Webinar - Per una transizione ecologica, no ai pesticidi di sintesi

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Mercoledì 26 maggio 2021, h. 18.00

Si svolgerà il 26 maggio, in collaborazione con Istituto Ramazzini e AVEPROBI, il webinar “Per una transizione ecologica, no ai pesticidi di sintesi”. All’evento parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.

E’ possibile partecipareutilizzando i seguenti collegamenti:

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INFO E CONTATTI:



Lettera aperta di Nadia El-Hage Scialabba in difesa del DDL 988 sull'agricoltura biologica

Lettera aperta*

Alla Signora Elena Cattaneo,

Il suo intervento del 20 maggio 2021 al Senato, nel quale ha rinnovato il suo feroce attacco all’agricoltura biodinamica, mi sgomenta. In un’ Italia che si fa vanto dell’eredità di Galileo, lei ricorda piuttosto quella dell’inquisizione contro Giordano Bruno, colui che aprì la strada alla rivoluzione scientifica.

‘L’interesse nazionale è forse non accettare che la scienza evolva? E’ forse ‘antiscientifica’ la fisica quantistica, perché non ne capiamo ancora fino in fondo processi? Lei ritiene ‘esoterico’ il concetto di materia che è al contempo onda? Appartengono forse al ‘ridicolo scientifico’ fenomeni come il principio radionico di Giambattista Callegari solo perché intangibili?  Definisce come invenzione l’armonia cosmica alla base dei circuiti oscillanti utilizzati in radiobiologia? Ritiene marginale il processo della medicina che si basa sullo studio degli effetti della luce sulla salute? O lo studio della fotosintesi, processo grazie al quale luce e calore del sole e della luna (ovvero delle fonti cosmiche di energia) agiscono chimicamente sulla materia? Tutti questi fattori, rilevanti in biodinamica, costituiscono forse un pericolo per il suo ‘principio di realtà’?

E lei a delineare, signora Cattaneo, una prospettiva anacronistica di ridicolo scientifico, in un’era di olismo e non più di riduzionismo, nell’anno in cui l’Unione Europea si è posta come obiettivo l’aumento del 25 per cento dell’estensione di terreni coltivati con biologico nell’Unione. Ci troviamo in un’ epoca di insicurezza sanitaria, in cui la domanda per i prodotti biodinamici da parte dei cittadini supera di gran lunga l’offerta. Ci vuole coraggio a paragonare il biologico/biodinamico all’agricoltura convenzionale, quando l’uso dei pesticidi di sintesi è radicalmente diverso. Negli Stati Uniti, dove si è svolto di recente un studio accurato, in agricoltura biologica sono ammessi fino a 25 pesticidi, mentre il convenzionale ne utilizza regolarmente 900; la produzione animale biologica usa 22 prodotti, il convenzionale 550; gli additivi permessi nel biologico sono 100, a fronte dei 3.000 per i prodotti confezionati convenzionali. Stati Uniti e Europa hanno regolamenti in larga parte simili. Possiamo perciò dedurre che i residui chimici nei prodotti biologici, e ancora più nei prodotti biodinamici che hanno disciplinari più restrittivi, sono decisamente minori, con innegabili effetti positivi sulla salute pubblica. Negare o ignorare la quantità enorme di studi scientifici esistenti sull’effetto nefasto dei residui chimici del cibo, dai pesticidi agli antibiotici, è semplicemente un offesa all’intelligenza comune. L’uso del corno letame e dell’achillea in agricoltura biodinamica, che tanto intrigano e spesso vengono accostati a riti magici, hanno stimolato studi scientifici, tutt’ora in corso, sui loro effetti benefici per la qualità del suolo. L’agricoltura biodinamica è un apripista per l’agricoltura sana per il nostro presente ed per il futuro dei nostri figli.

Mi auguro che lei abbia profondamente a cuore la scienza deterministica, che il suo accanimento contro un metodo produttivo innocuo, anzi proficuo, sia frutto di una visione scientifica ormai obsoleta, e non da altri tipi di interessi. In nome della scienza che lei osanna, per favore, non faccia vergognare gli italiani con i suoi propositi oscurantisti.

