Evoluzione del mercato bio, l’etichettatura di sostenibilità: tra i temi al centro dell’agenda Being Organic in Eu* a Biofach 2023.

Presentato anche il Rapporto di Lampkin e Padel: con il 25 % di terreni bio si eliminerebbero 68 milioni di tonnellate di CO2 l’anno

Nato con l’obiettivo di promuovere la cultura del biologico europeo, il progetto “Being Organici in Eu”* è stato protagonista a Biofach, dove è stato presentato il “Rapporto sul miglioramento degli impatti ambientali, economici e sociali legati al raggiungimento del 25% di suolo agricolo biologico entro il 2030”, come previsto dalla Strategia Farm To Fork. Significativi i numeri dello studio che evidenziano una contrazione del 15% delle emissioni totali di gas serra mentre la biodiversità aumenterebbe del 30%.

Bologna, 28 febbraio 2023 – Un’opportunità di confronto e dialogo preziosa quella che si è determinata a Biofach 2023, grazie a una serie di iniziative realizzate nell’ambito di “Being Organic in Eu” risultato della collaborazione tra FederBio, Naturland e IFOAM OE, che si sono concentrate su temi cruciali per il mondo del bio. Nella sessione “European organic market developments**”, il confronto si è focalizzato sugli sviluppi del mercato biologico dell’Ue che vede una domanda in rallentamento che si posiziona sui trend pre-Covid, periodo nel quale invece si era verificata una accelerazione della stessa. La sintesi emersa ha evidenziato il ruolo fondamentale della comunicazione, anche realizzata in sinergia tra gli operatori del mondo del bio, considerata una leva essenziale da rafforzare per informare i consumatori e permettere loro di conoscere tutti i valori sottesi a una scelta bio.

Tutti i relatori della sessione hanno concordato sull’importanza della condivisione delle esperienze internazionali, resa possibile dai progetti promozionali dell’Ue, come Being Organic in EU. Altro momento di rilievo è stata l’iniziativa “Networking Reception**” durante la quale Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe, Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio e Marco Schlüter, head of Strategy & International Naturland, hanno presentato gli obiettivi e le attività del progetto “Being Organic in Eu”. La reception ha rappresentato una preziosa occasione per
favorire la relazione e la socializzazione tra i diversi operatori del mondo bio, oltre che per evidenziare l’importanza delle campagne promozionali dell’Ue per gli stakeholder del biologico e per il futuro del settore. Ospite della sessione è stato Jorge Pinto Antunes, Vice Capo di Gabinetto del Commissario europeo all’Agricoltura, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno dei partner del progetto evidenziando la necessità di utilizzare di più e al meglio le risorse per la promozione dei prodotti biologici messa a disposizione dalla Commissione in un momento in cui è necessario puntare al consolidamento e alla crescita del mercato dei prodotti biologici europei.

La network reception è stata preceduta dal “Policy Day event” di IFOAM OE – durante il quale è divulgato l’interessante il Rapporto “Study on the environmental impacts of achieving 25% organic land by 2030 published” di Nicolas Lampkin and Katrin Padel che ha tratteggiato il quadro degli impatti positivi – in termini di benefici ambientali, mitigazione dei cambiamenti climatici, riduzione dell’inquinamento da azoto e miglioramento della biodiversità – che si determinerebbe con il raggiungimento della quota del 25% di terreni agricoli biologici nell’Ue. Per esempio, le emissioni totali di gas serra sarebbero ridotte fino a 68 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, vi sarebbe una contrazione de 15% delle emissioni totali di gas serra dell’agricoltura dell’UE-27, la biodiversità aumenterebbe del 30% su terreni agricoli biologici rispetto a quelli senza agricoltura biologica. Lo studio evidenzia, inoltre, che la conversione al biologico determinerebbe la riduzione del 90-95% dell’uso dei pesticidi, consentendo così di raggiungere un altro obiettivo ambizioso della strategia Farm to Fork: la diminuzione del 50% del rischio e dell’utilizzo dei pesticidi chimici entro il 2030. Il Rapporto di Lampkin e Padel rappresenta dunque una chiara attestazione dei benefici ambientali, sociali ed economici che l’agricoltura biologica può produrre con il raggiungimento del 25% di terreni agricoli biologici. Per centrare questi traguardi diventano, però, fondamentali progetti di
sensibilizzazione e promozione come Being Organic in Eu con l’obiettivo di supportare la strategia Farm to Fork e trasferire con chiarezza i benefici che il biologico comporta per la salute e l’ambiente. Per leggere lo studio completo: https://bit.ly/3Zauq4Q.

