Il biologico italiano? In salute, con molti “ma”
biobankcoronavirushomemercato bioNomismaIl successo di vendite del biologico non è stato piegato nemmeno dalla crisi pandemica del coronavirus. Anzi. Il comparto, alimentare e non, ha continuato a crescere. E ha raggiunto valori assoluti davvero elevati. Il mercato interno vale, 4,3 miliardi di euro (6,9 miliardi se aggiungiamo l’export), registrando un incremento costante che ne ha sancito più di un raddoppio nei dieci anni appena trascorsi (+118%). È l’ennesima conferma di questo trend positivo contenuta nell’ultimo rapporto Bio Bank. La ricerca non solo descrive il dettaglio dei risultati di business fino al 2019 di tutti i soggetti tradizionalmente monitorati (grande distribuzione, negozi specializzati e ristorazione bio), ma include le rilevazioni dell’osservatorio di Nomisma, con le stime del 2020 appena trascorso.
Biologico nella pandemia: scelta consapevole che protegge e rassicura
Tutto ciò consente di scattare un sorta di “fotografia in movimento” che darà soddisfazione anche alle organizzazioni rappresentative del comparto produttivo e di trasformazione (Aiab, FederBio, AssoBio). Ma c’è di più. A seguito della pandemia il 48% degli italiani pensa che adotterà uno stile di vita più sostenibile e il 39% si ripromette di aumentare l’acquisto di prodotti bio nel 2021 (fonte Nomisma). L’analisi compiuta nell’anno appena trascorso, particolarissimo e drammatico, racconta quindi anche di una scelta di consumo che viene rafforzata proprio in certe fasi critiche.
Boom gdo, disastro ristorazione
A fronte di ciò, tuttavia, c’è la tradizionale seconda faccia della medaglia, che non può essere trascurata. E solo in parte è compensata dal moltiplicarsi dei servizi di consegna a domicilio, dall’attivismo dei Gas (Gruppi d’acquisto solidale), dai siti aggregatori di produttori (836 milioni di euro, pari al 22% del mercato domestico). C’è infatti da considerare il disastro della ristorazione (incluse le mense) pagato nell’anno appena trascorso a causa delle chiusure forzate per la pandemia.
Soffrono piccoli negozi e catene
Mentre il biologico nella GDO fa passi da gigante (+20% nella quota del mercato tra 2011 e 2020), i cosiddetti “altri canali” soffrono (-20%). «A gettare la spugna – scrive Bio Bank – sono soprattutto i piccoli negozi che hanno fatto la storia del biologico, mentre crescono quelli con superfici oltre i 150 metri quadrati». Non solo. Stando al campione Bio Bank, i negozi specializzati hanno registrato nel 2020 vendite stimate per 924 milioni di euro, con un +8% sull’anno precedente. Ma, guardando al decennio, il dato si ferma a +3%, denunciando una sostanziale stagnazione. E «se tu sei fermo in un settore che cresce significa che stai arretrando», precisa Rosa Maria Bertino. Così, mentre rallenta il ritmo delle chiusure, per fortuna, il turnover delle attività resta elevato. E c’è un altro segnale che non sembra “dire bene” al bio fuori dalla gdo.
