FederBio plaude alla scelta della Regione Toscana di vietare il glifosato entro il 31 dicembre 2021 e d’investire sul biologico
homeMammucciniNoPesticidiStopGlifosatoToscanaL’augurio è che la decisione della Regione Toscana, che anticipa le indicazioni comunitarie in materia, venga presto estesa a livello nazionale.
Bologna, 31 ottobre 2019 - La Regione Toscana è sempre più green. La Giunta regionale ha infatti approvato il divieto di utilizzo del glifosato a partire dal 31 dicembre 2021, anticipando dunque la determinazione dell’Unione europea che ne vieta l’uso dal 15 dicembre 2022 e fissando di fatto direttive più stringenti sull’utilizzo di questa sostanza rispetto ai vincoli comunitari e alle normative nazionali.
L’obiettivo della decisione è di fare della Toscana una regione “glifosate free” un obiettivo da raggiungere con una serie di divieti, limitazioni e tutele da un lato, e di intese con il mondo produttivo dall'altro.
Il diserbante più usato al mondo è infatti ritenuto dallo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dall’Oms, tra le sostanze probabilmente cancerogene.
La scelta della Regione Toscana è un passo in avanti molto importante nel percorso verso una sempre maggiore sostenibilità che risponde a una crescente richiesta, anche a livello internazionale, di un minor utilizzo dei pesticidi. Importante inoltre che l’obiettivo ultimo che ha mosso la decisione della Giunta sia di rafforzare la distintività delle produzioni agricole toscane puntando a un’agricoltura sostenibile che metta sempre di più al centro dell’attenzione i temi legati alla sicurezza alimentare e alla salubrità.
Molto importante all’interno di questo percorso verso la sostenibilità, la decisione della Regione di proseguire con le azioni di incentivo alle produzioni biologiche. Nei prossimi mesi è infatti previsto un nuovo intervento nell'ambito del Piano di sviluppo rurale da circa 15 milioni di euro con l’obiettivo di passare dall’attuale 25% di superficie agricola convertita al biologico al 30%. FederBio auspica che l’esempio della Regione Toscana con il divieto d’uso del glifosato al 31 dicembre 2021 possa essere replicato anche dal PAN, il Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per assicurare l’avvio concreto di un Green New Deal anche a tutta l’agricoltura italiana.
“In Toscana prima il Comune di Carmignano ha fatto una scelta all’avanguardia in Italia per il divieto d’uso del glifosato ed oggi la decisione della Giunta Regionale Toscana di vietarne l’uso entro la fine del 2021 rappresenta un segnale molto importante soprattutto in questa fase di discussione del Piano Nazionale per l’uso dei pesticidi. Ed è altrettanto importante che la Regione abbia contemporaneamente dato avvio ad un nuovo intervento nell'ambito del Psr da circa 15 milioni di euro per far salire ancora la percentuale di aziende e di terreni coltivati in biologico. La transizione verso l’agroecologia è fondamentale per la tutela dell’ambiente, per il contrasto al cambiamento climatico ma anche per aumentare la distintività delle nostre produzioni agricole e dare più forza agli agricoltori” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio e Portavoce della Coalizione StopGlifosato.
Convegno: "Agricoltura biologica: le aziende, la certificazione, il controllo" - Firenze, venerdì 15 novembre 2019
homeSi svolgerà venerdì 15 novembre a Firenze il convegno dal titolo "Agricoltura biologica: le aziende, la certificazione, il controllo". L'evento, al quale partetiperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, si terrà presso il Palazzo Medici Riccardi- Galleria Luca Giordano in via Cavour 3.
Il convegno è organizzato dal Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati in collaborazione con il Coordinamento dei Collegi dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Toscana e la Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali Toscana. Si tratta di un convegno dedicato a un’analisi trasversale di tutti gli aspetti che riguardano il settore biologico: la garanzia ai consumatori, le politiche di sviluppo, la normativa in vigore e la prossima ventura, il sistema di controllo ma anche il mercato.
Biologico. Mammuccini (FederBio): Obiettivo 40 per cento di superficie bio entro il 2030
federbiohomeMammucciniAmministratore dell’Arsia Toscana, dal 1995 al 2010; imprenditrice agricola nel Valdarno, dal luglio di quest’anno eletta presidente nazionale di Federbio. Con Maria Grazia Mammuccini abbiamo fatto il punto sull’agricoltura biologica in Italia ed in Toscana, dalla produzione ai consumi, agli sviluppi della Pac e le novità del Pan.
