Webinar - Il ruolo dell’agricoltura biologica nella PAC post 2022
CambiamoAgricolturafederbiohomePACDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Giovedì 20 maggio 2021, h. 17.30
Si svolgerà il 20 maggio il webinar on line dal titolo “Il ruolo dell’agricoltura biologica nella PAC post 2022”. Tra i relatori dell’evento Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
E’ possibile partecipare in diretta streaming sulla pagina Facebookdalle @CambiamoAgricoltura
INFO E CONTATTI:
Talk show: Il nuovo Regolamento sul Biologico e la strategia europea «From Farm to Fork», quali prospettive? Istituzioni e Imprese a confronto
AssoBioFarm To ForkDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Martedì 18 maggio 2021, h. 14.30
Si svolgerà il 18 maggio il talk show on line dal titolo “Il nuovo Regolamento sul Biologico e la strategia europea. From Farm to Fork, quali prospettive? Istituzioni e Imprese a confronto”.
All’evento parteciperanno Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio e Roberto Zanoni, Presidente AssoBio.
Per partecipare è necessario registrarsi al seguente link: https://forms.gle/SniGQ64o1YDA78AU9
INFO E CONTATTI:
Carni bio, una storia da raccontare. Il webinar di GreenPlanet
Zootecnia biologicaBenessere animale e carni biologiche: un binomio vincente da raccontare al consumatore. Ed è con un video che racconta questo binomio che si aprirà giovedì 13 maggio l’evento online di GreenPlanet dedicato alle carni fresche biologiche “Realtà e prospettive nel mercato italiano”, nel corso del quale verrà presentata in anteprima la ricerca di mercato sulle carni bio condotta da SGMarketing in undici insegne della grande distribuzione italiana con proiezioni di mercato al 2023.
Interverranno, con il direttore di SGMarketing Salvo Garipoli, il direttore commerciale di Fileni (primo produttore europeo di carni avicole bio), Simone Santini, Elena Montanari, national category manager Carni e Ittico di Conad, Alessandro Beltrami, sales leader Italy della multinazionale americana Sealed Air, specialista nel packaging sostenibile destinato al settore. Moderatore la giornalista Chiara Brandi, coordinatrice di GreenPlanet.
L’evento, organizzato dall’agenzia Omnibus, è un B2B indirizzato ai distributori, ai produttori e alla filiera delle carni bio. Scopo del webinar è incrementare l’interesse per le carni biologiche tra i distributori, i produttori zootecnici, la filiera e le organizzazioni di settore, sensibilizzando le istituzioni sul ruolo delle carni biologiche e le loro prospettive nell’ambito della zootecnia italiana.
Il webinar, un’occasione unica per approfondire questi argomenti, si svolgerà a partire dalle ore 11 sulla piattaforma Zoom. Le iscrizioni sono aperte. L’adesione all’incontro online è gratuita ma la registrazione per partecipare è obbligatoria.
LINK PER ISCRIVERSI: https://bit.ly/carniBio
Per informazioni: info@omnibuscomuniazione.net
Fonte: Ufficio stampa GreenPlanet
Convegno: Il futuro del biologico in Puglia tra nuova PAC e sfide del mercato
agricoltura biologicaFederBioPugliaNaturaPACDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Venerdì 14 maggio 2021, h. 16.30
Si svolgerà il 14 maggio il convegno da titolo “Il futuro del biologico in Puglia tra nuova PAC e sfide del mercato”. All’evento, organizzato in collaborazione con FederBioPuglianatura, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
Per partecipare cliccare sul link: https://meet.google.com/qfx-ruqt-bgg
INFO E CONTATTI:
info@puglianatura.it
Tel. 0805530049
GreenPlanet: un webinar sulle carni fresche biologiche
Carne biogreen planetZootecnia biologicaDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Giovedì 13 maggio 2021, h. 11.00
GreenPlanet organizza il primo di una serie di webinar dal titolo “Le carni fresche biologiche – Realtà e prospettive nel mercato italiano”. L’evento si svolgerà giovedì 13 maggio dalle 11.00 su piattaforma Zoom. Le iscrizioni, gratuite, si aprono venerdì 30 aprile e si chiuderanno lunedì 10 maggio. La registrazione per partecipare è obbligatoria.
