Equalitas e FederBio: insieme nel protocollo d’Intesa per lo sviluppo sostenibile delle imprese vitivinicole
federbiohomeIstituito un tavolo permanente per promuovere concretamente la cultura e la pratica della sostenibilità lungo la filiera del vino
Mercoledì 20 marzo è stato siglato il protocollo d’intesa tra Equalitas (standard-owner guidato da Federdoc) e FederBio, l’organizzazione a vocazione interprofessionale che valorizza e tutela l’agricoltura e la produzione biologica italiana. L’accordo intende sostenere un approccio integrato e condiviso da istituzioni, imprese e operatori del settore vitivinicolo sul tema della sostenibilità del biologico.
Al centro dell’intesa, firmata durante un evento a Roma, la promozione di un approccio che integri la certificazione Bio con lo standard Equalitas Vino Sostenibile come modello per la tutela ambientale e sociale e sfida costante per le imprese vitivinicole, sempre più attente e sensibili a queste tematiche. Infatti, il comparto vitivinicolo italiano sta dimostrando di essere un’eccellenza, con già il 18% della produzione certificata biologico e oltre un miliardo di bottiglie di vino provenienti dalle imprese certificate sostenibili secondo lo standard Equalitas.
Nel corso dell’incontro, moderato da Francesca Romana Barberini, sono intervenuti Maria Grazia Mammuccini – Presidente Federbio, Riccardo Ricci Curbastro – Presidente Equalitas e Luigi D’Eramo, Sottosegretario MASAF.
A partire dall’impegno congiunto a una corretta e trasparente comunicazione verso il consumatore, il protocollo intende da una parte formare ed assistere le imprese vitivinicole che vogliono integrare entrambi i modelli di gestione, Biologico ed Equalitas Vino Sostenibile, in un approccio completo e avanzato alla responsabilità d’impresa, anche facilitandone, dove possibile, i controlli congiunti. Dall’altro lavorare al rafforzamento dei requisiti che caratterizzano il biologico, quale risorsa strategica dell’UE, nel disegno della gestione sostenibile del vino, su temi come la tracciabilità di prodotti e processi, la tutela della biodiversità e della salute di consumatori e operatori.
“La certificazione rappresenta un valore aggiunto dei prodotti italiani. Con il protocollo siglato oggi da Equalitas e FederBio si punta ad integrare e valorizzare i tre pilastri alla base della sostenibilità, quello ambientale, sociale ed economico. Attraverso formazione, ricerca e un’adeguata comunicazione si darà ulteriore slancio a nostri settori di eccellenza come il comparto vitivinicolo”, ha affermato Luigi D’Eramo, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste.
“Integrando i principi di due delle più importanti certificazioni sostenibili, l’accordo con Equalitas rappresenta un passo significativo per la valorizzazione a 360 gradi della viticoltura agroecologica. Unisce, infatti, la qualità della certificazione biologica, garanzia di tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente, con lo standard Equalitas, che attesta la sostenibilità dell’intera filiera, valutando la carbon footprint e le buone pratiche sociali. Inoltre, il tavolo di lavoro permanente che verrà attivato assicurerà formazione, ricerca e comunicazione per fare della viticoltura bio e sostenibile italiana sempre più un’eccellenza a livello internazionale”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
“Con questa intesa, che Equalitas sigla con l’obiettivo di fare sistema, contiamo che anche le istituzioni rilevino la richiesta di razionalizzazione che proviene dalle imprese, riconoscendo e sostenendo le varie modalità di avvicinamento alla sostenibilità ma anche definendo la stessa in maniera completa, seria e trasparente” ha dichiarato Riccardo Ricci Curbastro, Presidente di Equalitas.
Profilo Equalitas – Equalitas è una società le cui quote sono in maggioranza detenute da Federdoc, Federazione dei Consorzi dei Vini a Denominazione di Origine, l’unico organismo interprofessionale esistente in Italia in ambito vitivinicolo, cioè il tavolo attorno al quale le componenti agricole, industriali, cooperative e commerciali del settore si riuniscono per affrontare i problemi delle denominazioni ricercando le soluzioni comuni e garantendo l’apporto per la tutela e la salvaguardia legale internazionale. Equalitas è proprietaria dell’ omonimo Standard, che permette una certificazione dei livelli di sostenibilità di prodotto, aziende e territori vitivinicoli, come definiti da un articolato insieme di requisiti, tutti verificabili e misurabili, afferenti ai 3 pilastri (ambientale, sociale, economico) ed è strutturato in maniera tale da consentirne l’attestazione a cura di una parte terza ed indipendente, definendo pertanto un sistema di certificazione conforme agli standard internazionali in materia.
Profilo FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Agricoltura biologica vs. agricoltura intensiva, cosa fa davvero la differenza?
federbioFesta del biohomeSi tratta di un tema attualissimo, anche in considerazione delle proteste degli agricoltori contro Green Deal e politiche agricole comunitarie. Abbiamo sentito degli esperti per capirne un po’ di più
Il tema del biologico è da sempre molto dibattuto, fra i fautori di questo tipo di agricoltura e coloro che invece la osteggiano, anche per le limitazioni che pone sull’utilizzo dei pesticidi.
