Roma capitale del biologico: sabato 27 maggio l’Acquario Romano ospita la “Festa del BIO”, l’evento del biologico italiano
BEINGORGANICINEUfederbioFesta del biohomeLa mitigazione della siccità e degli altri effetti del cambiamento climatico, l’importanza della transizione ecologica per il mantenimento della fertilità del suolo e della biodiversità, la conversione dell’allevamento verso modelli sostenibili basati sul benessere animale. Questi alcuni dei temi al centro della tappa romana della kermesse itinerante che vuol sensibilizzare sull’importanza delle scelte alimentari per la salute delle persone e dell’ambiente. Modera i dibattiti Patrizio Roversi.
Roma, 17 maggio 2023 – Roma si tinge di verde per ospitare la tappa finale della quinta edizione della Festa del BIO, la manifestazione di riferimento del biologico italiano. Una festa gratuita e aperta a tutti, che alterna approfondimenti su tematiche di grande attualità con esperti, esponenti del mondo istituzionale, giornalisti e opinion leader a momenti di show cooking con degustazione, contest e intrattenimento.
Sabato 27 maggio, alle 10.30, taglio del nastro inaugurale all’Acquario Romano, in piazza Manfredo Fanti 47, a pochi metri dalla stazione Termini. Saranno presenti il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Giancarlo Righini, Assessore alle Politiche agricole del Lazio, Sabrina Alfonsi, Assessora all’agricoltura, ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Rocco Ferraro, Consigliere delegato Ambiente, Transizione ecologica di Città Metropolitana di Roma Capitale, Roberto Zanoni, Presidente AssoBio e Flavio Pezzoli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Roma e provincia.
L’iniziativa, che ha l’obiettivo di trasferire i valori del biologico e far riflettere sul ruolo fondamentale di una sana e corretta alimentazione, è organizzata da FederBio con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Anabio-CIA, Anaprobio-Copagri, Altromercato, NaturaSì, Pancrazio Spa, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club. Davvero ricco il programma della tappa romana della Festa del BIO. Dopo la conferenza stampa inaugurale, alle 11.30 è prevista la firma del protocollo d’intesa tra Città Metropolitana di Roma Capitale e FederBio per lo sviluppo dell’iniziativa “Comuni amici del BIO”. L’accordo punta all’eliminazione delle sostanze chimiche in agricoltura e alla valorizzazione dei principi dell’agricoltura biologica e a Km 0 nelle politiche locali, in particolare nella gestione del verde pubblico e della ristorazione collettiva.
Alle 11.50 riflettori accessi su una delle tematiche del momento: la siccità. Un fenomeno che si aggrava di anno in anno e che sta toccando il record negativo con devastanti conseguenze ambientali ed economiche. Il 30% di pioggia in meno tra gennaio e febbraio, in particolare nel Centro Nord, e temperature di 1,44 gradi sopra la media storica (dati Consiglio nazionale delle ricerche) hanno ridotto al minimo il livello di laghi e fiumi creando non poche criticità alle aziende dell’agroalimentare per le quali le disponibilità idriche sono essenziali. Le pratiche agroecologiche che si basano sul riciclo della sostanza organica contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico grazie alla capacità di trattenere grandi quantità di acqua e di accrescere il contenuto di carbonio. Chiara Paduano, giornalista di Rai News 24, coordinerà l’approfondimento “La cura del suolo cura anche la siccità” che coinvolgerà Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, Anna Luise, Responsabile dell’Unità Strumenti di Sostenibilità in ISPRA, Caterina Batello dell’Associazione Italiana di Agroecologia – Agroecology Europe, Giuseppe Corti, Direttore Agricolture e Ambiente CREA e Presidente SISS (Società Italiana della Scienza del Suolo) e Franco Ferroni della Coalizione #CambiamoAgricoltura. Interverranno anche Margherita Caggiano di Re Soil Foundation e Federica Ferrario, Responsabile Agricoltura di Greenpeace Italia.
Alle 13.00 si accendono i fornelli per la finale del contest “BUONO. È BIO!”, che vede sfidarsi a colpi di fantasia e abbinamenti inediti i finalisti degli Istituti Alberghieri della Regione Lazio. Gli studenti prepareranno live una ricetta a base di ingredienti bio sperando di aggiudicarsi l’ambito Mestolino BIO. Il contest è anche occasione per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di scegliere alimenti coltivati nel rispetto della terra senza l’uso di chimica di sintesi. Alle 14.20 verranno presentati i dati e le foto dei vincitori del contest fotografico sulla biodiversità, “Tutto il BIO intorno a te!”. Il secondo talk è dedicato agli insetti impollinatori e al loro ruolo fondamentale per il mantenimento della biodiversità. Si stima che l’87,5% delle piante spontanee a livello globale (circa 308.000 specie) e circa il 40% della produzione agricola mondiale dipenda, almeno in parte, dall’impollinazione di api, vespe, farfalle, falene e coleotteri (fonte Assessment Report on Pollinators, Pollination and Food Production). Purtroppo l’utilizzo di neonicotinoidi e la devastazione degli habitat naturali stanno mettendo a rischio l’esistenza di questi indispensabili alleati dei servizi ecosistemici.