Presidente Mammuccini, neo presidente di FederBio. Quali sono le responsabilità e i programmi di questo nuovo prestigioso incarico?
Siamo in una fase cruciale per il bio e le responsabilità non sono di poco conto. Il settore cresce ormai da anni e sta diventando uno dei riferimenti fondamentali per l’agricoltura del futuro in grado di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale, un approccio efficace nel contrasto al cambiamento climatico e una concreta opportunità di sviluppo e occupazione per i territori rurali.
Ed è proprio in questa fase, determinante per il futuro, che occorre fare il punto sulle strategie da adottare e sugli strumenti da mettere in campo per riuscire a cogliere le opportunità che abbiamo di fronte in più direzioni, sia per la diffusione di filiere corte a livello locale, che per l’affermazione dei distretti bio e per lo sviluppo di filiere di Made in Italy Bio. Per questi obiettivi la priorità è senza dubbio dare più forza ai produttori agricoli per far crescere la produzione nazionale; è questa la prima condizione per difendere il “vero biologico” italiano.
Ma in questa fase di grandi cambiamenti anche la Federazione deve adeguarsi. Occorre partire dall’importante lavoro fatto fino ad oggi per innovare, puntando a rafforzare soprattutto la sezione soci produttori, recuperando relazioni positive con le altre associazioni del settore, raccogliendo e integrando le nuove esperienze per costruire “la Casa Comune del biologico italiano” con una governance di donne e uomini capaci di misurarsi con i tanti aspetti che il biologico deve affrontare, quello ambientale, climatico, della salute oltre a quello economRimuoviico e sociale.
Qual è lo stato di salute del biologico oggi in Italia?
L’Italia rientra tra i dieci maggiori paesi produttori di cibo biologico a livello mondiale, in Europa con i suoi 79mila operatori biologici si colloca al primo posto per numero di occupati nel settore e con gli attuali 2 milioni di ettari, che rappresentano il 15,5% delle superficie agricola del nostro Paese, al secondo posto dietro alla Spagna per superficie agricola destinata alle produzioni biologiche.
Dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata nel nostro paese sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%. I consumi crescono da 5 anni senza soluzione di continuità (+102 % dal 2013 a oggi) e i dati confermano anche una crescita notevole nell’export dei prodotti biologici: 2.266 milioni di euro il valore dell’export di prodotti bio nel 2018 con una crescita del 10% rispetto al 2017 e un incremento nel periodo 2008-2018 del 597%. Il nostro Paese è un riferimento a livello internazionale per la qualità del cibo, la valorizzazione della biodiversità e delle varietà locali che rappresentano ambiente paesaggio e cultura dei territori rurali e il biologico è il metodo di produzione più coerente per dare valore al territorio e all’origine locale del cibo.
Quello che dobbiamo assolutamente evitare è il rischio che si riproponga, anche per il bio, una rincorsa al ribasso dei prezzi come è avvenuto nel convenzionale, con ricadute che hanno gravato sul reddito degli agricoltori e sui cittadini in termini di qualità del cibo. Quello che dobbiamo riuscire ad affermare è il principio del ‘giusto prezzo’ dei prodotti agricoli e diventare un riferimento utile anche per il resto dell’agricoltura.
Ed in Toscana?
La Toscana rappresenta una delle principali regioni per la produzione di biologico. I dati SINAB presentati recentemente al SANA lo confermano ancora una volta. La percentuale di aziende agricole Bio sul totale delle aziende è il 10% rispetto alla media nazionale che è del 6,1%; la percentuale di superficie bio sul totale della superficie agricola è il 20,9% rispetto al 15,5% della media nazionale. Anche nel campo della viticoltura Bio, che si sta affermando sempre di più, la Toscana con i suoi 14.000 ettari rappresenta una delle Regioni più avanzate. Ma oltre a questo c’è la presenza di aziende leader del settore e la notevole diffusione in molti territori dei distretti biologici. Tutto ciò è sicuramente il frutto di una vocazione della Toscana verso sistemi di produzione agricola e alimentare sostenibili, legati alle diversità territoriali ma anche il frutto di scelte politiche che nel tempo hanno investito sulle produzioni bio e anche la recente approvazione della legge regionale sui distretti biologici ne è la conferma.
