Webinar - L’allevamento biologico in Veneto
allevamento biologicoBio made in ItalyhomePSR VenetoDOVE:
Diretta Facebook su
QUANDO:
Lunedì 23 maggio 2022, h. 13.00
Si svolgerà il 23 maggio il webinar “L’allevamento Biologico in Veneto”. L’iniziativa è finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020.
INFO E CONTATTI:
Marcia Stop Pesticidi 2022
homestop pesticidiDOVE:
Cison di Valmarino (TV)
QUANDO:
Domenica 22 maggio 2022, h. 10.00
Si svolgerà il 22 maggio la Marcia Stop Pesticidi 2022. Il raduno dei partecipanti è previsto per le ore 10.30 a Cison di Valmarino da dove partirà la marcia che proseguirà fino all’Abbazia di Follina.
ROGRAMMA
Ore 10.00 – Incontro dei volontari presso la Rotatoria di Cison
Ore 10.30 – Raduno dei partecipanti alla Marcia Stop Pesticidi
Ore 11.00 – Partenza della Marcia (corteo) dalla rotatoria di Cison di Valmarino
Ore 12.00 – Parco dell’Abbazia di Follina – Intervento di chiusura
Ore 12.15 – Pranzo al sacco al parco e picnic.
Per info: www.marciastoppesticidi.it
Se Bio vuole c'è una legge
Farm To ForkfederbiohomeLegge bioMammucciniDopo quindici anni, tre legislature e molte polemiche, l’Italia ha finalmente una legge sul bio. A inizio marzo il Parlamento ha approvato in maniera definitiva il disegno di legge n. 988, intitolato «Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico». Dopo tanta attesa e dopo che il dibattito sull’inclusione dell’agricoltura biodinamica nel provvedimento ne aveva ritardato ulteriormente l’approvazione, le associazioni del settore hanno esultato. A loro parere si tratta di «una norma chiave per supportare la transizione ecologica dei sistemi agricoli e per l’intero comparto agroalimentare italiano», una legge che «consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che puntano a una crescita consistente del settore».
Non che negli ultimi tempi non ci sia stata. Tra 2010 e 2020, in Italia, il numero degli operatori è cresciuto del 71% e quello delle superfici dell’88. Questo nel medio termine. Nel breve, però, c’è stato un rallentamento, con le superfici che nel 2020 sono aumentate del 5,1 % e gli operatori solo dell’1,3.
Per migliorare, secondo la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini, bisogna «dare gambe agli obiettivi della legge attraverso iniziative e strumenti concreti». Complessivamente tra i contributi della Pac, cioè della Politica agricola comune Ue, e poi quelli del Pnrr, e quelli del fondo per il biologico istituito dalla Finanziaria del 2020, e quelli del nuovo fondo per la ricerca e l’innovazione, il settore avrà a disposizione da qui al 2027 quasi tre miliardi di euro. «Così tante risorse – riprende la presidente Mammuccini – non s’erano mai viste. Vanno spese bene».
In Italia, negli ultimi dieci anni, la percentuale di superficie agricola utilizzata per uso biologico è raddoppiata, passando dall’otto al sedici% del totale. Siamo uno dei primi Paesi in Europa. Ma ora l’Unione, con la strategia Farm to Fork, ha indicato per il 2030 l’obiettivo del 25%. I fondi senza precedenti servono per tagliare questo traguardo. Il punto, però, non è solo coltivare. Serve una strategia. «Se eleviamo le produzioni al 25%, chi le compra?», si chiede Giuseppe Romano, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica, Aiab. I consumi interni di prodotti biologici, nel nostro Paese, sono pari a 3,6 miliardi di euro, con un’incidenza su tutto il settore agroalimentare del 4%. Per questo, secondo Romano, «oltre che sui consumatori bisogna anche sulla ristorazione collettiva: le mense di scuole e ospedali». «Ma per farlo – prosegue il presidente – dobbiamo standardizzare e migliorare le filiere, puntando su informazione e formazione per tutti gli anelli che la compongono».
