Italia - Europa: obiettivo politica agricola comune PAC
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Evento on line
QUANDO:
Giovedì 25 febbraio 2021, h. 18.00
Si svolgerà il 25 febbraio 2021 l’ìincontro “Italia – Europa: obiettivo politica agricola comune PAC”, organizzato da “Toscana Bio per la Sostenibilità” e FederBio Toscana con il supporto di Terra Nuova Edizioni. All’evento, in diretta facebook, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
INFO E CONTATTI:
Sana 2021, il Salone Internazionale del biologico e del naturale da appuntamento a Bologna dal 9 al 12 settembre 2021
BolognaFierefederbiohomeSANAIl Biologico al centro delle strategie di rilancio post pandemia, a SANA nuove iniziative per gli operatori di un settore che ha dimostrato la sua centralità e la sua vocazione all’export.
Si terrà dal 9 al 12 settembre presso il Quartiere fieristico di Bologna la 33esima edizione di SANA, il Salone internazionale del biologico e del naturale organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio/Assobio e con il supporto ITA, Italian Trade Agency per le azioni di internazionalizzazione.
L’edizione post pandemia del principale evento nazionale, fra i maggiori in Europa per il settore del biologico e del naturale, dà appuntamento, in presenza, con nuove iniziative che andranno a sottolineare l’importanza e la centralità della manifestazione per l’intera filiera che esce rafforzata da un anno che ha messo a dura prova l’economia mondiale.
In chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale nell’ultimo anno il ruolo del biologico, si è manifestato con ancora maggior forza, dimostrando solidità e ampie possibilità di crescita, determinate da un mercato estremamente ricettivo verso i prodotti bio e da una sempre più marcata attenzione internazionale verso il bio made in Italy.
Il mercato del Biologico nel 2020 ha registrato, in Italia, un valore delle vendite pari a 4.358 mln di euro, con un indice di crescita del +142% del 2020 rispetto al 2010 (anno terminato ad agosto). Parallelamente il valore dell’export Bio si è attestato a 2.619 mln di euro (stessa annualità) con una crescita, anche in questo caso, rilevante +149% del 2020 sul 2010 e del +3,5% rispetto al 2019 (Fonte: Osservatorio SANA 2020).
Decisamente positivo anche il posizionamento dell’Italia in termini di export; il nostro Paese nel 2020 si è collocato al top nella graduatoria per Bio esportato, al secondo posto alle spalle degli USA e davanti ai competitor europei in graduatoria (Spagna e Francia, rispettivamente in terza e quinta posizione) e alla Cina sul quarto scalino.
In questo contesto, la partecipazione alle Fiere internazionali dedicate al Biologico, è considerata delle imprese bio il primo strumento di promozione verso i mercati esteri e SANA, per il consolidato know-how e per le iniziative messe in atto a livello Istituzionale con ICE-ITA e con le principali piattaforme digitali è, senza dubbi, la piattaforma ideale per sviluppare business sui mercati esteri.
BolognaFiere e SANA hanno mantenuto attivo, dall’ultima edizione dell’evento, il dialogo con la business community del bio, promuovendo nuove iniziative per le imprese e gli operatori del settore.
Ne sono esempio: l’accordo fra BolognaFiere e Alibaba.com che ha messo in sinergia le piattaforme fieristiche di BolognaFiere (in particolare di SANA) con la piattaforma del leader mondiale del commercio online B2B, in cui operano quotidianamente oltre 26 milioni di buyer,
attivi in 190 Paesi del mondo; la riconferma della partnership strategica tra BolognaFiere e FederBio per offrire nuove opportunità alle aziende del Bio interessate a raggiungere il mercato cinese e ad allargare le strategie commerciali online e la partnership fra BolognaFiere e Phenix Exhibitions organizzatore a Xiamen del principale evento per il food biologico, la China International Organic Food Expo (CIOFE) che vede una forte partecipazione delle imprese specializzate nell’ortofrutta bio, comparto per il quale rappresenta la piattaforma ideale di ingresso in Cina. Coerentemente China International Organic Food Expo è stata identificata da ICE-ITA Agenzia quale piattaforma fieristica prioritaria per la promozione del bio nazionale in Cina.
