Liveseeding: pubblicato un rapporto con raccomandazioni politiche sulla commercializzazione delle sementi per il settore biologico
liveseedingLiveSeeding è un progetto di innovazione cofinanziato dal programma Horizon Europe che mira a promuovere la crescita del settore biologico fornendo sementi biologiche di alta qualità, di diverse cultivar, adattate all’agricoltura biologica per un’ampia gamma di colture. Il progetto ha pubblicato un rapporto con raccomandazioni politiche relative agli ultimi aggiornamenti legislativi dell’UE.
La revisione della legislazione europea sul materiale riproduttivo vegetale (PRM) (semi, piantine, talee, tuberi, portainnesti, ecc.) mira ad allineare le diverse direttive esistenti in un unico regolamento. L’obiettivo dichiarato della nuova legislazione è quello di avere PRM di alta qualità, con una diversità di scelta e caratteristiche di sostenibilità. La revisione della normativa avrà implicazioni dirette per l’allevamento biologico e la commercializzazione delle PMR, interessando così l’intero settore bio. Il rapporto riporta diverse osservazioni e raccomandazioni riguardanti:
- La commercializzazione di materiale biologico eterogeneo (OHM) e la definizione di varietà biologiche adatte alla produzione bio (OV) ;
- Test del Valore per la Coltivazione e l’Uso Sostenibile (VSCU) ;
- La necessità di una piena trasparenza sui tipi di cultivar e sulle tecniche di allevamento applicate;
- Registrazione di varietà biologiche (OV) promossa da test di distinzione, uniformità e stabilità (DUS) meno severi.
Il rapporto riassume le modifiche alla politica basate su un’ampia ricerca scientifica, sull’esperienza sul campo e sulle competenze settoriali.
Scarica il rapporto completo sulle raccomandazioni politiche di Liveseeding.
Focus sull’innovazione in campo Bio: Frutticoltura biologica in Piemonte, tra criticità e prospettive future
federbioFederBio ServiziPNABioviticoltura biologica“Focus sull’innovazione in campo Bio: Frutticoltura biologica in Piemonte, tra criticità e prospettive future” : questo il titolo dell’incontro che si terrà martedì 11 giugno ore 9:00 al Centro Ricerche per la Frutticoltura di Fondazione Agrion, a Manta. Organizzato nell’ambito del progetto “PNABio – Piattaforma nazionale di attività e servizi per il biologico italiano in movimento” da FederBio in collaborazione con FederBio Servizi e la Fondazione Agrion, l’evento avrà l’obiettivo di dare un quadro della coltivazione frutticola biologica in Piemonte, analizzando l’andamento delle superfici e le principali criticità da affrontare.
Circa il 20% della frutta coltivata in Piemonte, infatti, è biologica: un numero che già si avvicina agli obiettivi della strategia europea Farm to Fork, che mira ad avere entro il 2030 il 25% di superficie agricola coltivata con il metodo biologico. In Piemonte, le pomacee melo e pero, che ben si adattano alle condizioni pedoclimatiche territoriali, rappresentano i due pilastri della produzione bio. Negli anni, il supporto della Regione Piemonte attraverso specifiche misure dedicate è stato fondamentale: esso, infatti, ha favorito la conversione di numerosi frutteti dalla produzione integrata a quella biologica, dando un impulso che sarà fondamentale anche nel prossimo futuro per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Ciononostante, sebbene il dato relativo alla superficie bio in Piemonte sia incoraggiante, numerose sono le criticità che i produttori devono affrontare quotidianamente e che al momento stanno frenando un ulteriore incremento delle superfici coltivate con il metodo biologico. Nel corso dell’incontro si focalizzerà l’attenzione su alcuni punti chiave della coltivazione biologica, in particolare delle pomacee, quali: la corretta progettazione di un frutteto bio, la corretta gestione del suolo e il mantenimento della sua fertilità.
Inoltre, grazie all’intervento di tecnici delle Province autonome di Trento e Bolzano si analizzeranno alcune problematiche di difficile gestione, come quella dell’afide lanigero del melo, che sta rappresentando un fattore limitante per la coltivazione di questa specie frutticola con il metodo biologico. Ad essere affrontate saranno poi anche le nuove malattie, che, favorite dalle variazioni climatiche in atto, colpiscono il melo, determinando importanti perdite di produzione. L’evento vedrà la partecipazione di aziende leader del settore: Chimiberg e Diagro Marchi di Diachem S.p.A., CIFO | Nata per il verde, Biolchim, Kalòs Agricoltura, Fomet Spa, Sipcam Italia, BIOGARD, che presenteranno le loro soluzioni ed esperienze di biocontrollo e nutrizione in frutticoltura biologica.
Per partecipare è necessario effettuare la registrazione al seguente link: https://forms.gle/JSgV7RB1r2uZqH8c8
5 giugno - Giornata Mondiale dell’Ambiente. FederBio: biologico alleato fondamentale per contrastare la siccità e tutelare gli ecosistemi ambientali
federbiohomeBologna, 5 giugno 2024 – La rigenerazione dei terreni agricoli come risorsa essenziale per affrontare gli effetti della crisi climatica e arginare fenomeni di degrado estremo.
In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che quest’anno si focalizza sul ripristino del territorio, sulla desertificazione e sulla resilienza alla siccità con lo slogan “La nostra terra. Il nostro futuro. Siamo #GenerationRestoration”, FederBio pone l’accento sull’importanza della transizione agroecologica per preservare la fertilità dei terreni e il patrimonio ambientale per le generazioni future.
Secondo i dati dell’Ispra, l’Italia ha toccato nel 2022 il minimo storico di disponibilità idrica degli ultimi 30 anni. Un effetto legato al calo delle precipitazioni, aggravato dall’aumento del valore delle temperature e dell’evapotraspirazione. Gli impatti di questi fenomeni atmosferici avversi sempre più rilevanti si riflettono, in particolare, nel settore agricolo.