Serve una politica alleata del bio
E i produttori cosa pensano dopo l’annus horribilis? Innanzitutto aspettano da due anni l’approvazione della legge nazionale sull’agricoltura biologica. E, mentre guardano con speranza ai provvedimenti d’indirizzo europei (Green New Deal e strategie Farm to Fork e Biodiversità), chiedono alla prossima Politica agricola comune (la nuova Pac prevista per il 2023) di sposare definitivamente l’agroecologia. L’appello è a investire fondi su una ricerca indipendente e a dibattere di questi temi nell’elaborazione del Piano strategico nazionale. Che invece «segna il passo nonostante le recenti sollecitazioni della Commissione Ue a costruire una “architettura verde” basata sugli eco-schemi». E c’è anche chi, come Maria Grazia Mammuccini di FederBio, ricorda che la lettura dei dati, per quanto riguarda i produttori, svela buone prospettive future, ma anche un quadro articolato e non sempre positivo. «Se alcune aziende bio non hanno avuto problemi durante l’emergenza sanitaria organizzandosi, anche attraverso le vendite on line, altre sono state fortemente penalizzate. Mi riferisco in particolare ai produttori che hanno come canale di vendita i mercati agricoli locali, chiusi durante il lockdown, a quelli che si rivolgono alle mense scolastiche o che si occupano dell’accoglienza e valorizzazione del territorio». […]
FONTE
TESTATA: Valori
AUTORE: Corrado Fontana
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 Febbraio 2021
SANA 2021, tra le novità SANA TECH e ITA.BIO, la piattaforma del biologico italiano
BolognaFierefederbiohomeITA.BIOSANAFederBio annuncia il rinnovo della storica partnership con BolognaFiere per SANA, Salone internazionale del biologico e del naturale, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 settembre 2021. Anche quest’anno la manifestazione sarà preceduta da RivoluzioneBio, gli Stati Generali del biologico, un momento di confronto e approfondimento che si svolgerà in una fase decisiva per il futuro dell’agroecologia, tra la Riforma della Politica Agricola Comune (PAC) e le iniziative previste dal Recovery Plan. In arrivo anche il nuovo format SANA TECH, grazie alla collaborazione tramite FederBio Servizi con BolognaFiere, dedicato alle tecnologie e all’innovazione per il settore biologico.
A SANA 2021 verrà confermato l’accordo strategico siglato tra Slow Food, FederBio e BolognaFiere, che apre nuovi scenari per il mondo del biologico italiano, mettendo a disposizione delle imprese ulteriori strumenti per supportarle nello sviluppo del business. “L’export del biologico italiano, che secondo i dati dell’Osservatorio SANA ha fatto registrare un incremento del 3,5% nel 2020, attestandosi a 2.619 milioni di euro, ha ancora ampi margini di sviluppo. In particolare, in un momento come quello attuale, caratterizzato da una crescente domanda di prodotti provenienti da un’agricoltura sostenibile, che rispetta l’ambiente, è fondamentale la promozione dell’export del biologico Made in Italy”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
Nel corso della manifestazione bolognese si porrà particolare attenzione alla valorizzazione di ITA.BIO, la piattaforma che, grazie alla condivisione di un servizio informativo in grado di monitorare le opportunità nei diversi Paesi target, si configura come una leva strategica per le aziende bio italiane che intendono approcciare i mercati esteri, in particolare quello americano e cinese. La piattaforma è già attiva sui principali mercati del biologico mondiale e sta sviluppando, in particolare in Cina, la piena integrazione con il sistema BolognaFiere e Regione Emilia Romagna.
“La disponibilità di una piattaforma come ITA.BIO è cruciale poiché fornisce alle imprese la conoscenza necessaria per sostenere strategie di internazionalizzazione di successo – ha spiegato Maria Grazia Mammuccini. – Nel contempo, grazie anche all’accordo siglato con Slow Food e BolognaFiere, vi sarà occasione per il rilancio di iniziative a supporto anche dell’agricoltura biologica, che valorizza la biodiversità e le filiere corte. Con SANA TECH vogliamo cogliere, assieme a BolognaFiere, la sfida dell’innovazione e della transizione digitale, per un biologico sempre più all’avanguardia”. […]
FONTE
TESTATA: Help CONSUMATORI
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 Febbraio 2021
Nielsen-AssoBio. Effetto pandemia, ottimo trend per i consumi BIO degli italiani nel 2020: +6,5% nei supermercati e +12,5% nei discount - Boom di vendite online (+150%)
AssoBiogdohomemercato bioItaliani a tavola sempre più attenti alla salute, ma anche alla sostenibilità ambientale. L’effetto pandemia si fa sentire anche sulle abitudini alimentari. Durante il lockdown gli italiani hanno fatto scelte più salutari, orientandosi verso cibi biologici e biodinamici. In base alle indagini elaborate da Nielsen per la moderna distribuzione e con il contributo di AssoBio per gli altri canali, nel corso del 2020 gli acquisti dei prodotti biologici sono cresciuti del +7% sul 2019, per un valore complessivo superiore ai 4,3 miliardi totali.
