Quel silenzio delle rane sterminate dai pesticidi. L'articolo-testimonianza di Giulia Maria Crespi, che nel 1974 introdusse per la prima volta in Italia le coltivazioni biodinamiche.
agricoltura biodinamicaagroecologiahomeLa mia avventura con la biodinamica è nata da un dispiacere infantile, quando nelle campagne della nostra azienda notavo con dolore, verso maggio, che il possente corale delle rane nelle risaie si arrestava. Lo sapevo: erano stati messi i diserbi! La soluzione mi venne offerta quando scoprii, in un ospedale svizzero, che le rane avrebbero potuto continuare a cantare coltivando con il metodo biodinamico, che offriva vantaggi superiori sia per la salute della terra sia per quella del consumatore. Così iniziò la grande avventura. Non fu semplice trasformare i terreni sabbiosi del Ticino. Tra l’ironia del vicinato (che però la sera veniva a perlustrare l’evolversi delle colture) e la perplessità dei lavoranti, l’esperimento andò avanti. Era il 1974 e certe espressioni come “ecologia”, “biologico” e ” biodiversità” si stavano diffondendo ed entrando nel linguaggio comune.
La terra è diventata quasi materia morta. Mi chiedo quale salute portano all’uomo i prodotti che germogliano, crescono e maturano in questo ambiente sterile. Altri aspetti sollecitano il diffondersi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Il paesaggio, per esempio. Lo sviluppo del paesaggio è un obiettivo primario del metodo biodinamico, nel quale vengono prese in seria considerazione le relazioni reciproche tra colture, alberi, insetti, cioè la biodiversità. È proprio il paesaggio uno degli obiettivi principali su cui deve puntare il nostro turismo per l’unicità della nostra arte e la grande varietà del nostro territorio. Cosa sarebbe l’Italia se non ci fossero i vigneti, le colline digradanti di olivi, i viali di cipressi e le pianure allagate delle risaie che riflettono i filari di pioppi? Il turismo, inoltre, genera occupazione e indotto. Potrebbe essere una delle più floride industrie italiane, se pianificato e tutelato. Spero che nel mondo politico maturi questa consapevolezza.
Un altro punto da ricordare è l’assetto idrogeologico del terreno. Il taglio degli alberi, la cementificazione dei torrenti, la costruzione di strade, molte delle quali inutili, distruggono il tessuto del terreno provocando catastrofi naturali con enormi danni per gli abitanti e le casse dello Stato. Anche qui l’agricoltura biodinamica potrebbe rappresentare una ragionevole prevenzione. Concludendo: ma allora noi biologici e biodinamici siamo poi alla lunga davvero così antichi o scriteriati? […]
FONTE
TESTATA: La Repubblica
AUTORE: Giulia Maria Crespi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 luglio 2020
Bio, km zero e made in Italy: cresce l’attenzione alla sostenibilità della spesa. La conferma nell’Osservatorio “The world after lockdown” realizzato da Nomisma per Fileni.
coronavirusFarm To ForkhomemercatoIl lockdown scaturito dall’emergenza sanitaria Covid-19 ha cambiato le abitudini di consumo degli italiani rafforzando in loro la sensibilità verso i temi della salute, della sicurezza, dell’origine e della sostenibilità dei prodotti alimentari acquistati. È quanto emerge dal focus sui trend dei consumi alimentari dell’Osservatorio “The world after lockdown” di Nomisma, il cui ultimo approfondimento è stato realizzato ad hoc per Fileni.
L’indagine evidenzia «come gli italiani negli ultimi mesi hanno fatto scelte più salutari orientandosi verso cibi di maggiore qualità e più sicuri, sia in termini di provenienza che in termini di metodi di produzione. Made in Italy e Km 0 sono diventati attributi centrali nella scelta dei prodotti alimentari (il 22% dei consumatori dichiara di aver incrementato gli acquisti in queste due categorie) coinvolgendo anche chi prima non era solito ricercare queste caratteristiche (il 28% ha cominciato ad acquistare prodotti alimentari provenienti da filiere corte proprio durante la quarantena)».