Un aiuto concreto arriva dall’agricoltura biologica che, con le sue pratiche rispettose dell’ambiente, può contribuire significativamente a migliorare la resilienza dei terreni agricoli alla siccità. Aumentando la quantità di materia organica nel suolo, le pratiche agronomiche biologiche sono, infatti, in grado di trattenere maggiori quantitativi d’acqua rendendoli poi disponibili durante i periodi di siccità. Inoltre, contribuiscono a ridurre l’erosione del suolo, proteggendo lo strato superiore, essenziale per immagazzinare e trattenere l’acqua, mentre l’incremento di biodiversità, favorito dall’eliminazione della chimica di sintesi, aiuta a creare un ecosistema in grado di mitigare gli stress climatici.
Lo studio “Farming Systems Trial” del Rodale Institute in Pennsylvania, un’analisi comparativa tra agricoltura biologica e convenzionale che dura da oltre 40 anni, attesta la maggior resilienza della bioagricoltura. I risultati della ricerca dimostrano, infatti, come in periodi di siccità le produzioni biologiche abbiano avuto un potenziale di resa fino al 31% superiore rispetto a quelle convenzionali. Questo deriva anche dall’elevata capacità dei terreni coltivati con metodo biologico di sequestrare carbonio organico che, migliorando la struttura del suolo, consente di trattenere e filtrare l’acqua, garantendo una preziosa riserva idrica per i periodi di scarsità.
“Siccità e alluvioni stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura, inoltre molti dei nostri terreni sono sempre più vicini alla desertificazione – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Il cambiamento climatico e le attività antropiche continuano ad esercitare una pressione senza precedenti, mettendo a rischio la stabilità degli ecosistemi e rendendo sempre più evidente che senza rispetto per l’ambiente non c’è futuro. È dunque estremamente importante agire subito per ripristinare gli habitat degradati e la fertilità del suolo. Come dimostrano studi autorevoli, l’agricoltura biologica rappresenta un prezioso alleato per la rigenerazione dei terreni e per contrastare gli impatti climatici. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, invitiamo quindi a riflettere sull’importanza di proteggere la “nostra Terra” e di come scegliere biologico, oltre a costituire un sistema alimentare più sano, significhi assicurare un futuro più resiliente e sostenibile per il Pianeta”.
FederBio (feder.bio.) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
Elezioni europee 2024: stop nuovi OGM!
#ItaliaLiberadaOGMfederbiohomeLa Coalizione “Italia libera da OGM” chiede ai candidati alle prossime elezioni europee del 8-9 giugno un impegno per fermare la liberalizzazione dei nuovi OGM garantendo un rigoroso rispetto del principio di precauzione.
La Coalizione “Italia Libera da OGM”, che riunisce oltre 40 organizzazioni contadine, ambientaliste, del biologico e dei consumatori, ha inviato alle Liste e ai candidati alle prossime elezioni europee del 8-9 giugno un appello ad assumere l’impegno di contrastare nel nuovo Parlamento europeo il tentativo di deregolamentare le varietà vegetali ottenute con le biotecnologie di nuova generazione denominate NGT (New Genomic Technicques), in Italia rinominate TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita). Le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE hanno equiparato le NGT agli OGM e ribadito che esse non possano essere considerate fuori dal perimetro della Direttiva 2001/18/CE, che definisce gli OGM e li regola imponendo la valutazione del rischio, la tracciabilità e l’etichettatura per assicurare ai consumatori la massima trasparenza e corrette informazioni sul cibo che consumano. A livello Europeo ad oggi esiste una proposta di regolamento “Proposal for a new Regulation on plants produced by certain new genomic techniques”, passata in prima lettura al Parlamento europeo e ancora in discussione al Consiglio degli Stati Membri in attesa che si avvii il negoziato del Trilogo. Il Consiglio dei Ministri dell’agricoltura UE non ha però, ad oggi, raggiunto una maggioranza qualificata sulla proposta in quanto diversi Stati Membri hanno espresso contrarietà o perplessità nel procedere costituendo una minoranza di blocco. In particolare le preoccupazioni espresse sono relative all’assenza della garanzia di poter separare le filiere biologiche da quelle OGM per proteggerle dalla contaminazione; alla cancellazione della possibilità di restringere o vietare la coltivazione di OGM sul territorio nazionale; all’impatto dei brevetti che questi nuovi OGM avranno in termini di concentrazione del mercato in poche mani e nell’espropriare gli agricoltori del diritto alla risemina del proprio raccolto, diritto, in particolare, garantito dalla legislazione italiana.
L’esito delle prossime Elezioni europee sarà determinante per la prosecuzione dell’iter di approvazione della nuova normativa comunitaria per la regolamentazione dei nuovi OGM. Per questo le Associazioni della Coalizione “Italia libera da OGM” hanno inviato a tutte le Liste e a singoli candidati la richiesta di sottoscrivere una posizione contraria al nuovo regolamento comunitario che vuole escludere le NBT/TEA dalla normativa sugli OGM. Ai candidati la Coalizione chiede di assumere l’impegno affinché la nuova normativa europea garantisca con rigore l’applicazione del principio di precauzione e trasparenza attraverso questi punti, ritenuti irrinunciabili:
- Impegno programmatico a difendere il principio di precauzione e l’Opt-out degli Stati Membri permettendo all’Italia di restare un paese libero da OGM.
- Opporsi alla modalità di classificazione delle NGT1 e NGT2 in quanto non basate su evidenze scientifiche e che di fatto aprirebbe alla totale deregolamentazione degli OGM classificati arbitrariamente come NGT1.
