Compost e compost tea per una agricoltura sostenibile: primi risultati del progetto Oltre.bio

DOVE: 

Azienda sperimentale del CREA-AA “Campo 7”
Metaponto, Bernalda (MT)

QUANDO:

Giovedì 29 aprile 2022, h. 09.30

Si svolgerà il 29 aprile alle ore 9.30 presso l’azienda sperimentale del CREA “Campo 7” a Metaponto (MT), l’incontro di Comunità pratica con visita dimostrativa su “Compost e Compost Tea per un’agricoltura sostenibile..”.

L’incontro sarà un momento di condivisione e comunicazione delle esperienze e dei primi risultati ottenuti su vite e ciliegio biologico in relazione all’apporto del compost tea nelle aziende partner del progetto. I partecipanti potranno visitare l’impianto di compostaggio su piccola scala realizzato per soddisfare le necessità di compost per le attività del progetto Oltre.bio.

INFO E CONTATTI:



Webinar - Il vino bio in Veneto. Esperienze ed eccellenze del made in Italy

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Giovedì 28 aprile 2022, h. 18.00

Si svolgerà il 28 aprile il webinar “Il vino bio in Veneto. Esperienze ed eccellenze del made in Italy”. L’iniziativa è finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020.

INFO E CONTATTI:



22 aprile - Giornata Mondiale della Terra

FederBio: il biologico è la risposta alle nuove sfide ambientali e alimentari.

Bologna, 21 aprile 2022

In occasione della 52a edizione della Giornata Mondiale della Terra, che quest’anno è intitolata “Invest in our planet” per sottolineare l’importanza della tutela delle risorse naturali, FederBio rimarca la necessità e l’urgenza di puntare con decisione sulla transazione agroecologica.

La crisi alimentare ha mostrato con chiarezza quanto il modello dell’agricoltura industriale, basato sulla forzatura del ciclo di produzione, sia ormai superato anche per gli effetti devastanti che ha prodotto in termini di perdita della fertilità del suolo e della biodiversità, distruzione degli ecosistemi e forti impatti sul clima. Per tutelare la Terra è quindi fondamentale cambiare paradigma e accelerare la conversione al biologico dei sistemi agricoli, come previsto dal Green Deal europeo e dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità.

Il metodo biologico, poiché non utilizza pesticidi e sostanze chimiche di sintesi e si basa sulla circolarità e sul riciclo dei materiali e della sostanza organica, è in grado di tutelare la fertilità del terreno, contrastare i cambiamenti climatici e difendere la biodiversità, fondamentale per il mantenimento della vita sul pianeta.

“Quello che sta succedendo a livello globale conferma che la Terra non è più in grado di sostenere queste dinamiche. Non c’è più tempo. Le crisi interconnesse ambientale, alimentare ed energetica, che hanno ripercussioni in tutto il mondo, evidenziano ancora una volta tutti i limiti del modello produttivo industriale sia sul piano ambientale che su quello economico e sociale.  L’impennarsi del costo di pesticidi e concimi chimici che rischia di strangolare le imprese agricole conferma, infatti, quanto sia necessario ripensare il nostro sistema di produzione per renderlo più indipendente da input esterni e più resiliente. Occorre investire sulla conversione al biologico, in grado di contrastare la deriva climatica e proteggere la salute dell’uomo e dell’ambiente rispondendo alle esigenze del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle generazioni future. La transizione agroecologica è l’unica soluzione che salvaguarda la terra garantendo la fruizione dei servizi ecosistemici indispensabili per un’agricoltura sana per l’uomo e l’ambiente”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

UFFICIO STAMPA


Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan – silvia.voltan@pragmatika.it

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Piano strategico nazionale Pac: servono modifiche sostanziali e non solo formali

Per 16 Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, Greenpeace e Terra! È necessario il coraggio politico per il cambio di rotta richiesto nelle 40 pagine di osservazioni della Commissione UE

Resta da sciogliere il nodo del riparto delle risorse per lo Sviluppo Rurale tra le Regioni per arrivare subito ad obiettivi quantitativi misurabili e rendicontabili per gli interventi agro-climatico-ambientali nei territori. Entro la fine di luglio pronto il nuovo testo del documento di programmazione della PAC post 2022. 