Eppure le conseguenze negative dell’agricoltura intensiva e i vantaggi di un approccio più rispettoso dell’ambiente alla coltivazione dei prodotti che portiamo sulle nostre tavole sono scientificamente provati, sia per la salute delle persone che per quella del Pianeta, mai disgiunte e sempre strettamente correlate.
Un tema particolarmente attuale, anche alla luce delle proteste degli agricoltori contro il Green Deal e le politiche agricole comunitarie. Proteste per molti versi condivisibili, non per quanto riguarda la richiesta di normative meno stringenti sull’utilizzo dei pesticidi, ma sicuramente non biasimabili per quanto riguarda il forte aumento dei costi di produzione e la riduzione delle rese dovute al clima, cui non è corrisposto un aumento del prezzo dei prodotti al produttore, ma soltanto al consumatore finale, a causa dei rincari apportati nei vari anelli della filiera.
Una situazione che ovviamente sta mettendo in ginocchio molte società agricole, vero anello debole di tutto il sistema alimentare.
Insieme ad alcuni esperti del settore, incontrati durante la Festa del Bio di Milano, abbiamo cercato di capirne un po’ di più sull’argomento, soprattutto facendoci spiegare nel dettaglio quali sono appunto gli effetti benefici del biologico. […]
FONTE
TESTATA: Wise Society
AUTORE: Vincenzo Petraglia – Fabio Restelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 marzo 2024
Crédit Agricole Italia e FederBio: firmato protocollo d’intesa per lo sviluppo delle imprese agricole biologiche
federbiohomeMilano, 11 marzo 2024 – Crédit Agricole Italia e FederBio hanno siglato una dichiarazione di intenti per sostenere l’innovazione e la crescita delle imprese agricole biologiche e dei sistemi di filiera agroalimentari, sia in Italia che sui mercati internazionali.
Il documento – sottoscritto il 9 marzo nel corso della tappa milanese della Festa del BIO, principale evento dedicato al biologico italiano – ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo economico dei territori in una logica di consolidamento del tessuto produttivo locale attraverso la creazione di sinergie tra aziende agricole bio, enti territoriali e sistema bancario.
La collaborazione consentirà di fornire soluzioni semplificate per i processi finanziari attraverso assistenza qualificata così da garantire risposte tempestive ed efficaci alle richieste delle aziende agricole e dei sistemi di filiera.
“La firma del protocollo rappresenta per Crédit Agricole Italia un ulteriore passo a supporto del settore agricolo e delle aziende che svolgono un ruolo chiave nella transizione verso un sistema più sostenibile e resiliente. Questo accordo è un esempio concreto del nostro impegno a favore della responsabilità sociale d’impresa e del ruolo leader che rivestiamo nel settore dell’agri-agro. Ci impegniamo a garantire alle aziende l’accesso al credito attraverso una gamma completa di prodotti e servizi finanziari dedicati.” ha dichiarato Vittorio Ratto Vice Direttore Generale Retail e Digital di Crédit Agricole Italia.
“In questo periodo particolarmente complesso per l’agricoltura, chiamata ad affrontare importanti sfide che vanno dalla gestione delle emergenze climatiche alla volatilità dei mercati e delle rese, anche le politiche del credito giocano un ruolo fondamentale, siamo certi che la collaborazione con un partner qualificato come Crédit Agricole Italia rappresenti un modo efficace per favorire lo sviluppo della filiera agricola all’insegna della sostenibilità. L’accesso preferenziale a soluzioni finanziarie innovative costituisce un importante supporto per gli agricoltori nella transizione agroecologica, sostenendoli concretamente nell’ ottimizzazione dei processi e nella gestione dei rischi legati alle attività agricole”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
Profilo Crédit Agricole Italia – Il Gruppo Crédit Agricole, tra i primi 10 gruppi bancari al mondo con 11.5 milioni di soci, è presente in 46 Paesi tra cui l’Italia, suo secondo mercato domestico. Qui opera con tutte le linee di business: dalla banca commerciale, al credito al consumo, dal corporate & investment banking al private banking e asset management, fino al comparto assicurativo e ai servizi dedicati ai grandi patrimoni. La collaborazione tra rete commerciale e linee di business garantisce un’operatività ampia ed integrata a 6 milioni di clienti attivi, attraverso circa 1.600 punti vendita e 16.200 collaboratori, con un crescente sostegno all’economia pari a 100 miliardi di euro di finanziamenti. Il Gruppo è formato, oltre che da Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, CA Auto Bank), Leasing (Crédit Agricole Leasing, parte di Crédit Agricole Italia) e Factoring (Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (Indosuez Wealth Management in Italia e CA Indosuez Fiduciaria). www.credit-agricole.it
Profilo FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Agricoltura biologica e biodiversità: elementi essenziali per la transizione agroecologica
federbioFesta del biohomeSi è parlato di agricoltura biologica, biodiversità, importanza della salute del suolo, preservazione dell’ambiente e di valorizzazione di un cibo sano e sicuro: alla Festa del Bio di Milano il direttore di Terra Nuova, Nicholas Bawtree, ha condotto il dibattito promosso dalla Coalizione Cambiamo Agricoltura, dal titolo “Biologico e biodiversità: una radice comune per un legame indissolubile”.