Roma, 23 maggio 2021,

Nadia El-Hage Scialabba – Senior Fellow

Swette Center for Sustainable Food Systems

Arizona State University

ASU #1 in the U.S. for innovation —U.S. News & World Report

* Risposta a: https://www.huffingtonpost.it/entry/cosi-italia-finanzia-cornoletame-vesciche-di-cervo_it_60a63b2ae4b0313547938583


L’isolamento della scienza

Dopo un anno e mezzo di forzato “parcheggio”, giovedì 20 maggio è stato approvato dal Senato il disegno di legge sull’agricoltura biologica (Ddl. 988). Una normativa molto attesa, che introduce significative politiche in favore del biologico.

La votazione al Senato ha rappresentato però anche un precedente inedito dal punto di vista dell’attività parlamentare: il Ddl è stato infatti approvato, con 195 voti a favore, 1 astenuto e 1 solo contrario. Un isolamento che corrisponde ad una sonora sconfitta politica per la Senatrice Elena Cattaneo, unica ad avere votato contro. Sconfitta amplificata dal suo ruolo in teoria super partes di Senatrice a vita (mai successo prima). Una circostanza che ha fatto gridare al tradimento (“questione di corna”) l’esteso gruppo degli scienziati, ovvero docenti e ricercatori che si riconoscono nel contenuto della lettera inviata ai Senatori alla vigilia della votazione (e non è la prima contro il Ddl 988) e firmata da 20 nomi di riferimento della ricerca in Italia.

L’intervento in aula della Senatrice a vita ha ribadito la posizione già espressa riguardo all’inopportunità di politiche in favore del biologico (considerato dalla Senatrice un’agricoltura di nicchia) e soprattutto una critica veemente nei confronti dell’equiparazione tra agricoltura biologica e biodinamica, mettendo aspramente in rilievo l’ascientificità di quest’ultimo metodo di produzione. Posizioni espresse con un estremismo che dovrebbe suscitare qualche dubbio anche nella comunità dei ricercatori di Scienze agrarie. È giusto, infatti, considerare l’agricoltura come attività scientifica o non è piuttosto un’attività economica? Si chiama anche “comparto primario” perché è l’attività su cui si basa (e che forse ha fatto nascere) l’economia. E in economia sono i consumatori a decidere cosa vogliono mangiare e a che prezzo. L’Unione europea non vuole (più) sostenere i costi della sovrapproduzione. Le politiche agricole comunitarie mirano anche e soprattutto, da alcune programmazioni a questa parte, a favorire l’incontro tra domanda e offerta. Il fatto che i prodotti biodinamici vengano oggi pagati 5, 6, 10 volte il prezzo del convenzionale, in virtù del riconoscimento di effetti sulla sostenibilità della produzione che la Senatrice Cattaneo contesta, basterebbe da solo a mettere in evidenza uno squilibrio su cui intervenire.

Non è il ddl in questione ad inaugurare l’equiparazione tra biologico e biodinamico. Gli agricoltori biodinamici ricevono già i contributi comunitari, in virtù del fatto di essere, certificati come biologici, con i vincoli ulteriori di rispettare le proprie convinzioni filosofiche, giuste o sbagliate che siano. E poi c’è l’aspetto più determinante: l’agricoltura biologica e quella biodinamica hanno saputo conquistare la fiducia dei consumatori. In Germania e Francia la domanda galoppa, tutto nonostante i tentativi di diffamazione che seguono ogni presunta frode rilevata (dal sistema stesso). Invece la fiducia su chi fa ricerca in agricoltura è purtroppo, eufemisticamente, in flessione. Per questo, prima di diffondere critiche, sarebbe meglio analizzare le possibilità di costruire sistemi alternativi con gli stessi punti di forza. Anche perché la scienza, a maggior ragione se applicata all’ambiente e all’agricoltura, non può ridursi a un movimento di opinione, non può basarsi sulla ricerca del consenso. La ricerca scientifica ha senso quando la capacità di analisi e di deduzione  generano posizioni diverse da analizzare: la sua ricchezza sta nel rispetto dei dubbi, non nella propalazione delle verità. […]

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TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Lorenzo Tosi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 maggio 2021



Agricoltura biologica, ok del Senato alla legge: formazione, investimenti e delega al governo per nuovi controlli contro i conflitti d’interesse

