Operazione anti-frode “Ape Pulita” - AssoBio e FederBio a tutela del vero biologico: le truffe danneggiano tutti, fermarle è fondamentale

Bologna, 14 novembre 2025 – In relazione al recente episodio che, nell’ambito dell’operazione “Ape Pulita”, ha portato al sequestro nel Chietino di 50 tonnellate di miele e 12 di zucchero falsamente dichiarati biologici, FederBio e AssoBio ribadiscono con forza il loro impegno nella lotta contro le frodi nel biologico, a tutela dei produttori onesti, dei consumatori e dell’intera filiera.

Le due associazioni ringraziano il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Chieti e il Nucleo carabinieri forestale di Villa Santa Maria che hanno portato alla luce le gravi irregolarità nell’uso illecito di certificazioni biologiche e proceduto al sequestro dei prodotti contraffatti. Le frodi alimentari costituiscono un serio rischio per la credibilità di un comparto in forte sviluppo come quello biologico, che vale oltre 10 miliardi tra mercato interno ed export ed è sostenuto da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla tutela degli ecosistemi.

“Condanniamo con fermezza la frode sul falso miele biologico scoperta in Abruzzo – dichiara Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio -. Come già avvenuto in passato per altri casi di frode, ribadiamo che simili comportamenti danneggiano gravemente i produttori onesti e minano la fiducia dei consumatori nei confronti del biologico. Ancora una volta sottolineiamo l’urgenza di introdurre il Marchio del biologico italiano, fondamentale per garantire la riconoscibilità e la valorizzazione delle produzioni bio nazionali. Allo stesso tempo riteniamo importante rafforzare i sistemi di controllo attraverso l’impiego di tecnologie digitali avanzate, in grado di assicurare una tracciabilità completa, trasparente e continua anche nelle filiere più complesse”.

Siamo da sempre in prima linea nel segnalare alle autorità competenti situazioni di rischio – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio –  Gli illeciti agroalimentari rappresentano una forma di concorrenza sleale a danno di tutti i produttori seri e onesti che investono con convinzione nel biologico. Fermare le truffe è anche una responsabilità verso i cittadini che scelgono sempre più alimenti biologici per la propria salute e la tutela dell’ambiente. Per questo occorre puntare sull’innovazione anche sui sistemi dei controlli. Un aiuto concreto arriverà dall’imminente introduzione del Marchio del biologico italiano, uno strumento che permetterà di identificare immediatamente i prodotti bio realizzati con materie prime coltivate esclusivamente in Italia, valorizzando così l’identità e il legame con il territorio”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti: Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan – silvia.voltan@pragmatika.it

Mob. 331 1860936

 

Ufficio stampa AssoBio

Trefoloni e Associati

Marta Franceschini marta@trefolonieassociati.com



“Commissione europea, indagine alimenti biologici nella ristorazione scolastica

E’ possibile compilare il questionario fino al 20 novembre. Obiettivo è mappare le esperienze attuali della Pubblica amministrazione

La Commissione Europea ha predisposto un questionario rivolto anche ai Comuni  interessati, da compilare entro il 20 novembre 2025, con l’obiettivo di mappare le esperienze attuali della Pubblica Amministrazione in materia di alimenti biologici nella ristorazione collettiva, nonché le attività educative relative alla produzione biologica. La ricerca gestita per l’Italia da Nomisma (società studi e ricerche territoriali), mira  a valorizzare le conoscenze e le esperienze collettive, al fine di migliorare il sostegno alle amministrazioni  impegnate nel miglioramento della qualità degli alimenti nei servizi pubblici in tutta Europa.

Per accedere al questionario, cliccate qui

Link diretto al questionario: https://a.cawi24.pl/organicfoodit/?tqs=X&tqlc=it&tqc=it

In caso di problemi tecnici, inviare un messaggio a: questions@opinia24.pl

 

 

Fonte: Anci


Quarant'anni di Rivoluzione Biologica

Dalle origini steineriane al modello sostenibile d’impresa, il gruppo NaturaSì ha creato una rete di agricoltori, negozi e consumatori uniti da un’idea: il futuro cresce dalla terra.

