Alimentare: vendite bio in lieve calo a causa inflazione

Rapporto Nomisma Sana, Italia si conferma leader europeo

(ANSA) – MILANO, 05 LUG – “Il conflitto russo-ucraino, lo scenario inflattivo, ormai arrivato al tasso dell’8%, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, stanno modificando le abitudini di consumo degli italiani e ciò sta determinando una leggera diminuzione delle vendite dei prodotti biologici”.

Lo ha detto il sottosegretario al Mipaaf Francesco Battistoni commentando i dati sull’impatto dell’inflazione sui consumi dei prodotti biologici dell’Osservatorio Sana a cura di Nomisma, diffusi in conferenza stampa a Milano. Dopo un biennio 2020-21 segnato da una forte crescita in cui l’Italia si è confermata leader europea per superficie coltivata a bio (16,6%, con oltre due milioni di ettari, primato conservato anche quest’anno), i primi cinque mesi del 2022 hanno registrato una flessione delle vendite a valore biologico in grande distribuzione pari allo 0,5% e un totale vendite Omnichannel nel mercato di 1,939 miliardi. Scenari simili si sono verificati anche in altri paesi europei come Francia e Germania.

“I dati dell’Osservatorio Sana confermano che anche il biologico sta risentendo della contrazione generale dei consumi”, ha detto la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini. “Il nostro Paese – ha concluso – continua ad essere leader del bio, con il maggior numero di produttori e una percentuale di superficie coltivata a bio del 16,6%, circa il doppio della media europea. Adesso il Governo, con il Piano strategico nazionale, punta a raggiungere l’obiettivo del 25% di terreni agricoli coltivati a biologico al 2027 e in questo scenario è fondamentale che i consumi di alimenti biologici tornino a crescere”.



Per 17 associazioni e coalizioni europee le deroghe alla condizionalità della PAC nel 2023 sono inaccettabili

Appello al Ministro Patuanelli: dica NO al rinvio delle norme ambientali della PAC

Roma, 1° luglio 2022

17 Associazioni nazionali, insieme alle coalizioni europee, hanno inviato una lettera per esprimere alla Commissione Europea la propria preoccupazione in relazione alla possibilità che conceda deroghe a due norme ambientali fondamentali della condizionalità della nuova Politica Agricola Comune (PAC) come richiesto da 16 Stati membri, tra cui l’Italia.

Le deroghe inciderebbero su due buone condizioni agricole e ambientali (BCAA) previste ai fini della concessione dei finanziamenti pubblici alle aziende agricole: l’obbligo di rotazione delle colture e il mantenimento di aree naturali o con caratteristiche non produttive, condizioni essenziali per garantire il contributo della PAC alle sfide ambientali globali e avviare la necessaria transizione ecologica della nostra agricoltura”, sottolineano le Associazioni nella lettera inviata ai Commissari UE.

L’argomento principale utilizzato per giustificare tali deroghe è la situazione dei mercati agricoli, aggravata dalla guerra in Ucraina.  Tuttavia, derogare alle norme ambientali non risolverà i problemi di disponibilità e di prezzo delle materie prime, che non dipendono dalla produzione agricola ma dal ruolo della speculazione finanziaria e dalle difficoltà nelle catene logistiche, oltre all’enorme domanda di cereali destinati agli allevamenti intensivi, che creano una sproporzione di stili alimentari tra paesi ricchi e poveri. Se l’obiettivo è quello di migliorare l’accesso al cibo, l’UE deve piuttosto perseguire diverse soluzioni, come l’eliminazione graduale di qualsiasi sostegno ai biocarburanti derivati dalle colture, la riduzione drastica degli sprechi alimentari e la lotta al consumo eccessivo di alimenti di origine animale.

Applicare queste deroghe alla PAC significherebbe riportarla indietro di dieci anni, non considerando l’importanza agronomica e ambientale di pratiche di agricoltura sostenibile che giustificano l’enorme investimento di fondi pubblici per questo comparto”, denunciano le Associazioni.

