L'agroecologia è il nostro futuro, l'Italia ha bisogno di spinta innovativa

La crisi sanitaria ha reso ancora più evidente la profonda correlazione tra la salute dell’uomo, quella dell’ambiente e la necessità di adottare un modello più etico e sostenibile di produrre e consumare cibo. L’incremento delle vendite dei prodotti biologici durante l’emergenza è il chiaro segnale di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori. La tendenza a preferire cibo biologico è destinata a consolidarsi ulteriormente e contribuirà alla costruzione di un nuovo paradigma basato sulla qualità alimentare, sul rispetto dell’ambiente, sul riconoscimento del giusto prezzo e sulla salvaguardia della salute. Ecco perché il rilancio del settore agroalimentare non può che passare dall’agroecologia. L’Europa con il Green Deal ha già adottato una vera e propria svolta strategica, investendo sulla transizione al biologico attraverso le recenti strategie Farm to Fork e sulla biodiversità, con l’obiettivo di triplicare entro il 2030 le superfici bio e di ridurre del 50% l’uso di pesticidi, facendo dell’agroecologia l’asset strategico delle politiche agricole europee. Stupisce quindi che l’Italia non si stia allineando con il Green Deal europeo e che ai recenti Stati Generali l’agricoltura biologica non sia emersa come risorsa determinante per il Paese.

Il blocco dovuto alla crisi sanitaria ha evidenziato non solo le notevoli opportunità ma anche le criticità del sistema bio, che ha bisogno di strumenti innovativi per affrontare le sfide della fase attuale. È dunque urgente l’approvazione della legge sull’agricoltura biologica – scrive Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – già approvata a larghissima maggioranza dalla Camera e ancora ferma al Senato. Parte importante della norma riguarda infatti la ricerca, l’innovazione e la formazione oltre al riconoscimento dei distretti biologici, che si stanno diffondendo in tutto il Paese. Tutti elementi strategici per il futuro del settore. […]

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TESTATA: Corriere della Sera
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 luglio 2020



Rendiamo grazie al Bio. La pandemia traina il biologico, ora si sta più attenti a tavola

L’esplosione dei consumi alimentari con la pandemia trascina l’agricoltura naturale, ma anche se il biologico è cresciuto del 171% in dieci anni, resta un prodotto di élite. Durante il lockdown gli acquisti di prodotti alimentari sono aumentati ed il bio non ha fatto eccezione (in alcuni casi è cresciuto con maggiore forza).

Secondo il professor Giovanni Dinelli, direttore del master in Agricoltura biologica dell’Università di Bologna, queste cifre si inseriscono in un trend positivo già in atto: «Il biologico, a partire dal 2007, è esploso. Negli ultimi anni la crescita ha rallentato un po’. Con la pandemia è tornata sostenuta». Nel 2018 si sono venduti alimentari bio per 4 miliardi di euro. La crescita nell’ultimo decennio è stata del 171 per cento, ma l’incidenza sull’agroalimentare rimane molto bassa, pari al 4 %. Il biologico è ancora una nicchia, cui però la pandemia ha avvicinato nuove persone. Secondo un sondaggio di Coop lo stile alimentare post Covid-19 sarà più italiano, locale, tradizionale e biologico, con quest’ultima opzione scelta dal 66% degli intervistati. Il professor Dinelli è ottimista: «I consumatori iniziano a chiedersi cosa mangiano, che impatto hanno le loro scelte e perché ci sono differenze di prezzo così marcate».

