#CAMBIAMOAGRICOLTURA migliaia di messaggi al Consiglio Europeo Agricoltura per chiedere una nuova PAC
CambiamoAgricolturahomeMigliaia di cittadini europei inviano con una loro foto ai ministri UE agricoltura un messaggio per una riforma della PAC che sostenga maggiormente i modelli di agroecologia, per una agricoltura libera da pesticidi, che tuteli la Natura e conservi il paesaggio rurale, in sintonia con il recente parere della Corte dei Conti europea sulla riforma oggi in discussione.
Roma, 19 novembre 2018 – Si riunisce oggi a Bruxelles il Consiglio dei Ministri agricoltura degli Stati membri dell’Unione Europea per discutere la riforma della PAC post 2020 nell’ambito del negoziato in corso con la Commissione e il Parlamento della UE, con l’obiettivo della sua approvazione prima delle elezioni europee del 2019. In occasione di questa riunione centinaia di cittadini europei hanno inviato una loro fotografia con un messaggio chiaro per un cambiamento del paradigma dell’agricoltura europea, con per una politica che sostenga la transizione verso l’agroecologia, premiando chi maggiormente tutela gli ecosistemi, la nostra salute e conserva il paesaggio rurale, come l’agricoltura biologica e biodinamica. Anche i cittadini italiani hanno partecipato all’iniziativa europea “Good Food, Good Farming” mobilitati dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura che in occasione del Consiglio europeo rilancia oggi attraverso un Twitterstorm i messaggi dei cittadini rivolti in particolare al nostro Ministro dell’Agricoltura, Gian Mario Centinaio.
Anche dalla Corte dei Conti europea, in un suo documento reso pubblico nei giorni scorsi, ha valutato insoddisfacenti le novità introdotte con la proposta di riforma della Commissione proprio sugli obiettivi ambientali, definendoli privi di concretezza e difficili da misurare in termini di risultati reali richiamando, quindi, l’esigenza di una PAC più verde in grado di contribuire maggiormente al contrasto dei cambiamenti climatici, ad arrestare la perdita di habitat e specie selvatiche, alla gestione sostenibile dell’acqua. “Auspichiamo, quindi” - affermano le associazioni di #CambiamoAgricoltura - “che i Ministri europei dell’Agricoltura tengano conto del parere della Corte dei Conti e portino proposte concrete per migliorare la proposta della Commissione e non peggiorarla come sembra emergere dalle dichiarazioni fino ad ora emerse”.
Una rassegna dell’album fotografico consegnato ai Ministri europei è visibile sul sito https://www.goodfoodgoodfarming.eu/capsnap/ mentre le proposte e richieste della Coalizione #CambiamoAgricoltura per una riforma verde della PAC, riassunte in un decalogo, sono disponibili nel sito www.cambiamoagricoltura.it.
Ufficio Stampa WWF Italia
Mail. ufficiostampa@wwf.it
FederBio: «Bene operazione carabinieri contro falso bio nel Veronese, serve la tracciabilità»
federbiohomeTracciabilitàDa 26 anni in prima linea per la tutela delle produzioni biologiche e biodinamiche, FederBio esprime soddisfazione per l’azione condotta dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) Nord Est che insieme ai Carabinieri del nucleo Tutela Agroalimentare di Parma ha portato all’interruzione di una frode di false produzioni bio e all’arresto di 4 persone. L’ipotesi di accusa è che le aziende del gruppo coinvolte, tutte formalmente biologiche a livello produttivo, avrebbero utilizzato erbicidi e fertilizzanti di sintesi, mezzi tecnici non ammessi nei protocolli di produzione biologica. Il gruppo coinvolto, di rilievo nazionale nella produzione e commercializzazione di prodotti bio, ha la sua sede principale nel Veronese e conta circa 1.000 ettari di superficie in Italia e 10.000 in altri Stati (principalmente Romania).