- Assicurare che nel regolamento sia garantita la tracciabilità fisica e non solo documentale dei prodotti NGT1 e NGT2 nell’intera filiera agricola e agroalimentare da essa derivata, con adeguata e chiara etichettatura per permettere al consumatore di esprimere la propria preferenza in maniera facile e immediata in qualsiasi momento.
- Assicurare che nel regolamento venga fatta un’attenta analisi delle regole necessarie alla coesistenza e garantire la tutela della filiera biologica garantendo l’assenza di rischio di contaminazione in ogni parte della filiera agricola e agroalimentare a livello europeo.
- Assicurare a livello europeo che nel regolamento la tutela degli agricoltori in termine di contaminazione da NGT risolvendo in maniera univoca la problematica di brevetti sulle NGT1 e quella relativa alle nuove forme di garanzia della proprietà intellettuale quali le piattaforme e altre privative.
- Impegno a collaborare in futuro su tematiche ambientali rilevanti con la società civile tutta, invitando alla discussione continuativa e partecipata la Coalizione e le Associazioni appartenenti alla stessa.
- Impegno a rigettare la proposta se la stessa non garantisce i punti sopra menzionati e di fatto apre alla deregolamentazione degli OGM in base a una valutazione e conseguente classificazione non appropriata e arbitraria delle NGT.
Responsabili delle Liste e singoli candidati avranno tempo fino al 3 giugno per dare un riscontro a questo appello della Coalizione “Italia libera da OGM”. Prima del voto, attraverso varie azioni di comunicazione, i cittadini italiani saranno opportunamente informati sui riscontri pervenuti e sulle posizioni delle diverse Liste e candidati, stimolando così un voto ragionato e responsabile.
Le Associazioni auspicano un’ampia adesione al loro appello, con l’impegno dei futuri europarlamentari italiani al rispetto del principio di precauzione e trasparenza, per mantenere l’Italia libera dai vecchi e nuovi OGM.
Coalizione “Italia libera da OGM”
ACU – ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI, AGORA,’ AIAB, ALTRAGRICOLTURABIO, ARCI APS, ARI, ASCI, ASSOBIO, ATTAC ITALIA, ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA, BIODISTRETTO CASENTINO, CIVILTA’ CONTADINA, COLTIVARE CONDIVIDENDO, CONSORZIO DELLA QUARANTINA, COORDINAMENTO ZEROOGM, CROCEVIA, CUB SANITA ITALIANA, DEAFAL, DEMETER ITALIA, EGALITè, EQUIVITA, FAIRWATCH, FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA, FEDERBIO, FIRAB, IL GERMINALE, GREENPEACE, ISDE ITALIA, LEGAMBIENTE, LIPU, NAVDANYA INTERNATIONAL, REORIENT ONLUS, RESS ROMA, RIES FONDAZIONE SEMINARE IL FUTURO, SIMENZA, SLOW FOOD ITALIA, TERRA!, TERRANUOVA ONLUS, TRANSFORM! ITALIA, VAS, WWF ITALIA ETS.
UFFICIO STAMPA
UFFICIO STAMPA COALIZIONE “ITALIA LIBERA DA OGM”
Mammuccini: “Bisogna migliorare i rapporti con la GDO per rilanciare i consumi”
Festa del biohomeQuest’anno la Festa del Bio by FederBio si è proposta in una veste nuova nella tappa romana, condividendo gli spazi del Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI) a Roma con Anteprima Terra madre di Slow Food Italia. Una sinergia che ha portato novità rispetto alle passate edizioni della Festa e di cui GreenPlanet ha chiesto il significato a Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
“Di nuovo – ha detto la presidente Mammuccini – c’è stato per esempio il confronto tra i giovani dell’associazionismo civile sui temi dell’agricoltura, del cibo e dei sistemi alimentari che è una cosa fondamentale per il futuro, dobbiamo infatti lavorare per il ricambio generazionale. Serve energia, innovazione, voglia di cambiamento e in questo i giovani possono fare un passaggio fondamentale. Nuova anche l’area del mercato degli agricoltori, con gli stand dei Presidi Slow Food e produttori bio del Lazio, realtà che rappresentano esempi concreti di sovranità alimentare. Creare nei livelli locali sistemi di produzione e consumo centrati sulle peculiarità dei prodotti del territorio, in grado di creare circuiti democratici per le politiche del cibo che tengano insieme tutta la dimensione sociale, è un elemento fondamentale per il futuro del biologico. Bisogna puntare a convertire complessivamente le produzioni al biologico ma al contempo mantenere delle punte avanzate che riguardino i sistemi locali di produzione e consumo che peraltro si stanno sviluppando in tutti i territori. Nel Lazio, per esempio sono veramente tanti e lo saranno ancor di più nel futuro. I distretti biologici sono proprio l’esempio migliore che deve dare la produzione di cibo con il metodo biologico e biodinamico. La sinergia Terra Madre e Festa del Bio ha messo appunto insieme questi valori e questo è sicuramente molto importante”. […]
FONTE
TESTATA: Green Planet
AUTORE: Cristina Latessa
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 maggio 2024
"Noi, agricoltori controcorrente non protestiamo con i trattori ma anzi dimostriamo che una strada diversa è possibile”
Festa del biohome“Le scelte relative al cibo che portiamo in tavola hanno implicazioni ambientali, economiche e sociali. I cambiamenti climatici, sempre più frequenti e intensi, rappresentano un chiaro segnale che il Pianeta è in forte sofferenza”. Ad affermarlo non è un attivista di Ultima Generazione, il movimento di attivisti climatici, ma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, un’associazione italiana per l’agricoltura biologica.