Per Mammuccini di FederBio, i prezzi sono «un problema, da fronteggiare attraverso più strumenti». A suo parere, uno potrebbe essere un’Iva più bassa per quei prodotti, come quelli bio, che hanno ricadute ambientali positive. Un altro potrebbe essere il credito di imposta sulle certificazioni, che riguardano produttori, trasformatori e distributori biologici. FederBio auspica che queste proposte vengano inserite nel Piano d’azione nazionale per il biologico, che è atteso dal ministero delle Politiche Agricole entro la fine dell’anno. I lavori per la stesura del piano, che si inserisce nel più ampio Piano strategico nazionale della Pac post 2022, sono iniziati e, secondo diversi osservatori, è con questo documento che si inizierà a capire se le opportunità offerte dalla nuova legge verranno concretizzate positivamente. […]
FONTE
TESTATA: Corriere della Sera
AUTORE: Paolo Riva
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 maggio 2022
Webinar - Produrre servizi ecosistemici in agricoltura
CambiamoAgricolturahomeDOVE:
WEBINAR On-line
QUANDO:
Mercoledì 18 maggio 2022, h. 18.00
Si svolgerà il 18 maggio il webinar “Produrre servizi ecosistemici in agricoltura”. Verrà trattato il tema dell’importanza della biodiversità e dei servizi ecosistemici per l’agricoltura, per evidenziare l’importanza della conservazione della natura nelle aziende agricole. L’evento è organizzato con il contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del Progetto #CambiamoAgricoltura.
Ucraina, il biologico bloccato nei magazzini mette a rischio l'Italia
federbiohomemais bioCervi (FederBio): “Export ucraino fermo e mais bio italiano in costante calo rispetto alle esigenze, la tempesta perfetta”. Ma i produttori bio ucraini non gettano la spugna e difendono un settore che prima della guerra è stato in costante crescita.
Il biologico ucraino bloccato nei magazzini dove resta invenduto, le esportazioni ferme, un mercato che rischia di saltare completamente, con forti ripercussioni anche sull’Italia che negli anni ha sopperito a una produzione nazionale in costante calo, come quella del mais biologico, attraverso le importazioni, in particolare proprio dall’Ucraina. È lo scenario che si è aperto con la guerra in corso, “una tempesta perfetta”, come la definisce Aldo Cervi, coordinatore della sezione soci e servizi di FederBio.
“La situazione che si sta verificando, ad esempio con il mais assolutamente carente in Italia e di cui abbiamo bisogno, viene da lontano. La crisi ucraina ha accentuato questa situazione – spiega Cervi all’AdnKronos – Quello che succede oggi è che abbiamo il mais ucraino bloccato in Ucraina, i contratti sono stati in parte cancellati appellandosi alla causa di forza maggiore perché i produttori ucraini non riescono a farlo uscire dal Paese, il mercato è completamente saltato a fronte di produzioni italiane che hanno vissuto negli anni un costante calo. Una tempesta perfetta che evidenzia criticità precedenti”.
La produzione biologica ucraina si concentra su seminativi, colture estensive in particolare di frumento, girasole, mais, soia, colza e pisello proteico, colture importanti per l’Italia (soprattutto per il settore dell’allevamento biologico) che importa in particolare mais, soia e girasole. Secondo i dati Sinab, nel 2019 l’Italia ha importato 4.200 tonnellate di mais biologico, di cui 3.000 di origine ucraina; 6mila tonnellate di soia di cui circa 3mila di provenienza ucraina, quindi la metà; 3500 tonnellate di semi di girasole biologici, di cui 2.200 ucraini. Numeri che da soli danno le dimensioni del problema con uno stop delle esportazioni ucraine.
