Crisi alimentare. Le terre di interesse ecologico messe a coltura? Almeno si scelga il bio
Cambia la TerrafederbiohomeMammucciniMaria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, l’associazione che promuove la campagna Cambia la Terra: “la crisi alimentare parte da ben prima della guerra in Ucraina. L’intero modello dell’agricoltura industriale, basato sulla forzatura del ciclo di produzione, si è rivelato fallimentare dal punto di vista ambientale, economico, sanitario e sociale”.
4 aprile 2022. Per far fronte alla crisi di materie prime, si potranno coltivare le terre di interesse ecologico destinate alla tutela della biodiversità, con una deroga temporanea, per la produzione di mais, grano e girasole. “Ma come vogliamo coltivarle queste terre?”. A chiederlo è Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, l’associazione che promuove la campagna Cambia la terra, preoccupata dai possibili risvolti ambientali a cui potrebbe portare il dibattito offuscato dall’emergenza internazionale. “Coltivare queste terre innaffiandole con pesticidi e concimi di sintesi, che in questo momento hanno costi insostenibili per gli agricoltori, significa contaminare il suolo per decenni, sterilizzandolo dal punto di vista della biodiversità”, afferma la presidente di FederBio in un’intervista pubblicata su Cambia la Terra che propone: “affidiamole all’agricoltura biologica in modo da preservare il loro valore naturale e al tempo stesso aumentare la produzione di cibo”.
Maria Grazia Mammuccini ricorda, inoltre, che il problema dei costi troppo alti e della carenza delle materie prima ha radici più ampie: “stiamo pagando una somma di errori che derivano da un modello agricolo sbagliato: il modello dell’agricoltura industriale che era andato in crisi ben prima della guerra in Ucraina. E che ha creato un elenco lunghissimo di criticità: il consumo di suolo, il crollo della biodiversità, l’aumento delle emissioni serra, l’inquinamento delle falde idriche, la chiusura progressiva delle aziende provocata da un sistema di prezzi iniquo, l’abbandono delle terre. La crisi attuale non investe solo la quantità della produzione ma anche l’impennarsi del costo di pesticidi, concimi chimici ed energia che rischia di strangolare le imprese agricole. È dunque l’intero modello dell’agricoltura industriale basata sulla forzatura del ciclo di produzione che si è rivelato fallimentare dal punto di vista ambientale, economico, sanitario e sociale”.
Il dibattito di queste settimane rischia di compromettere gli importanti passi avanti fatti dal punto di vista normativo in campo biologico. Basti pensare al pacchetto di misure europee sulla sicurezza alimentare approvato dal Parlamento europeo – il Farm to Fork e Biodiversità -, che dà un importante impulso al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal. Obiettivi che rischiano di essere disattesi se entrano in campo decisioni come quella di rinviare la normativa sui pesticidi. Un controsenso, dato che il picco di crescita dei prezzi di pesticidi e fertilizzanti di sintesi utilizzati per l’agricoltura convenzionale rischia, tra l’altro, di portare al fallimento migliaia di imprese agricole. Per riuscire a cambiare rotta è necessario parlare di autosufficienza alimentare in modo concreto puntando sui distretti biologici e su filiere di prodotti bio fondate sul principio del giusto prezzo. Su questo fronte, Maria Grazia Mammuccini tiene a sottolineare che: il biologico è un metodo di coltivazione che guarda contemporaneamente alla salute delle persone e dei campi, offrendo agli agricoltori la possibilità di spuntare prezzi che permettono alle aziende di andare avanti. È un metodo che collega, con un approccio circolare, i sistemi locali di produzione del cibo e i sistemi di consumo”.
Cambia la Terra è un progetto culturale, promosso dal mondo da FederBio insieme a Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, Slow Food, WWF; e sostenuto dall’associazionismo e dalla ricerca, per far crescere la consapevolezza sui rischi dell’agricoltura industrializzata sulla salute, sull’ambiente, sulla coesione sociale, all’economia stessa.
UFFICIO STAMPA
Ufficio stampa Cambia la Terra
Silverback – greening the communication
Silvia Franco
s.franco@silverback.it – +39 348 391 3331
Pac 2023-2027 e agricoltura biologica. La filiera vitivinicola apripista dell’agroecologia
agricoltura biologicaagroecologiafederbiohomePACvinitalyBioDOVE:
Padiglione F
VINITALY BIO
QUANDO:
Martedì 12 aprile 2022, h. 15.00
Si svolgerà il 12 aprile al Vinitaly Bio – Verona, l’evento “Pac 2023-2027 e agricoltura biologica. La filiera vitivinicola apripista dell’agroecologia”. All’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto Capsus da Legambiente in collaborazione con FederBio, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.