Un ulteriore tema di rilievo, affrontato nel convegno Sustainability labelling & the Planet-score: what is at stake?**, è stato quello dell’etichettatura di sostenibilità, fondamentale per tutti gli operatori del biologico e decisiva anche per supportare la domanda del settore. Dal confronto è emerso un approccio critico verso l’attuale metodologia che caratterizza le etichette basata sull’LCA (Life Cycle Assessment) che non si presta efficacemente a valutare l’impatto ambientale dei prodotti agroalimentari e potrebbe favorire sistemi di produzione intensivi piuttosto che metodi di agricoltura sostenibili, come appunto quello biologico. Tra le alternative possibili è stata presentata PlanetScore, utilizzata in Francia, che pur integrando i criteri PEF (Product Environmental Footprint) propri del metodo LCA, considera altre esternalità che la rendono un’etichetta più completa, anche in funzione del raggiungimento degli obiettivi del Green Deal dell’Ue e della strategia Farm to Fork.

“I dati del Rapporto sugli impatti ambientali al raggiungimento del 25% di superficie bio entro il 2030 rappresentano un’importante analisi di tutti gli impatti positivi dal punto di vista ambientale, sociale ed economico che si andrebbero a determinare grazie all’affermazione su larga scala del modello biologico – ha commentato Paolo Carnemolla Segretario Generale FederBio –. È confermato un significativo miglioramento della biodiversità, dell’inquinamento da azoto e da uso di pesticidi e una concreta mitigazione del cambiamento climatico, sempre più urgente date le calamità che ci colpiscono con sempre maggior frequenza. Come richiamato in più sessioni di lavoro nel corso di questa edizione di Biofach, è fondamentale investire in progetti di comunicazione e promozione, come Being Organic in Eu, in grado di creare solide sinergie tra gli operatori del settore e dare vita ad attività di sensibilizzazione, formazione ed educazione alimentare verso i cittadini a sostegno della domanda di prodotti biologici”.

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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FederBio: tolleranza zero per chi froda nel biologico

Bologna, 01 marzo 2023 – Da sempre a fianco delle forze dell’ordine per combattere le truffe nel biologico, FederBio ringrazia la Procura di Santa Maria Capua Vetere, gli investigatori della Guardia di Finanza e dell’ICQRF del MASAF per la recente operazione che ha consentito di scoprire una rilevante frode nella commercializzazione di prodotti falsamente dichiarati biologici.

L’indagine comprende note aziende, al momento sono sette le persone indagate, per cui sono scattate le misure cautelari. Otto le realtà coinvolte con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al falso ideologico e alla frode aggravata.

La più importante organizzazione del biologico italiano sottolinea che, se confermata, l’inchiesta può consentire di fare pulizia in comparti agroalimentari tipici del Made in Italy come le conserve a base di pomodoro e le mandorle.

Da anni FederBio è parte attiva nel segnalare alle Autorità competenti situazioni a rischio frode, in particolare in alcuni comparti e territori critici come quelli che sono stati oggetto delle indagini da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. La Federazione propone, inoltre, soluzioni concrete per migliorare il sistema dei controlli che integrano le moderne tecnologie digitali per garantire un monitoraggio, preciso e in tempo reale, delle tecniche di produzione e una vera tracciabilità anche nel caso di filiere complesse.

“In questa delicata situazione congiunturale, in cui anche il mercato dei prodotti biologici risente delle difficoltà delle famiglie italiane è ancora più importante garantire la massima trasparenza e rassicurare i consumatori sul rigore con cui vengono scoperti e perseguiti coloro che frodano – sottolinea Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio -. Episodi come questi nel casertano costituiscono un grave danno di concorrenza sleale per tutti i produttori biologici onesti, pregiudicando anche i cittadini che scelgono un’alimentazione sostenibile a base di prodotti bio. Recentemente abbiamo sollecitato il Governo affinché dia attuazione alla delega sulla riforma del sistema di certificazione dei prodotti biologici, e questa indagine dimostra come non ci sia più tempo da perdere”.

FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.

La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

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A Bologna la carica dei vignaioli bio: parte ‘Slow wine fair’

Via alla kermesse con oltre 3.000 etichette, nel segno della sostenibilità.

A Bologna si fa sentire la carica dei produttori di vino “buono, pulito e giusto”, con l’apertura della manifestazione “Slow wine fair”. 750 aziende per oltre 3.000 etichette da 21 paesi, dalla Cina all’Argentina, per la kermesse, promossa da BolognaFiere e Sana con la direzione artistica di Slow food, che da oggi a martedì attendono in degustazione un pubblico di appassionati, buyer e professionisti, che avrà la possibilità di scoprire vini frutto di un’agricoltura sostenibile oltre a una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori. Un’occasione di conoscenza e approfondimento tra assaggi, masterclass e conferenze, per un settore coeso e sempre più in fermento, che giunge alla seconda edizione con numeri sempre più alti, e la novità quest’anno della Fiera dell’Amaro.

“Abbiamo bisogno di una produzione alimentare e vitivinicola che ci garantisca un futuro buono, pulito e giusto, piuttosto che inficiarlo- sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow food Italia, al convegno di apertura- qui a BolognaFiere ci sono centinaia di produttrici e produttori della Slow Wine Coalition che condividono riflessioni approfondite e oneste sul vino e che stanno già facendo un percorso di tutela della biodiversità, di salvaguardia della fertilità del suolo, con un un altissimo senso di responsabilità verso il territorio e il paesaggio

Le fa eco Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, che ribadisce “quanto importanti siano le fiere per il comparto agroalimentare anche in questo 2023, come riscontriamo dalla presenza significativa di espositori e visitatori. Le fiere supportano chi produce in una logica di distretti territoriali, ma rappresentano anche un’occasione per riflettere, definire strategie e confrontarsi con chi mette in cantiere nuove regole per il settore”. Infatti, il numero uno dell’expo bolognese ricorda che sulla scia di questo approccio a Bologna Fiere ci sono Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, Marca, l’unica fiera italiana dedicata alla marca commerciale, e il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a novembre. “Un calendario che dimostra come la fiera sia sempre più un luogo in cui si può ragionare in termini di sostenibilità, con una grande attenzione al locale e al nazionale, e al contempo una forte apertura all’export e all’internazionalità”, ribadisce Calzolari.

Tra i relatori all’evento che ha dato il via alla manifestazione ci sono anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi, che ha sottolineato come la Slow Wine Fair metta al centro il processo produttivo e le sue ricadute sull’ambiente e il lavoro, e l’assessore all’Agricoltura e Agroalimentare del Comune di Bologna, Daniele Ara, che ha evidenziato come la manifestazione si inserisca nel percorso che la città sta facendo sulle food policy per formare i cittadini e in particolare le nuove generazioni. Tra i partner, Brunella Saccone, direttrice agroalimentare e vini Agenzia Ice, che ha messo in evidenza l’interesse dei buyer internazionali, in particolare da Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Cina verso il biologico, e Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, che ha ricordato la battaglia dei produttori biologici affinché sia chi produce utilizzando chimica di sintesi a preoccuparsi di non danneggiare chi invece opera nel rispetto della salute dell’ambiente e delle persone. […]

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TESTATA: Dire
AUTORE: Davide Landi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 febbraio 2023



FederBio si unisce al cordoglio per la scomparsa di Pietro Campus, figura fondamentale per la storia del biologico

Bologna, 23 febbraio 2023 – FederBio ricorda Pietro Campus, tra i protagonisti della nascita del movimento biologico e attuale Presidente di ICEA, organismo di certificazione fra i soci fondatori di FederBio.

Si è spento dopo una lunga malattia, l’allevatore e agronomo sardo, tra i pionieri del biologico, che ha iniziato a praticare nell’azienda di famiglia in provincia di Sassari prima ancora che venisse pubblicato il primo Regolamento di agricoltura biologica nel 1991.