Alla promozione del biologico nei mercati asiatici contribuisce, anche, il recente accordo promosso da BolognaFiere tra Federbio e il China Organic Food Certification Centre (COFCC), il principale organismo nazionale di controllo e certificazione dei prodotti bio in Cina, che per inciso è anche proprietario della fiera CIOFE.
Ma l’attività promozionale di BolognaFiere non si è svolta solo sul mercato cinese: in questi ultimi mesi gli operatori hanno potuto infatti partecipare a una serie di webinar che hanno proposto focus sui Paesi a maggior sbocco commerciale, come gli USA, grazie alla piattaforma di ICE e FederBio ITA Bio a cui partecipa attivamente anche BolognaFiere.
È con questa intensa attività di sviluppo e networking fra gli attori del settore, che SANA si presenta, a settembre 2021, con un format arricchito in contenuti e iniziative che andranno ad accrescerne la visione di filiera.
In apertura di SANA 2021 è prevista la terza edizione di RIVOLUZIONE BIO, l’iniziativa promossa da BolognaFiere, in collaborazione con FederBio/Assobio e con la Segreteria organizzativa di Nomisma, divenuta momento di confronto tra istituzioni, player della filiera ed esperti del settore su temi di primaria rilevanza e attualità che saranno ancora più centrali nell’esperienza post pandemia. Come di consueto nell’ambito di RIVOLUZIONE BIO si presenterà l’Osservatorio SANA 2021, l’elaborato che monitora i numeri chiave della filiera biologica, dalla produzione alle dimensioni del mercato. L’Osservatorio, anche in questa edizione, è promosso da BolognaFiere e curato da Nomisma, con il patrocinio di FederBio e AssoBio e il sostegno di ICE.
Il progetto espositivo di SANA 2021 prevede sei aree tematiche: FOOD, CARE&BEAUTY, GREEN LIFESTYLE, SANA TECH, SANA TEA e FREE FROM HUB.
Fra le novità 2021 il nuovo Salone tematico SANA TECH (Rassegna internazionale della filiera produttiva del biologico e del naturale), una fiera nella fiera che sarà una vetrina per i produttori di sementi, semilavorati, materie prime, attrezzature, ingredienti e tecnologie al servizio del biologico. Un’iniziativa innovativa, con una visione globale su tutto il processo produttivo del biologico che, ogni anno, svilupperà focus dedicati a grandi aree tematiche che spazieranno dalla cosmesi naturale e biologica all’agricoltura, dalla zootecnica agli ingredienti. SANA TECH sarà un’importante occasione di visibilità per un settore in cui l’Italia ricopre un ruolo da protagonista a livello internazionale per lo straordinario know-how acquisito dai produttori nazionali e dalla ricerca nella produzione biologica,
secondo metodiche garantite e certificate. SANA TECH è una manifestazione di BolognaFiere che sarà curata dal partner specializzato Avenue Media.
La seconda novità sarà SANA TEA, un inedito sguardo verso prodotti – tè e tisane – che vedono costantemente in crescita il numero di raffinati appassionati, amanti di bevande salutiste (sempre più presenti nelle nostre giornate) ma, anche, di prodotti con principi attivi che trovano largo utilizzo per il benessere della persona. SANA TEA pone l’attenzione a un mercato – quello riferito al tè e alle tisane – il cui fatturato globale nel mondo rappresenterà nel 2025 un valore di 4,2 miliardi di dollari e che ha registrato, nell’ultimo anno, un incremento del 4,2 per cento (Fonte Market Research Future); di questo mercato SANA TEA analizzerà orientamento, novità e benefici legati alle bevande da infusione. SANA TEA è organizzata da BolognaFiere in collaborazione con associazione In Tè (che dal 2017 organizza un festival interamente dedicato al tè e ai tea lover).
Accanto a queste new entry le ormai tradizionali aree dedicate a FOOD (un’ampia panoramica della filiera agroalimentare, estesa ai nuovi trend di mercato, alle innovazioni e alla ricerca), CARE&BEAUTY (in cui esporranno le aziende produttrici di cosmetici, prodotti per la cura del corpo naturale e bio, integratori ed erbe officinali), GREEN LIFESTYLE (dedicata ai consumatori alla ricerca di prodotti per uno stile di vita ecologico, sano e responsabile) e FREE FROM HUB (una vetrina dedicata ai prodotti free from e rich-in, che rispondono a una crescente tendenza nei consumi).