INFO E CONTATTI:
Coltivare più terre? O coltivarle meglio? L’agricoltura fa i conti con la guerra
federbiohomeMammucciniScontro tra chi vuole aumentare i campi convenzionali e chi vuole pagare meglio i contadini per aver cura dei prodotti
“Guerra e fame sono strettamente connesse: una segue l’altra. E se a farne le spese sono soprattutto i più poveri e vulnerabili, in un mondo globalizzato come il nostro il conflitto ha ripercussioni in tutti i continenti.” Gilbert F. Houngbo, presidente di Ifad (International Fund for Agricultural Development), anticipa le conseguenze della guerra alle porte dell’Europa. Messe insieme Russia e Ucraina producono quasi il 30% del grano mondiale, circa il 20% dell’orzo e la metà dei prodotti derivati dai fiori di girasole. L’Ucraina da sola è al quinto posto nel mondo per la produzione di mais, con 36 milioni di tonnellate annue.
Molti Paesi dipendono in larga misura per la loro sopravvivenza dall’importazione di questi beni la cui produzione è seriamente messa a rischio dal conflitto. Secondo stime della Fao, in questa primavera in Ucraina verrà seminato il 30% in meno delle superfici agricole rispetto al 2021 e in media i rendimenti saranno inferiori del 20%. Previsioni più pessimistiche ritengono che quest’anno gli agricoltori ucraini riusciranno al massimo a coltivare la metà dei loro campi. Il che vuol dire che per alcune coltivazioni sarà compromessa la produzione anche nel prossimo anno. Vanno poi aggiunti i danni provocati dai bombardamenti a infrastrutture, strade e porti da riparare.
Coltivare le terre a riposo? Sì ma con il metodo bio
“Stiamo pagando una somma di errori che derivano da un modello agricolo sbagliato. Il modello dell’agricoltura industriale che era andato in crisi ben prima della guerra in Ucraina. E che ha creato un elenco lunghissimo di criticità: il consumo di suolo, il crollo della biodiversità, l’aumento delle emissioni serra, l’inquinamento delle falde idriche, la chiusura progressiva delle aziende provocata da un sistema di prezzi iniquo, l’abbandono delle terre”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. Secondo Mammuccini se si vogliono mettere a coltura, con deroga temporanea, le terre di interesse ecologico destinate alla tutela della biodiversità bisogna almeno evitare che vengono sottoposte a trattamenti con pesticidi e concimi di sintesi che in questo momento hanno prezzi che si sono impennati per la crisi ucraina e che rischiano di contaminare il suolo per decenni, sterilizzandolo dal punto di vista della biodiversità: “Occorre dedicarli all’agricoltura biologica in modo da preservare il loro valore naturale e al tempo stesso aumentare la produzione di cibo”. […]
FONTE
TESTATA: HuffPost
AUTORE: Maria Pia Terrosi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 aprile 2022
FederBio: positiva l’approvazione in COMAGRI del piano d'azione dell'Ue per il biologico e l’apertura in Italia del tavolo compartecipato per la stesura del Piano d’azione nazionale
agricoltura biologicahomepiano d'azione per il biologicotransizione agroecologicaBologna, 1 aprile 2022 – FederBio esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della proposta di risoluzione sul piano d’azione dell’Ue per l’agricoltura biologica avvenuta presso la Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (COMAGRI).
Il documento, che dovrà essere votato dal Parlamento europeo in sessione plenaria, sostiene “l’obiettivo della strategia Farm to Fork di portare al 25% la superficie agricola dell’Ue ad agricoltura biologica entro il 2030 attraverso lo sviluppo della domanda e dell’offerta”.
La bozza approvata in COMAGRI punta alla transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili in cui l’agricoltura biologica è un elemento chiave per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici e si sofferma su temi rilevanti, a partire dalla richiesta di incentivi e innovazioni finalizzate a promuovere l’agricoltura biologica nell’Ue, garantendo il supporto agli Stati Membri e agli agricoltori anche attraverso risorse specifiche a sostegno dei percorsi di conversione verso le pratiche biologiche.
