Il miglior formaggio al mondo è biologico
farmaggi biohomeQuest’anno il miglior formaggio al mondo è biologico e viene dagli USA: si chiama Rogue Creamery e ha vinto il World Cheese Awards.
Non solo il miglior formaggio al mondo è biologico, ma viene dall’Oregon, negli Stati Uniti, ed è stato il primo formaggio USA a guadagnarsi il podio più alto nel World Cheese Awards. Il particolare prodotto si chiama Rogue Creamery ed è un formaggio erborinato, un blue cheese come direbbero gli americani, simile per certi versi al nostro Gorgonzola. Il trucco del suo successo? Le foglie di Syrah.
Non solo il miglior formaggio al mondo è biologico, ma viene dall’Oregon, negli Stati Uniti, ed è stato il primo formaggio USA a guadagnarsi il podio più alto nel World Cheese Awards. Il particolare prodotto si chiama Rogue Creamery ed è un formaggio erborinato, un blue cheese come direbbero gli americani, simile per certi versi al nostro Gorgonzola. Il trucco del suo successo? Le foglie di Syrah.
Com’è prodotto il miglior formaggio al mondo
Per vincere la sua posizione di miglior formaggio al mondo il Rogue Creamery si è scontrato con più di 3.800 formaggi diversi, provenienti da 42 paesi diversi. Per capire il motivo dietro al successo di questo prodotto bisogna innanzitutto sottolineare che si tratta di un formaggio stagionale e biologico, preparato con latte di mucca e stagionato tra i 9 e gli 11 mesi in una grotta.
Fonte: InNaturale.it
Autore: redazione
Convegno - Nuova lex biologico, le opportunità
federbioDOVE:
Sala Fondazione di Fico - Bologna
QUANDO:
9 dicembre 2019 h. 10:00
Quali opportunità offre la nuova legge sul biologico: se ne parlerà in modo approfondito nel corso di un convegno promosso da Anabio – Cia il prossimo 9 dicembre a Bologna presso la Sala Fondazione di Fico a partire dalle ore 10.
Dopo il saluto di Duccio Caccioni, presidente della Fondazione Fico, seguiranno gli interventi di Massimo Fiorio della Cia nazionale che entrerà nel merito della proposta di legge sulla agricoltura biologica. A seguire Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma SpA (Mercato e transazioni dei prodotti bio in Europa e nel mondo), Giovanni Dinelli, del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (Il settore biologico in Italia e in Emilia Romagna).
Al termine degli interventi seguirà una tavola rotonda con l’on. Maria Chiara Gadda alla quale parteciperanno Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, Fabrizio Piva, direttore Ccpb, Federico Marchini, presidente nazionale Anabio-Cia. Coordinerà il dibattito Claudio Ferri, direttore Agrimpresa.
Al termine della mattinata concluderà i lavori Dino Scanavino, presidente nazionale Cia – Agricoltori Italiani
INFO E CONTATTI
«Ambiente, biologico e nuove generazioni nella nuova Politica agricola Ue»
homePACIl nuovo commissario all'Agricoltura Janusz Wojciechowski detta l'agenda in vista della riunione con i ministri agricoli europei del 16 dicembre: l'obiettivo è ridurre l'agricoltura intensiva e l'uso di chimica nei campi.
FederBio soddisfatta: il biologico al centro del Green Deal Europeo
agricoltura biologicagreen dealin primo pianoIl documento presentato dalla presidente della commissione EU Ursula Von Der Leyen punta su una strategia di crescita verde che dovrà portare l’Europa a essere il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.
Bologna, 12 dicembre 2019 – L’incremento dei terreni coltivati ad agricoltura biologica è tra le 50 proposte della roadmap del Green Deal europeo presentato dalla Presidente della Commissione europea. Il piano prevede iniziative volte a favorire l’economia circolare, gli investimenti verdi in Europa e la strategia “Dal produttore al consumatore” per progettare un sistema alimentare giusto, sano e rispettoso dell’ambiente attraverso la diffusione di pratiche sostenibili come l’agricoltura e l’allevamento biologici.
FederBio valuta estremamente positivi anche i piani strategici finalizzati a ridurre significativamente l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e antibiotici la cui attuazione non può prescindere dalla conversione al biologico.