Si ripropone inoltre, anche nel 2021, LA VIA DELLE ERBE l’iniziativa organizzata in collaborazione con SISTE (Società Italiana di Scienze Applicate alle Piante Officinali e ai Prodotti per la Salute) che proporrà un nuovo un focus di approfondimento.
Fonte: Ufficio Stampa BolognaFiere
"The World of Organic Agriculture": l’annuario presentato al BIOFACH
BiofachFiBLhomeIFOAM Organics Internationalmercato bioGli ultimi dati sull’agricoltura biologica in tutto il mondo saranno presentati dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL e IFOAM – Organics International al BIOFACH, la fiera leader mondiale per gli alimenti biologici. Secondo l’ultima indagine del FiBL i terreni agricoli biologici sono aumentati di 1,1 milioni di ettari e le vendite al dettaglio di prodotti biologici hanno continuato a crescere.
Il mercato mondiale degli alimenti biologici ha raggiunto i 106 miliardi di euro nel 2019. Gli Stati Uniti sono il mercato principale (44,7 miliardi di euro), seguiti da Germania (12,0 miliardi di euro) e Francia (11,3 miliardi di euro). Nel 2019, molti dei principali mercati hanno continuato a mostrare forti tassi di crescita; ad esempio, il mercato francese è aumentato di oltre il 13%. I consumatori danesi e svizzeri hanno speso di più per il cibo biologico (344 e 338 euro pro capite, rispettivamente). La Danimarca ha avuto la più alta quota di mercato biologico, con il 12,1% del suo mercato alimentare totale.
Nel 2019, erano 3,1 milioni i produttori biologici. L’India continua ad essere il paese con il maggior numero di produttori (1.366.000), seguita dall’Uganda (210.000), e dall’Etiopia (204.000). La maggior parte dei piccoli produttori sono certificati in gruppi basati su un sistema di controllo interno. Alla fine del 2019 erano 72,3 milioni gli ettari gestiti con il metodo biologico, con una crescita dell’1,6%.
L’Australia ha la più grande superficie agricola biologica (35,7 milioni di ettari), seguita dall’Argentina (3,7 milioni di ettari), e dalla Spagna (2,4 milioni di ettari). A causa della grande area di terreno agricolo biologico in Australia, la metà del terreno agricolo biologico globale è in Oceania (36,0 milioni di ettari). L’Europa ha la seconda area più grande (16,5 milioni di ettari), seguita dall’America Latina (8,3 milioni di ettari).
A livello globale, l’1,5% dei terreni agricoli è biologico. Tuttavia, molti paesi hanno quote molto più alte. I paesi con la più grande quota biologica del loro terreno agricolo totale sono il Liechtenstein (41,0%), l’Austria (26,1%) e São Tomé e Príncipe (24,9%). Alcuni stati in India sono o aspirano ad essere biologici al 100% nei prossimi anni. […]
FONTE
TESTATA: Sinab
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 Febbraio 2021
Sana 2021 in presenza. A settembre il Salone internazionale del biologico e del naturale a Bologna
AssoBioBolognaFierefederbiohomeITA.BIOSANAÈ in programma dal 9 al 12 settembre a Bologna la 33esima edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio/Assobio e con il supporto di Ita, Italian Trade Agency per le azioni di internazionalizzazione.
Stando ai dati dell’Osservatorio Sana 2020 il mercato del biologico nel 2020 ha registrato, in Italia, un valore delle vendite pari a 4.358 milioni di euro, con un indice di crescita del +142% del 2020 rispetto al 2010. Parallelamente il valore dell’export bio si è attestato a 2.619 milioni di euro con una crescita rilevante. Positivo anche il posizionamento dell’Italia in termini di export; il nostro Paese nel 2020 è sul podio nella graduatoria per bio esportato, al secondo posto alle spalle degli Usa e davanti ai competitor europei in graduatoria (Spagna e Francia, rispettivamente in terza e quinta posizione) e alla Cina sul quarto scalino.
