Sanatech, il nuovo salone della produzione biologica, ecosostenibile e a zero residui
BolognaFierefederbiohomeSANASanatechSanatech è la nuova rassegna tematica professionale dedicata alle filiere della produzione agroalimentare e zootecnica, della selvicoltura e del benessere. Sanatech è il nuovo salone della produzione biologica, ecosostenibile e a zero residui, un evento che integra la consolidata e storica offerta di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale.
L’evento, organizzato da BolognaFiere e Federbio, con la collaborazione di Avenue Media, si terrà dal 9 al 12 settembre 2021 a Bologna, con l’intento di dare vita a una piattaforma che sarà il punto d’incontro per tutti gli operatori coinvolti nella produzione biologica e per quanti vorranno intraprendere questo percorso. Tutti gli anelli delle filiere coinvolte, dal seme, alla pratica agronomica, alle tecnologie e all’innovazione più avanzata, trovano spazi di grande rilievo in Sanatech.
Sanatech rappresenta dunque un’opportunità unica per una qualificata vetrina internazionale di tutti i settori coinvolti, grazie anche a una intensa attività formativa e di comunicazione con le Associazioni e le Società Tecniche e Scientifiche di tutti i macrosettori coinvolti. Una visione globale su tutto l’iter e il processo produttivo del biologico, della selvicoltura, della zootecnia e della filiera casearia e della cura e del benessere della persona con prodotti e metodologie di produzione biologiche e certificate. Un evento dall’impostazione unica per completezza e capacità di dare risposte al produttore biologico italiano ed europeo. […]
FONTE
TESTATA: Industrie Alimentari
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 aprile 2021
UE, presentato il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione bio
Benessere AnimalehomePACpiano d'azione per il biologicotransizione ecologicaNei giorni scorsi la Commissione europea ha presenta un Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica, in linea con il Green Deal europeo e le strategie Farm to Fork e Biodiversità. L’obiettivo è aumentare la produzione e il consumo di prodotti bio, per raggiungere il 25% dei terreni agricoli in agricoltura biologica entro il 2030. L’idea alla base del documento è chiedere agli Stati membri di sviluppare Piani d’azione nazionali in grado di sostenere la loro quota di agricoltura biologica nonché l’acquacoltura bio. La produzione biologica – si legge nella nota rilasciata dalla Commissione Ue – comporta una serie di importanti vantaggi: i campi biologici hanno circa il 30% in più di biodiversità, gli animali allevati biologicamente godono di un grado più elevato di benessere animale e assumono meno antibiotici, gli agricoltori bio hanno redditi più elevati e sono più resilienti mentre i consumatori sanno esattamente cosa fanno stanno ottenendo grazie al logo biologico dell’UE.
Il Piano d’azione è progettato per fornire al settore biologico gli strumenti giusti per raggiungere l’obiettivo del 25% entro il 2030. Questo, proponendo 23 azioni strutturate attorno a 3 assi, per garantire una crescita equilibrata del settore: stimolare i consumi, aumentare la produzione e migliorare ulteriormente la sostenibilità del settore. La Commissione incoraggia dunque gli Stati membri a sottoscrivere Piani d’azione nazionali per il biologico volti ad aumentare la loro quota nazionale di agricoltura bio. Esistono differenze significative tra gli Stati membri per quanto riguarda la quota di terreni agricoli attualmente dedicati a questo metodo di produzione, che vanno dallo 0,5% a oltre il 25%. I Piani d’azione nazionali integreranno i Piani strategici nazionali della PAC, definendo misure che vanno oltre l’agricoltura e ciò che viene offerto nell’ambito della Politica Agricola Comunitaria.
L’incremento della domanda di prodotti bio sarà fondamentale per incoraggiare gli agricoltori a convertirsi all’agricoltura biologica e quindi aumentare la loro redditività e resilienza. A tal fine, il Piano d’azione propone diverse azioni volte a stimolare le vendite, mantenere la fiducia dei consumatori e avvicinare il biologico ai cittadini. Nel concreto si tratta di: informare e comunicare sulla produzione biologica, promuovere il consumo di prodotti biologici, incentivare un maggiore uso di prodotti biologici nelle mense pubbliche attraverso gli appalti pubblici e accrescere la distribuzione di prodotti biologici nell’ambito del programma scolastico dell’Ue. Le azioni mirano anche a prevenire le frodi, aumentare la fiducia dei consumatori e migliorare la tracciabilità dei prodotti biologici.
