Alluvioni e siccità mettono in ginocchio l’agricoltura. Serve un suolo sano per affrontare gli effetti della crisi climatica

Alla Festa del Bio di Roma, il talk “La cura del suolo cura anche la siccità”. Al centro le soluzioni che già esistono in agricoltura per mitigare le conseguenze dei fenomeni meteorologici estremi.

27 maggio 2023. L’alluvione che ha colpito soprattutto l’Emilia Romagna ha messo in ginocchio buona parte dell’agricoltura di quei territori. Ma ancor prima, sono stati i lunghi mesi senza piogge a mettere a dura prova i terreni agricoli. Si è passati da una persistente condizione di “siccità severa” del Po al rischio di gravi esondazioni in Piemonte, con un aumento del livello del fiume di oltre un metro e mezzo in 24 ore.

Troppa acqua in poco tempo da una parte, siccità dall’altra. Conseguenze meteorologiche opposte ma che secondo gli esperti hanno un comune denominatore: il cambiamento climatico. Due anni di siccità estrema in Pianura Padana hanno reso i campi poco permeabili, non in grado di assorbire le fitte precipitazioni degli ultimi giorni. Inoltre, a determinare una minore capacità di assorbimento da parte dei suoli, è la bassa fertilità naturale dei terreni: secondo le stime, la Pianura Padana ha percentuali di sostanza organica nel suolo attorno all’1%, un livello che la mette a rischio desertificazione.

Negli ultimi 30 anni, secondo i dati dell’Ispra, la disponibilità idrica nel nostro Paese è diminuita del 20%. Una riduzione dovuta non solo alla diminuzione delle precipitazioni, ma anche all’incremento dell’evaporazione. Un calo che determina conseguenze prima di tutto per il settore agricolo che si trova a dover gestire la produzione con una programmazione diversa dei raccolti, come ad esempio succede per il riso. Ecco perché non si può parlare di siccità e di acqua senza parlare di suolo, tema al centro del talk “La cura del suolo cura anche la siccità”, che si è tenuto durante la Festa del Bio di Roma, sabato 27 maggio. Organizzato da Cambia La Terra, il progetto di FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, Slow Food e WWF con l’obiettivo di promuovere l’importanza della salute del suolo, l’evento ha messo in evidenza i diversi benefici di un terreno bio e la sua maggiore capacità di reazione ai fenomeni atmosferici avversi.

“Sono state settimane difficili per tutti. Abbiamo vissuto momenti di grande apprensione nel vedere le campagne di agricoltori e allevatori come noi completamente inondate e che in poche ore hanno perso il frutto di anni di lavoro. E, in un momento storico in cui gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti e spesso tangibili con danni devastanti come in questo caso, è arrivato il tempo di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per affrontare subito tali emergenze che ormai non sono più un fatto straordinario ma purtroppo sono diventate la normalità”, ha detto Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, che ha aggiunto: “L’agricoltura biologica può dare un contributo fondamentale. I terreni coltivati con metodo bio presentano, oltre alla capacità di assorbire carbonio e contrastare il cambiamento climatico, un’ottima capacità di assorbire e trattenere l’acqua. Questa maggiore capacità è dovuta a una più ampia presenza di materiale organico nel suolo che lo rende più sano e ricco di nutrienti. Serve un approccio agroecologico che investe sull’agrobiodiversità per individuare colture e varietà adatte ai diversi territori per ridurre così il consumo di acqua e che punti sulla gestione e sulla cura costante del territorio dal punto di vista idrogeologico. Ma il punto centrale è affrontare il tema della fertilità dei suoli, della capacità naturale dei terreni di assorbire l’acqua e di contrastare il cambiamento climatico oltre che a pensare a un sistema alimentare più sano, con un minor consumo di carne”.