Quarant’anni fa, parlare di agricoltura biologica in Italia era un atto rivoluzionario. A Conegliano Veneto, un piccolo gruppo di pionieri, ispirati al pensiero di Rudolf Steiner, apriva un negozio di alimenti coltivati nel rispetto della terra. Quel seme è germogliato fino a diventare EcorNaturaSì S.p.A., oggi la maggiore realtà italiana del biologico. Dalle prime esperienze di vendita diretta e cooperazione con agricoltori, l azienda ha costruito un ecosistema unico: una rete che oggi comprende oltre 300 aziende agricole biologiche, più di 5.800 ettari coltivati, 330 negozi NaturaSì in Italia e oltre 10 mila prodotti certificati. Sin dalle origini, EcorNaturaSì si è sta obiettivi ambiziosi: fornire cibo sano e promuovere un agricoltura e un economia sostenibili, dando spazio a piccoli produttori, filiere trasparenti e progetti di coltivazione rigenerativa. EcorNaturaSì ha trasformato un sogno in un modello economico: nel 2024 ha registrato 413 milioni di euro di fatturato e un incremento del 7,6 per cento nei primi sei mesi del 2025. […]

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: Panorama
AUTORE: Francesco Gatti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 novembre 2025



Un menù essenziale

La dieta mediterranea basata su alimenti biologici migliora il microbiota intestinale, aumenta i batteri “buoni” e rafforza il legame tra salute, sostenibilità e agroecologia. Lo studio dell’Università di Roma Tor Vergata

La qualità degli alimenti è fondamentale per la nostra salute. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio condotto dall’Università di Roma Tor Vergata, e pubblicato sulla rivista Microorganisms, nell’ambito della campagna “Il bio dentro di noi”, promossa da quattro attori chiave del biologico italiano: FederBio, la federazione che rappresenta il settore, AssoBio, l’associazione di categoria dei produttori, Consorzio il Biologico, che opera nella distribuzione ed EcorNaturaSì, catena di negozi specializzati. La ricerca mostra che quattro settimane di dieta mediterranea basata su alimenti biologici modificano in modo significativo la composizione del microbiota intestinale, aumentando batteri benefici come Faecalibacterium prausnitzii – con un incremento circa quattro volte superiore rispetto a chi segue una dieta convenzionale–Anaerostipes hadrus e Parabacteroides distasonis. Questi cambiamenti hanno effetti antiinfiammatori, antiossidanti e immunomodulanti, migliorando il metabolismo e la salute della barriera intestinale. […]

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: La Nuova Ecologia
AUTORE: Margherita Ambrogetti Damiani
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 novembre 2025



9 novembre - Giornata nazionale dell'agricoltura

FederBio: gli agricoltori biologici, preziosi custodi della biodiversità e dei servizi ecosistemici

Bologna, 7 novembre 2025 – Recuperare il legame con la terra, coltivarla senza chimica di sintesi, per rigenerare la fertilità del suolo e preservare la biodiversità. Questa è la sfida quotidiana degli agricoltori biologici e biodinamici, impegnati a tutelare l’agrobiodiversità e il patrimonio culturale dei paesaggi italiani.

In occasione della Giornata nazionale dell’agricoltura, istituita dalla Legge 24 del 28 febbraio 2024 per valorizzare il ruolo dell’agricoltore nella tutela dell’ambiente e del territorio, FederBio riafferma la centralità di chi coltiva senza input chimici, protagonisti della transizione agroecologica che tutela l’ambiente e contrasta la crisi climatica. Il biologico non è solo un metodo produttivo, ma una visione che mette l’agroecosistema al centro. I saperi degli agricoltori e delle comunità rurali sono la chiave per costruire sistemi alimentari sostenibili e resilienti basati sulla sovranità alimentare.

Le pratiche agronomiche naturali adottano, infatti, un approccio olistico che valorizza le specificità territoriali, integra varietà colturali, razze animali e insetti impollinatori, come le api, per accrescere la diversità degli ecosistemi locali. Richiedono competenze professionali più elevate rispetto all’agricoltura convenzionale, basata invece su metodi standardizzati. In Italia sempre più giovani e donne scelgono di tornare a coltivare la terra e di farlo in maniera sostenibile. Con 97.160 operatori biologici (+137,18% dal 2004), di cui l’89% (87.042) è costituito da aziende agricole, l’Italia si colloca al primo posto in Europa come numero di agricoltori bio. Inoltre, nel nostro Paese la superficie agricola coltivata senza sostanze chimiche ha raggiunto il 20%, il doppio della media europea. Diversi studi attestano come l’agricoltura biologica sia in grado di migliorare significativamente la salute del suolo e i servizi ecosistemici.