Il Senato ha approvato quasi all’unanimità il disegno di legge sull’agricoltura biologica con 195 voti a favore, uno contrario e un astenuto. Un voto atteso da 15 anni, ma che arriva in un momento strategico: a poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico e mentre si inizia a scrivere il Piano strategico nazionale della PAC. È ora, insomma, di giocarsi la partita delle risorse nella quale l’agricoltura biologica è stata sempre tenuta nell’angolo (dalla Pac fino al Pnrr). Interpellata da ilfattoquotidiano.it, la presidente di FederBioMaria Grazia Mammuccini fa notare: “Il ddl rappresenta più che altro un riconoscimento all’agricoltura biologica che, in effetti, dovrebbe essere privilegiata. Di certo non tenuta come fanalino di coda”. Ma per partecipare alla partita delle risorse il biologico deve costruirsi una struttura solida e inattaccabile. Con l’ok al ddl 988 non si istituisce solo il marchio Biologico italiano per “i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana”, ma si prevede di cambiare il sistema dei controlli. Di fatto, il testo ora tornerà alla Camera, proprio perché a gennaio scorso (dopo due anni di stallo) Palazzo Madama ha modificato quello licenziato da Montecitorio in prima lettura, introducendo un articolo sul sistema dei controlli.

L’articolo 19 contiene una delega al governo per emanare entro 18 mesi uno o più decreti legislativi e “procedere a una revisione della normativa in materia di armonizzazione e razionalizzazione sui controlli”. Decreti legislativi che dovranno “migliorare le garanzie di terzietà dei soggetti autorizzati al controllo”, eventualmente anche attraverso una ridefinizione delle deleghe concesse dal Ministero delle Politiche agricole e “rivedere il sistema delle sanzioni”. FederBio ha sempre segnalato i problemi legati ai controlli. “La fiducia dei consumatori è fondamentale, persa quella perdiamo tutto” ha spiegato la presidente di FederBio, secondo cui “in un momento di crescita come quello attuale il rischio che qualcuno cerchi ‘scappatoie’ c’è sempre. Il sistema dei controlli va dunque rafforzato”. E la crescita è nei numeri.

Con una superficie agricola utilizzata del 15,8% (la media Ue è del 7,8%) negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra. “Le superfici bio in Italia – ricorda FederBio – circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, oggi oltre 80mila, del 69%”. Nel 2020, inoltre, il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del +142% dal 2010. Ora ci sono gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030. Il testo, però, non contiene già delle norme che cambino l’attuale sistema, ma delega il Governo Draghi ad attuare una riforma. Non si poteva già fare qualcosa? “La delega al governo – spiega – credo sia stata la strada migliore, perché se la discussione in Aula avesse riguardato anche le verifiche, avremmo corso il rischio di rallentare l’iter, perdendo occasioni importanti. Invece la legge arriva insieme a riforme cruciali. Innovazione digitalesemplificazione saranno fondamentali per il sistema dei controlli del biologico e faciliteranno la vita degli agricoltori onesti. Nel frattempo, il ddl indica un percorso di investimento per ricerca, innovazione e formazione strategica”.

Otto gli emendamenti in discussione, ma l’unico punto che ha diviso l’Aula del Senato è stata l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica. A riguardo, la senatrice a vita Elena Cattaneo (che ha votato contro il ddl) ha presentato due emendamenti (poi bocciati) per espungere questa equiparazione, definendo l’agricoltura biodinamica, priva di basi scientifiche.

Il testo approvato, si compone di 21 articoli. Si istituisce il Tavolo tecnico per la produzione biologica, che definirà le priorità del Piano d’azione nazionale con cadenza triennale. Fra i suoi obiettivi quello di favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e di sostenere le forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera. Viene anche istituito il Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, dalla ricerca alla formazione, dalla promozione di accordi quadro alle intese di filiera. Sarà un decreto del ministero a indicare requisiti e criteri per individuare soggetti e iniziative che possono essere finanziati. Per promuovere la conversione, vengono istituiti i distretti biologici: per gli operatori che vi operano si semplificherà l’applicazione delle norme di certificazione. […]

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TESTATA: Il Fatto Quotidiano
AUTORE: Luisiana Gaita
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2021