A questo ha contributo il canale supermercati (+6,5%) con vendite che superano gli 847 milioni di euro, quello dei discount (+12,5%) con un valore di oltre 194 milioni e i negozi specializzati che nel corso del 2020 hanno visto un deciso incremento, addirittura superiore al 10%. La preoccupazione per l’attuale situazione socio-sanitaria, dunque, ha contribuito a orientare le scelte dei consumatori verso criteri più salutisti e controllati, conferendo una decisa priorità al tema della sicurezza alimentare.
La Grande distribuzione organizzata (GDO) sta riconoscendo grande valore a questo settore, avendo aumentato in modo significativo l’assortimento dei prodotti bio a proprio marchio, con risultati estremamente positivi, pari al 48,7 % delle vendite bio totali. Ma la vera e propria impennata si registra nelle vendite online dei prodotti bio che superano il 150 per cento.
Più che positiva, nonché superiore a quella registrata dall’export agroalimentare nel suo complesso, la performance dell’export bio, infatti, nel 2020 l’esportazione di prodotti biologici ha superato i 2.619 milioni di euro con un ritmo di crescita dell’8% rispetto al 2019 e un incidenza del 6% sul totale delle esportazioni agroalimentari italiane. L’Italia è la seconda nazione al mondo per l’esportazione dei prodotti bio, dopo gli USA e decisamente prima in Europa. “Il settore del biologico rappresenta un driver sempre più importante dell’agroalimentare italiano di qualità – afferma il Presidente di AssoBio, Roberto Zanoni –; proprio durante il lockdown, i consumatori sono andati alla ricerca di prodotti biologici e biodinamici, a conferma di una tendenza di crescita già in atto. Il consumatore italiano sta prestando sempre maggiore attenzione alla qualità, alla sicurezza, con uno sguardo rivolto anche alla corretta politica di prezzi, a conferma di un giusto ed equo riconoscimento dei processi e della loro certificazione.
Dal momento che, tra le consapevolezze che il Covid-19 ci ha lasciato, c’è la necessità di ripensare i modelli di produzione e consumo, con uno sguardo alla sostenibilità e all’innovazione – prosegue il Presidente – è importante dare al più presto seguito alle raccomandazioni dell’Unione Europea. Auspichiamo che il prossimo governo ponga massima attenzione alla strategia “Farm to Fork”, definita dalla Commissione come il cuore del Green Deal, con la consapevolezza che vi siano legami inestricabili tra persone sane, società sane e un pianeta sano.”
“Nel corso dell’ultimo anno – è il commento di Nicola De Carne, Retailer Client Business Partner di Nielsen – il tema della sicurezza per la propria salute è stata la preoccupazione principale degli italiani che ha portato ad uno stravolgimento delle abitudini di acquisto e di consumo. In questo contesto, negli ultimi mesi vi è stata un’importante crescita sia dei prodotti del largo consumo confezionato sia convenzionali che biologici, ma non per questo possiamo affermare che il tema della sicurezza alimentare non sia più una priorità, anzi. Semmai oggi è necessario riconsiderare il ruolo del biologico in un contesto più ampio, dove negli ultimi tempi si è assistito ad una forte crescita di prodotti che richiamano all’italianità e al territorio, e dei prodotti di filiera, entrambi in grado di coniugare, nel percepito degli italiani, sicurezza, qualità e genuinità.