Roma, 20 aprile 2022

Si è svolta ieri la riunione del Tavolo di partenariato per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, convocato dal Ministro Patuanelli dopo l’arrivo delle osservazioni della Commissione UE alla proposta inviata il 31 dicembre 2021. In 40 pagine di osservazioni la Commissione chiede un cambio di rotta del documento di programmazione della nuova PAC oltre alle numerose integrazioni per colmare le lacune del Piano predisposto dal Ministero giudicato gravemente carente sotto il profilo ambientale oltre che iniquo nella distribuzione degli aiuti, che continuerebbero a premiare le grandi aziende delle aree ad agricoltura e zootecnia intensiva, soprattutto del Nord, anziché sostenere le aree interne e le piccole aziende delle aree con maggiori difficoltà territoriali.

Per le 16 Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura i contenuti delle osservazioni della Commissione UE indicano senza dubbio la necessità di una modifica sostanziale del Piano Strategico Nazionale della PAC e non solo risposte formali per giustificare un Piano ritenuto insufficiente e inadeguato per una vera transizione ecologica della nostra Agricoltura.

L’impostazione attuale del Piano Strategico Nazionale della PAC è stata difesa solo dalle Associazioni agricole e dell’agroindustria, restie a promuovere una vera transizione ecologica della nostra agricoltura, tanto che alcune hanno persino riproposto l’ulteriore rinvio di un anno dell’entrata in vigore della nuova PAC. Una proposta che le 16 Associazioni considerano assurda e irresponsabile, l’ennesima riprova della volontà di ostacolare ulteriormente una riforma della PAC già debole e inadeguata per affrontare le sfide globali sulla sicurezza alimentare, la lotta al cambiamento climatico e la perdita di biodiversità,  garantendo anche la sostenibilità economica nel medio e lungo termine per migliaia di piccole aziende agricole nelle aree più marginali del Paese.

Irricevibile anche la retorica strumentale sulla guerra in Ucraina riproposta dalle Associazioni agricole per motivare il contrasto alle Strategie del Green Deal e la richiesta di confermare l’attuale impostazione del Piano Strategico Nazionale. Per le Associazioni la crisi attuale è proprio la dimostrazione che il modello produttivo oggi dominante non è più sostenibile economicamente, socialmente e da un punto di vista ambientale e sarà causa di ulteriori crisi future legate sia a fattori geopolitici ma, soprattutto, agli effetti dei cambiamenti climatici e perdita della biodiversità, come la siccità di questa primavera sta evidenziando. Cambiamento, che secondo le 16 Associazioni, deve essere concreto e dimostrato da target chiari e ambiziosi, che devono essere il primo obiettivo del lavoro delle prossime settimane. […]

Le 16 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace
e Terra! che hanno condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022. Le 17 Associazioni condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, Associazione TERRA, CIWF Italia Onlus, FederBio, Greenpeace Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, LipuBirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia).


Rassegna Degustazione: Vini da Agricoltura Biologica e Biodinamica.

Trentesima edizione della Rassegna di degustazione, promossa da Legambiente in occasione di festAmbiente, sui vini da Agricoltura Biologica e Biodinamica. L’iniziativa si pone l’obiettivo di promuovere l’agricoltura di qualità del Paese, dimostrando che produrre in maniera sostenibile è davvero possibile.

Come ogni anno, nella storica sede di festAmbiente a Ripescia (GR), verranno valutati i vini iscritti da una commissione di esperti (docenti, enologi, sommelier..). La manifesta è organizzata in collaborazione con il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa ed il corso di laurea in Viticoltura ed enologia e La Nuova Ecologia online. Saranno premiati i migliori vini delle seguenti categorie:

  • Bianchi
  • Rosati
  • Rossi Giovani
  • Rossi Affinati
  • Da Uve di Vitigni Autoctoni
  • Spumanti
  • Vini Dolci

I Vini selezionati saranno promossi sui social e sui media tradizionali di riferimento di Legambiente. Le aziende selezionate riceveranno inoltre una targa che verrà consegnata sabato 11 giugno in occasione della cena con ospiti illustri, tra cui i rappresentanti delle aziende viti-vinicole nazionali che hanno partecipato alla rassegna, manager e imprenditori che saranno guidati in un percorso enogastronomico di eccellenza.

I vini devono pervenire entro e non oltre il 25 maggio.

Regolamento ed Iscrizione su: https://www.festambiente.it/rassegnadegustazionenazionale/



Il Bio è legge

La legge sull’agricoltura biologica è stata approvata in via definitiva. Il resoconto di Maria Grazia Mammuccini, di FederBio.