Legge sull’agricoltura biologica: il suo giudizio in attesa dell’approvazione?
È sicuramente una legge importante per il settore, che stiamo aspettando da tempo. In questa fase di crescita del biologico occorre avere gli strumenti necessari per strutturare in maniera adeguata il sistema d’imprese e per garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico. Nella legge in discussione al Senato ci sono contenuti importanti relativi alla ricerca, all’innovazione e alla formazione che sono strumenti strategici per il futuro, l’articolo sui distretti bio che si stanno diffondendo in tutto il Paese e l’attivazione di una serie di strumenti finalizzati all’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica, a partire dal riconoscimento dell’interprofessione. Importante anche l’introduzione del marchio ‘biologico italiano’ che può rappresentare un’opportunità nell’ottica di dare più forza ai produttori agricoli. Consideriamo inoltre strategico che l’agricoltura biologica sia riconosciuta come attività economica di interesse nazionale con funzione ambientale ed economico-sociale. Per questo abbiamo accolto positivamente le dichiarazioni del Ministro Bellanova in occasione del SANA che puntano ad accelerare i tempi di approvazione della legge.
Verso la nuova programmazione della PAC: cosa è necessario per dare maggiore forza all’agricoltura biologica e più opportunità alle imprese?
È fondamentale aumentare la produzione biologica nel nostro paese per fare fronte all’ aumento della domanda di bio che oggi è soddisfatta attraverso le importazioni. Noi puntiamo al 40% di superficie nazionale da qui al 2030 ed è un obiettivo assolutamente realistico. È quindi necessario investire per sostenere gli agricoltori nella fase di conversione al bio in termini di assistenza tecnica, di formazione, di supporti sul piano economico. Per questi obiettivi servono scelte coraggiose per il nuovo ciclo di programmazione della PAC – la politica agricola comunitaria – che deve puntare a un modello agricolo basato sui principi dell’agroecologia, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica sono le applicazioni più diffuse, per assicurare che con i fondi pubblici siano premiate le aziende agricole più virtuose, che producono maggiori benefici per la società: cibo sano, tutela dell’ambiente e della biodiversità, mantenimento della fertilità del suolo e mitigazione dei cambiamenti climatici. Per questo dovrebbe essere previsto il passaggio del sostegno al mantenimento dell’agricoltura biologica dal II° al I° pilastro lasciando invece nello Sviluppo Rurale il sostegno alla conversione delle aziende.
Fase di revisione del PAN: cosa chiedete per quanto concerne l’utilizzo dei prodotti fitosanitari?
In stretto collegamento con la PAC l’altro punto strategico sul quale agire è proprio la revisione del Piano d’Azione Nazionale per l’uso dei prodotti fitosanitari. In maniera unitaria con le altre associazioni del bio e con le associazioni ambientaliste chiediamo che anche il PAN faccia la scelta strategica del sostegno prioritario all’agricoltura biologica, che produce sicuramente maggiori risultati in termini di riduzione dei pesticidi indicando obiettivi quantitativi concreti e misurabili a partire proprio dall’aumento della SAU nazionale condotta con il metodo biologico, prevedendo iniziative sia in termini di politiche di sostegno che di azioni di assistenza tecnica e di formazione degli operatori. Il PAN deve inoltre individuare strumenti efficaci e distanze di sicurezza per ridurre concretamente i rischi di contaminazione accidentale delle coltivazioni biologiche e tutelare in maniera rigorosa le abitazioni e le aree pubbliche frequentate dalla popolazione.
Bio e consumatori, è un rapporto di fiducia? O c’è ancora da lavorare per una buona comunicazione in questo senso?
Il mercato biologico cresce ormai da 10 anni mentre nello stesso periodo, a causa della crisi economica e delle maggiori difficoltà per le famiglie, i consumi alimentari si sono ridotti o sono rimasti stagnanti ed è quindi evidente che siamo di fronte ad un cambiamento strutturale. Il cambio generazionale e la crescente sensibilità verso stili di vita e alimentazione più sani, oltre che rispettosi dell’ambiente e del benessere animale, sono i motori principale di questo fenomeno. Questa fiducia che i cittadini ripongono verso i prodotti bio rappresenta un valore fondamentale. Per questo è importante garantire la difesa del “vero biologico” puntando ad aumentare la produzione biologica nazionale tenendo però alta l’asticella rispetto ai principi fondanti dell’agricoltura biologica, con garanzie reali verso i consumatori sui prodotti che acquistano, utilizzando al meglio le nuove tecnologie anche per la tracciabilità e puntando ad un miglioramento costante del sistema dei controlli.