Con riferimento al contesto italiano, la Federazione sottolinea, inoltre, la rilevanza dell’apertura del Tavolo compartecipato in agricoltura biologica, presieduto da Francesco Battistoni, sottosegretario al Mipaaf, per l’avvio della stesura del Piano d’azione nazionale per il biologico.
Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, ha commentato: “E’ fondamentale che in una fase di crisi come quella attuale, l’Europa continui a spingere per la transizione al biologico dei sistemi agricoli e alimentari europei. Ed è altrettanto importante che subito dopo l’approvazione della legge sul bio abbiano preso avvio i lavori del Tavolo tecnico compartecipato che, in coerenza con il Piano d’Azione europeo, si dovrà muovere in tempi rapidi per la definizione del Piano di azione nazionale. Crediamo che oggi sia ancora più importante che le associazioni del bio, che si sono mosse in modo unitario cogliendo l’obiettivo dell’approvazione della Legge lo scorso 2 marzo, possano partecipare attivamente ai lavori, in collaborazione con le associazioni ambientaliste e le organizzazioni agricole, fornendo contributi indispensabili per la definizione di un Piano nazionale in grado di rispondere alle complesse sfide ambientali, sociali e climatiche che ci aspettano nel prossimo futuro”.
“Pacchetto Ucraina”. Misure di sostegno all'agricoltura varate dalla Commissione UE. Per FederBio la sicurezza dei sistemi alimentari non può prescindere dall’agroecologia
homesicurezza alimentaretransizione agroecologicaBologna, 24 marzo 2022. La recente comunicazione della Commissione europea sulle misure di sostegno all’agricoltura nel nuovo contesto di crisi aggravato dalla guerra in Ucraina, indicano una direzione politica finalizzata a rendere l’agricoltura più resiliente e indipendente.
La successiva risoluzione sulla sicurezza alimentare, approvata dal Parlamento Europeo, conferma gli obiettivi della strategia Farm to Fork che punta sullo sviluppo dell’agricoltura biologica. Un elemento importante per FederBio considerando le intense attività di lobby tese a minare l’ambizione dell’Ue per rendere l’agricoltura più sostenibile.
In particolare, la comunicazione della Commissione sottolinea, in più punti, il ruolo fondamentale dell’agricoltura biologica nel contesto attuale: non ricorrendo all’utilizzo di mezzi tecnici, sempre più costosi e meno disponibili, ed essendo basata sulla circolarità e sul riciclo dei materiali e della sostanza organica, è in grado di tutelare la fertilità del terreno e mitigare la siccità.
Anche le tecniche e i prodotti per il biocontrollo sono parte di una risposta che punta a conciliare sostenibilità economica e ambientale verso un approccio agroecologico nel quale l’Italia ha un ruolo di primo piano. È ormai provato che nel medio e lungo periodo le rese colturali dell’agricoltura biologica, praticata in maniera corretta ed efficiente anche con l’ausilio dell’agricoltura di precisione, possano essere comparabili se non addirittura superiori a quelle dell’agricoltura convenzionale, che per mantenere rese elevate deve utilizzare una notevole quantità di fertilizzanti azotati, diserbanti e acqua.
Per questo FederBio ritiene fondamentale che Governo e Regioni utilizzino questa fase per accelerare i tempi della transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare nazionale puntando all’obiettivo del 25% di superfici coltivate a biologico entro il 2027, come indicato nel Piano strategico
nazionale della PAC presentato dall’Italia lo scorso 31 dicembre., rafforzando ulteriormente la strategia per il bio attraverso un Piano d’azione nazionale per il settore come previsto dalla Legge 9 marzo 2022, n. 23.
“La situazione drammatica creata dalla guerra contro l’Ucraina ci impone anche di ripensare il nostro sistema di produzione alimentare per renderlo più indipendente dagli input esterni e più resiliente. Per questo occorre accelerare i tempi della transizione ecologica e della conversione al biologico dei sistemi agricoli. Auspichiamo che il Governo attivi rapidamente il tavolo di confronto per la stesura del Piano d’azione nazionale, che costituisce uno strumento essenziale per impostare una strategia di lunga durata che consenta di utilizzare al meglio le risorse a disposizione del Piano strategico nazionale della PAC e del PNRR sulle decisioni assunte dal Parlamento europeo, il vero punto critico è rappresentato dalla scelta di mettere a coltura le aree di interesse ecologico (Ecological Focus Areas) consentendo anche l’uso di pesticidi di sintesi chimica. Quanto meno ci saremmo aspettati che, tale decisione fosse vincolata all’utilizzo del metodo biologico, in linea con il Green Deal e le strategie Ue. L’Italia potrebbe scegliere questa strada e diventare un punto di riferimento anche per gli altri Paesi Ue”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Il vino buono, pulito e giusto
federbioManifesto Slow FoodSlow Wine Fairvino biologicoIl vino è arte, cultura, paesaggio e forse qualcosa di più. Centinaia di aziende vitivinicole internazionali hanno deciso di fare rete con la Slow Wine Coalition, per una viticoltura più rispettosa dell’ambiente, delle persone e dei territori.