Si è parlato di agricoltura biologica, biodiversità, importanza della salute del suolo, preservazione dell’ambiente e di valorizzazione di un cibo sano e sicuro: alla Festa del Bio di Milano(organizzata da FederBio) il direttore di Terra Nuova, Nicholas Bawtree, ha condotto il dibattito promosso dalla Coalizione Cambiamo Agricoltura, dal titolo “Biologico e biodiversità: una radice comune per un legame indissolubile”.
L’agricoltura biologica e la biodiversità, intesa sia come biodiversità selvatica che come agro-diversità, sono tra loro legate a filo doppio. Da una parte ci sono i servizi ecosistemici offerti dalla biodiversità e le molteplici varietà di semi e razze sono uno delle componenti fondamentali del metodo biologico, che non significa infatti solo eliminazione dei pesticidi di sintesi ma anche un lavoro quotidiano con e non contro la natura. Dall’altra, proprio grazie a questa attenzione degli agricoltori e allevatori biologici, la biodiversità può tornare nelle nostre campagne.
Al dibattito hanno partecipato Federica Luoni di LIPU, Aaron Iemma di WWF Italia, Giuseppe De Santis della Rete Semi Rurali ETS ed Elisa Bona dell’Università del Piemonte Orientale. […]
FONTE
TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 marzo 2024
Mammuccini: «Proteste degli agricoltori: attenzione a scambiare il rimedio con la causa del problema»
federbioFesta del biohomeMammuccini«È difficile inquadrare in modo univoco le proteste degli agricoltori, quello che è certo è che dalla pandemia in poi le difficoltà per loro sono aumentate. Gli ultimi due anni sono stati segnati da eventi con un effetto pesante sull’agricoltura»: l’intervento di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, pubblicato sul numero di marzo della rivista Terra Nuova e che condividiamo anche con chi ci segue solo sul web.
È difficile inquadrare in modo univoco le proteste degli agricoltori, quello che è certo è che dalla pandemia in poi le difficoltà per loro sono aumentate. Gli ultimi due anni sono stati segnati da eventi con un effetto pesante sull’agricoltura: dall’invasione dell’Ucraina all’accelerazione di siccità e piogge estreme prodotte dalla crisi climatica.
Per gli agricoltori sono aumentati i prezzi di tutti i mezzi di produzione: dall’energia agli antiparassitari, ai concimi, ma il prezzo al produttore non ha avuto lo stesso andamento, anzi, per alcuni prodotti agricoli è addirittura calato.
Se aggiungiamo che in molti casi la produzione è diminuita a causa dell’impatto del clima, alla fine quello che non torna è proprio il reddito degli agricoltori. Ci sono quindi difficoltà oggettive alla base della protesta, ma quello che è sbagliato è il bersaglio di tali proteste. Prendersela con il Green Deal vuol dire scambiare il rimedio con la causa del male. Non si può certo imputare a leggi che devono ancora dare i loro effetti i problemi che stanno alle nostre spalle, frutto delle politiche del passato che hanno dato sostegno all’agricoltura intensiva, alle multinazionali dell’agrochimica e a sistemi di filiera squilibrati a favore della grande distribuzione, facendo degli agricoltori l’anello debole della catena.
Imputare al dimezzamento dei pesticidi, che doveva ancora avvenire e su cui anzi la Commissione europea è già tornata indietro, la responsabilità di un disastro economico che è maturato nelle scelte sbagliate degli ultimi decenni è totalmente fuorviante. […]
FONTE
TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 marzo 2024
"Più sani, Più Bio": alimentazione biologica contro la "malnutrizione nascosta" dei cibi ultra-processati
BEINGORGANICINEUfederbioFesta del biohomeNe discutono esperti e nutrizionisti alla “Festa del BIO”, al seminario sostenuto dal progetto Being Organic in Eu* – Sabato 9 marzo a Milano
Milano, 9 marzo 2024 – Mangiare bene potrebbe togliere il medico di torno. Invece, lo stile alimentare occidentale è di fatto “malnutrizione nascosta”: cibi super processati che alterano il microbiota intestinale, dove si sviluppa fino all’80% delle cellule del sistema immunitario. Secondo l’OMS circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati anche solo con uno stile alimentare sano, che apporti una adeguata quantità di micronutrienti e macronutrienti.
Gli alimenti biologici sono una garanzia di qualità, quando si parla di alimentazione sana. Numerosi studi e ricerche hanno infatti dimostrato che i prodotti bio sono efficaci per il mantenimento di un buon sistema immunitario. Di questo impatto positivo e delle sue ricadute anche in termini economici e sociali si discuterà a “Più sani più bio”, un appuntamento in programma all’interno della Festa del BIO che si svolgerà sabato 9 marzo a Milano, a Palazzo Giureconsulti.
A discuterne nel seminario, previsto per le 17.10 e ad ingresso libero, come tutti gli eventi della Festa del Bio promossa da FederBio, saranno diversi “addetti ai lavori” di vari ambiti e specializzazioni. Interverranno infatti all’incontro: Renata Alleva, specialista in scienza dell’alimentazione, membro del Comitato scientifico di ISDE Italia; Cinzia Scaffidi, giornalista e docente; Micaela Capellini, giornalista de Il Sole 24 ore; Damiano Di Simine, responsabile politiche per il suolo di Legambiente; la chef Luisanna Messeri. Modererà il dibattito Tessa Gelisio, autrice e conduttrice televisiva.