FONTE
TESTATA: News Age Agro – Agenzia di Stampa Quotidiana
DATA DI PUBBLICAZIONE: 19 novembre 2018
FederBio: soddisfazione per l’azione che ha bloccato false produzioni bio all’interno di un gruppo veronese
federbiohomeL’azione ha portato a 4 arresti. L’azienda coinvolta avrebbe utilizzato mezzi tecnici non ammessi, come erbicidi e fertilizzanti di sintesi. L’impresa conterebbe su circa 1.000 ettari di superficie in Italia e 10.000 all’estero, principalmente in Romania.
Bologna, 16 novembre 2018 – Da 26 anni in prima linea per la tutela delle produzioni biologiche e biodinamiche, FederBio esprime soddisfazione per l’azione condotta dall'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) Nord Est che insieme ai Carabinieri del nucleo Tutela Agroalimentare di Parma ha portato all'interruzione di una frode di false produzioni bio e all'arresto di 4 persone.
L’ipotesi accusatoria è che le aziende del gruppo coinvolte, tutte formalmente biologiche a livello produttivo, avrebbero utilizzato erbicidi e fertilizzanti di sintesi, mezzi tecnici non ammessi nei protocolli di produzione biologica.
“Già dal 2017 FederBio ha chiesto di fare chiarezza sulle vicende che sono state oggetto delle indagini della Procura di Verona, allertando il mercato affinché sui prodotti del gruppo veronese coinvolto nell’indagine vi fosse la massima attenzione e cautela. Anche grazie alle nostre sollecitazioni, le certificazioni delle aziende in questione erano state finalmente sospese nei mesi scorsi, in attesa che le indagini facessero il loro corso. Come sempre, siamo a fianco della Magistratura e delle forze di polizia giudiziaria, il cui intervento è fondamentale per tutelare anzitutto la maggioranza di imprese oneste del biologico italiano, oltre che i consumatori. Come chiediamo da mesi, ora è ancor più necessario vigilare affinché la quantità di prodotto che il gruppo di aziende veronesi immetteva nel mercato del biologico nazionale non venga sostituita da prodotto estero o con ancora maggiori rischi di frode. Anche per questo lo scorso settembre a SANA abbiamo presentato una nuova piattaforma di tracciabilità per le filiere biologiche e con alcune importanti aziende del settore avviato contatti per dare al comparto in cui operava il gruppo veronese una nuova prospettiva di massima trasparenza e legalità”, precisa Paolo Carnemolla, Presidente FederBio.
FederBio (www.federbio.it) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Lettera aperta sulla libertà della scienza
homeLettera aperta per una scienza libera, senza pregiudizi e preconcetti ideologici.
53 professori e ricercatori hanno promosso una “lettera aperta sulla libertà della scienza” al Rettore del Politecnico di Milano in difesa del 35° Convegno dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica.
Quest'anno, dal 15 al 17 novembre, l'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica ha promosso il 35° congresso dedicato a "Innovazione e ricerca, alleanze per l'agroecologia" presso il Politecnico di Milano, sotto il patrocinio, tra gli altri, dello stesso Politecnico, del Comune di Milano e della Regione Lombardia. Si tratta di un congresso cui partecipano rappresentanti di centinaia di aziende e, come relatori del settore agrario, anche docenti di università italiane, ricercatori di centri di ricerca italiani e stranieri oltre al vicepresidente della commissione ambiente del Parlamento europeo, Paolo de Castro (pure lui accademico) e una serie di rilevanti personalità.
A seguito della pubblicazione dell'evento, un gruppo di docenti dell'Università di Milano ha diffuso una lettera indirizzata al Rettore del Politecnico, al Sindaco e ad altri, con considerazioni pesanti contro l'agricoltura biodinamica e sollecitandoli a non portare i saluti all'apertura del congresso, in modo da non avallare con la loro presenza i contenuti dell'evento.
L'invito a intervenire al convegno, successivamente inoltrato ai firmatari della lettera da parte dell'Associazione per Agricoltura Biodinamica, è stato rifiutato.