Queste pratiche agronomiche aiutano a proteggere i suoli e la biodiversità nelle aree agricole, ma svolgono anche un ruolo sostanziale nel controllo dei parassiti, nell’impollinazione delle colture e nell’aumento della resilienza delle aziende agricole, che possono portare a migliori prestazioni economiche con la riduzione del fabbisogno irriguo oltre che di fertilizzanti e pesticidi di sintesi.

Le Associazioni europee e nazionali hanno già denunciato il fallimento della riforma della PAC, con progressi molto limitati in particolare per la tutela dell’ambiente. “I pochi miglioramenti della PAC sono oggi in pericolo con queste deroghe. Anche se la proposta della Commissione UE riguarderebbe il 2023 non dobbiamo dimenticare che la nuova PAC entrerà in vigore già con due anni di ritardo e siamo certi che le Associazioni agricole chiederanno ulteriori deroghe per tutto il nuovo periodo di programmazione, fino al 2027”, sottolineano le Associazioni.

Le 17 Associazioni rivolgono un accorato appello al Ministro Patuanelli affinché modifichi la sua posizione favorevole alle deroghe delle norme ambientali, per non alimentare una falsa contrapposizione tra sicurezza alimentare e protezione dell’ambiente. È molto elevato oggi il rischio di una profonda lacerazione tra mondo agricolo e società civile, con la prospettiva di una contrapposizione sull’utilità e sostenibilità della futura PAC post 2027. I cittadini europei hanno già manifestato il loro dissenso per una politica dei sussidi pubblici all’agricoltura che non assicuri anche risultati concreti per il contrasto ai cambiamenti climatici e la perdita di natura, non contribuendo al mantenimento di agroecosistemi sani e piuttosto indebolendoli, rendendoli più vulnerabili a fenomeni estremi come la siccità che stiamo subendo in questi mesi.

Le Associazioni confidano sulla sensibilità e impegno del Ministro Patuanelli per un coerente sostegno al Green Deal europeo, per accelerare la transizione verso il sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente che la Strategia Farm to Fork sta cercando di promuovere.

Le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia, con il sostegno di Fondazione Cariplo).


Natura e agricoltura: un binomio vincolante

Il “Pacchetto Natura” presentato il 22 giugno dalla Commissione UE rende vincolanti per gli Stati membri gli obiettivi delle Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”

Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura le proposte della Commissione UE vanno sostenute e difese dal Governo italiano ed attuate senza ambiguità, iniziando con la redazione di un Piano Strategico Nazionale della PAC coerente.

Roma, 24 giugno 2022

La Coalizione #CambiamoAgricoltura esprime soddisfazione per la proposta di legge sul ripristino della natura e per la proposta di Regolamento UE pesticidi presentate dalla Commissione UE il 22 giugno scorso. Si tratta di due proposte normative di grande importanza e valore perché rendono finalmente vincolanti per gli Stati membri dell’Unione Europea alcuni degli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” e segnano un primo passo verso la transizione agroecologica dell’agricoltura europea.

In particolare la Coalizione #CambiamoAgricoltura sottolinea, per quanto concerne la normativa sull’utilizzo dei pesticidi, il passaggio chiave da Direttiva a Regolamento. Questa differenza rende il testo e i target in esso contenuti vincolanti per gli Stati Membri. “Per questo l’obbligo della riduzione del 50% dell’uso e del rischio di tutti i pesticidi e la riduzione del 50% dei principi attivi più pericolosi entro il 2030 è particolarmente importante” sottolineano le Associazioni della Coalizione”.

Anche la proposta di legge comunitaria sul ripristino della natura avrà ricadute sul paesaggio agricolo europeo. Il testo presentato dalla Commissione UE prevede, infatti, all’articolo 9 il “ripristino degli ecosistemi agricoli” con l’impegno degli Stati membri a mettere in atto le misure di ripristino necessarie per migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli, nonché all’articolo 8 l’impegno degli Stati Membri ad arrestare e invertire il declino degli impollinatori entro il 2030. Gli Stati membri dovranno garantire una tendenza all’aumento a livello nazionale di alcuni importanti indicatori negli ecosistemi agricoli come l’indice delle farfalle dei prati, lo stock di carbonio organico nei suoli coltivati e la quota di terreno agricolo con caratteristiche paesaggistiche ad alta diversità.