La Festa del Bio
Gli agricoltori biologici, si sono ritrovati a Roma in occasione della Festa del Bio, per dimostrare che un’agricoltura diversa è possibile e che, fra mille difficoltà, c’è chi si sta rimboccando le maniche per provare a portare avanti un’agricoltura più sostenibile. Del resto, con oltre due milioni di ettari, l’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di superfici agricole biologiche sul totale nazionale: 19%, contro l’11% di Spagna e Germania e il 10% della Francia. Agricoltori “controcorrente” rispetto a quelli che abbiamo visto nelle piazze a manifestare contro le politiche europee del Green Deal; agricoltori che ritengono la transizione agroecologica la vera risposta alla crisi dei sistemi agroalimentari.
La transizione agroecologica
Come racconta Marco Sala, dell’Azienda Agricola Cascina Selva, fondata nel 1947 all’interno del Parco del Ticino, che è passata dalla zootecnia a un’impresa multifunzionale, recuperando la marcita. Antica tecnica di coltivazione foraggera di origine medievale, tipica della pianura lombarda, patrimonio di biodiversità.
“Non sono andato a protestare perché non mi sentivo parte di quel movimento, noi facciamo un altro tipo di agricoltura”. I 300 ettari di marcite di Cascina Selva costituiscono oggi un ecosistema ricchissimo di biodiversità: “Dal 2012 siamo passati al biologico e si è rivelata una scelta vincente. I nostri campi sono coltivati solo a erba, non abbiamo bisogno di usare diserbanti e pesticidi”.
La rivoluzione colturale
Dal Parco del Ticino ci spostiamo alla provincia di Vercelli, dove una riseria biologica, utilizzando varietà antiche di riso, ha compiuto una totale rivoluzione del metodo colturale con la ricostruzione di un ecosistema e con la messa a dimora, negli anni, di circa 15 mila piante autoctone (una delle misure previste dal Green Deal contro cui protestavano gli agricoltori “non biologici” […]
FONTE
TESTATA: La Repubblica
AUTORE: Francesca Santolini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2024
Festa del Bio e Anteprima Terra Madre - L'appello di FederBio per il voto europeo: sostenere l’agroecologia è fondamentale per rispondere alle crisi ambientali, climatiche e sociali
federbioFesta del biohomeRoma, 27 maggio 2024 – Gli impatti climatici e la perdita di biodiversità stanno incidendo sulle rese produttive, mettendo a rischio sia la sicurezza alimentare che il reddito degli agricoltori. Dalla Festa del BIO Anteprima Terra Madre, FederBio lancia un appello in occasione delle consultazioni elettorali europee, condividendo il Manifesto “Elezioni Europee 2024 – per aree rurali vitali e sistemi alimentari sostenibili” di IFOAM OE, la Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica.
FederBio, insieme a IFOAM OE, invita gli eurocandidati ad appoggiare politiche sostenibili che incentivino la transizione verso un’agricoltura resiliente e giusta come quella biologica fondata su pratiche non solo benefiche per l’ambiente, ma anche economicamente sostenibili. FederBio e IFOAM Organic Europe propongono le seguenti sei priorità che dovranno essere affrontate durante il prossimo mandato politico:
- Ripensare la Politica Agricola Comune per promuovere la biodiversità e sostenere pratiche estensive
- Rafforzare l’economia e la sostenibilità dei sistemi alimentari attraverso gli appalti sostenibili
- Migliorare la scelta dei consumatori attraverso la sensibilizzazione sul costo reale del cibo e la promozione del biologico
- Migliorare la scelta dei consumatori contrastando il greenwashing
- Incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori promuovendo il biocontrollo
- Incoraggiare l’innovazione guidata dagli agricoltori attraverso l’istruzione, l’innovazione e la conoscenza.
“È giunto il momento di agire con determinazione per proteggere il nostro Pianeta e assicurare un futuro sostenibile per le generazioni a venire – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – Ecco perché abbiamo deciso di condividere in questo particolare momento, il Manifesto IFOAM OE, che fornisce una roadmap chiara, affinché i decisori politici europei possano adottare politiche green che rimettano al centro sistemi agroalimentare sostenibili, resilienti e rispettosi delle persone e degli ecosistemi. Il Green Deal Eu è stato impropriamente indicato come l’epicentro delle proteste del mondo agricolo. La vera criticità, però, è che gli agricoltori non riescono più ad avere un reddito adeguato. I prezzi dei loro prodotti sono sempre più bassi, anche a causa della diminuzione delle rese per le emergenze climatiche e l’aumento dei costi di produzione. Tutti questi fattori sono legati a un modello intensivo, ormai superato, che non ha mai messo al centro il ruolo dell’agricoltore. Puntare sulla conversione biologica significa, invece, ridare valore al cibo e a chi lo coltiva, tutelare l’ambiente e la biodiversità con positive ricadute economiche e sociali”.
Al primo punto del Manifesto condiviso da FederBio, IFOAM OE ha posto la riconsiderazione della Politica Agricola Comune (PAC), fondamentale per promuovere obiettivi ambientali, di biodiversità e climatici ancora più ambiziosi, e supportare in maniera proporzionata al proprio contributo al bene comune chi adotta pratiche sostenibili. Si chiede di riconoscere il ruolo dell’agricoltura biologica nel fornire benefici ambientali, economici e sociali, incentivando la transizione verso standard più elevati, anche attraverso la riduzione della complessità amministrativa e introducendo incentivi economici.
Altro tema al centro del Manifesto, il consolidamento dell’economia e della sostenibilità dei sistemi alimentari con appalti che includano gli alimenti biologici nelle politiche di approvvigionamento per tutte le mense pubbliche, come quelle scolastiche e degli ospedali.
Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più bio in Europa, ha 2,3 milioni di ettari coltivati con metodo biologico e una SAU del 18,7%, circa il doppio della media europea, i consumi di prodotti bio non crescono in linea con la produzione, risentendo degli effetti inflazionistici di un mercato condizionato da una generale situazione di instabilità e volatilità. Ecco perché FederBio sottolinea come elemento strategico il sostegno al consumo di biologico, altro punto cardine del Manifesto IFOAM OE, che prevede campagne di comunicazione e di promozione tese a incrementare la consapevolezza sui benefici del bio, oltre a iniziative per contrastare il greenwashing.
“Per cambiare il metodo di produzione, occorre modificare anche quello di consumo – continua la presidente Mammuccini – È fondamentale sensibilizzare i cittadini, trasferendo con chiarezza quali sono le ricadute positive dell’agroecologia per l’economia e la salute delle persone e dell’ambiente. Da un lato si cercano prodotti sostenibili, dall’altro si guarda al prezzo più basso. La chiave è consumare meno ma meglio, puntando su alimenti biologici, sani, di stagione e di prossimità, ma soprattutto evitando gli sprechi. Ancora oggi il 30% del cibo finisce nella spazzatura, incidendo doppiamente sull’ambiente”.
Gli ultimi due punti del Manifesto IFOAM OE riguardano l’innovazione, sia attraverso la promozione di un approccio sistemico che riduca al minimo l’uso degli input integrando soluzioni di biocontrollo nelle pratiche agricole, sia incentivando la formazione e l’aggiornamento continuo per massimizzare il potenziale di sviluppo del settore biologico.
Scarica “Elezioni Europee 2024 – Manifesto di IFOAM Organics Europe per aree rurali vitali e sistemi alimentari sostenibili” qui
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UFFICIO STAMPA
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Pragmatika s.r.l. – Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it – Mob. 331 1860936
I Territori amano il Bio – in tour. Cresce il numero dei Comuni che scelgono l’agroecologia e il biologico.
federbioFesta del biohomeIl Lazio punta a 16 biodistretti. Le amministrazioni territoriali protagoniste della terza tappa della campagna per scelte alimentari in favore di ambiente e salute
25 maggio 2024 – Segnali positivi per il biologico. Cresce il numero dei territori che si impegno nell’agricoltura che cura la terra: solo nel Lazio ci sono ben 11 biodistretti, e aumenta il numero dei Comuni che entrano nella rete di chi sceglie il bio. Allo stesso tempo, gli studi indicano una ulteriore flessione di residui di pesticidi nel piatto, anche se non è ancora studiato il cosiddetto effetto cocktail.
Parte insomma con dati che lasciano ben sperare la terza tappa di “I Territori amano il bio – in tour”, iniziativa realizzata nell’ambito del progetto BEING ORGANIC IN EU,: tre nuovi comuni del Lazio entrano a far parte della rete dei Comuni che si impegnano per la riduzione di sostane chimiche nel verde pubblico, nei campi agricoli e nelle mense bio. Al Maxxi di Roma, infatti, Bracciano (RM), Corchiano (VT) e Trevignano Romano (RM), sono tra i protagonisti dell’evento che, da Nord a Sud, ha raccontato le buone pratiche a tutela dell’ambiente. La prova di una spinta che parte dal basso con l’impegno di amministratori locali che cercano ogni giorno di fare la differenza nella tutela del suolo e della salute dei cittadini.
I segnali positivi arrivano anche dal dossier di Legambiente “Stop Pesticidi nel Piatto”: dal 2022 al 2023 le tracce di fitofarmaci negli alimenti – comunque entro i limiti di legge – sono passate dal 44,1% al 39,2%, con una diminuzione del 5%. Aumentano anche i campioni analizzati privi di residui, dal 54,8% al 59,1%.
Eppure, c’è ancora molto da fare. Seppure nei limiti di legge, residui di pesticidi sono stati tracciati nel 15,6% dei campioni analizzati: su quasi un quarto di questi, nel 23,5% dei casi, si ritrovano tracce di diverse sostanze di sintesi. È soprattutto questo “cocktail di fitofarmaci” a scatenare possibili effetti negativi sull’organismo umano, ma la ricerca su questo possibile rischio ancora langue.
“Chiudere il tour partito da Bologna lo scorso settembre, passato per Milano e arrivato oggi a Roma, ci ha permesso di incontrare tanti amministratori locali che con il loro costante impegno e la loro passione si sono affermati come esempi virtuosi di sostenibilità, spesso più avanti rispetto alle politiche nazionali ed europee”, ha detto Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio durante il talk curato dalla campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio, che si è tenuto alla Festa del Bio – Anteprima Terra Madre. “Mentre la Commissione europea chiede di raggiungere gli obiettivi delle strategie Biodiversità e Farm to Fork, che prevede la riduzione dei pesticidi del 50% entro il 2030, allo stesso tempo ritira il regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (SUR) e rinnova per altri 10 anni l’uso del glifosato, un erbicida dannoso per l’ambiente e la salute umana. Sostenere le amministrazioni che stanno adottando regolamentazioni per una transizione ecologica, che punti sulla riduzione della chimica di sintesi in agricoltura e a promuovere i distretti biologici per un rapporto virtuoso tra agricoltori e cittadini, è fondamentale. Le numerose pratiche green possono essere replicate da altri comuni, così da creare una rete sempre più solida e influente che promuove un futuro più verde e sano”.
“L’amministrazione che guido crede nelle coltivazioni biologiche. Il biologico garantisce infatti sostenibilità, qualità dei terreni e filiera corta tutti temi su cui stiamo incentrando le nostre politiche”. Aggiunge Giancarlo Righini, assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio. “Vien da sé che stiamo conseguentemente investendo risorse importanti nel settore, oltre 100 milioni. Nel bilancio abbiamo già raddoppiato i fondi destinati a questa filiera e nell’ambito del psr, ora csr, abbiamo già dato il via ad un bando da ben 30 milioni per le imprese. Il riconoscimento dell’undicesimo biodistretto della Regione, con altri 5 alle porte, non fa altro che confermare il fermento che abbiamo registrato anche da parte dei territori che hanno compreso le enormi potenzialità del valore della produzione biologica sia dal punto di vista produttivo che economico”.