Il dibattito “Biologico è … Natura!” approfondirà il ruolo dell’agricoltura biologica nella tutela degli impollinatori e per la conservazione della natura. Il dialogo, promosso da WWF Italia e FederBio, coinvolgerà Betti Piotti, Associazione Italiana Apiterapia, Pietro Milanesi, Associazione Pensiero Socialista, Marco Antonelli e Caterina Giovanetti di WWF Italia e Daniele Cangioli dell’Associazione “Api Romane”. Porterà un contributo al talk anche Michele Monetta, Apicultore biologico di FederBio. Alle 15.45 salirà sul palcoscenico della Festa del BIO Piero Bevilacqua, storico e saggista italiano che presenterà il suo libro “Un’agricoltura per il futuro del pianeta – Il sistema di produzione del cibo come paradigma di una nuova era”. Con la moderazione di Patrizio Roversi, dialogheranno con l’autore Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, Cinzia Scaffidi e Antonio Cianciullo giornalisti. La parola passerà quindi agli agricoltori che racconteranno, in un dialogo con Gian Maria Sannino, responsabile del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti di Enea, come affrontano ogni giorno gli effetti sempre più impattanti del cambiamento climatico tra siccità e improvvise alluvioni.
L’ultimo talk è dedicato a un’altra tematica di grande attualità, gli allevamenti. È provato che quelli intensivi sono causa di ingenti emissioni inquinanti, circa il 75% dell’ammoniaca immessa nell’ambiente, e della resistenza agli antibiotici che solo in Italia causa quasi 10 mila morti l’anno (dati contenuti nel Quaderno di Cambia La Terra: “Allevamenti. Sostenibile non basta: il modello è quello del bio”). Ecco perché è necessario accelerare la transizione verso una zootecnia sostenibile. Degli effetti positivi degli allevamenti biologici che salvaguardano il benessere animale, l’ambiente e la salute parleranno dalle 17.45: Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio, Maria Letizia Gardoni, Presidente Coldiretti BIO, Camilla Laureti, Europarlamentare e Segreteria nazionale del PD con delega alle politiche agroalimentari, Franco Berrino, Medico epidemiologo e Vicepresidente Fondazione La Grande Via e Antonella Litta, Referente nazionale di ISDE Italia. Conclude la giornata lo show cooking “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” a cura di Luisanna Messeri, la cuoca pop della TV e, a seguire, un bio aperitivo per tutti.
“Siamo davvero entusiasti di portare la nostra Festa del BIO nel cuore della Capitale. Un evento che unisce dibattiti e divertimento per informare e sensibilizzare i cittadini a uno stile alimentare più ecosostenibile a base di buon cibo biologico, con poca carne proveniente da allevamenti bio che tutelano il benessere animale. Gli effetti sempre più incontrollabili del cambiamento climatico ci spronano a voltare pagina: serve un cambio di paradigma nel modo di produrre e consumare cibo, dobbiamo adottare un approccio più sostenibile e circolare che preservi la salute delle persone e dell’ambiente. La Festa del BIO nasce proprio per informare i cittadini che gli alimenti che portano in tavola hanno un impatto ambientale. Scelte più responsabili e sostenibili contribuiscono a mitigare il cambiamento climatico, a tutelare la biodiversità, a ridurre sensibilmente gli elementi inquinanti e a preservare la fertilità e gli ecosistemi”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
La conferenza stampa, il talk sui cambiamenti climatici e lo show cooking sono iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
Per maggiori dettagli sulla Festa del BIO e gli aggiornamenti del programma visita il sito: https://www.festadelbio.it
UFFICIO STAMPA
Festa del BIO - Tappa di Roma
DOVE:
Acquario Romano, Roma
QUANDO:
27 maggio 2023 h. 10.30
La Festa del BIO è l’evento di riferimento del biologico italiano e si terrà sabato 27 maggio all’ Acquario Romano, in piazza Manfredo Fanti 47, a pochi metri dalla stazione Termini. È una manifestazione all’insegna del divertimento e dell’allegria, gratuita e aperta a tutti per conoscere il buono del biologico e assaggiare le eccellenze del BIO Made in Italy.
L’iniziativa, che ha l’obiettivo di trasferire i valori del biologico e far riflettere sul ruolo fondamentale di una sana e corretta alimentazione, è organizzata da FederBio con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Altromercato, NaturaSì, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club. Dal contrasto alla siccità e agli effetti del cambiamento climatico alla protezione della biodiversità; dall’attenzione al benessere animale negli allevamenti biologici all’importanza dell’agricoltura bio per la tutela degli insetti impollinatori e degli habitat naturali. L’edizione della Festa del BIO di Roma di quest’anno si prospetta particolarmente ricca di contenuti e momenti di approfondimento fondamentali per tracciare una rotta sostenibile per il futuro di ambiente e comunità.