La proposta di legge della Commissione esplicita che le norme ambientali della nuova PAC, in particolare la BCAA 8 della condizionalità che prevede la destinazione del 4% delle aree agricole a seminativi per la tutela della biodiversità, saranno uno strumento fondamentale per l’attuazione di questa nuova normativa europea per il ripristino della natura. Ed è proprio su queste norme che le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura lanciano il primo campanello d’allarme sulla tenuta degli obiettivi delle proposte della Commissione durante l’iter di approvazione che vedrà il passaggio in Parlamento e Consiglio Europeo. Infatti, proprio la scorsa settimana, il Commissario Europeo all’agricoltura, sostenuto da 16 stati membri, tra cui l’Italia, ha proposto una deroga proprio a questa norma della condizionalità anche per 2023.

Le proposte della Commissione, oltre ai tanti lati positivi, presentano ancora delle lacune da sanare!”, affermano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura. Prima tra queste il metodo di calcolo previsto dal Regolamento sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari che lascia troppi margini di discrezionalità nella valutazione della riduzione effettiva dell’uso dei pesticidi, nonché le numerose possibilità di deroghe ancora offerte agli Stati Membri. “Si apre ora il percorso più arduo” dichiarano le Associazioni “le potenti lobby agricole, con il pretesto della guerra in Ucraina, hanno cercato di fermare queste proposte fino all’ultimo giorno e continueranno ad ostacolarne il futuro iter legislativo”, che dopo la presentazione congiunta si dividerà in due percorsi paralleli.

La Coalizione #CambiamoAgricoltura auspica, al contrario, che il voto del Parlamento europeo e la discussione nel Consiglio UE, non solo possano confermare quanto proposto dalla Commissione ma possano rafforzare queste due importanti normative europee eliminando le debolezze e incongruenze. Le Associazioni chiedono che il Governo italiano si faccia garante delle due proposte della Commissione, senza ambiguità, e che si impegni per una loro rapida definitiva approvazione ed attuazione coerente a livello nazionale. Impegno che deve riflettersi fin da subito sui processi decisionali in atto ad iniziare dal necessario adeguamento del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, che il Ministro Patuanelli si è impegnato a presentare alla Commissione UE entro il mese di luglio, con modifiche sostanziali al fine di rendere il documento di programmazione della nuova PAC funzionale all’attuazione di queste nuove normative europee. Ad iniziare dall’introduzione di un eco-schema sul mantenimento delle aree per la biodiversità il paesaggio, nonché la revisione della posizione favorevole del nostro Governo al rinvio dell’attuazione delle norme ambientali della nuova PAC.

Allo stesso tempo si sollecitano i tre Ministeri (MIPAAF, MITE e Salute) competenti nella redazione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, scaduto in Italia dal febbraio 2019, a riprendere l’iter per l’adozione di un documento aggiornato con gli impegni vincolanti stabiliti dal Regolamento UE pesticidi proposto dalla Commissione UE, per il quale non esistono oggi più alibi per un ulteriore rinvio.

Ci aspettiamo un segnale di attenzione da parte del Ministro Patuanelli ad iniziare da quanto ci dirà nella prevista riunione del tavolo “politico” con alcuni Presidenti delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica del prossimo 5 luglio. L’agricoltura Italiana ha tutte le potenzialità per compiere un cambio di rotta verso il modello agroecologico e non possiamo perdere questa occasione” concludono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.


Presentati i risultati del progetto Oltre.bio sulla coltivazione biologiche di ciliegie

Azienda Tenute D’Onghia di Gioia del Colle (BA) 20 giugno 2022

Roma, 20 giugno 2022 – Dalla gestione del suolo a quella della risorsa idrica, dalle nuove pratiche agronomiche a quelle di difesa dai parassiti. È soprattutto su questi aspetti legati alla coltivazione biologica delle ciliegie che il Progetto Oltre.bio “Gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola” ha portato avanti una sperimentazione durata due anni. I risultati del progetto saranno presentati nel corso di una giornata dimostrativa che si tiene oggi 20 giugno presso l’azienda Tenute D’Onghia di Gioia del Colle in provincia di Bari. Una scelta non casuale visto che la Puglia è tra le regioni italiane più vocate alla coltivazione biologica di uva da tavola e ciliegie.