Il biologico nella nuova Pac

La strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork) affronta il tema della sostenibilità dei sistemi alimentari, riconoscendo le connessioni che legano la salute delle singole persone, delle società e dell’ambiente. L’iniziativa individua una serie di obiettivi target da raggiungere entro il 2030 di carattere ambientale. Tra questi, c’è quello di convertire almeno il 25% delle superfici agricole europee al regime di produzione biologica. Allo stato attuale, le superfici biologiche occupano circa l’8,5% della superficie agricola europea, con notevoli differenze tra gli Stati membri. L’Italia è uno tra i paesi più “virtuosi”, con una percentuale di SAU bio del 15,2%. Per incentivare ulteriormente lo sviluppo del biologico la Commissione europea ha pubblicato, un piano di sviluppo per l’agricoltura biologica che si basa su tre assi (divisi in 18 azioni), ovvero:

  • alimenti e prodotti biologici per tutti: stimolare la domanda e garantire la fiducia dei consumatori;
  • stimolare la conversione e rafforzare l’intera catena del valore;
  • migliorare il contributo dell’agricoltura biologica alla sostenibilità.

Il concetto è quello che la semplice conversione di nuovi terreni non è sufficiente per la crescita del settore, ma dovrà essere accompagnata da un aumento dei consumi e della domanda di prodotti biologici. La futura Pac dovrà tenere conto dell’obiettivo di raggiungere almeno il 25% delle superfici agricole europee al regime di produzione biologica, andando quindi a strutturare misure e/o strumenti atti al potenziamento del settore. La nuova Pac entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023. I pagamenti diretti della nuova Pac saranno sei: pagamento di base, eco-schemi, ridistributivo, giovani agricoltori, accoppiato, piccoli agricoltori. La vera novità sono gli eco-schemi (regimi volontari per il clima e l’ambiente), il nuovo pagamento verde del primo pilastro della Pac. Essi verranno erogati tramite un premio annuale per ettaro, aggiuntivo al pagamento di base, agli agricoltori che si impegnano a osservare pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente. Gli eco-schemi, assieme alla condizionalità del pagamento di base e agli impegni agro-climatico-ambientali del secondo pilastro, andranno a costituire l’architettura verde della nuova Pac.

Il nuovo PSR (2023-2027) prevede invece, una significativa riduzione del numero di misure. Si passa dalle attuali 20 misure (+66 sotto-misure), a 8 gruppi di Interventi. Tra le 8 tipologie di Interventi rientrano i pagamenti per Impegni ambientali, climatici e altri impegni in materia di gestione. Questo tipo di Intervento è obbligatorio per gli Stati membri che, inoltre, dovranno destinare almeno il 30% delle risorse Feasr ad interventi climatico-ambientali. In questa tipologia rientra anche l’agricoltura biologica. Gli impegni per gli agricoltori sono assunti per un periodo da 5 a 7 anni. L’agricoltura biologica, quindi, può essere finanziata sia negli eco-schemi sia negli impegni agro-climatico-ambientali del secondo pilastro o in entrambi. Questa è una vera novità, in quanto per la prima volta l’agricoltura biologica può trovare un sostegno anche nei pagamenti diretti del primo pilastro. […]

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TESTATA: Terra è Vita
AUTORE: Angelo Frascarelli & Mario Baldelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2021



Biologico: tracciabilità e giusto prezzo sono le priorità. Il prossimo passo è l'approvazione della legge al Senato

“Ci auguriamo sostegno bipartisan: l’agricoltura biologica è il futuro”: così Roberto Zanoni, presidente di Assobio, all’evento su “Il nuovo Regolamento Bio e la strategia Farm to fork”.

Bologna, 19 maggio 2021. La tracciabilità dal campo alla tavola e il giusto prezzo dal produttore al consumatore: verte sul concetto di filiera l’esigenza di rinnovamento nella produzione agricola biologica in Italia, nel pieno di una fase di transizione del settore che giovedì assisterà all’approdo della legge sul biologico al Senato, dopo uno stop di due anni. Sono le priorità emerse nel corso del talk show online “Il nuovo Regolamento Bio e la strategia Farm to fork, quali prospettive? Istituzioni e imprese a confronto”, organizzato da AssoBio.

“Esprimiamo un plauso alla partecipazione di istituzioni e imprese, convenute sull’esigenza di concertare una strategia nazionale sul biologico, in questa delicata fase di transizione che coinvolge l’Italia a livello nazionale e comunitario – spiega Roberto Zanoni, Presidente AssoBio -. Il biologico non è un mero ritorno al passato, ma sarà la vera agricoltura del futuro: tracciabilità e giusto prezzo sono i due temi centrali. Per questo apprendiamo con piacere la notizia che la legge sul biologico approderà fra due giorni al Senato, dopo essere rimasta inspiegabilmente ferma per due anni, e ci auguriamo che venga approvata in modo bipartisan”.