“Tutti questi prodotti – conclude il comunicato di Nielsen – sono sovrapposti in termini di target a quello di chi acquista biologico. Oltre che su questi valori, diventa sempre più necessario, inoltre, comunicare il tema della sostenibilità ambientale legata ai processi produttivi e al packaging, per puntare su degli assets che fanno già parte delle aziende che operano in questo settore”.
Fonte: AssoBio-Nielsen
Governo Draghi, gli auspici e le speranze del settore del biologico
CambiamoAgricolturafederbiogoverno DraghihomeMiPAAFStefano PatuanelliVenerdì 12 febbraio è nato ufficialmente il governo Draghi e con esso è stato nominato il nuovo ministro dell’agricoltura, il pentastellato Stefano Patuanelli e – non a sorpresa – il ministro della transizione ecologica, il tecnico Roberto Cingolani. Un ministero inedito, atteso da anni nell’ambiziosa speranza di avere una rappresentanza istituzionale in grado di realizzare concretamente l’auspicato modello di sviluppo sostenibile. Una nomina che di fatto soddisfa le principali associazioni del comparto.
FederBio
Da FederBio gli auguri di buon lavoro al nuovo Esecutivo guidato da Mario Draghi e al neo ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli. La Federazione italiana dell’agricoltura biologica offre la massima disponibilità a collaborare, “in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura e per la ripresa economica del Paese”, sottolineando le tante questioni ancora aperte: dall’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica, al nuovo regolamento europeo sul bio, alla Riforma della PAC e alla definizione del Piano strategico Nazionale.
“Vorrei esprimere i migliori auguri al nuovo governo Draghi e in particolare al neo Ministro delle Politiche Agricole”, ha dichiarato la presidente Maria Grazia Mammuccini. “In un’ottica di totale collaborazione FederBio mette a disposizione il proprio sistema di conoscenze, consapevole che l’esperienza di tante imprese bio rappresenti un patrimonio a disposizione del Paese per supportare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana. Il biologico è infatti l’innovazione che abbiamo a disposizione non solo per soddisfare la richiesta di salute dei cittadini, il contrasto al cambiamento climatico e frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali e per l’occupazione delle donne e dei giovani che sempre di più scelgono il bio”.
Coalizione #CambiamoAgricoltura
Stessa auspicio e pari apertura al dialogo da parte della Coalizione #CambiamoAgricoltura che auspica un rilancio della transizione agro-ecologica dell’agricoltura nostrana. “Nella sua agenda Patuanelli avrà infatti alcuni appuntamenti importanti, primo fra tutti l’avvio del tavolo di concertazione con le parti sociali ed economiche e la società civile per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2020, atteso da oltre un anno. Il Trilogo UE dovrebbe completare l’iter della riforma della PAC entro il mese di maggio e la partita della prossima programmazione, che sarà operativa dal gennaio 2023, si sposterà completamente nel terreno dei singoli Stati membri. Per la Coalizione l’Italia ha le carte in regola per puntare ad obiettivi più ambiziosi, come il 40% di superficie agricola utilizzata certificata in agricoltura biologica entro il 2030 e l’utilizzo degli aiuti PAC condizionati alla ristrutturazione delle filiere della zootecnia intensiva.
Questo per affrontare la crescente insostenibilità di questo comparto e scegliere senza remore la strada della transizione agro-ecologica per tutta l’agricoltura, l’unica in grado di coniugare la salute dell’uomo con quella dell’ambiente, nell’ottica di “One Health”. Per questo sarà importante l’imminente approvazione da parte del Parlamento della nuova Legge sull’agricoltura biologica e il Ministero dovrà assicurare il massimo impegno per la sua rapida e concreta attuazione.
