"Organic farming in Europe: a way of BEING” (acronym "BEING ORGANIC in EU”) – WP2 Public Relations – Bando di gara per la selezione di fornitori
Being OrganicfederbiohomeNaturlandIl progetto “BEING ORGANIC in EU” è stato approvato dalla Commissione Europea con Decisione Ref. Ares (2021)5863945 – 27/09/2021 letter from the EUROPEAN RESEARCH EXECUTIVE AGENCY – GRANT AGREEMENT n. 101046195.
FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA (Coordinatore) con sede in Piazza dei Martiri n. 1 – 40121 Bologna (Italia) – C.F. e P.IVA IT02252171208, tel:+390514210272, e-mail info@federbio.it, PEC federbio@pec.it è beneficiario per l’attuazione del programma MULTI 101046195 -“Organic Farming in Europe – a way of BEING” – acronimo BEING ORGANIC in EU;
ANNUNCIA
Un bando di gara per la selezione, mediante procedura competitiva aperta, di un fornitore specializzato incaricato di realizzare le azioni all’interno del WP6 EVENTS volte al raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma triennale “Organic Farming in Europe – a way of BEING” – ACRONIMO BEING ORGANIC in EU, che mira a contribuire a un sistema alimentare sostenibile a sostegno del Green Deal europeo e, in particolare, dell’obiettivo della strategia Farm to Fork di passare a sistemi alimentari equi, sani, resilienti al clima e rispettosi dell’ambiente, dalla produzione primaria al consumo, in particolare l’obiettivo di almeno il 25% della superficie agricola dell’UE in agricoltura biologica entro il 2030. Il progetto BEING ORGANIC in EU intende svolgere un ruolo nella transizione verso una produzione e un consumo alimentare sostenibili e ha definito obiettivi SMART tenendo conto anche dell’esperienza acquisita con le analisi precedenti. Per ogni obiettivo, il progetto propone indicatori specifici che saranno utilizzati per monitorare gli effetti e l’impatto del programma, per ogni anno di attuazione del progetto
Le agenzie in possesso dei requisiti indicati nei relativi Regolamenti UE di seguito elencati (in modo non esaustivo: Agenzie o società esperte in PR, Promozione, Informazione, Organizzazione Eventi, Campagne Pubblicitarie e Stampa) sono invitate a presentare un’offerta (proposta tecnica) sulla base delle indicazioni descritte nel presente documento “CAPITOLATO TECNICO”entro le ore 12.00 del 8/05/2024
Ulteriori informazioni possono essere richieste ai seguenti indirizzi e-mail: info@federbio.it, federbio@pec.it
"Organic farming in Europe: a way of BEING” (acronym "BEING ORGANIC in EU”) – WP3 Website, Social Media – Bando di gara per la selezione di fornitori
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FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA (Coordinatore) con sede in Piazza dei Martiri n. 1 – 40121 Bologna (Italia) – C.F. e P.IVA IT02252171208, tel:+390514210272, e-mail info@federbio.it, PEC federbio@pec.it è beneficiario per l’attuazione del programma MULTI 101046195 -“Organic Farming in Europe – a way of BEING” – acronimo BEING ORGANIC in EU;
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Un bando di gara per la selezione, mediante procedura competitiva aperta, di un fornitore specializzato incaricato di realizzare le azioni all’interno del WP6 EVENTS volte al raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma triennale “Organic Farming in Europe – a way of BEING” – ACRONIMO BEING ORGANIC in EU, che mira a contribuire a un sistema alimentare sostenibile a sostegno del Green Deal europeo e, in particolare, dell’obiettivo della strategia Farm to Fork di passare a sistemi alimentari equi, sani, resilienti al clima e rispettosi dell’ambiente, dalla produzione primaria al consumo, in particolare l’obiettivo di almeno il 25% della superficie agricola dell’UE in agricoltura biologica entro il 2030. Il progetto BEING ORGANIC in EU intende svolgere un ruolo nella transizione verso una produzione e un consumo alimentare sostenibili e ha definito obiettivi SMART tenendo conto anche dell’esperienza acquisita con le analisi precedenti. Per ogni obiettivo, il progetto propone indicatori specifici che saranno utilizzati per monitorare gli effetti e l’impatto del programma, per ogni anno di attuazione del progetto