I relatori e le relatrici si confronteranno a partire da un presupposto: numerosi studi (oltre che le esperienze di sempre più consumatori) hanno dimostrato che gli alimenti biologici giovano alla salute. In particolare, alcune ricerche hanno osservato come i prodotti biologici siano meno contaminati non solo da pesticidi ma anche da alcuni metalli pesanti. Inoltre, la frutta e la verdura provenienti da agricoltura biologica risultano avere un livello di antiossidanti più elevato rispetto ai prodotti provenienti dall’agricoltura convenzionale. Non solo. il biologico è un vero e proprio traino per l’economia. Nel 2023 le vendite alimentari bio nel mercato interno (consumi domestici e fuori-casa) hanno superato i 5,4 miliardi di euro. E anche le esportazioni volano: sono state pari a 3,6 miliardi di euro nel 2023, con una crescita del +8% rispetto all’anno precedente (Fonte: Sana 2023).
Il biologico impatta dunque non solo sulla salute delle persone – e della società – ma ha a cuore anche la salute degli animali e del pianeta, in linea con “One Health”, il principio per cui la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema sono legate indissolubilmente. È riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Salute italiano, dalla Commissione Europea e da tutte le organizzazioni internazionali come strategia rilevante in tutti i settori che beneficiano della collaborazione tra diverse discipline (medici, veterinari, ambientalisti, economisti, sociologi etc). Si tratta quindi di un approccio ideale e olistico per raggiungere la salute globale: affronta i bisogni delle popolazioni più vulnerabili sulla base dell’intima relazione tra la loro salute, quella degli animali e l’ambiente in cui vivono.
“Una corretta alimentazione svolge un ruolo importante nella prevenzione”, spiega Renata Alleva, componente Giunta esecutiva nazionale ISDE, che partecipa al dibattito. “Secondo l’OMS circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati solo con uno stile alimentare sano, che apporti una adeguata quantità di micronutrienti e macronutrienti. La dieta occidentale è spesso caratterizzata da una malnutrizione nascosta, causata da eccessivo utilizzo di cibi altamente trasformati, ricchi di additivi, conservanti, edulcoranti artificiali, che oltre a non essere salutari, hanno perso il l ruolo di nutrimento, ma sono causa di importanti alterazioni del microbiota intestinale, dove sono presenti circa il 70-80 per cento delle cellule del sistema immunitario. L’assunzione di composti funzionali, che hanno accertati effetti benefici, e sono presenti in molti alimenti freschi non trasformati, sia di origine vegetale che animale, è fondamentale per mantenere microbiota in salute ed è strettamente legata al metodo produttivo. In questa ottica possiamo definire come cibo sano quello che, oltre al ruolo nutrizionale, è ricco di composti funzionali e privo di contaminanti nocivi, che con il tempo possono contribuire ad aumentare il rischio di ammalarsi. Importante sottolineare che la scelta di alimenti sani e di uno stile alimentare corretto è fondamentale anche nel percorso di malattia, visto che rappresenta uno strumento che può entrare in sinergia positiva con le cure, sostenendo il sistema immunitario”.
Alla fine del dibattito, il ‘Bio-quiz’ e lo Show Cooking la “Cucina in scena: Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” condotti dalla chef Luisanna Messeri ha coinvolto il pubblico su ricette, aneddoti e ingredienti bio.
QUI il programma completo della Festa del BIO.
*Si tratta di iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
UFFICIO STAMPA
Il bio cresce grazie all’impegno dei territori. A Milano scendono in campo le città che scelgono il biologico e rifiutano i pesticidi
BEINGORGANICINEUfederbioFesta del biohome“I territori amano il bio – in tour”, Festa del bio 9 marzo, Milano – Palazzo Giureconsulti
Milano, 9 marzo 2024 – In Europa non si arresta la crescita dell’agricoltura biologica, e l’Italia si conferma sempre più come una vera e propria eccellenza in questo campo. Secondo i recenti dati del rapporto “The World of Organic Agriculture 2024″, dell’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL in collaborazione con IFOAM, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale, nel 2022 l’Italia si è posizionata al terzo posto per la superficie dei terreni biologici, con 2,3 milioni di ettari, dopo la Francia (2,9 milioni di ettari) e la Spagna (2,7 milioni di ettari), con una superficie di campi bio del 18,7% sul totale, oltre il doppio della media europea del 9%. Inoltre, il nostro Paese ha fatto registrare uno dei maggiori incrementi nel 2022, con un aumento di oltre 0,2 milioni di ettari rispetto al 2021, subito dopo la Grecia. Ancora, l’Italia mantiene il primato per quanto concerne il numero di produttori bio con oltre con 82.593 unità sui 480.000 attivi in Europa. Podio anche per quanto riguarda il numero di trasformatori, quasi 24.000.
