Mammuccini presidente FederBio. I complimenti di Battistoni
BattistonifederbiohomeMammucciniMiPAAF(ANSA) – Roma, 21 Luglio
Maria Grazia Mammuccini è stata rieletta presidente di FederBio. Dal Mipaaf il sottosegretario alle Politiche agricole, con delega al biologico, Francesco Battistoni esprime in una nota “i più sinceri auguri di buon lavoro e i complimenti al presidente Maria Grazia Mammuccini per la rielezione alla guida di FederBio, ed alla sua squadra”.
“Insieme con il presidente Mammuccini – continua il sottosegretario al Mipaaf – abbiamo condiviso tante iniziative in favore del comparto biologico come la Legge sul Biologico, le linee di intervento riservate al Piano di Azione Nazionale sul bio e tanti altri momenti di confronto e di analisi che hanno reso la filiera sempre più forte e proiettata nel raggiungimento degli obiettivi europei della nuova Pac. L’agricoltura biologica – conclude Battistoni – ha bisogno di poter contare su dirigenti preparati che sappiano favorire e migliorare la crescita del settore, e la rielezione del presidente Mammuccini va proprio nella direzione di favorire una continuità progettuale di cui il settore bio ha bisogno”.
FONTE
ANSA
FederBio, timori per l’attuazione della Legge sul biologico in seguito alla crisi di Governo
federbiohomelegge sul bioMammucciniAppena rinnovata alla presidenza di Maria Grazia Mammuccini. In programma l’impegno per favorire un ricambio generazionale nella Federazione, sostenere una crescita stabile dei consumi del biologico made in Italy, perseguire la politica del giusto prezzo
Rieletta all’unanimità alla presidenza di FederBio Maria Grazia Mammuccini, dal 2015 membro dell’ufficio di presidenza della Federazione e già presidente nell’ultimo triennio. Tra le priorità del suo mandato, subito annunciate, l’impegno per favorire un ricambio generazionale, valorizzando il ruolo dei giovani e rafforzando la presenza femminile. Ma le questioni urgenti si pongono fin da subito, già il giorno successivo alla sua rielezione.
“La nostra reazione a questa crisi di Governo è di grande sconcerto, come per tutti i sistemi economici. Dopo l’approvazione storica della Legge sul biologico, attesa per oltre 15 anni e 3 legislature, abbiamo avviato un percorso positivo e molto costruttivo con il Governo. Questa crisi apre uno scenario di grande incertezza che, in un momento particolarmente complicato come quello attuale, lascia presagire il sorgere di gravi criticità”.
Il settore, dopo l’approvazione della Legge sul biologico, attendeva l’attuazione dei punti previsti nella normativa, come l’istituzione dei distretti biologici e l’introduzione del marchio made in Italy bio.
“Soprattutto – prosegue Mammuccini – diventa cruciale la stesura del Piano d’Azione Nazionale sul Biologico, la cui approvazione è prevista dalla legge in tempi molto stretti e al quale con il sottosegretario Battistoni stavamo lavorando in maniera positiva”. Il Piano è importante anche per rispondere alle osservazioni della Commissione Ue sul Piano strategico nazionale della Pac, che punta ad arrivare al 25% di superficie coltivata a biologico entro il 2027. “La Commissione ha valutato positivamente questo target ma chiede quali azioni concrete verranno introdotte per raggiungere gli obiettivi di aumentare da un lato la produzione e dall’altro i consumi di prodotti biologici”. Altro tema sul tavolo è la siccità che colpisce duramente gli agricoltori. “Territori e produzioni sono a forte rischio. Il biologico si sta comunque dimostrando più resiliente nel mantenere e incrementare la sostanza organica nel suolo, rivelandosi fondamentale per creare le condizioni di contrasto al cambiamento climatico”, spiega Mammuccini. “Ritengo che sia importante creare nelle aziende, anche di piccole o medie dimensioni, sistemi che consentano di accumulare acqua nel momento in cui ce n’è in abbondanza, per poi servirsene nelle fasi di scarsità”.
Nello svolgimento del suo ruolo la presidente sarà affiancata dai vice Andrea Bertoldi, coordinatore della sezione Soci trasformatori e distributori, da Marco Paravicini per la biodinamica, dai consiglieri Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Bio, Rossella Bartolozzi, Aldo Cervi e Michele Monetta. Confermato Paolo Carnemolla nel ruolo di segretario generale. Tra le altre priorità strategiche in agenda, sostenere una crescita significativa e stabile dei consumi di prodotti biologici made in Italy, perseguire la politica del giusto prezzo, puntando a fare sistema nella filiera per un’adeguata remunerazione degli agricoltori e un giusto prezzo per i cittadini. Investire per una ricaduta economica e occupazionale durevole nel tempo, rafforzare la trasparenza del sistema attraverso piattaforme di tracciabilità e sviluppare servizi di supporto, consulenza tecnica e formazione per sostenere gli agricoltori nella conversione al biologico.
“In questo quadro si inserisce la nostra scelta di una governance rinnovata, espressione della base sociale, che vede per la prima volta anche l’impegno di Coldiretti Bio, per mettere a valore l’esperienza di FederBio come casa comune del biologico e biodinamico”, conclude Mammuccini.
FONTE
TESTATA: La Repubblica
AUTORE: Caterina Maconi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 luglio 2022
Maria Grazia Mammuccini rieletta Presidente di FederBio
federbiohomeMammucciniAd affiancarla un nuovo Ufficio di presidenza composto dai vice presidenti Andrea Bertoldi e Marco Paravicini e dai consiglieri Maria Letizia Gardoni, Rossella Bartolozzi, Aldo Cervi e Michele Monetta.