Oggi, circa l’8,5% della superficie agricola dell’UE è coltivata secondo il metodo bio e le tendenze mostrano che, mantenendo l’attuale tasso di crescita, tale percentuale raggiungerà il 15-18% entro il 2030. Il Piano d’azione della Commissione Ue fornisce una serie di strumenti volti a dare nuovo impulso per raggiungere l’obiettivo del 25%. Sebbene il documento si concentri soprattutto nella ricerca di una maggiore attrattività del settore, la Politica Agricola Comune rimarrà uno strumento chiave per sostenere la conversione. Allo stato attuale, solo circa l’1,8% (7,5 miliardi di euro) della PAC viene utilizzato per sostenere l’agricoltura biologica ma la futura PAC includerà programmi ecologici – da utilizzare anche per promuovere l’agricoltura bio – che saranno sostenuti da un bilancio di 38-58 miliardi di euro, per il periodo 2023-2027, a seconda dell’esito dei negoziati.
Oltre alla PAC, gli strumenti chiave includono l’organizzazione di eventi informativi e il networking per la condivisione delle migliori pratiche, la certificazione per gruppi di agricoltori piuttosto che per i singoli, la ricerca e l’innovazione, l’uso della blockchain e di altre tecnologie per efficientare la tracciabilità a sostegno della trasparenza della filiera, rafforzando le economie di scala, sostenendo l’organizzazione della catena alimentare e migliorando la nutrizione animale. Per aumentare la consapevolezza sulla produzione biologica, la Commissione organizzerà una “Giornata biologica” annuale dell’Ue e premi nella catena alimentare biologica, per riconoscere l’eccellenza in tutte le fasi della catena alimentare biologica. La Commissione incoraggerà anche lo sviluppo di reti di turismo biologico attraverso i “biodistretti” ed identifica la produzione dell’acquacoltura biologica quale settore relativamente nuovo ma dal notevole potenziale di crescita.
Il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione bio dell’Ue mira inoltre a migliorare le prestazioni dell’agricoltura biologica in termini di sostenibilità. Per raggiungere questo obiettivo, le azioni si concentreranno sul miglioramento del benessere degli animali, garantendo la disponibilità di sementi biologiche, riducendo l’impronta di carbonio del settore così come l’uso di plastica, acqua ed energia. La Commissione Ue intende poi aumentare la quota di Ricerca e Innovazione e dedicare almeno il 30% del bilancio ad azioni di R&I in agricoltura, silvicoltura e zone rurali su temi specifici rilevanti per il settore del bio. […]
FONTE
TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Marzo 2021
L'ascesa dell'olio Bio
homemercato bioolio biologicoPossiamo parlare, senza dubbio di essere smentiti, di avvento dell’Era del Biologico. I numeri del rapporto “Bio in cifre 2020” di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) parlano di una rapida ascesa del Biologico in Italia, sia in termini di produzione (dal 2010 ad oggi sono oltre 800mila gli ettari che in Italia si sono convertiti al biologico, con una crescita percentuale negli ultimi sette anni del 71%), sia in termini di vendita, dove il “consumatore medio” si è riscoperto più attento alla lettura della retro-etichetta dei prodotti e al consumo dei prodotti biologici, con un aumento delle vendite stimato intorno al 4,4% rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda la superficie olivicola convertita al biologico sfiora i 242.708 ettari, con una crescita del 1,5% rispetto all’anno precedente con la Puglia (73.200 ettari) e la Calabria (71.007 ettari) che da sole producono poco più del 60% dell’intera produzione di olio biologico nazionale. Con questi numeri, l’Italia conferma di essere uno dei principali paesi in Europa per questo tipo di coltivazione.
