Biologico: «Accelerare sul Marchio made in Italy bio»

Il punto sul settore della presidente Federbio Maria Grazia Mammuccini, in occasione della presentazione di Anteprima Terra Madre e Festa del Bio svoltasi al Masaf. «Bene il decreto per i bandi sulle filiere bio ora è importante far crescere la produzione insieme al mercato e lavorare per il giusto prezzo»

«Salutiamo positivamente il decreto di 12 milioni di euro per i bandi sulle filiere biologiche è un altro passo del piano di azione che utilizza i fondi della legge sull’agricoltura biologica e indica un impegno di lavoro e attenzione del governo al settore. Bene quindi la pubblicazione del bando sui distretti bio e quello sulle filiere, ora però aspettiamo il Marchio del made in Italy bio che è uno strumento importante per il futuro». Lo ha dichiarato la presidente di Federbio Maria Grazia Mammuccini al margine della presentazione di Anteprima Terra Madre e Festa del Bio tenutasi al Masaf.

«Evitare l’effetto boomerang»

«I distretti valorizzano i mercati locali e le filiere del made in Italy bio valorizzano i mercati nazionali e l’export e, in questo modo – ha aggiunto – si coglie un obiettivo strategico: far crescere la produzione insieme al mercato perché se uno dei due non segue la stessa dinamica si rischia l’effetto boomerang».

«Ci batteremo su fiscalità ambientale, ricerca e formazione e giusto prezzo»

«I punti su cui continueremo a lavorare in modo determinato – ha incalzato Mammuccini – sono: la fiscalità ambientale perché riconoscere la fiscalità ambientale per l’agricoltura bio è un punto imprescindibile; e spingeremo su ricerca, formazione, innovazione e assistenza tecnica agli agricoltori perché indispensabili per una conversione al bio fatta nel modo migliore, con competenza e professionalità. Altro elemento centrale per noi è la questione del giusto prezzo. Su questa tematica abbiamo già lanciato dall’assemblea degli elettori 2023 diverse proposte concrete, come quella che Ismea diventi il riferimento per determinati costi di produzione dei vari prodotti bio, al fine di lavorare per realizzare progetti pilota di filiere made in Italy bio al giusto prezzo. Questo deve essere un impegno fondamentale di equilibrio nella filiera, un approccio etico perché tutti gli attori siano adeguatamente remunerati. Un esempio positivo del biologico sul giusto prezzo può favorire delle dinamiche vantaggiose anche per tutta l’agricoltura».

Regolamento Ue biologico, «Concorrenza sleale: passaggio dall’equivalenza alla conformità»

Riguardo alla concorrenza sleale, per i prodotti di importazione, Mammuccini ha spiegato che FederBio «si è battuta per avere nel nuovo regolamento Ue il passaggio dall’equivalenza alla conformità. Oggi i prodotti che vengono importati hanno accordi bilaterali di equivalenza. Dal 2025 bisognerà passare alla conformità, ossia: chi importa in Europa dovrà rispettare le stesse regole degli agricoltori bio europei e quindi degli agricoltori bio italiani, indispensabile per evitare concorrenza sleale». […]

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FONTE


TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Laura Saggio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 maggio 2024



CIBUS – Crédit Agricole Italia, FederBio e SDA Bocconi: “Sostenibilità e innovazione nelle filiere agroalimentari”

Parma, 9 maggio 2024 – “Sostenibilità e innovazione nelle filiere agroalimentari”, questo il tema del convegno di Crédit Agricole Italia e FederBio che si è tenuto oggi a Cibus.

Determinante il sostegno scientifico di SDA Bocconi, che ha illustrato l’analisi degli aspetti reddituali e patrimoniali di un campione significativo di ditte individuali, società semplici e società di persone focalizzati su sostenibilità per il tramite della transizione al Biologico.

L’evento ha fatto registrare gli interventi del Segretario Generale FederBio Paolo Carnemolla, del Professore dell’SDA Bocconi Vitaliano Fiorillo e, per Crédit Agricole Italia, del Responsabile Direzione Affari e Agro Maurizio Crepaldi e del Responsabile Agri Agro Michele Bocelli.

In conclusione il contributo di Feelera e iFarming, startup che si occupano di agricoltura 4.0 realizzando sistemi di raccolta dati e tracciamento dell’informazione che hanno lanciato in collaborazione il progetto Farm2Fork con l’obiettivo di rendere l’intera catena alimentare sostenibile e trasparente, riducendo l’impatto ambientale dell’industria alimentare.


Festa del BIO torna il 25 e 26 maggio a Roma con “Anteprima Terra Madre” per raccontare come il cibo sia al centro di un futuro sostenibile

Mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e tutelare i servizi ecosistemici, questi alcuni dei temi al centro dell’evento di riferimento del biologico. Una kermesse gratuita, dedicata a tutta la famiglia, che prevede degustazioni, contest, laboratori e show cooking per scoprire tutto il bello e il buono del cibo biologico. Presentano Patrizio Roversi e Tessa Gelisio.