Nell’occasione verrà presentata la ricerca di SGMarketing sul mercato delle carni fresche bio in Italia, con proiezioni al 2023, realizzata in esclusiva per GreenPlanet monitorando 11 catene della distribuzione.
INFO E CONTATTI:
OGM: la società civile e i produttori biologici e agroecologici bocciano il parere della Commissione Ue favorevole a una diversa normativa del settore.
homeNBTNoOGMtransizione ecologicaRoma, 5 maggio 2021. Le organizzazioni dei produttori biologici, dell’agricoltura contadina e della società civile esprimono profonda preoccupazione rispetto alla posizione della Commissione europea che si è espressa a favore di una regolamentazione ad hoc per le nuove tecniche di manipolazione genetica (NGT/NBT) per sottrarle alla normativa sugli OGM in essere, aggirando così la sentenza della Corte di Giustizia europea. Dando un sostanziale via libera agli OGM di nuova generazione, la Commissione annuncia la resa di fronte alle pressioni delle industrie dell’agribusiness mettendo in discussione lo stesso principio di precauzione europeo.
Si tratta di una grave minaccia per le piccole e medie produzioni locali e, in generale, per tutto il comparto delle produzioni biologiche e di qualità che caratterizzano il Made in Italy. Facendo eco alla voce delle lobby industriali, la Commissione elenca le stesse promesse non mantenute che sono state fatte vent’anni fa per promuovere gli OGM: meno pesticidi, maggiori rese, adattamento al cambiamento climatico.
Lo studio della Commissione europea sulle nuove tecniche genomiche NGT, o anche NBT, è stato pubblicato su richiesta del Consiglio e a seguito di importanti e continue pressioni lobbistiche da parte dei grandi gruppi industriali del settore. La Commissione, noncurante dei rischi e degli allarmi lanciati dalla società civile e dalle organizzazioni contadine e degli agricoltori biologici ha rilasciato il suo nulla osta a una deregolamentazione, visto che le nuove tecniche ricadono attualmente sotto la normativa degli OGM, così come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea nel 2018. Sottrarre i prodotti OGM ottenuti con queste tecniche alla normativa in essere significa, inoltre, rimettere in discussione una etichettatura chiara, la cui rimozione potrebbe privare i consumatori del diritto di conoscere e scegliere cosa stanno acquistando. Eppure l’Unione europea è il campione della tracciabilità, potendo attualmente etichettare molti prodotti di qualità.
Chiediamo che, di fronte a questa infausta apertura, i parlamentari europei e nazionali, i governi nazionali, regionali e locali si mobilitino immediatamente per impedire l’ingresso non dichiarato e la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Europa. Una vera transizione ecologica si ottiene offrendo supporto all’agricoltura contadina, promuovendo l’agricoltura biologica e favorendo l’agroecologia, l’economia circolare, la filiera corta e non cedendo alle pressioni delle multinazionali e delle grandi corporazioni agricole. Proprio queste infatti otterrebbero il controllo delle filiere agroalimentari grandi profitti dalla commercializzazione di varietà geneticamente modificate continuando a imporre, di fatto, i vecchi sistemi di produzione e distribuzione che hanno condotto alla crisi ambientale attuale. Inoltre, estendere i brevetti sulle sementi, rappresenta una grave minaccia per la sovranità alimentare delle popolazioni.
Lo studio sarà discusso dai ministri dell’Ue al Consiglio dell’agricoltura e della pesca a maggio. La Commissione discuterà anche i suoi risultati con il Parlamento europeo e con tutte le parti interessate. Nei prossimi mesi, sarà effettuata una valutazione d’impatto, compresa una consultazione pubblica, per esplorare le opzioni politiche riguardanti la regolamentazione.
Le scriventi organizzazioni: Acu, Aiab, Altragricoltura Bio, Apab, Ari, Civiltà Contadina, Coord. Zero OGM, Crocevia, Deafal, Egalité, European Consumers, Fairwatch, Federbio, Firab, Greenpeace, Isde, Legambiente, Lipu, Navdanya, Pro Natura, Slow Food, Terra!, Unaapi, Wwf, chiedono che la Commissione rispetti il principio di precauzione, protegga l’ambiente dai rischi legati ai nuovi OGM e apra un dibattito pubblico basato sui fatti e su dati scientifici indipendenti e non influenzato dagli interessi delle potenti lobby dell’agricoltura industriale (oltre il 70% degli intervistati erano preventivamente favorevoli ai prodotti NBT). Chiediamo che il Governo italiano si opponga all’introduzione di OGM di nuova generazione salvaguardando il carattere “Libero da OGM” della sua agricoltura. C’è ancora tempo per bloccare una deriva pilotata dai grandi interessi economici finanziari del settore, che ben poco hanno a che vedere con la sostenibilità ambientale.