L’evento vuole essere l’occasione non solo per presentare i risultati raggiunti e fare il punto sull’avanzamento dei lavori ma anche per incontrare gli operatori del settore, tecnici e ricercatori e condividere le esperienze in campo.

Un momento di confronto dedicato alla cerasicoltura bio, sulle pratiche agronomiche e di difesa applicate della sperimentazione dove ampio spazio è stato dato alle innovazioni applicate alla gestione del suolo, della risorsa idrica, delle avversità e del post raccolta. Incontri concreti durante i quali i partecipanti saranno accompagnati nelle postazioni allestite nel ciliegeto per dimostrazioni pratiche degli approcci innovativi utilizzati.

“Uno degli obiettivi del progetto – aggiunge Liliana Gaeta, CREA-AA – è quello di aumentare la fertilità del suolo migliorandone la ritenzione idrica e, di conseguenza, lo stato idrico della coltura. Il monitoraggio dello stato idrico del ciliegeto può essere eseguito con diverse tecniche che valutano la risposta fisiologica del ciliegio alle diverse condizioni ambientali. Individuare un protocollo che permetta una elevata efficienza d’uso dell’acqua oltre ad un vantaggio ecologico corrisponderebbe ad un vantaggio economico per l’agricoltore, senza compromettere la produttività e la qualità del prodotto. Con il primo anno di attività in questo progetto abbiamo osservato un miglioramento dello stato idrico del ciliegeto quando era prevista l’applicazione di ammendante. Tra i diversi ammendanti utilizzati, il trattamento con l’ammendante compostato sembra aver risposto meglio anche dal punto di vista di funzionalità fotosintetica influendo positivamente sulla formazione delle gemme a fiore e migliorandone la futura potenziale produzione”, conclude.

Un ambito di particolare interesse ad esempio è quello della riduzione dei marciumi post raccolta delle ciliegie causati prevalentemente da funghi patogeni che infettano le drupe durante la fioritura restando latenti fino alla conservazione. Perdite particolarmente rilevanti nel caso della coltivazione biologica. In questo caso sono stati sperimentati trattamenti preraccolta (microrganismi antagonisti, biostimolante a base di alghe rosse e chitosano cloridrato) che hanno mostrato risultati incoraggianti.

Per quanto riguarda invece la lotta ai parassiti, il principale problema per le ciliegie in particolare biologiche è rappresentato dal moscerino dagli occhi rossi, la Dropsohila suzukii insetto “alieno” che attacca tutta la frutta colorata in pre-raccolta. In questo caso la strategia di attacco e contenimento dell’insetto si è basata sulla lotta biologica. La sperimentazione ha previsto l’introduzione di un micro-imenottero parassitoide, il Ganaspis brasiliensis che parassitizzando la Dropsohila suzukii ne riduce il numero e ne impedisce la riproduzione. Nella giornata dimostrativa si effettuerà il lancio di Ganaspis brasiliensis sia attraverso la liberazione di adulti che attraverso la presenza di frutta già con Dropsohila suzukii parassitizzata al fine di aumentare la diffusione dell’insetto utile.


Oltre.bio è un progetto che prende forma dall’opportunità fornita dalla sottomisura 16.2 del PSR Puglia “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Partecipano attivamente al progetto: TENUTE D’ONGHIA S.A.S., FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI BIOLOGICI E BIODINAMICI, ROMANAZZI VITANTONIO, OP ORTOFRUTTICOLA JONICA SOC. CONS. A R.L., AGRIMECA GRAPE and FRUIT CONSULTING SRL, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA, GRUPPO TARULLI SOC. CONS. A R.L., UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO, CIHEAM ‐ BARI, AGROLAB S.c.a.r.l., CREA– CENTRO DI RICERCA VITICOLTURA ED ENOLOGIA CREA- CENTRO DI RICERCA AGRICOLTURA AMBIENTE Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente.