Bologna, 20 luglio 2022 – “Puntiamo a fare del biologico il protagonista della transizione ecologica dell’agricoltura italiana. Siamo in una fase di cambiamento che vede il passaggio del biologico da metodo agronomico a strumento di politica agricola”. Questa la prima dichiarazione di Maria Grazia Mammuccini rieletta all’unanimità Presidente di FederBio durante dell’Assemblea dei Soci che si è tenuta oggi a Bologna. Toscana, imprenditrice agricola, dal 2015 membro dell’Ufficio di Presidenza di FederBio e presidente FederBio nell’ultimo triennio, Maria Grazia Mammuccini ha annunciato che tra le priorità del suo mandato vi sarà un forte impegno per favorire un ricambio generazionale all’interno della Federazione, valorizzando il ruolo dei giovani e rafforzando ulteriormente la presenza femminile.
La Presidente sarà affiancata dai vice presidenti Andrea Bertoldi Coordinatore della Sezione soci trasformatori e distributori e Marco Paravicini dell’azienda Cascina Orsine per la biodinamica, dai consiglieri Maria Letizia Gardoni Presidente di Coldiretti Bio, Rossella Bartolozzi dell’azienda Probios, Aldo Cervi Coordinatore della Sezione soci Servizi e Michele Monetta Coordinatore di UPBio associazione di produttori agricoli Bio. È stato anche eletto il nuovo Consiglio Direttivo attraverso le designazioni delle assemblee di Sezione soci, con una ampia rappresentanza della base sociale e la presenza anche delle organizzazioni ANABIO CIA e ANAPROBIO COPAGRI a conferma e rafforzamento della vocazione interprofessionale e del ruolo unitario di FederBio.
La nuova struttura permette a FederBio di confermarsi la piattaforma più ampia di riferimento per la rappresentanza del biologico in Italia, in grado di gestire lo sviluppo delle relazioni con le istituzioni e le organizzazioni generaliste, le campagne di promozione in Italia e all’estero, le politiche di settore per l’internazionalizzazione, le azioni di informazione rivolte ai cittadini e i programmi di formazione e innovazione. È stato confermato nel ruolo di Segretario Generale Paolo Carnemolla. Si concretizza così il progetto organizzativo lanciato nel 2015 dall’assemblea dei soci di FederBio basato su tre pilastri: un’associazione di movimento rivolta alla società, un’organizzazione interprofessionale riconosciuta e una società di servizi avanzati a supporto del settore già costituita che è FederBio Servizi.
Le linee programmatiche dalla nuova Presidenza
Tra le priorità strategiche evidenziate nel documento di programma per la candidatura a presidente di Mammuccini:
- Sostenere una crescita significativa e stabile dei consumi di prodotti biologici Made in Italy.
- Perseguire la politica del giusto prezzo, puntando a fare sistema nella filiera per un’adeguata remunerazione degli agricoltori e un giusto prezzo per i cittadini.
- Riconoscere e sostenere la diffusione dei biodistretti che rappresentano una concreta opportunità di crescita del biologico.
- Investire per una ricaduta economica e occupazionale durevole nel tempo.
- Rafforzare la trasparenza del sistema attraverso piattaforme di tracciabilità.
- Sviluppare adeguati servizi di supporto, consulenza tecnica e formazione per sostenere gli agricoltori nella conversione al biologico e garantire investimenti strategici in ricerca e innovazione per l’agroecologia.
- Valorizzare la vocazione interprofessionale di FederBio anche in relazione a quanto previsto dalla legge L.23/2022 e dalla normativa Ue di riferimento per le Organizzazioni Interprofessionali.
- Consolidare FederBio come piattaforma unica di servizi qualificati per le organizzazioni e le imprese di settore
Il 2022 è l’anno di svolta per il biologico sia a livello europeo che nazionale. L’approvazione della legge sul bio, la scelta della politica italiana di arrivare al 25% di superficie convertita a biologico entro il 2027 insieme agli ingenti investimenti stanziati per il biologico nel PNRR, nel Piano Strategico Nazionale della PAC e nel Fondo per il bio, tracciano uno scenario particolarmente sfidante sia per FederBio che per tutto il settore.
“In questo quadro si inserisce la nostra scelta di una governance rinnovata, espressione della base sociale, che vede per la prima volta anche l’impegno di Coldiretti Bio, per mettere a valore l’esperienza di FederBio come casa comune del biologico e biodinamico. In questo modo, sono certa, riusciremo a rispondere con competenza e determinazione alle sfide e agli appuntamenti fondamentali che ci aspettano, come la chiusura della programmazione della PAC e il Piano d’azione per il bio che condizioneranno le politiche del biologico di fatto fino al 2030. Ho accettato un nuovo mandato con l’obiettivo di incentivare un ricambio generazionale del gruppo dirigente con una sempre maggior presenza femminile, cogliendo le nuove opportunità per consolidare la solidità e l’ambito delle attività del sistema FederBio. Sarà poi strategico rendere ancora più inclusivo il Comitato Tecnico, con una valorizzazione della componente tecnica e delle imprese, per adeguarlo a un contesto caratterizzato dalle emergenze climatica, energetica e dei mercati per fare del biologico il protagonista della transizione ecologica dell’agricoltura italiana. La mia continuerà ad essere una presidenza inclusiva e di dialogo. Ritengo, infatti, fondamentale proseguire il confronto costruttivo con tutte le componenti dell’agricoltura italiana, con il mondo scientifico e accademico, considerando che le innovazioni del biologico, come ad esempio il biocontrollo, possono essere utilizzate anche dall’agricoltura convenzionale per raggiungere gli obiettivi della Farm to Fork del Green Deal europeo”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
FederBio (www.feder.bio.) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
Pomodoro biologico da industria: maggiore sostenibilità con la pacciamatura biodegradabile
AssobioplastichebiotelifederbioFederBio ServizihomeLa pacciamatura è l’operazione agricola che permette di ridurre la competizione delle infestanti sulle colture, preservando l’acqua nel suolo e migliorando la fase di attecchimento nei trapianti precoci. Questa pratica si attua con l’utilizzo di teli pacciamanti. Tuttavia la maggior parte di questi teli è di origine non rinnovabile e non è biodegradabile: sono generalmente in polietilene (LDPE).