L’edizione post pandemia sarà in presenza e vedrà nuove iniziative che metteranno in risalto la centralità della manifestazione per l’intera filiera che esce rafforzata da un anno provante per l’economia mondiale. In apertura è prevista la terza edizione di Rivoluzione bio, un momento di confronto tra istituzioni, player della filiera ed esperti del settore su temi di primaria rilevanza e attualità. Durante questo appuntamento si presenterà l’Osservatorio Sana2021, l’elaborato che monitora i numeri chiave della filiera biologica, dalla produzione alle dimensioni del mercato.
BolognaFiere e Sana hanno mantenuto attivo, il dialogo con la business community del bio, promuovendo nuove iniziative per le imprese e gli operatori del settore. Ne sono esempio:
- l’accordo fra BolognaFiere e Alibaba.com che ha messo in sinergia le piattaforme fieristiche di BolognaFiere con la piattaforma del colosso mondiale del commercio online B2B;
- la riconferma della partnership strategica tra BolognaFiere e FederBio per offrire nuove opportunità alle aziende del bio interessate a raggiungere il mercato cinese e ad allargare le strategie commerciali online e la partnership fra BolognaFiere e Phenix Exhibitions organizzatore a Xiamen del principale evento per il food biologico;
- la China International Organic Food Expo (Ciofe) che vede una forte partecipazione delle imprese specializzate nell’ortofrutta bio;
- il recente accordo promosso da BolognaFiere tra Federbio e il China Organic Food Certification Centre (Cofcc), il principale organismo nazionale di controllo e certificazione dei prodotti bio in Cina. […]
FONTE
TESTATA: La Repubblica
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 Febbraio 2021
#GEF Restart Agrifood! FederBio: "Investire sul Bio come grande opportunità per giovani e donne"
Bio made in ItalyFarm To Forkgreen dealhomeMammucciniIn Italia nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno più che raddoppiato negli ultimi 10 anni, a conferma che ci troviamo di fronte a una vera e propria trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accelerato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la nostra salute e quella del pianeta.
L’Italia è leader nel biologico a livello europeo con 2 milioni di ettari coltivati che equivalgono al 15,8% della superficie agricola, il doppio rispetto alla media europea, e oltre 80.000 aziende. Si tratta di un patrimonio a disposizione del Paese, l’esempio più efficace ed economicamente più sostenibile per guidare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana.
Il nostro Paese è un punto di riferimento a livello internazionale per la qualità dell’alimentazione e la valorizzazione della biodiversità; il biologico è il metodo di produzione più coerente per dare valore a questo modello, all’origine locale del cibo e per offrire soluzioni innovative anche a tutto il resto dell’agricoltura. Investire su filiere di “Made in Italy Bio” rappresenta quindi un’opportunità non solo per il contrasto al cambiamento climatico e per frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali e per l’occupazione delle donne e dei giovani, tutte priorità strettamente coerenti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Servono scelte politiche chiare, coraggiose, all’altezza della situazione puntando al “Green Deal” europeo e agli obiettivi della strategia “Farm to Fork”. […]
FONTE
TESTATA: Cuore Economico
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 19 Febbraio 2021
Biodistretti per sviluppare l’agricoltura
biodistrettifederbiohomeMammucciniRegione VenetoI biodistretti sono un’opportunità. Produttori locali, cittadini, associazioni e amministrazioni locali possono finalmente stringere un’alleanza per valorizzare i prodotti biologi, promuovere il territorio e contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale. Se finora, però, realizzare un distretto biologico significava sperimentare forme di governance dal basso, oggi la legge sul bio, che dovrebbe essere tra breve definitivamente approvata alla Camera, rappresenta il riconoscimento normativo al livello nazionale che li rende pubblici con obiettivi e regole per tutti gli attori coinvolti. Un balzo in avanti importante per lo sviluppo dell’agricoltura, non solo quella biologica.
Se ne è parlato nel webinar “Il ruolo del biologico nella futura politica agricola europea, le opportunità dei biodistretti”, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014- 2020, trasmesso sui canali social ufficiali di FederBio. È Eleonora Evi, membro della commissione Ambiente del Parlamento Europeo a evidenziare la necessità di “sostenere pratiche agricole che contribuiscono al bene comune, ovvero: all’ambiente, alla società, alla salute umana”.
