L’indice BIOGENI
federbiohomeZootecnia biologicaLa scelta della genetica è un elemento imprescindibile per il successo dell’allevamento condotto secondo il metodo biologico.
I regolamenti comunitari ci presentano infatti la scelta della razza e/o della linea genetica come il primo passo per intraprendere un corretto allevamento conforme al metodo biologico e, conseguentemente, come elemento principale di profilassi sanitaria.
In particolare, la scelta dovrebbe ricadere su razze autoctone o linee genetiche compatibili, ad esempio, con l’utilizzo dei pascoli, razioni con una netta prevalenza foraggera, il divieto dell’utilizzo di farine di estrazione e di vitamine e aminoacidi di sintesi. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito alla conversione a metodo biologico di molte stalle di vacche da latte di razza Frisona, razza le cui caratteristiche “convenzionali” rischiano di essere incompatibili, o addirittura controproducenti, se forzate ad adattarsi a questo metodo produttivo.
Per questo motivo FederBio ha deciso di promuovere, nell’ambito del progetto Filbio.it, la messa a punto di un indice genetico: l’indice BIOGENI per la razza Frisona.
Poiché il lavoro è stato eseguito tecnicamente dalla Dott.ssa Fabiola Canavesi, che ha curato ampiamente anche la pubblicazione esplicativa, riteniamo doveroso, nonché utile, proporvi fedelmente la stessa. E’ un’occasione per ricordare il suo impegno e il suo lavoro che ha condiviso con la professionalità e l’entusiasmo che la contraddistinguevano.
A lei va il nostro grazie.
FONTE
TESTATA: Lifegate
AUTORE: Fabiola Canavesi; Sujen Santini; Davide Bochicchio; Marcello Volanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 febbraio 2024
“Being Organic in EU” promuove a BIOFACH 2024 la cultura del biologico europeo
BEINGORGANICINEUBolognaFierefederbiohomeNaturlandIl progetto, che ha l’obiettivo di far conoscere il mondo del biologico e di sensibilizzare a un’alimentazione più salutare e sostenibile, dà appuntamento al salone internazionale di Norimberga con uno spazio istituzionale e l’organizzazione di momenti di networking e confronto.
Bologna, 13 febbraio 2024 – “Being organic in Eu” torna a Biofach per portare i valori del biologico europeo al centro della manifestazione internazionale di riferimento per l’agroalimentare bio, che si terrà a Norimberga dal 13 al 16 febbraio.
Nell’aree espositive (Halle 7A-171/355/760) dedicate alla campagna di comunicazione nata dalla collaborazione tra FederBio e Naturland, si potranno conoscere le numerose iniziative attivate per incrementare la considerazione e la conoscenza dell’agricoltura biologica, la riconoscibilità del logo bio europeo e per sensibilizzare a stili alimentari più salutari e a basso impatto ambientale. Si tratta di attività realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
“Being Organic in Eu” sosterrà workshop, convegni, momenti di incontro e networking. In particolare, martedì 13 febbraio alle ore 11.00, nella sala Oslo, il talk dedicato alle evoluzioni legislative sugli imballaggi, organizzato in collaborazione con IFOAM OE, analizzerà i nuovi scenari, le sfide e le opportunità per gli operatori del biologico derivanti dalla revisione della direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, con un focus sui cambiamenti legati al divieto di utilizzo della plastica monouso. Durante l’evento ci si confronterà sui possibili impatti di questa nuova direttiva sulla riconoscibilità e sulle modalità di vendita dei prodotti biologici.
Alle 18.00, lo spazio eventi accanto alla Sala Shangai, ospiterà l’iniziativa di networking con degustazione durante la quale i coordinatori della campagna “Being Organic in Eu”, presentando le prossime attività, faranno un bilancio delle iniziative sviluppate dal progetto per valorizzare il ruolo strategico del biologico. L’incontro, che vedrà la presenza di rappresentanti di alto livello delle istituzioni nazionali ed europee, sarà anche l’occasione per anticipare e promuovere le prossime attività ad operatori biologici, consumatori e stakeholder di tutta la filiera del biologico.
Mercoledì 14 febbraio, alle 10.00 nella sala Seoul, riflettori accesi sul talk dedicato all’applicazione delle politiche di promozione dell’Unione europea. Durante l’evento verranno forniti utili suggerimenti su come partecipare al bando 2024 per poter accedere ai fondi erogati dall’Europa per campagne di promozione dei prodotti biologici. Interverrà Diego Canga Fano, Capo di Gabinetto della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea, che presenterà il sistema di finanziamento, approfondendo i dettagli chiave per presentare la domanda.