Roma, 9 maggio 2024 – L’agroecologia come scelta sostenibile in grado di stimolare l’innovazione per un futuro sempre più verde e responsabile. Sabato 25 e domenica 26 maggio, la sesta edizione della Festa del BIO, il principale evento itinerante del biologico italiano, farà tappa al MAXXI di Roma, insieme ad “Anteprima Terra Madre”, la tre giorni di Slow Food Italia dedicata a cibo, clima e bellezza futura come prospettiva condivisa per la tutela del Pianeta, che prevede conferenze, laboratori e la possibilità di conoscere i produttori Slow Food e biologici del territorio.

Organizzata da FederBio insieme a Slow Food Italia, con la partecipazione di Legambiente, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Crédit Agricole Italia e NaturaSì, la Festa del BIO punta a trasferire i valori e la cultura del vero biologico, coinvolgendo i cittadini sui benefici, per la salute delle persone e dell’ambiente, che derivano da un sano e corretto consumo alimentare a base di alimenti biologici.

“Quest’anno la nostra Festa del BIO si unisce, nella tappa di Roma, ad Anteprima Terra Madre, consolidando la sinergia con Slow Food Italia e amplificando il comune impegno nella sensibilizzazione verso pratiche agroecologiche che rispettino l’ambiente e promuovano un’alimentazione consapevole – spiega Maria Grazia Mammuccini,  presidente di FederBio – La Festa del BIO ha l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra agricoltori e i cittadini e far riflettere sull’importanza dei modelli alimentari fondati sul biologico, nel percorso di adozione di stili di vita sempre più sostenibili. L’area dedicata ai produttori con i ‘Mercati della Terra e del biologico del Lazio’ organizzato congiuntamente da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio, è la rappresentazione concreta che agroecologia e sovranità alimentare sono due facce della stessa medaglia strettamente coerenti con il biologico e il biodinamico. Questi modelli di produzione e consumo puntano a creare sistemi alimentari legati al territorio e alle comunità locali, mettendo in primo piano i diritti delle persone e dell’ambiente, attuando così sistemi democratici e di partecipazione pubblica per la definizione delle politiche del cibo”.

Nel corso della tappa romana della Festa del BIO, rappresentanti delle istituzioni, tecnici, esperti, giornalisti, nutrizionisti e agricoltori si confronteranno su tematiche di grande attualità e d’interesse per il settore. Durante la conferenza stampa inaugurale, si parlerà della mitigazione dell’emergenza climatica e dell’importanza della transizione ecologica per il mantenimento della fertilità del suolo e della biodiversità. La Festa del BIO entrerà poi nel vivo con il contest “BUONO! È BIO”. La gara vedrà sfidarsi ai fornelli, a colpi di abbinamenti originali e gustosi, i giovani chef dell’istituto alberghiero Giuseppe Di Vittorio, in palio l’ambito Mestolino BIO. Il contest mira a educare le nuove generazioni sull’importanza di scegliere alimenti biologici che rispettino la terra e gli ecosistemi.

Seguirà il talk: “I territori amano il Bio – in tour” che darà voce ai comuni virtuosi del territorio che hanno scelto di limitare o eliminare l’uso dei pesticidi nei campi agricoli, nelle aree verdi e di scegliere cibo bio per le mense pubbliche. Alle 17.00, con nutrizionisti ed esperti, si approfondirà il ruolo fondamentale di una sana e corretta alimentazione a base di cibi biologici, coltivati nel rispetto dei cicli naturali. Ricerche e pubblicazioni scientifiche attestano i benefici che derivano da scelte alimentari bio e sostenibili per la salute delle persone e degli ecosistemi ambientali. A concludere la prima giornata della Festa del BIO, il gusto e i colori della cucina amica dell’ambiente con la chef Luisanna Messeri, la cuoca pop della TV, e il brindisi a un futuro più bio e sostenibile. Domenica 26 maggio, la Festa del BIO riaprirà i battenti con le Storie di biodiversità. A parlare saranno gli agricoltori che ogni giorno sfidano le avversità climatiche per garantire una produzione sana e senza chimica di sintesi, in grado di tutelare i servizi ecosistemici.

 “Le scelte del cibo che portiamo in tavola hanno implicazioni ambientali, economiche e sociali – prosegue la presidente di FederBio – I cambiamenti climatici, sempre più frequenti e intensi, rappresentano un chiaro segnale che il Pianeta è in forte sofferenza. Occorre definire al più presto un cambio di paradigma che spinga verso un modo di produrre e consumare cibo più consapevole e sostenibile, con meno sprechi, basato sulla stagionalità, la prossimità e sul giusto prezzo per agricoltori e consumatori. Serve però l’impegno di tutti, poiché è proprio attraverso l’adozione di stili alimentari sostenibili che si può determinare un impatto positivo sui cambiamenti climatici, sulla salute delle persone e degli ecosistemi sistemi naturali, anche per le generazioni future. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere dalla Festa del BIO”.