Infatti, più della metà della risorsa idrica va all’agricoltura e di questa una buona parte (oltre un terzo) viene impiegata per far crescere piante destinate all’alimentazione animale. Occorre ridurre queste cifre – sottolinea il mondo del biologico – rivedendo il sistema degli allevamenti intensivi, in cui sostanza organica vegetale e deiezioni animali rappresentano un inquinamento pericoloso invece che un’occasione per aumentare la fertilità dei suoli, e privilegiando le aziende multifunzionali. E occorre ridurre drasticamente il consumo di suolo e la cementificazione, aumentando le superfici naturali, anche nei campi coltivati. Sistemi grazie ai quali il biologico sta già sperimentando una maggiore resilienza al cambiamento climatico. La presenza di materia organica, che nei campi bio va dal 2 al 3%, e una struttura del suolo più porosa aiuta infatti a mitigare gli effetti delle condizioni meteorologiche estreme, come siccità o piogge intense. Inoltre, un suolo sano è in grado di rilasciare gradualmente l’acqua alle piante, garantendo una migliore disponibilità idrica nel corso del tempo. Ma c’è anche la necessità di adattamento alle nuove temperature: l’agricoltura biologica, che da sempre promuove la diversificazione delle colture, può aiutare ad adeguare le produzioni in base alle variazioni climatiche dei territori. progetto promosso da insieme con

Durante l’evento, sono inoltre intervenuti Giuseppe Corti, Direttore Agricolture e Ambiente del CREA e Presidente SISS (Società Italiana della Scienza del Suolo); Anna Luise, ISPRA – Struttura missione per la definizione delle tematiche globali nell’ambito dell’Agenda 2030; Caterina Batello, AIDA, Associazione Italiana di Agroecologia – Agroecology Europe; Franco Ferroni, Coalizione #CambiamoAgricoltura; Federica Ferrario, Responsabile Agricoltura di Greenpeace Italia; Margherita Caggiano, Re Soil Foundation.

Cambia la Terra – No ai pesticidi, Sì al biologico – è una campagna di informazione e di sensibilizzazione che viene promossa – apertamente – da chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi, da chi produce e vende prodotti puliti e vede un altro futuro per il Paese.
Visita il sito ufficiale: www.cambialaterra.it

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Un'agricoltura per il futuro della Terra.

Il sistema di produzione del cibo come paradigma di una nuova era

Non esiste oggi settore dell’economia che come l’agricoltura ha una incidenza così rilevante sul consumo delle risorse e sugli equilibri del pianeta e che al tempo stesso possa offrire, e già offre, un modello sano e sostenibile di produzione del cibo. L’attività produttiva che per millenni ha fornito energia alimentare all’umanità, oggi ha un bilancio gravemente passivo: è interamente dipendente dal petrolio. Non è l’unico paradosso. Essa consuma su scala mondiale il 70% dell’acqua disponibile sul pianeta, distrugge, per via della concimazione chimica, tra i 10 e i 12 milioni di ettari di suolo fertile ogni anno, inquina le acque dei fiumi e delle baie marine, riduce la biodiversità, è responsabile per il 30/40% dell’alterazione del clima. A fronte di tanto danno essa fornisce cibo sempre più innaturale e di scarsa qualità organolettiche, contaminato dai pesticidi, carni da allevamenti intensivi, responsabili della resistenza agli antibiotici che si sta diffondendo su larga scala tra la popolazione umana. Basterebbero questi soli dati per decretare l’insostenibilità assoluta dell’agricoltura industriale capitalistica, che nel corso di un secolo ha trasformato l’ambito naturale dell’alimentazione umana nel più grave problema ambientale del nostro tempo.

Eppure da almeno un secolo esiste un’agricoltura alternativa, diffusa su piccola scala in tutti i continenti, che è stata definita nel corso del tempo organica, biodinamica, biologica e ora agroecologica. Essa ha scelto la scala della piccola impresa, la combinazione tra produzione agricola e allevamento, per utilizzare il letame e rigenerare continuamente la fertilità del suolo, persegue la conservazione della biodiversità, la qualità del prodotto più che il profitto, il ricorso a sistemi naturali di difesa dai parassiti e dalle malattie. È questa l’agricoltura del presente e dell’avvenire, fondata su un atteggiamento di cura e rigenerazione delle risorse, che esalta la varietà delle colture e valorizza l’immenso patrimonio della biodiversità agricola lasciata in eredità dal mondo contadino, fa cooperare i saperi tradizionali con le cognizioni scientifiche più avanzate finalizzate all’economia circolare. È questa, non gli Ogm, la strada più promettente per affrontare il riscaldamento climatico in atto.