*Comunicato stampa per conto di: Acu; Aiab; Altragricoltura Bio; Apab; Ari, Civiltà Contadina, Coord. Zero OGM; Crocevia; Deafal; Egalité; European Consumers; Fairwatch; Federbio; Firab; Greenpeace; Isde; Legambiente; Lipu; Navdanya; Pro Natura; Slow Food; Terra!; Unaapi; Wwf.
"La gestione delle infestanti in agricoltura biologica"
agricoltura biologicaFederBio ServiziDOVE:
Az. Agraria Sperimentale STUARD
Strada Madonna dell’Aiuto, 7/a
San Pancrazio – Parma
QUANDO:
Venerdì 21 maggio 2021, h. 9.00 - 17.00
Si terrà venerdì 14 maggio l’evento “La gestione delle infestanti in agricoltura biologica”. Si tratta di una giornata dimostrativa sulla gestione delle infestanti nella produzione di pomodoro da industria e colture orticole durante la quale FederBio Servizi e l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard intendono proporre un’occasione di confronto e di scambio di conoscenze su uno dei temi più rilevanti.
Programma dimostrazioni della giornata:
- Sarchiatura interfilare con di diverse sarchiatrici e altri macchinari per il controllo delle infestanti
- Materiali pacciamanti
- Falsa semina e gestione delle infestanti in fase di pre-trapianto e pre-semina
- Pirodiserbo
- Sovesci e cover crops
L’evento è gratuito con obbligo di registrazione online per rispettare le norme emanate per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
INFO E CONTATTI:
I prodotti chimici sono legati alle monocolture intensive che impoveriscono i terreni e richiedono sempre più spazi rubati alle foreste
biodiversitàfederbiohomeNoPesticidiLa biodiversità è minata dalle monocolture intensive che rubano costantemente spazi alle foreste e richiedono massicce dosi di pesticidi chimici per coltivare prodotti da commercializzare nei mercati di tutto il mondo. Ma questa pratica avvelena la terra e l’acqua e, in breve tempo, distrugge le economie e le popolazioni. I pesticidi nascono però con i mercati allargati e l’ampliamento degli scambi commerciali. Sempre più esigenti, i mercati e il commercio richiedono prodotti con determinati standard che, seguendo i processi naturali, non sempre sono raggiungibili. Ma dopo tanti anni di veleni entrati nella catena alimentare umana, ora le cose stanno cambiando. Da tempo, c’è un ritorno all’agricoltura biologica, dove gli insetti tornano ad avere una funzione importante per i campi.
«Mentre per l’agricoltura convenzionale l’obiettivo è nutrire la pianta per l’aumento immediato delle rese, in agricoltura biologica l’obiettivo è nutrire la terra tutelandone la fertilità, gli ecosistemi e la biodiversità, per garantire cibo sano e nutriente e una stabilità di produzione in grado di rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle generazioni future.» A dirlo è Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, che continua: «Inoltre, secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute, il metodo di coltivazione biologico è in grado di contribuire significativamente alla mitigazione del cambiamento climatico, ad arginare la perdita di biodiversità ed a salvaguardare l’ambiente».
Secondo un recente studio dell’Università di Sydney – aggiunge FederBio – pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience”, due terzi dei terreni agricoli mondiali sono a rischio di inquinamento da pesticidi, mentre un terzo è ad alto rischio. Il risultato è che sono 92 le sostanze chimiche comunemente utilizzate nei pesticidi agricoli (comprendenti 59 erbicidi, 21 insetticidi e 19 fungicidi), ritenute inquinanti per il suolo, l’atmosfera, le acque superficiali e sotterranee in 168 Paesi, riscontrando che il 61,7% (circa 2,3 milioni di km2 ) dei terreni agricoli europei rientra tra quelli “ad alto rischio”.