A maggio la Commissione Ue ha presentato la strategia Farm to Fork, un insieme di linee guida per un sistema alimentare europeo più sano e sostenibile. Tra gli obiettivi di qui al 2030 ci sono anche il dimezzamento dell’uso dei pesticidi chimici e la crescita delle superfici coltivate a biologico, fino al 25%. Il documento, che dovrà essere poi concretizzato attraverso successivi provvedimenti, è stato accolto positivamente sia da Aiab sia da AssoBio, l’associazione che riunisce le imprese di trasformazione e distribuzione bio. «Esprimiamo il nostro plauso per le positive sollecitazioni della Commissione e come AssoBio – ha dichiarato il presidente Roberto Zanoni – continueremo la nostra battaglia in modo ancor più deciso per la definitiva approvazione della legge sul bio». Il testo è stato approvato dalla Camera nel dicembre 2018 ed è al momento fermo al Senato[…]

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TESTATA: Corriere della Sera
AUTORE: Di Paolo Riva
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 luglio 2020



LMR fosfiti nel vino biologico: i passi avanti del nuovo decreto

DOVE: 

diretta streaming

QUANDO:

lunedì 3 agosto 2020, h. 11.00

Si svolgerà il 3 agosto alle ore 11.00 il webinar, organizzato e promosso da UIV-FederBio, “LMR fosfiti nel vino biologico: i passi avanti del nuovo decreto”. La partecipazione al convegno è gratuita. I partecipanti potranno iscriversi, nei limiti dei posti disponibili, a questo link 

Il link per la partecipazione sarà trasmesso prima dell’inizio dei lavori agli iscritti. A breve sarà pubblicato il programma completo.


Green New Deal - Agricoltura biologica protagonista. Adeguare le politiche del settore biologico per realizzare gli obiettivi di sostenibilità 2030

QUANDO:

mercoledì 15 luglio 2020, h. 10.00

Si svolgerà il 15 luglio alle ore 10.00 l’incontro formativo on line “Green New Deal – Agricoltura biologica protagonista. Adeguare le politiche del settore biologico
per realizzare gli obiettivi di sostenibilità 2030″. All’evento, promosso da Anabio e CIA, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.


Bitbio,l’innovazione nella barbabietola da zucchero

Bitbio” è l’acronimo dietro il quale dal 2020, si identifica un nuovo progetto che vede protagonista la barbabietola da zucchero. Il progetto, finanziato dall’Emilia-Romagna all’interno del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, conta su un ampio partenariato composto in particolare da: Coprob (Gruppo operativo per la filiera dello zucchero bio italiano) quale capofila del Gruppo Operativo, l’Università di Bologna come responsabile scientifico, il Centro Agricoltura Ambiente “Giorgio Nicoli” e FederBio Servizi quali società specializzate a fornire servizi in Agricoltura Biologica e Sostenibile.

Il progetto Bitbio ha come obiettivo lo sviluppo di strumenti di difesa a bassi input per la barbabietola da zucchero in agricoltura biologica e integrata. Il gruppo di lavoro si occuperà della messa a punto delle tecniche di difesa basate su un approccio agroecologico, al fine di razionalizzare l’uso dei prodotti fitosanitari e migliorare la qualità delle risorse idriche.

La domanda crescente di produzioni biologiche sul mercato, rappresenta il punto di partenza per questa iniziativa, in quanto la richiesta di un aumento delle produzioni dedicate ha coinvolto anche la filiera della barbabietola da zucchero, che necessita pertanto, dello sviluppo del comparto in maniera innovativa e sostenibile. Le opportunità attese sono tanto commerciali quanto tecniche: la coltivazione di barbabietola da zucchero potrà determinare un’evoluzione tanto colturale quanto economica. In particolare, con l’impiego di macchine innovative e un più ampio spaziamento fra le file, si intende rimediare a una delle principali problematiche particolarmente sentite in agricoltura biologica: il controllo delle erbe infestanti. Anche per quanto riguarda la gestione della difesa dai principali fitofagi il progetto si prefigge di predisporre strumenti per la difesa dagli attacchi dei principali insetti che infestano la barbabietola.