La conferenza inaugurale, i talk “I territori amano il Bio – in tour”, “Più sani più bio” e lo show cooking “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” sono iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/20

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Anteprima Terra Madre e Festa del BIO - dal 24 al 26 maggio 2024 al MAXXI di Roma: tre giorni di incontri, laboratori, Mercati della Terra, produttori dei Presìdi Slow Food e biologici del Lazio Organizzata da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio

Creare uno spazio di ascolto, riflessione e approfondimento sulle prospettive di un futuro sicuro e sostenibile per tutte e tutti, a partire dalle proposte dei giovani attivisti della società civile italiana e dalla sensibilizzazione dei cittadini sul biologico e sulle pratiche agronomiche rispettose del suolo, delle risorse naturali e della biodiversità.

Roma, 09/05/2024 – È quanto accade alla tre giorni di Anteprima Terra Madre e Festa del BIO, ospitata dal 24 al 26 maggio 2024 al MAXXI di Roma con incontri, conferenze, laboratori per famiglie e una mostra mercato con i produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e del biologico del Lazio.

Voluta da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio, l’iniziativa unisce il messaggio e le attività rivolte al pubblico di due manifestazioni iconiche. Anteprima Terra Madre e Festa del BIO fanno dunque parte del percorso che ci porterà a Terra Madre Salone del Gusto, dal 26 al 30 settembre 2024 a Parco Dora a Torino, manifestazione che gode del patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che ha ospitato la conferenza stampa di lancio dell’evento romano.

Anteprima Terra Madre 

Per la prima volta Slow Food Italia riunisce con Anteprima Terra Madre oltre 200 giovani attivisti di 30 associazioni  per confrontarsi su cibo, clima e bellezza come prospettiva di tutte e tutti riguardo alla vita su questo Pianeta. A dare il via ai lavori di Anteprima Terra Madre sono le tre lectio magistralis, a cui il pubblico può assistere in streaming sul sito terramadresalonedelgusto.com, tenute da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sul cibo; Sara Segantin, scrittrice, reporter e Ambassador per l’European Climate Pact, sul clima; ed Eugenio Cesaro della band Eugenio in Via di Gioia, su bellezza futura.

Al termine dell’evento romano, sarà elaborato un documento di sintesi che i giovani attivisti sono chiamati a condividere con le loro associazioni di appartenenza per farlo proprio e arricchirlo. Il documento, dopo aver attraversato le principali realtà della società civile italiana, sarà presentato ufficialmente in occasione di Terra Madre Salone del Gusto. Anteprima Terra Madre è anche aperta al pubblico grazie a un grande mercato, sabato 25 e domenica 26, con oltre 50 produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio.

Festa del BIO

Crisi climatica, cibo e agricoltura biologica. Questi i temi al centro della tappa romana della Festa del BIO. All’evento si racconta come, da nicchia, il biologico sia diventato uno strumento fondante delle politiche green europee poiché contrastando gli impatti climatici, una delle principali cause della diminuzione delle rese produttive, tutela la fertilità del suolo e gli ecosistemi, contribuendo così a sostenere gli agricoltori. Per raggiungere l’obiettivo Eu del 25% di terreni coltivati a bio entro il 2030, che attualmente è meno del 10%, è essenziale incrementare la consapevolezza collettiva che il biologico è l’approccio migliore dal punto di vista ambientale, economico e sociale. L’Italia è tra i Paesi più virtuosi in Europa guidando, con quasi il 20% di superfici bio, la transizione verso l’agroecologia. Condotta da Patrizio Roversi e Tessa Gelisio, la Festa del BIO prevede talk, degustazioni, intrattenimento e divertimento per tutta la famiglia. È un’iniziativa supportata da “Being Organic in Eu”, il progetto promosso da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione europea ai sensi del Reg. Eu n.1144/2014.

«Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà, in cui traguardi fondamentali che consideravamo raggiunti, come la pace, la democrazia, la messa in sicurezza da pandemie, hanno mostrato la loro fragilità. La Madre Terra ci sta chiedendo il conto per come l’abbiamo trattata negli ultimi decenni inseguendo il falso mito dello sviluppo infinito. Per cercare di disegnare una prospettiva futura abbiamo chiamato a raccolta 200 ragazze e ragazzi, da organizzazioni che rappresentano le tante sensibilità dell’attivismo nazionale, in un percorso che ci conduce a Terra Madre, dove il movimento globale del cibo Slow Food, si incontrerà» dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia che lancia un’altra iniziativa di Slow Food pensata per i giovani e cioè l’appello Col cibo si educa, col cibo si cambia. «Con questa raccolta firme, fortemente voluta dal nostro fondatore, Carlo Petrini, chiediamo al governo che introduca l’educazione alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado: un altro passo verso coloro che devono prendere il testimone e determinarsi attraverso scelte consapevoli, avendo gli strumenti per riattivare un corretto e virtuoso dialogo col cibo, col mondo della produzione alimentare e col vivente tutto!».

