Inserire il sostegno all'agricoltura biologica nel Recovery Plan italiano
federbiohomePNRRtransizione ecologicaL’Italia dovrebbe inserire misure per il sostegno dell’agricoltura biologica all’interno del suo progetto per il Recovery Plan. Federbio ha lanciato un appello ai capigruppo parlamentari di maggioranza per chiedere, come sollecitato dall’Unione europea, “l’inserimento della transizione agroecologica” all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU “finora ha completamente trascurato il biologico nonostante l’Ue punti fortemente allo sviluppo di una filiera agroalimentare sostenibile“.
La Federazione chiede che “l’Italia si allinei alle politiche green dell’Ue che puntano fortemente sul biologico. Il Piano d’azione europeo per il bio, presentato a fine marzo, non solo supporta con iniziative concrete gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità, ma mette anche a disposizione degli Stati Membri strumenti per raggiungere la transizione al biologico”. La transizione ecologica dell’agricoltura italiana non può prescindere da un investimento del sistema Paese nel settore biologico certificato”, osserva Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. […]
FONTE
TESTATA: AgriFood Today
AUTORE: Redazione Bruxelles
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 Aprile 2021
Indagine sulle contaminazioni dei mezzi tecnici in agricoltura biologica. Compila il questionario on line!
Creahomemezzi tecniciNell’ambito del progetto METinBIO del MiPAAF ed in accordo con gli obiettivi del progetto BIOFOSF-WINE, sono stati realizzati dal CREA, in collaborazione con il Sant’Anna di Pisa, tre questionari sul tema dei “Mezzi tecnici in agricoltura biologica”, ognuno di essi dedicato ad uno specifico attore della filiera produttiva del biologico. La finalità dell’indagine è quella di avere informazioni in merito alle contaminazioni dei mezzi tecnici, ai prodotti maggiormente coinvolti, alla tipologia di contaminazione, alle problematiche da affrontare.
L’incrocio delle informazioni derivanti dai questionari suggeriranno i percorsi da intraprendere nella verifica della qualità dei mezzi tecnici in biologico, in termini di contaminanti più frequentemente rilevati nei MT (mezzi tecnici), modalità produttive e stoccaggio dei MT in azienda, individuazione di pacchetti di controllo da suggerire quale risposta alle criticità emerse.
Di seguito i tre questionari online.
- Questionario Produttori Biologici
- Questionario Produttori Mezzi Tecnici (MT)
- Questionario Enti di Certificazione, Accreditamento e Controllo dei MT
I questionari sono accessibili anche dal sito Sinab: http://www.sinab.it/bionovita/progetto-metinbio-tre-questionari-gli-utenti
Fonte: CREA/Sinab
Biologico: si consolida la crescita del mercato in Italia. Discount e online trascinano le vendite
AssoBiohomemercato bioNel primo trimestre confermati i livelli di consumo dopo il netto incremento di un anno fa. Ecommerce ancora +79%
Assobio: “Il taglio dell’Iva sull’ortofrutta bio e il credito d’imposta sui costi certificazione sarebbero una marcia in più per il settore, ma ora si investa su istruzione e ricerca”
Bologna, 26 aprile 2021 – Una grande stagione di rinnovamento culturale, per una reale transizione ecologica nello spirito europeo del Green Deal e del Recovery fund, passerà solo da una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari dei consumatori, a favore di prodotti rispettosi dell’ambiente, della salute e del lavoro dell’uomo. L’Italia dovrà investire in istruzione, ricerca, digitalizzazione di filiera e sgravi fiscali ai produttori: così l’agricoltura biologica potrà svilupparsi, in coerenza con gli obiettivi fissati dall’Unione europea, secondo Assobio, associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali.
Il momento del comparto è favorevole, si consolida l’incremento dei consumi registrato un anno fa, quando ebbe punte del +20% a marzo-aprile, grazie a una crescita a valore tendenziale dello 0,9% nel primo trimestre 2021. Tra i canali di distribuzione, la spesa online aggiunge un +79% rispetto a un anno fa (+150% in tutto il 2020) e i discount crescono del 10,5% (dati Nielsen).