Un altro impegno prioritario per il nuovo Ministro, condiviso con i suoi colleghi della Salute e della Transizione Ecologica, è l’approvazione del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ormai scaduto dal febbraio 2018. Si tratta del principale strumento per l’attuazione della Direttiva UE sui pesticidi, 2009/128/CE, fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030”. […]
FONTE
TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 Febbraio 2021
#CambiamoAgricoltura: nuovo Ministro all'agricoltura punti alla transizione agroecologica
agroecologiaCambiamoAgricolturahomePACStefano PatuanelliLa Coalizione #CambiamoAgricoltura augura buon lavoro al nuovo Ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, ed auspica che il cambio alla guida del Ministero di Via XX Settembre determini un rilancio della transizione agro-ecologica della nostra agricoltura. Nella sua agenda il Ministro Patuanelli avrà alcuni appuntamenti importanti, primo fra tutti l’avvio del tavolo di concertazione con le parti sociali ed economiche e la società civile per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC (Politica Agricola Comune) post 2020, atteso da oltre un anno. Il Trilogo UE dovrebbe completare l’iter della riforma della PAC entro il mese di maggio e la partita della prossima programmazione, che sarà operativa dal gennaio 2023, si sposterà completamente nel terreno dei singoli Stati membri. Molti Stati hanno già avviato da tempo il confronto con le Associazioni agricole e ambientaliste, mentre il nostro paese è rimasto fermo al palo, nonostante ripetuti solleciti inviati dalla Coalizione #CambiamoAgricoltura, rimasti inascoltati. Le Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, con i loro obiettivi sfidanti (riduzione del 50% dei pesticidi e antibiotici, riduzione del 20% dei fertilizzanti chimici, aumento della superficie in agricoltura biologica fino al 25% a livello europeo, aumento fino almeno al 10% delle aree agricole destinate alla conservazione della biodiversità) impongono un cambio di rotta all’agricoltura italiana, per fare della sostenibilità ambientale e sociale un punto di forza delle produzioni “Made in Italy”. Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura l’Italia ha le carte in regola per puntare ad obiettivi più ambiziosi, come il 40% di superficie agricola utilizzata certificata in agricoltura biologica entro il 2030, e l’utilizzo degli aiuti PAC condizionati alla ristrutturazione delle filiere della zootecnia intensiva, per affrontare la crescente insostenibilità di questo comparto, in particolare in Pianura Padana, e scegliendo senza remore la strada della transizione agroecologica per tutta l’agricoltura, l’unica in grado di coniugare la salute dell’uomo con quella dell’ambiente, nell’ottica di “One Health”. Per questo sarà importante l’imminente approvazione da parte del Parlamento della nuova Legge sull’agricoltura biologica e il Ministero dovrà assicurare il massimo impegno per la sua rapida e concreta attuazione. Un altro impegno prioritario per il nuovo Ministro, condiviso con i suoi colleghi della Salute e della Transizione Ecologica, è l’approvazione del nuovo Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ormai scaduto dal febbraio 2018. Si tratta del principale strumento per l’attuazione della Direttiva UE sui pesticidi, 2009/128/CE, fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”. La Coalizione #CambiamoAgricoltura è disponibile su tutti questi temi e sul futuro dell’agricoltura italiana ad un confronto e collaborazione costruttiva con il nuovo Ministro ed invierà per questo nei prossimi giorni una richiesta d’incontro.
FederBio: buon lavoro al nuovo Governo Draghi e al neo Ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli
homeMiPAAFPACStefano PatuanelliBologna, 15 febbraio 2021 – Da FederBio gli auguri di buon lavoro al nuovo Esecutivo guidato da Mario Draghi e al neo ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli.
Dalla Federazione italiana dell’agricoltura biologica e biodinamica massima disponibilità a collaborare con il nuovo Ministro alle politiche agricole, in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura e per la ripresa economica del Paese.
Tante le questioni da affrontare per il bio e per tutto il sistema agroalimentare: dall’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica, al nuovo regolamento europeo sul bio, alla Riforma della PAC e alla definizione del Piano strategico Nazionale che FederBio auspica procedano in coerenza con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030.
“Vorrei esprimere i migliori auguri al nuovo Governo Draghi e in particolare al neo Ministro delle Politiche Agricole chiamati ad affrontare impegni fondamentali che riguardano il futuro del Paese a iniziare dalla ripresa economica.