Attraverso talk di approfondimento, alternati a momenti di show cooking, sfide gastronomiche tra gli studenti degli istituti alberghieri locali e degustazioni, la Festa del BIO si conferma un appuntamento prezioso per approfondire i principali temi che riguardano il mondo del biologico e sugli effetti positivi di questa forma di agricoltura sostenibile e circolare che riduce gli sprechi e migliora la salute del suolo e degli ecosistemi.
Per maggiori informazioni visita il sito: https://www.festadelbio.it/ e scopri il programma per tutti i dettagli della giornata.
Smart Future Organic Farm - Terzo Incontro di Comunità di Pratica
DOVE:
Cooperativa La Pineta, Borgo Tressanti, Cerignola (FG)
QUANDO:
11 maggio 2023 h. 16:30
Torna Future Smart Organic Farm con il terzo incontro di Comunità di Pratica che si terrà l’11 maggio 2023 dalle 16:30 alle 18:00, presso la Cooperativa la Pineta in Borgo Tressanti, Cerignola (FG).
Scopri il programma per tutti i dettagli.
Italia leader di mercato per il vino bio in Svezia: market share del 42%.
Bio made in ItalyfederbiohomeITA.BIONomismavino biologicoIn Giappone consumer base vino bio made in Italy limitata al 10% ma Italia al secondo posto tra i paesi che producono vino di maggiore qualità. É quanto emerge dall’analisi di Nomisma per la Piattaforma VINOBIO (https://ita.bio/vino-bio/) nei due focus vino su Giappone e Scandinavia. Il 7 giugno sarà presentato il focus sul Messico.
Bologna, 8 maggio 2023 – Superfici bio vitate in continua crescita e tra i principali produttori europei in termini di peso del biologico sul totale triplicato in 10 anni. È quanto emerge da VINOBIO. la piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del vino biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio.
VINO BIO: UN’OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA
Il vino biologico è un fenomeno, almeno sul fronte produttivo, tutto europeo: in questo scenario, con 126 mila ettari di vite con metodo biologico nel 2021, l’Italia detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica (21% del totale). La concorrenza europea è però agguerrita, tanto che nel giro di un decennio le superfici bio in Italia sono cresciute del +141% (2020 vs 2010) contro il +148% degli spagnoli e ben il +218% della Francia.

Rilevante anche il ruolo del vino bio italiano sui mercati internazionali: 626 milioni di euro il valore dell’export di vino biologico italiano nel 2022 secondo le stime Nomisma (+18% rispetto al 2021) e un peso sul totale dell’export vitivinicolo italiano (bio + convenzionale) pari all’8%. Per quanto riguarda i mercati presidiati, dall’ultima indagine condotta da Nomisma per ICE Agenzia e FederBio su 110 imprese vitivinicole italiane, è emerso come la Germania sia in assoluto il mercato di destinazione principale per il nostro vino bio (67% delle aziende lo indica come primo mercato di riferimento), seguita dai Paesi Scandinavi (61%). Al di fuori dei confini comunitari la fanno da padrone Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito, seguiti da Canada e Giappone. Se si va poi a vedere l’interesse da parte dei consumatori per i vini a marchio biologico, si nota come la domanda potenziale sia davvero enorme e coinvolga tutti i principali mercati mondiali. A testimoniarlo sono i risultati di due indagini che Nomisma ha condotto negli ultimi tre mesi sui consumatori scandinavi e giapponesi con lo scopo di mappare i comportamenti di consumo di vino e le potenzialità del bio e del binomio bio/Made in Italy su ciascun mercato. Il percorso di analisi sul posizionamento del vino bio italiano nei mercati internazionali proseguirà con un approfondimento sul Messico che verrà presentato il 7 giugno 2023 in occasione del settimo focus mercato di ITA.BIO.
IL RUOLO DEL VINO BIO MADE IN ITALY IN SCANDINAVIA
Sulla base dei dati del Systembolaget, il monopolio svedese che gestisce le vendite di bevande alcoliche, ben 1/4 delle vendite di vino è costituito proprio da quelli a marchio bio. per un valore di 600 milioni di euro nel 2021 e un tasso di crescita medio annuo del +15% dal 2014 al 2021. In tale scenario, l’Italia è leader assoluto con un peso sul totale delle vendite di vino bio del 42% sia a valore che a volume. Un successo da ricondurre in primis all’ottimo posizionamento di alcuni territori: Veneto (grazie al Prosecco in particolare, che rappresenta la denominazione a marchio bio più venduta in Svezia), Sicilia e Puglia, regioni che nel complesso intercettano ben il 24% delle vendite di vino a marchio biologico in Svezia. Il vino italiano infatti gode di un’ottima reputazione sul mercato scandinavo e l’Italia figura al primo posto tra i paesi che producono i vini di maggiore qualità secondo il consumatore.
