelli e il 75 per cento in più di pipistrelli.
In modo inequivocabile “…..l'agricoltura biologica è associata con livelli elevati di biodiversità", afferma il rapporto.


FederBio e MiPAAF per avvicinare i consumatori al sistema di certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica

FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, in collaborazione con ACU-Associazione Consumatori Utenti, entra nel vivo dello sviluppo del progetto dedicato al controllo e alla certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, attraverso l’organizzazione di una serie di incontri info-formativi rivolti ai consumatori associati presso gli Organismi di Certificazione soci della Federazione ed in presenza delle Autorità competenti. L’obiettivo degli incontri è quello di dare dimostrazione pratica di come avviene il controllo e la certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, aumentando la conoscenza e la consapevolezza dei consumatori delle attività svolte e delle garanzie fornite. Già tre gli incontri organizzati. Il 4 settembre presso la sede di Bari di ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, dove è stato illustrato il funzionamento dell’organismo e delle attività ispettive e di certificazione. Sono state inoltre visitate due imprese certificate da ICEA, per vedere da vicino la realtà dell’attività di controllo svolta presso le aziende biologiche. Alla giornata hanno partecipato, oltre a FederBio, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Basilicata, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Calabria, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Puglia, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e Altroconsumo (Nazionale), oltre ai rappresentanti della Regione Puglia incaricati della vigilanza sul settore Biologico e dei rapporti con le associazioni dei consumatori.

Il secondo appuntamento si è tenuto il 25 settembre a Bologna presso la sede nazionale di Bioagricert, organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari e di altri settori no food. Bioagricert ha presentato l’iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione e successivamente i partecipanti hanno potuto visitare un’azienda agricola e di allevamento, con anche attività di trasformazione. All’iniziativa hanno partecipato FederBio, ARCO (Associazione Nazionale Consumatori) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e un funzionario incaricato della vigilanza sul settore biologico della Regione Emilia Romagna.

Il terzo appuntamento si è tenuto il 09 ottobre a Fano presso la sede nazionale di Suolo & Salute, organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari e di altri settori no food. Suolo & Salute ha presentato l’iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione e successivamente i partecipanti hanno potuto visitare un’azienda agricola –agrituristica con annesso un laboratorio per la preparazione di marmellate biologiche. All’iniziativa hanno partecipato FederBio, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Marche, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia, Associazione Marche rifiuti Zero, Assoutenti Regione Marche, FederConsumatori Abruzzo, Agoravox.it, tre funzionari incaricato della vigilanza sul settore biologico della Regione Marche e due funzionari dell’ICQRF Regione Marche e Umbria.

Il quarto appuntamento si è tenuto il 26 ottobre presso la Cantina "Centopassi" della Cooperativa Placido Rizzotto, San Cipirello (PA) a cura di CCPB srl organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari biologiche e di altri settori no food. L'incontro ha avuto una connotazione particolare vista la sede ospitante che fa parte dell'associazione Libera (marchio Libera Terra) che si contraddistingue per produzioni agro-alimentari biologiche realizzate da soggetti che gestiscono le terre confiscate alle mafie. I rappresentanti regionali del CCPB hanno presentato l'iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione; successivamente i partecipanti hanno potuto visitare, accompagnati dal Responsabile dell'attività di controllo regionale del CCPB le varie attività agricole e di trasformazione condotte dalla Cooperativa Placido Rizzotto. All'iniziativa hanno partecipato FederBio, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Nazionale, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Sicilia, Lega Consumatori Sicilia, il Sindaco di San Cipirello.

“Gli incontri vogliono migliorare la conoscenza del funzionamento del sistema di controllo e di certificazione nell’ambito della filiera della produzione biologica da parte dei consumatori associati – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – come definito dagli obiettivi del progetto cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Crediamo molto a questo progetto perché da l’opportunità ai consumatori di capire e di avvicinarsi concretamente al sistema di garanzie per i prodotti biologici, contribuendo a fargli comprendere uno dei valori distintivi del nostro settore”. I prossimi appuntamenti organizzati da FederBio, in collaborazione con ACU, sono i seguenti:
29 ottobre a Marostica presso la sede nazionale dell’Organismo di Certificazione Bios, 5 novembre a Monteriggioni (SI) grazie alla collaborazione di QC&I 12 novembre a Tarquinia (VT) grazie alla collaborazione di IMC


FederBio e MiPAAF per avvicinare i consumatori al sistema di certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica

Nell’ambito del progetto per il rafforzamento delle attività a carattere interprofessionale, FederBio organizza incontri info-formativi rivolti ai consumatori associati presso gli Organismi di Certificazione autorizzati per il controllo dei prodotti bio. FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, in collaborazione con ACU-Associazione Consumatori Utenti, entra nel vivo dello sviluppo del progetto dedicato al controllo e alla certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, attraverso l’organizzazione di una serie di incontri info-formativi rivolti ai consumatori associati presso gli Organismi di Certificazione soci della Federazione ed in presenza delle Autorità competenti. L’obiettivo degli incontri è quello di dare dimostrazione pratica di come avviene il controllo e la certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, aumentando la conoscenza e la consapevolezza dei consumatori delle attività svolte e delle garanzie fornite. Già tre gli incontri organizzati. Il 4 settembre presso la sede di Bari di ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, dove è stato illustrato il funzionamento dell’organismo e delle attività ispettive e di certificazione. Sono state inoltre visitate due imprese certificate da ICEA, per vedere da vicino la realtà dell’attività di controllo svolta presso le aziende biologiche. Alla giornata hanno partecipato, oltre a FederBio, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Basilicata, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Calabria, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Puglia, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e Altroconsumo (Nazionale), oltre ai rappresentanti della Regione Puglia incaricati della vigilanza sul settore Biologico e dei rapporti con le associazioni dei consumatori.

Il secondo appuntamento si è tenuto il 25 settembre a Bologna presso la sede nazionale di Bioagricert, organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari e di altri settori no food. Bioagricert ha presentato l’iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione e successivamente i partecipanti hanno potuto visitare un’azienda agricola e di allevamento, con anche attività di trasformazione. All’iniziativa hanno partecipato FederBio, ARCO (Associazione Nazionale Consumatori) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e un funzionario incaricato della vigilanza sul settore biologico della Regione Emilia Romagna.

Il terzo appuntamento si è tenuto il 09 ottobre a Fano presso la sede nazionale di Suolo & Salute, organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari e di altri settori no food. Suolo & Salute ha presentato l’iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione e successivamente i partecipanti hanno potuto visitare un’azienda agricola –agrituristica con annesso un laboratorio per la preparazione di marmellate biologiche. All’iniziativa hanno partecipato FederBio, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Marche, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia, Associazione Marche rifiuti Zero, Assoutenti Regione Marche, FederConsumatori Abruzzo, Agoravox.it, tre funzionari incaricato della vigilanza sul settore biologico della Regione Marche e due funzionari dell’ICQRF Regione Marche e Umbria. “Gli incontri vogliono migliorare la conoscenza del funzionamento del sistema di controllo e di certificazione nell’ambito della filiera della produzione biologica da parte dei consumatori associati – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – come definito dagli obiettivi del progetto cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Crediamo molto a questo progetto perché da l’opportunità ai consumatori di capire e di avvicinarsi concretamente al sistema di garanzie per i prodotti biologici, contribuendo a fargli comprendere uno dei valori distintivi del nostro settore”. Per il mese di ottobre FederBio, in collaborazione con ACU, ha organizzato una ulteriore serie di incontri: il 26 ottobre a Palermo presso la sede regionale dell’Organismo di Certificazione CCPB e il 29 ottobre a Marostica presso la sede nazionale dell’Organismo di Certificazione Bios.