In un’ottica di totale collaborazione, FederBio mette a disposizione il proprio sistema di conoscenze, consapevole che l’esperienza di tante imprese bio rappresenti un patrimonio a disposizione del Paese per supportare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana. Si avvicinano appuntamenti strategici come la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 e la redazione del Piano Strategico Nazionale. Il biologico è l’innovazione che abbiamo a disposizione non solo per soddisfare la richiesta di salute dei cittadini, il contrasto al cambiamento climatico e frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali e per l’occupazione delle donne e dei giovani che sempre di più scelgono il bio”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Ismea, il biologico regge a crisi: nel 2020 +4% fatturato GDO
gdoismeamercato bioIl biologico resiste alla crisi economica. Nel 2020, la spesa di prodotti alimentari biologici nella Gdo ha fatto segnare un più 4% rispetto all’anno precedente. In un contesto di crescita generalizzata delle vendite alimentari nei canali retail, resta immutata l’incidenza della spesa bio sul carrello degli italiani, ferma attorno al 3%. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Ismea.
Anche a Natale, il divieto di cenoni e assembramenti non ha disincentivato gli acquisti di prodotti alimentari nel reparto Bio. Secondo le ultime rilevazioni dell’Ismea, la spesa per le referenze biologiche nei punti vendita della Gdo ha registrato un aumento del 6% nelle tre settimane a cavallo di Natale rispetto allo stesso periodo del 2019. Una conferma che, sottolinea l’Ismea, le riconosciute valenze che il bio esprime incontrano sempre di più il favore del consumatore, reso oggi maggiormente consapevole dello stretto rapporto esistente tra benessere, alimentazione e salute del pianeta.
A crescere durante le festività sono stati soprattutto i vini e spumanti bio che con il 27% in più sullo scorso Natale hanno guadagnato quote di rappresentatività nel settore. Molto bene anche gli ortaggi (+11%) e le carni bio (+15%), mentre il fatturato della frutta certificata nei supermercati risulta in lieve flessione del 2%. Anche sotto Natale il consumo di biologico è stato concentrato soprattutto al Nord (64%), benché l’Italia centrale abbia mostrato il progresso maggiore (+8%). […]
FONTE
TESTATA: Adnkronos
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 Febbraio 2021
La transizione ecologica dell’Italia passa dal biologico
Farm To Forkgreen dealhomeRecovery Fundtransizione ecologicaCon l’approvazione del testo sull’agricoltura biologica in Commissione Agricoltura al Senato sembra finalmente in dirittura d’arrivo una legge attesa da anni da agricoltori e cittadini. Il testo è stato approvato all’unanimità con alcuni emendamenti coerenti con l’impostazione generale della legge a partire dall’inserimento della delega al Governo per la razionalizzazione della normativa sui controlli con la semplificazione delle norme e l’innovazione del sistema attraverso l’impiego di piattaforme digitali.
È un passo ulteriore verso la definitiva approvazione della legge, che risulta fondamentale in una fase in cui il settore continua a crescere e l’Europa, con le strategie “From Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, punta a triplicare la superficie coltivata a biologico e ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030. In Italia nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi, di cui 4,3 relativi al mercato interno più che raddoppiato negli ultimi 10 anni, a conferma che ci troviamo di fronte a una vera e propria trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accelerato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la nostra salute e quella del pianeta. Anche per quanto riguarda la produzione il settore cresce da anni arrivando ormai a 2 milioni di ettari coltivati, oltre 80mila aziende, che equivalgono al 15,8% della superficie agricola utilizzata (Sau), percentuale che acquista un particolare valore se si tiene conto della media europea al 7,8%.