In crescita anche l’interesse verso i metodi di produzione biologica e sostenibile. Sul mercato interno i dati Nielsen sugli Iper e Super evidenziano una crescita del +3,6% rispetto al 2018 e del +83% rispetto al 2014, facendo aumentare il peso del bio sul totale della spesa alimentare a valore che passa dal 2% al 4% in cinque anni. Complessivamente, ricorda Nomisma, le vendite di prodotti alimentari biologici in Gdo nel 2019 superano 1,3 milioni di euro.
La diffusione di pratiche sostenibili come l’agricoltura e l’allevamento biologici è al centro del Green New Deal, la sfida ambientale comunitaria presentata dalla Presidente della Commissione europea che mira a progettare un nuovo sistema alimentare giusto, sano e rispettoso dell’ambiente. Minimizzare l’uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici e convertire le terre agricole in agricoltura biologica sono i principali obiettivi della nuova politica alimentare Farm to Fork, uno dei pilastri del Green Deal. […]
FONTE
TESTATA: Il Sole 24 Ore
AUTORE: E. Sg.
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 luglio 2020
Cenni, Vice-presidente ComAgri Camera (PD): approvare la legge sull'agricoltura bio in omaggio a Giulia Maria Crespi
Ddl sul biologicoFarm To Forkhome“La scomparsa di Giulia Maria Crespi, presidente e fondatrice del Fai, rappresenta una perdita grande per tutti coloro che hanno a cuore la relazione degli uomini e delle donne con la terra. Con lei se ne va un punto di vista importante, quello del Fai e di una donna che ha sempre tenuto assieme pensiero teorico e pratica concreta in merito ai cambiamenti climatici e alla qualità del paesaggio e dell’alimentazione. Anche nei mesi scorsi la sua bella riflessione sui rischi che la pandemia stava rappresentando per il nostro agroalimentare ci invitava a una sfida per riformare radicalmente la Pac e a uno scatto per approvare al Senato il testo sull’agricoltura biologica e biodinamica. Siamo debitori ai tanti produttori per le cifre che il bio rappresenta oggi e alla signora Crespi per l’attività e il contributo intellettuale offerto a queste pratiche agricole sempre più in sintonia con le strategie Ue. Oggi non possiamo ancora tergiversare. Lo dobbiamo al nostro Paese, agli obiettivi che ci attendono con le strategie Ue per la biodiversità e il Farm to Fork. Si approvi prima possibile al Senato il testo per l’agricoltura biologica. Lo si faccia per l’Italia, per la sfida climatica, per la competitività del nostro sistema agroalimentare e lo si faccia anche in omaggio alla signora Giulia Maria Crespi”. Così la deputata dem, Susanna Cenni, vicepresidente della commissione Agricoltura. (PO / Red))
Fonte: Agenzia Giornalistica 9 Colonne
#CambiamoAgricoltura: delude l'intervento della ministra Teresa Bellanova nel consiglio UE Agri-Fish
CambiamoAgricolturaFarm To Forkgreen dealhomePACTeresa BellanovaRoma, 20 luglio 2020. “Ci aspettavamo nel Consiglio UE AgriFish di oggi l’assunzione di responsabilità da parte dell’Italia con una convinta adesione agli obiettivi ambientali della Strategia Farm to Fork, ma per l’ennesima volta siamo rimasti delusi dalle parole vaghe e sfuggenti della Ministra Teresa Bellanova”, dichiarano le Associazioni di protezione ambientale e dell’agricoltura biologica riunite nella Coalizione #CambiamoAgricoltura.
“La Strategia “Farm to Fork” non contiene obiettivi a carattere esclusivamente ambientale, ma concentra la sua attenzione sul concetto di sostenibilità globale dei vari processi produttivi” e “Siamo molto perplessi sul nuovo approccio della Commissione che prevede apposite raccomandazioni per gli Stati membri sul raggiungimento degli obiettivi della Strategia “Farm to Fork” con queste due brevi frasi la Ministra Teresa Bellanova ha evitato di assumere impegni seri per la tutela della biodversità e la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, assumendo posizioni poco lungimiranti e contraddittorie che deludono la Coalizione #CambiamoAgricoltura.
Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura “Non si può da una parte sostenere di essere favorevoli alla Strategia Farm to Fork e poi dall’altra evitare con abilità di assumere un impegno serio e coerente per introdurre gli obiettivi ambientali della Strategia UE nel Piano Strategico Nazionale, evitando di assumere posizioni chiare sulla riduzione dei pesticidi e fertilizzanti chimici, l’aumento delle superfici certificate in agricoltura biologica e una quota minima di natura nelle aziende agricole”.
La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, sollecita alla Ministra Teresa Bellanova, un positivo riscontro alle ripetute richieste di un incontro per un ampio confronto su questi temi della Strategia Farm to Fork, ritenendo urgente un confronto sui temi delle relazioni tra agricoltura e crisi ambientali, nell’ambito di una PAC post 2020 più efficace, efficiente, equa e sostenibile, quale strumento fondamentale per conseguire gli ambiziosi obiettivi del Green Deal europeo.
UFFICIO STAMPA
Comunicato stampa inviato dall’Ufficio Stampa WWF Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura
FederBio: con Giulia Maria Crespi scompare una straordinaria figura di riferimento per la tutela ambientale e lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica
agricoltura biodinamicaagroecologiaGiulia Maria CrespihomeBologna 20 luglio 2020 – FederBio si unisce al cordoglio per la scomparsa di Giulia Maria Crespi, fondatrice e Presidente onoraria del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, creato nel 1975 quando c’era ancora molto scetticissimo intorno ai temi ambientali.
Il forte impegno nella difesa della natura e della salute dell’uomo portano Giulia Maria Crespi a essere tra i fondatori dell’Associazione agricoltura biodinamica di cui è rimasta Presidente onorario. È stata tra i primi a introdurre in Italia l’agricoltura biodinamica, praticandola già dal 1976 nell’azienda agricola di famiglia in provincia di Pavia.
Dal carattere determinato e volitivo, rappresenta un esempio inimitabile di intuizione che ha precorso i tempi, sempre all’avanguardia contro il degrado delle bellezze ambientali e nel portare avanti con forza e convinzione le battaglie per promuovere il valore distintivo di un’agricoltura pulita senza pesticidi e OGM.
“Con Giulia Maria Crespi scompare una grande donna, pioniera illuminata e paladina di tante battaglie a difesa dell’ambiente, quando era davvero difficile farle. Uno dei punti di riferimento più concreti e autentici per la tutela della bellezza del paesaggio italiano e per la diffusione dell’agroecologia. È stato un privilegio conoscerla e averla al fianco in tante iniziative per bloccare la diffusione degli OGM e vietare l’uso del glifosato. La ringrazio per l’impegno straordinario dedicato all’agricoltura biologica e biodinamica e per essere stata sempre in prima linea nella difesa e valorizzazione dell’ambiente. Abbiamo tutti un debito di riconoscenza verso Giulia Maria e raddoppieremo il nostro impegno per continuare a portare avanti tutto quello che ci ha insegnato. Un affettuoso pensiero alla sua famiglia, all’Associazione Agricoltura Biodinamica e agli amici del FAI per la perdita del loro Presidente Onorario. Sarà nostro impegno fare in modo che la sua lezione non vada perduta”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
BolognaFiere riparte da Sana e si allea con Slow Food e FederBio. Appuntamento dal 9 all'11 ottobre con il salone del biologico e del naturale.
federbiohomeSANASlow FoodPer il settore delle fiere, uno dei più colpiti dal lockdown prima e dalle difficoltà di ritorno alla normalità poi, è l’ora della ripartenza. A BolognaFiere fervono i preparativi in vista di Sana Restart, in programma da venerdì 9 a domenica 11 ottobre. Torna dunque l’appuntamento di riferimento per il mondo del biologico e del naturale.