A seguire i lavori ci sarà Francesco Battistoni, sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali: “Sul tema sicurezza in Commissione abbiamo apportato modifiche più rigide per garantire maggiori controlli ed etichettature più rassicuranti, rispetto alla lettura alla Camera: la nuova legge sul biologico è stata ampiamente vagliata dagli operatori e sarà uno strumento utile per lo sviluppo del mercato biologico che vede l’Italia fortemente protagonista”, ha spiegato nel corso dell’evento.

Roberta Cafiero, dirigente Pqai I – Agricoltura Biologica e Sistemi di qualità alimentare nazionale, ha ricordato l’istruttoria del ministero delle Politiche agricole per una “banca dati transazioni” che dovrà garantire la tracciabilità del prodotto biologico “prendendo il meglio delle banche dati esistenti per crearne una validata e certificata a livello ministeriale”, ha sottolineato.

Lo stesso contesto europeo è in evoluzione. Oltre alla strategia Farm to Fork della Commissione europea e all’indirizzo del Recovery plan per una innovazione in senso “green” e digitale, sul tavolo ci sono anche la riforma della Politica agricola comune e il nuovo Regolamento europeo sul bio, che entrerà in vigore a inizio 2022, come ha ricordato Elena Panichi, responsabile dell’unità Agricoltura organica e sviluppo rurale della Commissione europea.

“Con la Strategia Farm to Fork l’Europa investe in termini strategici verso il biologico per raggiungere gli obiettivi del Green Deal – afferma Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio – Il nostro Paese con oltre ottantamila operatori e una superficie percentuale doppia rispetto alla media europea è leader nel settore ed è riferimento per la qualità del cibo e la valorizzazione della biodiversità. Per questo nel Piano Strategico Nazionale della PAC occorre puntare su obiettivi ambiziosi per la crescita del biologico, come metodo di produzione più coerente per dare valore al sistema agroalimentare del nostro Paese, all’origine  locale del cibo e offrire soluzioni innovative anche al resto dell’agricoltura”

Dal mondo della distribuzione emerge l’esigenza di eliminare inefficienze e sprechi lungo la filiera, ottimizzando i vari passaggi per garantire margini migliori e un giusto prezzo ai produttori favorendo, in contemporanea, l’incremento dei consumi.

La Gdo ha partecipato all’evento, con gli amministratori delegati Maura Latini di Coop Italia, Christophe Rabatel di Carrefour Italia, Francesco Pugliese di Conad e Fausto Iori di NaturaSì.

L’evento promosso da AssoBio è stato la prima tappa di un  percorso che accompagnerà le imprese durante l’anno e rientra nell’ambito delle iniziative di Rivoluzione Bio, ovvero gli Stati generali sul biologico promosso da Bologna Fiere in collaborazione con Assobio, Federbio e Nomisma che si svolgerà in occasione del salone Sana a Bologna dal 9 al 12 settembre.

 

Fonte: Uffici Stampa AssoBio


22 maggio - Giornata mondiale della biodiversità. FederBio lancia l’allarme: la biodiversità del suolo è ad alto rischio a causa dei pesticidi

Bologna, 21 maggio 2021. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, FederBio pone l’attenzione sull’importanza di tutelare la biodiversità del suolo, oggi in pericolo a causa dell’uso intensivo dei pesticidi.

La ricerca “Pesticidi e invertebrati del suolo: una valutazione dei rischi” curata da Nathan Donley, del Center for Biological Diversity di Tucson, recentemente pubblicata sulla rivista Frontiers in Environmental Science, traccia un quadro decisamente allarmante.

Secondo l’analisi, che ha esaminato quasi 400 studi sugli effetti dei pesticidi (circa 284 principi attivi) su oltre 275 specie di invertebrati che vivono prevalentemente nel suolo, l’esposizione ai pesticidi ha avuto un impatto negativo su queste specie nel 70,5% dei casi rispetto ai 2.842 parametri testati.

Lo studio rimarca, inoltre, che il rischio viene amplificato dal fatto che comunemente nei terreni agricoli non si trovano singoli principi attivi, ma miscele di pesticidi i cui effetti possono risultare sinergici e pregiudicare seriamente la biodiversità del suolo.