I dati sui consumi di olio Bio in Italia segnalano importanti indici di crescita con un incremento generalizzato per tutte le referenze biologiche vendute nella grande distribuzione e nei negozi specializzati. Nell’analizzare i numeri del mercato italiano sul periodo 2020-2026, si è dinanzi ad una crescita esponenziale dell’oro verde bio che si attesta quasi al 10% nel 2020. La sensibilità dell’acquirente ha contribuito anche alla diffusione dei prodotti bio nella grande distribuzione, che ha generato vendite per 3.904 milioni di euro (in crescita del 9,6 % rispetto all’anno precedente), così come evidenziato dal rapporto SANA 2020. […]
FONTE
TESTATA: Guida Bio
AUTORE: Giuseppe Raiola
DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2021
AIAB, Assobio, Associazione Biodinamica e FederBio scrivono al Presidente Draghi e al Ministro Patuanelli: nel Recovery Plan occorre investire sul biologico per la transizione ecologica del sistema agroalimentare italiano
governo DraghihomePNRRRecovery FundStefano PatuanelliBologna, 30 marzo 2021 – Una lettera al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere di allineare l’Italia alle strategie di transizione ecologica dell’Unione europea. AIAB, Assobio, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e FederBio hanno inviato oggi una lettera al Presidente Mario Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere che lo sviluppo del biologico costituisca un elemento centrale della transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare. Mentre l’Europa punta fortemente sulla conversione al biologico con il Green Deal e le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità, che hanno l’obiettivo ambizioso di triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030, l’Italia sta perdendo un’opportunità concreta per lo sviluppo di un settore che può contribuire alla ripresa economica del Paese.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede infatti investimenti strategici per favorire la conversione al biologico, settore che vede l’Italia fra i Paesi leader in Ue. Con oltre 80.000 imprese certificate e più di due milioni di ettari di superficie agricola coltivata o in conversione al biologico, il 16% della superficie agricola totale, l’Italia è un punto di riferimento non solo per la produzione ma anche per la trasformazione e l’esportazione, con quasi 7 miliardi di euro di fatturato complessivo. Il biologico è un settore che continua a crescere a ritmi decisamente elevati sia come consumi che come produzione, inoltre attrae imprenditoria giovanile, investimenti e genera nuova occupazione, inserendosi perfettamente nell’ambito di un’economia sempre più circolare e “verde”.
Deluse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che, a differenza delle strategie europee, non fa alcun riferimento al biologico, le principali Associazioni del bio hanno scritto al Presidente del Consiglio per sollecitare interventi finalizzati alla conversione al biologico, quale asset fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare.
In particolare, nella lettera si auspica che nel percorso di stesura definitiva del PNRR possano essere accolte le proposte che le Associazioni avevano già avanzato nel corso dell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera, nessuna delle quali è stata inserita nel parere condizionato che è stato espresso. Nello specifico si fa riferimento alla digitalizzazione e innovazione del sistema del biologico per favorire la trasparenza delle filiere e la semplificazione per le imprese del settore, a interventi diretti a promuovere lo sviluppo dei distretti biologici e delle filiere di “Made in Italy Bio” e alla promozione di ricerca e innovazione per il biologico finalizzata alla transizione ecologica dei sistemi agricoli e alimentari. Infine, nelle riforme collegate al PNRR relative alla revisione del sistema della fiscalità ambientale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, le Associazioni sollecitano l’inserimento del biologico come sistema produttivo con impatto positivo sull’ambiente e sulla salute anche al fine d’incentivarne i consumi in coerenza con le strategie europee del Green Deal.
“Siamo in un momento decisivo per la transizione agroecologica dell’agricoltura. Abbiamo scritto al Presidente Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere di considerare le nostre proposte nella stesura definitiva del PNRR nella convinzione che investire per la conversione al biologico e per la promozione dei distretti bio rappresenti non solo un approccio efficace nel contrasto al cambiamento climatico e nella tutela della biodiversità, ma anche un’opportunità concreta per l’occupazione delle donne, dei giovani e per il rilancio economico di tanti territori rurali, a partire dal Mezzogiorno, in piena coerenza con le tre priorità trasversali indicate nel Piano.