Una recente analisi pubblicata su Ecosystem Services mostra che l’agricoltura biologica rigenerativa (ROAg) ha un ruolo determinante per la salute del suolo: il 64% dei servizi ecosistemici valutati negli studi considerati ha registrato effetti positivi. I risultati della ricerca, che ha esaminato 24 indagini (dal 2008 al 2024), indicano aumenti medi del carbonio organico del suolo del 22% rispetto al convenzionale, del 28% nell’azoto totale e del 133% nel carbonio della biomassa microbica. Le evidenze rafforzano, dunque, il ruolo cruciale delle pratiche biologiche rigenerative per sistemi alimentari sostenibili e aziende agricole più resilienti.

Anche la qualità dell’acqua trae beneficio dall’adozione del biologico su larga scala poiché viene ridotto l’inquinamento da nutrienti. Lo studio pubblicato su Water ha confrontato aziende biologiche e convenzionali lungo cinque fiumi del bacino del Nemunas, analizzando 324 campioni di acque superficiali e 828 di acque sotterranee. Le concentrazioni di azoto e fosforo sono risultate nettamente inferiori in prossimità delle aziende biologiche, intermedie nelle acque superficiali e più elevate presso quelle convenzionali intensive. Per ridurre l’impatto ecologico dell’agricoltura, gli autori raccomandano di estendere il biologico fino al 25% della superficie agricola.

“La Giornata nazionale dell’agricoltura è l’occasione per celebrare il valore degli agricoltori biologici e biodinamici, impegnati ogni giorno nella tutela del suolo, della natura e dell’ambiente – sottolinea  Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio – Sono lavoratori virtuosi che amano la propria terra, conoscono il clima e le relazioni tra piante e ambiente. Questi saperi vengono impiegati in un’innovazione coerente con la vocazione dei territori. Se nell’agricoltura convenzionale l’obiettivo è nutrire la pianta puntando all’aumento immediato delle rese, nel biologico l’obiettivo è nutrire la terra per mantenerne la fertilità e garantire una produzione stabile, in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere i bisogni delle generazioni future. Per la sua capacità di integrare tutela del suolo, biodiversità e salute con modelli d’impresa sostenibili e inclusivi, il biologico rappresenta un paradigma chiave per il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione: non solo sul piano agronomico e ambientale, ma anche su quello economico e sociale, offrendo soluzioni innovative a beneficio dell’intero settore agricolo”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti: Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan – silvia.voltan@pragmatika.it

Mob. 331 1860936



Toscana, nasce il distretto biologico “Terre Apuane”

È l’undicesimo riconosciuto in regione, record in Italia

Si arricchisce il patrimonio dei distretti biologici della Toscana con la nascita del Distretto biologico “Terre Apuane”, riconosciuto con decreto il 24 ottobre 2025. Una nuova realtà che unisce amministrazioni comunali, aziende agricole e comunità locali in un percorso condiviso di valorizzazione dell’agricoltura biologica e di tutela del paesaggio rurale.

Con il nuovo ingresso, salgono a undici i distretti biologici riconosciuti dalla Regione Toscana ai sensi della legge regionale 51/2019, che ha reso la Toscana una delle prime regioni in Italia a dotarsi di un sistema organico per la promozione dei distretti biologici. Il Distretto “Terre Apuane” coinvolge i comuni di Bagnone, Filattiera, Licciana Nardi, Massa, Podenzana, Tresana, Villafranca in Lunigiana e Fosdinovo. Il territorio si distingue per una forte vocazione alla sostenibilità: oltre il 31% della superficie agricola è condotta con metodo biologico, con 55 aziende attive nel settore, molte delle quali hanno già aderito all’accordo di distretto. Il progetto nasce dall’iniziativa dei Comuni aderenti, convinti che questo strumento possa favorire il coordinamento delle politiche di gestione del territorio, promuovendo la crescita economica, sociale, culturale e turistica in armonia con l’ambiente e con il paesaggio custodito dalle comunità rurali della provincia di Massa-Carrara.