Si tratta di un dato estremamente preoccupante per FederBio, considerando che la biodiversità del suolo è fondamentale per sostenere la vita sulla Terra e che gli invertebrati come i lombrichi, pesantemente danneggiati dall’uso massiccio di pesticidi, sono alla base della salubrità e della fertilità dei terreni.

Il pericolo per la biodiversità del suolo è al centro anche di un rapporto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) compilato da 300 scienziati, il primo sullo stato globale della biodiversità nei terreni.

Lo studio parte dalla constatazione che un quarto di tutte le specie animali sulla Terra vive sotto i nostri piedi e fornisce nutrienti preziosi, per poi evidenziare come l’uso eccessivo di fertilizzanti, pesticidi e antibiotici sia tra le principali cause dei danni agli ecosistemi del suolo.

La riduzione dell’impatto dell’inquinamento ambientale, alla base della perdita di biodiversità e della distruzione degli habitat naturali, è anche al centro del Piano d’azione ”Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo”, recentemente adottato della Commissione europea.

Il Piano, che tra gli obiettivi chiave ha quello di migliorare la qualità del suolo riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici, traduce in azione le politiche dell’Ue tese a contrastare e prevenire l’inquinamento da sostanze tossiche per abbassarlo a livelli non dannosi per la salute umana e degli ecosistemi naturali.

Anche se spesso non ci si pensa, c’è un enorme serbatoio di biodiversità che vive sotto terra ed è importante come quella in superficie per la produzione di cibo, la purificazione dell’acqua e il contrasto ai cambiamenti climatici. Gli equilibri del sottosuolo sono fondamentali per la vita, ecco perché in occasione della giornata mondiale dedicata alla biodiversità, abbiamo voluto riportare l’attenzione sugli ecosistemi più nascosti. L’agroecologia, che si basa sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità e la salvaguardia delle risorse naturali, è fondamentale per preservare la fertilità e la salute delle specie che vivono nei terreni, preziose anche per trasformare i rifiuti in sostanze nutritive. In linea con il Piano d’azione e con le politiche green europee, il biologico, escludendo l’uso di fertilizzanti, fitofarmaci e altre sostanze chimiche di sintesi che possono avere effetti dannosi, punta a tutelare il benessere delle piante e di tutti gli esseri viventi del Pianeta”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

UFFICIO STAMPA


Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan

silvia.voltan@pragmatika.it

Mob. 331 1860936



Agricoltura bio, Ddl approvato dal Senato. Verso il marchio «Biologico italiano»

Il Senato ha approvato il Ddl sul biologico, che detta disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico. I sì sono stati 195, un no e un astenuto. Il provvedimento ora torna all’esame della Camera, dove, auspicano le associazioni di settore, si spera possa essere approvato definitivamente visto il largo consenso raccolto. Il Ddl, tra le altre misure, istituisce il marchio “Biologico italiano” di cui potranno fregiarsi «i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana». L’unico punto che ha diviso l’Aula del Senato è stata l’equiparazione, prevista dal testo, dell’agricoltura biodinamica a quella biologica. La senatrice a vita Elena Cattaneo ha presentato due emendamenti, poi bocciati, per espungere tale equiparazione. La legge prevede inoltre l’istituzione di distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico.

Il biologico italiano è all’avanguardia in Europa, grazie a una superficie agricola utilizzata del 15,8%, contro una media europea del 7,8%. E negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80.000, del 69%. A doppia faccia, invece, il quadro dal punto di vista dei consumi: se da un lato secondo gli ultimi dati Ismea i consumi domestici di alimenti biologici hanno toccano la cifra record di 3,3 miliardi di euro, dall’altro gli ultimi dati diffusi da AssoBio mostrano come siamo fanalino di coda in Europa per valore della spesa.

«Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che stavamo aspettando da oltre 15 anni. Si sblocca finalmente una norma attesissima – è il commento di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – da tutto il mondo del biologico e dai cittadini, la cui domanda di un cibo sano, prodotto nel rispetto dell’ambiente, è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Adesso occorre che la Camera approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi, per riuscire così a cogliere tutte le opportunità di questa fase di cambiamento strategico per i sistemi agricoli e alimentari nel nostro Paese e in tutta Europa. Infatti, nonostante questa legge sia rimasta ferma così a lungo, arriva proprio nel momento giusto: a distanza di poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico, redatto in attuazione della Strategia Farm to Fork, e all’avvio del percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale della Pac». FederBio giudica «estremamente positiva» anche la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli, che rafforza il sistema delle verifiche all’insegna di una maggiore trasparenza grazie anche all’impiego di piattaforme digitali e alla semplificazione delle norme.