Vorremmo poter dare un contributo fattivo al lavoro del Governo per definire un nuovo modello agricolo, alimentare e territoriale che, anche a partire dal G20 a Presidenza italiana, possa caratterizzarsi per un approccio ecologico al contempo europeo e fortemente identitario per l’Italia su cui costruire il futuro dell’economia agricola, alimentare e territoriale. Riteniamo davvero incredibile che, mentre la Commissione Ue ha appena presentato il Piano d’azione 2021-2027 finalizzato allo sviluppo del bio sia per quanto riguarda la produzione che i consumi, con una significativa dotazione di risorse dedicate e messe a disposizione degli Stati membri, in Italia non si punti sul biologico rischiando così di perdere la leadership di un settore in grande espansione, che può diventare il motore per il rilancio dell’intero sistema agroalimentare e contribuire alla ripresa economica del nostro Paese”, hanno commentato le quattro Associazioni del biologico.
Webinar - POULTRYNSECT incontra gli STAKEHOLDERS della Filiera Avicola
filiera avicolahomePOULTRYNSECTDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Lunedì 12 aprile 2021, h. 10.00 - 13.30
Si terrà lunedì 12 aprile il webinar dal titolo “POULTRYNSECT incontra gli STAKEHOLDERS della Filiera Avicola”. L’evento, organizzato nell’ambito del progetto POULTRYNSECT, si svolgerà su piattaforma GoToMeeting e per partecipare è necessario inviare una mail di registrazione all’indirizzo poultrynsect2021@gmail.com entro il 9 aprile.
INFO E CONTATTI:
Stop pesticidi: lettera aperta dell'Alleanza ICE “Salviamo api e apicoltori” ai decisori politici italiani
homeNoPesticidiSalviamo Api e AgricoltorisavebeesandfarmersRilancio della raccolta firme dell’Iniziativa dei Cittadini Europei per rafforzare gli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” e chiedere un rinnovo coerente del Piano di Azione Nazionale pesticidi.
Roma, 29 Marzo 2021 – Si chiude domani la “Settimana europea per le alternative ai pesticidi” e il coordinamento nazionale dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) “Salviamo api e agricoltori” invia ai decisori politici italiani una lettera aperta per ricordare gli impegni del nostro paese per la riduzione dell’uso dei pesticidi. Il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari è scaduto nel febbraio 2018 e il nuovo testo presentato per la consultazione pubblica nel 2019 è stato superato dagli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità” che indicano il traguardo della riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi in Europa entro il 2030.
Oltre 30 Associazioni e comitati di cittadini, coordinate in Italia dal WWF, si rivolgono con la loro lettera aperta ai tre Ministri (Patuanelli, Cingolani e Steranza), ai Presidenti delle Commissioni parlamentari, Agricoltura, Ambiente e Salute, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, tutti competenti in materia di regolamentazione dell’uso dei pesticidi, per chiedere di assumere in Europa posizioni ed iniziative coraggiose e lungimiranti per rafforzare gli obiettivi delle due Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” e adottare a livello Nazionale Piani e Programmi coerenti. L’Italia deve recupere i gravi ritardi nell’aggiornamento del PAN pesticidi, nella redazione del Piano Strategico Nazionale della
PAC post 2023 e nell’approvazione della Legge nazionale per l’agricoltura biologica, tutti strumenti indispensabili per proteggere gli impollinatori, l’agricoltura, l’ambiente e la salute dei cittadini.