Campus ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo della zootecnia biologica in ambito AIAB da cui è nata successivamente ICEA, tra i più importanti organismi per la certificazione etica ed ambientale in Italia e in Europa, di cui è stato Presidente negli anni più recenti.

“Con Pietro Campus ho condiviso gli anni del mio impegno in AIAB e il percorso, per niente facile, dell’applicazione della prima normativa europea sulla zootecnia biologica. Ci siamo poi ritrovati in FederBio a lavorare insieme per un sistema di certificazione più rigoroso e trasparente. Era anzitutto un allevatore che amava il suo lavoro e la sua terra, di poche parole ma determinato e leale, è stato un combattente mai domo anche negli anni della malattia. Con lui tutto il biologico italiano perde un protagonista della sua storia e un punto di riferimento importante”, ha ricordato Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio.

FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.

La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

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Biologico, confermato trend positivo dall’ultimo report mondiale

In tutto il mondo crescono superfici agricole coltivate a biologico e produttori, ma serve una spinta ai consumi verso la transizione agroalimentare.

Il 2021 è stato un altro anno positivo per l’agricoltura biologica globale: lo raccontano i dati raccolti in 191 paesi del mondo dal 24esimo report The world of organic agriculture 2023 curato dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica Fibl in collaborazione con Ifoam, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale, e presentato a Biofach, la più grande fiera mondiale di alimenti e agricoltura biologica che si svolge ogni anno a febbraio Norimberga, in Germania.

Il biologico nel mondo

Crescono le vendite di alimenti biologici, le superfici coltivate a bio, il numero di produttori che utilizzano questo metodo: nei Paesi analizzati più di 76 milioni di ettari di terreno agricolo (+1,7 per cento sul 2020) sono gestiti in modo biologico da almeno 3,7 milioni di agricoltori (+4,9 per cento rispetto al 2020; In 20 paesi – nuovo record – il 10 per cento o più dei terreni agricoli è biologico con la percentuale massima in Liechtenstein (40,2 per cento). Le vendite globali di alimenti e bevande biologici hanno raggiunto quasi 125 miliardi di euro nel 2021 (nel 2020 erano 120 miliardi) con il mercato unico più grande è rappresentato dagli Stati Uniti (39 per cento del mercato globale), seguiti dall’Unione Europea (37 per cento).

Superficie agricola e produttori: i numeri del biologico in Europa

Nel 2021, in Europa, altri 0,8 milioni di ettari sono stati convertiti al biologico, +4,4 per cento rispetto al 2020, portando la superficie agricola europea coltivata a bio a 17,8 milioni di ettari (nell’Unione europea 15,6 milioni di ettari). Su questo specifico parametro, l’Italia si posiziona al terzo posto con i suoi 2,2 milioni di ettari: prima del nostro Paese, la Francia con quasi 2,8 milioni di ettari, seguita dalla Spagna con 2,6 milioni. Nel 2021, complessivamente, i terreni agricoli biologici in Europa costituivano il 3,6 per cento del totale dei terreni agricoli (9,6 per cento all’interno del perimetro dell’Unione Europea). L’Italia è al primo posto per quanto riguarda il numero dei produttori bio con oltre 75mila operatori sui 440mila attivi in Europa.

Bio: consumi europei rallentati 

Sul fronte dei consumi, nel 2021, il mercato europeo del biologico è cresciuto di quasi il 4 per cento, raggiungendo i 54,5 miliardi di euro. La spesa media per i prodotti bio è stata di 65,7 euro per persona, registrando un sostanziale raddoppio nel decennio 2012-2021. Le vendite 2021, tuttavia, hanno subito un rallentamento, evidenziando un incremento del 3,8 per cento, molto inferiore rispetto al +15 per cento registrato l’anno precedente, a causa dell’inflazione e delle preoccupazioni per la sicurezza alimentare in termini di approvvigionamento tra conflitti bellici e crisi climatica. 