Oltre a questo occorre sicuramente lavorare per una buona comunicazione e informazione sul bio anche da parte del pubblico. L’Italia da questo punto di vista è in ritardo, non ci sono campagne informative e promozionali pubbliche e quando se ne parla sui media purtroppo non di rado lo si fa solo per episodi di frode o polemiche con chi osteggia la “rivoluzione bio” che è già in atto.
Fonte: www.agricoltura.it Intervista di Lorenzo Benocci
Mammuccini: fase strategica per il bio che chiede trasparenza e informazione
MammucciniUn significativo intervento di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, ha aperto il
convegno il Biologico - Storie di successo del bio italiaorganizzato da GreenPlanet in collaborazione con Fondazione FICO lunedì 14 ottobre.
"Siamo entrati in una fase strategica - ha sottolineato la presidente di FederBio - nella quale il biologico è chiamato a diventare uno degli elementi cardine dell agricoltura del futuro. Oggi tutto quello che abbiamo di fronte sugli effetti dell agricoltura industriale figlia dello sviluppo tecnologico del dopoguerra ci dice che dobbiamo pensare per il futuro all agro-ecologia e dunque al biologico. I dati sono emblematici e drammatici. A fine luglio è uscito un report del CREA sullo stato del suolo italiano che certifica che siamo a un livello medio di sostanza organica dell i%. I ricercatori hanno lanciato un grido d allarme perché sotto il 3% c è il rischio della desertificazione e il rischio è tanto più alto nelle zone che sono state così a lungo le più fertili del suolo italiano a partire dalla Pianura Padana". [...]
Fonte: GreenPlanet.it
Pan Pesticidi: diventi strumento per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura
federbiohomeOggi un Twitter storm per condividere l’appello di 11 Associazioni ai tre Ministri competenti, Teresa Bellanova, Sergio Costa e Roberto Speranza, per un cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi in grado di assicurare un Green New Deal anche per l’agricoltura italiana.
Si chiude oggi la consultazione pubblica della bozza del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, con un appello delle 11 maggiori Associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica per un cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi nel nostro paese, in grado di assicurare concretamente la riduzione della dipendenza dell’agricoltura e della gestione del verde urbano dai prodotti fitosanitari ed un loro utilizzo sostenibile, come richiesto dalla Direttiva 2009/128/CE.
Le 11 Associazioni, Accademia Kronos, AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, FederBio, FIRAB, Greenpeace, Legambiente, Lipu-Birdlife, ISDE, ProNatura, WWF Italia, lanciano un Twitter storm rivolto ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi, Teresa Bellanova del MIPAAF, Sergio Costa del MATTM e Roberto Speranza del Ministero SALUTE, chiedendo la giusta attenzione osservazioni puntuali inviate perché il nuovo PAN segni il necessario cambiamento delle regole di utilizzo dei pesticidi nel nostro Paese e perché siano eliminati i sussidi pubblici a chi persiste nell’utilizzo dei principi attivi di sintesi che avvelenano il nostro cibo, il suolo, l’acqua, l’aria e distruggono la biodiversità degli agroecosistemi.
Le 11 Associazioni chiedono in particolare con le loro osservazioni inviate nell’ambito della consultazione pubblica modifiche alla bozza del nuovo Piano al fine di garantire regole certe e cogenti per:
- Dare effettiva priorità all’agricoltura biologica e individuare obiettivi quantitativi più ambiziosi in termini di percentuali di riduzione di tutti i prodotti fitosanitari perché vi sia un reale effetto sulla salute e sull’ambiente, anche in base al principio di precauzione.
- Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e per gli agricoltori e loro familiari fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche non inferiori ai 15 metri per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
- Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette vietare l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.
- Vietare l’uso dei pesticidi in città adottando tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole, rete viaria e ferroviaria, con particolare attenzione al verde pubblico e privato e manutenzione degli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
- Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.