Ad oggi solo il 28% di rifiuto plastico agricolo è riciclato. Le agro-plastiche, infatti, sono generalmente molto sporche di suolo e residui organici: per la pacciamatura fino al 67% del peso iniziale del telo è contaminazione da suolo. Ci sono poi applicazioni plastiche, come clips e fili, più difficili da rimuovere dal terreno al termine dell’uso: si stima che circa il 15% di questa plastica venga bruciata in campo*.
È possibile ridurre l’impatto della plastica nei campi?
Nel 2019 FederBio, la Federazione nazionale che da 27 anni tutela e favorisce lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica, Assobioplastiche, l’associazione che riunisce produttori e trasformatori di materiali biodegradabili e compostabili, con il supporto di FederBio Servizi, hanno avviato una partnership per validare, attraverso una sperimentazione triennale, l’impiego nelle coltivazioni biologiche di pacciamature biodegradabili conformi allo standard europeo (EN 17033:2018) e con incrementata rinnovabilità.
Le sperimentazioni si sono concentrate sulla coltivazione biologica del pomodoro da industria, per le caratteristiche della coltura e per la necessità, in biologico, di avere un efficiente controllo delle infestanti. L’impiego dei teli pacciamanti biodegradabili ad alta percentuale di rinnovabilità, oltre ad un ruolo più che significativo nella riduzione dell’uso di fonti fossili, consente di preservare la produttività potenziale della coltura, migliorando la qualità dei frutti e permettendone la raccolta meccanizzata. Tutto ciò rafforza l’impegno nel perseguire obiettivi di sostenibilità sotto tutti i punti di vista, da quello ambientale a quello economico, con impatti positivi anche sulle condizioni lavorative. Infatti, le operazioni di stesura dei teli e le attività di trapianto delle plantule sono completamente meccanizzate e consolidate. I teli pacciamanti biodegradabili consentono anche la raccolta meccanica (che non è possibile con i teli in polietilene). Infine, i teli biodegradabili si degradano completamente nel suolo per azione dei microrganismi presenti: indispensabile è la certificazione secondo lo standard europeo EN 17033:2018.
Le aziende socie di Assobioplastiche che hanno reso possibile raggiungere questi risultati di eccellenza sono Basf e Novamont, che partecipano al progetto sin dal 2019, affiancate nel 2022 da Sirmax-Microtec. Fondamentale è stata la collaborazione e l’esperienza di FederBio Servizi, dei corsi di Agraria dell’Università di Salerno e dell’Azienda agraria Stuard, partner del progetto sin dal suo concepimento, e dell’azienda agricola Colla che nel 2022 ha partecipato attivamente alle attività.
Le loro testimonianze e i risultati di questi anni di sperimentazione verranno presentati nel corso di una “Fiera in campo” il 26 Luglio 2022 presso l’Azienda Stuard (Strada Madonna dell’Aiuto, 7/a, San Pancrazio – Parma) a partire dalle ore 9.oo. Scarica il programma con il form di iscrizione, l’evento è gratuito.
Applicazione di metodi innovativi per la tracciabilità dei prodotti da agricoltura biologica: il progetto INNOVABIO
BiofachCreafederbioDOVE:
BioFach 2022 Sala Singapore
QUANDO:
28 luglio 2022 ore 15.00
InnovaBio Conference – BioFach 2022 (Sala Singapore) 28 luglio 2022 h. 15.00—16.00
Nell’ambito del progetto InnovaBio si terrà il 28 luglio la conferenza su: “Applicazione di metodi innovativi per la tracciabilità dei prodotti da agricoltura biologica: il progetto INNOVABIO” presso la Sala Singapore a BioFach 2022. È stato dimostrato che la differenza nelle pratiche di fertilizzazione tra agricoltura biologica e convenzionale può influenzare la distribuzione isotopica di alcuni elementi presenti in frutta e verdura, in particolare l’azoto. Il progetto mira a sviluppare un sistema di analisi che porti a distinguere i fertilizzanti utilizzati nella produzione biologica, se di origine organica (ammessi da disciplinare) o di origine sintetica. Le colture studiate sono tra le più rappresentative dell’orticoltura italiana:
- pomodori datterini in serra;
- finocchi in pieno campo;
- cavolfiori in pieno campo.
Le informazioni ottenute contribuiranno a definire un sistema di “tracciabilità” dei prodotti orticoli biologici, un passo fondamentale per il trasferimento dei dati tra le varie parti della filiera e per minimizzare i rischi derivati dal comportamento scorretto di alcuni operatori. È possibile seguire la conferenza anche da remoto previa iscrizione. Scarica il programma della giornata per tutte le informazioni.
Il progetto INNOVABIO è coordinato dal CREA – Centro di ricerca in Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura di Acireale. I partecipanti sono:
- CREA di Monsampolo del Tronto – Centro di ricerca Centro di Ricerca per le Colture Orticole e Ornamentali
- CREA – Centro di Ricerca per l’Agricoltura e l’Ambiente di Ambiente di Roma e Bari
- Fondazione Edmund Mach
- FederBio – Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica
Appello ai ministri Speranza e Patuanelli: sostenete la riduzione dei pesticidi e aiutateci a monitorare la contaminazione delle persone
CambiamoAgricolturaCheckUpPesticidiFarm To ForkfederbiohomeStefano PatuanelliCAMPAGNA EUROPEA “CHECK UP PESTICIDI”
La Coalizione #CambiamoAgricoltura invita i Ministri della Salute e delle Politiche Agricole, competenti sul tema pesticidi, a sottoporre ad analisi un campione dei loro capelli aderendo alla campagna europea “Check Up Pesticidi”, a cui possono partecipare anche tutti i cittadini.