Finalmente, dopo quindici anni e tre legislature, il Senato ha approvato in via definitiva la legge sull’agricoltura biologica.

È un passaggio fondamentale per la transizione agroecologica dell’agricoltura italiana e grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell’intero sistema agroalimentare.

L’approvazione del disegno di legge arriva in un momento strategico e consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che, con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione europeo per il biologico, puntano a una crescita consistente del settore.

Il nostro paese è tra i leader per la produzione biologica. Si tratta di un primato conquistato grazie all’impegno di tanti agricoltori, spesso giovani, e di operatori della filiera che hanno creduto nella scommessa di conciliare il legittimo interesse d’impresa con il bene pubblico della difesa del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini. Questo impegno viene finalmente riconosciuto con l’approvazione della legge sul bio. Grazie a tutti i parlamentari che hanno portato a termine l’iter legislativo nonostante gli innumerevoli attacchi strumentali e gli argomenti utilizzati per screditare la biodinamica e per indebolire tutto il biologico.

La norma contiene aspetti rilevanti, come l’istituzione del marchio biologico «Made in Italy», che può consentire di fare un salto di qualità al settore attraverso le filiere di bio 100% italiano e al giusto prezzo, che uniscono il valore dell’identità del cibo a quello della sostenibilità dato dal marchio biologico. Prevede inoltre il riconoscimento dei distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e l’adozione di un piano d’azione nazionale per favorire lo sviluppo del biologico italiano sia in termini di produzione che di consumi.
Inoltre, vi è la previsione di un fondo per lo sviluppo della produzione bio, di cui il 30% da destinare a programmi di ricerca e innovazione, che rappresenta un punto chiave per il futuro.

La legge è quindi un risultato importante, ottenuto con l’impegno unitario delle associazioni del bio. Adesso questo impegno deve continuare per l’attuazione concreta di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione e che sono fondamentali per supportare la transizione ecologica dell’agricoltura e sostenere i giovani e le imprese che hanno scelto questo modello agricolo che tutela l’uomo, l’ambiente e il tessuto sociale dei territori rurali.

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FONTE


TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2022



FederBio: un consumatore su due beve vino biologico

In Italia un consumatore su due beve vino biologico: è quanto emerge dalla ricerca curata da Nomisma-Wine Monitor per FederBio e AssoBio. E crescono le superfici coltivate a vigna bio.

Una consumer base e un interesse da parte dei consumatori per il vino bio che continua ad aumentare sia in Italia sia all’estero, superfici vitate bio in crescita così come le vendite in GDO. È quanto emerge da VINO BIO: TREND & SFIDE, evento promosso da FederBio e AssoBio e curato da Nomisma-Wine Monitor, che ha evidenziato il posizionamento e le prospettive di sviluppo del vino bio made in Italy in Italia e all’esteroIl tutto attraverso la realizzazione di un’indagine ad hoc che ha coinvolto 800 consumatori italiani di vino e una ricognizione dei dati sui mercati internazionali grazie al contributo informativo della piattaforma www.ita.bio curata da Nomisma per ICE Agenzia e FederBio.

GLI ITALIANI E IL VINO BIO

La sostenibilità rappresenta un fattore chiave nelle scelte di acquisto in ambito food & beverage dei consumatori italiani: accanto alla ricerca di italianità delle materie prime e dei prodotti (requisito molto importante per il 43% dei responsabili degli acquisti di prodotti alimentari), la sostenibilità si conferma infatti un elemento imprescindibile tra i valori che supportano gli acquisti (29%) con specifico riferimento alla presenza del marchio bio (27%). In questo contesto l’interesse per il biologico va oltre il food: prosegue infatti la crescita della consumer base anche per il vino. L’indagine Nomisma-Wine Monitor realizzata per FederBio e AssoBio ha evidenziato come gli italiani che hanno avuto almeno un’occasione di consumo di vino biologico nell’ultimo anno è oggi pari al 51%. La percentuale è in continua crescita (nel 2015 era pari al 17%), grazie al forte apprezzamento da parte del consumatore, che riconosce al vino bio valori più elevati rispetto ai vini convenzionali.

Si pensi in primis al metodo produttivo maggiormente rispettoso dell’ambiente rispetto a quanto accade per il vino convenzionale: aspetto riconosciuto sia dal 72% degli user che dal 58% dei non user; a questo fattore si aggiungono le maggiori garanzie di sicurezza percepite grazie ai controlli previsti dal disciplinare (60% tra gli user), a cui si aggiunge un alto riconoscimento di qualità che non solo arriva dall’esperienza diretta dei consumatori (49%) ma che è percepito anche tra chi non ha avuto esperienze di consumo.