L’obiettivo è quello di diffondere la cultura del biologico su tutto il territorio provinciale, incoraggiando il consumo di prodotti sostenibili e l’adesione di nuove aziende agricole, anche nei comuni limitrofi che stanno lavorando per ampliare le superfici coltivate con metodo biologico. A sostenere il percorso del nuovo distretto è anche il Distretto rurale della Lunigiana, tra i primi iscritti nell’elenco regionale, che accoglie con favore la nascita del “Terre Apuane” e collabora per valorizzare le produzioni biologiche locali e un territorio da sempre vocato alla sostenibilità ambientale.

Con il riconoscimento del “Terre Apuane”, la Toscana conferma la sua leadership nazionale nel settore dei distretti biologici, che comprendono oggi le realtà di Fiesole, Val di Cecina, Calenzano, Montalbano, Chianti, Maremma Toscana, Colline della Pia, Valli Senesi, Valdarno di sopra e Montecucco, tutte iscritte nel Registro nazionale dei Distretti biologici.

«Il Distretto Terre Apuane nasce da una collaborazione virtuosa tra Comuni, imprese e cittadini – sottolinea l’assessora all’agricoltura Stefania Saccardi – e rappresenta un importante passo avanti per la provincia di Massa-Carrara, un territorio con una forte vocazione alla sostenibilità e al biologico. La crescita della rete dei distretti toscani, che oggi conta undici realtà riconosciute, conferma il successo di una politica regionale che punta a rafforzare le filiere locali e a promuovere il consumo di prodotti sani, di qualità e rispettosi dell’ambiente». […]

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: Terra e Vita
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 ottobre 2025



“Have your say”: l’iniziativa della Commissione sulla semplificazione della normativa bio UE

L’agricoltura biologica è ad oggi in costante crescita, una crescita che l’ha portata a raggiungere oggi la percentuale dell’11% di terreni coltivati a livello Ue. La complessità del settore, tuttavia, e la necessità di mantenere altri gli standard qualitativi ha portato il quadro normativo ad una complessità tale da rappresentare un impedimento alla sua ulteriore evoluzione. Ed è per questo che la Commissione ha valutato di intraprendere un percorso di semplificazione del quadro normativo, allo scopo di agevolare gli agricoltori e favorire la crescita la competitività del settore.

In questo ambito sono nate delle iniziative volte a ridurre la complessità dell’attuale quadro normativo, mantenendo contestualmente invariata la certezza sulla qualità dei prodotti biologici, compresi quelli provenienti dalle importazioni da Paesi terzi. Inoltre, tutti i progressi in tale ambito verranno costantemente monitorati attraverso le riunioni periodiche con gli Stati Membri e coadiuvate da strumenti di lavoro comuni. Attualmente, infatti, la Commissione intende condividere con gli Stati Membri, attraverso i gruppi di consultazione, la valutazione di alcune modifiche all’impianto normativo con l’obiettivo primario di ridurre gli oneri superflui e semplificare alcun norme , pur mantenendo elevati gli standard dell’agricoltura biologica nell’Ue, garantendone la sicurezza e incoraggiandone lo sviluppo.

Tutto ciò permetterà di scambiare informazioni e pareri, per arrivare a raggiungere una semplificazione della legislazione biologica tale da perseguire l’intento in premessa e garantire uno sviluppo armonioso dell’agricoltura biologica nell’UE. Chiunque volesse fare proposte ha la possibilità di inviare i propri commenti entro il 18/11/2025 al seguente link: Have your say – Public Consultations and Feedback

Fonte: Unione Europea


Uno studio conferma: l’agricoltura biologica migliora significativamente la salute del suolo e i servizi ecosistemici

Un recente articolo pubblicato su Ecosystem Services ha rilevato che l’agricoltura biologica rigenerativa (ROAg) ha significativi effetti positivi sulla salute del suolo. I ricercatori hanno stabilito che il 64% dei servizi ecosistemici del suolo misurati negli studi selezionati ha mostrato effetti positivi derivanti da comuni pratiche biologiche rigenerative. L’articolo ha esaminato 24 studi che hanno esaminato pratiche e principi in linea con la definizione di ROAg del Rodale Institute e della Regenerative Organic Alliance, tra cui il minimo disturbo del suolo, la rotazione delle colture, la copertura vegetale e l’uso di fertilizzanti organici come letame e compost.