Le agenzie in possesso dei requisiti indicati nei relativi Regolamenti UE di seguito elencati (in modo non esaustivo: Agenzie o società esperte in PR, Promozione, Informazione, Organizzazione Eventi, Campagne Pubblicitarie e Stampa) sono invitate a presentare un’offerta (proposta tecnica) sulla base delle indicazioni descritte nel presente documento “CAPITOLATO TECNICO”entro le ore 12.00 del 8/05/2024
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"Organic farming in Europe: a way of BEING” (acronym "BEING ORGANIC in EU”) – WP4 Advertising – Bando di gara per la selezione di fornitori
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Le agenzie in possesso dei requisiti indicati nei relativi Regolamenti UE di seguito elencati (in modo non esaustivo: Agenzie o società esperte in PR, Promozione, Informazione, Organizzazione Eventi, Campagne Pubblicitarie e Stampa) sono invitate a presentare un’offerta (proposta tecnica) sulla base delle indicazioni descritte nel presente documento “CAPITOLATO TECNICO”entro le ore 12.00 del 8/05/2024
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"Organic farming in Europe: a way of BEING” (acronym "BEING ORGANIC in EU”) – WP5 Communication Tools – Bando di gara per la selezione di fornitori
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Le agenzie in possesso dei requisiti indicati nei relativi Regolamenti UE di seguito elencati (in modo non esaustivo: Agenzie o società esperte in PR, Promozione, Informazione, Organizzazione Eventi, Campagne Pubblicitarie e Stampa) sono invitate a presentare un’offerta (proposta tecnica) sulla base delle indicazioni descritte nel presente documento “CAPITOLATO TECNICO”entro le ore 12.00 del 8/05/2024
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Il suolo e l’allevamento BIO: c’è una correlazione?
homeDust bowl. Negli anni trenta, in quell’area di pianura degli Stati Uniti in cui per anni si è coltivato e sfruttato il suolo con la nuova agricoltura chimica “come se non ci fosse un domani”, oltre 300 episodi di tempeste di sabbia resero evidente un caposaldo dell’agricoltura (da sempre conosciuto): la produzione di cibo non può prescindere dalla fertilità del suolo, che si mantiene con la rotazione delle colture e con l’aumento della sostanza organica stabile (humus) nell’orizzonte coltivato.
L’indiscriminato sfruttamento del suolo con l’agricoltura intensiva, ha ridotto questa risorsa ad un substrato sterile, sul quale si interviene con sementi performanti (quando non OGM), pesticidi e fertilizzanti di sintesi per ottenere il raccolto previsto.
- Primo risultato: scomparsa della fauna terricola.
- Secondo risultato: diminuzione drastica della sostanza organica.
Oggi basta chiedere ad un operatore agro-meccanico (meglio noto come contoterzista) che abbia almeno superato la soglia della pensione per sentirsi dire che, rispetto a 30 anni fa, la potenza necessaria per arare lo stesso campo è – come minimo – triplicata, ma forse anche peggio. E questo non è altro che il risultato del continuo sfruttamento del suolo agrario con colture sempre uguali o con rotazioni striminzite. […]
FONTE
TESTATA: Ruminantia
AUTORE: Paolo Di Francesco
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 aprile 2024
FederBio porta la sostenibilità, la qualità e i valori dei vini biologici italiani al centro della 56a edizione di Vinitaly
federbiohomevinitalyBioMasterClass e degustazioni guidate delle migliori etichette regionali biologiche e biodinamiche, curate da FederBio, saranno organizzate nell’Organic Hall, area C, della kermesse internazionale dei vini e distillati che si terrà dal 14 al 17 aprile a VeronaFiere.
Bologna, 12 aprile 2024 – Agli italiani il vino piace biologico. Secondo i dati dell’osservatorio Wine Monitor di Nomisma, 1 consumatore su 2 sceglie etichette bio certificate. Negli ultimi 12 mesi, il 52% degli acquirenti abituali di vino ha preferito, infatti, optare per un vino bio, che ritiene garanzia di qualità, sicurezza, sostenibilità e tutela ambientale.