L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Save Bees and Farmers – Salviamo Api e Agricoltori è stata lanciata nel Novembre 2019 considerando che i tempi erano maturi per formulare ambiziose richieste politiche in merito al nesso fra agricoltura e biodiversità (rapport IPBES, IPCC 2019). Se l’ICE avrà successo raccogliendo 1 milione di firme, la Commissione Europea sarà legalmente tenuta ad esaminare le richieste avanzate e proporre atti legali vincolanti per gli Stati membri per l’implementazione degli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità”. Oltre 533 mila cittadini europei di cui 20 mila italiani hanno già sottoscritto l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori”, sostenuta da oltre 250 organizzazioni in tutta Europa, e la raccolta di firme continuerà fino al prossimo mese di giugno (https://www.cambialaterra.it/salviamo-api-e-agricoltori/ – https://www.savebeesandfarmers.eu/eng/about-us/our-alliance/
Gli impatti nocivi dei pesticidi sull’ambiente e sulla salute umana avrebbero già dovuto essere ridotti con l’applicazione della Direttiva UE (2009/128/EC) sull’uso sostenibile dei pesticidi adottata nel 2009 e la dipendenza dell’agricoltura dalla chimica di sintesi significativamente ridotta da tempo. Una verifica della Corte dei Conti europea, ha evidenziato come l’attuazione di questa Direttiva è inadeguata in molti Stati membri, tra cui l’Italia.
La raccolta delle firme per l’ICE è importante per sollecitare gli Stati membri dell’Unione Europea ad elaborare Piani d’Azione Nazionali con obiettivi concreti per ridurre significativamente l’uso di pesticidi nei prossimi anni e trasformare l’obiettivo del 50% di riduzione dell’uso di pesticidi fissato dalle strategia “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” in una norma vincolante per i Governi nazionali.
La Settimana per le alternative ai pesticidi, dal 20 al 30 marzo, ha avuto come obiettivi principali informare i cittadini sui rischi delle sostanze chimice di sintesi utilizzate in agricoltura per la salute e l’ambiente, promuovere soluzioni alternative e costruire una rete internazionale per una Europa senza pesticidi. Questa settimana è stata l’occasione per ricordare ai decisori politici europei e nazionali, da parte di organizzazioni e cittadini, la necessità di ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche tossiche. Più di 1.000 eventi sono stati organizzati in vari paesi europei, tra cui l’Italia, da cittadini, associazioni, sindacati, enti regionali e locali. L’opinione pubblica europea ha capito quanto sia importante scegliere alternative ai pesticidi per proteggere sia la salute che l’ambiente per le generazioni future.
Per maggiori informazioni: http://www.pesticideactionweek.org/
Per firmare la petizione ICE “Salviamo Api e Agricoltori”:
https://www.savebeesandfarmers.eu/ita/
Comunicato stampa inviato dall’Ufficio Stampa WWF Italia
per conto dell’alleanza italiana per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori”
Le misure europee per arrivare al 25% di campi Bio
biodiversitàFarm To Forkfederbiogreen dealhomepiano d'azione per il biologicoUn piano di azione di 23 mosse che ha l’obiettivo di aumentare la produzione e il consumo di prodotti biologici per raggiungere il 25% dei terreni agricoli destinati all’agricoltura biologica entro il 2030 (l’Italia è a quota 15,2% della superficie agricola utilizzata). La commissione europea lo ha approvato ieri, allineandosi al Green Deal e alle strategie Farm to Fork e Biodiversità, proponendo 23 azioni strutturate attorno a tre assi: stimolare i consumi, aumentare la produzione e migliorare la sostenibilità del settore. Tra le misure per promuovere il consumo c’è la diffusione di prodotti biologici nelle mense pubbliche e l’aumento della distribuzione nell’ambito del programma scolastico dell’Ue.
Per aumentare la produzione, occorrerà incentivare gli agricoltori al passaggio dal convenzionale al biologico attraverso azioni di sostegno. Attualmente, solo l′1,8% (7,5 miliardi di euro) della Politica agricola comune viene utilizzato per l’agricoltura biologica, la prossima Pac (2023-2027), afferma la Commissione, includerà programmi che saranno sostenuti da un bilancio di 38-58 miliardi di euro, a seconda dell’esito dei negoziati attualmente in atto su questo tema tra i vari Stati membri. Altra azione importante riguarda la certificazione per gruppi di agricoltori piuttosto che per i singoli.