Seguirà alle 12.00 la conferenza stampa “Being Organic in Eu: Choose the European Organic Leaf for a better world” sul ruolo fondamentale della transizione agroecologica per l’Unione europea e sull’andamento del mercato in Italia e in Germania con dati, trend e preferenze di consumo. Parteciperanno: Domenico Lunghi di BolognaFiere, Aldo Cervi di FederBio, Steffen Reese di Naturland, Joanna Wierzbicka di IFOAM Organic Europe, Simone Taddei di FederBio, Drazena Malovan di Naturland e Claudia Castello di BolognaFiere
“La partecipazione di Being Organic in Eu a una prestigiosa vetrina internazionale come Biofach, riflette l’impegno del progetto nel consolidare la considerazione e la conoscenza dell’agricoltura biologica. In uno scenario complesso come quello attuale, nel quale l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità rappresentano sempre più fattori determinanti le scelte d’acquisto, diventa importante valorizzare i benefici che la transizione agroecologica comporta per la tutela della biodiversità, la fertilità del suolo, la sicurezza alimentare e la salute delle persone e dell’ambiente, in un’ottica di benessere per le generazioni future”, ha commentato Paolo Carnemolla Segretario Generale FederBio.
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
UFFICIO STAMPA
BIOFACH and VIVANESS Congress 2024: comprehensive coverage of a wide range of topics
BiofachhomeThe world’s largest congress for the organic community will be held alongside the combined BIOFACH and VIVANESS trade fair from 13–16 February 2024. The BIOFACH congress programme once again reflects the burning issues affecting the organic sector: As well as the main theme “Food for the Future: Women’s Impact on Sustainable Food Systems”, the congress will also put the spotlight on highly topical issues like policy frameworks, the future of the organic retail segment, and the use of organic food in the out-of-home catering sector. The VIVANESS congress programme will also offer interesting insights into current research findings and industry developments.
• Spotlight on the transformative power of women in the food system
• Organic food in out-of-home catering: new HoReCa – GV & Gastro forum
• Leading-edge topics from the natural and organic personal care sector
In 2024, the BIOFACH Congress offers visitors plenty of scope for inspiring knowledge-sharing and exciting discussions in no less than eight forums. This year’s congress theme “Food for the Future: Women’s Impact on Sustainable Food Systems” is broadly spread across all forums and explores the transformative power of women for a more sustainable future for the food system worldwide. One highlight is the session “Women in sustainable food systems – how can agroecology contribute to gender equality?”. The talk, which is part of the BIOFACH Forum, addresses the question of how agroecology can help shape a food system in which all stakeholders are truly equal. In addition, the session “Gender Respect Gap in Scientific Communication” in the Science Forum provides insights into the research environment. As part of a moderated discussion, renowned female scientists conducting research in Germany on the ecological transformation of agriculture and the food system share their experiences of the reservations women have to contend with in the scientific arena and discuss what needs to change in the future.
Two forums for communal and out-of-home catering BIOFACH recognises the potential of the government’s strategy of incorporating more organic food into out-of-home catering and will be covering this increasingly important market more extensively than ever this year. With its new HoReCa – GV & Gastro forum in Hall 3A, the trade fair is presenting a target group-specific congress programme, creating a space for knowledge and information transfer and discussions between providers and users. The programme focuses on market developments in Germany and the rest of Europe, Germany’s new Organic Out-of-Home Catering Regulation (Bio-AHVV), the nutritional transformation of the kitchen, and regional value-added chains.
The STADTLANDBIO forum will also cover the important issue of organic food in the communal catering segment.
Integrated into the BIOFACH Congress as a forum for the first time this year, STADTLANDBIO offers workshops and presentations to its longstanding target group of community establishments. The forum will explore ways in which towns and communities can promote high-quality yet cost-effective organic dining options in community catering establishments while supporting regional producers. The topics covered will include the status of public procurement law and strategies for making diners more enthusiastic about organic food choices.
Organic food shops and independent retailers as the backbone of the organic sector
The year 2023 ended on a positive note for organic speciality retailers: As reported by the BNN (German Association of Organic Processors, Wholesalers and Retailers) at the start of December 2023, sales growth in the organic retail segment has been consistently positive again since June 2023. The sessions in the Fachhandel Forum (in German) will explore future challenges for organic retailers and concepts for dealing with them. The agenda includes topics like market developments, new communication and marketing tools, and the recruiting of new staff. Because one thing is sure: the German government’s target of 30% organic farming by 2030 can only be achieved through a strong organic retail sector with its regional supply chains and SMEs.