Le contraddizioni strutturali del mercato tuttavia restano: l’Italia vanta una delle maggiori quote nazionali di superficie agricola utilizzata a biologico in Europa, con un 15,8%, ma la spesa pro capite (pre-Covid) è di 60 euro all’anno, contro i 144 in Germania, 174 in Francia, 338 in Svizzera e 344 in Danimarca (dati Fibl & Ifoam, 2021). Questo, nonostante il nostro sia il primo paese in Europa e secondo al mondo nell’esportazione di prodotti biologici, con oltre 2,6 miliardi di euro, circa il 6% di tutto l’export agroalimentare nazionale.
“I dati dimostrano che il biologico non è una nicchia e il potenziale per un aumento dei consumi interni c’è – osserva Roberto Zanoni, presidente di Assobio -. Va comunicato il suo valore reale. Da un lato il Governo dovrebbe investire in formazione nelle scuole e nella ricerca universitaria, con master e corsi di laurea in agricoltura biologica, per ripensare in chiave nuova il mondo della formazione. Dall’altro lato, si dovrebbe creare maggiore consapevolezza nel consumatore e avviare economie di scala, favorendo il passaggio ad un’autentica agriecologia e ad una maggiore competitività del comparto.
Per favorire gli orientamenti del Green Deal e delle strategie a esso collegate sarebbe opportuno alleviare i costi di certificazione biologica che gravano sulla filiera: “Tale onere si riverbera su produttori, trasformatori e distributori, fino al prezzo finale: virtuosi e tassati, insomma. Riconoscere a questi operatori un credito di imposta, oltre a favorire la conversione delle superfici, aiuterebbe anche i consumi, insieme a un auspicabile taglio dell’Iva sui prodotti dell’ortofrutta biologica: la strategia ‘Farm to fork’ prevede infatti che tutti gli europei possano contare su alimenti sani, economicamente accessibili e sostenibili”.
La promozione della tracciabilità, la valorizzazione dei loghi di qualità europea in etichetta, la comunicazione, sono alcune leve per incrementare la fiducia dei consumatori, avvalendosi delle tecnologie digitali, avanzate dalla stessa Commissione di Bruxelles, in una recente comunicazione al Parlamento europeo. “Urge investire nell’innovazione digitale, creando una piattaforma di tracciamento validata dal ministero delle Politiche agricole, che dovrà essere utilizzata da tutti,
produttori e operatori del biologico, dal campo alla tavola – conclude Zanoni -. È ora di un vero cambio di passo a tutti i livelli, dalle scuole ai decisori politici, dagli opinion leader ai distributori, per riconoscere nel biologico l’asset che potrà dare al Paese un ruolo da protagonista nel futuro green e sostenibile d’Europa”.
Fonte: Ufficio stampa AssoBio
FederBio: appello ai gruppi parlamentari di maggioranza per l’inserimento del biologico nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
homePACPNRRtransizione ecologicaBologna, 26 aprile 2021 – FederBio scrive ai Capigruppo parlamentari di maggioranza per chiedere, come sollecitato dall’Unione europea, l’inserimento della transizione agroecologica all’interno del PNRR, che finora ha completamente trascurato il biologico nonostante punti fortemente allo sviluppo di una filiera agroalimentare sostenibile.
Dopo aver segnalato, insieme alle altre associazioni del biologico, la contraddizione fra il ruolo e le potenzialità dell’agroecologia italiana anche in ambito europeo e mondiale, sia in sede di audizioni parlamentari che attraverso la relazione diretta con i ministeri competenti, FederBio scrive ai Capigruppo parlamentari di maggioranza per sottolinerare la totale assenza di riferimenti allo svilippo della bioagricoltura nel PNRR.
La Federazione chiede che l’Italia si allinei alle politiche green dell’Ue che puntano fortemente sul biologico. Il Piano d’azione europeo per il bio, presentato a fine marzo, non solo supporta con iniziative concrete gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità, ma mette anche a disposizione degli Stati Membri strumenti per raggiungere gli obiettivi definiti, con investimenti strategici in ricerca e innovazione per la transizione al biologico.