I due anni di attività in campo sono finalizzati anche alla realizzazione di un modello di best practices caratterizzato da tecniche a basso impatto ambientale e a basso costo, utilizzabile in primis in agricoltura bio ma anche in agricoltura integrata, aumentandone la diffusione in tutto il territorio emiliano-romagnolo. […]

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TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 luglio 2020



Caso di caporalato ad Apricena: FederBio si costituisce Parte Civile

“In relazione al recente arresto di uno dei maggiori imprenditori agricoli del foggiano con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, FederBio esprime soddisfazione per l’azione condotta dai Carabinieri del nucleo di Tutela Agroalimentare che ha portato all’interruzione di un’attività di sfruttamento del lavoro in una serie di aziende riconducibili alla stessa famiglia imprenditoriale”. Sono queste le parole con cui la Federazione che da 28 anni tutela e protegge il vero biologico, ha commentato l’arresto del settantottenne Settimio Passalacqua, noto imprenditore agricolo di Apricena, nel Foggiano, oggi ai domiciliari con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Federbio aveva già segnalato in passato l’azienda al Comando dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare rispetto alla non conformità inerente, in particolare, al pomodoro da industria biologico e per una gestione agronomica già allora sospetta anche per i cereali e altre produzioni orticole in rotazione. Sono state sottoposte a controllo giudiziario 5 aziende dove lavorano 222 dipendenti e che si estendono per quasi 2.000 ettari. Si tratta di imprese che hanno prodotto un volume di affari nel solo 2019 calcolato in oltre 5 milioni e 800 mila euro.

“FederBio collabora da sempre con la Magistratura e le Forze dell’Ordine per tutelare le vere produzioni biologiche e a difesa del lavoro etico e sostenibile, equamente remunerato. Queste pratiche criminali vanno combattute ed eliminate per difendere la maggioranza di imprese oneste del biologico italiano.” ha dichiarato la presidente Maria Grazia Mammuccini. “Chiediamo con forza di estendere le indagini, anche rispetto alla gestione presunta biologica dei terreni e, se necessario, anche sull’organismo di certificazione se, come appare, non ha mai rilevato fatti gravissimi. Riteniamo necessario fare chiarezza su questa vicenda, per questo motivo abbiamo deciso di costituirci Parte Civile. È fondamentale richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire un rigoroso rispetto delle normative dei prodotti biologici al fine di arginare immediatamente comportamenti e pratiche poco trasparenti ed etiche”, ha aggiunto Paolo Carnemolla Segretario Generale di FederBio e responsabile dell’Unità[…]

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TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 08 luglio 2020



L’Europa spinge sul bio ma la legge italiana resta ferma al Senato

AssoBio, sostiene l’urgenza dell’approvazione della legge sul biologico ferma al Senato sottolineando che “questo è il momento di adottare scelte coraggiose che, attraverso un nuovo modello di sviluppo, possano contribuire a supportare la ripresa economica”. Durante i mesi di lockdown i consumi di bio sono cresciuti in Italia dell’11%, con una forte accelerazione nel periodo compreso fra il 9 di marzo e Pasqua (+20%) a conferma di un appeal molto forte sul consumatore. Per quanto riguarda le superfici bio, i primi 5 mesi del 2020 evidenziano invece circa 10 mila ettari certificati in più (+0,57%), un aumento modesto, non in grado di rispondere alla crescente domanda del mercato interno con prodotto nazionale. “Ecco dunque l’opportunità che stiamo perdendo – afferma il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni -. Invece di rispondere alla crescente domanda interna con nuovi terreni coltivati con metodo biologico e nuovi posti di lavoro ci troviamo a dover aumentare le importazioni”.

A fronte dei problemi posti da un’eccessiva burocrazia e una non facile redditività, AssoBio si attende una maggiore attenzione al settore da parte del governo italiano ed una chiara strategia nazionale che privilegi le filiere agroalimentari particolarmente attente al tema della sostenibilità ambientale e sociale. Mentre la politica europea va verso un sempre maggior sostegno a un sistema alimentare sostenibile, AssoBio trova sorprendente che la legge italiana sulla produzione biologica, che potrebbe dare un segnale importante al settore, sia ancora ferma al Senato.