“Il quadro generale del settore è positivo – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – ma non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a lavorare insieme per fare del biologico il paradigma di riferimento per una transizione del modello agricolo fondata su criteri sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale, soprattutto in questa fase nella quale i consumi anche a livello europeo hanno registrato una decelerazione. In particolare, in Italia, dobbiamo intensificare gli sforzi per rafforzare i primati che abbiamo conquistato nel settore e, primariamente, stimolare con azioni coordinate ed efficaci i consumi interni”. Secondo la presidente, solo attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini sul valore del bio si potrà incentivare ulteriormente la crescita del settore e raggiungere i traguardi fissati anche in ambito europeo. […]

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TESTATA: Lifegate
AUTORE: Carlotta Garancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 febbraio 2023



FederBio e AssoBio: dall’incontro con Sottosegretario Masaf Luigi D’Eramo un sostegno concreto allo sviluppo del bio

Bologna, 22 febbraio 2023 – L’impegno ad attivare una collaborazione costruttiva per favorire la crescita del biologico. Questo, in sintesi, quanto emerso durante l’incontro tenutosi al Masaf tra FederBio, AssoBio e il Sottosegretario con delega al settore, Luigi D’Eramo.

Dopo la storica approvazione della legge sul bio, con l’imminente attivazione del Piano Strategico Nazionale della PAC, del PNRR e del fondo a sostegno del biologico, il colloquio è stata l’occasione per fare il punto sul settore e avviare sinergie tra le organizzazioni del bio e i rappresentanti del Governo. Tra le tematiche al centro dell’incontro, il Piano d’azione del bio, fondamentale per impostare una strategia a sostegno sia della produzione che dei consumi, e l’attivazione del marchio Made in Italy Bio, che rappresenta un supporto concreto per l’export di prodotti bio italiani, che sta crescendo in maniera esponenziale.

Durante il colloquio si è parlato, inoltre, della possibilità di avviare campagne di comunicazione e formazione finalizzate a incentivare i consumi interni, di ricerca e innovazione a supporto delle imprese che hanno scelto il metodo biologico e della semplificazione burocratica per garantire la trasparenza del settore attraverso un sistema di controlli più tempestivo ed efficiente. È stato trattato anche il tema dell’interprofessionalità, approccio già acquisito da FederBio grazie alla sua natura associativa. Da parte sua il sottosegretario D’Eramo ha garantito la massima disponibilità a portare avanti un confronto continuo con tutti gli attori del settore così da poter definire e attuare insieme le politiche e le iniziative migliori per un comparto in cui l’Italia è leader in Europa e non solo, e che può crescere ancora molto.

“Siamo decisamente soddisfatti per l’apertura e la grande disponibilità a sostenere il settore emerse durante l’incontro con il Sottosegretario – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio -. D’Eramo ha condiviso la consapevolezza che, in questo momento decisivo per il biologico, servano azioni concrete e strategie compartecipate tra il Governo e le organizzazioni di settore.  Con il Piano Strategico Nazionale della PAC il nostro Paese si è dato l’obiettivo di raggiungere il 25% di superficie bio al 2027, adesso è prioritario andare avanti con il Piano d’Azione nazionale per favorire lo sviluppo del settore e cogliere tutte le opportunità che il biologico offre per la valorizzazione dei territori rurali, la ripresa economica e l’occupazione dei giovani. FederBio, come federazione a vocazione interprofessionale, è a disposizione per offrire massima collaborazione al Ministero e condividere tutto il nostro patrimonio di competenze, esperienze e professionalità per sostenere la transizione ecologica dell’agricoltura italiana e supportare le imprese che hanno scelto questo modello che tutela la salute delle persone e dell’ambiente”.

“AssoBio esprime piena soddisfazione per l’incontro avvenuto con il Sottosegretario Luigi D’Eramo – evidenzia Roberto Zanoni, Presidente AssoBio-. Apprezziamo molto la volontà politica di riunire le rappresentanze economiche in apposite sessioni di lavoro per la definizione di strategie e orientamenti a tutela del settore. Riteniamo determinante stimolare il consumo di alimenti bio attraverso adeguati investimenti in comunicazione; il rafforzamento della presenza del biologico nella ristorazione collettiva, in particolar modo quella sanitaria; la creazione di un Marchio che valorizzi la produzione biologica italiana presente nella nuova Legge sul bio; l’introduzione di un credito di imposta sui costi di certificazione per evitare che tale onere si riverberi su produttori, trasformatori e distributori, fino al prezzo finale. Infine, riteniamo fondamentale la creazione di una piattaforma di tracciabilità per garantire la massima trasparenza dal campo alla tavola. Questi i principali obiettivi esposti al Sottosegretario, rispetto ai quali il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare può assumere un ruolo decisivo. Ministero e Associazioni economiche possono rappresentare quel valore che, ognuno nel proprio ruolo, può restituire alla collettività in termini di conoscenza, competenza e opportunità.”