La Commissione ha poi intenzione di incoraggiare lo sviluppo di reti di turismo biologico attraverso i bio-distretti, già ben avviati in Italia. Punto fondamentale è il miglioramento del benessere animale, garantendo la disponibilità di sementi biologiche, alleggerendo l’impronta di carbonio del settore e riducendo al minimo l’uso di plastica, acqua ed energia. Un programma ambizioso che dovrà trovare il sostegno di tutti gli Stati membri e non sarà una cosa semplice. Intanto in Italia sono arrivati i primi apprezzamenti. “La Commissione ha messo in campo strumenti e azioni concrete”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. “Adesso è arrivato il momento dell’impegno a livello nazionale. Ci auguriamo che questa ulteriore spinta dell’Europa verso il biologico favorisca la veloce e definitiva approvazione della legge nazionale sull’agricoltura biologica e l’inserimento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza di investimenti adeguati alla promozione dei distretti biologici e delle filiere di Made in Italy Bio”. […]
FONTE
TESTATA: Huffpost
AUTORE: Giorgio Vincenzi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 Marzo 2021
Webinar - Più Bio, più buono
agricoltura biologicafederbiohomeMammucciniDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Mercoledì 7 aprile 2021, h. 17.30
Nell’ambito del progetto Good for Food, mercoledì 7 aprile alle ore 17.30, Fondazione Golinelli, Comune di Bologna e FederBio propongono un incontro online dedicato alle famiglie, agli educatori e agli insegnanti. Si parlerà di agricoltura biologica, consumo consapevole e buone pratiche di ecologia urbana con un focus sulla ristorazione scolastica quale elemento fondamentale di promozione della salute ed educazione alimentare per le giovani generazioni che frequentano le scuole italiane, dai nidi d’infanzia fino alle scuole secondarie.
Interverranno Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, Daniele Ara, agronomo e responsabile sportello mense bio FederBio, e Chiara Serafini, Responsabile Controlli e Sviluppo Qualità Pasti – Area Educazione, Istruzione e Nuove Generazioni del Comune di Bologna.
PER ISCRIVERSI AL WEBINAR CLICCA QUI.
INFO E CONTATTI:
+39.051.0923200
La Commissione europea presenta il piano d’azione di sviluppo del biologico
biodiversitàFarm To Forkfederbiogreen dealhomeMammuccinipiano d'azione per il biologicoIn linea con il Green Deal europeo e le strategie “Farm To Fork” e “Biodiversità”, il 25 marzo la Commissione europea ha presentato un Piano d’azione per il futuro della produzione biologica nell’Unione europea, concepito per fornire al settore strumenti utili al raggiungimento dell’obiettivo del 25 per cento di terreni agricoli coltivati con metodo biologico entro il 2030. In particolare, il piano propone diverse azioni strutturate attorno a tre assi: promozione dei consumi di prodotti bio, incremento della produzione biologica, miglioramento della sostenibilità.
“L’agricoltura è una delle principali cause della perdita di biodiversità e la perdita di biodiversità costituisce una grave minaccia per l’agricoltura”, ha affermato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo. “È urgente ristabilire l’equilibrio nella nostra relazione con la natura. Non è un problema che interessa soltanto gli agricoltori ma l’intera catena alimentare. Con il piano d’azione intendiamo stimolare la domanda di agricoltura biologica, aiutare i consumatori a operare scelte con cognizione di causa e sostenere gli agricoltori europei nella transizione. Quanto maggiore è la superficie che destiniamo all’agricoltura biologica, tanto maggiore è la protezione della biodiversità in tali terreni e nelle zone circostanti.”
Poiché un’aumentata richiesta di prodotti biologici da parte dei consumatori dovrebbe incoraggiare gli agricoltori nella conversione al metodo biologico, il piano punta a stimolare questa domanda attraverso, ad esempio, campagne di informazione e comunicazione sulla produzione biologica, una maggiore diffusione dell’utilizzo dei prodotti biologici nelle mense pubbliche attraverso appalti pubblici green e la distribuzione di prodotti biologici nelle scuole, la prevenzione delle frodi e il miglioramento della tracciabilità dei prodotti biologici per aumentare la fiducia dei cittadini.