L’Italia, con circa 2 milioni di ettari è il secondo Paese per estensione di colture biologiche in Europa, contribuendo per il 15% a questo modello agricolo a livello continentale. Grazie a tale nuova frontiera produttiva, che si va affermando in tutto il mondo, l’Italia – in coerenza con la sua secolare, inimitabile ricchezza agricola e alimentare – costituisce una piccola avanguardia. Essa può mostrare come l’agricoltura è in grado di produrre cibo sano senza distruggere e avvelenare il suolo, consumando poca acqua, risparmiando energia, limitando la produzione di CO2, valorizzando le aree di collina, che l’agricoltura industriale degli ultimi decenni ha desertificato, svuotando cittadine, paesi, borghi e lasciando senza presidi vasti territori che oggi rovinano sotto gli effetti del caos climatico.


#CAMBIAMOAGRICOLTURA: 27 maggio a Roma uniti per festeggiare il bio!

Sabato 27 maggio all’Acquario Romano, in Piazza Manfredo Fanti 47, a 400m dalla Stazione Termini, dalle ore 10.30 alle 19.00 il biologico sarà in festa per presentare ai cittadini romani il valore dell’agricoltura libera dalle sostanze chimiche di sintesi per la transizione ecologica del settore primario, per la salute delle persone e del pianeta. Presente anche la Coalizione #CambiamoAgricoltura con uno stand e interventi nei talk previsti dal programma.

Roma, 25 maggio 2023 – Le conseguenze dei cambiamenti climatici e di perdita di biodiversità sono in questi giorni, purtroppo, sotto gli occhi di tutti gli Italiani. Per poter mitigare tali fenomeni, ed anche adattarsi ad essi, l’agricoltura è uno dei fattori chiave.

“Occorre promuovere modelli positivi di agricoltura che spingano verso la transizione agroecologica” affermano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura “e l’Agricoltura Biologica è la punta più avanzata tra queste, per questo saremo parte del grande evento che la festeggerà il prossimo 27 maggio a Roma”. L’agricoltura biologica è, infatti, oggi, il modello di produzione che non solo elimina gran parte degli impatti negativi dell’agricoltura convenzionale sull’ambiente ma produce e mantiene servizi ecosistemici fondamentali per tutta l’economia, come nel caso dell’impollinazione, dell’aumento della biodiversità e fertilità del suolo, della disponibilità di acqua potabile, della riduzione delle emissioni dei gas climalteranti. “I veri arbitri della sfida per la vera transizione ecologica dell’agricoltura sono i cittadini consumatori disponibili a riconoscere ai prodotti biologici certificati il loro giusto prezzo che consideri anche il valore della tutela della salute delle persone, della conservazione della Natura e del Clima” continuano le Associazioni.

Per divulgare ai cittadini consumatori questi valori e scoprire i benefici del cibo biologico e di uno stile di vita più sano dell’agricoltura biologica FederBio organizza questo grande evento. I visitatori potranno gustare prelibatezze biologiche, incontrare esperti del settore e divertirsi in compagnia con giochi e laboratori di cucina. Il programma prevede anche momenti di approfondimento culturale e informazione per tutte le persone interessate a conoscere meglio come il biologico è una scelta sana ed ecologica che rispetta l’ambiente e la salute, offrendo prodotti di alta qualità, privi di sostanze chimiche di sintesi e additivi artificiali.