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Cimice asiatica, strategie per la difesa sostenibile

DOVE: 

"Sala 20 maggio" - Viale della Fiera

Bologna

QUANDO:

6 marzo 2023 - h. 9.30

Giovedì 6 marzo dalle ore 9.30 si svolgerà il convegno “Cimice asiatica, strategie per la difesa sostenibile”. 

Al convegno saranno presentati i progetti: Biovitamina, Contr-Halys e Vindicta. La partecipazione all’evento è gratuita ma è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://agri.regione.emilia-romagna.it/giasapp/agrievents/eventi/289/iscrizioneFrom.html

Al momento dell’iscrizione si potrà indicare se la partecipazione sarà in presenza oppure da remoto.


Biologico fa rima con vita: ecco perché – intervista a Maria Grazia Mammuccini

Il biologico fa parte della nostra vita quotidiana: è ormai diventato un termine di uso comune, noto a tutti, che campeggia sulle confezioni di molti prodotti che acquistiamo. Ma siamo sicuri di conoscerne davvero il significato? Abbiamo chiesto alla presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, di mettere a fuoco alcuni elementi chiave del tema, in attesa della conferenza online intitolata bio è vita, organizzata nell’ambito della seconda edizione della Slow Wine Fair, in programma alle 18 del 22 febbraio.

Che cosa significa che il biologico è vita?

Alla base del biologico c’è la cura della fertilità del suolo, la difesa degli organismi che lo abitano e lo rendono vivo: con la chimica ci siamo dimenticati che si possono sì ottenere risultati nell’immediato, ma che si compromette il futuro perché impoverendo il suolo della sostanza organica si pongono le basi per la sua desertificazione. Curare il suolo significa restituirgli, anno dopo anno, la sostanza organica che la pianta usa per produrre.

Quali vantaggi può dare il metodo biologico ai viticoltori?

Nutrire la terra invece di nutrire la pianta è sempre stato un punto centrale per tutta l’agricoltura, e lo è ancor di più per la viticoltura, dove si investe in impianti che devono durare per decine di anni. Oggi viviamo l’impatto del cambiamento climatico con conseguenze molto forti anche sul piano produttivo: studiare e conoscere le specificità del territorio e del microclima in cui si ha il vigneto, identificare gli aspetti che servono per condurre al meglio il proprio vigneto, assicura un vantaggio in termini anche produttivi. Ma non esiste un’unica soluzione, valida per tutti in tutto il mondo: l’approccio agroecologico si fonda sulla valutazione delle specificità territoriali.

Un approccio che ha benefici anche sulla salute… 

Certo: lavorare per la salute del pianeta significa lavorare per la salute nostra e delle future generazioni. Il benessere della terra e del vivente sono le due facce della stessa medaglia e la pandemia ce lo ha mostrato. Ricordo ancora che Papa Francesco disse: “Pensavamo di poter rimanere sani in un mondo malato”. Effettivamente questo non è possibile. E poi c’è un altro aspetto ancora… […]

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FONTE


TESTATA: Slow Wine
AUTORE: Marco Gritti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 febbraio 2023



Internalizzazione del Made in Italy. FOCUS GIAPPONE

DOVE: 

Streaming Online

QUANDO:

2 marzo 2023 - h. 9.30

Giovedì 2 marzo dalle ore 9.30 si svolgerà il webinar “Internazionalizzazione del BIO Made in Italy: Focus Giappone”.