È evidente che qualcosa non ha funzionato se si pensa che negli anni sono circa 7 milioni le aziende agricole che hanno dichiarato il fallimento. Non solo, nella Pac in discussione non esiste ancora un budget specifico per l’agricoltura biologica. “Dovremmo cambiare completamente passo e introdurre una logica di erogazione dei sussidi che dica denaro pubblico per beni pubblici”, conclude la Evi. In quest’ottica, aggiunge Maria Grazia Mammuccini, presidente nazionale FederBio, “i biodistretti possono svolgere una funzione strategica sia per il biologico che per il territorio. Il sistema territorio rappresenta un valore fondamentale. Mi riferisco anche a quelle che Slow Food chiama le comunità del cibo”.
Per il biologico siamo in un momento di svolta. Sul tavolo della politica si discute di biologico e di ambiente: la Pac diventa un’occasione per ridisegnare l’agricoltura europea e cambiargli direzione verso il Green Deal orientando gli obiettivi in coerenza con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità. Le possibilità, dunque, ci sono per sfruttare in maniera positiva il momento e fare scelte consapevoli. “Siamo in una fase di cambiamento straordinario a livello delle politiche europee. Il biologico diventa un riferimento fondamentale per offrire soluzioni innovative e favorire la transizione ecologica dell’agricoltura – afferma Maria Grazia Mammuccini -, proprio per questo motivo territorio e Regioni non vanno superate. […]
FONTE
TESTATA: Cronaca dell’Economia
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 Febbraio 2021
FederBio a BioFach per consolidare il networking internazionale in un contesto europeo che vede il bio in grande crescita
BiofachFiBLhomeIFOAM Organics Internationalmercato bioProsegue l’espansione del biologico in termini di superfici coltivate, numero di produttori e volume di acquisti. Questo lo scenario che emerge dai dati presentati in questa edizione digitale di BioFach. FederBio porterà alla manifestazione il contribuito del biologico Made in Italy con uno stand virtuale e un webinar nell’ambito del progetto Innovabio, coordinato da CREA, in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e FederBio.
Bologna, 18 febbraio 2021 – FederBio partecipa a BioFach, la fiera leader mondiale per gli alimenti biologici che si tiene dal 17 al 19 febbraio in versione digitale e che prevede il coinvolgimento di oltre 1.340 espositori provenienti da 82 Paesi.
Il quadro europeo conferma i trend in forte crescita del mercato bio: secondo i dati presentati dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL e IFOAM, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale, nel 2019 si è infatti registrato un ulteriore incremento dell’8% del mercato per un valore delle vendite al dettaglio che si è attestato a oltre 41 miliardi di euro all’interno dell’Ue.
L’incremento delle superfici coltivate a bio nel 2019, sempre a livello Ue, è stato di 0.8 milioni di ettari con una crescita del 5,9% sull’anno precedente. L’Italia si conferma al terzo posto per superfici bio nell’Unione Europea, dopo Spagna e Francia.
Molto sostenuto nel 2019 anche l’aumento dei produttori bio pari al 5% nel perimetro dell’Unione europea, con l’Italia che conferma il suo ruolo di leadership continentale con oltre 70.561 produttori bio. Analogo trend in crescita per importatori e trasformatori, con l’Italia che anche su quest’ultima categoria si posiziona ai vertici della classifica europea con 22mila operatori.
La crescita complessiva del mercato si rispecchia nelle scelte dei consumatori. La spesa pro capite dei consumatori per il cibo biologico è raddoppiata nell’ultimo decennio. Il dato 2019 rileva che all’interno dell’Ue nel 2019, ciascun consumatore ha speso una media di 84 euro.
In uno scenario così favorevole, la partecipazione di FederBio a questa edizione di BioFach assume un significato ancora maggiore. Come espositore all’interno dello stand virtuale in comune con ICE, la Federazione italiana del biologico e del biodinamico coglierà l’opportunità di consolidare il proprio network internazionale, condividendo esperienze e progetti con i principali attori mondiali del settore.
Tra le iniziative promosse da FederBio l’organizzazione di un webinar dal titolo “Biologico autentico: una ricerca sul cavolfiore attraverso un approccio chimico multivariato e isotopico” in cui verranno presentati i risultati di Innovabio, il progetto coordinato dal CREA in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e FederBio.