Una spinta davvero significativa, che deriva da una sempre maggiore attenzione alla salute e alla tutela dell’ambiente da parte dei consumatori. Negli ultimi venti anni le persone hanno scelto sempre con maggiore convinzione alimenti prodotti eliminando l’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Una spinta che troppe volte però deve fare i conti con la forza di grandi interessi economici e industriali, com’è avvenuto in occasione del ritiro del Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (SUR) da parte della Commissione Europea.
“Siamo in una fase di stallo nel cammino regolato dal Green Deal. Un punto d’arresto che però non deve fermare la crescita del biologico, di fatto la migliore risposta alla crisi che l’agricoltura sta attraversando” ricorda Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, che aggiunge: “Occorre sostenere gli agricoltori nella transizione agroecologica orientando i sussidi della PAC su pratiche agricole sostenibili in grado di creare ricadute di pubblica utilità e puntando su investimenti in ricerca, innovazione e formazione. Occorre inoltre investire per l’aumento dei consumi per il quale da anni proponiamo la fiscalità ambientale con il credito d’imposta per costi di certificazione e la riduzione dell’Iva sui prodotti biologici, soprattutto nel caso delle mense pubbliche che rappresentano uno strumento fondamentale anche per l’educazione alimentare. Ma ci vuole un impegno comune, da parte delle istituzioni e dei cittadini. Per questo sono ancora più importanti iniziative come “I Territori amano il Bio” che raccontano le tante storie positive che arrivano dalle amministrazioni locali. Comuni che con convinzione si impegnano nell’interesse pubblico per un’agricoltura, spazi verdi e mense scolastiche biologiche.”
La battaglia per conquistare a livello europeo e nazionale normative più efficaci continua, ma intanto i territori non rimangono con le mani in mano, e si fanno protagonisti della conversione ecologica. Sono tantissime, infatti, le amministrazioni comunali che hanno deciso di ridurre o eliminare del tutto l’uso dei pesticidi nei campi agricoli, nelle aree verdi, e di scegliere cibo bio per le mense pubbliche. FederBio, all’interno del progetto Cambia La Terra, ha quindi lanciato il talk I Territori amano il Bio – in tour, sostenuto dal progetto di promozione Being Organic in Eu, con l’obiettivo di raccontare le buone pratiche intraprese, perché fare rete è il modo migliore per estendere il buon esempio nel territorio.
A ospitare la nuova tappa della campagna è Milano, una città con una Food Policy all’avanguardia, impegnata a garantire cibo sano per tutti e una lotta allo spreco alimentare, che proprio nel 2024 vedrà l’ampliamento della rete di Hub di quartiere, nati per incentivare il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari a persone e famiglie in difficoltà. Solo nel 2023 sono state recuperate a Milano oltre 615 tonnellate di cibo, di cui 574 tonnellate dai cinque Hub di quartiere attualmente attivi, a cui si aggiungono 41 tonnellate da mercati scoperti. Centinaia di migliaia di eccedenze che sono state redistribuite tra circa 27.000 persone fragili, equivalenti a circa 1.230.000 pasti.
Di tutto questo – e di come ampliare la rete dei Comuni virtuosi – si parlerà in occasione della Festa del BIO, giunta alla sesta Edizione. A Palazzo dei Giureconsulti alle 11.45 si svolgerà il talk “I territori amano il Bio – in tour”. Al confronto, moderato da Francesco Magnani, giornalista de LA7 (L’Aria che Tira), parteciperanno Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio; Andrea Magarini, Direttore Area Food Policy del Comune di Milano; Stefano Locatelli*, Vicesindaco Chiuduno (BG) e Delegato Agricoltura ANCI; Rino Pruiti, Presidente dell’Assemblea dei sindaci di Parco Sud e Sindaco di Buccinasco (MI); Mario Marone,
Sindaco di Bergolo (CN), e Nicoletta San Martino, Assessore alla Tutela Ambientale, Sostenibilità Sociale ed Economia Circolare del Comune di Varese.
“A Varese pesticidi e diserbanti sono banditi nelle aree verdi comunali a favore di prodotti naturali e sfalci periodici”, racconta l’Assessore Nicoletta San Martino. “Le disinfestazioni sono svolte utilizzando larvicidi e quindi senza impatto sull’ambiente. In aiuole e parchi della città sono state create sia aree fiorite che zone dove l’erba cresce liberamente a favore degli insetti impollinatori. Nelle mense comunali si somministra più del 90% di prodotti bio e durante tutto l’anno scolastico, bambini e ragazzi sono coinvolti in attività formative su corretta alimentazione ed eliminazione degli sprechi”.
Ma a Varese la delega alla tutela ambientale è stata arricchita comprendendo anche economia circolare e sostenibilità sociale: questo ha portato a ideare progetti e iniziative che uniscono tutte le dimensioni della sostenibilità. Ad esempio RI-HUB FOOD Varese, un hub di raccolta di eccedenze alimentari gestito in collaborazione con le associazioni del territorio, oppure il progetto VARESE PER LE API (aiuole fiorite) grazie al quale sono state posizionate le prime casette per le api create sempre in collaborazione con enti del terzo settore impegnati a favore con persone di disabilità.