Si tratta di un patrimonio a disposizione del Paese, l’esempio più efficace ed economicamente più sostenibile per guidare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana. Per questo appare incomprensibile che nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il biologico non venga mai citato, neanche nel capitolo dedicato all’agricoltura sostenibile. Il Recovery Plan rappresenta una svolta a livello europeo per cambiare il modello produttivo verso il Green Deal. Il sistema agricolo e alimentare può svolgere un ruolo fondamentale nella transizione ecologica scegliendo l’agroecologia come approccio in grado di mitigare i cambiamenti climatici e di produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute.
Il Parlamento e il nuovo Governo devono superare una lacuna così evidente. Servono scelte politiche chiare, coraggiose, all’altezza della situazione invece di attardarsi a bloccare il cambiamento in atto. Occorre approvare definitivamente la legge sull’agricoltura biologica, puntare su digitalizzazione e semplificazione del sistema di certificazione, progetti concreti per promuovere i distretti biologici e le filiere di “Made in Italy Bio” fondate sul principio del “giusto prezzo” utilizzando tutte le risorse a disposizione, dai fondi stanziati con la Finanziaria al Recovery Fund e al Piano d’azione europeo sul biologico.
Serve infine una riforma della Pac in linea con gli obiettivi delle strategie “From Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, che punti a sostenere la conversione al biologico e a supportare tecnicamente le aziende, con investimenti strategici in ricerca, innovazione e formazione. La conversione al biologico è un’opportunità non solo per il contrasto al cambiamento climatico e per frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali a partire dal Mezzogiorno e per l’occupazione delle donne e dei giovani, tutte priorità strettamente coerenti con quelle del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. […]
FONTE
TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 Febbraio 2021
Toscana Bio: per una Toscana biologica
federbioFirenze BiohomeMammucciniDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Mercoledì 10 febbraio 2021, h. 17.00
Si svolgerà il 10 febbraio 2021 l’ìincontro “Per una toscana biologica”. L’incontro è organizzato da Toscana Bio per la Sostenibilità. Interventi dal mondo del biologico, delle istituzioni e dell’Università.
Interverranno: Alberto Bencistà, presidente di Toscana Bio per la Sostenibilità e di FederBio Toscana; Cesare Pacini, professore associato di Agronomia a Coltivazioni erbacee Università di Firenze; Roberto Scalacci, direzione Agricoltura e Sviluppo rurale Regione Toscana; Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio; Roberto Zanoni, presidente di Assobio.
Per seguire la diretta collegarsi alle pagine Fb:
Toscana Bio per la sostenibilità – Terra Nuova Edizioni – FederBio
INFO E CONTATTI:
Strategia sulla Biodiversità, a marzo il Piano d’azione della Commissione UE
biodiversitàFarm To Forkgreen dealhomeIl Piano d’azione della Commissione europea per lo sviluppo di prodotti biologici sarà presentato a Bruxelles il 31 marzo, secondo l’ultimo ordine del giorno del collegio dei commissari dell’8 febbraio. Il piano è previsto nel quadro della strategia sulla Biodiversità pubblicata dalla Commissione europea, che prevede entro il 2030 il 25% dei terreni agricoli adibiti all’agricoltura biologica.
Gli ultimi dati Eurostat evidenziano che la superficie biologica totale nell’Unione europea era di 13,8 milioni di ettari nel 2019, corrispondente all’8,5% della SAU (superficie agricola utilizzata). In aumento del 46% tra il 2012 e il 2019, ma non abbastanza per incontrare gli obiettivi dell’UE al 2030.
Con il suo Piano d’azione per l’agricoltura biologica l’Esecutivo punta a stimolare l’offerta e la domanda di prodotti biologici rafforzando la fiducia dei consumatori con “campagne promozionali e appalti pubblici verdi”.
Nell’attuazione degli obiettivi agroecologici per i prossimi anni fissati nella strategia sulla Biodiversità e nella strategia Farm to Fork, l’UE assicura che terrà conto del fatto che gli Stati membri partono da situazioni diverse e che i progressi compiuti finora sono d’intensità diversa. […]