The session “Female power in food retail: Are women the drivers of sustainability and organic food?” will explore the status quo and future opportunities in the organic and independent retail segments. The focus will be on the correlation between female management and the increase in organic food and sustainable practices in the markets.
VIVANESS Congress
At the international VIVANESS Congress, leading-edge issues affecting the natural and organic cosmetic and personal care sector will be discussed and then explored in more depth in two accompanying interactive workshops on each day of the event. The programme covers the current overall performance of the market and other topics relevant to the future of the sector. One highlight is the scientific presentation “Mood-boosting natural fragrances: the emotional effects of fragrances in cosmetic products”, which explains the extent to which certain scents can have a positive effect on emotional well-being. The panel on the topic “What opportunities for successful brand management are offered by Meta and other digital platforms in an era of community building and the creator economy?” will discuss the use of digital media for successful brand management.
The BIOFACH and VIVANESS Congress will run parallel to the trade fair in Nuremberg from 13-16 February 2024. Many of the sessions will also be available online. On all four days (Tuesday to Friday) of the event, industry stakeholders will explore highly topical issues and future developments in the eight forums at the BIOFACH Congress – BIOFACH, Sustainability, Politics, Science, Agriculture, Fachhandel, STADTLANDBIO and HoReCa – and at the VIVANESS Congress.
Nuovi OGM: il parlamento europeo approva la deregolamentazione ma limita i danni
#ItaliaLiberadaOGMhomeNGTNoOGMAbolita la valutazione del rischio per gli OGM ottenuti da New Genomic Techniques. Restano però in vigore tracciabilità ed etichettatura grazie a due emendamenti di Verdi e S&D. Tutto può ancora cambiare se gli Stati membri adottano un parere nel Consiglio UE prima delle prossime elezioni
7 febbraio 2024 – Le 42 organizzazioni della Coalizione Italia Libera da OGM esprimono un profondo rammarico per il voto del Parlamento Europeo sulla proposta di regolamento dei nuovi OGM approvata oggi dal Parlamento Europeo.
È grave e contro gli elementi fondanti del patto europeo l’eliminazione della valutazione del rischio per gli organismi geneticamente modificati (OGM) ottenuti tramite le New Genomic Techniques (NGT). Fortunatamente, sono stati mantenuti degli obblighi di tracciabilità ed etichettatura grazie a emendamenti presentati da Socialdemocratici e Verdi.
“Di fronte alle proteste in atto, gli europarlamentari che hanno gettato alle ortiche tutte le misure del Green Deal europeo hanno ceduto anche su questo fronte, annullando 20 anni di approccio basato sul principio di precauzione – afferma la Coalizione Italia Libera da OGM – Il voto di oggi non risolve i problemi di un regolamento che indebolisce la normativa sugli organismi geneticamente modificati, anche se grazie alla comprensione di una parte del Parlamento è stato posto qualche limite ai danni che la proposta iniziale avrebbe potuto fare”.
Il voto ha dovuto tener conto di una crescente mole di letteratura scientifica sugli effetti potenzialmente negativi delle numerose mutazioni fuori bersaglio causate dalle NGT, dell’impatto della biocontaminazione sull’agricoltura biologica e non OGM, e della contrarietà della maggioranza dei cittadini italiani ed europei verso il cibo geneticamente modificato.
I diritti dei consumatori e degli agricoltori ne escono però gravemente ridimensionati, perché la valutazione del rischio per i nuovi OGM è stata negata. Cade anche il principio “chi inquina paga”: imprese e agricoltori che usano OGM non saranno responsabili dei danni provocati dalla vendita o coltivazione di varietà geneticamente modificate.
Per lo meno hanno retto gli altri due pilastri della normativa attuale: tracciabilità ed etichettatura dei prodotti geneticamente modificati. Del tutto testimoniale invece un emendamento che introduce il limiti alla brevettabilità per le NGT perché questa può essere ottenuta solo modificando la direttiva sulle biotecnologie e la Convenzione europea sui brevetti. Un processo che potrebbe durare anni. Se queste disposizioni diventeranno legge, dunque, l’Europa vivrà una ulteriore concentrazione del mercato sementiero grazie a un’ondata di brevetti già oggi richiesti dalle più grandi imprese multinazionali.