Il forte apprezzamento nei confronti del vino Made in Italy trova riscontro anche con riferimento al biologico: dall’indagine condotta da Nomisma tra gennaio e febbraio 2023 su un campione rappresentativo di consumatori in Svezia e Danimarca (18-65 anni), è emerso come ben il 38% dei wine user scandinavi beva vino a marchio bio di origine italiana e più del 20% lo fa con cadenza settimanale. La propensione al consumo di vino bio Made in Italy cresce tra le famiglie benestanti (tra chi ha redditi medio-alti la quota di user di vino bio italiano cresce fino al 55%) e tra quelle in cui vi sono componenti con età compresa tra i 30 e i 44 anni. Alla luce di queste rilevazioni, le opportunità per le aziende vitivinicole italiane sul mercato scandinavo sono ampie: a conferma di ciò, il 46% dei consumatori sarebbe difatti interessato a provare un nuovo vino italiano a marchio bio mentre il 35% sarebbe disposto a spendere un differenziale di prezzo superiore al 5% rispetto a un vino italiano non bio. Gli indecisi (34%) sarebbero attratti, oltre che da promozioni e prezzi bassi, anche da brand famosi, da informazioni sul basso impatto ambientale e dalla presenza di confezioni eco-sostenibili.
IL RUOLO DEL VINO BIO MADE IN ITALY IN GIAPPONE
Il Giappone è il secondo mercato in Asia per consumo di vino (3,4 mln di ettolitri nel 2022) e rappresenta un mercato indubbiamente interessante per i produttori italiani visto che è il quinto importatore mondiale di vino – dopo Stati Uniti, UK, Germania e Canada – con un valore degli acquisti dall’estero pari a 1,7 miliardi di euro. Tra i vini stranieri i consumatori giapponesi mettono al primo posto quelli francesi, lasciando all’Italia la seconda posizione quando devono indicare i Paesi che producono vini di maggiore qualità. Dalla survey condotta da Nomisma tra febbraio e Marzo 2023 sui consumatori giapponesi (18-65 anni), emerge comunque un forte potenziale per il nostro vino bio: se è vero, infatti, che ad oggi quasi un consumatore di vino su due (il 45% del totale, per la precisione) ha acquistato o ordinato un vino italiano almeno in un’occasione nell’ultimo anno, la quota di chi ha avuto modo di sperimentare il binomio biologico/Made in Italy per il vino è stata solo del 10%. Grossi spazi di crescita, dunque, per il vino bio italiano, che dal 1° ottobre 2022 può contare sulla certificazione biologica “Jas”, già conosciuta dal 41% dei consumatori giapponesi di vino.
Complessivamente il settore del vino biologico in Giappone, pur essendo ancora di nicchia, presenta ampi margini di crescita e potenziali opportunità. Più di un terzo dei consumatori giapponesi sarebbe infatti disposto ad acquistare un nuovo vino bio made in Italy se lo trovasse nei punti vendita in cui effettua abitualmente la spesa alimentare mentre gli indecisi (41% del totale) sarebbero attratti oltre che da prezzi più accessibili, anche da una maggiore comunicazione sui canali tradizionali come radio/tv. Infatti, tra i principali fattori che oggi frenano l’acquisto di vino bio made in Italy vi sono la scarsa informazione sulle caratteristiche distintive dei prodotti biologici italiani ma anche la carenza di referenze sugli scaffali della grande distribuzione.
“VINOBIO, la prima piattaforma dedicata al vino biologico italiano nel mondo, rappresenta un importante strumento di supporto per le aziende che puntano ad avviare o consolidare il posizionamento in questo segmento di mercato fornendo informazioni e analisi utili per orientare le proprie strategie commerciali. I focus realizzati su Svezia e Giappone da ITA.BIO sono un esempio di come la piattaforma possa essere utilizzata come base di conoscenza autorevole per orientare efficaci politiche di promozione e commerciali. Questo servizio è ancora più rilevante se si pensa che il vino biologico Made in Italy è sempre più apprezzato a livello internazionale, attualmente rappresenta il 19% dell’esportazione globale di agroalimentare bio. Si distingue per l’alta qualità che unisce l’identità territoriale, data delle denominazioni d’origine, alla certificazione biologica che attesta la scelta di produrre in maniera sostenibile a tutela della fertilità del suolo, della biodiversità, nel contrasto al cambiamento climatico.”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
“Il vino è uno dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy nel mondo e la qualità del nostro prodotto biologico è apprezzata e ricercata dai consumatori di tutti i mercati analizzati nella piattaforma ITA.BIO. Il trinomio vino-biologico-italiano, quindi, rappresenta la combinazione vincente per la valorizzazione dell’agroalimentare del nostro Paese sui mercati internazionali.” dichiara Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence di Nomisma “Proprio per questo motivo nasce VINOBIO, l’approfondimento di ITA.BIO che analizza posizionamento e prospettive del vino biologico italiano all’estero grazie alle indagini condotte di Nomisma sul consumatore dei singoli mercati internazionali e agli studi di mercato che individuano i numeri chiave del vino bio in ciascun paese target.”