“Oltre 30 edizioni di Sana e il fatto di essere il primo quartiere fieristico certificato sulla sicurezza, sono la migliore testimonianza dell’attenzione della società alle tematiche legate alla sostenibilità e alla qualità della vita. Siamo orgogliosi di aver accompagnato in questi anni la crescita della responsabilità ambientale. Lo abbiamo fatto attraverso le nostre manifestazioni” dichiara Antonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere.
BolognaFiere ha messo a punto un protocollo che comprende una serie di iniziative per consentire il riavvio dell’attività espositiva in condizioni di sicurezza come l’igienizzazione degli gli spazi espositivi prima dell’apertura giornaliera. Intanto l’ente bolognese ha siglato un accordo con Slow Food e FederBio per mettere a disposizione delle imprese, ulteriori strumenti di business e rafforzare l’edizione 2020 dei rispettivi eventi.
Il patto strategico nasce dalla necessità di ripensare i calendari fieristici e le modalità di svolgimento degli eventi che la pandemia ha letteralmente stravolto in tutto il mondo. Sana 2020 affiancherà alla tradizionale rassegna espositiva, anche una serie di eventi convegnistici e digitali. […]
FONTE
TESTATA: La Repubblica
AUTORE: Luigi dell’Olio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 luglio 2020
#CambiamoAgricoltura: Consiglio UE agricoltura del 20 luglio, l'Italia deve assumere posizioni innovative e lungimiranti coerenti con il Green Deal
CambiamoAgricolturaFarmtoForkgreen dealhomeTeresa BellanovaLunedì 20 luglio si svolgerà il primo Consiglio UE dei Ministri dell’Agricoltura sotto la presidenza tedesca per discutere alcuni temi strategici della riforma della PAC post 2020, fondamentali per l’avvio della transizione ecologica dell’agricoltura richiesta dalla Strategia UE “Farm to Fork”. La Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede alla Ministra Teresa Bellanova di collocare l’Italia su posizioni avanzate.
Roma, 17 luglio 2020. La Germania, con la presidenza UE nel semestre europeo, ha l’obiettivo di concludere la discussione sulla riforma della PAC nel Consiglio AgriFish con un sostanziale accordo prima del voto di ottobre da parte del Parlamento europeo ed esprimere un parere definitivo sulla strategia UE “Farm to Fork” presentata dalla Commissione UE il 20 maggio scorso. Le prossime settimane saranno quindi cruciali per assicurare una forte accelerazione del dibattito europeo sulla riforma della PAC post 2020.
Nella riunione di lunedì i Ministri dell’Agricoltura dovranno rispondere a tre domande che ruotano attorno alla cosiddetta “architettura verde” ossia eco-schemi e regole della buona conduzione agricola e ambientale della nuova condizionalità, due temi fondamentali per avviare una autentica transizione ecologica della nostra agricoltura.
In particolare nel consiglio si discuterà dei criteri per determinare regole comuni per sull’applicazione degli eco-schemi, nonché sull’opportunità di stabilire una percentuale minima e uniforme per le aree naturali all’interno delle aziende agricole, nonché la loro tipologia (per esempio se le colture proteiche rientrino o meno in questa categoria insieme agli elementi naturali del paesaggio).
In vista di questa importante riunione del Consiglio UE la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha inviato una lettera alla Ministra Teresa Bellanova auspicando posizioni innovative e lungimiranti del nostro Paese nel dibattito, in coerenza con gli obiettivi indicati dalla Commissione UE nelle due Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, presentate lo scorso 20 maggio.
“Auspichiamo che l’Italia condivida la posizione più avanzata nel prossimo Consiglio UE Agri-Fish, con una percentuale minima del 30% delle risorse del primo pilastro della PAC destinata agli eco-schemi che dovranno comprendere anche il sostegno all’agricoltura biologica, avvicinandosi alle aspettative dei tanti cittadini europei ed italiani per una PAC più verde”, dichiarano gli esponenti della Coalizione #CambiamoAgricoltura, sottolineando che “sarebbe un passo in avanti sostanziale rispetto alle posizioni assunte nel passato dall’Italia”.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene sia assolutamente inutile prevedere impegni per gli agricoltori che non risultino, alla prova dei fatti, essere efficaci per la tutela della biodiversità e il contrasto ai cambiamenti climatici. La transizione ecologica dell’agricoltura richiede buone pratiche innovative e non inutili fardelli burocratici.