Per la Coalizione Italia Libera da OGM, l’unica soluzione realmente accettabile è che i nuovi OGM restino a pieno titolo nel perimetro della Direttiva 2001/18 sugli organismi geneticamente modificati. E la partita rimane aperta: perché il nuovo regolamento sulle NGT entri definitivamente in vigore, infatti, serve un parere del Consiglio dell’UE, cioè dei Ministri dell’Agricoltura degli stati membri, che potrebbe anche peggiorare il testo uscito oggi dal Parlamento. Successivamente, si avvierebbe il negoziato a tre fra Parlamento, Consiglio e Commissione. Al Consiglio il parere deve passare a maggioranza qualificata, cioè di almeno il 55% dei 27 paesi che rappresentino almeno il 65% dei cittadini europei. In un tentativo fatto a novembre 2023, questa maggioranza non è stata raggiunta e il parere è stato rinviato. La Coalizione Italia Libera da OGM chiede quindi a tutti i Ministri dell’Agricoltura d’Europa di non approvare il regolamento e mantenere le NGT regolamentate secondo la normativa vigente, tutelando i produttori, i consumatori e l’ambiente.
La Coalizione Italia Libera da OGM
Associazione Consumatori Utenti, Agorà degli Abitanti della Terra, AIAB, AltragricolturaBio, ASCI, Assobio, Associazione per l’agricoltura biodinamica, Associazione rurale italiana, Attac Italia, Centro Internazionale Crocevia, Coltivare Condividendo, Coordinamento ZeroOgm, CUB, Custodi di semi, Deafal, Egalité, Equivita, European Consumers, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace, ISDE, Legambiente, LIPU, Navdanya International, RIES – Rete Italiana Economia Solidale, Ress, Seed Vicious, Slow food Italia, Associazione Terra!, Terra Nuova ONG, Transform! Italia, USB, Verdi Ambiente e Società, WWF
UFFICIO STAMPA
Contatti:
Leonardo Pugliese – FederBio
Email: l.pugliese@federbio.it
Silvia Voltan – Pragmatika
Email: s.voltan@pragmatika.it
Occorre rimettere al centro la qualità, la salute e l’ambiente. Le parole di FederBio sulle proteste degli agricoltori
federbiogreen dealhomeMammucciniPer la presidente di FederBio Mammuccini, alcuni disagi degli agricoltori sono oggettivi e comprensibili, ma le proteste contro il Green Deal sono inammissibili.
- Le proteste degli agricoltori continuano in tutta Europa.
- Dalla Commissione europea stanno arrivando le prime concessioni che sono passi indietro sul Green Deal.
- Secondo la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini è necessario un cambio di passo verso la qualità e la saluta umana e ambientale.
Non si fermano le proteste degli agricoltori: al contrario, nelle ultime settimane le manifestazioni si sono intensificate in tutta Europa, Italia compresa; nel nostro Paese nei prossimi giorni si attendono contestazioni a Roma e a Sanremo, sotto i riflettori del Festival della canzone italiana. Dall’Unione europea arrivano, intanto, le prime concessioni alle richieste degli agricoltori sugli obiettivi ecologici. Abbiamo analizzato la situazione con la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini.
Quali sono di preciso i motivi delle agitazioni degli agricoltori?
È difficile inquadrare in modo univoco le proteste e i motivi che le hanno scatenate anche perché le situazioni sono diverse da paese a paese. Quel che è certo è che dalla pandemia in poi, e ancor più con la guerra in Ucraina, le difficoltà degli agricoltori si sono acuite. I costi dell’energia sono aumentati, così come quelli dei prodotti chimici di sintesi creati a partire da fonti fossili, la manodopera è sempre più difficile da reperire, la burocrazia è complessa e comporta anch’essa dei costi ulteriori, la filiera non garantisce un equo compenso agli agricoltori. A questo si aggiunge una forte accelerazione della crisi climatica che impatta sulla produttività fino ad arrivare, con eventi estremi sempre più frequenti, a interi raccolti di un anno che vanno perduti. Al momento non c’è nessuno che raccolga le difficoltà degli agricoltori: occorre prima di tutto fare un’analisi seria delle problematiche e poi cercare le soluzioni.
Cosa pensa delle proteste contro il Green deal?