“Roma, con la sua grande estensione di verde e i campi coltivati che arrivano quasi nel cuore della città storica, è una delle metropoli più agricole d’Europa”, ha affermato Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente Ciclo dei rifiuti della Capitale. “Allo stesso tempo, il nostro impegno per la sostenibilità e la salute dei cittadini, ci impone di essere in prima linea sulla riduzione dell’uso di sostanze chimiche di sintesi e nello sviluppo delle pratiche agroecologiche. L’amministrazione capitolina si adopera in questo senso, aprendo al biologico e all’innovazione sociale, anche e soprattutto in favore dei giovani, a partire dalle mense scolastiche bio. Si tratta – ha concluso Alfonsi – di uno degli impegni della nostra Food Policy, che ha tra i suoi obiettivi anche quello di ridurre quella che definiamo ‘povertà alimentare’: non aumentando la quantità di cibo, ma dando accesso ai cittadini, anche nelle fasce meno privilegiate, a una alimentazione di maggiore qualità”.
Tra gli altri ospiti dell’evento, sono intervenuti: Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia; Gessica Giorgi; delegata all’Agricoltura Comune di Bracciano (RM); Pietro Piergentili, vicesindaco di Corchiano (VT); Luca Galloni, Vicesindaco di Trevignano Romano (RM).
La Banda Musicale G. Puccini della Città di Cave (RM) ha concluso con il suo tradizionale repertorio l’incontro tra i Comuni che si impegnano per un’agricoltura basata sul rispetto della natura e della salute. Un momento di festa per celebrare l’impegno concreto di chi ogni giorno cerca di fare la differenza per il futuro del Pianeta.
I Territori amano il bio – in tour è un evento itinerante promosso dal più ampio progetto I Comuni amano il Bio di Cambia La Terra, campagna di divulgazione sostenuta da FederBio insieme a Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, Slow Food e WWF. L’obiettivo è la realizzazione di un database che raccolga tutte le ordinanze emesse dalle amministrazioni pubbliche per un suolo libero da sostanze chimiche, in agricoltura, nelle aree verdi ma anche nelle mense pubbliche. Un modo per fare rete e far conoscere esempi virtuosi che partono dal basso e che possono far da guida ad altri comuni interessati a intraprendere un percorso attento all’ambiente.
SCHEDA DEI COMUNI DEL LAZIO
Comune di Bracciano (RM)
Il Comune di Bracciano, parte del biodistretto del Lago di Bracciano e Martignano, sta implementando un progetto innovativo per la conversione biologica delle attività agricole. Per tre anni, agronomi bio saranno messi a disposizione gratuitamente per supportare gli agricoltori locali nella progressiva riduzione degli input chimici, favorendo così una transizione sostenibile. L’appartenenza al biodistretto permette un accesso guidato ai finanziamenti pubblici.
Oltre alla riduzione progressiva degli input chimici in agricoltura, il Comune punta alla sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza dell’agricoltura biologica e alla promozione dei prodotti locali e sostenibili. “Un lago da coltivare” è infatti un evento promosso dall’amministrazione, che coinvolgendo agricoltori, ristoratori e cittadini in un percorso condiviso verso la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle risorse del territorio.
Comune di Corchiano (VT)
Il Comune di Corchiano, in provincia di Viterbo e immerso nelle coltivazioni di nocciolo, rappresenta un modello virtuoso nella lotta contro i pesticidi e nella promozione dell’agricoltura biologica. Oltre alle sue pratiche innovative, Corchiano ospita anche l’oasi WWF Pian Sant’Angelo. Corchiano è stato un pioniere nel Lazio nell’istituzione dei biodistretti, creando il biodistretto Via Amerina e delle Forre prima ancora che esistesse una legge regionale in merito. Il progetto “Agricoltura Consapevole”, mira a promuovere pratiche agricole sostenibili e consapevoli. Nel 2017 ha introduzione il divieto all’uso dei fitofarmaci e messa al bando del glifosato. Nel 2019 introduce il divieto dell’uso dei Neonicotinoidi, una famiglia di pesticidi che agisce sul sistema nervoso delle api, causando disorientamento e contribuendo al declino delle popolazioni di impollinatori essenziali per l’ecosistema.
Comune di Trevignano Romano (RM)
Trevignano Romano si distingue come socio fondatore della rete dei Comuni italiani sostenibili. I ristoranti e le attività gastronomiche che includono nei loro menu piatti realizzati con ingredienti locali e stagionali, De.Co. (Denominazione Comunale), possono beneficiare di sconti sulla Tassa sui rifiuti, la Tari.
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22 maggio - Giornata mondiale della Biodiversità. Agricoltori biologici alfieri di biodiversità: “proteggiamo le risorse naturali e gli ecosistemi per le generazioni future”
federbioFesta del bioGiornata Mondiale della BiodiversitàhomeBologna, 22 maggio 2024 – La tutela della biodiversità passa anche dalle pratiche sostenibili degli agricoltori biologici. Sono loro i primi custodi degli ecosistemi naturali. Con le loro storie di resilienza, che partono dalla scelta di utilizzare solo pratiche agricole rispettose dell’ambiente, senza chimica di sintesi, difendono la diversità biologica fondamentale per la salute delle persone e del Pianeta.