Zanoni è esplicito al riguardo: “La nuova legge che riconoscerebbe il ruolo ambientale e sociale dell’agricoltura biologica in Italia è coerente con l’obiettivo strategico della Commissione europea, ovvero fare del settore agroalimentare europeo una eccellenza assoluta anche in termini di sostenibilità socio-ambientale, esprimendo un nuovo riferimento di valore a livello globale. L’auspicio di AssoBio è che l’Italia sappia cogliere questa grande occasione, mettendo a sistema le esperienze che il settore biologico ha maturato negli anni”. […]

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TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 08 luglio 2020



Secondo mandato per Pinton nel board europeo di IFOAM

Roberto Pinton, responsabile tecnico-scientifico di AssoBio, è stato eletto, dall’assemblea generale della sezione europea di IFOAM, componente del board. IFOAM Organics Europe, con sede a Bruxelles, è la federazione che rappresenta il settore biologico, con oltre 200 organizzazioni aderenti da 34 Paesi del continente. Pinton, padovano, una lunga militanza nelle file di FederBio e AssoBio, è al secondo mandato. Il suo incarico sarà quello di tenere i rapporti con il settore dell’industria di trasformazione e della distribuzione. “Sono onorato della conferma della fiducia espressami dal settore a livello europeo –ha dichiarato Pinton-. La federazione, il board e le associazioni nazionali sono chiamati a un triennio di lavoro intenso, che vedrà come elementi principali il nuovo regolamento che dal 2022 aggiornerà l’attuale quadro normativo, sul quale siamo al lavoro ormai da tre anni e, soprattutto, lo sviluppo della strategia Farm to Fork presentata il mese scorso dalla Commissione. La strategia, colonna portante del set di politiche Green Deal, ha individuato come necessaria e urgente la transizione verso sistemi di produzione agricola e alimentare sostenibili e ha posto al centro il nostro settore, fissando l’obiettivo della conversione al metodo biologico del 25% della superficie europea entro il 2030, come strumento fondamentale e affidabile per ridurre sia l’inquinamento da fertilizzanti e pesticidi chimici di sintesi che l’insostenibile carico di antibiotici negli allevamenti”.

IFOAM Organics Europe aderisce l’intero settore, dai 330 mila produttori agricoli alle associazioni di consumatori, passando per 80mila imprese di trasformazione, operatori della distribuzione e del retail, enti di ricerca e organismi di certificazione, il che garantisce non solo un confronto diretto e immediato, ma anche l’espressione del settore biologico europeo con una sola voce nei confronti delle istituzioni e degli altri interlocutori. […]

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TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 08 luglio 2020



Caso caporalato ad Apricena nel foggiano. FederBio plaude le Forze dell’ordine per l’operazione che ha bloccato lo sfruttamento del lavoro in una nota azienda agricola

Bologna, 3 luglio 2020 – In relazione al recente arresto di uno dei maggiori imprenditori agricoli del foggiano con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, FederBio esprime soddisfazione per l’azione condotta dai Carabinieri del nucleo di Tutela Agroalimentare che ha portato all’interruzione di un’attività di sfruttamento del lavoro in una serie di aziende riconducibili alla stessa famiglia imprenditoriale.

La Federazione, che da 28 anni tutela e protegge il vero biologico, aveva segnalato in passato l’azienda al Comando dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare per non conformità inerente, in particolare, al pomodoro da industria biologico e per una gestione agronomica già allora sospetta anche per i cereali e altre produzioni orticole in rotazione.