“I territori amano il Bio – in tour” è un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto BEING ORGANIC IN EU promosso da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014 e che continua l’attività di “Comuni Liberi dai Pesticidi”. Una campagna promossa da Cambia la Terra già con una prima edizione nel 2019, e che pubblica sul suo sito il database delle buone pratiche, uno strumento di facilitazione per tutte le realtà che desiderano avviare politiche a supporto di una transizione ecologica.
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
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Festa del BIO, parlano gli agricoltori: l’agroecologia è il futuro, tutela la biodiversità e risponde alla crisi del sistema agroalimentare
BEINGORGANICINEUfederbioFesta del biohomeNel talk “Storie di biodiversità. Parla il bio”, sostenuto dal progetto di promozione Being Organic in Eu, che ha l’obiettivo di valorizzare il biologico europeo, gli agricoltori biologici e biodinamici raccontano le loro esperienze basate sullo scambio virtuoso tra natura e agricoltura bio in un dialogo con Alessandro Chiolerio, fisico e cibernetico dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
Bologna, marzo 2024 – La tutela del patrimonio di biodiversità e dei servizi ecosistemici passa dalle pratiche agronomiche sostenibili. Alla tappa milanese della Festa del BIO, sabato 9 marzo alle 14.30 a Palazzo Giureconsulti, alcuni agricoltori biologici e biodinamici condivideranno il loro impegno quotidiano per la conservazione degli habitat naturali e della fertilità del suolo.
Marco Paravicini dell’Azienda Agricola Biodinamica Cascine Orsine, sottolineerà il ruolo fondamentale della biodiversità per la sua realtà in provincia di Pavia, dove natura e agricoltura convivono nel rispetto della sostenibilità ambientale e del benessere degli animali.
Inserita in un’area naturale protetta, Cascine Orsine è stata recentemente coinvolta in un’esperienza di “citizen science”, pubblicata sulla rivista “Biologia Ambientale”, che ha permesso di censire oltre duecento specie di flora e fauna, di cui 14 particolarmente protette come l’airone rosso, il falco pecchiaiolo occidentale e la nitticora. La quantità di biodiversità identificata, conferma l’importanza delle pratiche agronomiche ecologiche per la tutela degli habitat naturali e degli ecosistemi, fortemente minacciati dall’uso di sostanze chimiche di sintesi e dai cambiamenti climatici.
Passare dalla zootecnia a un’impresa multifunzionale all’insegna della sostenibilità, è la storia di Marco Sala dell’Azienda Agricola Cascina Selva. Fondata nel 1947 all’interno del Parco del Ticino, per rispondere alle sfide del mercato decide di differenziare le attività e di recuperare la marcita. Si tratta di un’antica tecnica di coltivazione foraggera tipica della pianura lombarda, simbolo di un’alimentazione sana e patrimonio di biodiversità. Una decisione che dà subito grandi soddisfazioni sia in termini di rese sia per la valorizzazione delle antiche tecniche utilizzate dal nonno e dal padre. I 300 ettari di marcite di Cascina Selva costituiscono oggi un ecosistema ricchissimo di biodiversità, dove specie rare ed erbe spontanee trovano un habitat ideale.
Si rivolge al passato per guardare al futuro anche il Consorzio Agricolo Carioni, diventato nei 104 anni di storia un modello di imprenditoria agricola green e sostenibile. Francesco Carioni condividerà nel talk alla Festa del BIO, la passione e il rispetto per la natura che contraddistinguono la filiera corta, tracciata, 100% biologica, scelta per tutelare la biodiversità della sua azienda nel cuore della campagna cremasca, che attualmente si estende su più di 800 ettari.
La storia di biodiversità di Daniele Andreoli, giovane viticoltore valtellinese, parte dall’amore con cui ogni giorno si trova a rispondere con pratiche agricole ecologiche alle emergenze climatiche e alle sfide di una giovane realtà in crescita. Grazie all’approccio olistico tipico del metodo biodinamico, la cascina riesce a mantenere l’equilibrio naturale dell’ambiente agricolo per una produzione sostenibile e di qualità.
Impegno, passione e onestà, sono le tre parole scelte da Sara Vigani per connotare la narrazione di biodiversità dell’azienda agricola Spensierata Franciacorta, che conduce con il marito Cristian Zaninelli. Una viticoltura che parte dalla tutela dell’ambiente, dei cicli naturali delle stagioni per cogliere appieno le sinergie tra la biodiversità̀ “coltivata e allevata” e quella “selvatica locale”.
Storie di agricoltura e resilienza che hanno come comune denominatore l’amore per la terra, la tutela degli equilibri ambientali e l’impegno per fare dell’agricoltura uno scrigno di biodiversità. Ecco perché il progetto Being Organic in Eu, che punta a favorire un sistema agroalimentare etico, salutare, resistente dal punto di vista climatico ed ecologico, ha scelto di supportare questo talk durante la tappa milanese della Festa del BIO, l’evento di riferimento del biologico italiano.