“L’export italiano nel comparto del vino biologico è in costante crescita negli ultimi anni, e presenta ulteriori margini di sviluppo e nuove opportunità per le aziende italiane. Il vino Made in Italy a marchio biologico gode infatti di un’ottima reputazione, e la domanda potenziale coinvolge tutti i principali mercati mondiali.” dichiara Brunella Saccone, Direttrice dell’Ufficio Agroalimentare e Vini ICE Agenzia “L’approfondimento VINO.BIO, attraverso il quale si rinnova la proficua collaborazione tra FederBio, Agenzia ICE e Nomisma, rappresenta una risorsa di market intelligence per fornire supporto strategico alle imprese della filiera vitivinicola biologica nel loro processo di internazionalizzazione, ed evidenziare le opportunità commerciali nei mercati target.”
UFFICIO STAMPA
Ufficio Stampa Nomisma – ufficiostampa@nomisma.it
Edoardo Caprino – 339 59 33457
Giulia Fabbri – 345 6156164
Biologico è Natura! Eventi nelle Oasi CEA e WWF (Dal 6 al 28 maggio 2023)
BEINGORGANICINEUfederbiowwfDOVE:
Italia
QUANDO:
Dall 6 al 28 maggio 2023
Il valore dell’Agricoltura Biologica per la Conservazione della Natura
Per divulgare lo straordinario valore dell’agricoltura biologica, il WWF Italia, in collaborazione con FederBio, organizza nel mese di maggio 25 eventi nelle sue Oasi e Centri di Educazione Ambientale per coinvolgere le persone in attività d’informazione e sensibilizzazione sui temi dell’agricoltura sostenibile e sue relazioni con la conservazione della Natura. Fra le attività previste conferenze con esperti in agricoltura biologica, laboratori didattici per famiglie con bambini e bambine, degustazioni di prodotti biologici, mercati contadini e incontri con agricoltori biologici.
Gli eventi “Biologico è…Natura!” sono realizzati con la sponsorizzazione del progetto europeo BEING ORGANIC in EU, una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea che prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. In particolare, il progetto intende aumentare e rafforzare la considerazione da parte del consumatore verso l’agricoltura biologica europea e la sua qualità; aumentare la consapevolezza e il riconoscimento del metodo e dello standard dell’agricoltura biologica dell’UE; far conoscere il logo biologico dell’UE (per maggiori informazioni https://beingorganic.eu/it/).
Biologico è Natura! Con le giornate delle oasi WWF un ricco calendario di appuntamenti in tutte le regioni d’Italia dedicati al valore dell’agricoltura biologica
BEINGORGANICINEUfederbiohomewwfDa nord a sud, fino al 21 maggio, ecco le iniziative da non perdere nell’ambito delle “Giornate delle Oasi” per scoprire il ruolo dell’agricoltura biologica nella conservazione della natura. Qui la mappa con gli eventi nelle Oasi: https://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/giornata-delle-oasi/
Roma, 4 maggio 2023 – Maggio è il mese dedicato alla scoperta delle Oasi WWF e fino al 21 Maggio in tutta Italia si terranno le “Giornate delle Oasi WWF”, in un’edizione ancora più ricca di eventi speciali e aperture straordinarie per immergersi nella natura d’Italia e scoprirne la meraviglia e il valore per il nostro benessere. Per l’occasione tornano gli eventi del WWF e FederBio dedicati alla promozione dell’agricoltura biologica e la sua importanza per la tutela della salute delle persone e degli ecosistemi.
Oltre che luoghi meravigliosi, le Oasi sono il più grande progetto di conservazione del WWF in Italia, da oltre 50 anni: svolgono tutte un ruolo centrale per difendere migliaia di specie animali e vegetali, fare educazione in natura e promuovere uno sviluppo davvero sostenibile. Quest’anno alcune Oasi hanno un richiamo speciale, l’agricoltura biologica e il suo valore per la tutela della biodiversità in natura. L’agricoltura biologica, priva di sostanze chimiche di sintesi (pesticidi e fertilizzanti), è il modello agroecologico più avanzato e rispettoso dell’ambiente, alternativo al modello convenzionale intensivo. Le aziende agricole condotte con il metodo biologico sono più ricche di natura rispetto a quelle convenzionali, con una maggiore presenza di uccelli, rettili, anfibi e insetti, in particolare Apoidei e Lepidotteri. Nei campi biologici è stato rilevato in generale anche un maggior numero di specie di flora selvatica, in particolare le piante perenni più sensibili agli erbicidi, come il glifosato, e più infrastrutture verdi (alberi, siepi, stagni, ecc.).
L’agricoltura biologica tutela anche la straordinaria biodiversità del suolo, dove vivono innumerevoli forme di vita che contribuiscono a mantenere fertili e in salute i terreni, a mitigare il cambiamento climatico, a immagazzinare e depurare l’acqua, prevenire l’erosione. Per divulgare lo straordinario valore dell’agricoltura biologica, il WWF Italia, in collaborazione con FederBio, organizza nel mese maggio 24 eventi nell’ambito del più vasto programma di attività delle “Giornate delle Oasi” per coinvolgere le persone in attività d’informazione e sensibilizzazione sui temi dell’agricoltura sostenibile e sue relazioni con la conservazione della Natura.