- Nelle aree di rispetto dei punti di captazione di acque da destinare al consumo umano, i piani previsti dall’art. 94 del D.LGS 152/2006 devono prevedere il divieto di utilizzo di concimi e pesticidi chimici, consentendo esclusivamente l’uso dei metodi di coltivazione e dei prodotti consentiti dai disciplinari dell’agricoltura biologica.
- Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo e rafforzare il sistema sanzionatorio, attribuendo competenze specifiche ad ISPRA e Carabinieri Forestali.
Il nuovo PAN Pesticidi coerentemente con la normativa europea deve creare le condizioni affinché il ricorso ai pesticidi tossici e nocivi sia consentito solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica.
Le Associazioni, inoltre, auspicano, che il dialogo dei Ministeri con tutti i portatori di interesse non si chiuda con la fine della consultazione pubblica ma possa prevedere ulteriori momenti di confronto e lavoro congiunto.
L’approvazione del nuovo PAN pesticidi sarà una vera cartina tornasole, un indicatore oggettivo della reale volontà politica dell’attuale Governo di attuare anche per l’agricoltura italiana quel Green New Deal annunciato nei programmi per una concreta transizione ecologica dell’economia che vede nell’agricoltura biologica e nel mondo ambientalista alleati necessari.
FederBio: a fianco di chi denuncia i finti allevamenti biologici di galline
federbiohomeDa sempre a supporto della Magistratura e delle Forze di Polizia giudiziaria nelle indagini sul falso bio, la Federazione punta a tutelare le imprese oneste del biologico italiano e i consumatori.
Bologna, 11 ottobre 2019 - In relazione all’inchiesta di un’associazione animalista sulla produzione di uova andata in onda il 10 ottobre scorso in un servizio televisivo del Tg1 dal titolo “La truffa Bio”, la Federazione, che da 26 anni è in prima linea per la tutela delle produzioni biologiche e biodinamiche, prende le distanze dai comportamenti e dalle pratiche evidenziate nel corso del servizio televisivo e chiede di fare chiarezza sulla vicenda che coinvolge alcuni allevamenti di un'azienda dell'Emilia Romagna.
Al fine di garantire il vero benessere animale attraverso metodi di zootecnia biologica certificata, FederBio ha avviato già nel 2016 uno studio per un nuovo approccio di conformità degli allevamenti biologici, diventato nel 2018 lo standard “High Welfare”, basato sulla consapevolezza che serve una reale coerenza e aderenza ai principi e alle normative vigenti da parte degli allevamenti bio.
“Le immagini mandate in onda dal TG1 nell’edizione serale del 10 ottobre, riferite a un allevamento di galline ovaiole sono inaccettabili e lontane dai principi e dalle norme stabilite a livello europeo e nazionale per la certificazione biologica, come correttamente viene affermato anche nel servizio. Dalle notizie disponibili l’azienda in questione non ha ancora l’allevamento certificato biologico ma solo i terreni, dunque quanto denunciato si potrebbe configurare come una vera e propria frode. È necessario chiarire immediatamente la posizione effettiva dell’allevamento nel sistema di certificazione dei prodotti biologici da parte dell’organismo di certificazione che l’azienda ha scelto e che opera quale incaricato di pubblico servizio per conto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Da tempo FederBio si è impegnata, anche con la collaborazione dell’organizzazione no profit Compassion in World Farming (CIWF), per la messa a punto di un disciplinare che interpreti correttamente le normative sull’allevamento biologico, in particolare per quanto riguarda il benessere animale. FederBio ha inoltre chiesto ai Ministeri competenti di attivare un tavolo di lavoro affinché questa non rimanga un’iniziativa privata, ma diventi un elemento distintivo di tutto l’allevamento biologico italiano. Ben vengano quindi le denunce delle associazioni animaliste che richiamano l’attenzione sulla necessità di garantire un rigoroso rispetto delle normative che sono dietro il logo europeo dei prodotti biologici. Riteniamo indispensabile il massimo rigore nei confronti di chi non rispetta e non fa rispettare le regole, tradendo la buona fede pubblica a tutela di chi produce vero biologico e del consumatore”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, Coordinatore Unità di crisi FederBio.
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Il Ruolo dell’agricoltura biodinamica per lo sviluppo del biologico. Appello per la legge sul BIO
federbiohomeSe ne parla a Bologna il prossimo 14 ottobre 2019 con un nuovo appuntamento di Bio…Dinamico
Dopo le tappe di Milano, Roma e Napoli, il progetto Bio...Dinamico raggiunge il centro della nostra penisola arrivando a Bologna.