Negli ambienti accademici sono state diffuse altre lettere, anche di non esperti nei settori scientifici in oggetto, nelle quali si evita accuratamente di prendere in considerazione i risultati delle numerose sperimentazioni disponibili, mentre ci si attacca a frasi di testi di altri tempi, accomunando così la biodinamica a posizioni antiscientifiche, come quelle dei No-vax.
Premesso che nessuno di noi fa parte dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica e non ci interessa, in questo caso, entrare nel merito dei risvolti filosofici di questa associazione, dissentiamo profondamente da questo comportamento anzitutto perché denigra associazioni di agricoltori il cui modello di agricoltura, sensibile ai temi della salute e della sostenibilità, è comunque una realtà diffusa e riconosciuta istituzionalmente; in secondo luogo perché è scorretto nei confronti di quei colleghi, ottimi ricercatori italiani e stranieri anche di fama internazionale, competenti in materia, che senza pregiudizi hanno condotto ricerche sull'agricoltura biodinamica e biologica e pubblicato i risultati su riviste internazionali, anche di altissimo impatto (PLOS ONE, Nature).
Chiunque abbia partecipato a congressi scientifici di qualsiasi disciplina sa che in essi vengono a volte presentate relazioni in disaccordo tra loro, che sollevano accesi dibattiti e discussioni; solo ricerche successive potranno stabilire quale sia la tesi corretta. Il compito della comunità
scientifica è comunicare, dialogare, non disdegnare la pratica del dubbio, far circolare le idee e metterle alla prova con mente aperta e senza pregiudizi.
L'approccio scientifico non sta nella scelta dell'oggetto, ma nel metodo che viene utilizzato. Il vero atteggiamento antiscientifico è semmai il dogmatismo di chi non vuole occuparsi di argomenti che ha personalmente condannato a priori come "ridicoli".
La comunità scientifica spesso lamenta il fatto di godere di scarso credito da parte della società civile. A nostro avviso questi comportamenti possono solo peggiorare la situazione, anche perché l'agricoltura biologica, in tutte le sue manifestazioni, continua a crescere con un ritmo inimmaginabile solo pochi anni fa e rappresenta uno dei pochi settori di successo del sistema agroalimentare italiano, così come aumenta il numero di uomini e donne di scienza interessati a studiarne meccanismi, processi e effetti sulla produzione e sull'ambiente.
Oggi l'agricoltura, (integrata, di precisione, conservativa, biologica, biodinamica, agroecologica) ha il gravoso compito di nutrire il pianeta, di erogare servizi ecosistemici ed essere nello stesso tempo economicamente, ambientalmente e socialmente sostenibile. Il ruolo del mondo della ricerca è di fornire il supporto scientifico a questo importante percorso, senza sposare acriticamente posizioni di parte.
1. Claudia Sorlini - Professore emerito di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria, Università di Milano.
2. Luciana Angelini - Professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, Università di Pisa.
3. Stella Agostini - Assistant professor, Department of Environmental Science and Policy, Università di Milano.
4. Giuseppe Barbera - Professore Ordinario di Colture Arboree,Università di Palermo.
5. Filippo Barbera - Professore associato di sociologia economica, Università di Torino.
6. Paolo Bàrberi, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee e Vice- Presidente di Agroecology Europe, già presidente della European Weed Research Society, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa.
7. Ettore Barone -Ordinario di Arboricoltura Generale Rappresentante dei professori ordinari e Vice Presidente Senato Accademico Università di Palermo.
8. Stefano Benedettelli - Professore associato di Genetica agraria, Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente, Università degli studi di Firenze.
9. Giulia Bianchi - CREA-IT, Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari.
10. Marcello Biocca - Ricercatore, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
11. Marco Scortichini - Dirigente di ricerca Crea- OFA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Caserta.
12. Francesco Sottile - Professore associato di Biodiversità e qualità delle colture agrarie e di Coltivazioni arboree presso l’Università di Palermo, componente del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, Technical Advisor della Fondazione per la Biodiversità Onlus.