Fra le attività previste conferenze con esperti in agricoltura biologica, laboratori didattici per famiglie con bambini e bambine, degustazioni di prodotti biologici, mercati contadini e incontri con agricoltori biologici. Inoltre il WWF, in collaborazione con Huawei Italia, sta realizzando in 8 Oasi il progetto “Guardiani della Natura” per un monitoraggio bioacustico della biodiversità nelle aree agricole per dimostrare il valore dell’agricoltura biologica per la conservazione della natura. Gli eventi “Biologico è..Natura!” saranno l’occasione per presentare al pubblico dei visitatori delle Oasi questo progetto innovativo con la tecnologia digitale al servizio della tutela della biodiversità.
Il progetto “Biologico è…Natura!” è parte integrante della Campagna WWF “Sustainable Future” che ha lo scopo di creare conoscenza, consapevolezza e responsabilità per una trasformazione sostanziale dei sistemi economici e culturali, a partire dalle scelte quotidiane individuali fino all’azione collettiva, per accelerare il percorso verso una sostenibilità a lungo termine. Gli eventi “Biologico è…Natura!” sono realizzati con la sponsorizzazione del progetto europeo BEING ORGANIC in EU, una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea che prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. In particolare, il progetto intende aumentare e rafforzare la considerazione da parte del consumatore verso l’agricoltura biologica europea e la sua qualità; aumentare la consapevolezza e il riconoscimento del metodo e dello standard dell’agricoltura biologica dell’UE; far conoscere il logo biologico dell’UE (per maggiori informazioni https://beingorganic.eu/it/).
Oggi nel nostro Paese il 17,4% della superficie agricola è gestita con i metodi dell’agricoltura biologica. Il Green Deal europeo fissa l’obiettivo del 25% entro il 2030 ma l’Italia ha deciso di anticipare questo traguardo al 2027 con il suo Piano Strategico Nazionale della nuova PAC, operativo dal mese di gennaio 2023. Dobbiamo tutti impegnarci, agricoltori, industria agroalimentare e cittadini, per raggiungere questo obiettivo fondamentale per la transizione ecologica dell’agricoltura. I programmi dei 24 eventi del mese di maggio sono disponibili sul sito web del WWF Italia: https://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/giornata-delle-oasi/ e nelle pagine delle singole Oasi coinvolte.
UFFICIO STAMPA
Agricoltura bio e digitale: binomio vincente
homeinnovazionebioSmart Future Organic FarmNell’appuntamento di Altamura, il progetto Smart Future Organic Farm mette in campo sostenibilità, mitigazione climatica e innovazione. 26 APRILE 2023 ALTAMURA (BA) – AZIENDA AGRICOLA CREANZA h.15,00 e MUSEO CIVICO h.17,30
Bari, 26 aprile 2023 – Determinare le emissioni di gas-serra prodotte da un campo di frumento, così come la quantità di acqua consumata e il sequestro di sostanza organica del suolo. Sono alcune delle funzioni delle due App che stanno per essere ultimate e messe a disposizione degli agricoltori bio. Obiettivo: un’agricoltura ancora più sostenibile e in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. È uno dei risultati del progetto SFOF- Smart Future Organic Farm – che oggi 26 aprile propone in Puglia un doppio appuntamento.
Il primo a partire dalle ore 15 è presso l’azienda agricola Creanza ad Altamura (BA) dove si terrà la seconda giornata dimostrativa dal titolo “Monitoraggio ambientale per una agricoltura sostenibile”. Qui alla presenza di agricoltori e tecnici saranno svolte direttamente sul campo prove dimostrative relative all’analisi di accrescimento, rilievi in campo delle emissioni di gas serra e riguardanti l’acquisizione e l’utilizzo di dati meteorologici. Una tappa importante per il progetto SFOF che per tre annate ha monitorato la coltivazione del frumento presso i due appezzamenti pugliesi – Cerignola e Altamura appunto – dimostrando come l’agricoltura biologica possa svolgere un ruolo significativo nella mitigazione dei cambiamenti climatici.
“In questo incontro del 26 aprile mostreremo agli agricoltori e tecnici come in pratica vengono misurate le emissioni di gas serra (CO2, N2O e CH4) dal suolo, monitorati lo sviluppo e l’accrescimento del frumento e il sequestro di carbonio nel suolo. L’obiettivo è sviluppare degli applicativi per agricoltori e tecnici utili a valutare un sistema di coltivazione biologica del frumento in termini di resa ottenibile, emissioni di gas serra, sequestro di carbonio e consumo di acqua”, precisa Domenico Ventrella del CREA Agricoltura e Ambiente.