Difficoltà approvvigionamento legate alla logistica, porti bloccati e prezzi dei camion alle stelle
“La crisi che stiamo vedendo con le difficoltà di approvvigionamento – spiega Cervi – non è legata alla carenza di prodotto, anche perché in questo momento si sta vendendo il prodotto della campagna agraria dell’anno scorso e sulla base delle informazioni che ho raccolto una buona parte delle semine appena concluse in questi giorni sono state effettuate, pur con difficoltà (si stima che circa un 30% della superficie agricola utilizzata in biologico in Ucraina abbia una accessibilità limitata a causa del conflitto in corso). Il problema è principalmente logistico, legato all’esportazione del prodotto”.
I principali canali di esportazione prevedono infatti il passaggio e lo stoccaggio del prodotto nei porti e uno spostamento via nave, ma i porti ucraini sono oggi tutti pressoché bloccati. I produttori ucraini però non sembrano voler gettare la spugna.
“Nessun produttore risulta essersi fermato o aver manifestato l’intenzione di uscire dal biologico anche se un 15% si è dichiarato in procinto di fermare l’attività per motivi legati a problematiche quali carenza di carburante o di accesso a risorse finanziarie, e un 32% ha dichiarato un’operatività ridotta rispetto alle normali attività”. Di cosa hanno bisogno? “Il 70% ha manifestato la necessità di un sostegno finanziario, poi chiedono sostegno all’esportazione e per la promozione del mercato interno nazionale”.
Il biologico ucraino, un settore in forte crescita prima della guerra
Negli ultimi 5-6 anni il settore biologico ucraino si è confermato molto dinamico, vivace e in crescita. La superficie agricola biologica ucraina è passata dai circa 300mila ettari del 2018 ai 460mila nel 2022, un aumento in tre anni del 50%. Se l’Italia ha una superficie agricola nazionale utilizzata in biologico pari al 16% del totale, l’Ucraina viaggia attorno all’1% ma con questa crescita ha sicuramente delle grandissime potenzialità. Ad oggi sono circa 650 gli operatori certificati stimati (erano circa 500 nel 2018), di cui 400 aziende agricole e circa 200 tra trasformatori, esportatori e stoccatori di prodotto e per la restante parte piccole realtà, dagli apicoltori alla raccolta spontanea. […]
FONTE
TESTATA: Adnkronos
AUTORE: Stefania Marignetti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 maggio 2022
WEBINAR - Vino Bio: trend e sfide
AssoBiofederbiohomevinitalyBiovino biologicoDOVE:
WEBINAR On-line
QUANDO:
Martedì 24 maggio 2022, h. 11.00
“VINO BIO: TREND & SFIDE”, l’evento promosso da FederBio e AssoBio e curato da Nomisma-Wine Monitor, che è stato presentato in occasione dell’ultima edizione di Vinitaly, sarà proposto nuovamente il prossimo 24 maggio 2022 alle ore 11.00 in chiave digitale grazie al supporto di Veronafiere.
L’evento vedrà la partecipazione di Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence ed Emanuele Di Faustino, Senior Project Manager di Nomisma che presenteranno i risultati dello studio realizzato per FederBio e AssoBio: “Posizionamento e prospettive di sviluppo del vino bio in Italia e sui mercati internazionali”.
A seguire la tavola rotonda con relatori che racconteranno l’esperienza delle imprese leader del vino e della grande distribuzione.
VINO: Al via da giugno la federazione UIVbio in collaborazione con FederBio
federbiohomeMammucciniUIVUIVbioRoma, 12 maggio 2022
“Entro breve Unione italiana vini attiverà una specifica Federazione legata alle imprese biologiche certificate (UIVbio), in collaborazione con FederBio. Parliamo di una ‘fase 2’ del protocollo di intesa già esistente tra le due organizzazioni, che si prefigge di ricercare dall’interno le dinamiche virtuose ma anche i possibili aspetti migliorativi del fenomeno bio nel mondo del vino, di collaborare con le istituzioni, di attivare specifici programmi di promozione”.
Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (UIV), Lamberto Frescobaldi, in seguito all’incontro con il presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini.