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FONTE


TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2022



Italia: 1 italiano su 2 consuma vino bio. E-Commerce: continua la corsa (+13,4%) e prezzi medi superiori del 10% rispetto ai negozi fisici

È quanto emerge dalla ricerca curata da Nomisma-Wine Monitor per FederBio e AssoBio e presentata in occasione del convegno VINO BIO: TREND & SFIDE a Vinitaly 2022.

Verona, 13 aprile 2022 – Una consumer base e un interesse da parte dei consumatori per il vino bio che continua ad aumentare sia in Italia sia all’estero, superfici vitate bio in crescita così come le vendite in GDO. È quanto emerge da VINO BIO: TREND & SFIDE, evento promosso da FederBio e AssoBio e curato da Nomisma-Wine Monitor, che si è tenuto oggi a Vinitaly 2022 e che ha evidenziato il posizionamento e le prospettive di sviluppo del vino bio made in Italy in Italia e all’estero. Il tutto attraverso la realizzazione di un’indagine ad hoc che ha coinvolto 800 consumatori italiani di vino e una ricognizione dei dati sui mercati internazionali grazie al contributo informativo della piattaforma www.ita.bio curata da Nomisma per ICE Agenzia e FederBio.

GLI ITALIANI E IL VINO BIO

La sostenibilità rappresenta un fattore chiave nelle scelte di acquisto in ambito food & beverage dei consumatori italiani: accanto alla ricerca di italianità delle materie prime e dei prodotti (requisito molto importante per il 43% dei responsabili degli acquisti di prodotti alimentari), la sostenibilità si conferma infatti un elemento imprescindibile tra i valori che supportano gli acquisti (29%) con specifico riferimento alla presenza del marchio bio (27%).

In questo contesto l’interesse per il biologico va oltre il food: prosegue infatti la crescita della consumer base anche per il vino. L’indagine Nomisma-Wine Monitor realizzata per FederBio e AssoBio ha evidenziato come gli italiani che hanno avuto almeno un’occasione di consumo di vino biologico nell’ultimo anno è oggi pari al 51%. La percentuale è in continua crescita (nel 2015 era pari al 17%), grazie al forte apprezzamento da parte del consumatore, che riconosce al vino bio valori più elevati rispetto ai vini convenzionali.

Si pensi in primis al metodo produttivo maggiormente rispettoso dell’ambiente rispetto a quanto accade per il vino convenzionale: aspetto riconosciuto sia dal 72% degli user che dal 58% dei non user; a questo fattore si aggiungono le maggiori garanzie di sicurezza percepite grazie ai controlli previsti dal disciplinare (60% tra gli user), a cui si aggiunge un alto riconoscimento di qualità che non solo arriva dall’esperienza diretta dei consumatori (49%) ma che è percepito anche tra chi non ha avuto esperienze di consumo.

Fonte: Nomisma Wine Monitor per FederBio e AssoBio

Per tutti questi motivi, ben l’86% dei wine user bio è disposto a riconoscere un differenziale di presso per un vino bio.

I canali preferiti per l’acquisto di vino bio rimangono iper e supermercati (46%), seguiti dalle enoteche (19%), dagli acquisti diretti dal produttore/in cantina (15%) e dai negozi alimentari specializzati in prodotti biologici (10%); la quota di consumatori che acquista vino bio soprattutto online raggiunge l’8%.

“Le opportunità di crescita per il vino biologico sul mercato italiano sono molto alte: non solo la consumer base è destinata ad aumentare negli anni a venire, ma l’interesse è collegato anche alla qualità che questi vini sono in grado di esprimere” – dichiara SILVIA ZUCCONI – Responsabile Market Intelligence di Nomisma. “L’interesse del consumatore è chiaro: il 32% degli attuali wine user bio sarebbe intenzionato ad accrescere il consumo attuale se l’assortimento venisse ampliato (gamma più profonda, grandi marchi che introducono referenze a marchio bio oppure presenza nei negozi di scaffali dedicati ai soli prodotti bio). La richiesta di avere informazioni aggiuntive sul vino bio, indicata dal 54% dei non user – è indice di alto interesse nei confronti de vino bio”. Un ulteriore fattore che emerge come potenziale stimolo al primo acquisto di vino bio è la possibilità di effettuare assaggi in negozio, indicato dal 14% degli attuali non users.