Alla Festa del BIO partecipano diverse Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura con vari interventi nei Talk Show previsti dal programma dell’evento e con l’animazione di uno stand dove saranno a disposizione pubblicazioni e altri materiali informativi. Si inizierà alle ore 11.50 con il Talk: “La cura del suolo cura anche la siccità” con gli interventi di Franco Ferroni portavoce della Coalizione #CambiamoAgricoltura e di Caterina Batello dell’Associazione Italiana di Agroecologia – Agroecology Europe; si proseguirà alle ore 14.30 con il Talk: “Biologico è … Natura! Il ruolo dell’agricoltura biologica nella tutela degli impollinatori” a cura del WWF Italia e alle ore 17.45 con il Talk: “Allevamenti. Se sono biologici curano il benessere animale, l’ambiente e la salute umana”, con la presentazione del Quaderno dedicato alla Zootecnia Bio della Campagna Cambia la Terra, con l’intervento di Antonella Litta referente nazionale di ISDE Italia.

La Coalizione #CambiamoAgricoltura ha denunciato i rischi connessi all’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura pubblicando nei mesi scorsi l’edizione italiana dell’Atlante dei pesticidi, realizzata dalla Fondazione Heinrich Boll Stiftung Francia e Italia e con il contributo della Fondazione Cariplo. Questo report oltre a fornire informazioni riguardo il ruolo significativo che queste sostanze hanno nel determinare il declino della biodiversità, conferma la pervasività di queste sostanze in tutte le matrici ambientali, acqua, aria e suolo e i conseguenti effetti negativi sulla salute delle persone. Le copie cartacee della pubblicazione saranno in distribuzione gratuita nella Festa del Bio di Roma presso lo stand della Coalizione #CambiamoAgricoltura.

Oggi in Italia il 17,4% circa della superficie agricola utilizzata (SAU) è gestita con i metodi dell’agricoltura biologica. Il Piano Strategico Nazionale della nuova Politica Agricola Comune (PAC) della UE fissa per l’agricoltura biologica un obiettivo ambizioso ma realistico: raggiungere il 25% (SAU) certificata entro il 2027, anticipando di 3 anni l’obiettivo europeo delle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.

“Raggiungere questo obiettivo entro i prossimi 4 anni non sarà una missione impossibile” – dichiara #CambiamoAgricoltura – “è però necessaria una alleanza tra gli agricoltori, che devono saper cogliere le opportunità offerte dalla programmazione nazionale della nuova PAC, che ha quasi raddoppiato le risorse finanziarie disponibili, ed i cittadini, che con le loro scelte di consumo responsabili devono sostenere l’aumento della domanda dei prodotti biologici certificati a fronte del previsto aumento dell’offerta.”

Le associazioni denunciano i rischi insiti nel Piano Strategico Nazionale della PAC adottato dal nostro Paese, che, se, da una parte spinge la crescita del biologico, dall’altra la ostacola promuovendo maggiormente altri modelli di agricolture (integrata, conservativa, digitale) con maggiori esternalità negative. Il rischio da evitare è il possibile calo della redditività dell’agricoltura biologica, con il possibile ritorno degli agricoltori ai metodi dell’agricoltura convenzionale, dipendente dai pesticidi e fertilizzanti chimici, che in alcune Regioni potrebbero essere maggiormente premiati dalle risorse pubbliche della nuova PAC. Tutti questi temi sono stati discussi anche nell’Organic Food Conference 2023 dai rappresentanti dell’agricoltura biologica europea riuniti in Italia, a Sansepolcro presso la sede di Aboca, da IFOAM Europe nei giorni scorsi, 22 e 23 maggio, per definire un programma di lavoro comune e condiviso sul ruolo del biologico per vincere le sfide delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030. Il dibattito tra gli addetti ai lavori del biologico europeo ha evidenziato l’esigenza di chiedere politiche coerenti, innovazione, ricerca partecipata e informazione del pubblico attraverso strumenti e metodi di comunicazione coinvolgenti. Per sostenere la crescita dell’agricoltura biologica è essenziale che l’Unione Europea adotti rapidamente tutti gli strumenti per ridurre l’inquinamento ambientale diffuso che, attraverso le contaminazioni accidentali, rischia di compromettere gli sforzi di migliaia di agricoltori che hanno già rinunciato all’uso delle sostanze chimiche di sintesi. I piani dell’UE per dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi, proteggere le colture biologiche e tutelare gli ambienti naturali più sensibili potrebbero essere messi a rischio se il Parlamento europeo non approverà entro l’anno la proposta del nuovo Regolamento per l’utilizzo dei fitofarmaci (SUR), presentata il 22 giugno 2022 dalla Commissione europea, che contiene al suo interno obiettivi di riduzione dell’uso dei pesticidi legalmente vincolanti per gli Stati membri. Dopo quasi due decenni di tentativi falliti di ridurre l’uso di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura e dopo i recenti successi dell’iniziativa dei cittadini europei “Salviamo le api e gli agricoltori”, con la validazione di 1,1 milioni di firme raccolte, questa sarebbe la prima proposta concreta che potrebbe far virare la nostra agricoltura verso una reale maggiore sostenibilità con ricadute positive sulla salute dei cittadini e la tutela della natura.