Il prossimo 14 ottobre 2019 nel cuore del centro storico, all’interno del prestigioso Palazzo Davia Bargellini sede di Nomisma, si svolgerà il quarto appuntamento del tour in 6 tappe del progetto Bio...Dinamico promosso da AmicoBio, con il patrocinio del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale, la Repubblica Italiana, la Regione Campania, la collaborazione di APAB e il supporto di FederBio. Dopo i primi appuntamenti, dove sono stati approfonditi i contributi dell'agricoltura biodinamica alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e la valenza dell'agricoltura biodinamica come patrimonio dell'agricoltura italiana, in questo momento storico estremamente complesso, la tappa di Bologna affronterà il difficile tema del ruolo che l’agricoltura biodinamica riveste per lo sviluppo del biologico ed in particolare per l’approvazione della legge dedicata. Si muove dunque dall’Emilia Romagna un sentito appello per la Legge sul Biologico.
Interverranno: il Dott. Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica; il Dott. Enrico Amico, Imprenditore e Presidente del Gruppo ‘Amico bio’; la Dott.ssa Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli e il Senatore Mino Taricco membro della Commissione per l’Agricoltura e la produzione agroalimentare del Senato.
Il Dott. Carlo Triarico introduce il prossimo appuntamento con la seguente dichiarazione:
“L'Italia deve difendere il suo settore biologico e biodinamico e arrivare ad avere una propria legge per un vanto del nostro sistema agroalimentare. Gli attacchi e le false informazioni contro di esso sono atte non solo a danneggiare un settore virtuoso e agricoltori che operano nella legalità, ma mira a colpire più in generale l’Italia, paese ai vertici mondiali dei prodotti di qualità. Quel modello nazionale agricolo, che si sottrae ai mercati delle speculazioni a basso costo, è indigesto ad alcuni forti interessi multinazionali. L’agricoltura biodinamica (con un reddito medio di oltre 13.000 euro ettaro contri i poco più di 3000 della media nazionale) costituisce infatti un esempio utile per il Legislatore che voglia accompagnare tutti gli agricoltori italiani a trovare le diverse vie per la giusta remunerazione e la valorizzazione del loro lavoro. È una questione di giustizia sociale e di interesse nazionale, che si gioca tra il bene comune del Paese e i guadagni di un sistema con interessi contrapposti. I dati circostanziati per una corretta conoscenza dei fatti saranno divulgati nell’evento Bio… dinamico.”
“I numeri del bio sono in crescita ormai da anni ed è evidente che agricoltura biologica e biodinamica, fondate sull’approccio agroecologico, stanno diventando il riferimento per l’agricoltura del futuro in grado di conciliare sostenibilità economica,
sociale e ambientale. Costituiscono un approccio efficace nel contrasto al cambiamento climatico e una concreta opportunità di sviluppo per i territori rurali, per l’occupazione e questo può dare ancora più forza e offrire soluzioni innovative anche
a tutto il resto dell’agricoltura. Il nostro Paese è un riferimento a livello internazionale per la qualità del cibo, la valorizzazione della biodiversità, biologico e biodinamico rappresentano il metodo di produzione più coerente per dare valore a questo modello e all’origine locale del cibo. Il Bio è quindi un’opportunità per il nostro sistema agricolo ed è paradossale che ci siano forze in campo che cercano di bloccarne la diffusione. Occorre al più presto l’approvazione definitiva della legge sul bio, fondamentale soprattutto in questa fase di crescita nella quale servono gli strumenti necessari per strutturare in maniera adeguata il sistema d’imprese, per garantire il rispetto dei valori fondanti del vero biologico, per investire in ricerca innovazione e formazione, per favorire l’integrazione tra produttori e operatori della filiera biologica e per dare forza al “Made in Italy Bio” , ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
A seguire lo Chef Simone Salvini si esibirà in un cooking show, con prodotti provenienti da agricoltura biodinamica, reinterpretando i piatti tipici del territorio: dando vita alla sua personale realizzazione della ‘pasta ripiena’, dove protagonisti saranno i prodotti biodinamici che la terra ci offre in questa stagione.