13. Andrea Squartini - Professore associato di Ecologia Microbica, Università di Padova.
14. Fabio Tittarelli - Ricercatore CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
15. Alessandra Trinchera - Ricercatrice CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente (Roma).
16. Concetta Vazzana - già Professore di Agronomia e coltivazioni erbacee, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente, Università di Firenze.
17. Raffaele Zanoli - Professore di Food Marketing & Management; World Board, ISOFAR (International Society of Organic Agriculture Research), Presidente, Gruppo di Ricerca sull’Agricoltura Biologica (GRAB-IT). Dip.Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Università Politecnica delle Marche.
18. Massimo Blonda - Ricercatore III Istituto di ricerca sulle acque-CNR Bari.
19. Stefano Bocchi - Professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, coordinatore del Centro di Ricerca GAIA 2050, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano.
20. Maurizio Borin - Professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Direttore del Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente, Universita’ di Padova.
21. Sara Borin - Professore ordinario di Microbiologia Agraria,Department of Food, Environmental and Nutritional Sciences, Università degli Studi di Milano.
22. Gianluca Brunori - Professore ordinario di politica alimentare Università degli Studi di Pisa.
23. Giovanni Burgio professore associato,Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, Università di Bologna.
24. Stefano Canali - Primo ricercatore, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Presidente RIRAB (Rete Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica). World Board, ISOFAR(International Society of Organic Agriculture Research).
25. Gabriele Campanelli - Ricercatore CREA Orticoltura e Florovivaismo.
26. Enio Campiglia - Professore di Coltivazioni Erbacee e di Qualità e Certificazione dei Processi e delle Produzioni Vegetali, Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE), Università della Tuscia.
27. Tiziana M.P. Cattaneo - Dirigente di ricerca Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – CREA, Milano.
28. Salvatore Ceccarelli - Honorary Fellow of Bioversity International.
29. Corrado Ciaccia - Ricercatore Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente.
30. Ambrogio Costanzo - PhD, Principal Researcher, programme leader: Plant Breeding for Crop Resilience Soils and Cropping Systems, The Organic Research Centre, Elm Farm, Hamstead Marshall, Newbury, RG20 0HR, United Kingdom.
31. Francesco Danuso - Professore ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, Università di Udine.
32. Mariangela Diacono - Ricercatrice III livello, CREA-AA Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, di Bari.
33. Giovanni Dinelli - Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro- alimentari, Università di Bologna.
34. Massimo Fagnano - Professore di Agronomia e coltivazioni erbacee, Dipartimento di Agraria Università di Napoli Federico II.
35. Andrea Galli - Professore ordinario di Costruzioni rurali e territorio agroforestale, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali. Presidente Centro interdipartimentale di ricerca e servizio sul paesaggio, Università Politecnica delle Marche.
36. Elena Gagliasso - Professore Associato di filosofia della scienza e filosofia e scienze del vivente. Dipartimento di Filosofia, Sapienza Univ di Roma.Direttrice Centro Interuniversitario Resviva.
37. Manuela Giovannetti, professore ordinario di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria e Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute”, Università di Pisa.
38. Silvio Greco - Dirigente di ricerca Istituto Nazionale di Biologia Ecologica e Biotecnologie Marine “Anton .Dohrn”, Roma; docente di Controllo delle produzioni agroalimentari presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN).
39. Roberto Lo Scalzo - Ricercatore, CREA-IT Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari.
40. Roberto Mancinelli - Professore di Ecologia Agraria, Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE), Università degli Studi della Tuscia, Viterbo.
41. Stefano Masini - Professore associato di Diritto agrario dell’Università di Roma Tor Vergata e condirettore della rivista Diritto Agroalimentare.
42. Paola Migliorini, ricercatore in Agronomy and Crop Production, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN).
43. Camilla Moonen - Assistant professor in Agronomy and Field Crops presso la Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa.
44. Massimo Monteleone - Professore associato di Agronomia e coltivazioni erbacee Dipartimento di Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente, Università di Foggia.