FederBio collabora da sempre con la Magistratura e le Forze dell’Ordine per tutelare le vere produzioni biologiche e a difesa del lavoro etico e sostenibile, equamente remunerato. Queste pratiche criminali vanno combattute ed eliminate per difendere la maggioranza di imprese oneste del biologico italiano.” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

Chiediamo con forza di estendere le indagini, anche rispetto alla gestione presunta biologica dei terreni e, se necessario, anche sull’organismo di certificazione se, come appare, non ha mai rilevato fatti gravissimi. Riteniamo necessario fare chiarezza su questa vicenda, per questo motivo abbiamo deciso di costituirci Parte Civile. È fondamentale richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire un rigoroso rispetto delle normative dei prodotti biologici al fine di arginare immediatamente comportamenti e pratiche poco trasparenti ed etiche”, ha dichiarato Paolo Carnemolla Segretario Generale di FederBio e responsabile dell’Unità di crisi.

UFFICIO STAMPA


FederBio

Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936

T +39 051 6242214



Con la bioagricoltura per il bene del Paese

La sfida del biologico consiste innanzitutto nel recuperare la dimensione più autentica dell’agricoltura basata sul rispetto della terra, degli ecosistemi e della biodiversità. L’avvento del modello industriale, con la diffusione dei trattamenti chimici che hanno standardizzato le lavorazioni, ha interrotto la catena di trasmissione della conoscenza all’interno del mondo agricolo.  L’agroecologia, di cui l’agricoltura biologica rappresenta la massima espressione, è un modello fondamentale da seguire ed è anche una sfida di comunicazione. Spesso, infatti, la bioagricoltura viene interpretata come un tentativo di ritorno al passato, come un metodo di produzione che guarda indietro nel tempo. Al contrario, la nostra è una scelta fortemente improntata all’innovazione, che vuole rendere i coltivatori e gli allevatori protagonisti della costruzione di un nuovo paradigma centrato sulla qualità alimentare, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento del giusto prezzo e la salvaguardia della salute. C’è bisogno di sostituire velocemente questo modello agricolo che non è più sostenibile puntando sull’innovazione agroecologica e sulla transizione verso l’agricoltura biologica per rilanciare l’economia nel rispetto della fertilità dei suoli, della tutela della biodiversità e del contrasto alla deriva climatica.

La crisi sanitaria ha confermato la centralità del settore agroalimentare, mentre la crescita dei consumi biologici indica una maggior consapevolezza da parte dei consumatori verso prodotti che offrono maggiori garanzie per la salute, rispettano l’ambiente e rispondono a principi di equità sociale. Durante la conclusione del lockdown inoltre, il 20 maggio, sono state approvate dalla Commissione Ue le strategie europee Farm to Fork e sulla Biodiversità che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico, passando dall’attuale 8% al 25% nel 2030, riducendo contemporaneamente del 50% l’uso dei pesticidi e degli antibiotici per gli allevamenti. Un progetto ambizioso, una vera svolta strategica che ci auspichiamo possa contribuire a mettere il biologico al centro delle politiche agricole italiane e a dare un ulteriore impulso all’approvazione in tempi rapidi della legge sull’agricoltura biologica che alla Camera è stata approvata a fine 2018 ma che non è ancora passata al vaglio del Senato. La legge riconosce inoltre la biodinamica, che è un passo importantissimo insieme ad altri aspetti fondamentali contenuti nel Ddl come quelli relativi alla ricerca, all’innovazione e alla formazione, l’articolo relativo ai distretti biologici, che si stanno diffondendo in tutto il Paese, l’attivazione di una serie di strumenti finalizzati all’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica e l’introduzione del marchio “biologico italiano”. Tutti elementi strategici per il futuro del settore. Una veloce approvazione della Legge sul biologico può permettere all’Italia di stare al passo con i tempi nella battaglia globale per il clima e nella competitività di uno dei nostri comparti più preziosi che unisce la produzione di cibo sano, la tutela del paesaggio e la salvaguardia delle matrici ambientali. […]

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TESTATA: Agricolturabio.info
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 02 luglio 2020