Per valutare la performance di una coltivazione, ovvero se e in che misura un sistema colturale è in grado di mitigare i cambiamenti climatici occorrono analisi di lungo periodo che valutino in dettaglio le pratiche seguite. Ad esempio come è stata eseguita la lavorazione del terreno, la gestione dei residui colturali, la fertilizzazione – con o senza ammendante. Nella seconda parte del pomeriggio a partire dalle 17,30 presso l’Archivio Biblioteca del Museo Civico di Altamura si terrà il secondo Incontro di Comunità di Pratica durante il quale sarà presentato il progetto Smart Future Organic Farm e analizzate le prospettive e innovazioni nell’agricoltura biologica di sistemi cerealicoli.
L’agricoltura è un settore strategico per la sostenibilità ambientale, oltre che sociale ed economica. E il modello biologico è quello che meglio si presta a contenere e mitigare gli impatti ambientali e climatici. Ma che è allo stesso tempo in grado di accogliere al meglio le tecnologie innovative che garantiscano cibo sano, riducano le emissioni, tutelino l’ambiente. Il progetto Sfof dimostra che occorre una sinergia tra le pratiche biologiche e l’innovazione, tra la visione del futuro e quella della tradizione agricola di qualità. Solo così si può pensare a una produzione biologica che guardi alla sostenibilità mantenendo alti gli standard qualitativi.
Chi partecipa al progetto
Il progetto SFOF coinvolge gli agricoltori e le aziende che ospiteranno i dispositivi sperimentali e ne permetteranno la messa a punto. Smart Future Organic Farm è un progetto che prende forma dall’opportunità fornita dalla sottomisura 16.2 del PSR Puglia “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Partner del progetto: FederBio, Exprivia S.p.A., Cooperativa La Pineta A.r.l. Vincenzo Capobianco & figli s.r.l., CIA Agricoltori Italiani – Associazione regionale Puglia. Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, sede di Bari, Azienda agricola Creanza Società semplice agricola, Lega regionale delle cooperative e mutue di Puglia (Legacoop Puglia).
Smart Future Organic Farm è un progetto che prende forma dall’opportunità fornita dalla sottomisura 16.2 del PSR Puglia “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Partner del progetto: FederBio, Exprivia S.p.A., Cooperativa La Pineta A.r.l. Vincenzo Capobianco & figli s.r.l., CIA Agricoltori Italiani – Associazione regionale Puglia. Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, sede di Bari, Azienda agricola Creanza Società semplice agricola, Lega regionale delle cooperative e mutue di Puglia (Legacoop Puglia).
Viticoltura biologica e Crisi Climatica
federbiohomeMammuccinivino biologicoL’Italia detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica: il 19% sul totale della viticoltura e negli ultimi dieci anni i vigneti bio sono aumentati di oltre il 109%. Sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale e culturale delle campagne sono il fondamento del vino biologico che unisce al valore dell’identità territoriale delle denominazioni d’origine a quello del rispetto dell’ambiente, della biodiversità e della salute.
La viticoltura biologica ha quindi un ruolo centrale nella transizione ecologica, anche rispetto al contrasto al cambiamento climatico. Proprio la crisi climatica è una delle sfide più difficili per la viticoltura. Gelate tardive, siccità e temperature troppo alte stanno cambiando sempre di più la produzione vitivinicola. Di anno in anno, nel vigneto il germogliamento, la fioritura e quindi anche la vendemmia sono anticipate, con grandi difficoltà per le aziende
e con conseguenze sul piano enologico e della qualità dei vini. Gli scenari che si prefigurano per il contrasto e l’adattamento al cambiamento climatico vanno dallo spostamento dei territori di produzione all’uso di altre varietà, dai portainnesti adatti alla siccità e altro ancora.
Nell’immediato, la priorità per rafforzare la resilienza del vigneto, è restituire fertilità al suolo e incrementare la biodiversità, entrambi elementi fondanti delle produzioni bio. Per questo è indispensabile che ogni viticoltore approfondisca la conoscenza della propria terra, dei vigneti e di tutto il processo produttivo dal campo alla cantina per agire sulle specificità e sui punti critici con pratiche agronomiche ed enologiche innovative. Anche in viticoltura
occorre una visione olistica in grado di interpretare la complessità della natura puntando sulla resilienza dei sistemi agro ecologici, approccio che è alla base del metodo biologico e biodinamico.
FONTE
TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 aprile 2023
Giornata mondiale della Terra - 22 aprile 2023
#GiornataMondialedellaTerrafederbiohomeMammucciniFederBio: con il 25 % di terreni coltivati a bio si diminuirebbero del 15% le emissioni totali di gas serra dell’agricoltura
Bologna, aprile 2023 – “Investiamo nel nostro Pianeta” è il tema scelto per celebrare il 53o Earth Day, la giornata mondiale dedicata alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia del nostro Pianeta che si celebra il 22 aprile. FederBio non ha dubbi, il miglior investimento per tutelare la Terra è la transizione ecologica verso sistemi agroalimentari sostenibili e rispettosi degli ecosistemi. In linea con le politiche Ue che, con il Green Deal, le strategie Farm to Fork, Biodiversità e il Piano d’Azione europeo per il bio, si sono date l’ambizioso obiettivo di triplicare i terreni coltivati a biologico entro il 2030, riconoscendo i benefici ambientali sociali ed economici che l’agricoltura biologica può offrire, FederBio invita ad adottare stili produttivi più sostenibili e a scegliere un’alimentazione a base di cibo biologico, attenta alla stagionalità e alla prossimità di produzione, con un ridotto apporto di carne.