Gli studi in questione sono stati condotti tra il 2008 e il 2024, principalmente in Europa, Nord e Sud America, con alcuni casi in Africa e Asia. I ricercatori hanno estratto dati su 12 servizi ecosistemici correlati al suolo e 20 indicatori di salute del suolo. Hanno poi combinato i risultati utilizzando un approccio basato sul conteggio dei voti, calcolando quanti studi hanno mostrato risultati positivi, neutri o negativi, e hanno poi utilizzato tali conteggi per calcolare un punteggio di impatto complessivo che indicasse se le pratiche in generale hanno contribuito, danneggiato o non hanno avuto alcun effetto sulla salute del suolo e sui servizi ecosistemici. Nel complesso, i sistemi biologici rigenerativi hanno dimostrato un aumento del carbonio organico nel suolo del 22%, dell’azoto totale nel suolo del 28% e del carbonio della biomassa microbica del suolo del 133%, rispetto all’agricoltura convenzionale.

I risultati di questo studio rafforzano il valore che la produzione biologica attribuisce alla costruzione e al mantenimento della salute del suolo. I chiari benefici di ROAg presentati sottolineano l’importanza di riconoscere le pratiche biologiche come fondamentali per un’alimentazione sostenibile e aziende agricole resilienti.

Fonte: The Organic Center

Consulta lo studio


L’agricoltura biologica protegge la qualità dell’acqua riducendo l’inquinamento da nutrienti

Uno studio lituano pubblicato su Water ha rilevato che, rispetto alla produzione convenzionale intensiva, le pratiche biologiche riducono significativamente l’inquinamento idrico negli ecosistemi adiacenti alle aziende agricole. Limitando specificamente l’inquinamento da azoto e fosforo, le aziende agricole biologiche possono contribuire a prevenire l’eutrofizzazione e il degrado degli ecosistemi di acqua dolce dovuto alla lisciviazione agricola, riducendo in definitiva l’impatto ambientale della produzione alimentare.

Gli scienziati hanno raccolto, tra il 2012 e il 2016, 324 campioni di acque superficiali e 828 campioni di acque sotterranee da terreni agricoli lungo cinque fiumi nel distretto del bacino del fiume Nemunas. Quattro aziende agricole biologiche e quattro convenzionali sono state incluse nello studio in base alla somiglianza dei loro profili del suolo, delle pendenze e delle colture. Per ogni campione raccolto sono state misurate le concentrazioni totali di azoto e fosforo, oltre a nitrati, nitriti, ammonio e ortofosfati, tutti indicatori chiave della qualità dell’acqua e della potenziale contaminazione agricola. Le analisi hanno mostrato che le concentrazioni di nutrienti erano più basse nelle falde acquifere in prossimità di aziende agricole biologiche, moderate nelle acque superficiali e più alte nelle falde acquifere in prossimità di aziende agricole convenzionali intensive, avvalorando l’ipotesi che il deflusso e la lisciviazione derivanti da aziende gestite con prodotti chimici contribuiscano in modo significativo all’inquinamento da nutrienti negli ambienti circostanti.

Questi risultati dimostrano la natura protettiva dell’agricoltura biologica per l’ambiente, al di là della salute del suolo e della biodiversità. Lo studio sottolinea inoltre l’importanza di monitorare le falde acquifere oltre a quelle superficiali, al fine di stimare con maggiore precisione i livelli di inquinamento legati alle pratiche agricole. Limitando l’uso di fertilizzanti sintetici e integrando pratiche come la piantumazione di colture di copertura perenni, i sistemi biologici limitano le perdite di nutrienti che possono in ultima analisi danneggiare gli ecosistemi di acqua dolce e contaminare le falde acquifere. Gli autori si spingono fino a raccomandare un’espansione dei terreni agricoli biologici fino al 25% del totale dei terreni agricoli, come parte della soluzione per migliorare l’impatto ecologico dell’agricoltura, prevedendo al contempo un approccio sostenibile e olistico alla produzione alimentare.