45. Francesco Montemurro, dirigente di Ricerca, CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
46. Gabriella Morini - Ricercatrice, Taste & Food Sciences, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche
47. Luigi Morra - Tecnologo, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)-Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture industriali, laboratorio di Caserta.
48. Valeria Negri - Professoressa associata fi Genetica agraria, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Unità di Ricerca Genetica Agraria e Biotecnologie Genetiche Università degli Studi di Perugia.
49. Gaio Cesare Pacini - Professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università di Firenze.
50. Ruggero Petacchi, ricercatore di entomologia agraria alla Scuola Sant’Anna di Pisa, Istituto Scienze della Vita.
51. Giancarlo Roccuzzo – Researcher Council for Agricultural Research and Economics, Research Centre for Olive, Citrus and Tree Fruit (CREA OFA).
52. Fabio Maria Santucci, professore associato di Economia e Estimo Rurale, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali. Delegato del Rettore per la Cooperazione Internazionale,Università di Perugia.
53. Cristiana Sbrana, Ricercatrice CNR-IBBA UOS Pisa.
Fruit&Veg Forum - Palermo, giovedì 22 novembre 2018
Si svolgerà a Palermo il 22 novembre il Fruit&Veg Forum. Un appuntamento dedicato a operatori, ricercatori e professionisti del comparto che vogliano approfondire temi di stretta attualità con una prospettiva sul futuro "mescolando" idealmente cibo, vino, olio, biodiversità e sostenibilità agroalimentare dell’area del Mediterraneo. A caratterizzare l’evento, che intreccia economia e conoscenza, saranno tre forum dal contenuto formativo su olio, vino, ortofrutta e un simposio scientifico internazionale del settore vitivinicolo, il World Wine Symposium.
WWF e FederBio un'alleanza per la buona agricoltura amica della natura
federbiohomeSiglato oggi a Roma il Protocollo d’Intesa tra WWF Italia e FederBio. Le due Associazioni lavoreranno insieme nei prossimi cinque anni per promuovere l’agricoltura biologica in Italia con l’obiettivo comune del 40% di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) certificata biologica entro il 2030 e per promuovere un Piano di azione nazionale per l’agroecologia.
Roma, 8 Novembre 2018 - Con le firme dei due presidenti, Donatella Bianchi per il WWF e Paolo Carnemolla per FederBio, è stata rinnovata oggi a Roma la collaborazione tra l’Associazione italiana per il WWF e la principale Associazione della filiera dell’agricoltura biologica in Italia.
Le due Associazioni confermano così un’alleanza avviata nel 2011 con un primo accordo di collaborazione per la promozione dell’agricoltura biologica nel nostro paese.
Con la firma di questo nuovo protocollo d’intesa FederBio ed il WWF Italia si impegnano a promuovere e realizzare congiuntamente azioni e progetti per l’analisi, la definizione e la divulgazione di modelli praticabili di gestione multifunzionale delle aziende agricole biologiche e biodinamiche, sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, funzionali al raggiungimento degli obiettivi specifici dell’area di lavoro agricoltura della Strategia Nazionale Biodiversità, all’attuazione delle altre Strategie e Programmi a livello europeo, nazionale e regionale definiti per affrontare le sfide ambientali indicate dalla attuale e futura Politica Agricola Comune dell’Unione Europea.
Per la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi: “La collaborazione tra FederBio e WWF ha due obiettivi prioritari: raggiungere entro il 2030 il 40% della superficie agricola utilizzata in Italia certificata in agricoltura biologica quale principale contributo dell’agricoltura italiana agli obiettivi delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (SDGs) e impegnare il Governo italiano, attraverso il Ministero dell’Agricoltura, Alimentazione, Foreste e Turismo, per la redazione di un rapporto annuale nazionale sull’agroecologia, come già realizzato da tempo in Francia. Con questo protocollo rinnoviamo il nostro impegno per un’agricoltura sempre più sostenibile, libera da pesticidi e amica della natura tema su cui il WWF è impegnato sin dall’inizio degli anni ‘80 del secolo scorso. In tutti terreni agricoli presenti nelle oltre 100 Oasi e Riserve gestite dall’Associazione si pratica solo agricoltura biologica per la filiera dei prodotti biologici ‘Terre delle Oasi’. Insieme a FederBio vogliamo far crescere l’agricoltura biologica nel nostro paese per rispondere alle crescenti richieste dei consumatori che vogliono un cibo sano prodotto tutelando la natura”.