«L’educazione alimentare nelle scuole è la strada giusta per insegnare già ai più piccoli come e cosa mangiare. Questo è il motivo per cui ho voluto sottoscrivere l’appello di Slow Food. Saper mangiare bene, avere il giusto nutrimento è fondamentale, ma oggi, sempre più spesso, i ragazzi non sanno come farlo. Se prima era più forte l’elemento della sapienza alimentare tramandata dalle famiglie, adesso è necessario che la scuola supplisca il più possibile a questa mancanza, formando alla corretta alimentazione. Abbiamo il dovere, quindi, anche in questo caso di aiutare le giovani generazioni a formarsi e educarsi alla sana alimentazione» sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

«La collaborazione con Slow Food Italia e la sinergia con Anteprima Terra Madre rappresentano un passo fondamentale nell’evoluzione della Festa del BIO, che punta a rafforzare il rapporto tra agricoltori e i cittadini per favorire sistemi agricoli e alimentari più attenti e sostenibili» sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. «Dalla Festa del BIO vogliamo ribadire un messaggio importante: la transizione agroecologica rappresenta la risposta alla crisi dei sistemi agroalimentari, non certo la causa. Attraverso il Green Deal e la strategia Farm to Fork, l’Europa ha senza dubbio posto solide basi per cogliere gli obiettivi sfidanti legati all’affermazione di un modello agricolo sostenibile. È fondamentale che il Parlamento che sarà eletto a breve acceleri ulteriormente in questa direzione anche perché, come evidenziato recentemente da studi scientifici a livello europeo finanziati dalla stessa Commissione, l’approccio agroecologico, alla base del biologico e del biodinamico, ha un impatto positivo superiore a quello dell’agricoltura convenzionale, non solo per la sostenibilità e il contrasto alla crisi climatica, ma anche dal punto di vista sociale ed economico, rispondendo così alle legittime preoccupazioni degli agricoltori. L’agroecologia guarda al futuro coinvolgendo in particolare le donne e i giovani, che scelgono il bio per i valori che esprime, per il livello di innovazione e per la sua capacità di ricreare legami e relazioni con la terra e le comunità locali».

Il mercato dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio

Durante l’Anteprima Terra Madre, oltre all’incontro dei giovani e alle lectio magistralis, il 25 e il 26 maggio viene rappresentata una forma concreta di sovranità alimentare, tramite l’organizzazione di un grande mercato aperto al pubblico, con la partecipazione di oltre 50 produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio. I prodotti provengono tutti da imprese di piccola scala che rientrano nei sistemi del cibo locali dei comuni interessati, e sono proposti direttamente dai produttori per garantirne la freschezza e la stagionalità.

«Come Regione Lazio crediamo molto nel biologico perché fa rima con sostenibilità, qualità dei terreni e filiera corta. Vien da sé che stiamo investendo molte risorse su questo tema. In bilancio abbiamo già raddoppiato i fondi destinati a questa filiera e nell’ambito del Psr, ora Csr, abbiamo già aperto un bando di ben 30 milioni per le imprese. Inoltre abbiamo registrato un grande fermento anche da parte dei territori, tanto che fino a oggi sono presenti 13 distretti biologici nel Lazio e 6 sono in dirittura d’arrivo» aggiunge l’assessore all’Agricoltura regionale, Giancarlo Righini.

«Organizzare a Roma l’Anteprima di Terra Madre è una grande opportunità, che abbiamo voluto sostenere con convinzione, anche lanciando una call rivolta ai produttori biologici del Lazio, che al momento figura tra le regioni più importanti del Paese per estensioni e numero di operatori coinvolti nella filiera del bio. Anteprima Terra Madre è un grande evento del food, che contribuirà a sensibilizzare la cittadinanza e i media, non soltanto quelli di settore, sull’importanza di preservare le nostre radici gastronomiche e agricole, nonché sull’esigenza di promuovere la collaborazione tra produttori locali e consumatori consapevoli. Soprattutto in una città come Roma, che oltre a essere la prima metropoli del Paese, è il più grande comune agricolo d’Europa: tanto per dimensioni (63.000 ettari di superficie agricola) che per possibilità produttive» afferma il commissario straordinario Arsial, Massimiliano Raffa. «Con i suoi 49.000.000 di turisti e gli oltre 20.000 operatori attivi nella ristorazione o nella somministrazione, Roma può essere un volano di valore impareggiabile per la crescita dei nostri territori rurali e dell’intero settore. Basti pensare alle ricadute in termini di ROI e di ricavi, che verrebbero generate se riuscissimo nella mission di far entrare in carta i nostri vini e i nostri oli nella gran parte dei ristoranti della Capitale, così come se riuscissimo a promuovere con maggiore efficacia sul mercato locale, le produzioni tipiche e tradizionali che caratterizzano la nostra regione. La mia aspettativa personale, anche alla luce degli sforzi fatti, è quella di vedere al più presto i vini e gli oli del Lazio sulla carta di gran parte dei ristoranti romani».