La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura ha infine sollecitato alla Ministra Teresa Bellanova, un positivo riscontro alle ripetute richieste di un incontro per un ampio confronto sulla riforma della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea. “Riteniamo urgente un confronto sui temi delle relazioni tra agricoltura e crisi ambientali, per una PAC post 2020 più efficace, efficiente, equa e sostenibile, che risulti strumento fondamentale per conseguire ambiziosi obiettivi europei. Ad oggi questa richiesta di confronto con le Associazioni che rappresentano migliaia di cittadini ed agricoltori biologici è rimasta senza una risposta”.
UFFICIO STAMPA
Ufficio Stampa WWF Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura
Biologico strategico per il Green Deal. È il monito lanciato da Anabio, per realizzare gli obiettivi di sostenibilità 2030.
agroecologiaDdl sul biologicoFarm To Forkfederbiogreen dealhomeMammucciniL’approvazione del disegno di legge sul biologico in discussione in Senato e la semplificazione burocratica sono le proposte principali di Anabio, l’associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani, per permettere all’Italia di giocare un ruolo da protagonista nella svolta sostenibile del Green Deal Ue in campo agricolo. Di questa opportunità se ne è ampiamente discusso nel corso corso della videoconferenza organizzata dall’associazione incentrata sugli obiettivi di sostenibilità fissati dalle strategie Ue “From Farm to Fork” e “Biodiversity”. Entro il 2030 la produzione biologica comunitaria potrebbe raggiungere il 15% della superficie agricola coltivata, ma gli sforzi da compiere, sono ancora considerevoli. Secondo Anabio è necessario incentivare l’acquisto di cibo bio made in Italy e procedere con l’istituzione di un “Marchio biologico italiano” come previsto nel disegno di legge, di cui l’associazione chiede approvazione. Resta centrale, inoltre, migliorare la produttività della filiera, affinché l’adozione della “From Farm to Fork” non minacci la sicurezza alimentare raggiunta a livello europeo.
«Dobbiamo lavorare – ha spiegato Sposicchi, direttore Anabio -per far sì che il prodotto biologico non certificato non sia venduto come convenzionale. La banca dati pubblica che il Mipaaf ha affidato a Ismea e l’osservatorio Assocert bio sono due strumenti importanti per strutturare la filiera del bio italiano. Per dare più valore al biologico serve più ricerca, ad oggi la situazione è molto deludente. Nel programma Horizon 2014-2020 solo lo 0,58% del budget è stato destinato alle attività di ricerca in agricoltura biologica. A questa situazione si aggiunge la scarsa divulgazione dei risultati. La produzione biologica nazionale e comunitaria è carente di dati statistici e ciò rappresenta un grande limite per lo sviluppo del settore».
La presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini ha messo l’accento sul fatto che durante gli Stati Generali: «Il biologico non sia uscito nemmeno come parola. È un grande dispiacere. Dobbiamo fare fronte comune, creare una rete unitaria del mondo biologico. Le imprese del bio devono imparare a condividere propri strumenti per raggiungere obiettivi comuni di cui tutti abbiamo bisogno. Auspico anche io un’approvazione rapida della legge sull’agricoltura biologica ferma al Senato. Gli strumenti che ci servono per affrontare questa fase sono tutti lì dentro».