Il bicchiere ha un perimetro circoscritto. Se si vuole bere bene si deve ampliare la prospettiva e guardare al di fuori del cerchio. È importante quello che c’è dentro, certamente, ma fuori dal bicchiere c’è tutto un mondo da scoprire, a partire dalla vigna, dai paesaggi e dall’impegno delle persone che lo hanno prodotto.
I dettami della filosofia Slow Food parlano chiaro: un prodotto sano deve essere buono, pulito e giusto. Un approccio declinato anche al vino e condiviso da centinaia di viticoltori di tutto il mondo, dalle diverse regioni italiane a quasi tutti i paesi del Vecchio Continente, dalle Americhe fino al Sudafrica, che si riconoscono nella rete Slow Wine Coalition. I principi di fondo sono elencati nel Manifesto Slow Food, che mette l’accento sulla sostenibilità ambientale, la tutela del paesaggio e il ruolo culturale e sociale che le aziende vitivinicole possono giocare nei territori dove operano.
Un settore in fermento
Negli ultimi due anni il mondo del vino ha sofferto l’emergenza Covid, ma senza piegare la testa ha saputo rialzarsi, mostrando di essere in continuo fermento. L’annus horribilis è stato il 2020, con il lockdown che ha messo in ginocchio diversi produttori. Ma nel 2021 c’è stata una netta ripresa, con una crescita che ha riportato il fatturato totale a livelli prepandemici. In Italia, i duecento operatori che collaborano alla stesura della Guida Slow Wine sono potuti tornare a ispezionare le vigne e le cantine, trovandosi di fronte a un’ulteriore maturazione del contesto produttivo, sempre più pronto a interpretare il proprio lavoro in chiave sostenibile e a rispettare la peculiarità dei territori. Non si può certo negare che, negli ultimi decenni, la viticoltura abbia imposto un modello di produzione industriale devastante. Una rincorsa alla produttività che ha stravolto la biodiversità dei terroir e distrutto gli ecosistemi a suon di monocolture. Ma, da qualche anno, il vento sembra essere cambiato. È cambiata la sensibilità dei consumatori e la sostenibilità è diventata l’imperativo del secolo, anche se questa parola, come sappiamo bene, rischia sempre di rimanere sulla carta. Tutti gli appassionati del culto di Bacco qualche domanda devono pur farsela.
SANA Slow Wine Fair
La prima edizione di Sana Slow Wine Fair si terrà da domenica 27 a martedì 29 marzo alla Fiera di Bologna, con circa 800 cantine provenienti da tutto il mondo che aderiscono alla Slow Wine Coalition. Un evento per vignaioli, professionisti e appassionati del vino, realizzato con la direzione artistica di Slow Food, la collaborazione di Società Excellence e la partecipazione di FederBio. L’evento era in programma alla fine di febbraio: lo slittamento è stato deciso per favorire lo svolgimento in sicurezza e agevolare la partecipazione degli operatori nazionali e internazionali che stanno dimostrando grande attenzione a questo nuovo evento. Sono previsti tre convegni online e degustazioni guidate. […]
FONTE
TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 marzo 2022
Convegno - Veneto Biologico: successi, modelli e politiche di un’agricoltura sostenibile
agricoltura biologicaagricoltura sostenibilehomePSR VenetoDOVE:
Venezia-Mestre
QUANDO:
Giovedì 7 aprile 2022, h. 15.30 - 17.30
Si svolgerà il 7 aprile a Venezia – Mestre il convegno “Veneto Biologico – Successi, modelli e politiche di un’agricoltura sostenibile”. L’evento vuole contribuire a far conoscere la politica europea di sviluppo rurale, che attraverso il Programma di Sviluppo Rurale, gestito dalla Regione Veneto, sostiene anche le imprese del biologico e contribuisce a perseguire importanti obiettivi ambientali.