Attualmente circa l’8,5% della superficie agricola dell’Ue è coltivata a biologico con una previsione di crescita del 15-18% entro il 2030. L’obiettivo però è il 25%, dunque il piano vuole incentivare la conversione degli agricoltori al biologico, oltre che con l’effetto trainante della domanda, attraverso i fondi della Politica agricola comune (Pac). Tra gli strumenti proposti dal piano compaiono poi la creazione di reti e certificazioni per gli agricoltori, l’istituzione di una Giornata europea della produzione biologica e l’assegnazione di riconoscimenti per premiare l’eccellenza in tutte le fasi della filiera biologica. La Commissione incoraggia, inoltre, la creazione di biodistretti per il turismo biologico, territori in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e autorità pubbliche collaborano per una gestione sostenibile delle risorse locali basata su principi e pratiche biologici.
I campi coltivati con metodo biologico presentano circa il 30% in più di biodiversità, e gli animali da allevamenti biologici godono di un livello più elevato di benessere: il piano, con il terzo asse, punta a migliorare ulteriormente questi livelli di sostenibilità garantendo inoltre la disponibilità di sementi biologiche, riducendo l’impronta di carbonio del settore e minimizzando l’uso di plastica, acqua ed energia.
La Commissione incoraggia gli Stati membri a elaborare piani d’azione nazionali per l’agricoltura biologica. A questo proposito Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio ha commentato: “Esprimiamo grande apprezzamento per il lavoro della Commissione europea sul Piano d’azione per il biologico. Adesso è arrivato il momento dell’impegno a livello nazionale e dei territori affinché gli obiettivi della Ue siano inseriti nel Piano strategico nazionale della Pac dotandosi anche dei servizi di supporto e consulenza agricola, necessari per sostenere gli agricoltori nella conversione al bio. Ci auguriamo, quindi, che questa ulteriore spinta dell’Europa verso il biologico, favorisca la veloce e definitiva approvazione della legge nazionale sull’agricoltura biologica e l’inserimento nel Piano nazionale di ripresa e resilienza di investimenti adeguati per la promozione di distretti biologici e di filiere di made in Italy bio”. […]
FONTE
TESTATA: Lifegate
AUTORE: Carlotta Garancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 Marzo 2021
Un piano europeo per il biologico. "Ora serve una legge nazionale"
federbiohomeMammuccinipiano d'azione per il biologicoPiù prodotti biologici per tutti. É questo, in poche parole, l’obiettivo del piano d’azione 2021-2027, presentato il 25 marzo dalla Commissione europea che punta a incrementare produzione e domanda di cibi bio. Si punta a triplicare le superfici agricole coltivate così. E a dimezzare l’uso dei pesticidi e degli antibiotici. Tutto entro il 2030.
Ecco quindi che si prevedono investimenti per stimolare il consumo di questi alimenti a partire da uno stanziamento di 49 milioni di euro per il 2021. E ancora l’istituzione di appalti pubblici green, che prevedano l’integrazione dei prodotti biologici nei criteri minimi obbligatori per gli appalti sostenibili. E persino che il 30% dei fondi previsti nel campo dell’agricoltura, della silvicoltura e della valorizzazione delle zone rurali da Horizon Europe vengano destinati al bio.
Un piano ambizioso. Importante. “Che mette a disposizione degli stati europei strumenti e azioni concrete per raggiungere gli obiettivi delle strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’, con investimenti strategici in ricerca e innovazione per la transizione al biologico – spiega Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio -. Adesso però è arrivato il momento dell’impegno a livello nazionale e dei territori affinché questi obiettivi siano inseriti nel Piano strategico nazionale della Pac dotandosi anche dei servizi di supporto e consulenza agricola, necessari per sostenere gli agricoltori nella conversione al bio”.
Tra le altre cose è stata istituita dalla Commissione anche la “Giornata del biologico” da tenersi ogni anno nell’Unione europea. L’ulteriore spinta verso questo tipo di coltivazioni ora dovrebbe favorire la veloce e definitiva approvazione di una legge nazionale sull’agricoltura biologica. “E ci auguriamo anche – conclude Mammuccini – l’erogazione di d’investimenti adeguati per la promozione di distretti biologici e di filiere di Made in Italy bio”. […]