Contenuti e immagini sugli eventi sono disponibili al link: https://drive.google.com/drive/u/1/folders/1AaiTl_T0S1E7OixU7fKks0PAPznSbrAd

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Tornano con la terza edizione gli EU Organic Awards

Dopo il successo dello scorso anno, tornano gli EU Organic Awards.

Gli annuali European Organic Awards, organizzati congiuntamente nello spirito europeo dalla Commissione Europea, dal Comitato economico e sociale europeo, dal Comitato europeo delle regioni, IFOAM Organics Europe e COPA-COGECA, mirano a riconoscere e onorare gli attori europei che svolgono un ruolo significativo nel potenziamento, nello sviluppo e nell’innovazione della catena del valore del biologico.

A tal fine, gli Organic Awards ’24 comprendono 7 categorie e 8 premi:

  • Miglior agricoltore biologico (femminile e maschile)
  • La migliore città biologica
  • La migliore regione biologica
  • Miglior bio-distretto biologico
  • Migliore PMI della trasformazione alimentare biologica
  • Il miglior rivenditore di alimenti biologici
  • Il miglior ristorante/servizio di ristorazione biologico

I vincitori di quest’anno saranno annunciati il ​​23 settembre 2024, in concomitanza con la Giornata del biologico dell’UE! Scopri i vincitori dell’edizione 2023 e guarda la registrazione completa della cerimonia di premiazione EU Organics 2023. Scopri anche i vincitori dell’edizione 2022 .

Come posso candidarmi?

Le candidature per gli EU Organic Awards 2024 sono aperte e si chiuderanno il 12 maggio 2024!

I candidati agli EU Organic Awards devono presentare i loro progetti, dimostrando di aver sviluppato e implementato un’iniziativa eccellente, innovativa, sostenibile e riproducibile in biologico.  Maggiori informazioni sui premi, sulle categorie, sulla procedura di candidatura e sui criteri di ammissibilità sono disponibili sul sito web della Commissione europea. Se hai ancora domande o curiosità, contatta i partner organizzatori del premio a cui intendi candidarti:

Non dimenticare di iscriverti alla newsletter e di seguire i canali @OrganicsEurope su Twitter , LinkedIn , Facebook e Instagram per rimanere aggiornato.

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FederBio aderisce alla campagna “Difendi la Rigenerativa” e si unisce ad altre 200 associazioni e aziende agricole

Continua a crescere il numero di realtà che sostengono la campagna “Difendi la Rigenerativa”. In questi giorni anche FederBio, la federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, ha deciso di unirsi alla campagna e promuoverne obiettivi e azioni.

Con FederBio sono oltre 200 le aziende agricole, associazioni, enti e imprese che hanno aderito all’iniziativa nata per fermare i tentativi di greenwashing da parte dell’agroindustria. La campagna punta a valorizzare e promuovere gli approcci rigenerativi e a portare l’Agricoltura Rigenerativa tra i temi al centro dell’opinione pubblica e sui tavoli istituzionali, creando una rete di lavoro che coinvolga aziende agricole, enti, associazioni, imprese e cittadini.

FederBio e l’importanza di difendere l’Agricoltura Rigenerativa

FederBio è una Federazione nazionale fondata nel 1992 – su iniziativa dei principali operatori attivi nell’intera filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica – per tutelare e promuovere lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica italiana. FederBio è l’organizzazione di rappresentanza unitaria del comparto, in cui convergono le primarie realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione e tutela degli interessi degli operatori, dei tecnici e dei consumatori di prodotti biologici.

La scelta di aderire alla campagna nasce dalla volontà e necessità di intervenire per difendere l’agricoltura rigenerativa dal rischio di appropriazione da parte del settore agroindustriale. A differenza dell’agricoltura biologica, infatti, non esiste a oggi una definizione universalmente accettata di agricoltura rigenerativa: ciò rischia di generare confusione e può prestare il fianco a vere e proprie operazioni di greenwashing.

 “Abbiamo deciso di sostenere la campagna ‘Difendi la Rigenerativa’ perché vogliamo contribuire attivamente a contrastare il greenwashing agroindustriale e a promuovere un’agricoltura che usa pratiche sostenibili per rigenerare e favorire la fertilità del suolo, preservare la biodiversità e migliorare la salute degli ecosistemi”, ha commentato FederBio.

La campagna non si ferma

Con l’ingresso di FederBio la rete a sostegno dell’agricoltura rigenerativa acquisisce un partner importante, tanto per la promozione verso gli agricoltori quanto per il peso nei tavoli istituzionali.

“Difendi la Rigenerativa” è solo all’inizio: in questi mesi stiamo diffondendo la campagna ad eventi, corsi, tavoli di lavoro ed iniziative rivolte ad agricoltori, attori della filiera agroalimentare e cittadini, e continueremo a farlo in ogni occasione.

Puoi seguire la campagna sui canali social di Deafal (Facebook, Instagram e Linkedin) o iscrivendoti alla nostra newsletter.