“È pertanto necessario da parte del nostro Governo e degli europarlamentari di tutte le forze politiche un’azione di sostegno della proposta di questo Regolamento UE della Commissione, anche per tutelare il valore dell’agricoltura biologica.” concludono le Associazioni di #CambiamoAgricoltura.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.


“Being Organic in Eu” sostiene un maggio all’insegna del biologico, che culmina sabato 27 a Roma con la Festa del BIO

Tante manifestazioni green: dalla Settimana del biologico al Convegno internazionale Organic Food Conference 2023, passando per le iniziative “Biologico è…Natura!” nell’ambito delle “Giornate delle Oasi WWF” per terminare nella capitale con la tappa finale della Festa del BIO di Roma, l’evento di riferimento del biologico Made in Italy

Bologna, maggio 2023 – Maggio si tinge di bio. Per far crescere i consumi interni e sensibilizzare a un’alimentazione sostenibile a base di alimenti biologici, il progetto Being Organic in Eu, che punta a favorire un sistema agroalimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico, ha scelto di diventare partner strategico dei principali eventi dedicati al mondo del bio. Cofinanziato dall’Unione europea, il progetto, nato con l’obiettivo di valorizzare e comunicare le caratteristiche dell’agricoltura biologica per sensibilizzare i cittadini verso uno stile alimentare sostenibile, trova piena concretizzazione in eventi divulgativi come quelli previsti per maggio, in particolare la Festa del BIO che dà appuntamento il 27 maggio, dalle ore 10.30, all’Acquario Romano in piazza Manfredo Fanti a Roma.

Being Organic in Eu sosterrà alcuni dei momenti clou del festival romano, tra cui la conferenza stampa inaugurale che vedrà la presenza di Giancarlo Righini, Assessore alle Politiche agricole del Lazio e Sabrina Alfonsi, Assessora all’agricoltura, ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale. Insieme agli assessori interverranno per fare un punto sulla transazione agroecologica: Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Rocco Ferraro, Consigliere delegato Ambiente, Transizione ecologica di Città Metropolitana di Roma Capitale, Roberto Zanoni, Presidente AssoBio e Flavio Pezzoli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Roma e provincia. Being Organic in Eu sarà partner del workshop “La parola ai testimoni: come affrontiamo la crisi climatica a colpi di bio”, che dà voce agli agricoltori che ogni giorno si trovano a fronteggiare le criticità di un clima sempre più imprevedibile tra siccità e alluvioni. In un dialogo con Gian Maria Sannino, ricercatore dell’ENEA, Ignazio Cirronis della Cooperativa S’Atra Sardigna e Presidente Anaprobio, Giacomo Ficco dell’Azienda Agricola Bio “San Biagio”, Anselmo Filesi dell’Azienda Agricola Bio “Parano” e Andrea Feliciangeli, titolare dell’omonima azienda agricola bio, acconteranno come il biologico, che non utilizza sostanze chimiche di sintesi, costituisca una leva strategica per mitigare i cambiamenti climatici. Non poteva mancare, infine, un momento gourmet. Per far assaggiare il buono del bio, il progetto ha scelto di affiancare lo show cooking “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” con Luisanna Messeri, la cuoca pop della TV che guiderà, passo dopo passo, nella realizzazione di ricette bio, sane, gustose e a basso impatto.