Roma, 13 luglio 2022
“Inviate un campione dei Vostri capelli per verificare la presenza di pesticidi e dimostrare la Vostra attenzione e sensibilità sul tema della contaminazione umana dalle sostanze chimiche di sintesi utilizzate in agricoltura”, è questo l’invito che i Presidenti delle Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno rivolto attraverso una lettera ai Ministri della Salute, Roberto Speranza, e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli.
Insieme alla lettera è stato recapitato ai due Ministri il kit per l’invio del campione dei loro capelli al laboratorio accreditato in Francia che effettuerà le analisi per tutti i paesi europei coinvolti nella campagna “Check Up Pesticidi” per la ricerca di 30 diversi pesticidi tra i più utilizzati in agricoltura (diserbanti, insetticidi, fungicidi), aderendo così all’iniziativa promossa a livello europeo dell’alleanza “Good Food Good Farming”.
La Campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Check Up Pesticidi” nasce per mostrare, attraverso l’analisi dei capelli di alcune centinaia di cittadini europei, come i pesticidi siano diffusi nell’ambiente e stanno contaminando l’organismo delle persone, con potenziali effetti negativi sulla salute. L’appello non è solo rivolto ai Ministri ma anche a tutti i cittadini, per l’ultimo rush finale della Campagna. Rimangono ancora 2 giorni per prenotare il kit di analisi al sito https://en.expozom.com/products/gfgf-pesticides-checkup-italia#23136679 Altre iniziative saranno previste nel mese di attivazione ad ottobre.
Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno scritto anche al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, per chiedere insieme agli altri due Ministri competenti in materia di pesticidi un forte impegno per promuove e raggiungere la necessaria drastica riduzione dell’uso di pesticidi al fine di salvaguardare la salute dell’ambiente, dei cittadini e di promuovere un’agricoltura più resiliente e sostenibile.
I prossimi mesi saranno cruciali per rendere concreto l’impegno di riduzione del 50% dell’uso complessivo e il rischio di tutti i pesticidi chimici e dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, fissato dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 dell’Unione Europea. In Europa si discuterà infatti, già a partire dal prossimo Consiglio europeo del 18 luglio, il Regolamento UE Pesticidi presentato dalla Commissione UE il 22 giugno scorso, che potrà rendere vincolanti per gli Stati Membri i target di riduzione e un monitoraggio più stringente dell’uso di queste sostanze, al fine di intraprendere davvero la transizione verso sistemi alimentari sostenibili che proteggano la biodiversità e la salute umana, e garantiscano ai produttori alimentari un lavoro equo e sicuro.
“Riteniamo importante che i rappresentanti del Governo italiano competenti sostengano con convinzione e la necessaria determinazione la proposta di Regolamento della Commissione UE, nonché garantirne la piena applicazione a livello nazionale quando entrerà in vigore”, hanno sottolineato i Presidenti delle Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura.
Nella lettera si richiama, infatti, anche l’attenzione sulla necessità dell’adozione e adeguamento dei target di riduzione dei pesticidi del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) da parte dell’Italia, scaduto nel febbraio 2019 e ancora attualmente in fase di revisione.
Infine a dicembre 2022 scadrà l’autorizzazione per il rinnovo dell’uso del glifosato, il pesticida più usato al mondo. Mentre gli esperti mettono in guardia sui suoi impatti devastanti sulla salute e sulla biodiversità, la società civile di tutto il mondo ha promosso un forte appello per vietare questa sostanza tossica. Già nel 2017, più di 1 milione di cittadini europei hanno firmato l’ICE #StopGlifosato come primo passo verso un futuro senza pesticidi in agricoltura. Benché si preannunci, già, un possibile slittamento dei tempi di discussione nella primavera del 2023, la Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede fin d’ora un impegno del nostro Governo ad opporsi a tale rinnovo.
I pesticidi di sintesi hanno un impatto devastante sull’ambiente e sulla salute umana, specialmente per gli agricoltori, i residenti nelle zone agricole e gruppi vulnerabili come donne in gravidanza, neonati e bambini. A seconda del livello e durata dell’esposizione gli effetti possono essere a passeggeri (p. es. irritazione della pelle e degli occhi, mal di testa, nausea) ma possono diventare cronici e causando vari tipi di cancro, asma, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e diabete. Anche basse dosi possono danneggiare in modo irreversibile il nostro organismo, alterando le funzioni del nostro sistema nervoso, immunitario o endocrino. L’agricoltura con l’uso di sostanze chimiche è, inoltre, una delle maggiori cause della perdita di biodiversità, basti pensare che negli ultimi 30 anni in Europa la biomassa degli insetti volatori è diminuita del 75% e l’uso dei pesticidi è la prima causa di questa estinzione di massa.
Molti agricoltori hanno già dimostrato con successo che è possibile produrre cibo sicuro e salutare senza l’uso di pesticidi, come dimostra il 17,4% della superficie agricola italiana certificata in agricoltura biologica (dato ISMEA al 2021). Le alternative sostenibili alle sostanze chimiche di sintesi esistono, dunque, già e quindi l’ora di promuovere e sostenere la loro adozione da parte degli agricoltori.
“Abbiamo urgentemente bisogno di azioni molto più ambiziose per ridurre l’uso e il rischio dei pesticidi sintetici, per combattere la crisi della biodiversità e della salute e garantire una produzione sostenibile di cibo sano”, concludono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura.