Questo trend, rileva ancora Wine Monitor, trova conferma nell’incremento del 6,5% delle vendite di vino biologico italiano registrata nel 2023 rispetto all’anno precedente, considerando la globalità dei canali distributivi, una crescita superiore rispetto al convenzionale che nello stesso periodo si è attestato al + 2,8%.
Inoltre, con una superficie vitata coltivata a biologico di oltre 135.600 ettari (+6% rispetto al 2022), quasi 30 mila operatori dedicati e un’incidenza di oltre il 21% sul totale della viticoltura nazionale, l’Italia si conferma uno dei leader internazionali nella produzione di uva e di vino biologico. Le etichette bio Made in Italy sono molto apprezzate all’estero, dove rappresentano l’8% delle esportazioni vitivinicole totali.
Tra le regioni con la maggior superficie a uva da vino bio sul totale della viticoltura regionale spiccano la Sicilia, la Toscana e le Marche con il 38%, seguite dalla Calabria con il 32%. Mentre la Valle d’Aosta, con un incremento del 31%, il Trentino con + 22% e la Sicilia + 20% sono le regioni che hanno ampliato maggiormente la viticoltura bio. E proprio alle eccellenze regionali biologiche e biodinamiche sono dedicate le MasterClass organizzate da FederBio nell’Organic Hall di Vinitaly, dove sarà possibile degustare le migliori etichette che raccontano storia, tradizioni e cultura dei territori, ogni giorno dalle 10 alle 12.30.
L’attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni vitivinicole è tra i temi al centro di Vinitaly 2024. Proprio per valorizzare il percorso di sostenibilità lungo l’intera filiera del vino, FederBio ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con Equalitas, standard-owner guidato da Federdoc, che integra il valore della certificazione biologica con lo standard Equalitas Vino Sostenibile come modello per la tutela ambientale e sociale e sfida costante per le imprese vitivinicole, sempre più attente e sensibili a queste tematiche.
“In questo momento di criticità per l’intero comparto agricolo, la viticoltura biologica ha dato prova di grande resilienza, diventando la punta più avanzata della transizione agroecologica in termini di innovazione nel rispetto dell’ambiente, della fertilità del suolo, contribuendo al contrasto dell’emergenza climatica in atto – ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Negli ultimi dieci anni, le superfici di vite coltivate a biologico sono cresciute costantemente, di oltre il 145%, mentre le produzioni di vini bio hanno avuto un incremento del 110%. Le etichette biologiche e biodinamiche italiane sono particolarmente apprezzate, perché uniscono il valore dell’identità territoriale delle denominazioni d’origine a quello della sostenibilità data dalla certificazione biologica. Anche all’estero i nostri vini bio sono molto richiesti. Attualmente, infatti, rappresentano il 19% dell’esportazione globale di agroalimentare bio”.
UFFICIO STAMPA
Ufficio stampa FederBio
Pragmatika s.r.l. | Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it | +39 331 1860936
Lotta alle agromafie, reciprocità degli standard di qualità e contrasto ai pesticidi vietati in Ue
federbiohomeFederBio, Legambiente e Slow Food Italia portano il loro impegno a tutela del cibo Made in Italy all’evento di Coldiretti al Brennero
9 aprile 2024 – FederBio, Legambiente e Slow Food Italia hanno scelto di partecipare insieme alla manifestazione, organizzata da Coldiretti al valico del Brennero per sensibilizzare le istituzioni sul tema dell’obbligo dell’origine in etichetta per le produzioni agroalimentari e contrastare l’importazione di prodotti che vengono venduti come italiani, senza però rispettare regole e standard richiesti per i prodotti nazionali, generando così condizioni di concorrenza sleale per i produttori italiani.