Fonte: The Organic Center

Consulta lo studio


Cibo fuori casa? Sempre più sano con SANA Food! 22-24 febbraio, BolognaFiere

SANA Food è il format b2b di BolognaFiere dedicato alla sana alimentazione fuori casa.

Dal 22 al 24 febbraio, i visitatori professionali che vogliono diversificare la propria offerta nell’Horeca, nel canale specializzato tradizionale, nel risto-retail e nelle gastronomie troveranno a SANA Food realtà produttive selezionate per l’autenticità, la coerenza e l’innovazione delle loro proposte, in sintonia con un consumatore sempre più orientato verso cibi e bevande che fanno bene sia all’organismo che all’ambiente. Protagonista di SANA Food sarà tutto ciò che è ‘buono’: biologico, biodinamico, veg, DOP, IGP, STG e funzionale, ma non solo. Attraverso percorsi tematici e presentazioni guidate, nuovi focus approfondiranno le eccellenze locali di olio extravergine di oliva e aceto balsamico, miele e infusi. SANA Food presenterà, inoltre, l’inedita Social Food Area, dedicata a produzioni agricole solidali e sostenibili, nate da percorsi di reinserimento sociale o da terreni confiscati alla criminalità.

Per consolidare il ruolo di SANA Food nel settore del biologico, si rinnova la storica collaborazione con FederBio, da sempre ambasciatrice di filiere certificate e rispettose dell’ambiente. Un’altra conferma riguarda il veg e la partnership con V-Label Italia, marchio internazionale di riferimento nella certificazione dei prodotti vegetariani e vegani, sinonimo di trasparenza e fiducia per i consumatori. È, invece, una novità dell’edizione 2026 la partecipazione di Slow Food Promozione, nel segno di un’alimentazione consapevole e dalla forte impronta etica, basata sulla tutela della biodiversità e sull’attenzione alla salute e alla sostenibilità. L’area espositiva di SANA Food accoglierà i produttori dei Presìdi e delle reti Slow Food, oltre a momenti formativi, degustazioni e tavole rotonde sui principali temi del dibattito sulle politiche agroalimentari.

Grazie, poi, alla concomitanza con Slow Wine Fair, che sarà allestita in due padiglioni adiacenti a quello di SANA Food (tutti accessibili con un unico biglietto d’ingresso), la business community potrà conoscere oltre 1.000 cantine e più di 6.000 etichette di vino buono, pulito e giusto, lungo un percorso che metterà in risalto il profondo e inscindibile rapporto tra cibo e vino. Tra gli appuntamenti più attesi di SANA Food, la 7a edizione di Rivoluzione Bio. Promosso da BolognaFiere e organizzato in collaborazione con FederBio, è il più autorevole momento di confronto tra business leader, stakeholder, esperti e istituzioni sullo stato dell’arte del biologico in Italia. Durante l’evento, che mira a valorizzare l’agroalimentare biologico come leva strategica per lo sviluppo del Paese, saranno illustrati in anteprima i dati dell’Osservatorio SANA 2026 a cura di Nomisma sui consumi nel canale Horeca e sulle esportazioni bio. Con il supporto di Agenzia ICE, SANA Food offrirà ampie opportunità di matchmaking attraverso incontri b2b con buyer nazionali e internazionali accuratamente profilati: importatori Horeca, ristoranti di alta gamma ed eco-boutique, hotel e osterie storiche, servizi di catering e mense scolastiche, locali votati alla cucina sostenibile e biologica, negozi bio, gastronomie gourmet e delikatessen, botteghe del commercio equo e solidale, e Gruppi di Acquisto Solidale.

Le aree eventi della manifestazione ruoteranno intorno a OoH! Lab, con degustazioni, incontri e masterclass per il canale Horeca, e alla Lab Academy, che ospiterà workshop, seminari e convegni.

Richiedi la brochure e il modulo di partecipazione a questo link o a sanafood@bolognafiere.it.

Fonte: SANA Food