La comunicazione ai Capigruppo sottolinea la richiesta dell’Unione europea che chiede agli Stati membri la definizione di strategie nazionali per il biologico e l’implementazione della transizione agroecologica nei Piani d’azione nazionali. FederBio ribadisce così quanto già scritto nelle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità e nelle Raccomandazioni della Commissione per il Piano strategico nazionale per i fondi PAC e in quelle per i Piani nazionali di Next Generation Europe, considerando anche che il Parlamento italiano si appresta a concludere l’iter del DL agricoltura biologica già approvato alla Camera nel dicembre 2018.
“Il 30 marzo scorso, insieme alle organizzazioni del biologico, abbiamo scritto un appello al Presidente del Consiglio Draghi e al ministro dell’Agricoltura Patuanelli per chiedere di considerare misure per la valorizzazione dell’agroecologia nella stesura definitiva del PNRR, richieste che purtroppo sono state ignorate. Abbiamo quindi deciso di scrivere ai gruppi parlamentari che sostengono il Governo perché nei passaggi parlamentari venga inserito, nella versione definitiva del PNRR, un riferimento esplicito all’agricoltura e ai prodotti biologici certificati secondo normativa Ue, che riportano il logo europeo in etichetta. La transizione ecologica dell’agricoltura italiana non può prescindere da un investimento del sistema Paese nel settore biologico certificato”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Toscana, stanziati 20 milioni per misure agroambientali e biologico
homemisure agroambientalipsrToscana BiologicaLa Regione Toscana ha pubblicato i bandi Psr per le misure agroambientali – Conservazione del suolo e della sostanza organica, Miglioramento della gestione degli input chimici e idrici, Conservazione delle risorse genetiche animali per la salvaguardia della biodiversità, Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali e quelli riferiti all’erogazione di premi annuali per le aziende che intendono introdurre o mantenere il metodo di produzione biologica. Al momento sono stati stanziati 20 milioni di euro. Ulteriori risorse saranno destinate all’agricoltura biologica quando sarà chiarita la modalità di riparto dei Fondi Feasr per il periodo transitorio 2021-2022. La platea dei possibili beneficiari è “la più ampia possibile” – scrive la Regione in una nota – includendo anche le aziende che si affacciano per la prima volta al mondo bio.
«Si tratta di un impegno forte – ha detto l’assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – che dimostra la particolare attenzione che la Regione intende porre sul tema di un’agricoltura sempre più rispettosa di modelli sostenibili a basso impatto ambientale, tenendo in considerazione gli obiettivi del Green Deal europeo, della strategia Farm to Fork e della Politica Agricola Comune.». […]
FONTE
TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 aprile 2021
FederBio augura buon lavoro a Francesco Battistoni, neo Sottosegretario del MiPAAF con delega all’agricoltura biologica
Battistonihomelegge sul bioMiPAAFBologna, 22 aprile 2021 – Fiducia e totale disponibilità a collaborare per la valorizzazione della transizione agroecologica dell’agricoltura italiana, in linea con le strategie europee Farm to Fork e Biodiversità 2030.
FederBio accoglie positivamente la recente nomina di Francesco Battistoni a Sottosegretario del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con delega all’agricoltura biologica, con cui auspica di poter instaurare un rapporto costruttivo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica in Italia.