La presenza congiunta delle tre organizzazioni vuole essere una manifestazione di sostegno agli agricoltori, logorati da sfide economiche e climatiche che non riescono più a gestire, e ha l’obiettivo di condividere alcune proposte costruttive per tutelare le produzioni agroalimentari italiane. Fra tutte quella della revisione del criterio dell’ultima trasformazione del Codice doganale dell’Unione europea e del luogo di provenienza:
«Fondamentale superare le attuali regole sul codice doganale – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – per contrastare in maniera decisa le frodi al nostro agroalimentare. Dobbiamo evitare che i consumatori siano ingannati e bloccare tutto quello che permette di vendere come italiano, magari anche camuffandone il nome, come un prosciutto fatto con cosce di maiale provenienti dall’estero. Serve poi insistere sul principio di reciprocità – aggiunge Prandini – in una situazione che vede l’ingresso dalle frontiere di prodotti trattati con sostanze e metodi vietati in Europa che non rispettano le stesse normative comunitarie in fatto di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e del lavoro. Una concorrenza sleale che danneggia gli agricoltori europei peraltro sottoposti a regolamenti e vincoli spesso fuori dalla realtà. Per questo – conclude Prandini – abbiamo lanciato anche una raccolta firme con la proposta di iniziativa popolare per mettere in trasparenza la filiera agroalimentare».
FederBio, Legambiente e Slow Food Italia, al fianco di Coldiretti tra gli agricoltori saliti al Brennero in 10mila nei due giorni di mobilitazioni, hanno presentato alcune istanze che ritengono prioritarie per rilanciare l’intera agricoltura nazionale, basate sulla transizione agroecologica, vera risposta alla crisi dei sistemi alimentari. Il metodo biologico propone un modo di produrre nel rispetto della fertilità del suolo, della salute dei cittadini e degli ecosistemi ambientali, che può diventare un punto di riferimento per l’intero comparto agricolo.
«Si recuperi e approvi in tempi rapidi il ddl contro le agromafie e l’agropirateria che ad oggi è inspiegabilmente in stallo alla Camera dei deputati. A Governo e Parlamento chiediamo un atto di responsabilità affinché si sblocchi questa situazione». È quanto chiede Stefano Ciafani, presidente di Legambiente che oggi dal Brennero lancia un messaggio forte e chiaro a tutte le forze politiche, denunciando lo stallo in cui si trova il ddl contro le agromafie e l’agropirateria. «Un vuoto normativo da colmare al più presto e che permetterebbe, con l’introduzione nel codice penale dei nuovi delitti contro il patrimonio agroalimentare e un inasprimento delle pene, di contrastare la criminalità organizzata che ha affondato le sue radici anche nella filiera agro-alimentare, dal campo alla tavola. Parliamo di norme previste dal disegno di legge elaborato dopo un lungo e approfondito lavoro dall’Osservatorio sulle agromafie promosso dalla Coldiretti e presieduto da Giancarlo Caselli per fermare la concorrenza sleale e che condividiamo in pieno».
«Il disagio profondo del settore primario che abbiamo visto sfociare nelle piazze in questi mesi è il frutto della tempesta perfetta che ha travolto l’agricoltura europea. Gli eventi climatici estremi sempre più frequenti e sempre meno prevedibili hanno ridotto le rese. I prezzi pagati ai produttori sono sempre più bassi e le aziende non coprono i costi. Da decenni ormai le politiche agricole nazionali e internazionali sono miopi e confinano la produzione alimentare a un insalubre assistenzialismo. A ciò si è aggiunta la concorrenza – sleale di fatto, legale nella forma – da parte di Paesi che non sono tenuti a rispettare le regole valide in Italia, in termini ambientali per l’uso di fitofarmaci, e in termini etici per i diritti di lavoratori e consumatori» sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. «Riteniamo dunque urgente istituire clausole specchio nelle relazioni commerciali dell’Unione con i Paesi terzi: un sistema in grado di regolamentare la concorrenza fra prodotti locali e di importazione, garantire ai consumatori trasparenza su alimenti importati e limitare al contempo gli impatti negativi su salute, società e ambiente negli stessi Paesi esportatori. Introdurre clausole specchio consentirebbe di attuare gli obiettivi del Green Deal, premiando – ovunque – le aziende che producono cibi sani nel rispetto della fertilità del suolo e degli ecosistemi, sostenendo affinché possano modificare il proprio modello produttivo, passando da monocolture intensive a pratiche agroecologiche per un’agricoltura che non comprometta il futuro, ma lo garantisca» conclude Nappini.