Tra gli altri eventi di punta sostenuti da Being organic in Eu, da segnalare la prima edizione della Settimana del biologico, fino al 27 maggio in tutta Italia, l’iniziativa nazionale di promozione del biologico organizzata da AssoBio, in collaborazione con FederBio, ISMEA e FIPE che prevede una campagna di comunicazione nazionale, eventi nella ristorazione e corner espositivi con degustazioni guidate. Infine, nell’agenda degli eventi bio del mese di maggio, ci sono l’Organic Food Conference 2023, il convegno internazionale organizzato da IFOAM Organics Europe, che riunisce operatori e player economici del bio per due giornate di aggiornamento e networking e gli eventi “Biologico è…Natura!” promossi da WWF e FederBio dedicati alla valorizzazione dell’agricoltura biologica e alla sua importanza per la tutela della salute delle persone e degli ecosistemi.

“Maggio è un mese denso di appuntamenti dedicati bio, tra l’altro il 25 è il Bioeconomy Day, l’occasione ideale per approfondire le opportunità offerte dall’economia circolare, elemento centrale anche dell’agricoltura biologica – spiega Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio -. Eventi come la Festa del BIO puntano ad avvicinare al biologico in un clima allegro, divertente e gustoso attraverso approfondimenti su temi di attualità, tra cui la siccità e l’importanza della tutela degli insetti impollinatori, alternati a show cooking, contest e laboratori per i più piccoli per spiegare le ripercussioni che le scelte alimentari hanno sulla salute delle persone e dell’ambiente. Finalità condivise da Being Organic in Eu, il progetto cofinanziato dall’Unione europea che ha scelto di essere partner delle principali manifestazioni dedicate al bio. In particolare, in questo momento in cui i consumi interni di alimenti biologici stanno rallentando, è fondamentale sensibilizzare i cittadini a un consumo più etico, salutare e sostenibile”.

Si tratta di iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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Il WWF presente sabato 27 maggio alla “Festa del BIO” l’evento del biologico italiano

Il ruolo dell’agricoltura biologica per la tutela degli insetti impollinatori, la mitigazione della siccità e degli altri effetti del cambiamento climatico, l’importanza della transizione ecologica per il mantenimento della fertilità del suolo e della biodiversità, la conversione dell’allevamento verso modelli sostenibili basati sul benessere animale. Questi alcuni dei temi al centro della tappa romana della kermesse itinerante che vuol sensibilizzare sull’importanza delle scelte alimentari per la salute delle persone e dell’ambiente. Modera i dibattiti Patrizio Roversi.

Roma 24 maggio 2023 – Roma si tinge di verde per ospitare la tappa finale della quinta edizione della Festa del BIO, la manifestazione di riferimento del biologico italiano. Una festa gratuita e aperta a tutti, che alterna approfondimenti su tematiche di grande attualità con esperti, esponenti del mondo istituzionale, giornalisti e opinion leader a momenti di show cooking con degustazione, contest e intrattenimento. Sabato 27 maggio alle 10.30 taglio del nastro inaugurale all’Acquario Romano, in piazza Manfredo Fanti 47, a pochi metri dalla stazione Termini. Saranno presenti Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Giancarlo Righini, Assessore alle Politiche agricole del Lazio, Sabrina Alfonsi, Assessora all’agricoltura, ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Rocco Ferraro, Consigliere delegato Ambiente, Transizione ecologica di Città Metropolitana di Roma Capitale, Roberto Zanoni, Presidente AssoBio e Flavio Pezzoli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Roma e provincia.