Si tratta di un’iniziativa realizzata nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
UFFICIO STAMPA
Biologico made in Italy: Germania, Francia, Benelux e Nordics al vertice tra i mercati europei per destinazione dei prodotti bio food e wine
Bio made in ItalyfederbiohomeITA.BIONomismaFocus sul Benelux: mercato in crescita, con i consumi bio in costante aumento. Olio extravergine, vino e pasta i prodotti di maggiore interesse. É quanto emerge dall’analisi di Nomisma per la Piattaforma ITA.BIO (www.ita.bio)
Bologna, 07 marzo 2024 – Cresce l’export di prodotti BIO Made in Italy nel mondo. Nel 2023 si registra un aumento a valore del +8% sul 2022, con un peso del biologico sull’export agroalimentare italiano del 6%. Relativamente all’Europa, la Germania si conferma al primo posto assoluto come mercato di destinazione dei prodotti BIO italiani sia per quanto riguarda il food (il 69% delle aziende intervistate esporta bio in questo mercato) sia per il wine (il 66%). Al secondo posto si colloca il Benelux, con il 39% delle aziende food e il 52% di quelle vitivinicole presenti in questo mercato, seguito a ruota dai Nordics, rispettivamente con il 31% e il 52%. Il Benelux, assieme a Germania e Nordics, viene nuovamente citato dalle imprese tra i mercati europei che presentano le maggiori prospettive di crescita per i prodotti BIO italiani.
Queste le evidenze alla base del nuovo focus di ITA.BIO, la prima piattaforma online – www.ita.bio – di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio, che ha previsto un approfondimento proprio sui Paesi dell’area Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo).
IL FOCUS DI ITA.BIO SUL BENELUX
L’analisi presentata oggi in occasione del webinar “Internazionalizzazione del BIO Made in Italy: focus Benelux” ha confermato che il trend del settore biologico è positivo nel lungo periodo su tutti i Paesi considerati: i Paesi Bassi contano oltre 1,4 miliardi di euro di vendite di prodotti biologici nel 2022 (+81% rispetto al 2012) e rappresentano il primo mercato europeo per import di prodotti bio. In Belgio il bio sfiora il miliardo, con una variazione a tre cifre negli ultimi dieci anni (+144% nel 2022 rispetto al 2012). Il Lussemburgo, seppur con una quota di mercato evidentemente più ridotta (164 milioni di euro), è il Paese dell’area con l’incidenza del bio sul totale della spesa alimentare più elevata (8% rispetto al 4% del Belgio e il 4% dei Paesi Bassi) e la spesa pro-capite per prodotti alimentari bio più rilevante (259 euro a persona, contro gli 81 euro dei Paesi Bassi e gli 84 euro del Belgio).
IL PROFILO DEL CONSUMATORE BIO IN BENELUX
La survey originale sui consumatori del Benelux realizzata da Nomisma ha mostrato come la crescita degli acquisti bio in questi mercati sia guidata da una consumer base abbastanza giovane e sensibile al tema della sostenibilità, ma sempre con grande attenzione al prezzo. Valore aggiunto in termini di sostenibilità ambientale e sociale, di sicurezza alimentare e una maggiore qualità percepita (in termini organolettici ma anche di proprietà nutrizionali) sono i fattori che hanno spinto il 72% dei consumatori ad aver acquistato prodotti alimentari BIO nell’ultimo anno. La propensione all’acquisto di prodotti biologici è più elevata in specifici cluster di popolazione: si tratta di famiglie con figli piccoli, con redditi medio alti e con un buon livello di istruzione. Il canale privilegiato di acquisto del biologico in Benelux è senza dubbio il supermercato, tanto che il 78% degli acquirenti passa principalmente per questo canale. Nella top 3 delle categorie merceologiche preferite dagli amanti del BIO in Benelux troviamo al primo posto frutta e verdura (per il 43% il biologico rappresenta la prima scelta), seguita da latte (32%) e baby food (32%). L’Italia è sul podio nella classifica dei Paesi da cui provengono i prodotti alimentari di maggiore qualità nel percepito dei consumatori. A guidare gli amanti dei prodotti biologici italiani nell’acquisto vi sono in primo luogo la marca del produttore e la provenienza 100% italiana delle materie prime. Rilevante anche il packaging sostenibile e la presenza di un marchio biologico (ritenuto importante dal 23% degli user Made in Italy). Il vino e la pasta rappresentano i prodotti che trainano il bio italiano in Benelux, seguiti da formaggi e olio extravergine di oliva. Nell’ultimo anno quasi il 60% dei wine users ha consumato almeno una volta vino italiano e, di questi, uno su quattro ha privilegiato quelli a marchio bio. Per accrescere diffusione, consapevolezza e interesse verso il biologico italiano, il consumatore del Benelux richiede una maggiore tracciabilità dei nostri prodotti (il 28% ritiene incentivante la presenza di un logo che certifichi la provenienza italiana di tutte le materie prime) ma anche maggiori informazioni rispetto alla loro sostenibilità (ambientale, sociale ed economica). Ruolo fondamentale gioca anche la marca (del produttore in primis) ma accompagnata da importanti azioni di promozione sul territorio, a partire dalle attività di tasting presso la Grande Distribuzione (ritenuta dal 39% dei consumatori la leva principale per conoscere/avere maggiori informazioni sui prodotti alimentari made in Italy biologici).