Le strategie del Green deal hanno tra gli obiettivi quello di ridurre pesticidi e antibiotici e di promuovere una produzione che tuteli la biodiversità. Contestarlo è inammissibile, tanto più che molte delle misure attuative sono ancora sulla carta. Questa crisi è frutto delle politiche del passato che hanno dato sostegno all’agricoltura intensiva e alle multinazionali dell’agrochimica senza riuscire a garantire un reddito adeguato agli agricoltori che sono ormai l’anello debole della catena. Oggi, quelli che potevano essere i vantaggi dell’agricoltura intensiva (aumento produttività e diminuzione della manodopera) sono superati dall’impatto negativo di questo tipo di produzione sull’ambiente, soprattutto in termini di emissioni di gas serra e di desertificazione del suolo, fattori che incidono ulteriormente sul clima e sulla capacità produttiva di un’azienda. […]
FONTE
TESTATA: Lifegate
AUTORE: Carlotta Garancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 febbraio 2024
La marcia indietro della UE sui pesticidi non aiuta gli agricoltori, li danneggia
Cambia la TerrahomeMammucciniRoma, 6 febbraio 2024.
“Gli agricoltori sono in difficoltà non per le ipotesi di riforme green che ancora devono prendere piede, ma per decenni di gestione comunitaria che ha privilegiato le grandi imprese senza riuscire a difendere gli interessi delle piccole imprese e dei metodi sostenibili come il biologico. Il Green Deal ha dato una grande spinta al biologico che è in forte espansione anche per via dei risultati economici che ottiene. Tornare indietro rinunciando al taglio dell’uso di pesticidi non significa aiutare gli agricoltori ma fossilizzare un modello agricolo perdente da tutti i punti di vista: economico, occupazionale e ambientale”. È il commento di Maria Grazia Mammuccini, coordinatrice della Campagna “Cambia la Terra-No ai pesticidi Si al biologico”.
Oggi oltre il 60% dei suoli europei è degradato (in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Europeo per il Suolo, siamo al 47%). E l’80% dei campi agricoli soffre di erosione come principale causa di deterioramento. Ma questi non sono dati solo ambientali. Il punto è che un suolo sano e ricco di biodiversità è già oggi il fattore che fa la differenza dal punto di vista economico. Lo provano i numeri che emergono da una recente ricerca condotta da Intesa San Paolo. Tra il 2019 e il 2022 le imprese agricole non biologiche hanno avuto una crescita di fatturato del 16,1%, quelle biologiche del 23,1% (e con un margine operativo lordo superiore).
Cambia la Terra – No ai pesticidi, Sì al biologico – è una campagna di informazione e di sensibilizzazione che viene promossa – apertamente – da chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi, da chi produce e vende prodotti puliti e vede un altro futuro per il Paese.
UFFICIO STAMPA
Ufficio stampa Cambia la Terra
Silverback – greening the communication
Silvia Franco – s.franco@silverback.it – +39 348 391 3331
42 organizzazioni italiane chiedono un voto contrario sui nuovi OGM agli europarlamentari
#ItaliaLiberadaOGMhomeNGTNoOGM42 organizzazioni italiane chiedono un voto contrario sui nuovi OGM agli europarlamentari
Roma, 5 febbraio 2024 – Le 42 organizzazioni dell’agricoltura contadina e biologica, ambientaliste, dei consumatori e della società civile riunite nella Coalizione Italia Libera da OGM lanciano un appello a tutti gli europarlamentari italiani che il prossimo 7 febbraio saranno chiamati a votare la proposta di deregolamentazione degli OGM ottenuti da nuove tecniche genomiche (New Genomic Techniques – NGT): tutelate il principio di precauzione, i diritti degli agricoltori e dei consumatori, il diritto di moratoria per gli stati. Le elezioni sono vicine e questo voto verrà ricordato.
Le regole vigenti dal 2001 per la commercializzazione di organismi geneticamente modificati e il divieto nazionale sulla coltivazione rischiano, infatti, di essere cancellate con un colpo di spugna dal voto dell’Eurocamera. Verrebbero annullati gli obblighi di valutazione del rischio secondo il principio di precauzione, tracciabilità delle modifiche genetiche ed etichettatura dei prodotti finali al consumatore. La spinta verso questa scelta irresponsabile nasce dalle organizzazioni dell’agroindustria e dalle imprese sementiere transnazionali interessate a vendere nuovi OGM coperti da brevetti.
Il tutto mentre una protesta degli agricoltori viene ampiamente strumentalizzata dalle principali organizzazioni di categoria, che stanno per somministrare ai loro associati la pillola avvelenata delle NGT facendola passare per una medicina utile contro i problemi di un modello agricolo intensivo insostenibile la cui crisi è ormai cronica. Ma non saranno i nuovi OGM a garantire il reddito degli agricoltori. Tutt’altro.