UFFICIO STAMPA


Maria Pia Terrosi

mail mp.terrosi@silverback.it | tel. 331 2635141



Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022

Dal 19 aprile scorso non si hanno più notizie dal MIPAAF sulla revisione della bozza del PSP dopo le osservazioni pervenute dalla Commissione UE

17 Associazioni chiedono al Ministro Patuanelli la convocazione del Tavolo di Partenariato per condividere la nuova versione del documento di programmazione della PAC post 2022

Roma, 17 giugno 2022

Dopo l’ultima riunione del Tavolo di Partenariato istituito per il confronto tra tutti gli attori istituzionali, sociali ed economici interessati alla programmazione della nuova PAC 2023-2027, che si è svolta il 19 aprile scorso, non si hanno più notizie dal MIPAAF sui lavori in corso per adeguare la prima bozza del Piano Strategico Nazionale della PAC (PSP) alle osservazioni inviate dalla Commissione UE.

Proprio in questa fase storica, in cui la situazione geopolitica e i cambiamenti climatici mettono in crisi anche la filiera agricola e alimentare, è cruciale che il futuro dell’agricoltura in Italia nasca da un confronto ampio che affronti in modo deciso anche le questioni ambientali. La riunione del Tavolo di Partenariato si è conclusa con la richiesta del MIPAAF di inviare documenti con osservazioni e proposte rispondendo ad alcune domande in relazione alle principali criticità evidenziate dalla Commissione UE nel suo documento di osservazioni di oltre 40 pagine. I contributi delle Associazioni presenti al Tavolo di Partenariato dovevano essere resi pubblici con la pubblicazione sulle pagine del sito della Rete Rurale Nazionale dedicate alla redazione del PSP e il Ministro Patuanelli aveva garantito la convocazione di almeno altre due riunioni del Tavolo di Partenariato entro la fine di luglio, termine entro il quale il Ministero si è impegnato ad inviare alla Commissione Europea la nuova versione revisionata e completa del documento di programmazione.

Siamo arrivati a metà giugno e della nuova versione del PSP si sono perse le tracce e nessun riscontro è arrivato da parte del MIPAAF alle osservazioni e commenti inviati dalle Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori. 17 Associazioni hanno per questo inviato al Ministro Patuanelli e alla struttura tecnica del MIPAAF una lettera per chiedere la convocazione della riunione del Tavolo di Partenariato ed un cronoprogramma dei lavori per la redazione finale del PSP.

Dal 19 aprile scorso il MIPAAF ha proseguito il confronto solo con le Regioni mentre nessuna informazione o riscontro ai documenti inviati è pervenuta alle Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori. Ma ad essere escluse dai lavori per la redazione della versione definitiva del PSP sono anche le Autorità ambientali nazionali, come il MITE e ISPRA, che in qualità di soggetti istituzionali dovevano essere coinvolte come avvenuto con le Regioni e previsto dal Regolamento della PAC.

Il rischio, evidenziano le associazioni, è la presentazione nel mese di luglio al Tavolo di Partenariato di un documento di programmazione blindato, senza possibilità di confronto nel merito, con una condivisione solo formale e non sostanziale, in particolare sul pacchetto dello Sviluppo Rurale, tema mai discusso all’interno del tavolo e che contiene interventi sostanziali per il raggiungimento dei target del Green Deal Europeo.

Le Associazioni esprimono inoltre preoccupazione su quanto emerso dalla riunione del 13 Giugno del Consiglio Europeo Agricoltura nel quale 16 Stati Membri hanno chiesto di posticipare al 2024 l’entrata in vigore delle regole a favore degli spazi per la natura nella condizionalità rafforzata, indebolendo di fatto l’intera ambizione ambientale della PAC. Da indiscrezioni emerse nei giorni scorsi l’Italia appare nell’elenco dei Paesi favorevoli alla deroga e per questo le 17 Associazioni chiedono al Ministro Patuanelli un deciso cambio di rotta non seguendo più pedissequamente le richieste delle lobby agricole, ma che viri in direzione delle sue dichiarazioni al WTO in tema di sostenibilità. La Commissione Europea si è data alcuni giorni di tempo per valutare tale proposta.