Per Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, “la collaborazione con un’Associazione internazionale come il WWF è per FederBio la naturale prosecuzione del nostro impegno nello sviluppo di quel modello di agricoltura che rappresenta oggi la forma più avanzata di sostenibilità ambientale, sociale ed economica del settore primario. Il biologico e il biodinamico sono le pratiche agricole che rispondono più di altre ai principi dell’agroecologia, basati sull’imitazione della natura e sulla sua salvaguardia. Con il WWF stiamo già condividendo importanti iniziative come la nostra Campagna “Cambia la Terra” per contrastare l’uso della chimica di sintesi in agricoltura e il lavoro per una seria riforma della PAC post 2020 che premi maggiormente questi modelli di agricoltura più sostenibili. Con la firma di questo protocollo d’intesa rafforziamo una preziosa alleanza per raggiungere insieme obiettivi ambiziosi ma realistici e necessari per dare un futuro all’agricoltura del nostro paese”
Il protocollo d’intesa siglato oggi dalle due Associazioni sarà attuato nei prossimi cinque anni attraverso un gruppo di lavoro interdisciplinare dedicato all’agroecologia per promuovere l’applicazione dei suoi principi e metodi per la sostenibilità e la multifunzionalità dell’agricoltura italiana, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio rurale. In particolare FederBio e WWF lavoreranno insieme per la promozione dell’agricoltura biologica e biodinamica nell’ambito della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea e nei suoi strumenti di attuazione a livello nazionale e regionale, anche attraverso comuni azioni politico – istituzionali. La divulgazione dei positivi effetti dell’agricoltura biologica e biodinamica sugli ecosistemi e sui processi ecologici, attraverso comuni progetti ed attività di ricerca, informazione, comunicazione, educazione ambientale ed alimentare. La promozione e realizzazione di progetti ed attività per la valutazione economica dei servizi ecosistemici forniti dalle aziende agricole biologiche e biodinamiche e per la tutela dei beni comuni (biodiversità, suolo, paesaggio e risorse idriche). La promozione e realizzazione di progetti ed attività per l’identificazione e la divulgazione delle buone pratiche per la conservazione della biodiversità, il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse idriche nelle aziende agricole biologiche e biodinamiche in Italia.
FederBio (www.federbio.it) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
WWF. Fondato in Svizzera nel 1961, il WWF è tra le più grandi organizzazioni mondiali per la conservazione della Natura: il panda bianco e nero - simbolo dell’Associazione - è divenuto emblema di impegno, concretezza e positività per la tutela degli ecosistemi naturali e per il futuro dell’uomo. Un’organizzazione presente in 100 Paesi e nei 6 continenti, che porta avanti ogni giorno oltre 2000 progetti di tutela di habitat e specie a rischio in tutto il mondo, grazie al supporto di 5 milioni di sostenitori.
Nel 1966 il WWF arriva nel nostro Paese con l’obiettivo di preservare il patrimonio naturale italiano. Ogni anno nelle oltre 100 oasi del WWF gli oltre 500 mila visitatori possono ammirare 20 specie rare tra animali e piante che sono state salvate: dal cervo sardo alla lontra le Oasi del WWF custodiscono tesori di biodiversità straordinari fra cui 6 specie ‘endemiche’ delle oasi (vivono solo in queste aree), dal fiordaliso del sagittario (in Abruzzo) alla farfalla Teia Dubia (Saline di Trapani). Il WWF è stato protagonista nell’educazione ambientale di centinaia di migliaia di bambini e ragazzi in 50 anni di campi estivi in oasi e parchi. Ogni anno coinvolge circa 10.000 classi ogni anno in programmi educativi e visite alle Oasi.