“Esprimiamo grande soddisfazione per la nuova strategia di crescita verde per l’Europa presentata al Parlamento EU da Ursula von der Leyen. Il Green Deal europeo è un vero e proprio cambio di paradigma e tra le proposte l’approccio agroecologico e la transizione verso l’agricoltura biologica per favorire la biodiversità e il contrasto al cambiamento climatico rappresentano alcuni dei punti fondamentali. Inoltre, c’è una chiara indicazione affinché i piani strategici nazionali della Politica Agricola Comunitaria (PAC) riflettano pienamente l’ambizione del Green Deal e siano indirizzati a ridurre significativamente l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici nonché l’uso di antibiotici e a premiare gli agricoltori per il miglioramento delle prestazioni ambientali e climatiche. Auspichiamo che le direttive europee siano propulsive per una veloce approvazione al Senato della proposta di legge sull’agricoltura biologica, già approvata a grande maggioranza alla Camera”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
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FederBio e Unione Italiana Vini siglano un'intesa per la tutela e la valorizzazione del settore vitivinicolo biologico italiano
Accordiin primo pianovino biologicoSarà avviata una consultazione sulle tematiche relative al vino biologico nell’ambito di un Tavolo Tecnico di UIV che verrà convocato per esaminare e approfondire questioni di comune interesse.
Bologna, 10 dicembre 2019 – Proteggere e migliorare l’ambiente: questo l’obiettivo primario della partnership appena firmata tra FederBio, la Federazione nazionale che da oltre 27 anni tutela e valorizza l’agricoltura biologica e biodinamica in Italia, e UIV, Unione Italiana Vini, la più rappresentativa associazione del settore vitivinicolo nazionale.
Conservare e incrementare la biodiversità vegetale anche attraverso l’ottimizzazione del “Made in Italy” alimentare, puntare sulla qualità e sull’autenticità del vino prodotto in Italia con metodo biologico e biodinamico, regolamentato e certificato, supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane del settore vitivinicolo. Questi gli altri temi al centro dell’accordo tra le due organizzazioni.
Le varie tematiche relative alla produzione di vino biologico verranno trattate all’interno del Tavolo Tecnico di UIV già attivato. Inoltre le parti, secondo necessità, si consulteranno per definire insieme iniziative progettuali, divulgative, tecniche, formative e promozionali in Italia e all’estero che potranno svolgersi anche all’interno di sistemi fieristici del settore agro-alimentare.
“Questo accordo concluso con la Federazione che rappresenta i vari settori del biologico italiano dimostra la volontà di Unione Italiana Vini di promuovere l’eccellenza del vino italiano in tutti i suoi aspetti e di adeguarsi costantemente alla nuova sensibilità dei consumatori sempre più attenti a un consumo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Nel partenariato con FederBio, UIV apporterà la sua competenza tecnica a tutto campo nell’ambito della produzione di vino biologico” ha spiegato Ernesto Abbona, Presidente di UIV.
Negli ultimi otto anni la viticoltura bio italiana è più che raddoppiata (+ 107% dal 2011 al 2018), inoltre con un’incidenza pari al 15,8% l’Italia è il primo Paese per quota di vigneto biologico sulla superficie vitata totale.
Secondo i dati Sinab, i vini e gli spumanti biologici hanno fatto registrare un incremento sia per quanto riguarda il fatturato (+38,6% nel 2018) che come quota sul totale del comparto con un’incidenza dell’1,4%. Nei primi otto mesi del 2019 le vendite di vino bio nella grande distribuzione hanno raggiunto 35,2 milioni di euro con una crescita esponenziale del 363% rispetto al 2016 (Fonte: Osservatorio Bio Nomisma).
“La coltivazione biologica viene identificata sempre di più come un metodo avanzato che contribuisce a esaltare la qualità dei vini, in particolare quando parliamo di vini legati al territorio, anche nelle piccole denominazioni. Data la complessità e la vastità degli obiettivi di sviluppo della vitivinicoltura biologica e biodinamica nazionale, è importante attivare forme di collaborazione e sinergie come quella con l’Unione Italiana Vini. Questo accordo intende preservare e migliorare la qualità dell’ambiente rurale e rafforzare la capacità competitiva e d’innovazione delle imprese italiane del settore attraverso lo sviluppo dell’agricoltura biologica”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
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Giornata mondiale del suolo FederBio esorta: tuteliamolo, è fonte di vita da cui dipende il 95% della produzione di cibo
Cambiamenti ClimaticihomeSuoloBologna, 05 dicembre 2019 – Serve una gestione sempre più sostenibile del suolo. In occasione della sua giornata mondiale, FederBio ricorda l’importanza di tutelare la fertilità del terreno, preziosa risorsa dove si concentra il 90% della biodiversità del pianeta in termini di organismi viventi.