Infine, un elemento che risulta trasversale sia tra gli user che tra coloro che non bevono vino bio è la necessità di avere maggiori informazioni per valutare valori e caratteristiche distintive dei vini a marchio biologici: tra gli user di vino bio, ben 1 su 3 lamenta di non avere informazioni sufficienti, quota che sale al 54% tra coloro che non hanno mai consumato vino bio.

Fonte: Nomisma Wine Monitor per FederBio e AssoBio

ITALIA: LE VENDITE NEL CANALE OFF-TRADE

Tale successo trova naturalmente riscontro anche nel carrello della spesa. In Italia nel 2021 le vendite di vino biologico nel canale off-trade (Iper+Super+Lsp+Discount) hanno raggiunto i 46,5 milioni di euro mettendo a segno un +3,7% rispetto al 2020, un dato sostanzialmente in linea con le tendenze che hanno interessato il vino convenzionale.

Emergono tendenze differenti fra le diverse tipologie. Secondo i dati NielsenIQ, a trainare le vendite di vino bio in Italia sono infatti i vini fermi&frizzanti, che, con 40,1 milioni di euro nel 2021, pesano per l’86% sul totale vino bio venduto nel canale retail: +4,5% rispetto al 2020, un trend decisamente migliore rispetto a quello che ha interessato nello stesso periodo i vini fermi&frizzanti non a marchio bio (-0,2%).

Degno di nota è poi l’e-commerce: nonostante l’online rappresenti appena il 2% del canale off-trade e le vendite abbiano decelerato rispetto al boom del 2020, gli acquisti online continuano a crescere a doppia cifra (+13,4% rispetto al 2020) e ad orientarsi su prodotti di fascia di prezzo superiore. Il differenziale rispetto al vino bio venduto negli scaffali di iper e supermercati è difatti del 10%.

Fonte: Nomisma Wine Monitor per FederBio e AssoBio

Quali sono i vini bio più apprezzati dal consumatore italiano? Il Prosecco è il vino bio più venduto in iper e super: oltre 5 milioni di euro di vendite nel 2021. Seguono due rossi fermi – Nero d’Avola (2,9 milioni di euro) e Montepulciano d’Abruzzo (2,6 milioni di euro) – e poi Pecorino (1,9 milioni di euro) e Chianti (1,7 milioni di euro).

VINO BIO: COSA SUCCEDE NEI MERCATI INTERNAZIONALI?

Il vino biologico è un fenomeno – almeno sul fronte produttivo – tutto europeo: l’Unione Europea – con 398 mila ettari nel 2020 – rappresenta ben il 79% della superficie vitata bio del mondo. La leadership dell’Europa si segnala anche attraverso l’incidenza delle superfici vitate bio sul totale, che nel 2020 ha superato il 12% a fronte di una quota mondiale del 7%. In tale scenario l’Italia (117 mila ettari di vite con metodo biologico) detiene, insieme alla Francia, il primato per incidenza di superficie vitata biologica: 18% del totale. La concorrenza europea è però agguerrita: nel giro di un decennio le superfici bio in Italia sono cresciute del +125% (2020 vs 2010) contro il +129% degli spagnoli e ben il +171% messo a segno dai cugini francesi.

Fonte: Nomisma Wine Monitor per FederBio e AssoBio

Se si va a vedere l’interesse da parte dei consumatori per i vini a marchio biologico, si nota come la domanda potenziale sia davvero enorme e coinvolge tutti i principali mercati mondiali. A testimoniarlo sono i risultati di alcune indagini che Nomisma ha condotto – negli ultimi due anni – sui consumatori di diversi mercati con lo scopo di mappare i comportamenti di consumo di vino e tra questi anche il ruolo rivestito dal bio. E se nel Regno Unito (quinto mercato per consumi di vino al mondo), il 29% dei consumatori pensa che i vini biologici saranno tra i trend di consumo dei prossimi 2/3 anni, tale quota sale al 35% in Cina per arrivare, addirittura, al 46% negli Stati Uniti.