“Congratulazioni e auguri di buon lavoro al Sottosegretario Battistoni. Siamo in un momento decisivo per la transizione ecologica dell’agricoltura. L’Europa sta puntando fortemente sul biologico con il Green Deal e le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità 2030. L’Italia non può permettersi di perdere un’opportunità storica per la valorizzazione del sistema agricolo e alimentare. Ecco perché accogliamo positivamente la nomina del Sottosegretario Battistoni, con cui speriamo di poter affrontare importanti questioni per il futuro dell’agroecologia italiana. In particolare, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 che, insieme alle principali associazioni del biologico, riteniamo debba indicare chiaramente gli obiettivi per la crescita del biologico e gli strumenti per raggiungerli. Infine, rinnoviamo l’urgenza dell’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica, rimasta per troppo tempo bloccata. Con il 16% della superficie dedicata, l’Italia è tra i Paese leader del biologico, necessita però degli strumenti necessari per favorire il consolidamento del settore e per cogliere tutte le opportunità che il biologico offre per la valorizzazione dei territori rurali, la ripresa economica e l’occupazione dei giovani”, afferma Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
22 aprile - Giornata Mondiale della Terra. FederBio: il 64% dei terreni agricoli mondiali è a rischio di contaminazione da chimica di sintesi
#GiornataMondialedellaTerrahomeNoPesticidiBologna, 21 aprile 2021 – Tutelare la Terra e i suoi ecosistemi è fondamentale per contrastare la deriva climatica e proteggere la salute dell’uomo e dell’ambiente. In occasione della 51a edizione della Giornata Mondiale della Terra, FederBio sottolinea l’importanza di custodire il pianeta da un declino senza precedenti.
Secondo un recente studio dell’Università di Sydney, pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience”, due terzi dei terreni agricoli mondiali (il 64%, circa 24,5 milioni di km quadrati) sono a rischio di inquinamento da pesticidi, mentre un terzo (il 31%) è ad alto rischio. Tra le aree ad alto rischio, circa il 34% si trova in regioni ad alta biodiversità, il 5% in aree con scarsità d’acqua e il 19% in nazioni a reddito medio-basso.
I ricercatori dell’Università australiana hanno analizzato il rischio di inquinamento, causato da 92 sostanze chimiche comunemente utilizzate nei pesticidi agricoli (comprendenti 59 erbicidi, 21 insetticidi e 19 fungicidi), per il suolo, l’atmosfera, le acque superficiali e sotterranee in 168 Paesi, riscontrando che il 61,7% (circa 2,3 milioni di km2 ) dei terreni agricoli europei rientra tra quelli “ad alto rischio”.
Coltivare utilizzando solo sostanze di origine naturale, con il divieto di impiego di prodotti di sintesi chimica, mantenere la fertilità dei terreni e la conservazione della biodiversità, rappresentano elementi basilari dell’agricoltura biologica. Un terreno degradato riduce la capacità di mantenere e immagazzinare carbonio, contribuendo a favorire minacce globali come il cambiamento climatico.
“La crisi pandemica ha evidenziato la stretta relazione che c’è tra la salute della Terra e quella delle persone. L’agricoltura intensiva, la monocoltura, l’uso di diserbanti e concimi chimici di sintesi sono tra gli elementi che più impoveriscono il terreno. Siamo a un punto di svolta, non abbiamo più tempo. Serve l’adozione di un nuovo paradigma di produzione agroalimentare basato sulla transizione agroecologica, per preservare la fertilità della Terra.
Mentre per l’agricoltura convenzionale l’obiettivo è nutrire la pianta per l’aumento immediato delle rese, in agricoltura biologica l’obiettivo è nutrire la terra tutelandone la fertilità, gli ecosistemi e la biodiversità, per garantire cibo sano e nutriente e una stabilità di produzione in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle generazioni future.
Inoltre, secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute, il metodo di coltivazione biologico è in grado di contribuire significativamente alla mitigazione del cambiamento climatico, ad arginare la perdita di biodiversità e a salvaguardare l’ambiente”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
#CambiamoAgricoltura: Per il ministro Patuanelli il piano strategico nazionale della PAC non sarà “Greenwashing"”
CambiamoAgricolturahomeMiPAAFPSNRoma, 20 aprile 2021. “Il Piano strategico nazionale (Psn) della futura Politica agricola comune (Pac) 2023-2027 non sarà una mera operazione di greenwashing”. Questo l’importante impegno che il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, ha assunto pubblicamente nelle sue conclusioni della Conferenza che si è svolta ieri online per presentare la costituzione del Tavolo nazionale di Partenariato per la redazione del Piano Strategico Nazionale (Psn) della futura Pac, che entrerà in vigore dal gennaio 2023.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura esprime soddisfazione per questa importante dichiarazione del ministro Patuanelli, con l’auspicio che il percorso inaugurato ieri consenta davvero l’avvio di un confronto costruttivo tra tutti gli attori istituzionali, economici e sociali per una redazione condivisa del principale strumento di gestione nazionale della Pac post 2023.
Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura queste parole rappresentano un importante segnale di discontinuità rispetto al passato e la personale storia politica del ministro fa ben sperare che si tratti di un impegno serio e non di una vaga promessa della vecchia politica. E a proposito della sfida dei prossimi mesi, la Coalizione condivide il pensiero del ministro dell’Agricoltura: “Una sfida impegnativa, affascinante per il nostro Paese, che è quella di costruire un sistema agricolo che possa disegnare un nuovo volto per l’agricoltura che vogliamo nel prossimo decennio. Un’agricoltura fatta di innovazione e sostenibilità ambientale, economica e sociale“.
La Coalizione ricorda che la via da seguire è quella della transizione agro-ecologica indicata bene dal Green deal europeo con le due Strategie Ue Farm to Fork e Biodiversità 2030. Gli obiettivi di queste due Strategie, tra cui la forte spinta per l’agricoltura biologica, dovranno essere recepiti con coerenza nel Psn della Pac e l’indicatore non potrà che essere il pieno e corretto rispetto delle raccomandazioni che la Commissione europea ha già trasmesso al Governo italiano per la stesura del documento di programmazione.
Raccomandazioni, ricorda la Coalizione #CambiamoAgricoltura, definite in base all’analisi dei punti di forza e debolezza, opportunità e minacce, dell’agricoltura nel nostro paese.
L’Italia, dopo un anno di immobilismo, è il fanalino di coda dell’Unione Europea, e ha accumulato un grave ritardo nella stesura di questo importante documento programmatico per la Pac che dovrà fissare obiettivi specifici ed interventi per spendere, entro il 2027, oltre 36 miliardi di euro dei fondi comunitari, che diventeranno oltre 50 miliardi con il cofinanziamento nazionale per lo Sviluppo rurale. Una parte di queste risorse saranno già utilizzate nei prossimi due anni con il Regolamento transitorio della Pac che ha prorogato i precedenti strumenti di programmazione. Si tratta di un fiume di risorse pubbliche che tutti i cittadini versano all’agricoltura per promuovere quella autentica transizione ecologica a tutela dell’ambiente e della salute pubblica richiesta dal green deal europeo. Il nostro Paese deve dimostrare di essere all’altezza dell’impegnativa sfida per la vera sostenibilità del settore primario.
L’auspicio della Coalizione #CambiamoAgricoltura è che adesso dalle parole si passi rapidamente ai fatti, iniziando da una condivisione delle regole, dei partecipanti e del metodo di lavoro per la redazione del Psn che saranno formalizzate con un Decreto dal Mipaaf. Un vero processo partecipato tra tutti gli attori istituzionali, economici e sociali si basa, infatti, su una metodologia di lavoro condivisa che garantisca trasparenza e un’ampia partecipazione, non solo formale ma sostanziale, allargata a tutti i soggetti interessati, dagli agricoltori che producono le materiali prime, all’industria agroalimentare che li trasforma, ai sistemi di commercializzazione e alla società civile senza dimenticare (come è stato fatto fino ad oggi) i consumatori finali, a cui è destinato il cibo prodotto dai complessi sistemi agroalimentari che la Pac post 2023 vuole più sostenibili, giusti ed equi.
L’agricoltura italiana deve per questo imboccare rapidamente la strada dell’agroecologia, superando resistenze e suggestioni verso modelli superati e insostenibili, garantendo che i fondi pubblici della Pac siano destinati con priorità alla gestione e tutela dei beni pubblici, in primo luogo il suolo e la biodiversità naturale, premiando i modelli di produzione più virtuosi come l’agricoltura biologica e biodinamica, rilanciata dall’Unione europea attraverso uno specifico Piano di azione che deve rappresentare, insieme agli obiettivi delle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, la bussola per la redazione del Psn per la Pac del futuro.
CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiede una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente.
Sostenuta da oltre 70 sigle della società civile è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, del biologico italiane e dei consumatori (Associazione Consumatori ACU, Accademia Kronos Onlus, AIDA, AIAB, Associazione Italiana Biodinamica,CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
UFFICIO STAMPA
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA
Andrea Mazza – T. 340 3642091
Email: andrea.mazza@lipu.it
Per il suolo l’obiettivo è: zero degrado suolo
homeSuoloUltimi giorni per partecipare alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione Ue per una nuova strategia a difesa del suolo
Inquinamento, sfruttamento eccessivo, gestione insostenibile e cambiamenti climatici sono le principali cause del degrado che rende un suolo meno fertile e con ridotta capacità produttiva biologica e economica. Per affrontarle e difendere la salute del suolo, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica. Obiettivo: definire una nuova strategia per il suolo da presentare nel secondo trimestre del 2021 come parte della strategia dell’Ue per la biodiversità per il 2030.
La salute del suolo è essenziale per raggiungere gli obiettivi del Green Deal come la neutralità’ climatica, il ripristino della biodiversità, zero inquinamento. E ancora, sistemi alimentari sani e sostenibili e un ambiente resiliente. Suoli sani, infatti, producono cibo sano e materie prime, puliscono l’acqua potabile, riducono i rischi di alluvione e immagazzinano enormi quantità di carbonio. La strategia – conclude la Commissione – esaminerà quindi le modalità per proteggere la fertilità del suolo, ridurre l’erosione e aumentare la materia organica del suolo.
Obiettivo della strategia sarà contribuire a raggiungere entro il 2030 la neutralità in termini di degrado del suolo. Ovvero riportare a un buono stato di salute la stessa quantità di suolo che è stato degradato dall’attività umana. La neutralità del suolo è cioè il punto di equilibrio in cui la quantità delle risorse territoriali necessarie a sostenere funzioni e servizi ecosistemici e a rafforzare la sicurezza alimentare rimane stabile o aumenta.
“Un quarto della biodiversità del nostro pianeta si trova nel suolo. Abbiamo letteralmente un tesoro sotto i piedi, e il nostro cibo e il nostro futuro dipendono da questo tesoro. Dobbiamo dotare l’Unione europea di una solida strategia per il suolo che ci consenta di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi in materia di clima, biodiversità e sicurezza alimentare, e intensificare i sforzi per gestire il suolo in modo tale da rispondere alle esigenze dei cittadini, della natura e del clima”. È quanto ha dichiarato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca.
I cittadini, le organizzazioni e gli attori interessati sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica che rimarrà aperta fino al 27 aprile 2021.
Fonte: Cambia la Terra
Webtalk - Dal Seme alla tavola. L'Europa ci chiede più bio: per farlo ci vogliono i semi giusti
biodiversitàhomeDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Mercoledì 21 aprile 2021, h. 11.00
Si terrà mercoledì 21aprile il webtalk dal titolo “Dal Seme alla tavola. L’Europa ci chiede più bio: per farlo ci vogliono i semi giusti”.
I semi sono l’origine della vita. Sono un dono della natura. Non possono essere proprietà di pochi. Solo così si salva la biodiversità che nutre il mondo. Occorrono programmi di ricerca e selezione che forniscano ai nostri agricoltori sementi forti, resistenti ai cambiamenti climatici, riproducibili e adatte all’agricoltura biologica. Se ne parlerà mercoledì 21 aprile in occasione del webtalk dal titolo “Dal Seme alla tavola. L’Europa ci chiede più bio: per farlo ci vogliono i semi giusti”. È possibile partecipare all’evento in diretta su terramadresalonedelgusto.com, e sui profili Facebook e YouTube di NaturaSi.