Tutte le informazioni sulla Campagna “Check Up Pesticidi” sono reperibili al sito www.goodfoodgoodfarming.eu
CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
Piano Strategico Nazionale della PAC Post 2022. Serve il coraggio di cambiare rotta
CambiamoAgricolturahomePac post 2022Piano Strategico NazionaleStefano Patuanelli17 Associazioni deluse dall’incontro di ieri con il Ministro Patuanelli.
Rinviata a settembre la presentazione del nuovo documento di programmazione della nuova PAC, restano 100 giorni per prendere le decisioni necessarie per una modifica sostanziale del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022.
Roma, 6 luglio 2022
Molta delusione da parte delle Associazioni ambientaliste, animaliste e dell’agricoltura biologica presenti ieri all’incontro con il Ministro Patuanelli dedicato alla revisione della bozza del Piano Strategico Nazionale della PAC. 17 Associazioni hanno chiesto al Ministro informazioni sulle modiche previste alla bozza del PSP dopo le osservazioni critiche inviate dalla Commissione UE. Le Associazioni hanno inoltre chiesto al Ministro di rivedere la Sua posizione favorevole alle deroghe delle due norme ambientali della Condizionalità della PAC (rotazioni e aree naturali) e l’impegno a sostenere le proposte della Commissione UE sui Regolamenti per il ripristino della natura, la riduzione dell’uso dei pesticidi e l’avvio di una vera transizione dell’attuale modello di zootecnia intensiva. Su tutto questo il Ministro Patuanelli non ha assunto impegni concreti, sottolineando la sua preoccupazione per le prevedibili reazioni critiche delle Associazioni agricole e dei settori produttivi dell’agricoltura nazionale, con il rischio di una “gogna” mediatica per lui politicamente non sostenibile, nel caso in cui l’Italia si fosse opposta alle deroghe. “Rispetto alle gravissime crisi ambientali a cui i nostri sistemi produttivi e i nostri stili di vita si trovano a far fronte, questa difesa di interessi economici particolari appare oltremodo inopportuna”, sottolineano invece le Associazioni.
Il Ministro ha annunciato che, a causa del ritardo con cui è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per la ripartizione dei fondi per lo Sviluppo Rurale, la scadenza di fine luglio per l’invio della nuova versione del PSP non potrà essere rispettata. Tutto rinviato a settembre quindi e questo consentirà la convocazione di due riunioni del Tavolo di partenariato, di cui una sarà dedicata agli interventi previsti dal PSP per lo Sviluppo Rurale. Il Ministro ha invece accolto la richiesta per una riunione del Tavolo di partenariato da dedicare al monitoraggio dell’attuazione del PSP.
Restano quindi 100 giorni per prendere le decisioni necessarie per introdurre nel documento di programmazione della nuova PAC le modifiche sostanziali richieste anche dalla Commissione UE e delle azioni concrete per una decisa transizione ecologica del nostro modello agricolo, che la siccità e la crisi climatica in corso ci impongono con urgenza.
“Per un cambio di rotta serve però il senso di responsabilità e il necessario coraggio politico che oggi sembrano mancare al Ministro Patuanelli“, commentano le 17 Associazioni. “Riconosciamo l’importante passo avanti fatto per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, che adesso richiede l’attenzione e l’impegno necessari per fare crescere insieme alla conversione dei terreni anche i consumi dei prodotti certificati Bio da parte delle persone e la necessaria assistenza tecnica alle aziende agricole”, hanno sottolineato le 17 Associazioni. Questo indiscutibile impegno per lo sviluppo dell’agricoltura biologica da solo non è però sufficiente per rispondere alle crisi ambientali globali che minacciano il futuro della stessa agricoltura italiana che, se non saprà rafforzare le misure ambientali anche come strumento di resilienza, passerà da una crisi all’altra come già sta avvenendo.
Anche per quanto riguarda la redistribuzione dei pagamenti diretti, tema su cui Bruxelles ha sottolineato le criticità nelle sue osservazioni, l’Italia non è intenzionata a fare di più. Un fatto preoccupante, che ignora le informazioni diffuse dall’Istat pochi giorni fa. Secondo il nuovo censimento sull’agricoltura, negli ultimi vent’anni sono scomparse metà delle aziende agricole italiane, quasi tutte realtà di piccola e media dimensione. Proprio quelle che andrebbero sostenute ridistribuendo verso il basso i sostegni al reddito garantiti dalla PAC. Invece, anche con questa programmazione, verranno premiate soprattutto aziende di grandi dimensioni, facendo poco o nulla per arrestare il crollo dell’agricoltura familiare, oltre che dei presidi di biodiversità ed economia locale ad essa connessi.
Serve, concludono le Associazioni, una adeguata revisione del PSP coerente con tutti gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, per rendere il documento di programmazione della nuova PAC uno strumento coerente anche con le proposte dei Regolamenti presentate dalla Commissione UE il 22 giugno scorso sul ripristino della natura e la riduzione dell’uso dei pesticidi (che renderanno vincolanti per gli Stati membri alcuni importanti obiettivi delle due Strategie del Green Deal europeo).
“Il nostro giudizio finale sul PSP dipenderà da queste ultime decisioni e da quante e quali proposte di modifica saranno introdotte nella versione finale del documento di programmazione della nuova PAC”, concludono le 17 Associazioni.

Le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.
*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia, con il sostegno di Fondazione Cariplo).
FederBio: il biologico in crescita è un’opportunità per sostenere tutta l’agricoltura italiana
BioinCifrefederbiohomeismeaMammucciniMiPAAFBologna, 6 luglio 2022 – Le superfici coltivate a biologico in Italia continuano ad aumentare, così come gli operatori. Questo in sintesi il quadro che emerge dalle anticipazioni di “Bio in cifre 2022”, presentate durante l’evento “Appuntamento con il Bio: l’agricoltura biologica del futuro” organizzato da ISMEA, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.