Le prossime settimane saranno, dunque, decisive per stabilire se la PAC sarà in grado di dare un contributo sostanziale alla transizione ecologica della nostra agricoltura. Le 17 Associazioni auspicano, quindi, una rapida risposta da parte del Ministro Patuanelli, al fine di garantire, nelle poche settimane che restano prima dell’invio alla Commissione della nuova versione del PSP, un vero processo democratico per la redazione del documento di programmazione della PAC post 2022.

Le 17 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace, Terra! e AnimalEquality che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia).


“La biodinamica non è stregoneria”. Intervista a Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. 

La lotta per l’agricoltura biologica (Italia leader in Europa).

Maria Grazia Mammuccini, imprenditrice agricola e amministratrice unica della Società Agricola Nuova Agricoltura (azienda vitivinicola e olivicola a conduzione biologica), nel 2019 è diventata Presidente FederBio: da anni lotta per difendere la produzione “pulita” e anche per lo stop ai glifosati. La sua è una battaglia costante per un’agricoltura sempre più “green”, che blocchi prima dell’arrivo sulle nostre tavole qualsiasi sostanza nociva.

Presidente, la legge sull’agricoltura biologica fa fare un enorme passo avanti al made in Italy, vero? Come si colloca l’Italia sul mercato bio: è ancora tra i primi produttori?

La legge è estremamente importante perché contiene elementi indispensabili per favorire la transizione ecologica dei sistemi agricoli italiani. Fornisce gli strumenti che permettono di spingere sull’acceleratore in un momento particolarmente importante visto anche lo stanziamento di risorse strategiche per il settorePer quanto riguarda il posizionamento del nostro Paese nel mercato del bio, l’Italia si conferma leader in Europa sia per numero di operatori, oltre 70mila, che come incidenza di superficie bio sul totale che si attesta al 16,6 %. Inoltre, con 2,1 milioni di ettari, 102mila in più rispetto al 2019, il nostro Paese è il terzo nella Ue come superficie coltivata a biologico, dopo Spagna e Francia”.

In molti hanno criticato l’agricoltura biodinamica, perché non avrebbe basi scientifiche: Lei come risponde? Ci spiega, in poche righe, in cosa consiste e qual è il vantaggio?

L’agricoltura biodinamica è una pratica agronomica che si riconduce al metodo biologico, già riconosciuta fin dal primo Regolamento europeo del 1991 in materia di agricoltura biologica. È stata fatta una narrazione strumentale per screditare la biodinamica utilizzando tanti argomenti. Si sono descritti i preparati biodinamici come pratiche esoteriche, quando in realtà si tratta di mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti Ue e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese. Inviterei chi ha disegnato la biodinamica come ‘stregoneria’ a far visita alle tante realtà di aziende biodinamiche del nostro Paese per vedere da vicino di cosa si tratta. Sono aziende innovative che lavorano con grande motivazione, nel rispetto della natura, occupando spesso giovani. Il biodinamico è una pratica agronomica che si riconduce al metodo biologico e che continuerà a essere sostenuto, come lo è stato fino ad oggi.

Come si può difendere il mercato del bio dai “falsari”, dal finto biologico? Quali sono i requisiti e che deve avere un prodotto biologico e quali certificazioni che deve saper individuare il consumatore?