Purtroppo, le sfide future sono ancora molte: deforestazione, cambiamenti climatici, scarsità d’acqua e perdita di biodiversità, perdita di suolo fertile, consumo di risorse naturali insostenibile. Ma lavorando insieme, possiamo raggiungere qualsiasi risultato e «together possible» è proprio l’invito del WWF ai giovani, ai docenti, alle scuole, aziende, istituzioni a collaborare.
Ufficio stampa FederBio
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Seminario: “Sostenibilità e innovazione: l'agricoltura biologica per lo sviluppo rurale" - Roma, martedi 4 - mercoledì 5 dicembre 2018
Si terrà a Roma dal 4 al 5 dicembre il seminario dal titolo: "Sostenibilità e innovazione: l'agricoltura biologica per lo sviluppo rurale". L'evento è organizzato presso il Leon’s Place Hotel in via XX Settembre 90/94.
Sono molte le riflessioni maturate e le analisi condotte sull'agricoltura biologica nell'ambito della Rete Rurale Nazionale. Durante il biennio di programmazione 2017-2018, ormai in fase di conclusione, ci si è soffermati in particolare su alcuni aspetti di grande interesse per il settore, in primo luogo sulla sostenibilità di questo metodo produttivo. Parallelamente, si è ragionato di innovazione per l'agricoltura biologica nell'ambito del PEI-AGRI e di biodistretti, che presentano numerose sfaccettature e sono di grande interesse per lo sviluppo delle aree rurali. Con questo evento il CREA intende presentare i risultati conseguiti nel corso delle attività di ricerca e di analisi svolte e affrontare tali temi anche in un'ottica prospettica.
Seminario: “L’allevamento bovino da carne con il metodo della zootecnia biologica” - Villafranca di Verona (VR), giovedì 22 novembre 2018
Si terrà il 22 novembre presso l'Auditorium Comunale di Villafranca di Verona il seminario dal titolo "L’allevamento bovino da carne con il metodo della zootecnia biologica".
La conversione dell’allevamento alle tecniche previste dai disciplinari dell’agricoltura biologica non è semplice e richiede particolare attenzione e investimenti, con interventi di adattamento sulle stalle e modifica della gestione alimentare degli animali.
Ma questo particolare segmento di mercato presenta interessanti prospettive di crescita, in controtendenza rispetto al generale calo dei consumi di carne.
Dopo una sintetica panoramica sui modelli gestionali adottati in Italia e sulle principali metodiche, viene qui offerta la possibilità di osservazione diretta e confronto con l’esperienza di un allevatore che, dedito da generazioni all’allevamento bovino, da alcuni anni ha avviato una linea di produzione biologica. Per partecipare è necessario registrarsi al sito: https://carnebio.eventbrite.it
PROGRAMMA
Ore 8.45
Saluto della Regione del Veneto
Pierluigi Perissinotto, Direzione Agroalimentare, Regione del Veneto
Introduzione e coordinamento degli interventi
Stefano Barbieri, Veneto Agricoltura
Ore 9.00–11.00
- Il quadro normativo europeo, nazionale e regionale
- Cosa si fa in Italia: modelli organizzativi e gestionali dell’allevamento
- Principi di alimentazione del bovino da carne allevato con metodo biologico
- Aspetti sanitari dell’allevamento biologico
Marcello Volanti, veterinario
Ore 11.00-11.15
Allevamento biologico con linea vacca-vitello: l’esperienza dell’azienda “Villiago” di Veneto Agricoltura
Valerio Bondesan, Veneto Agricoltura
Ore 11.15–11.30
La parola ai produttori
Interventi diUnicarvee AZOVE
Ore 11.30
Trasferimento presso l’azienda agricola Francesco Tomelleri, loc. Casa Anna Maria 1, Villafranca di Verona (VR)
ore 11.45-13.00
Visita guidata all’allevamento “Biotom”
Marcello Volanti, veterinario
Francesco Tomelleri, allevatore
Per info: Segreteria organizzativa Veneto Agricoltura - Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario
Tel. 049 8293920
mail: divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org
FederBio esprime preoccupazione per la norma sui fanghi inserita nel “Decreto Genova”
federbiohomeLe previsioni di ammissibilità all’utilizzo dei Fanghi in agricoltura contenute nel “Decreto Genova” mettono a rischio i terreni agricoli e l’eventuale conversione al biologico.