“Rilanciare le attività del protocollo tra UIV e FederBio è un segnale particolarmente importante in un momento in cui si rischiano contrapposizioni sugli approcci alla sostenibilità. Il vino biologico rappresenta un’opportunità per la viticoltura italiana sui mercati, sempre più attenti alla sostenibilità, soprattutto in un contesto più generale di forte crescita delle esportazioni di prodotti biologici Made in Italy. La viticoltura bio cura la fertilità del suolo, la biodiversità e non utilizza sostanze chimiche di sintesi e per questo ha un ruolo centrale all’interno del processo di transizione ecologica verso un’agricoltura sempre più sostenibile. Tali valori uniti all’identità territoriale delle denominazioni d’origine possono contribuire a rafforzare ulteriormente il settore vitivinicolo del nostro Paese anche attraverso specifiche iniziative di promozione e comunicazione” – ha detto la presidente di FederBio.
UIV e FederBio intendono rilanciare e proseguire, quindi, nel percorso di sviluppo in favore di un sistema di qualità regolamentato a livello Ue che da tempo rappresenta una opportunità per la viticoltura italiana sui mercati interno e internazionali. La pratica biologica oggi incide per il 17,5% sul vigneto Italia, con una superficie di circa 120 mila ettari coltivati. L’obiettivo di UIV è rendere operativa la nuova federazione di imprese biologiche certificate già a partire dalla prossima estate.
Da alcuni anni tra le due organizzazioni è attiva una collaborazione sugli aspetti tecnici e normativi relativi al vino biologico. Tra gli obiettivi, l’integrazione dei percorsi della certificazione biologica con ulteriori aspetti della sostenibilità – come quelli legati a energia e imballaggi – ancora poco dettagliati dall’attuale quadro normativo europeo della produzione biologica, o la risoluzione di criticità ancora non superate, come la sostituzione del rame e di alcuni ausiliari di vinificazione.
Food Industry Summit
Bio made in ItalyfederbiohomeMammucciniDOVE:
Palazzo dei Congressi, Piazza Costituzione 4 (Sala Bianca) - Bologna.
QUANDO:
25 maggio 2022 h. 9.00/13.30
L’evento analizzerà le nuove priorità per il settore agroalimentare in un confronto tra istituzioni, player ed esperti: dalle ripercussioni legate alla crisi geopolitica internazionale alle trasformazioni di filiera in ottica di sviluppo sostenibile e innovazione. Obiettivo: confermare e accrescere la competitività sui mercati internazionali di un settore strategico per il Made in Italy.
L’evento, organizzato dal Sole 24 Ore, si terrà a Bologna presso Palazzo dei Congressi (Piazza Costituzione 4, Sala Bianca) e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Maria Grazia Mammuccini presidente di FederBio.
Per iscrizioni in presenza: ilsole24ore.com/food, scegliendo l’opzione “IN PRESENZA”.
Stefano Patuanelli: “C’è chi specula sulla guerra: il bio aiuterà a superare la crisi alimentare”
agricoltura biologicafederbiohomeMammucciniStefano Patuanelli“Si sente parlare di carestia per il conflitto in Ucraina, ma in Europa i prodotti alimentari ci sono. Non vengono immessi sul mercato perché c’è attesa di aumento dei prezzi: sono fenomeni speculativi. Altra cosa è la situazione in Africa, dove si profila una drammatica carenza alimentare. È una situazione già difficile a cui si aggiunge un ulteriore fattore di rischio: che si utilizzi la crisi internazionale come pretesto per retrocedere, per bloccare il percorso della transizione ecologica in campo agricolo”. Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha approfittato del convegno organizzato a Roma dalle associazioni del biologico (“Una risorsa strategica per uscire dalle crisi”) per anticipare le prossime mosse del settore. “Sta emergendo un problema legato a due visioni del modo di produrre cibo. Non vorrei si facesse strada l’idea di un futuro in cui ci alimentiamo tutti con le pillole. E non sto facendo una difesa del made in Italy e dei nostri interessi come Paese. In gioco c’è un tema più ampio: il rapporto tra cibo e democrazia. Spostare il potere dell’alimentazione nelle mani delle industrie che producono quelle pillole cambierebbe lo scenario globale. La nostra scommessa è dimostrare che si può produrre in maniera sostenibile cibo per nutrire tutti”.