«Il Piano Strategico italiano – continua Mammuccini– deve puntare su obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e attivare tutti gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di aumento della produzione agricola che in termini di crescita della domanda di prodotti bio da parte dei cittadini, per favorire l’incremento della produzione e dei consumi. Per il nostro Paese il biologico rappresenta un’opportunità strategica per contribuire alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio rurale e a creare spazi innovativi per giovani e donne che vogliano lavorare in agricoltura». […]

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TESTATA: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Emiliano Sgambato
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 maggio 2021



FederBio: finalmente approvata dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica!

Bologna, maggio 2021. Dopo anni d’attesa, è stata approvata oggi in via definitiva dal Senato la Legge italiana sull’agricoltura biologica. FederBio esprime grande soddisfazione per la recente approvazione del Disegno di legge n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico “ e ringrazia i gruppi politici che hanno espresso con convinzione il loro voto favorevole raggiungendo l’unanimità. Il testo dovrà ora essere sottoposto all’ultimo passaggio definitivo presso la Camera dei Deputati.

La legge sul biologico è uno strumento normativo fondamentale per supportare la transizione agroecologica e permettere di allineare l’Italia agli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20% quello dei fertilizzanti entro il 2030.

La legge n. 988 introduce elementi particolarmente significativi a sostengo del biologico. Tra questi, la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, di istituire distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. FederBio giudica estremamente positiva anche la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli, che rafforza il sistema delle verifiche all’insegna di una maggiore trasparenza grazie anche all’impiego di piattaforme digitali e alla semplificazione delle norme.

Con una superficie agricola utilizzata del 15,8%, contro una media europea del 7,8%, il biologico è l’elemento di punta del sistema agroalimentare italiano. Negli ultimi 10 anni ha fatto registrare trend di crescita a doppia cifra: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79%, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80.000, del 69%.

Inoltre, nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del +142% dal 2010. Questi dati confermano una trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accentuato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la salute dell’uomo e quella del pianeta.

“Siamo particolarmente soddisfatti per l’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che stavamo aspettando da oltre 15 anni. Si sblocca finalmente una norma attesissima da tutto il mondo del biologico e dai cittadini, la cui domanda di un cibo sano, prodotto nel rispetto dell’ambiente, è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Adesso occorre che la Camera approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi, per riuscire così a cogliere tutte le opportunità di questa fase di cambiamento strategico per i sistemi agricoli e alimentari nel nostro Paese e in tutta Europa. Infatti, nonostante questa legge sia rimasta ferma così a lungo, arriva proprio nel momento giusto: a distanza di poco tempo dall’adozione del Piano d’azione europeo per il biologico, redatto in attuazione della Strategia Farm to Fork, e all’avvio del percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale della PAC. Il Piano Strategico italiano deve puntare su obiettivi ambiziosi di crescita del biologico e attivare tutti gli strumenti necessari per raggiungerli, sia in termini di aumento della produzione agricola che in termini di crescita della domanda di prodotti bio da parte dei cittadini, per favorire l’incremento della produzione e dei consumi. Proprio in una fase decisiva per il biologico come quella attuale, l’approvazione della legge può costituire la spinta giusta affinché il Governo metta a punto un Piano d’azione nazionale per il biologico, come indicato anche dal Piano d’azione europeo, attraverso un percorso partecipato con tutte le associazioni del settore bio, quelle agricole e l’insieme dei portatori di interesse che sono stati indicati anche nel tavolo di lavoro previsto nella legge. Per il nostro Paese il biologico rappresenta un’opportunità strategica per contribuire alla transizione ecologica, alla valorizzazione del territorio rurale e a creare spazi innovativi per giovani e donne che vogliono lavorare in agricoltura”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.

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Giornata mondiale delle api. In Italia oltre 30 associazioni e comitati di cittadini per l'Ice "Salviamo api e apicoltori"

In occasione dell’evento internazionale rilancio della raccolta firme per la petizione dell’Iniziativa dei Cittadini Europei con obiettivo 1 milione di firme entro settembre.