Per essere biologico un prodotto deve rispettare le norme previste dal Regolamento europeo sul bio ed essere sottoposto ad un sistema di controllo per ottenere la certificazione a tutela dei consumatoricontrassegnata dal logo biologico europeo, l’euro foglia verde, che dal 1° luglio 2012 è divenuto obbligatorio su tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti nellUe. La nuova legge sul bio instituisce poi il marchio “Biologico italiano” di cui potranno fregiarsi tutti i prodotti biologici ottenuti da materia prima esclusivamente italiana. Per essere biologico un alimento deve essere prodotto senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi per la concimazione dei terreni, per la lotta alle piante infestanti, ai parassiti animali e alle malattie delle piante; inoltre è vietato l’uso di organismi geneticamente modificati (OGM). Il biologico ricorre a pratiche essenzialmente preventive, selezionando specie locali resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione adeguate. La bioagricoltura rispetta l’ambiente, contribuisce a mitigare l’impatto climatico, creando, inoltre, nuove opportunità di occupazione, in particolare per i giovani e le donne”.

Oggi il consumatore ha una sensibilità molto più “green”, ma in tempi di crisi, secondo lei, il mercato bio potrà subire dei contraccolpi?

Il consumatore è sempre più attento alla sostenibilità e alla provenienza degli alimenti che acquista. Dai dati dell’Osservatorio SANA, promosso da Bologna Fiere e curato da Nomisma, nel 2021 (anno terminante a luglio) i consumi interni hanno registrato una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. La spesa delle famiglie italiane si è attestata a 4,6 miliardi di euro: 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico nell’anno in corso. Negli ultimi dieci anni i consumi interni hanno registrato un’impennata del 133%. In grande crescita anche l’export del bio made in Italyche nel 2021 ha fatto segnare +11%. Con una quota di 2,9 miliardi di euro, l’Italia è il secondo Paese esportatore dopo gli Stati Uniti. In questi ultimi mesi ci sono però segnali di stasi nei consumi interni per le difficoltà economiche che molte famiglie stanno attraversando. Ma nonostante questo credo che il biologico sia una delle risposte in questo momento di crisi. Stiamo vivendo un periodo di crisi interconnesse: ambientale, alimentare ed energetica. Emergenze, acuite dal conflitto bellico in Ucraina, che ha visto l’impennarsi del costo delle materie prime, dei pesticidi e concimi chimici, uniti a quelli dell’energia, rischia davvero di strangolare le imprese agricole costringendole alla chiusura, visto che i prezzi dei prodotti per gli agricoltori e gli allevatori coprono ancora meno i costi di produzione. Ecco perché è assolutamente necessario e urgente ripensare il nostro sistema di produzione alimentare per renderlo più indipendente da input esterni e più resiliente. Il biologico è un metodo che può dare nuove opportunità agli agricoltori, valorizzando la qualità dei prodotti e del territorio, rilanciando circuiti locali di produzione e consumo offrendogli la possibilità di spuntare prezzi che permettono alle aziende di andare avanti. Per questo occorre investire su modelli virtuosi come i distretti biologici e su filiere di prodotti made in Italy bio fondate sul principio del giusto prezzoutili anche ai fini dell’autosufficienza alimentare”.

Il vino bio sta conquistando gli investitori internazionali e anche grandi star del cinema. Quali sono i vantaggi della produzione biologico-enoica?

La viticoltura bio cura la fertilità del suolo, la biodiversità e gli ecosistemi e riveste un ruolo centrale all’interno del processo di transizione ecologica verso un’agricoltura sempre più sostenibileMa soprattutto unisce il valore dell’identità territoriale delle denominazioni di origine con quello del rispetto dell’ambiente e della salute attraverso la certificazione bio, aumentando la reputazione dei nostri vini sui mercati internazionali. In Italia i vigneti bio rappresentano il 18% della superficie vitata totale: si tratta della percentuale più alta in Europa e nel mondoRitengo che il futuro della viticoltura sarà sempre più bio, un metodo produttivo sostenibile che rispetta l’ambiente valorizzando l’identità dei territori. Passare al biologico richiede tuttavia competenze e maggiore professionalità. Ecco perché è fondamentale investire in ricerca, formazione, assistenza tecnica e campagne informative per spiegare i valori del biologico”. 

Quali sono gli obiettivi della sua presidenza FederBio?