L’inquinamento, gli impatti climatici, il sovrasfruttamento delle risorse naturali sono tra le principali cause di riduzione della biodiversità. Numerose specie animali e vegetali sono oggi a rischio estinzione, con conseguenze gravi per gli ecosistemi globali. In occasione della giornata mondiale dedicata alla Biodiversità, FederBio sottolinea l’importanza dell’agricoltura biologica per la tutela degli habitat naturali e dei servizi ecosistemici, mettendo le storie di biodiversità al centro della seconda giornata della Festa del BIO e Anteprima Terra Madre, l’evento promosso insieme a Slow Food Italia.
Domenica 26 maggio, dalle ore 10.45 al MAXXI di Roma, alcuni agricoltori bio del Lazio racconteranno lo scambio virtuoso che esiste tra natura e agricoltura biologica, nel dialogo “Storie di biodiversità. Parla il bio” con Fabio Attorre, direttore scientifico dell’Orto Botanico romano, tra i più grandi d’Italia. Condivideranno le loro esperienze quotidiane per contrastare i cambiamenti climatici, le malattie e altri stress ambientali, ma anche l’importanza di rivalutare varietà antiche che altrimenti rischierebbero di scomparire.
Storie di resilienza e di amore, di chi ha scelto un approccio olistico che integra pratiche agricole naturali. Come quella della Cooperativa Capodarco, un esempio pionieristico di agricoltura sociale in Italia, che da oltre 46 anni promuove un’economia sostenibile e solidale, che ha come obiettivi il rispetto dell’ambiente, la centralità delle persone e l’inclusione dei più fragili. Salvatore Stingo, il Presidente della Cooperativa, sottolinea come lavorare la terra rappresenti un modo per integrarsi nella società; mentre la naturale vocazione al biologico sia fondamentale per proteggere gli ecosistemi.
“La natura è la nostra casa”, è il motto dell’azienda agricola l’Oca Bianca di Luca D’Ottavi che produce, con mungitura manuale, latte e formaggi, ma anche verdure e carni a km zero. Un esempio di amore, impegno e attaccamento alla terra e alla biodiversità per diffondere l’importanza della protezione dell’ambiente e della riscoperta delle antiche tradizioni agricole locali. Nella loro produzione anche il cacio di Genazzano, diventato da poco Presidio Slow Food, un formaggio storico ma a rischio estinzione, salvato proprio dalla tenacia di poche aziende, tra cui quella di D’Ottavi.
La profonda conoscenza delle tecniche agricole sostenibili, hanno consentito a Quinto Marafini dell’azienda agricola Zafferano di Cori di trasformare la grande passione per lo zafferano in una missione: preservare la cultura e la tradizione legate a questo prezioso fiore, coltivato solo con pratiche biologiche, valorizzando il patrimonio agricolo e culturale del territorio anche per le generazioni future.
Tradizione, innovazione e tutela della ricchezza genetica della natura caratterizzano la storia dell’azienda agricola Peperdop di Claudio Natoni, un laboratorio di agricoltura bio specializzato nella coltivazione del Peperone DOP di Pontecorvo, le cui origini risalgono al 1830 e che oggi contraddistingue un intero territorio.
L’agroecologia come strumento per promuovere la sostenibilità e l’inclusione sociale, al centro anche dell’impegno di Biosolidale che coltiva frutta e verdura rispettando i cicli naturali, preservando la biodiversità e la fertilità del suolo. L’azienda agricola di Roberto Felicetti si distingue non solo per la filosofia improntata alla tutela degli habitat naturali, ma anche per il forte senso di responsabilità sociale.
Scarica il programma completo: https://www.festadelbio.it/tappe/roma-25-maggio-2024/
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Festa del BIO e Anteprima Terra Madre: il 25 e 26 maggio al MAXXI di Roma per raccontare come il cibo sia al centro di un futuro sostenibile
federbioFesta del biohomeMammucciniContrastare gli impatti delle crisi climatiche, tutelare la biodiversità e i servizi ecosistemici, questi tra i temi al centro dell’evento di riferimento del biologico. Una kermesse gratuita, dedicata a tutta la famiglia, che prevede incontri, degustazioni, show cooking e il villaggio dei Mercati della Terra e del biologico del Lazio. Presentano Patrizio Roversi e Tessa Gelisio.
Roma, 21 maggio 2024 – La transizione agroecologica come scelta che migliora resilienza e sostenibilità ambientale per il benessere delle attuali e future generazioni.
Sabato 25 e domenica 26 maggio, la sesta edizione della Festa del BIO, il principale evento itinerante del biologico italiano, dà appuntamento dalle ore 11 al MAXXI di Roma, insieme ad “Anteprima Terra Madre”, la tre giorni di Slow Food Italia dedicata a cibo, clima e bellezza futura come prospettiva condivisa per la tutela del Pianeta, che prevede conferenze, laboratori e la possibilità di conoscere i produttori Slow Food e biologici del territorio.
Organizzata da FederBio insieme a Slow Food Italia, con la partecipazione di Legambiente, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Crédit Agricole Italia, Vallefiorita e NaturaSì, la Festa del BIO punta a trasferire i valori e la cultura del vero biologico, coinvolgendo i cittadini sui benefici, per la salute delle persone e dell’ambiente, che derivano da un sano e corretto consumo alimentare a base di alimenti biologici. È un’iniziativa supportata da “Being Organic in Eu”, il progetto promosso da FederBio in collaborazione con Naturland che ha l’obiettivo di valorizzare il biologico europeo.