NaturaSì e Slow Food Italia puntano invece su semi 100% biologici. “A produrre il 60% dei semi venduti in tutto il mondo sono solo quattro aziende, le stesse che producono pesticidi e concimi impiegati nell’agricoltura industrializzata. Parte delle sementi utilizzate non è ‘riproducibile’ oppure l’autoriproduzione a cura dell’agricoltore non risulta interessante perché instabile e poco produttiva. L’agricoltura biologica necessita di varietà ‘locali’, legate cioè alle caratteristiche delle aree di produzione, oppure selezionate in modo specifico per una pratica agroecologica, in grado di svilupparsi pienamente in campi dove la chimica di sintesi non viene impiegata. Semi che siano in grado di produrre piante con radici ramificate e profonde, in grado di ‘andarsi a cercare’ il nutrimento che non viene fornito in forma immediata dai fertilizzanti chimici di sintesi. L’agricoltura biologica può essere parte della soluzione all’impoverimento agricolo e alimentare. Ma occorre un impegno forte su ricerca e innovazione per lo sviluppo e la selezione di sementi adatte al biologico. Oggi in Italia a farlo sono in pochi, nonostante il nostro Paese sia il secondo per estensione di campi convertiti al biologico”. Ecco perché sostengono la Fondazione Seminare il Futuro che promuove la ricerca e la selezione di sementi 100% biologiche. […]
FONTE
TESTATA: Ambient&Ambienti
AUTORE: Ruben Rotundo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 maggio 2021
#CambiamoAgricoltura: il PSN della PAC post 2022 dovrà garantire la transizione ecologica
CambiamoAgricolturahomePACPSNtransizione ecologicaOggi la Commissione UE riceverà dall’Italia un deludente PNRR per la transizione ecologica dell’agricoltura mentre il “Trilogo UE” si riunisce per decidere la nuova “architettura verde” della PAC post 2022. La Coalizione #CambiamoAgricoltura ha chiesto alla Commissione Agricoltura della Camera garanzie per un Piano Strategico Nazionale (PSN) in grado di colmare le lacune del PNRR ed ai Ministri Patuanelli e Cingolani la trasparenza e condivisione delle regole nella redazione del PSN.
Roma, 30 aprile 2021. Mentre si svolge oggi un’altra importante riunione del Trilogo UE (Consiglio, Commissione e Parlamento) per il negoziato in corso sulla riforma della PAC post 2022 la Commissione UE riceve dal Governo italiano un Piano Nazionale Ripartenza e Resilienza (PNRR) che ignora la transizione ecologica della nostra agricoltura. Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura il PNRR è una clamorosa occasione persa per rendere la nostra agricoltura davvero sostenibile, non citando mai l’agroecologia e la priorità dell’agricoltura biologica. Per questo il Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 assume una maggiore importanza dovendo fissare obiettivi ambientali in grado di colmare in parte le lacune del PNRR.
Nel frattempo il Trilogo UE decide la futura “architettura verde” della PAC, fondamentale per allineare il principale strumento finanziario per l’agricoltura europea al Green Deal.
Sono oggi in discussione le regole per gli ecoschemi con la percentuale minima di fondi da assegnare per gli interventi a favore dell’ambiente e il clima, l’utilizzo dei fondi non spesi da destinare ad altri pagamenti diretti o trasferire allo Sviluppo Rurale. Il Consiglio UE AgriFish ha proposto la soglia minima del 20% dei fondi del primo pilastro per gli ecoschemi, mentre il Parlamento ha indicato il 30%.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura, che ha accolto con soddisfazione la dichiarazione del Ministro Stefano Patuanelli, in occasione dell’ultimo Consiglio europeo dei Ministri dell’agricoltura di questa settimana, favorevole ad una percentuale superiore al 20% delle risorse del primo pilastro della PAC per gli ecoschemi, auspica una decisione ancor più lungimirante che assicuri adeguate risorse per la transizione ecologica con una quota minima di spesa non inferiore al 30%. Questa dovrà essere anche la percentuale di spesa minima per l’ambiente nel secondo pilastro della PAC per lo Sviluppo Rurale, escludendo dal calcolo quegli interventi senza una comprovata valenza ambientale, come i pagamenti per le aree svantaggiate, un altro dei temi in discussione oggi a Bruxelles.