INFO E CONTATTI:
SANA Slow Wine Fair. FederBio: Italia tra i leader mondiali nella produzione di vino biologico
BolognaFierefederbioMammucciniManifesto Slow FoodSlow FoodSlow Wine FairBologna, 24 marzo 2022 – Buono, pulito, giusto. Il vino al centro di Slow Wine Fair, che dal 27 al 29 marzo porterà a Bologna oltre 500 cantine provenienti da 18 Paesi, è all’insegna della transizione ecologica a tutela della biodiversità e della sostenibilità ambientale, tutti valori che rappresentano le fondamenta della produzione biologica. FederBio, che ha sottoscritto il Manifesto del vino di Slow Food per una produzione improntata sul rispetto del territorio e della biodiversità, valorizzando l’identità dei sistemi agricoli locali, è partner della manifestazione ideata da Slow Food e organizzata da BolognaFiere. La Federazione, che dal 1992 tutela e favorisce lo sviluppo della filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, sarà presente a Slow Wine Fair con uno spazio espositivo (Pad.15A, Stand AL6).
Il mercato del vino bio è in grande crescita, i dati del Report Wine Monitor Nomisma evidenziano un incremento dei consumi interni del 60% negli ultimi tre anni per un valore stimato di circa 50 milioni nel 2021. Anche la produzione vitivinicoltura biologica registra valori in grande sviluppo. Dai dati Sinab Italia, con 117.378 ettari di vite bio, il nostro Paese conta un’incidenza sulla superficie vitata complessiva di oltre il 19%, la più alta in Europa e nel mondo. Negli ultimi 10 anni la produzione di vino biologico è aumentata in maniera significativa, quasi del 110%. Segnale che i cittadini sono sempre più attenti e scelgono un prodotto di qualità, ma allo stesso tempo sostenibile, prodotto nel rispetto dell’ambiente.
“Il vino biologico, che non utilizza pesticidi e sostanze chimiche di sintesi a protezione della fertilità del suolo e della biodiversità, conferma il suo ruolo centrale all’interno del processo di transizione ecologica verso un’agricoltura sempre più sostenibile. I tre pilastri del Manifesto Slow Food per il vino buono pulito e giusto – sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale e culturale delle campagne –, sottoscritto anche da FederBio, contraddistinguono il vino biologico insieme al valore dell’identità territoriale delle denominazioni d’origine del nostro Paese con l’unico logo certificato dall’Unione Europea che premia il lavoro di tanti viticoltori“, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
Battistoni: «Adesso il nostro biologico può spiccare il volo»
Bio made in Italyhomelegge sul biopiano d'azione per il biologicoCreato il marchio per favorire l’export e definite le basi giuridiche per l’aggregazione dell’offerta tramite i distretti e le organizzazioni interprofessionali
Approvata in Senato, quasi all’unanimità, la proposta di legge con le “disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” alla quarta lettura, dopo oltre tre anni di ripetuti rimbalzi tra le due Camere e a tredici anni dalla prima formulazione del provvedimento. Il Ddl, frutto dell’accordo tra le parti alla Camera, ha eliminato l’equiparazione del metodo biodinamico a quello biologico, che aveva bloccato in passato l’iter parlamentare tra proteste e non poche polemiche. La proposta di legge prevede, tra le altre cose, l’istituzione di un tavolo tecnico per la produzione biologica; il varo del marchio bio italiano per i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana; il sostegno alla ricerca tecnologica e applicata nel settore, la revisione dei controlli; la previsione di un piano d’azione nazionale per la produzione biologica con cadenza triennale; un piano nazionale per le sementi biologiche; un fondo per lo sviluppo della produzione biologica. Altre norme riguardano la formazione professionale degli operatori del settore e i distretti biologici. Il senatore Francesco Battistoni, sottosegretario al Mipaaf con delega all’agricoltura biologica, fa il punto sulle principali novità introdotte dalla norma, sul nodo riguardante il biodinamico e sull’esclusione dell’agricoltura biologica dagli eco-schemi.
Senatore, può spiegare cosa cambierà per il settore con l’approvazione di questa legge?