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Nature Restoration Law, il governo cambi rotta. Stiamo perdendo un’enorme opportunità di salvare la biodiversità, combattere i cambiamenti climatici e sostenere l’economia

“I benefici che deriverebbero dal ripristino della natura sono in media 10 volte superiori ai costi”. Oggi l’appello di 31 associazioni alla presidente Giorgia Meloni e al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: l’Italia cambi posizione e sostenga la legge

Roma, lunedì 22 aprile 2024 – L’Italia cambi la sua posizione e sostenga la Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura in grado di rigenerare la biodiversità, mettere in sicurezza il territorio, contribuire alla soluzione della crisi climatica e a un futuro più sostenibile per economia e società.

È il cuore dell’appello che 31 associazioni lanciano oggi, in occasione della Giornata della Terra 2024, che si unisce a quello di numerose altre associazioni europee ai loro governi. Dopo la mancata approvazione, il 22 marzo scorso, della legge da parte del Consiglio europeo, che doveva sancire la conclusione del lungo percorso che aveva portato alla sua approvazione da parte del Parlamento europeo lo scorso 27 febbraio, ora il rischio, tra elezioni europee incombenti, fake news e interessi di parte, è quello di perdere questa opportunità, proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

La legge sul Ripristino della natura, in realtà – sostengono le associazioni – porterebbe benefici straordinari, oltre che alla biodiversità e alla lotta ai cambiamenti climatici, proprio ai territori, all’agricoltura, alla pesca e all’economia tutta, smentendo la narrazione anti-ambientale di alcuni gruppi politici e organizzazioni agricole.

“In termini economici – spiegano le associazioni – i benefici che deriverebbero dal ripristino della natura sono in media 10 volte superiori ai costi. Ad esempio, per l’agricoltura la presenza di piccoli spazi naturali ridurrebbe l’uso della chimica e migliorerebbe rese agricole e salute del suolo, a beneficio della biodiversità, delle aziende agricole e della società in generale”.

Inoltre, riportare più natura nel territorio, piantare alberi nelle aree urbane, restituire ai fiumi spazi più ampi dove farli scorrere senza fare danni ridurrebbe i rischi di alluvioni e altre catastrofi naturali, con grandi benefici economici e di salvezza di vite umane. A ciò si aggiungono gli effetti positivi che l’applicazione di questa legge avrebbe sul clima poiché habitat marini, forestali e delle zone umide in salute trattengono e assorbono CO2 e altri gas climalteranti, mitigando l’aumento delle temperature, che ogni anno si fanno sempre più estreme.

“Per tutti questi motivi – sostengono le 31 associazioni – chiediamo al Governo italiano, la cui posizione è determinante per le sorti della legge sulla Nature Restoration law, di rivedere la propria decisione contraria alla legge e sostenerne l’approvazione. Non si assumano la presidente Meloni e il ministro Pichetto Fratin la responsabilità di affossare un provvedimento così prezioso. Ne va del nostro futuro”.

Le associazioni organizzano oggi dalle 12,30 alle 13,30 un Twitt storm su X per coinvolgere i cittadini nella richiesta al Governo di approvazione della Nature Restoration Law. #WeAreNature #RestoreNature #earthday

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Per conto e in nome delle associazioni, inviato da:

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA

Tel. 340 3642091 – andrea.mazza@lipu.it

Elenco delle associazioni aderenti

Actionaid; AIDA  – Associazione Italiana di Agroecologia; AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile; Altura; Apinicittà aps; CIPRA; CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale; Cittadini per l’Aria; CIWF Italia; ENPA; FederBio; Forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori; Free Rivers; Greenpeace Italia; ISDE; Italia Nostra; LAV; Lega abolizione caccia – LAC; Legambiente; Lipu – BirdLife Italia; MareVivo; mountainwilderness.it; OIPA; Pro Natura; Rete Semi Rurali; Slow food Italia; Terra!; The good lobby; Touring club Italia; VAS – Verdi Ambiente e Società; WWF Italia;



Earth Day - 22 aprile 2024. FederBio: per salvare la Terra è fondamentale la transizione agroecologica. Studi ne confermano i benefici ambientali e socioeconomici

Bologna, 20 aprile 2024 – In occasione della Giornata Mondiale della Terra, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sull’importanza della salvaguardia del Pianeta, FederBio sottolinea il ruolo centrale dell’agroecologia, di cui il metodo biologico e biodinamico rappresentano le massime espressioni, nello sviluppo di sistemi agroalimentari resilienti, sostenibili e in armonia con gli ecosistemi.

L’agricoltura biologica, che non utilizza chimica di sintesi ma si basa su tecniche di coltivazione che rispettano i cicli di vita naturali, contribuisce a migliorare la salute e la fertilità della terra, a incrementare la diversità biologica e a mitigare gli effetti sempre più estremi e frequenti del cambiamento climatico.

“Stiamo mettendo a rischio la sopravvivenza della Terra per le generazioni future – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Una situazione insostenibile che va al più presto invertita, incentivando la transizione verso sistemi agroalimentari rispettosi della biodiversità e degli ecosistemi naturali”.