Oggi, a livello globale, l’agricoltura è un sistema ancora poco verticalizzato: l’80% del cibo è prodotto da piccoli coltivatori, che in buona parte utilizzano metodi tradizionali. È un sistema inefficiente che potrebbe aumentare le rese attraverso un processo d’industrializzazione spinta come è già avvenuta in alcuni Paesi?
“Io voglio dare una risposta basata sui numeri”, replica Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. “La spinta ad aumentare gli input chimici della coltivazione ha portato alla corsa al prezzo sempre più basso degli alimenti, alla produzione di cibo di bassa qualità, alla compressione del reddito degli agricoltori. I contadini si sono impoveriti, un terzo del cibo prodotto viene buttato, oltre il 75% del suolo globale è già in qualche misura degradato secondo l’Atlante globale della desertificazione. Non è questa la via da percorrere: bisogna puntare su tecniche di coltivazione che frenino la crisi climatica, difendano la biodiversità, aiutino gli agricoltori, tutelino la fertilità dei suoli”.
Tra gli strumenti proposti dalle associazioni del bio per raggiungere la crescita del settore indicata dall’Unione Europea ci sono: sviluppo del marchio del bio made in Italy previsto dalla legge; crediti d’imposta per i costi di certificazione in modo abbattere i prezzi al consumatore; rilancio dei distretti biologici, sempre previsti dalla legge, per favorire la valorizzazione del territorio rurale a partire dalle aree interne e dalle aree naturali protette; ricerca, innovazione, formazione e consulenza per supportare gli agricoltori nella transizione al bio; impiego di prodotti bio nelle mense e negli ospedali; coltivazioni solo bio nelle aree naturali protette. […]
FONTE
TESTATA: Huffpost
AUTORE: Antonio Cianciullo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 maggio 2022
"Organic farming in Europe: a way of BEING” (acronym "BEING ORGANIC in EU”) – Evaluation body call for tenders
Being OrganicfederbiohomeNaturlandFEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA (Coordinator) with headquarters in Piazza Martiri della Libertà n. 1 – 40121 Bologna (Italy) – F.C. and VAT number IT02252171208, tel tel:+390514210272, e.mail info@federbio.it, PEC federbio@pec.it , Beneficiary for the implementation of the MULTI programme n. 101046195 – BEING ORGANIC in EU submitted under AGRI-MULTI-2021 (Call for proposals for multi programmes 2021 – Promotion of agricultural products) and approved according to Ref. Ares(2021)5863945 – 27/09/2021 letter from the EUROPEAN RESEARCH EXECUTIVE AGENCY
ANNOUNCES
A call for tenders for the selection, by means of an Open Competitive Procedure, of an evaluation body which will have to evaluate the activities carried out under the three-year programme “Organic farming in Europe: a way of BEING (acronym “BEING ORGANIC in EU”). “BEING ORGANIC in EU” is a project aimed at increasing the consumers and trade operators’ awareness about EU organic production methods/standards and EU organic logo in two internal markets: Germany and Italy. Project beneficiaries organizations are: FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA (Coordinator) with headquarters in Piazza Martiri della Libertà n. 1 – 40121 Bologna (Italy) – F.C. and VAT number IT02252171208, tel tel:+390514210272, e.mail info@federbio.it, certified e.mail federbio@pec.it and NATURLAND – VERBAND FUR OKOLOGISCHEN LANDBAU EV (Co-beneficiary) with headquarters in Kleinhaderner Weg 1 – 82166 Gräfelfing (Germany) – C.F. and VAT number DE152124581, tel +49 (0) 89 898082, e.mail natuland@naturland.de.
Interested companies that meet the requirements set out in the tender technical specifications may submit their offers by 13/06/2022 at 12.00 AM (CET time).
Further information can be requested at the following e-mail addresses: info@federbio.it, federbio@pec.it