Non si discuterà solo di budget, oggi in sede Europea, ma anche di un intero pacchetto di regole che condizioneranno il contributo che la PAC potrà dare al Green Deal Europeo ad iniziare dalla percentuale minima (e la tipologia) di aree da destinare alla natura, le regole per i pagamenti accoppiati, gli indicatori per il monitoraggio degli interventi per il clima e la biodiversità. Fondamentale sarà la posizione degli Stati Membri discussa nello scorso Agrifish dove le posizioni assunte dal Ministro Patuanelli sono risultate in evidente discontinuità rispetto al passato, quando l’Italia era ferma su posizioni conservatrici in aperta opposizione alla transizione ecologica. Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura si tratta di “un primo timido passo nella giusta direzione, ma sarà necessario più coraggio ed ambizione nella redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 per vincere le sfide ambientali globali dell’agricoltura, come arrestare la perdita di biodiversità e mitigare i cambiamenti climatici”.
Una posizione che la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha ribadito anche in occasione dell’audizione del 28 aprile scorso davanti alla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati dedicata proprio alla redazione del Piano Strategico nazionale (PSN) della PAC post 2022. Per le Associazioni di #CambiamoAgricoltura la parola d’ordine del PSN dovrà essere “coerenza”, con gli obiettivi delle due Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030 e con le raccomandazioni già inviate dalla Commissione Europea al nostro Paese per la redazione dello strumento di programmazione degli oltre 50 miliardi, da spendere entro il 2027. Coerenza e trasparenza sono state chieste anche sulla metodologia di lavoro del tavolo di partenariato annunciato il 19 aprile scorso dal Ministro Patuanelli per la redazione del PSN dove dovrà essere garantita la massima partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati con tempi adeguati per la consultazione dei documenti e la presentazione di osservazioni e proposte. Richieste ribadite in una lettera inviata al Ministro nella quale si auspica una consultazione preventiva con tutti gli attori istituzionali, sociali ed economici sulle regole e la metodologia di lavoro del tavolo di partenariato, che saranno formalizzate con un Decreto ministeriale.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura ha inviato una lettera anche al Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani, per sollecitare una maggiore collaborazione tra i Ministeri e le Regioni per definire il ruolo che il PSN della PAC post 2022 dovrà avere per gestire le sfide ambientali globali e nazionali e raggiungere gli obiettivi indicati dalle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030. “Il PSN della PAC post 2022 è l’ultima occasione per segnare un cambio di passo verso una transizione agroecologica della nostra agricoltura e non possiamo permetterci di sprecarlo.” concludono le Associazioni.
UFFICIO STAMPA
Ufficio Stampa WWF Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura
I Biodistretti per l'economia dei territori rurali
biodistrettihomeMammucciniSecondo una recente pubblicazione della Rete rurale nazionale, i biodistretti sono 40 e questo numero è destinato ad aumentare in vista dell’approvazione definitiva della legge sull’agricoltura biologica che ne rappresenta il riconoscimento normativo nazionale.
Il biodistretto è un’opportunità per il territorio, attraverso la quale produttori, cittadini, associazioni e amministrazioni locali stringono un’alleanza per valorizzare i prodotti biologici, promuovere l’insieme delle risorse locali, da quelle agricole, artigianali e turistiche a quelle naturali e culturali, per contribuire così allo sviluppo sostenibile delle aree rurali. L’esigenza del biodistretto nasce spesso dagli agricoltori biologici, ma coinvolge immediatamente altri soggetti e organizzazioni a partire dalle amministrazioni locali, che costituiscono uno snodo fondamentale per educare a nuove abitudini alimentari.
Nella legge in fase di approvazione ci sono possibilità importanti per i distretti biologici, come l’uso limitato dei pesticidi, divieto di impiego di diserbanti per la pulizia delle strade e delle aree pubbliche, obbligo di adottare le pratiche necessarie per impedire l’inquinamento accidentale delle coltivazioni biologiche. La legge prevede infine la semplificazione delle norme di certificazione biologica e l’approccio territoriale alla conversione.
In questi mesi di pandemia abbiamo visto in modo chiaro quanto sia importante un sistema di produzione e consumo del cibo a livello locale e i distretti biologici rappresentano anche per questo uno strumento fondamentale. […]