I risultati di uno studio italo-francese dell’istituto Sant’Anna di Pisa e dell’ISARA (Institut supérieur d’agriculture Rhône-Alpes) di Lione, recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Agronomy for Sustainable Development“, una delle più autorevoli a livello internazionale, confermano gli impatti positivi del modello agroecologico.

La ricerca ha analizzato oltre 13 mila pubblicazioni, selezionando 80 articoli pubblicati negli ultimi 2 anni. Questi documenti forniscono solide prove scientifiche sui positivi effetti sociali ed economici dell’agroecologia, nel 51% dei casi sono stati riscontrati effetti favorevoli in termini di reddito, produttività ed efficienza.

Ad attestare i vantaggi ambientali, sociali ed economici derivanti da un’agricoltura diversificata anche una metanalisi pubblicata nella prestigiosa rivista Science, che ha sintetizzando il lavoro di 58 ricercatori, 24 studi, in 2655 aziende agricole di 11 Paesi.

L’indagine ha valutato cinque strategie di diversificazione, tra cui l’inclusione di diversità animale (mammiferi, uccelli, insetti e pesci) e di piante non coltivate come fiori e siepi, ma anche diversificazione delle colture, della conservazione del suolo e dell’acqua. I risultati hanno evidenziato molteplici benefici in termini di sostenibilità, sicurezza alimentare, rese, benessere per le persone e per il Pianeta, grazie a un incremento della biodiversità e dei servizi ecosistemici.

 “Sia lo studio italo-francese che la metanalisi evidenziano con chiarezza, quanto sia necessario e urgente spingere sull’acceleratore della transizione agroecologica prosegue la Presidente di FederBio – Tornare indietro sulle politiche del Green Deal dell’UE rappresenta quindi un errore strategico che continua a favorire un modello agricolo superato e insostenibile da tutti i punti di vista: ambientale, sociale ed economico. Le difficoltà di tante aziende che hanno dato origine alle proteste degli agricoltori ne sono la prova concreta. Le modifiche di quest’ultimo periodo alle politiche europee del Green Deal, hanno però mantenuto inalterato l’obiettivo del raggiungimento del 25% di terreni agricoli coltivati con metodo biologico entro il 2030, attribuendo al nostro settore una responsabilità ancora maggiore. Per tutelare il nostro Pianeta è, dunque, estremamente importante sostenere la transizione al biologico, che unisce sostenibilità, tutela degli habitat naturali, mitigazione climatica e valorizzazione dei servizi ecosistemici. Tutti possiamo contribuire a difendere il nostro Pianeta, iniziando da scelte alimentari biologiche e sostenibili, a basso impatto ambientale, attente alla prossimità di produzione e al contenimento degli sprechi”.

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Vino, appello di Federbio: “Scegliete il biologico, fa bene all’ambiente e alla salute”

Dibattito sul bio a Vinitaly, parla la presidente Maria Grazia Mammuccini: “Meno burocrazia. E bisogna riuscire a collegare lo sforzo degli agricoltori in vigna alle esigenze del mercato: solo sensibilizzando i consumatori si può svoltare”

La vita è una questione di scelte. Che cambiano la direzione della nostra esistenza. E che hanno conseguenze, di cui bisogna esser pronti a prendersi le responsabilità. In un momento storico in cui la crisi climatica sta dominando le decisioni quotidiane, personali e politiche, tornare alla terra non è – e non può essere – solo uno slogan. Ecco allora che il dibattito che ruota intorno ai metodi di coltivazione agricoli, in particolare della vigna, diventa centrale. “Coltivare la vite in regime biologico fa bene all’ambiente e alla nostra salute. È per questo che dico: scegliete il regime biologico, ne va del nostro futuro”. L’appello arriva da Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, la federazione di riferimento delle aziende biologiche e biodinamiche, attiva dal 1992. La numero uno dell’associazione, nonché vignaiola toscana, interpellata dal Gusto, interviene così nel dibattito intorno al metodo di coltivazione della vigna.