Secondo le anticipazioni di “Bio in cifre 2022”, che fotografano l’andamento del settore elaborato dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaf, i terreni coltivati a biologico nel 2021 hanno raggiunto 2.187.570 ettari, crescendo del 4,4%, L’incidenza delle superfici bio sulla SAU nazionale ha raggiunto il 17,4%, confermandosi la più alta in Ue. In crescita anche il numero degli operatori che si attestano a 86.144, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e del 78,5 % negli ultimi 10 anni.
I trend di crescita rilevati confermano dunque come, nell’arco di un trentennio, il biologico sia definitivamente passato da un modello di produzione agricola di nicchia a un paradigma di riferimento per tutta l’agricoltura, sia in Italia che in Europa, anche per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e delle sue Strategie.
È altrettanto evidente, tuttavia, che dopo 15 anni di sviluppo a ritmi elevati, anche il biologico stia attualmente risentendo della contrazione generale dei consumi determinata dallo scenario di forte instabilità legato al conflitto bellico russo-ucraino, all’incremento dei costi energetici e delle materie prime e al concretizzarsi di una forte inflazione che riduce il potere d’acquisto delle famiglie.
“I dati Ismea confermano l’Italia come un Paese fortemente vocato al biologico. In questa fase di transizione agroecologica, dove il bio ha un ruolo fondamentale, è necessario compiere ulteriori passi avanti per affermare il metodo biologico come opportunità strategica per contrastare la crisi climatica e la perdita di biodiversità, oltre che per accrescere la resilienza dei sistemi produttivi rispetto alle crisi geopolitiche. Siamo in un momento decisivo. Finalmente è stata approvata la legge sul biologico, che prevede iniziative fondamentali per lo sviluppo del settore come l’istituzione dei distretti biologici, delle filiere Made in Italy bio al giusto prezzo per i cittadini e agricoltori, del marchio biologico italiano oltre a investimenti in ricerca, formazione e innovazione. Finalmente abbiamo stanziamenti importanti per sostenere il biologico, oltre 3 miliardi di euro, è fondamentale però che questi fondi vengano spesi al meglio, per favorire la transizione agroecologia e rilanciare l’intero comparto a partire dai consumi interni. Dobbiamo tenere alta l’asticella e rimboccarci le maniche per usare questa fase per far crescere tutta l’agricoltura italiana”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
FederBio (www.feder.bio.) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
A SANA 2022 la quarta edizione di Rivoluzione Bio. I primi dati dell’Osservatorio Sana sui consumi bio. Guerra e inflazione modificano le abitudini degli italiani.
AssoBioBEINGORGANICINEUfederbiohomeMammucciniRivoluzione BioSANALe anticipazioni confermano il ruolo leader dell’Italia nel settore e rilevano una flessione dei consumi bio dopo la crescita consistente legata alla pandemia. I dati completi saranno al centro degli Stati generali del biologico, in programma l’8 e il 9 settembre, promossi da BolognaFiere con la segreteria organizzativa di Nomisma. Le riflessioni di FederBio e AssoBio sui primi dati.
Bologna, 5 luglio 2022 – SANA 2022, il Salone internazionale del biologico e del naturale in programma al quartiere fieristico di Bologna dall’8 all’11 settembre, si aprirà con la quarta edizione di Rivoluzione Bio, gli Stati generali del settore, evento promosso da BolognaFiere nell’ambito del progetto BEING ORGANIC IN EU realizzato da FederBio in collaborazione con Naturland DE e cofinanziato dall’Unione Europea. La promozione e le iniziative di Rivoluzione Bio,
organizzate anche in collaborazione con AssoBio, sono a cura di Nomisma società che cura da diversi anni l’Osservatorio SANA, strumento fondamentale per offrire a operatori e stakeholder un patrimonio informativo completo per monitorare il mercato biologico, guidare le sfide del settore e di indirizzare le attività del Piano di Azione nazionale.
Il mercato bio italiano e la congiuntura attuale
L’Italia, con oltre 2 milioni di ettari, è leader del settore biologico: vanta la più alta percentuale di superfici bio sul totale, il 16%, contro il 10% della Germania e della Spagna, e il 9% della Francia, e detiene il primato in UE per numero di produttori biologici. Nel 2021 le vendite alimentari bio nel mercato interno hanno raggiunto 4,6 miliardi di euro e rappresentano il 3% delle vendite al dettaglio biologiche mondiali. Questo primato è il risultato di un lungo periodo di crescita costante e della marcia in più legata al lockdown imposto dalla pandemia, che ha visto consolidare il bio per l’aumento dei consumi domestici e il bisogno di prendersi sempre più cura della propria salute soprattutto a tavola. Dal 2008 ad oggi il mercato domestico del biologico è cresciuto del +233% con una più che positiva performance dell’export bio: nel 2021 le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto 2,9 miliardi di euro (+671% rispetto al 2008).

Dopo un biennio brillante 2020-2021 in cui il biologico ha “beneficiato” degli effetti della pandemia, il contesto di instabilità con cui si è aperto il 2022, con il conflitto russo-ucraino e lo scenario inflattivo legato ai costi energetici e delle materie prime, sta modificando le abitudini di consumo degli italiani, determinando una leggera diminuzione delle vendite a valore del biologico in grande distribuzione (pari al -0,5 % nell’ultimo anno), tendenza riscontrata anche in altri Paesi europei con particolare riferimento alla Francia.