Il presidente di Assobio, Roberto Zanoni ha dichiarato: «Dobbiamo attivare una piattaforma di tracciabilità che garantisca i prodotti bio dal campo alla tavola, convalidata dal Mipaaf. Dobbiamo dimostrare ai consumatori che le nostre produzioni sono sicure e trasparenti». […]
FONTE
TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Laura Saggio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 luglio 2020
Al via l'alleanza tra Sana e Terra Madre salone del gusto
federbiohomeRivoluzione BioSANASlow FoodSlow Food, FederBio e BolognaFiere siglano un accordo strategico per mettere a disposizione delle imprese ulteriori strumenti di business e per rafforzare l’edizione 2020 dei propri principali eventi: un patto che apre nuovi scenari per il mondo del bio italiano
Sana, Salone internazionale del biologico e del naturale e Terra Madre Salone del Gusto siglano un’intesa destinata ad aprire nuovi scenari per il mondo del bio italiano e, come diretta conseguenza, per il modello agricolo e alimentare, per la conservazione del paesaggio e delle risorse della natura, per le ricadute anche sociali che genera un sistema basato sulla produzione di cibo buono, pulito e giusto.
Il patto strategico tra BolognaFiere, Slow Food e FederBio e nasce dalla necessità di ripensare i calendari fieristici e le modalità di svolgimento degli eventi che la pandemia di Covid-19 ha letteralmente stravolto in tutto il mondo. Cancellazioni e rinvii sono stati annunciati già a partire dai primi giorni di marzo e ancora oggi lo scenario rimane molto incerto. Molti organizzatori si sono reinventati eventi digitali e nuove formule con la consapevolezza del ruolo indispensabile che queste iniziative hanno per far conoscere prodotti, idee, progetti.
Federbio, Slow Food e BolognaFiere hanno deciso di unire le forze per collaborare alla realizzazione di Sana e Terra Madre Salone del Gusto 2020, con l’intenzione di confermare e ampliare questa intesa nei prossimi anni.
Slow Food da sempre presta attenzione non solo alla qualità organolettica delle produzioni agricole e alimentari ma anche agli aspetti ambientali ad esse collegati. FederBio è la principale realtà che rappresenta tutti gli ambiti della filiera e dei servizi del settore biologico e biodinamico nazionale. Il dialogo tra le due parti, già avviato da diversi anni, sfocia finalmente in una alleanza grazie ai buoni auspici di BolognaFiere, il secondo Quartiere fieristico in Italia e tra i primi in Europa, che ogni anno organizza – proprio in collaborazione con FederBio – il più importante salone nazionale del biologico e del naturale.
Sana 2020 si svolgerà dal 9 all’11 ottobre: in questa edizione la manifestazione affiancherà alla tradizionale rassegna espositiva, che si svilupperà nei Padiglioni di BolognaFiere, anche una serie di eventi convegnistici e digitali. La manifestazione si aprirà con RIVOLUZIONE BIO, gli Stati Generali del Biologico.
Terra Madre Salone del Gusto 2020 inizierà l’8 ottobre e si protrarrà per 6 mesi con un calendario di eventi digitali e di iniziative fisiche diffuse in migliaia di luoghi in tutto il pianeta.
La collaborazione tra i due eventi permetterà:
- a Sana di proporre ai produttori certificati bio della rete di Slow Food di acquistare uno spazio fisico espositivo nell’ambito della manifestazione a Bologna nel 2020 e di poter contare sulla promozione dell’evento presso il pubblico di associati e attivisti di Slow Food;
- a Terra Madre Salone del Gusto di proporre ai produttori bio legati a Sana, e rispondenti alle linee guida utilizzate da Slow Food per selezionare gli espositori, di aderire al proprio al market place virtuale
I buyer interessati all’uno e all’altro evento saranno invitati dalle due organizzazioni a partecipare a entrambi e anche il calendario convegnistico sarà arricchito dai punti di contatto nati dalla collaborazione.
Secondo Francesco Sottile, membro del Comitato esecutivo di Slow Food Italia, «questo accordo rafforza la visione politica di Slow Food sul tema della difesa dell’ambiente in un momento in cui il futuro dell’umanità sul pianeta è sempre più a rischio. Incontrarsi con FederBio a Sana è un passo importante per dimostrare quanto è necessaria una proiezione comune per far muovere la nostra agricoltura verso quella transizione ecologica che oggi è finalmente nell’agenda politica europea e su cui bisogna essere molto vigili. Le migliaia di agricoltori, allevatori, trasformatori, che credono in questo processo virtuoso hanno bisogno di vedere consolidarsi partenariati forti che oggi condividono percorsi importanti dei propri eventi e domani potranno potenziare la propria voce in ambito europeo e nazionale».