“E sono proprio gli USA, il mercato a maggiore potenzialità per il vino bio italiano: primo consumatore di vino al mondo e primo destinatario dell’export vinicolo italiano, dove ben 1 consumatore su 3 (parliamo di circa 65 milioni di persone) beve vini biologici” dichiara EMANUELE DI FAUSTINO, Senior Project Manager di Nomisma. “Un’ottima opportunità per le aziende italiane alla luce sia dell’elevata capacità di spesa degli americani sia dell’ottima percezione di cui godono i vini bio made in Italy: per il 63% dei consumatori statunitensi è infatti molto importante che il vino bio sia di origine italiana e il 18% indica proprio il vino come il prodotto bio made in Italy a maggior potenziale sul mercato USA”.

Fonte: Nomisma Wine Monitor per FederBio e AssoBio

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Biologico: in Italia aumentano consumatori e giro d'affari nel canale off-trade. Ma c'è un gap informativo. La ricerca Nomisma per FederBio e AssoBio

Metà dei consumatori italiani di vino ha avuto almeno un’occasione di consumare un prodotto biologico nell’ultimo anno, con una percentuale in netta crescita rispetto al 2015, quando era al 17%, ma anche rispetto al 2018 quando era al 41%. Un allargamento della cosiddetta “consumer base”, evidenziato nell’ Indagine Nomisma-Wine Monitor per FederBio e AssoBio (su 800 consumatori italiani di vino) che evidenzia le potenzialità del comparto. A partire dal fatto che ben l’86% dei wine user bio è disposto a riconoscere un differenziale di prezzo per i vini biologici.

I canali preferiti rimangono iper e supermercati (46%), seguiti da enoteche (19%), acquisti diretti dal produttore/in cantina (15%) e dai negozi alimentari specializzati in prodotti bio (10%), mentre l’online è all’8%, continua a crescere in valore (+13,4% nel 2021, a 900mila euro, pari al 2% del fatturato) e spunta prezzi più alti del 10% rispetto al vino bio in super e ipermercati. In generale, i vini bio spuntano prezzi al litro superiori del 30% rispetto ai vini non biologici. Tra i fattori chiave nelle scelte d’acquisto degli italiani nel food & beverage ci sono la sostenibilità (29%) e lo specifico riferimento al marchio bio (27%).

Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma, parla di un chiaro interesse del consumatore: “Il 32% degli attuali wine user bio sarebbe intenzionato ad accrescere il consumo attuale se l’assortimento venisse ampliato (gamma più profonda, grandi marchi che introducono referenze a marchio bio oppure presenza nei negozi di scaffali dedicati ai soli prodotti bio). La richiesta di avere informazioni aggiuntive sul vino bio, indicata dal 54% dei non user, è indice di alto interesse nei confronti del vino bio”.

Va anche detto che sia tra gli user sia tra chi non beve bio c’è necessità di avere maggiori informazioni, per valutare valori e caratteristiche dei prodotti: tra gli user, ben 1 su 3 lamenta di non avere informazioni sufficienti e la quota sale al 54% tra chi non ha mai consumato vino bio. Nello scenario europeo, l’Italia (117 mila ettari vitati con metodo bio) detiene, con la Francia, il primato per incidenza di superficie vitata biologica: 18% del totale. Ma la concorrenza è agguerrita: in un decennio, le superfici bio in Italia sono cresciute del 125% (2020 vs 2010) contro il +129% degli spagnoli e ben il +171% dei francesi.

“In questo momento storico” afferma il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni “è proprio quello vinicolo il settore dove il biologico italiano eccelle, sia per l’incremento dei terreni dedicati ai vigneti, sia per la forte crescita delle esportazioni”.

“La forza dei vini italiani” aggiunge Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio “è la denominazione d’origine che unita al metodo sostenibile fa davvero la differenza. La conversione al biologico rappresenta quindi un’opportunità straordinaria”. […]

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FONTE


TESTATA: Tre Bicchieri
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 aprile 2022



Convegno finale sulle attività e i risultati conseguiti per il progetto BITBIO

DOVE: 

Centro Polifunzionale G. Bersani

Minerbio - Via Mora, 56

QUANDO:

Martedì 26 aprile 2022, h. 17.30 - 19.30

Si svolgerà il 26 aprile presso il Centro Polifunzionale G. Bersani di Minerbio il convegno finale sulle attività e i risultati conseguiti per il progetto BITBIO. L’evento è organizzato dal capofila CO.PRO.B. S.CA. – Italia Zuccheri.

Per participare è consigliata la prenotazione inviando una mail all’indirizzo assistenza.bieticoltori@coprob.com o chiamando l’Ufficio Agricolo al numero 051/6622230.