“Come mostrato dai risultati presentati in questa edizione di BioFach, esistono oggi condizioni estremamente favorevoli per guardare al biologico come una leva decisiva in grado di favorire una transizione agroecologica su scala europea basata sui requisiti della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Per questo è fondamentale puntare in termini strategici sul Green Deal europeo e raggiungere gli obiettivi di crescita del bio contenuti nella strategia “Farm to Fork”.
Crediamo, inoltre, che il ruolo trainante del bio debba essere fortemente sostenuto anche in Italia con la creazione di un quadro normativo adeguato alle politiche europee prevedendo la disponibilità di risorse finanziarie adeguate a sostenere il crescente numero di agricoltori che hanno scelto di operare secondo il paradigma biologico.
In questa direzione, ci auguriamo che il nuovo Governo s’impegni a livello europeo per una riforma della PAC coerente con gli obiettivi della strategia Farm to Fork considerato anche la recente attenzione che ha riservato ai temi della sostenibilità, con l’istituzione di un apposito Ministero per la Transizione Ecologica. Ora è necessario tradurre la volontà politica in atti concreti, dal Recovery Plan, con investimenti finalizzati a sostenere la conversione agroecologica, a una rapida approvazione della legge sul biologico da troppo tempo ormai ferma in Parlamento”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
I Biodistretti in Italia: un nuovo modo di sviluppare l'agricoltura e l'economia dei territori grazie alla sostenibilità ambientale
biodistrettihomePACRegione VenetoDa alleanze volontarie a veri e propri strumenti regolamentati a livello nazionale. Le nuove sfide dei distretti biologici in Italia nel webinar Il ruolo del biologico nella futura politica agricola europea, le opportunità dei biodistretti.
15 febbraio 2021. I biodistretti sono un’opportunità. Produttori locali, cittadini, associazioni e amministrazioni locali possono finalmente stringere un’alleanza per valorizzare i prodotti biologi, promuovere il territorio e contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale. Se finora, però, realizzare un distretto biologico significava sperimentare forme di governance dal basso, oggi la legge sul bio, che dovrebbe essere tra breve definitivamente approvata alla Camera, rappresenta il riconoscimento normativo al livello nazionale che li rende pubblici con obiettivi e regole per tutti gli attori coinvolti. Un balzo in avanti importante per lo sviluppo dell’agricoltura, non solo quella biologica. Se ne è parlato nel webinar “Il ruolo del biologico nella futura politica agricola europea, le opportunità dei biodistretti”, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020, trasmesso sui canali social ufficiali di FederBio.
È Eleonora Evi, membro della commissione Ambiente del Parlamento Europeo a evidenziare la necessità di “sostenere pratiche agricole che contribuiscono al bene comune, ovvero: all’ambiente, alla società, alla salute umana”. È evidente che qualcosa non ha funzionato se si pensa che negli anni sono circa 7 milioni le aziende agricole che hanno dichiarato il fallimento. Non solo, nella Pac in discussione non esiste ancora un budget specifico per l’agricoltura biologica. “Dovremmo cambiare completamente passo e introdurre una logica di erogazione dei sussidi che dica denaro pubblico per beni pubblici”, conclude la Evi.
In quest’ottica, aggiunge Maria Grazia Mammuccini, presidente nazionale FederBio, “i biodistretti possono svolgere una funzione strategica sia per il biologico che per il territorio. Il sistema territorio rappresenta un valore fondamentale. Mi riferisco anche a quelle che Slow Food chiama le comunità del cibo”. In questi mesi di pandemia abbiamo visto in modo chiaro quanto la sicurezza alimentare sia importante. Un sistema di produzione e consumo del cibo a livello locale soprattutto per l’alimentazione quotidiana per i prodotti freschi è fondamentale. Da questo punto di vista la funzione dei biodistretti può essere molto importante. Ma lo è anche in termini di integrazione con gli altri settori economici presenti sul territorio come il turismo, ma anche le attività artigianali, il commercio, la ristorazione, le mense.