FederBio e World Food Day 2009: il Biologico a tutela della sicurezza alimentare

L’occasione del World Food Day della FAO, di venerdì 16 ottobre, diventa per tutti un importante momento di riflessione sul tema della sicurezza alimentare, sulla garanzia di avere cibo a sufficienza per vivere e sulla certezza di consumare alimenti sani ed acqua potabile. La fame nel mondo continua a crescere: le persone che soffrono la fame sono aumentate del 9% nell'anno in corso, arrivando ad oltre un miliardo: un sesto della popolazione mondiale vive oggi al di sotto la soglia della denutrizione. La lotta al cambiamento climatico, la gestione della risorsa acqua e la sicurezza alimentare a dimensione globale sono dunque i grandi temi su cui si misureranno la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi agricoli e di allevamento nei prossimi decenni.Proprio in riferimento a questa situazione l’intellettuale indiana Vandana Shiva commenta: “Sono stati i metodi di sviluppo sbagliati ad affamare centinaia di milioni di persone......la crisi economica può, anzi deve, essere un'opportunità. Tornare ad una scala locale di produzione e di consumo, puntare sul Biologico”. Il Biologico come esempio concreto di salvaguardia delle tradizioni e del legame con il Territorio, di rispetto del connubio virtuoso tra mondo antico ed esigenze dei tempi moderni, infatti, incarna perfettamente il modello dello sviluppo sostenibile. La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione che garantisce prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. L’affermazione dell’agricoltura biologica a livello mondiale, in continua espansione, dimostra quindi che questo modello di coltivazione ed allevamento sia in prospettiva l’alternativa praticabile, sostenibile ed efficiente alla nuova agricoltura industriale basata sull’ingegneria genetica. Nel mondo, oggi l’agricoltura biologica viene praticata in circa 140 Paesi e impegna una superficie di oltre 32 milioni di ettari in 1.200.000 aziende (dati: FiBl/IFOAM, Il mondo del Biologico 2009); il mercato dei prodotti Bio vale oltre 31 miliardi di euro (IFOAM, The world of organic agricolture - statistics and emerging trends 2008).
“I valori del Biologico e i risultati concreti che il comparto sta raggiungendo dimostrano l’importante contributo offerto a livello globale in termini di qualità e quindi di sicurezza alimentare intesa come garanzia di cibo – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - La vera scommessa per il sistema di ricerca ed innovazione in agricoltura e produzione alimentare dovrebbe essere quella di trasformare progressivamente la normativa per il Biologico in una “buona pratica” per la produzione agricola ed alimentare sostenibile e di qualità”.


FederBio e MiPAAF per avvicinare i consumatori al sistema di certificazione nel settore dell'agricoltura biologica

Nell’ambito del progetto per il rafforzamento delle attività a carattere interprofessionale, FederBio organizza incontri info-formativi rivolti ai consumatori associati presso gli Organismi di Certificazione autorizzati per il controllo dei prodotti bio. FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, in collaborazione con ACU-Associazione Consumatori Utenti, entra nel vivo dello sviluppo del progetto dedicato al controllo e alla certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, attraverso l’organizzazione di una serie di incontri info-formativi rivolti ai consumatori associati presso gli Organismi di Certificazione soci della Federazione ed in presenza delle Autorità competenti. L’obiettivo degli incontri è quello di dare dimostrazione pratica di come avviene il controllo e la certificazione nel settore dell’Agricoltura Biologica, aumentando la conoscenza e la consapevolezza dei consumatori delle attività svolte e delle garanzie fornite. Già due gli incontri organizzati. Il 4 settembre presso la sede di Bari di ICEA, Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, dove è stato illustrato il funzionamento dell’organismo e delle attività ispettive e di certificazione. Sono state inoltre visitate due imprese certificate da ICEA, per vedere da vicino la realtà dell’attività di controllo svolta presso le aziende biologiche. Alla giornata hanno partecipato, oltre a FederBio, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Basilicata, MDC (Movimento Difesa Cittadino) Calabria, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Puglia, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e Altroconsumo (Nazionale), oltre ai rappresentanti della Regione Puglia incaricati della vigilanza sul settore Biologico e dei rapporti con le associazioni dei consumatori.
Il secondo appuntamento si è tenuto il 25 settembre a Bologna presso la sede nazionale di Bioagricert, organismo di certificazione delle produzioni agroalimentari e di altri settori no food. Bioagricert ha presentato l’iter di certificazione, prendendo in considerazione le procedure, i controlli e la documentazione e successivamente i partecipanti hanno potuto visitare un’azienda agricola e di allevamento, con anche attività di trasformazione. All’iniziativa hanno partecipato FederBio, ARCO (Associazione Nazionale Consumatori) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Emilia Romagna, ACU (Associazione Consumatori Utenti) Lombardia e un funzionario incaricato della vigilanza sul settore biologico della Regione Emilia Romagna.

“Gli incontri vogliono migliorare la conoscenza del funzionamento del sistema di controllo e di certificazione nell’ambito della filiera della produzione biologica da parte dei consumatori associati – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – come definito dagli obiettivi del progetto cofinanziato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Crediamo molto a questo progetto perché da l’opportunità ai consumatori di capire e di avvicinarsi concretamente al sistema di garanzie per i prodotti biologici, contribuendo a fargli comprendere uno dei valori distintivi del nostro settore”. Per il mese di ottobre FederBio, in collaborazione con ACU, ha organizzato una ulteriori ore serie di incontri: il 9 ottobre a Fano presso la sede dell'Organismo di Certificazione Suolo e salute, il 26 ottobre a Palermo presso la sede regionale dell’Organismo di Certificazione CCPB e il 29 ottobre a Marostica presso la sede di Bios.