Con una superficie vitata coltivata a biologico di 136.000 ettari – di cui 31mila in conversione – un’incidenza di circa il 20% sul totale della viticoltura nazionale (dati Osservatorio Uiv e Wine Monitor) e quasi 30mila operatori dedicati, l’Italia è uno dei Paesi nel mondo in cui produzione di uva e di vino biologico è un tema molto sentito. Tanto che, come sottolineano da Federbio, lo scorso anno rispetto al 2022 si è registrato un +6% di vigne coltivate con questo metodo. Criticità emergono quando si registrano i dati relativi alla produzione in cantina – circa la metà rispetto alla vigna, quindi un 10% del totale – e quando si analizzano i numeri del mercato, grande distribuzione e retail, dove il consumo, come emerge dai dati dell’Osservatorio Uiv, è di un po’ più dell’1%. Ciò non toglie, come sottolinea Mammuccini, che la tendenza sia in crescita, in particolare nel canale Horeca (hotel, ristorante e bar) dove la richiesta appare più importante. Un recente sondaggio tra consumatori di vino svolto per Federbio da Wine Monitor Nomisma, coordinato da Denis Pantini, mostra come un italiano su due sceglie vino biologico. In particolare, alla domanda: “Negli ultimi 12 mesi, le è mai capitato di vedere negli scaffali dei negozi in cui fa la spesa o in ristoranti/wine bar che frequenta vini biologici con in etichetta il seguente logo verde con la foglia?”, il 52% degli interpellati ha risposto “sì l’ho acquistato”, il 21% “Sì, ma non l’ho acquistato mentre il 27% “no, mai/non ci ho fatto caso”. Un sondaggio che se da un lato mostra la sensibilità del consumatore al tema, dall’altro rivela la necessità di intensificare l’informazione e la formazione, per sviluppare una maggiore consapevolezza in chi compra.

Qual è il quadro attuale della coltivazione biologica nel mondo del vino?

“Negli ultimi dieci anni c’è stata crescita notevolissima del vigneto bio, che è più che raddoppiata. Questa crescita si è realizzata da quando è entrato in vigore il relativo regolamento (203/2012, ndr). Nel 2012 infatti l’Ue ha normato anche l’aspetto enologico relativo alla coltivazione biologica, che si è aggiunto alla parte sul vigneto, che era già regolamentata. Il sostegno economico previsto (circa 700 euro a ettaro, ndr) ha sicuramente incentivato i produttori. Ma determinante è stato l’incremento della richiesta di mercato di vini bio. Nel 2013 i consumatori abituali di vino bio erano circa il 2%, oggi come emerso dal sondaggio Nomisma, uno su due acquista vino bio. I dati Uiv relativi a grande distribuzione e retail mostrano un basso interesse verso il vino, ma il canale privilegiato di questo tipo di prodotti è l’horeca, dove è difficile quantificare le richieste. Tuttavia, attraverso AssoBio, noi abbiamo condotto un lavoro di indagine sul canale Horeca da cui è emerso un interesse importante, soprattutto nei ristoranti e nelle enoteche. Il biologico dà identità ai piccoli e ai medi produttori, quelle stesse aziende che fanno dei vitigni autoctoni i propri punti di forza. Questa attenzione al territorio e all’ambiente rafforzano il nostro sistema Italia. Non dobbiamo delegittimarci tra grandi e piccoli, ma sostenere lo stesso sistema. E voglio ribadire che la crescita del biologico è dovuta al mercato e non ai contributi pubblici. Un esempio? In Lombardia il vigneto bio è il 18% del totale regionale, tutta la superfice agricola coltivata in biologico invece – quindi non solo vigna – è molto più bassa, si parla del 5,4%. La Franciacorta è stata determinante in questo risultato. E non credo che i vignaioli bresciani si siano convertiti al bio solo per avere il contributo pubblico in denaro: hanno risposto a una richiesta di mercato. Dai nostri approfondimenti emerge anche che il peso del bio sul totale export di vino (dato di fine 2022) è dell’8%; sull’export del food, invece, conta il 6%”. […]

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FONTE


TESTATA: la Repubblica
AUTORE: Lara Loreti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 aprile 2024



Rassegna Degustazione: Vini da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Il tradizionale evento dedicato ai migliori vini da agricoltura biologica e biodinamica d’Italia sta per tornare. Per il trentaduesimo anno, Legambiente dà appuntamento a Rispescia (Gr), nella storica sede in cui ogni anno trova casa Festambiente, per la rassegna degustazione nazionale dei vini da agricoltura biologica e biodinamica. Occasione prestigiosa finalizzata a mettere al centro le produzioni biologiche e biodinamiche  dello  Stivale,  la  rassegna  degustazione  tornerà  ad accendere i riflettori sulla necessaria e irrimandabile transizione ecologica del settore agricolo, strategica per il futuro dell’intero Paese.

Le produzioni che verranno selezionate nell’ambito dell’iniziativa nelle diverse sessioni previste (vini bianchi, rosati, rossi giovani e affinati, vini dolci, spumanti, vitigni autoctoni) riceveranno una targa che verrà consegnata in occasione di una cena-evento che si terrà a Rispescia (Gr) il a cui parteciperanno ospiti illustri oltre ai rappresentanti delle aziende viti-vinicole nazionali che hanno partecipato alla rassegna.

Le aziende che intendono partecipare alla rassegna degustazione devono far pervenire per ogni vino partecipante la scheda di partecipazione compilata e firmata nonché nr. 6 bottiglie da 75 cl per ogni vino partecipante entro e non oltre il 18 maggio 2024 presso la segreteria organizzativa di Festambiente, Loc. Enaoli SNC, 58100 – Rispescia (GR) COD.FISC. 92021360539 P.IVA 01071430530. Sul cartone di vino deve essere riportata ben visibile la dicitura: “RASSEGNA VINI BIO 2024”.

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