La via d’uscita non erano gli OGM di prima generazione negli anni Novanta, così come non lo sono oggi quelli prodotti dalle NGT. Le mutazioni genetiche fuori bersaglio sono all’ordine del giorno con queste biotecnologie, propagandate invece come precise e mirate. I loro effetti sulle piante e sugli organismi viventi sono ancora largamente sconosciuti, ma vengono minimizzati da una ricerca che dipende ormai dalla vendita delle sue “innovazioni” ai signori dei semi. Gli interessi in gioco sono grandi: c’è un mercato potenziale di 550 milioni di consumatori che finora non ha voluto comprare OGM e poteva contare su delle etichette obbligatorie sui prodotti per poter scegliere. E poi ci sono i milioni di agricoltori europei nei 18 paesi che si sono dichiarati “OGM free”. Con una deregulation, rischierebbero la contaminazione dei loro campi da parte di pollini NGT portati dagli agenti atmosferici o dagli insetti impollinatori e rischierebbero ad ogni semina di violare il brevetto di qualche ditta sementiera.
La biocontaminazione sarebbe un dramma irreversibile per l’agricoltura biologica, che vieta l’uso di OGM in tutta la filiera. Ma sarebbe anche inevitabile vista la conformazione geografica del nostro paese e la lunghezza del viaggio che può compiere il polline. L’intero comparto, che oggi copre quasi il 20% della superficie agricola italiana e nutre un mercato che non è mai calato – nemmeno durante i periodi più neri dell’economia – sarebbe messo in discussione da questa deregolamentazione. Lo stesso vale per una quota importante del Made in Italy, che non utilizza nemmeno mangimi OGM d’importazione e che si è guadagnata il suo spazio e la sua notorietà anche per il fatto di poter esibire un marchio “NON-OGM”. Per non parlare dei piccoli produttori che riproducono le proprie sementi ancora oggi anche in Italia, e potrebbero finire in tribunale con l’accusa di violazione della proprietà intellettuale se tutto d’un tratto le loro piante esprimessero caratteri brevettati dalle imprese e migrati con il vento.
“Emendamenti civetta” sono già stati passati nelle commissioni per provare a tacitare le preoccupazioni diffuse. Ma non basta etichettare le sementi per consentire la scelta all’agricoltore, se poi viene contaminato in campo e non ha meccanismi di tracciabilità per denunciare il fatto come parte lesa. Non basta dichiarare che questi nuovi OGM non saranno brevettabili, se poi nella realtà occorre una riforma della Convenzione europea sui brevetti che richiede l’unanimità e un percorso di anni. Il Parlamento deve fare regole, non dichiarazioni di intenti. E ad oggi, le regole che si appresta a disfare rompono un argine che in ventiquattro anni – da quando la direttiva 2001/18 è stata approvata – aveva garantito trasparenza e libertà di scelta. Prima di minare queste norme di civiltà, gli europarlamentari ci pensino due volte e votino l’emendamento di rigetto dell’intero regolamento.
La Coalizione Italia Libera da OGM
Associazione Consumatori Utenti, Agorà degli Abitanti della Terra, AIAB, AltragricolturaBio, ASCI, Assobio, Associazione per l’agricoltura biodinamica, Associazione rurale italiana, Attac Italia, Centro Internazionale Crocevia, Coltivare Condividendo, Coordinamento ZeroOgm, CUB, Custodi di semi, Deafal, Egalité, Equivita, European Consumers, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace, ISDE, Legambiente, LIPU, Navdanya International, RIES – Rete Italiana Economia Solidale, Ress, Seed Vicious, Slow food Italia, Associazione Terra!, Terra Nuova ONG, Transform! Italia, USB, Verdi Ambiente e Società, WWF
UFFICIO STAMPA
Contatti:
Francesco Panié
Centro Internazionale Crocevia
Email: f.panie@croceviaterra.it – Mob: +393664212245
Leonardo Pugliese – FederBio
Email: l.pugliese@federbio.it
Silvia Voltan – Pragmatika
Email: s.voltan@pragmatika.it
FederBio presenta PNABio e vi aspetta con un nuovo appuntamento il 9 febbraio 2024
homePNABioBologna, 05 febbraio 2024 – FederBio aggiunge un tassello fondamentale alle proprie attività di promozione e sensibilizzazione dell’agricoltura biologica a livello nazionale. La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica prosegue nell’attività di promozione dell’agricoltura biologica a livello nazionale grazie al progetto PNABio – finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, al fine di mettere a disposizione dell’intero settore biologico nazionale una piattaforma replicabile e ampliabile in grado di sostenere, sempre di più, il “movimento bio” per supportare il crescente interesse dei consumatori verso questa realtà produttiva e per sostenere le crescenti esigenze degli operatori biologici sia potenziali che attivi.