L’evento rientra nel progetto ITA.BIO, la prima piattaforma del biologico Made In Italy con dati e informazioni utili per l’internazionalizzazione dei prodotti biologici italiani, promossa da FederBio Servizi Srl e ICE a cura di Nomisma. Scopri il programma al seguente link: https://ita.bio/focus-giappone/

È richiesta l’iscrizione al seguente link, la partecipazione è gratuita. 


Being Organic in Eu al centro di BIOFACH 2023

Uno spazio espositivo e l’organizzazione di talk di approfondimento per fare il punto sul ruolo strategico del biologico nel favorire e sostenere un sistema agroalimentare etico, salutare e resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico.

Bologna, 14 febbraio 2023 – Il progetto nato per comunicare e valorizzare le caratteristiche dell’agricoltura biologica sarà tra i protagonisti di Biofach, la manifestazione internazionale di riferimento per gli alimenti biologici, che si terrà a Norimberga dal 14 al 17 febbraio. Nell’area istituzionale (Halle 7A /7A-171) sarà possibile approfondire tutte le attività che la campagna di promozione sta attivando per promuovere il biologico europeo. Si tratta di iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

Being Organic in Eu sarà al centro di diversi incontri e iniziative, in particolare supporterà martedì 14 febbraio alle ore 12.15 il talk sugli sviluppi del mercato biologico europeo. Si tratta di un confronto costruttivo sull’andamento del biologico, che analizzerà le sfide e le opportunità del settore tese a incrementare il consumo di alimenti e prodotti biologici. La sessione si concentrerà sui mercati italiano, tedesco e includerà l’esperienza della Francia, attraverso l’intervento di relatori di FederBio, Naturland e Agence Bio.

Alle 18, “Being Organic in Eu” invita a un’iniziativa di networking con degustazione, durante la quale i coordinatori, FederBio e Naturland, presenteranno gli obiettivi e le attività del progetto. Alla autorevole presenza di Jorge Pinto Antunes, Vice Capo di Gabinetto del Commissario europeo all’Agricoltura, e di altri esponenti della Direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, durante l’incontro saranno presentate le attività tese a incrementare la conoscenza e la consapevolezza dell’agricoltura biologica e la riconoscibilità del logo biologico europeo. Da non perdere mercoledì 15 febbraio, alle 11, la conferenza stampa “Being Organic in Eu” sul ruolo dell’agricoltura biologica in Europa e sullo scenario evolutivo del mercato in Italia, cui parteciperanno Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio, Markus Fadl, Portavoce Naturland, Joanna Wierzbicka, Vicedirettore di IFOAM Organic Europe, Domenico Lunghi, Direttore di BolognaFiere e Claudia Castello, Exhibition Manager di SANA.

Gli appuntamenti del progetto “Being Organic in Eu” proseguiranno, giovedì 16 febbraio alle ore 10, con il Brunch di Naturland “L’Europa ama il biologico, anche sott’acqua”: (Halle 7A /(7A-760).  Alle 14, nella sala Shanghai, si parlerà di un tema di grande attualità nell’incontro dal titolo: “Etichettatura di sostenibilità e Planet-score: qual è la posta in gioco?”. Attualmente la metodologia considerata dalla Commissione europea per l’etichettatura di sostenibilità favorisce la produzione intensiva invece di sostenere la transizione verso sistemi alimentari sostenibili.

“Siamo in un momento strategico per il biologico, l’edizione di Biofach di quest’anno sarà quindi particolarmente importante per fare il punto sull’andamento del settore. “Being Organic in Eu” ha scelto di essere al centro di una vetrina autorevole come Biofach dove si analizzeranno, sfide e opportunità di sviluppo di un settore che vede l’Italia tra i Paesi leader in Europa con quasi 2,2 milioni di ettari coltivati a bio e un’incidenza sulla SAU nazionale del 17,4%, la più alta in Ue. Una presenza in linea con le finalità del progetto internazionale, risultato della collaborazione con Naturland e IFOAM OE, che punta a trasferire con chiarezza i benefici che il biologico comporta per la salute delle persone e dell’ambiente, ad aumentare la conoscenza e la riconoscibilità del logo dell’agricoltura biologica e a fare dell’alimentazione bio il nuovo stile di vita dei consumatori europei”, ha commentato Paolo Carnemolla Segretario Generale FederBio.

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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