«FederBio considera prioritaria per i prodotti biologici la questione del “giusto prezzo”, elemento chiave per difendere il reddito degli agricoltori e garantire la trasparenza di tutta la filiera nei confronti dei cittadini. Per questo dobbiamo evitare situazioni di concorrenza sleale ed è fondamentale che, per i prodotti agroalimentari importati, siano rispettate le stesse norme che valgono per i produttori italiani ed europei. Questo è un punto chiave anche per il biologico, per il quale condividiamo l’iniziativa di Coldiretti» sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. «Il Regolamento europeo sul bio prevede, per le importazioni dei prodotti biologici, il passaggio dal principio di equivalenza a quello di conformità a partire dal 2025. Questo significa che gli alimenti bio importati dovranno rispettare le medesime regole cui sono sottoposti gli agricoltori bio europei. Riteniamo che lo stesso principio debba essere applicato all’agricoltura convenzionale. Si tratta di una differenza sostanziale perché impone a chi esporta in Europa di seguire le medesime regole e standard imposti agli agricoltori Ue anche per quanto riguarda l’uso dei fitofarmaci. L’introduzione del principio di conformità a tutta l’agricoltura eviterebbe che ingenti quantitativi di principi attivi vietati in Ue, siano scaricati dalle multinazionali nei Paesi in via di sviluppo, rientrando poi in Italia e in Europa sotto forma di frutta e altri alimenti. Bloccare questi agrofarmaci è fondamentale per tutelare la salute, la fertilità del suolo e gli ecosistemi, ma anche per contribuire a superare situazioni di concorrenza sleale per gli agricoltori» conclude Mammuccini.
UFFICIO STAMPA
Ufficio stampa FederBio
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Agroecologia, per la prima volta la scienza conferma su larga scala anche benefici socio-economici.
agroecologiahomeDa uno studio di Scuola Sant’Anna e Isara di Lione dati sull’impatto positivo di questo approccio emergente per agricoltura e i sistemi alimentari sostenibili. Lo studio è stato finanziato dal Centro di conoscenza per la sicurezza alimentare e la nutrizione globale del Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Agronomy for Sustainable Development”, una delle più importanti al mondo per questo settore
Per la prima volta la scienza dimostra i benefici su larga scala dal punto di vista sociale ed economico dell’agroecologia, approccio emergente per agricoltura e per sistemi alimentari sostenibili – basato su sistemi di coltivazione e di allevamento diversificati e su una forte riduzione degli input esterni, come fertilizzanti, pesticidi e antibiotici – che ha già evidenziato benefici sull’ambiente, sicurezza alimentare e nutrizione. Uno studio italo – francese ha raccolto in maniera sistematica le evidenze scientifiche sui differenti risultati sociali ed economici dell’implementazione di pratiche agroecologiche, prendendo come riferimento un elevato numero di casi a livello globale. Lo studio è stato condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’ISARA (Institut supérieur d’agriculture Rhône-Alpes) di Lione ed è stato finanziato dal Centro di conoscenza per la sicurezza alimentare e la nutrizione globale del Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC). I risultati sono stati appena pubblicati su “Agronomy for Sustainable Development”, una delle più importanti riviste al mondo in questo settore.
Le evidenze dello studio sui risultati sociali ed economici dell’agroecologia appaiono chiare e dettagliate: sono state prese in esame oltre 13mila pubblicazioni, selezionando 80 articoli pubblicati tra il 2000 e il 2022 che forniscono solide prove scientifiche sui risultati sociali ed economici dell’agroecologia, analizzando parametri differenziati come il reddito, il lavoro e i costi di produzione. I dati dimostrano con chiarezza la fattibilità dell’agroecologia da una prospettiva sociale ed economica. “Nel 51 per cento dei casi abbiamo individuato risultati favorevoli in termini di reddito, produttività ed efficienza. Tuttavia, rimangono sfide aperte per requisiti e per costi della manodopera, che richiedono politiche appropriate per sostenere gli sforzi agroecologici”, come spiega Ioanna Mouratiadou, ricercatrice dell’ISARA e autrice principale dello studio. […]
FONTE
TESTATA: Sant’Anna – Scuola Universitaria Superiore di Pisa
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 marzo 2024
Politica agricola UE ad alto impatto ambientale!