Riconoscere, a livello nazionale, un biodistretto come pubblico significa dare allo stesso delle regole chiare e distinte come, ad esempio, l’uso limitato di prodotti fitosanitari. O ancora, distanze di
sicurezza certe tra biologico e convenzionale per evitare la contaminazione accidentale. E uno stimolo deciso verso un approccio territoriale alla conversione. È chiaro, oramai, che un distretto biologico può dare più forza al sistema rispetto alla singola impresa, soprattutto a livello territoriale. Questo perché crea una governance dove enti locali, associazioni e produttori possono interagire per una politica comune. Non ci troviamo di fronte a un affare esclusivamente del mondo agricolo. Entrano in gioco, come parte attiva, altri attori che hanno come base comune il bene del territorio.
“È molto importante – per la presidente di FederBio – il fatto che la legge sul biologico contiene nell’articolo 13 il riferimento ai biodistretti: il riconoscimento pubblico delle realtà dei biodistretti è indispensabile non solo per far aumentare il numero di queste realtà ma anche in termini strategici”. Tra gli obiettivi e le finalità presenti, l’articolo promuove la conversione al biologico, un approccio territoriale che può favorire un legame con i Piani di Sviluppo Rurale, semplificazione per l’applicazione delle norme sulla certificazione e promozione del biologico nella ristorazione pubblica.
Per il biologico siamo in un momento di svolta. Sul tavolo della politica si discute di biologico e di ambiente: la Pac diventa un’occasione per ridisegnare l’agricoltura europea e cambiargli direzione verso il Green Deal orientando gli obiettivi in coerenza con le Strategie Farm to Fork e Biodiversità. Le possibilità, dunque, ci sono per sfruttare in maniera positiva il momento e fare scelte consapevoli. “Siamo in una fase di cambiamento straordinario a livello delle politiche europee. Il biologico diventa un riferimento fondamentale per offrire soluzioni innovative e favorire la transizione ecologica dell’agricoltura”, afferma Maria Grazia Mammuccini.
Proprio per questo motivo territorio e Regioni non vanno superate. È la posizione sostenuta anche da Franco Contarin, direttore della Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo Rurale Regione Veneto. “Se vogliamo applicare seriamente Agenda 2030 – sostiene – dobbiamo partire dai territori”. Questo significa lasciare alle Regioni la possibilità di continuare a offrire in maniera concreta un aiuto progettuale e costruttivo. “Le regioni sono uno snodo centrale e non possono essere né svilite né essere marginalizzate”. Soprattutto in una regione, come il Veneto, in cui i temi della sostenibilità ambientale e del biologico sono parte fondamentale della politica agricola.
Enrico Maria Casarotti, presidente di A.Ve.Pro.Bi, rafforza la tesi di Contarin: “le nuove politiche devono essere tradotte in termini pratici a livello nazionale e regionale. Abbiamo delle problematiche molto importanti, come aziende agricole, di eccessiva burocratizzazione con un sacco di contraddizioni tra le buone pratiche agronomiche del biologico e quelle che sono le limitazioni legislative che vanno a tarpare le ali su quelli che dovrebbero essere i principi scritti all’inizio del regolamento della legge sul biologico”.
FederBio: SANA 2021 vetrina fondamentale per la valorizzazione internazionale del bio Made in Italy
BolognaFierehomeITA.BIOSANATra i temi più rilevanti che saranno al centro della manifestazione vi saranno il nuovo format SANA TECH sulle tecnologie e l’innovazione per la transizione biologica dell’agricoltura italiana e ITA.BIO (ita.bio), la piattaforma online del biologico italiano promossa da ICE e FederBio, curata da Nomisma, che ha l’obiettivo di fornire dati, informazioni e servizi a supporto dell’export del vero biologico Made in Italy.
Bologna, 17 febbraio 2021 – FederBio annuncia il rinnovo della storica partnership con BolognaFiere per SANA, Salone internazionale del biologico e del naturale, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 settembre 2021.
Anche quest’anno la manifestazione sarà preceduta da RivoluzioneBio, gli Stati Generali del biologico, un importante momento di confronto e approfondimento che si svolgerà in una fase decisiva per il futuro dell’agroecologia, tra la Riforma della Politica Agricola Comune (PAC) e le iniziative previste dal Recovery Plan. L’avvio della collaborazione tramite FederBio Servizi con BolognaFiere sul nuovo format SANA TECH dedicato alle tecnologie e all’innovazione per il settore biologico significa rafforzare il ruolo della piattaforma SANA per un biologico sempre più protagonista anche dell’agricoltura italiana più sostenibile, avanzata e digitale.