Il WWF sarà presente con l’organizzazione di un Talk Show

Il tema: “Biologico è … Natura! Il ruolo dell’agricoltura biologica nella tutela degli impollinatori” che approfondirà il ruolo dell’agricoltura libera dai pesticidi nella tutela degli insetti impollinatori e per la conservazione della natura. Il dialogo, promosso da WWF Italia e FederBio, coinvolgerà Betti Piotto, Associazione Italiana Apiterapia, Pietro Milanesi, Associazione Pensiero Socialista, Marco Antonelli e Caterina Giovanetti di WWF Italia e Daniele Cangioli dell’Associazione “Api Romane”. Porterà un contributo al talk anche Michele Monetta, Apicultore biologico di FederBio. L’iniziativa, che ha l’obiettivo di trasferire i valori del biologico e far riflettere sul ruolo fondamentale di una sana e corretta alimentazione, è organizzata da FederBio con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Anabio-CIA, Anaprobio-Copagri, Altromercato, NaturaSì, Pancrazio Spa, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club.

Davvero ricco il programma della tappa romana della Festa del BIO. Dopo la conferenza stampa inaugurale, alle 11.30 è prevista la firma del protocollo d’intesa tra Città Metropolitana di Roma Capitale e FederBio per lo sviluppo dell’iniziativa “Comuni amici del BIO”. L’accordo punta all’eliminazione delle sostanze chimiche in agricoltura e alla valorizzazione dei principi dell’agricoltura biologica e a Km 0 nelle politiche locali, in particolare nella gestione del verde pubblico e della ristorazione collettiva. Presso lo stand della Coalizione #CambiamoAgricoltura sarà distribuita gratuitamente ai visitatori la pubblicazione “Atlante dei Pesticidi”. Per maggiori dettagli sulla Festa del BIO e gli aggiornamenti del programma visita il sito: https://www.festadelbio.it


22 maggio 2023 - Giornata mondiale della Biodiversità

FederBio: la perdita di biodiversità è la terza minaccia più grave dei prossimi 10 anni

Bologna, maggio 2023 – Uno dei più seri pericoli per il futuro. In occasione della giornata mondiale dedicata alla biodiversità, FederBio mette in guardia sul progressivo degrado ambientale che mette a repentaglio interi ecosistemi.

Secondo il Global Risks Report 2023, l’analisi realizzata dal World economic forum che esplora le più pericolose minacce che potremmo affrontare nel prossimo decennio, la perdita di biodiversità rappresenta infatti la terza criticità più grave anche in considerazione del fatto che la situazione risulta in rapido peggioramento.

Lo sfruttamento intensivo del suolo e delle risorse naturali, la massiccia urbanizzazione unita all’incapacità di mitigare il cambiamento climatico stanno modificando interi biosistemi, mettendo a rischio estinzione piante e animali. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), sono oltre 41.000 le specie di animali e piante in pericolo, vale a dire il 28% di tutte quelle esistenti.

La transizione ecologica verso sistemi sostenibili e circolari come l’agricoltura biologica, che non utilizza sostanze chimiche di sintesi e si basa sulla conservazione della fertilità del suolo e sull’armonico sviluppo dei cicli naturali, rappresenta un’opportunità concreta per contrastare la perdita di biodiversità.

 “L’enorme impatto ambientale causato dall’agricoltura industrializzata ci sta portando verso il collasso, dobbiamo invertire immediatamente la rotta per rallentare la perdita di biodiversità, fondamentale per garantire la sicurezza alimentare e far fronte all’emergenza climatica- ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – L’agricoltura biologica, che nutre la terra per mantenerla fertile, svolge un ruolo importante nella conservazione e implementazione della biodiversità. A sostenerlo è anche il recente studio Lampkin-Padel di IFOAM Organics Europe sull’impatto ambientale nel quale si evidenzia come al raggiungimento del 25% di superficie bio entro il 2030, uno degli obiettivi della strategia “Farm to Fork”, si determinerebbe un incremento complessivo di biodiversità pari al 30% sui terreni coltivati ​​a biologico”.

FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.  La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

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La settimana del Bio

DOVE: 

Punti Vendita GDO Italia

QUANDO:

Dal 22 al 27 maggio 2023

Al via la prima edizione della Settimana del biologico, iniziativa nazionale di promozione del biologico che AssoBio, di concerto con FederBio, ISMEA e FIPE Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, ha organizzato per questo 2023. La Settimana del bio, che quest’anno sarà al suo primo debutto e che si svolgerà dal 22 al 27 maggio in tutta Italia, vede il coinvolgimento di 4 importanti catene della GDO italiana con la presenza di attività promozionali in oltre 40 punti vendita in tutta Italia.

L’intera iniziativa godrà del sostegno di Being Organic in EU, campagna di informazione e promozione portata avanti da FederBio e cofinanziata dalla Comunità Europea con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti biologici in Italia.


Il Biologico nella Ristorazione Commerciale

DOVE: 

Piazza Giuseppe Gioachino Belli, 2 - Roma

QUANDO:

26 maggio 2023

Il 26 maggio dalle 10.00 alle 12.00 presso la Sala Abbascià (p.zza Giuseppe Gioacchino Belli, 2 – Roma) si terrà l’evento dal titolo: Il Biologico nella ristorazione commerciale. Scenario Evolutivo, performance, ruolo, spazi di mercato. 

L’evento è dedicato a delineare gli scenari nel canale H.O.R.E.C.A. per il settore biologico considerando i nuovi driver di consumo: sostenibilità, ambiente, etica e remunerazione equilibrata della filiera. Partendo dai risultati di una indagine dell’ISMEA, realizzata in collaborazione con FIPE e AssoBio per conoscere il peso del prodotto biologico nelle scelte di esercenti e consumatori nel canale dei Bar e dei Ristoranti, si intende stimolare il dibattito e un confronto sulle ragioni di questo posizionamento e sulle prospettive di sviluppo nel “Fuori casa”, in particolare dove la ristorazione si associa alla socialità e alla convivialità.

L’iniziativa è di grande interesse considerato l’andamento dei consumi interni e la tipologia di comunicazione che sarà necessario attuare per valorizzare e rendere riconoscibile il ruolo fondamentale dell’agricoltura biologica in ambiti di grande attualità quali: sicurezza alimentare, sana alimentazione, sostenibilità ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici.

L’evento è gratuito ed è possibile iscriversi al seguente link


Presentazione del libro "Biodinamica l'agricoltura del futuro. Dalla tecnologia agraria all'arte dell'agricoltura" di Manfred Klett

DOVE: 

Agricoltura Nuova - Via Valle di Perna, 315 (Roma)

QUANDO:

26 maggio 2023

Il 26 maggio alle ore 18.30 presso Agricoltura Nuova in via Valle di Perna a Roma verrà presentato il libro di Manfred Klett  dal titolo: Biodinamica l’agricoltura del futuro. Dalla tecnologia agraria all’arte dell’agricoltura.

La pubblicazione è un appello rivolto alle future generazioni, a cogliere il potenziale dell’arte dell’agricoltura e a percepire la missione creativa-sociale dell’agricoltura biodinamica. L’incontro sarà un’opportunità per aprire una finestra su un metodo agricolo che nasce nel 1924 come prima alternativa ecologica all’introduzione della chimica di sintesi e all’approccio industriale all’agricoltura. Alla fine della presentazione è prevista una cena a buffet con prenotazione obbligatoria.

L’evento è gratuito previa iscrizione al seguente link o mandando una mail all’indirizzo: info@viandantisi.it.

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Organic Food Conference

DOVE: 

Sansepolcro, Arezzo

QUANDO:

22-23 maggio 2023

L’evento è organizzato da IFOAM Organics Europe, presso la prestigiosa sede di Aboca, in collaborazione con Aboca, FederBio e con il sostegno di Being Organic in the EU. La prima giornata partirà con una cerimonia di benvenuto, un’intrigante tavola rotonda e una visita al museo Aboca. Il secondo giorno invece sarà incentrato su discussioni tecniche e di gruppo sul settore e terminerà con un pranzo di networking per gli scambi tra i partecipanti.

La partecipazione per questa edizione è gratuita, scopri i dettagli per la registrazione al seguente link: https://organicfoodconference.bio/registration/.