Il commento del sottosegretario al Mipaaf Francesco Battistoni e dei presidenti di FederBio e AssoBio
Il sottosegretario al Mipaaf, Francesco Battistoni, commenta così le anticipazioni sui dati del mercato del bio. “Il conflitto russo-ucraino, lo scenario inflattivo, ormai arrivato al tasso dell’8%, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, stanno modificando le abitudini di consumo degli italiani, e ciò sta determinando una leggera diminuzione delle vendite dei prodotti biologici”. Dichiara il sottosegretario al Mipaaf, Francesco Battistoni. “Una tendenza, fra l’altro, riscontrata anche in altri Paesi europei come Francia e Germania”. “Nonostante la diminuzione della domanda – continua Battistoni – bisogna però sottolineare che il comparto regge meglio e con più forza rispetto all’agricoltura tradizionale. Ciò dimostra che i prodotti biologici sono competitivi e si mantengono forti sul mercato. Nostro compito – prosegue – è sicuramente quello di rimettere in moto gli acquisti e i consumi, incentivando la domanda, comunicando e informando. Le intese raggiunte in Conferenza Stato Regioni, con il finanziamento di 5 milioni di euro da destinare alle mense scolastiche, vanno proprio in quella direzione. È ovvio – aggiunge Battistoni – che aumentare la conoscenza e la formazione verso il consumo dei prodotti biologici aiuterà il settore ad invertire la flessione registrata quest’anno. Seguendo questi obiettivi – conclude – sono sicuro che nel breve periodo il comparto riprenderà a correre e a crescere”.
I primi dati vengono analizzati con attenzione anche da FederBio e AssoBio, storici partner di BolognaFiere a SANA. “I dati dell’Osservatorio SANA confermano che anche il biologico sta risentendo della contrazione generale dei consumi legata all’emergenza alimentare e all’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, generati dal conflitto bellico in Ucraina. Il nostro Paese continua ad essere leader del bio, con il maggior numero di produttori e una percentuale di superficie coltivata a bio del 16,6%, circa il doppio della media europea. Adesso il Governo, con il Piano Strategico Nazionale, punta a raggiungere l’obiettivo del 25% di terreni agricoli coltivati a biologico al 2027 e in questo scenario è fondamentale che i consumi di alimenti biologici tornino a crescere. Per questo è strategico che gli ingenti investimenti stanziati per lo sviluppo del biologico, che complessivamente ammontano a circa 3 miliardi di euro, vengano spesi al meglio, per favorire la transizione agroecologia e rilanciare il settore. È inoltre fondamentale comunicare bene ai cittadini quali sono i valori del bio e investire in strategie di promozione alle quali FederBio sta lavorando da tempo, con lo sportello ITA.BIO in collaborazione con ICE, e adesso con l’avvio del progetto di promozione europeo BEING ORGANIC di cui è coordinatore in partenariato con Naturland, IFOAM Europa e BolognaFiere. Rivoluzione Bio sarà dunque un momento di incontro e confronto fondamentale su strategie e iniziative orientate a fare del biologico il motore di traino dell’intero comparto agroalimentare italiano e a ribadire quanto l’agroecologia sia necessaria per la tutela della salute dell’uomo e del Pianeta”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
“Solo una guerra e una situazione economica molto negativa hanno fermato il trend del bio – commenta Roberto Zanoni, presidente di AssoBio –. Nei primi mesi del 2022, per motivazioni legate a situazioni politico-sociali in Italia e in altre nazioni (ad esempio la Francia) abbiamo avuto un lieve calo del positivo trend che da 20 anni era in evoluzione e sviluppo in tutto il mondo. L’attuale situazione economica ha portato a un cambiamento degli abituali canali di consumo con discount, mercatini e canale horeca in assoluta controtendenza positiva. Oggi, dobbiamo lavorare per far crescere i consumi che in Italia sono ancora limitati se confrontati con quelli francesi o tedeschi, con una spesa pro capite di poco superiore a 60 euro. A tal proposito, è importante investire in informazione e comunicazione, a partire dalle Scuole dell’obbligo, fino all’Università e al mondo della Ricerca”.
Rivoluzione Bio 2022, la sede per il confronto tra istituzioni, business leader ed esperti del settore
Rivoluzione Bio 2022 sarà protagonista a SANA con due giornate, 8 e 9 settembre, e 4 sessioni dedicate ai temi strategici per il settore, con policy maker, esperti e professionisti. L’8 settembre si parlerà di politiche e strategie per il settore (ore 11) e di aggiornamenti dai mercati (ore 14.30). Il 9 settembre toccherà all’Osservatorio SANA: prima con i numeri chiave del mercato italiano (ore 10.30) e il pomeriggio con il bio Made in Italy nei mercati internazionali (ore 14.30).
Rivoluzione Bio 2022 sarà dunque il luogo di confronto tra istituzioni, business leader ed esperti del settore, per facilitare la riflessione sul futuro del settore biologico attraverso:
• la definizione delle azioni più efficaci in grado di sostenere il ruolo del settore biologico, reso sempre più centrale dal contesto attuale, nella transizione ecologica del nostro Paese e verso sistemi alimentari sostenibili;
• il dibattito e la promozione del Piano di Azione nazionale in grado di rispondere alle complesse sfide ambientali, sociali e climatiche del prossimo futuro;
• l’individuazione degli strumenti necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di crescita del biologico in termini di offerta e consumi e parallelamente favorire l’aumento della consapevolezza rispetto agli standard e ai benefici dell’agricoltura biologica.
Tra le novità dell’edizione 2022, i nuovi approfondimenti tematici dell’Osservatorio SANA:
• mappatura dei numeri chiave della filiera: superfici, operatori in collaborazione e dimensioni della domanda con SINAB e ISMEA;
• monitoraggio delle dinamiche della domanda nei canali di vendita con un nuovo focus dedicato all’Away From Home e all’eCommerce;
• valutazione delle performance del bio sui mercati internazionali: export, mercati di destinazione e prodotti esportati (con il supporto di ICE Agenzia – Piattaforma ITA.BIO www.ita.bio);
• ampliamento dell’analisi con un focus dedicato al vino biologico;
• valutazione delle esigenze e dei comportamenti del consumatore finale alla luce dell’attuale scenario evolutivo.