Parliamo di una legge attesa da ben tredici anni, che il comparto aspettava con molta speranza e che, grazie all’ultimo celere passaggio in Senato, è diventata realtà. La legge va a normare una serie di aspetti legati al mondo del biologico e ha come finalità principale quella di promuovere e tutelare il settore, incentivando la produzione, la salute, la sicurezza ambientale, la riconoscibilità dei prodotti e l’aggregazione agricola biologica. Con questa legge abbiamo creato le condizioni per un suo sviluppo sia nel mercato interno che per l’export, ma, soprattutto, abbiamo recepito le indicazioni europee per favorire una maggiore sostenibilità ambientale così come previsto nella Farm to Fork e nell’Agenda 2030 dell’Onu.
Le novità introdotte dalla legge quali reali vantaggi porteranno agli agricoltori?
Le novità principali contenute nella legge sono sicuramente l’introduzione del marchio “biologico italiano”, funzionale a favorire il Made in Italy ma anche a tutelare e orientare il consumatore nella scelta del prodotto; la definizione giuridica dei distretti biologici, utile a promuovere l’aggregazione e l’integrazione, a carattere interprovinciale e interregionale, tra diverse attività economiche presenti nei territori che adottano coltivazioni o produzioni biologiche. E ancora, la delega al Governo per procedere, entro 18 mesi, a una revisione della normativa in materia di armonizzazione e razionalizzazione sui controlli per la produzione agricola e agroalimentare biologica. Accanto a queste novità, la legge si compone di altre misure di crescita complessiva del settore, attraverso azioni sinergiche tra il Mipaaf e le imprese agricole biologiche. Mi riferisco al Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, al Piano di azione nazionale, al Piano delle sementi biologiche e alla nascita delle Organizzazioni Interprofessionali, che prima erano escluse da questa possibilità aggregativa. […]
FONTE
TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Laura Saggio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 marzo 2022
Apre SANA Slow Wine terra madre del Vino
BolognaFierefederbioManifesto Slow FoodSlow Foodslow wine coalitionSlow Wine FairDal 27 al 29 marzo a bologna presenti 500 cantine provenienti da 18 paesi. Degustazioni e confronti con esperti
BolognaFiere apre una finestra sul mondo del vino. Un certo tipo di vino, ed un certo tipo di agricoltura, quella che si muove nel solco della filosofia di Slow Wine e del Bio, che sotto le due torri ha maturato una esperienza trentennale con il salone internazionale Sana. Così, dal 27 al 29 marzo 500 cantine provenienti da 18 paesi sotto l’insegna del Sana Slow Wine Fair per la prima volta porteranno le loro etichette insieme al loro impegno sui temi della biodiversità e della sostenibilità ambientale. Il minimo comune denominatore è appunto il vino ‘buono, pulito e giusto’ che nella tre giorni bolognese avranno l’opportunità di incontrare migliaia di operatori del settore e stringere nuove collaborazioni.
L’evento è organizzato da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, in partnership con FederBio e Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’ICE.
Così l’ha presentato Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food: «Sana Slow Wine Fair di Bologna arriva in una fase storica nella quale siamo chiamati a uno sforzo per ripartire su basi diverse con nuove idee rispetto a quelle dell’era pre-pandemia». Questo nuovo salone si apre con un’anteprima il 22, 23 e 24 marzo per consentire la più ampia partecipazione possibile del pubblico e il confronto con il maggior numero di delegati dall’Italia e dall’estero. Il via ufficiale è previsto domenica 27 marzo in presenza a BolognaFiere. Ad aprire la manifestazione sarà un’assemblea plenaria in cui sono rielaborati in un documento unico i temi discussi durante gli incontri online, sintesi della ‘rivoluzione nel mondo del vino’ che la Slow Wine Coalition desidera portare avanti. L’accesso alla parte espositiva nei tre giorni è riservato agli operatori del settore, ad esclusione della domenica pomeriggio quando la fiera sarà aperta a tutti gli appassionati, che potranno accedere anche lunedì e martedì, previa iscrizione.
Alla conferenza stampa di presentazione ha preso parte anche il ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli secondo cui «ci sono cose che non si possono misurare con i dati: penso al valore sociale delle osterie o al vino, che sono anche cultura». Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere sottolinea che «biologico, naturale, sostenibilità sono focus che BolognaFiere pone in evidenza nelle proprie manifestazioni, in particolare della filiera agroalimentare». E ancora: «Il know-how acquisito in questi ambiti è frutto di progetti consolidati nel tempo e di collaborazioni con i protagonisti del settore. Ricordiamo: Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale (la più importante fiera italiana per il settore, seconda in Europa) che BolognaFiere organizza da 33 anni” […]