“Quest’anno la nostra Festa del BIO si unisce, nella tappa di Roma, ad Anteprima Terra Madre, consolidando la sinergia con Slow Food Italia e amplificando il comune impegno nella sensibilizzazione verso pratiche agroecologiche che rispettino l’ambiente e promuovano un’alimentazione consapevole – spiega Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – La Festa del BIO ha l’obiettivo di consolidare il rapporto tra agricoltori e cittadini e far riflettere sull’importanza dei modelli alimentari fondati sul biologico nel percorso di adozione di stili di vita sempre più sostenibili. L’area dedicata ai produttori con i ‘Mercati della Terra e del biologico del Lazio’ organizzato congiuntamente da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio, è la rappresentazione concreta che agroecologia e sovranità alimentare sono due facce della stessa medaglia strettamente coerenti con il biologico e il biodinamico. Questi modelli di produzione e consumo puntano a creare sistemi alimentari legati al territorio e alle comunità locali, mettendo in primo piano i diritti delle persone e dell’ambiente, attuando così sistemi democratici e di partecipazione pubblica per la definizione delle politiche del cibo”.
Crisi climatica, cibo e agricoltura biologica. Perché il Green Deal può salvare gli agricoltori e come da nicchia di mercato il biologico sia diventato uno degli strumenti al centro delle politiche green europee. Sabato 25 maggio, alle ore 11, ne parleranno, alla conferenza stampa inaugurale della Festa del BIO e Anteprima Terra Madre, Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia, Sara Segantin, Scrittrice, reporter e Ambassador per l’European Climate Pact, insieme a Silvia Sinibaldi, Vicedirettrice Caritas Italiana, Gianmaria Sannino, Climatologo ENEA, Fabio Brescacin, Presidente di NaturaSì e Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio.
La Festa del BIO proseguirà con il contest “BUONO! È BIO”, la gara che vede sfidarsi live, a colpi di abbinamenti originali e fantasiosi, i giovani chef dell’istituto alberghiero Giuseppe Di Vittorio, per contendersi l’ambito Mestolino BIO. Il contest mira a educare le nuove generazioni sull’importanza di scelte alimentari sostenibili a base di prodotti biologici che rispettino la terra e gli ecosistemi.
Seguirà il talk: “I territori amano il Bio – in tour”. Sono sempre più numerose le amministrazioni comunali che hanno scelto di adottare pratiche green, che limitano o eliminano l’uso dei pesticidi nei campi agricoli e nelle aree verdi e che scelgono cibo bio per le mense pubbliche. Condivideranno queste scelte virtuose: Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare e Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Interverranno anche Rocco Ferraro, Consigliere delegato Ambiente Città Metropolitana Roma, Raul Tiraboschi, Vicepresidente Slow Food Italia, e tra i Comuni dell’area Roma Città Metropolitana, Gessica Giorgi, Delegata all’Agricoltura Comune di Bracciano (RM), Pietro Piergentili, Vicesindaco di Corchiano (VT) e Luca Galloni, Vicesindaco di Trevignano Romano (RM)
La nutrizione ha un ruolo fondamentale per la salute e il benessere delle persone e degli ecosistemi ambientali. Alle 16.45 nel talk “Più sani più bio” verranno approfonditi i benefici che derivano da un’alimentazione sana e sostenibile da Laura Di Renzo, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università Tor Vergata, Sabrina Giannini, Giornalista Rai, autrice e conduttrice di “Indovina chi viene a cena”, Stefania Ruggeri, Prima Ricercatrice CREA-Alimenti e Nutrizione e Andrea De Vecchi, Medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione.
A concludere la prima giornata della Festa del BIO, il gusto e i colori della cucina amica dell’ambiente con la chef Luisanna Messeri, la cuoca pop della TV, e il brindisi a un futuro più bio e sostenibile.
“Le scelte del cibo che portiamo in tavola hanno implicazioni ambientali, economiche e sociali – prosegue la presidente di FederBio – I cambiamenti climatici, sempre più frequenti e intensi, rappresentano un chiaro segnale che il Pianeta è in forte sofferenza. Occorre definire al più presto un cambio di paradigma che spinga verso un modo di produrre e consumare cibo più consapevole e sostenibile, con meno sprechi, basato sulla stagionalità, la prossimità e sul giusto prezzo per agricoltori e consumatori. Serve però l’impegno di tutti, poiché è proprio attraverso l’adozione di stili alimentari sostenibili che si può determinare un impatto positivo sui cambiamenti climatici, sulla salute delle persone e degli ecosistemi sistemi naturali, anche per le generazioni future. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere dalla Festa del BIO”.
La Festa del BIO e Anteprima Terra Madre prosegue domenica 26 maggio con intrattenimento e divertimento all’insegna del buon cibo biologico. Alle 10.45 tornano le storie di biodiversità con le esperienze degli agricoltori che, con le loro pratiche agricole sostenibili, fronteggiano quotidianamente le sfide ambientali, climatiche e alimentari. Coordinerà il dialogo Fabio Attorre, Direttore scientifico dell’Orto Botanico di Roma, tra i più grandi d’Italia, con oltre 3000 specie vegetali.
Alle 11.50 durante il talk “L’Europa, il biologico e la biodiversità. Buone pratiche e occasioni che l’Ue ha reso possibile”, l’iniziativa GoodFoodGoodFarming, nell’ambito della Campagna #VoteFutureEU, condividerà con Federica Luoni, responsabile Agricoltura di Lipu e la moderazione di Francesca Giarè, ricercatrice CREA, alcuni dei principali progetti ambientali al centro delle politiche green Eu. A pochi giorni dal rinnovo dell’Europarlamento, il dialogo mira a stimolare un’azione green ancora più incisiva nella prossima legislatura.
Durante le due giornate dalle 10 alle 18 ci saranno giochi, laboratori per i più piccoli al BabyBioPark, degustazioni dei bio-menù nella Bio-Kitchen e tantissimi prodotti bio al villaggio dei Mercati della Terra del Lazio con oltre 60 produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio.
La conferenza inaugurale, i talk “I territori amano il Bio – in tour”, “Più sani più bio” e lo show cooking “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” sono iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/20
Scarica il programma completo: https://www.festadelbio.it/tappe/roma-25-maggio-2024/
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