L’attività progettuale di PNABio sarà protagonista, dopo il successo dei mesi precedenti, anche nel mese di febbraio con un seminario dedicato al pane e vino PIWI BIO. Un team di esperti risponderà a domande e curiosità sul mondo della produzione biologica, il tutto gustando prodotti di alta qualità. L’evento si terrà il 9 febbraio 2024 ed è a partecipazione gratuità previa registrazione al seguente form http://bit.ly/panevinobio.
Qui il programma completo.
FederBio, nel corso dei quasi due anni di attività progettuale, si avvarrà di FederBio Servizi srl e Centoform Srl quali organismi prestatori di servizi per lo sviluppo delle attività sopra menzionate.
Tutte le informazioni su attività e risultati progettuali saranno puntualmente aggiornate online al seguente link: https://feder.bio/progetti/pnabio-piattaforma-nazionale-attivita-servizi-biologico-italiano-movimento/
Contatti:
FederBio Servizi Srl
Cristina di Mauro – c.dimauro@federbioservizi.it
Fieragricola, CIB e FederBio presentano le nuove linee guida del digestato in agricoltura biologica.
CIBfederbiohomeVerona (VR), 2 febbraio 2024 – CIB-Consorzio Italiano Biogas e FederBio hanno messo a punto le nuove Linee Guida per la corretta gestione e utilizzo del digestato da biogas in agricoltura biologica. Il vademecum verrà presentato in anteprima domani a Fieragricola ed è frutto dell’intenso lavoro tecnico delle due Associazioni che arriva dopo sei anni dalla prima versione del documento.
Il digestato, il sottoprodotto che si ottiene dopo il processo di digestione anaerobica, è un fertilizzante organico prezioso anche per l’agricoltura biologica. Per questo, CIB e FederBio, insieme, hanno deciso di redigere delle linee guida che definiscono e chiariscono un percorso utile e concreto per tutti gli attori della filiera, i produttori e le aziende agricole biologiche per l’uso corretto del digestato agricolo nel pieno rispetto delle produzioni biologiche. Grazie alla fertilizzazione organica con il digestato è possibile apportare al suolo non solo nutrienti, ma anche sostanza organica stabile in grado di sostituire i concimi di sintesi e migliorare la fertilità dei terreni. Le aziende agricole che utilizzano il digestato riescono a ridurre i propri costi colturali di almeno il 10-15% con un significativo incremento della sostenibilità delle loro produzioni.
“Il lavoro e la collaborazione che da molti anni stiamo portando avanti con FederBio dimostra l’importanza della sinergia tra il mondo del Biogasfattobene® e l’agricoltura biologica. Grazie alla digestione anaerobica le nostre aziende agricole possono contribuire a favorire la fertilizzazione organica, a garanzia della salute del suolo e del cibo di qualità. Un’attività fondamentale che restituisce valore e si inserisce perfettamente nel sistema circolare delle due realtà associative.”, dichiara il Presidente del CIB, Piero Gattoni.
“L’utilizzo di un efficace biofertilizzante come il digestato agricolo, che restituisce sostanza organica al terreno, rappresenta una valida alternativa per una gestione agronomica sostenibile all’interno di un approccio di economia circolare. Le nuove linee guida sull’uso corretto del digestato in agricoltura biologica, definite grazie alla consolidata e strategica collaborazione con il CIB, stabiliscono le procedure conformi alle esigenze dell’agroecologia fornendo strumenti concreti, utili per tutti gli attori della filiera biologica”, dichiara la Presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini.
Il documento è disponibile in anteprima online sul sito di CIB e FederBio.
Le Linee Guida verranno presentate domani, sabato 3 febbraio, alle ore 12.00, presso il Forum Agroenergie & Suinicoltura, Padiglione 12 della Fiera di Verona nel corso dell’evento organizzato dal CIB “Digestato agricolo, un fertilizzante organico da impiegare in Agricoltura Biologica”.