Il Rapporto “Study on the environmental impacts of achieving 25% organic land by 2030” di Nicolas Lampkin and Katrin Padel, recentemente presentato, delinea e quantifica i benefici – in termini ambientali, di mitigazione dei cambiamenti climatici, riduzione dell’inquinamento da azoto e miglioramento della biodiversità – che si otterrebbero con il raggiungimento del 25% di terreni agricoli biologici nell’Ue. In particolare, sottolinea lo studio, le emissioni totali di gas serra sarebbero ridotte fino a 68 milioni di tonnellate di CO2 l’anno con una diminuzione del 15% delle emissioni totali di gas serra dell’agricoltura dell’UE-27, mentre la biodiversità aumenterebbe del 30% sui terreni agricoli biologici rispetto a quelli non bio. Lo studio evidenzia, inoltre, che la conversione al biologico determinerebbe la riduzione del 90-95% dell’uso dei pesticidi, consentendo così di raggiungere un altro obiettivo ambizioso della strategia Farm to Fork: la diminuzione del 50% dell’utilizzo dei pesticidi chimici entro il 2030.
“Abbiamo solo una Terra e va tutelata – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Come attesta l’autorevole Rapporto Lampkin-Padel, la transizione agroecologica verso sistemi sostenibili e circolari come quello biologico contribuirebbe a ridurre significativamente l’inquinamento da azoto, a salvaguardare le risorse ecologiche e la biodiversità, mitigando contemporaneamente gli effetti sempre più devastanti del cambiamento climatico. Serve dunque un veloce cambio di paradigma sia nel modo di produrre che di consumare cibo. Scegliere bio significa salvaguardare le risorse naturali del Pianeta per le generazioni future, ecco perché riteniamo importante sensibilizzare a scelte alimentari amiche della Terra”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
Il vino biologico traina l’export agroalimentare italiano secondo Nomisma
federbiohomeMammuccinivino biologicoI dati di Nomisma Wine Monitor
Il comparto del vino biologico traina l’export italiano. L’impatto del cambiamento climatico sull’industria vitivinicola rende infatti necessari sempre maggiori investimenti che permettano ai produttori di adattarsi all’aumento delle temperature e agli eventi atmosferici che condizionano la produzione.
Secondo i dati condivisi da Nomisma-Wine Monitor, la produzione di vino biologico è cresciuta del 110% negli ultimi dieci anni. Una crescita lenta ma progressiva che conferma un trend in ascesa negli ultimi anni, secondo cui un consumatore italiano su due predilige proposte bio rispetto a quelle tradizionali. Il novanta per cento delle aziende prevede inoltre che nei prossimi due anni i consumatori svilupperanno un sempre maggiore interesse nei confronti dei vini biologici e sostenibili. A fare da apripista sono Sicilia, Veneto e Toscana, seguite a breve distanza da Piemonte e Puglia.
Con 128mila ettari di vite coltivata con metodo biologico, il nostro Paese si conferma tra i leader mondiali nella produzione di vino biologico, detenendo il primato di superficie vitata bio: il 19 per cento sul totale della viticoltura nazionale. Negli ultimi dieci anni le superfici di vite coltivate a bio sono aumentate di oltre il 145 per cento. Si prevede la necessità di investimenti per un totale di 100 milioni annui (circa lo 0,7 per cento del fatturato vinicolo, per un totale di 2,7 miliardi), da oggi al 2050.
Il vino bio made in Italy spopola nel mercato nord europeo
Anche FederBio conferma come il vino bio italiano sia particolarmente apprezzato anche all’estero, in particolare nei paesi del Nord Europa, dove ha raggiunto un valore del 19% dell’esportazione globale di agroalimentare bio. Una cifra che in termini assoluti ammonta a circa 626 milioni di euro di vino bio italiano venduto all’estero nel 2022, +18% rispetto all’anno precedente e una quota sul totale dell’export vitivinicolo italiano dell’8%.
Nel corso della 55esima edizione di Vinitaly, conclusasi qualche settimana fa, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio ha dichiarato “Siamo davvero soddisfatti per la grandissima partecipazione di pubblico alla 55esima edizione di Vinitaly che si riconferma come uno degli eventi di riferimento dell’intera filiera vinicola a livello mondiale. Da rilevare il grande l’interesse per il vino biologico, che si distingue unendo l’identità territoriale, data delle denominazioni d’origine, alla certificazione biologica. Il vino bio Made in Italy valorizza le zone di provenienza e premia il lavoro di tanti viticoltori che hanno scelto di produrre in maniera sostenibile a tutela della fertilità del suolo, della biodiversità, contribuendo al contrasto al cambiamento climatico e alla valorizzazione del territorio rurale”. […]