Attesa per oggi l’approvazione in Senato della Legge per l’agricoltura biologica e biodinamica, un voto importante per la protezione delle api.

Roma, 20 maggio 2021. Si celebra oggi, 20 maggio, a livello internazionale la Giornata Mondiale delle Api, istituita nel 2017 in ricordo della data di nascita dello sloveno Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura. Le oltre 30 sigle dell’Alleanza italiana per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” rilanciano la raccolta di firme per chiedere all’Unione Europea norme più severe per l’uso dei pesticidi e l’eliminazione di tutte le sostanze chimiche mortali per le api e gli altri insetti impollinatori, come i neonicotinoidi, il glifosate, altri diserbanti e gli insetticidi, classificati come “biocidi”, che in queste settimane verranno utilizzati in molte città per un inefficace controllo delle zanzare, senza una seria regolamentazione e controlli.

Obiettivo dell’ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei, è raccogliere oltre 1 milione di firme per rafforzare gli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” di riduzione dell’uso del 50% dei pesticidi e l’eliminazione delle sostanze più pericolose entro il 2030. La Commissione UE ha concesso una proroga al termine della raccolta delle firme, spostato al mese di settembre, ma serve una grande mobilitazione per raggiungere il traguardo.

Le due Strategie europee, presentate dalla Commissione UE proprio un anno fa in occasione dell’edizione 2020 della Giornata Mondiale delle Api, sono oggi sotto attacco da parte delle potenti lobby delle industrie dell’agrochimica che vorrebbero continuare a vendere indisturbate i loro veleni.

A livello europeo è stata avviata la revisione della Direttiva UE sui pesticidi, la 2009/128/CE, che ha imposto agli Stati membri l’obbligo di adottare Piani d’Azione Nazionali (PAN) per definire gli obiettivi quantitativi, gli obiettivi generali, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e dell’impatto dell’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente. In Italia il PAN è ormai scaduto dal febbraio 2019 e si sono perse le tracce del nuovo testo nei meandri dei tre Ministeri competenti (MIPAAF, MITE e Salute). Nei prossimi mesi il nostro Paese dovrà inoltre predisporre il Piano Strategico Nazionale per la PAC post 2022 che dovrebbe garantire le risorse finanziarie per ridurre l’utilizzo dei pesticidi, realizzare interventi nelle aziende agricole per la conservazione degli impollinatori e sostenere la crescita delle superficie agricole certificate in agricoltura biologica.

Per tutto questo vincere la sfida dell’ICE è importante, alla vigilia di decisioni che nei prossimi mesi dovranno essere prese a livello europeo e nazionale su normative, piani e programmi collegati all’utilizzo dei pesticidi.

Una buona notizia potrebbe arrivare, proprio oggi, dall’aula del Senato dove si discute il Disegno di Legge n.988 relativo alle “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, che potrebbe diventare finalmente Legge dello Stato dopo anni di discussione e vari tentativi di insabbiamento. Una legge importante per la tutela delle api e degli agricoltori che, dopo l’ultimo voto alla Camera dei Deputati, dovrà essere poi attuata con efficacia e con adeguate risorse finanziarie per aumentare le superfici agricole utilizzate (SAU) senza l’uso dei pesticidi entro il 2030. Il nostro Paese deve scommetere sull’agricoltura biologica e puntare al 40% della SAU libera da veleni entro il 2030 e limitare l’utilizzo dei pesticidi in Agricoltura, vietandoli completamente nelle città. Per questo è urgente affrontare anche un altro problema legato all’utilizzo dei pesticidi nelle disinfestazioni contro le zanzare, che sono già state avviate in molte città. Questi pesticidi sfuggono a tutte le regole e controlli previsti per i prodotti fitosanitari semplicemente perchè classificati come “biocidi”. Sostanze chimiche tossiche vengono così utilizzati nelle vicinanze delle abitazioni e nei luoghi frequentati da soggetti particolarmente vulnerabili come scuole e giardini pubblici e mettono in pericolo le api e gli altri impollinatori anche nelle città.

Con l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” tutti i cittadini possono far sentire forte la loro voce per chiedere politiche serie e concrete per la conservazione delle api e degli altri  impollinatori. Per firmare la petizione ICE “Salviamo Api e Agricoltori”: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita/

 

Comunicato stampa inviato per conto dell’alleanza italiana per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori

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