Secondo Giampiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere, la tutela dell’ambiente e le tematiche legate alla qualità della vita e della sostenibilità sono da sempre all’attenzione di BolognaFiere. «Organizziamo SANA da oltre 30 anni e in questo periodo abbiamo accompagnato e sostenuto la crescita della responsabilità ambientale e delle scelte consapevoli che siamo tenuti a fare in agricoltura, in produzione e, non ultimo, nella vita di tutti i giorni come consumatori. Il nostro impegno si è sviluppato anche nel promuovere un confronto istituzionale che si è concretizzato nell’Organizzazione di RIVOLUZIONE BIO, gli Stati Generali del Biologico. Questa piattaforma di confronto diviene ancora più importante ora che i temi ecologici sono entrati nell’agenda politica europea consentendoci di essere più coordinati nella individuazione di percorsi che agiscano a livello di filiera».
«L’organizzazione degli Stati Generali del Biologico, Rivoluzione Bio, in collaborazione con Sana, BolognaFiere, FederBio e AssoBio, ha messo in evidenza la necessità di un nuovo paradigma nel modo di produrre e consumare cibo. Un percorso che ha avuto conferma nella recente strategia della Commissione europea Farm To Fork, che punta a triplicare la superficie biologica europea e a ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030. Si tratta di una vera e propria svolta strategica che mette l’agricoltura biologica al centro di una transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili, in grado di produrre benefici per l’ambiente e la salute e, al tempo stesso, capaci di creare economia e occupazione per i giovani agricoltori. Di fronte a un cambiamento di questa portata servono nuove alleanze con chi condivide la stessa sensibilità ecologica e la visione di un futuro, per l’agricoltura e il cibo, basato sul rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo, più equo e sano, in grado di dare valore al ruolo degli agricoltori. Per questo consideriamo fondamentale l’avvio del protocollo con Slow Food attraverso il quale Terra Madre Salone del Gusto e Sana possono sempre di più rappresentare i luoghi concreti del buono, pulito e giusto», ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
Sana 2020 è stato presentato oggi, giovedì 16 luglio. La presentazione di Terra Madre Salone del Gusto avrà luogo mercoledì 22 luglio.
UFFICIO STAMPA
Communication and External Relations Manager BolognaFiere
Isabella Bonvicini – 335 7995370 isabella.bonvicini@bolognafiere.it
Ufficio stampa Slow Food per Terra Madre Salone del Gusto
Valter Musso 335 7422962 – Elisa Virgillito 345 2598615 – press@slowfood.it
Ufficio stampa FederBio
Silvia Voltan 331 1860936 – silvia.voltan@pragmatika.it
Pacciamatura: sperimentati i bioteli che a fine stagione si possono interrare
Assobioplastichebiotelieconomia circolarefederbioFederBio ServizihomeinnovazionebioAssobioplastiche in collaborazione con FederBio ha promosso una giornata in campo, presso l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard, per dimostrare l’efficacia dei bioteli pacciamanti, biodegradabili al 100% e compostabili nel terreno.
Grazie anche all’impegno di FederBio Servizi sono strati presentati i prodotti di due aziednde internazionali – Basf e Novamont – ed è stato fatto un confronto tra i bioteli pacciamanti ed i classici teli in plastica.
“Controllare la flora spontanea – ha evidenziato Roberto Ranieri, presidente dell’azienda Stuard – è uno dei principali problemi nella coltivazione in biologico”. Ernest Vrancken agronomo della Basf e Sara Guerrini della Novamont, hanno illustrato le performance del biotelo e le caratteristiche innovative, come l’utilizzo di almeno il 50% delle materie prime da fonti rinnovabili. All’incontro sono intervenuti anche Marco Versari, presidente di Assobioplastiche e Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio. […]