A SANA 2021 verrà confermato l’accordo strategico siglato tra Slow Food, FederBio e BolognaFiere che apre nuovi scenari per il mondo del biologico italiano mettendo a disposizione delle imprese ulteriori strumenti per supportarle nello sviluppo del business.
Considerando, infatti, la crescente attenzione internazionale verso la qualità degli alimenti biologici italiani certificati, nel corso della manifestazione bolognese si porrà particolare attenzione alla valorizzazione di ITA.BIO, la piattaforma che, grazie alla condivisione di un servizio informativo in grado di monitorare le opportunità nei diversi Paesi target, si configura come una leva strategica per le aziende bio italiane che intendono approcciare i mercati esteri, in particolare quello americano e cinese. La piattaforma è già attiva sui principali mercati del biologico mondiale e sta sviluppando in particolare in Cina la piena integrazione con il sistema BolognaFiere e Regione Emilia Romagna.
“L’export del biologico italiano, che secondo i dati dell’Osservatorio SANA ha fatto registrare un incremento del 3,5% nel 2020 attestandosi a 2.619 milioni di euro, ha ancora ampi margini di sviluppo. In particolare, in un momento come quello attuale caratterizzato da una crescente domanda di prodotti provenienti da un’agricoltura sostenibile che rispetta l’ambiente, è fondamentale la promozione dell’export del biologico Made in Italy. La disponibilità di una piattaforma come ITA.BIO è cruciale poiché fornisce alle imprese la conoscenza necessaria per sostenere strategie di internazionalizzazione di successo. Nel contempo grazie anche all’accordo siglato con Slow Food e BolognaFiere vi sarà occasione per il rilancio di iniziative a supporto anche dell’agricoltura biologica che valorizza la biodiversità e le filiere corte, così come finalmente con SANA TECH vogliamo cogliere assieme a BolognaFiere la sfida dell’innovazione e della transizione digitale per un biologico sempre più all’avanguardia del futuro dell’agricoltura italiana”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini Presidente di FederBio.
Lotta a cimice asiatica, primi risultati positivi dalla lotta biologica
biocontrollocimice asiaticahomelotta biologicaIl 2020 è stato un anno molto importante nella lotta contro la cimice asiatica in tutte le regioni del Nord Italia. Il programma nazionale di lotta biologica, approvato con decreto del Ministero dell’Ambiente, ha previsto infatti l’immissione in natura della specie Trissolcus japonicus quale agente di controllo biologico del fitofago Halyomorpha halys. Per la provincia di Trento, l’allevamento e la moltiplicazione durante la primavera e il rilascio dell’antagonista durante l’estate sono stati curati dalla Fondazione Edmund Mach, che ha operato in stretto coordinamento con il CREA Difesa e Certificazione, che ha predisposto lo studio di fattibilità del progetto.
Gli esiti preliminari del monitoraggio e l’integrazione dello studio del rischio sono stati già trasmessi al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dalla loro valutazione scaturirà il rinnovo dell’autorizzazione al lancio dell’antagonista per l’anno in corso. E mentre nel campus di San Michele si procede con l’allevamento della vespina in previsione dei lanci della prossima estate, ora è tempo di elaborare ulteriormente i dati dei monitoraggi post rilascio, che fanno rilevare un buon insediamento della vespa samurai, la cui presenza è stata rilevata dopo i lanci nel 30% dei 20 siti trentini, risultato promettente ed oltre le aspettative per questo primo anno.
I risultati preliminari confermano l’efficacia degli individui rilasciati nel localizzare e parassitizzare le ovature di cimice asiatica e nel diffondersi sul territorio. Inoltre, non sono state osservate parassitizzazioni su altre specie. Le microvespe samurai allevate sono 13 mila. Ogni femmina di T. japonicus è in grado di produrre circa 80 uova. La vespina, che si riproduce a spese del suo ospite deponendo le proprie uova all’interno delle uova della cimice asiatica, è assolutamente innocua per l’uomo e per gli altri organismi. […]