“Informazioni e comunicazione giocano un ruolo fondamentale nell’accrescere l’attuale consumer base di prodotti biologici italiani: il consumatore del Benelux chiede maggiori garanzie rispetto alla provenienza e alla tracciabilità dei nostri prodotti, tanto che l’idea di un marchio bio italiano che certifichi l’origine 100% Made in Italy delle materie prime è una iniziativa accolta positivamente da parte del 49% dei consumatori” – ha commentato Silvia Zucconi, Chief Operating Officer Nomisma.
“Come dimostrano i dati, il mercato del Benelux presenta potenziali opportunità per le imprese italiane che operano nel settore BIO. Nonostante il peso significativo del fattore prezzo nelle scelte di consumo in quest’area, il consumo di prodotti biologici, mediamente più cari, è in crescita. A spiegare questa tendenza sono fattori come una crescente consapevolezza dei consumatori circa l’agricoltura biologica e un’attenzione alla qualità dei prodotti, percepita superiore nel biologico. In questo contesto, a fronte di un crescente interesse da parte delle aziende biologiche italiane verso questo mercato, il nostro ufficio di Bruxelles organizza ogni anno la partecipazione di collettivi di aziende alla fiera Biobeurs, una borsa dedicata al bio dove si riunisce l’intera filiera del biologico e altri eventi in Benelux in favore del settore agroalimentare italiano, che vedono sempre la partecipazione di numerose aziende del settore bio” – ha aggiunto Tindaro Paganini, Direttore dell’Ufficio ICE Bruxelles.
“Il biologico si conferma l’elemento trainante dell’intero export agroalimentare Made in Italy. Il grande apprezzamento del bio a livello internazionale nasce dalla combinazione dell’alta qualità delle eccellenze enogastronomiche italiane con il valore della sostenibilità, dato dalla certificazione biologica che tutela la fertilità del suolo e la salute delle persone e degli ecosistemi. La crescente sensibilità verso il benessere animale e le tematiche ecologiche sono i driver che guidano l’espansione delle esportazioni di bio. L’internazionalizzazione rappresenta dunque un’importante leva di sviluppo per le aziende italiane dell’agroalimentare biologico. Per incrementare ulteriormente le esportazioni di bio Made in Italy sono fondamentali soluzioni come la piattaforma ITA.BIO, nata da una sinergia tra ICE e FederBio, che supporta le aziende interessate ad avviare o consolidare la presenza nei mercati, fornendo informazioni e contatti utili per orientare le proprie strategie commerciali”, dichiara Aldo Cervi, Responsabile Internazionalizzazione e Progetti di Filiera FederBio.
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Il biologico è decisivo per il futuro
federbioFesta del biohomeMammucciniIn occasione della Festa del BIO di Milano che si terrà sabato 9 marzo, intervista alla presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini.
Si svolge in un momento critico per l’agricoltura europea la «Festa del BIO», organizzata il 9 Marzo a Milano da FederBio, Federazione che riunisce soci produttori, operatori dei servizi e della ricerca, trasformatori. Ne parliamo con la presidente Maria Grazia Mammuccini.
Una fotografia del comparto biologico in Italia.
Il fatturato (dati del luglio 2023) supera i 9 miliardi di euro, di cui 5,474 per il mercato interno. è coltivato in regime biologico il 18,7% della superficie agricola (la media Ue è intorno al 10%), le aziende del settore sono 93.000 (82.000 le agricole). Ma vanno aggiunte tante piccole realtà che, pur coltivando in bio, non certificano per via del peso della burocrazia. La superficie media delle aziende biologiche italiane è di 29 ettari, un po’ superiore a quella delle realtà agricole convenzionali. Il fatto è che il settore, lungi dall’essere un ritorno al passato è, molto innovativo, ha bisogno di conoscenze. Nella «rivolta dei trattori», i prezzi sottocosto sono stati un elemento centrale. Lo sono anche per noi, e da tempo ci siamo posti il problema. Abbiamo affrontato la questione puntando alla vendita diretta ai consumatori, anche con i distretti biologici e coni mercati degli agricoltori, oltre ai gruppi d’acquisto. Fondamentale poi il rapporto con le mense scolastiche, anche per l’educazione alimentare. La vendita diretta nel convenzionale corrisponde al 17,1% del totale, mentre nel bio raggiunge il 36,9%. Ma non basta. La Grande distribuzione organizzata (Gdo) ha un’incidenza importante sul mercato interno del bio, pari al 48%.
E lì, come si controllano i prezzi?
Il problema viene sollevato anche dalla Coalizione Cambiamo l’agricoltura, di cui fate parte. La quotazione del prodotto biologico era superiore, ma negli ultimi anni, per una serie di derrate, in particolare destinate alla GDO, i prezzi al produttore si stanno allineando al convenzionale. E i costi di produzione sono superiori. Abbiamo fatto progetti pilota con alcune università per stabilire quelli medi, considerando la specificità del biologico. C’è però la necessità di avere uno strumento di riferimento nel pubblico, che dovrebbe essere l’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare). Per ogni prodotto sia nel convenzionale che nel biologico un’autorità pubblica deve stabilire il costo di produzione, per poi attivare strumenti normativi che impediscano le vendite sottocosto. […]