Bologna, 26 ottobre 2018 - Quanto previsto nell’ articolo 41 del “Decreto Genova” contiene preoccupanti previsioni di ammissibilità all’utilizzo dei Fanghi da depurazione in agricoltura che possono determinare l’accumulo di sostanze di cui non si conosce l’effettivo impatto sul suolo e sulle filiere produttive. La tutela del suolo per la produzione di cibo sano è il fondamento dell’agricoltura biologica e per questo la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica esprime la propria preoccupazione per quanto impropriamente inserito nel “Decreto Genova”.
Precisando che in agricoltura biologica è ammesso esclusivamente l’utilizzo di fanghi provenienti dalla lavorazione della barbabietola negli zuccherifici e derivanti dalla produzione del sale alimentare, privi di sostanze tossiche dannose per il terreno, per le colture, per gli animali, per l’uomo e per l’ambiente, la preoccupazione di FederBio riguarda la possibile contaminazione di falde acquifere e suoli che la norma potrebbe comportare in un’ottica di futura conversione al biologico.
È un tema estremamente delicato che occorre affrontare tenendo presente l’obiettivo prioritario di tutela del suolo agricolo e del cibo che viene prodotto. Per questo è assolutamente necessario un effettivo riordino della materia senza seguire scorciatoie dettate dalle emergenze, ma basandosi su un’effettiva valutazione tecnica e giuridica di tutti gli elementi e attivando un percorso normativo adeguato che coinvolga tutti i portatori d’interesse.
FederBio (www.federbio.it) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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BioLife 2018: Bolzano, venerdì 23 - lunedì 26 novembre 2018
Torna, dal 23 al 26 novembre a Bolzano, nel contesto della Fiera d’Autunno, la 15^ edizione di BioLife, ormai diventata la piattaforma più importante dell'arco alpino per prodotti biologici di qualità. Crescono i numeri dei visitatori (42.000 nel 2017) e delle aziende partecipanti (250), nonché la presenza sempre più massiccia di espositori stranieri, che sfruttano la manifestazione come trampolino di lancio per inserirsi nel mercato italiano.
Nell’edizione 2018, le aziende espositrici presenteranno, con oltre 2.500 prodotti, l’ampia offerta del fiorente mercato del biologico, dalle specialità alimentari, ai cosmetici naturali, ai tessuti ecologici. E tra il pubblico si troveranno professionisti come chef, gastronomi e albergatori, nonché consumatori consapevoli.
Tra le iniziative, da segnalare, venerdì 23 novembre, il primo convegno “Organic 2030”, un incontro in cui incontro verranno presentati, ai professionisti del settore, i trend dell’agricoltura biologica. Sul tavolo di discussione, verranno messi a confronto tre Paesi: Italia, Germania e Austria che, assieme al Regno Unito, detengono il 70% del consumo in Europa di prodotti biologici. Tra i relatori presenti al convegno il Deputato del Parlamento Europeo-Agricoltura e Sviluppo Rurale Herbert Dorfmann. I portavoce dei tre Stati a confronto saranno per la Germania, Jan Plagge (Presidente Bioland e del gruppo europeo IFOAM), per l’Italia Matteo Bertolini (Vicepresidente FederBio) e per l’Austria Sylvia Maria Schindecker (Camera dell’Agricoltura).