Quando sono stata nominata nel giugno del 2019 al primo punto delle priorità del mio mandato c’era l’approvazione della legge sull’agricoltura biologica agire sulle scelte relative al nuovo ciclo di programmazione della PAC affinché puntassero a un modello agricolo basato sui principi dell’agroecologia con investimenti strategici per l’agricoltura biologica. La legge è stata finalmente approvata e ci consente di avere tutti gli strumenti necessari per sostenere una fase di passaggio strategico per il settore, puntando alla realizzazione di filiere di Made in Italy bio al giusto prezzo, al riconoscimento e sostegno alla diffusione dei distretti biologici, al rafforzamento degli investimenti per la ricerca e l’innovazione, la formazione ed i servizi tecnici, al miglioramento del sistema dei controlli e alla tutela del settore con il riconoscimento di un organismo interprofessionaleInoltre dalla fase attuale e fino al 2027, saranno messe in campo una notevole quantità di risorse per favorire lo sviluppo del biologico che complessivamente ammontano a quasi 3 miliardi di euro, considerando i finanziamenti contenuti nel Fondo per il biologico, nel PNRR e nel Piano Strategico Nazionale della PAC. Ora si tratta quindi di dare gambe agli obiettivi stabiliti dalla legge, attraverso la definizione del Piano d’azione nazionale del biologico che consenta di spendere bene le risorse a disposizione, impostando una strategia finalizzata sia sulla crescita della produzione che sull’aumento dei consumi, in coerenza con le politiche europee del Green Deal.

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FONTE


TESTATA: Bio Green Italy
AUTORE: Gaetano Gorgoni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 giugno 2022



L'agricoltura Biologica del futuro

DOVE: 

Galleria del Cardinale Colonna, Via Della Pilotta 17/A - Roma

QUANDO:

6 luglio 2022 ore 10.30

Nuovo Appuntamento con il Bio incentrato su: “L’Agricoltura Biologica del futuro”, organizzato da Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con Ismea. L’evento si terrà il 6 luglio alle 10.30 presso la Galleria del Cardinale Colonna, Roma.


Enovitis Bio in Campo

DOVE: 

Azienda Vitivinicola Ca'Bolani - Cervignano del Friuli (UD)

QUANDO:

23-24 giugno 2022

Si terrà il 23 e 24 giugno a Cervignano del Friuli, presso l’azienda vitivinicola Ca’Bolani, Enovitis in Campo.

L’edizione 2022 sarà la prima caratterizzata da Enovitis in Campo Bio una collaborazione con FederBio Servizi che ha portato alla realizzazione di un vigneto sperimentale condotto con i principi della viticoltura biologica. Saranno diverse le attività presentate all’evento, scarica il programma per scoprire tutti i dettagli.


Giornata dimostrativa dedicata alla Cerasicoltura Bio

DOVE: 

Tenute D’Onghia - Str. Vicinale S. Pietro, 300/C, 70023, Gioia del Colle (BA)

QUANDO:

Lunedì 20 giugno 2022, h. 17.00

Il Gruppo Operativo Oltre.bio incontra operatori del settore, tecnici e ricercatori per presentare i risultati raggiunti, fare il punto sull’avanzamento dei lavori e condividere le esperienze in campo. Protagonista, questa volta, la cerasicoltura biologica.

La giornata dimostrativa vuole essere un momento di confronto sulle pratiche agronomiche e di difesa applicate nel corso di due anni di sperimentazione, dove ampio spazio è stato dato alle innovazioni applicate alla gestione del suolo, della risorsa idrica, delle avversità e del post raccolta. I partecipanti, divisi in gruppi saranno accompagnati in dedicate postazioni allestite nel ciliegeto per dimostrazioni pratiche degli approcci innovativi utilizzati.


Progetto BioSmartZoo - Standard "High Welfare" per le filiere zootecniche

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Martedì 14 giugno 2022, h. 11.00

Si svolgerà il 14 giugno alle ore 11.00 il webinar su “High Welfare” lo standard di FederBio sul benessere animale, organizzato in ambito BioSmartZoo.

È possibile partecipare, previa registrazione, dal seguente link: https://programme.rdueb.it/

INFO E CONTATTI:


info@federbioservizi.it