Il CIB – Consorzio Italiano Biogas è la prima aggregazione volontaria che riunisce più di 830 aziende agricole produttrici di biogas e biometano da fonti rinnovabili e più di 221 società industriali fornitrici di impianti, tecnologie e servizi per la produzione di biogas e biometano, enti ed istituzioni che contribuiscono alla promozione della digestione anaerobica per il comparto agricolo. Il CIB è attivo sull’intera area nazionale e rappresenta tutta la filiera della produzione di biogas e biometano in agricoltura, con l’obiettivo di fornire informazioni ai Soci per migliorare la gestione del processo produttivo e orientare l’evoluzione del quadro normativo per favorire la diffusione del modello del Biogasfattobene® che contribuisce al contrasto della crisi climatica. Nel 2020 il Consorzio ha lanciato il progetto “Farming for Future – 10 azioni per coltivare il futuro” dedicato alla transizione agroecologica dell’agricoltura. Attualmente il CIB conta oltre 1000 aziende associate e quasi 500 MW di capacità installata. Per maggiori informazioni: www.consorziobiogas.it – https://farmingforfuture.it
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Nuova deroga alla Natura nelle aree agricole: un contentino che farà male ad agricoltori, cittadini e clima.
CambiamoAgricolturahome“Esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione riguardo alla decisione presa dalla Commissione. Siamo fermamente convinti che la concessione di una deroga all’obbligo di mantenimento delle aree naturali non sia giustificata dalle condizioni di mercato, o da altra razionale ragione tecnica o economica, e che danneggerà gravemente gli ecosistemi. Va inoltre contro la stabilità normativa richiesta dagli agricoltori, introducendo incertezza che potrebbe ostacolare la redditività a breve e a lungo termine.”
Commentano così le Associazioni della Coalizione Italiana CambiamoAgricoltura, unendosi a numerose associazioni europee, la decisione di ieri della Commissione Europea di un ulteriore anno di deroga alla BCAA 8, ossia la norma sulla condizionalità del regolamento della Politica Agricola Comune che prevedeva il mantenimento di un minimo di 4% di aree agricole destinate alla natura. Le associazioni della Coalizione, pur riconoscendo le sfide che il settore agricolo deve affrontare, esacerbate dal conflitto in corso in Ucraina e dalla crisi climatica, credono fermamente che la deroga proposta non sia una vera soluzione, ma piuttosto un capro espiatorio. L’utilizzo di aree non produttive per aumentare la produzione in un mercato già saturo non migliorerà il reddito degli agricoltori e probabilmente causerà un ulteriore calo dei prezzi. Inoltre, la distruzione di elementi paesaggistici ad alta diversità biologica aumenterà la dipendenza degli agricoltori da input esterni come fertilizzanti e pesticidi chimici, aumentando la vulnerabilità delle aziende agricole a inondazioni, siccità ed erosione del suolo ed aggravando la loro precaria situazione economica.
L’applicazione di deroghe alle norme della PAC senza una giustificazione ragionevole e una valutazione d’impatto rappresenta un nuovo passo indietro sulla lotta alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici e mina la credibilità della Commissione, soprattutto se si considera che il commissario Wojciechowski, nel suo discorso ai ministri dell’agricoltura durante il Consiglio AGRIFISH del novembre 2023, ha presentato solide argomentazioni contro la deroga. L’improvviso cambiamento di posizione appare una risposta ideologica alle proteste di una parte del mondo agricolo, priva di una chiara giustificazione e che suscita preoccupazione per le motivazioni alla base di questo cambiamento inaspettato.
Le associazioni esortano la Commissione a evitare qualsiasi ulteriore indebolimento delle regole della PAC, ribadendo che tali azioni impediranno la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente; la invitano altresì ad aprire un serio dibattito sulle reali cause del disagio degli agricoltori, che non vanno certo cercate nella protezione dell’ambiente e nella lotta ai cambiamenti climatici, ma in un sistema alimentare ingiusto, espressione degli interessi delle grandi corporazioni agroindustriali (chimiche, meccaniche, sementiere, della trasformazione alimentare), che penalizza chi produce e chi consuma.
“In questi giorni di proteste capiamo e sosteniamo la richiesta degli agricoltori di vedere a loro riconosciuta una giusta remunerazione in una filiera agroalimentare oggi dominata dagli attori agroindustriali e della grande distribuzione, attraverso politiche agricole che assicurino una più equa remunerazione del lavoro agricolo e riconoscano la centralità dei produttori. Diciamo però un netto no alla strumentalità con cui viene scaricato sul Green Deal europeo il disagio del mondo agricolo. Crediamo fermamente che gli obiettivi produttivi e di conservazione dell’equilibrio degli agroecosistemi debbono andare di pari passo, perché senza natura non c’è futuro per l’agricoltura” concludono le associazioni.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.