Il progetto Bio…Dinamico nasce con l’intento di divulgare, promuovere e valorizzare le pratiche agronomiche dell'agricoltura biodinamica, la prima forma di agricoltura biologica. Saranno realizzati una serie di eventi in tutta Italia che intendono divulgare correttamente le caratteristiche del metodo dell'agricoltura biodinamica. Il programma prevede 6 seminari e 5 cooking e le città coinvolte sono Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Santa Maria Capua Vetere (CE).
Seminario: "Divulgare, promuovere e valorizzare i prodotti dell'agricoltura biodinamica" - Bologna, lunedì 14 ottobre 2019
federbiohomeSi terrà lunedì 14 ottobre il seminario BIO-DINAMICO "Divulgare, promuovere e valorizzare i prodotti dell'agricoltura biodinamica". L'evento, organizzato dall'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica in collaborazione con FederBio, si svolgerà a Bologna presso "Nomisma - Palazzo Davia Bargellini", Strada Maggiore 44.
PROGRAMMA:
ORE 14:30 - Registrazione ospiti
ORE 15:00 - 17:30 - Seminario sul tema: il ruolo dell'agricoltura biodinamica per lo sviluppo del biologico. Appello per l'approvazione della legge sul bio.
Intervengono:
Carlo Triarico - Presidente Associazione per l’Agricoltura Biodinamica
Simona Caselli - Assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna
Enrico Amico - Presidente gruppo Amico Bio
Maria Grazia Mammuccini - Presidente FederBio
Mino Taricco - Senatore - Commissione Agricoltura Senato
Alessandro Maresca (moderatore) - Giornalista della rivista Terra e Vita
Per info:
333 8761190 - 328 6892699
Biologico e biodinamico, il cuore del nuovo paradigma dell’agroecologia
MammucciniLa crescita dell’agricoltura biologica su scala globale è un fatto ormai acclarato; in base ai dati FiBL-IFOAM “The World of Organic Agriculture 2019” relativi al 2017, l’agricoltura biologica coinvolge nel mondo oltre 2,9 milioni di agricoltori in 181 paesi, per una superficie agricola di 69,8 milioni di ettari con un aumento del 20% rispetto al 2016 e del 102,6% rispetto al 2008. Nei 28 paesi dell’Unione europea si registrano oltre 305.000 produttori per 12,8 milioni di ettari coltivati, con un incremento del 3,5% del numero di produttori e del 6,4% della superficie agricola biologica rispetto all’anno 2016. L’Italia rientra tra i dieci maggiori paesi produttori di cibo biologico a livello mondiale: in Europa con i suoi 79.000 operatori biologici si colloca al primo posto per numero di occupati nel settore e con gli attuali 2 milioni di ettari, che rappresentano il 15,5% della superficie agricola del nostro paese, al secondo posto dopo la Spagna per superficie agricola destinata alle produzioni biologiche [...].
Fonte: Italianieuropei
Autore: Maria Grazia Mammuccini
Convegno: "Il vino biologico: aspetti tecnici, normativi e di mercato" - Bari, venerdì 11 ottobre 2019
homeVenerdì 11 ottobre FederBio, in collaborazione con BolognaFiere, AssoBio, Unione Italiana Vini, presenterà il convegno "Il vino biologico: aspetti tecnici, normativi e di mercato" all'interno del progetto "B.E.N.E. - biologico è.... una nuova economia".
L'evento si terrà a Bari alle ore 15.00 presso la Sala 1 del Centro Congressi Nuova Fiera del Levante.
PROGRAMMA:
- Silvia Zucconi (Nomisma SpA) su "L’evoluzione del comparto vino biologico in Italia e prospettive di mercato"
- Elisabetta Romeo-Vareille (Unione Italiana Vini) su "Gli aspetti normativi in relazione alla nuova normativa Ue sul vino biologico"
- Carlo Bazzocchi (FederBio Servizi srl) su “Le problematiche dell’impiego del rame in viticoltura biologica e le alternative”
- Michelangelo De Palma (FederBio Servizi srl) su “ Le opportunità dell’OCM vino per il comparto biologico”
Interventi programmati a cura dei Consorzi Tutela Vini
Conclusioni - Roberta Cafiero (Dirigente Ufficio PQAI 1 del MiPAAFT) | Modera FederBio (Puglia)