CambiamoAgricolturahome#CambiamoAgricoltura: le proposte di modifica della PAC della Commissione UE non sono una semplificazione ma un attacco al futuro rendendo la nostra agricoltura meno resiliente di fronte alle sfide ambientali globali. Con questa proposta sono vanificati i passi avanti a favore della natura e della protezione del clima compiuti negli ultimi venticinque anni.
Roma, 25 marzo 2024 – Dopo la nuova deroga alle norme della condizionalità sugli spazi per la natura del regolamento della Politica Agricola Comune 2023-2027, la Commissione europea ha proposto un ulteriore indebolimento della protezione del suolo, della rotazione delle colture e dei pascoli con un pacchetto di ulteriori modifiche giustificate dalla “semplificazione” dei regolamenti europei e chiedendo la loro approvazione attraverso una procedura di urgenza.
Questa proposta di ulteriori modifiche verrà discussa domani nel Consiglio AgriFish. I capi di Stato e di Governo dell’UE voteranno la proposta nel corso del Consiglio europeo di oggi, mentre il voto in plenaria al Parlamento Europeo è previsto entro il mese di aprile.
Una procedura del tutto straordinaria che non prevede una valutazione di impatto, né un confronto con la società civile. Decisione ancora più incomprensibile considerata la consultazione proprio sul tema della semplificazione attivata dalla stessa Commissione nelle ultime settimane, i cui risultati sono attesi dopo l’estate, nonché il Dialogo strategico aperto proprio sui temi del futuro dell’agricoltura in Europa.
Per attirare l’attenzione dei decisori politici e del pubblico sulle carenze della procedura d’urgenza e sulla mancanza di legittimità della proposta della Commissione, le Associazioni europee Birdlife, Greenpeace, EEB e WWF, in coordinamento con ClientEarth, hanno inviato oggi una lettera alla Presidente Ursula von der Leyen. La lettera sottolinea il processo antidemocratico che ha portato alla proposta e la mancanza di vere giustificazioni dietro la pretesa della procedura di urgenza. Le Associazioni europee evidenziano inoltre l’impatto che le misure proposte avranno sull’ambiente e sul futuro dell’agricoltura. Alla luce di queste considerazioni, le Associazioni europee chiedono il ritiro della proposta e che qualsiasi futura iniziativa sull’agricoltura dell’UE rispetti i diritti democratici dei cittadini.
La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura ribadisce al nostro Governo la richiesta di non sostenere lo smantellamento degli standard ecologici nella politica agricola, votando contro la proposta della Commissione. Sorprende che nella stessa settimana in cui risulta evidente che l’Europa è impreparata agli effetti crescenti del cambiamento climatico, la Commissione europea, senza nessuna valutazione condivisa, riduca le regole per implementare le poche misure rimaste nella PAC necessarie per promuovere la resilienza delle aziende agricole di fronte della crisi ambientale.
“E’ urgente un confronto allargato su questo tema che non può essere limitato alle sole Organizzazioni agricole, perché il futuro dei sistemi agroalimentari interessa tutti i cittadini e non solo gli agricoltori. Purtroppo la nostra richiesta di avvio di un ampio dialogo anche a livello nazionale inviata nelle scorse settimane al Ministro Francesco Lollobrigida sembra essere caduta nel vuoto.” – commentano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura che concludono – “Questo pacchetto di riforme non solo riporterà la PAC indietro di oltre 25 anni ma danneggerà in particolare tutte quelle aziende agricole che hanno convintamente intrapreso la strada dell’agroecologia e renderanno tutto il sistema agricolo ancora più vulnerabile agli effetti della perdita di biodiversità e della crisi climatica”.
#CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, IAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.