I focus di analisi saranno estesi e potenziati per monitorare il mercato in modo sempre più puntuale e per supportare la definizione del Piano di Azione Nazionale, contribuendo alla crescita del comparto e delle imprese del settore.
SANA 2022, Internazionale e sempre più B2B
AssoBioBolognaFierefederbioFederBio ServizihomeRivoluzione BioSANASanatechAppuntamento a BolognaFiere dall’8 all’11 settembre 2022
SANA 2022, il Salone del biologico e del naturale in programma a BolognaFiere da giovedì 8 a domenica 11 settembre, vira con decisione verso il B2B e si conferma un palcoscenico sempre più internazionale dove si disegna il futuro di tutto il mondo del biologico e del naturale.
SANA è organizzato da BolognaFiere in collaborazione con AssoBio, FederBio e Cosmetica Italia, con il supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il patrocinio del Ministero della transizione ecologica e della Regione Emilia-Romagna e la partecipazione storica del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
È confermata la presenza di buyer da più di 40 Paesi del mondo, con una nutrita rappresentanza di operatori di catene di supermercati, distributori e leader del mercato bio in arrivo da Austria, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna e Svezia per l’Europa; da Stati Uniti e Canada per il Nord America; da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il Medio Oriente e, da Corea e Indonesia per l’Asia.
SANA 2022, alla sua 34esima edizione, torna alle dimensioni precedenti alla pandemia e si estenderà su 6 padiglioni con tre macroaree di riferimento: FOOD, con una panoramica completa sull’agroalimentare bio e naturale, comprensiva di nuovi trend, innovazioni e ricerche a favore di un’alimentazione biologica, sana e giusta; CARE & BEAUTY dove saranno presenti le aziende produttrici e distributrici di cosmetici, prodotti per la cura del corpo naturale e bio, integratori ed erbe officinali; GREEN LIFESTYLE, con una proposta di prodotti e soluzioni pensati per il consumatore che vuole uno stile di vita ecologico, sostenibile e socialmente responsabile.
I FOCUS DI SANA 2022
Tornano gli Stati generali del biologico con RIVOLUZIONE BIO, alla quarta edizione: due giorni di dibattito tra istituzioni, esperti e player della filiera, con un confronto sulla nuova legge sul biologico e sui più recenti dati di mercato. Gli Stati generali del biologico sono promossi da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio – nell’ambito del progetto BEING ORGANIC IN EU gestito da FederBio in partenariato con Naturland DE e cofinanziato dall’Ue nell’ambito del Reg. EU n.1144/2014 – e organizzati con la segreteria organizzativa di Nomisma. All’interno ospiteranno la presentazione dell’Osservatorio SANA realizzato con il sostegno di ICE. Dopo il debutto nel 2021, torna a BolognaFiere SANATECH, il Salone professionale dedicato alla filiera della produzione agroalimentare, zootecnica e del benessere, biologica ed ecosostenibile, promosso da BolognaFiere, con il sostegno di FederBio Servizi e la segreteria tecnico-scientifica di Avenue Media. Al centro della seconda edizione ci sarà la filiera produttiva dell’agricoltura biologica, insieme alle tecnologie innovative del bio-controllo, alla zootecnia, all’agricoltura 4.0 e al packaging sostenibile. A SANA 2022 non mancherà come sempre la corposa serie di convegni e incontri di approfondimento, rivolti soprattutto agli operatori e ai professionisti. Le iniziative in calendario consentiranno alla community di operatori e buyer del settore di confrontarsi sui temi di maggiore attualità e sulle nuove tendenze per il settore.
COLAZIONE E APERITIVO: I MOMENTI DI CONSUMO CHE SCELGONO IL BIO
Forte di un mercato mondiale dei prodotti food and beverage per la prima colazione che arriverà tra pochi anni a 730 miliardi di dollari – valeva già 400 miliardi nel 2020, fonte: Allied Market Research –, SANA creerà all’interno dei suoi padiglioni dei momenti per accendere i riflettori su trend e caratteristiche del momento della colazione in alcuni Paesi del mondo. Per la prima colazione cresce la domanda di prodotti di qualità, sani e salutari, nutrienti e sostenibili, insieme al desiderio di ritagliarsi uno spazio di relax mattutino durante il fine settimana, preferibilmente out of home: SANA darà ampia visibilità alle moltissime novità di prodotto che le aziende del settore biologico mettono a disposizione del mercato, evidenziandone le valenze nutrizionali con l’aiuto di esperti di dieta ed alimentazione presenti nell’Area Breakfast in fiera. Cresce e cambia anche il rito dell’aperitivo, fenomeno di costume durante il quale sempre più persone si concedono un’irrinunciabile pausa con gli amici prima del rientro a casa: a SANA saranno presentate a operatori e visitatori tutte le novità di prodotto del settore biologico per questo momento di consumo.
SANA si occuperà di queste tendenze e delle loro implicazioni per i produttori e distributori di alimenti e bevande naturali e bio, e per l’intero settore dell’horeca e dell’hotellerie, attraverso specifici appuntamenti come cooking show, momenti di degustazione e formazione all’interno e all’esterno del contesto fieristico, organizzati in
partnership con Confesercenti. […]
FONTE
Press Office SANA – Absolut eventi & comunicazione
Mariagrazia Lioce/Sara Telaro
SANApress@absolutgroup.it
Tel. 051 272523 / 340 9214636