Dai dati FAO, si stima che oltre il 33% dei suoli mondiali sia moderatamente o fortemente degradato. Il fattore preoccupante è che, nel mondo, ogni mezz’ora vengono persi 500 ettari per erosione, inquinamento o cementificazione. Mentre per formare 1 centimetro di suolo fertile occorrono dai 100 ai 1000 anni.
L’agricoltura intensiva, la monocoltura, l’uso di diserbanti e concimi chimici di sintesi sono tra gli elementi che più impoveriscono il terreno, riducendo la materia organica e la concentrazione di microrganismi e quindi la fertilità.
Secondo un recente studio, l’erosione in Italia interessa un terzo della superficie agricola del Paese e genera una perdita annuale di produttività pari a 619 milioni di euro (Panagos et al. 2018). In contrapposizione, l’agricoltura biologica e le colture organiche regalano sostanze nutritive al terreno, invece che esaurirle, consumando il 45% in meno di energia. Il mantenimento della fertilità dei suoli, infatti, in agricoltura biologica rappresenta un presupposto fondamentale per consentire alle colture condizioni di vita più salubri ed equilibrate e quindi la rinuncia all’impiego di input chimici di sintesi.
“Un terreno degradato riduce la sua capacità di mantenere e immagazzinare carbonio, contribuendo a minacce globali come il cambiamento climatico. È quindi necessario e urgente un impegno finalizzato a prevenire il deterioramento irreversibile del suolo e ad accelerare l’attuazione delle misure di ripristino e per questo è fondamentale investire in termini strategici per la diffusione dell’agricoltura biologica e biodinamica basate proprio sull’aumento della fertilità del suolo. Anche la FAO indica come strategico l’approccio agroecologico di cui l’agricoltura biologica rappresenta il modello più avanzato ed efficiente, in grado di rispondere concretamente a obiettivi fondamentali come il contrasto al cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e la fertilità dei terreni”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Contrasto al Climate Change: FederBio sostiene il Friday for Future del 29 novembre
Cambiamenti Climaticiin primo pianoBologna, novembre 2019 – FederBio, la Federazione nazionale che da oltre 27 anni tutela e valorizza l’agricoltura biologica e biodinamica in Italia, è accanto alle giovani generazioni che scenderanno nelle piazze italiane in occasione del quarto sciopero globale per il clima: “Block the planet” di Friday for Future.
Il cambiamento climatico costituisce a tutti gli effetti una minaccia alla sicurezza alimentare delle popolazioni sia rurali che urbane, con conseguenze che variano dai fenomeni migratori alle carestie. Inoltre, il modello agricolo convenzionale e l’uso attuale del suolo sono responsabili del 24% delle emissioni di gas serra.
Impiegando il 45% in meno di energia rispetto all’agricoltura convenzionale e producendo una riduzione del 40% di gas serra, il metodo di coltivazione biologica può contribuire significativamente a mitigare il cambiamento climatico.
“Il Friday for Future è figlio della consapevolezza delle nuove generazioni che chiedono azioni concrete e urgenti per il contrasto al cambiamento climatico e noi siamo sempre al fianco di chi vuole preservare il pianeta. L’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), nel rapporto ‘Climate Change Adaptation in the Agricultural Sector in Europe’, ha lanciato un ammonimento inequivocabile sull’impatto devastante della crisi climatica sull’agricoltura. I metodi di produzione biologico e biodinamico costituiscono un approccio efficace nel mitigare il cambiamento climatico, rappresentano quindi il punto di riferimento per il futuro, poiché sono in grado di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale”, ha affermato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.
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"Save the bees and the farmers": parte la raccolta di firme dei cittadini europei per chiedere un altro modello agricolo
Cambia la TerrafederbiohomeFederBio e la sua campagna “Cambia la Terra” aderiscono all’Ice: in un anno dovranno essere raccolte almeno un milione di forme in sette Paesi UE
Bologna 25/11/2019 - Firmare per salvare api e agricoltori dalla chimica di sintesi. Parte oggi in tutta Europa la raccolta delle firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Ice) “Save Bees and Farmers! Verso un’agricoltura favorevole alle api per un ambiente sano”. FederBio e Cambia la Terra, il progetto voluto da FederBio e sostenuto da Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente e WWF, aderiscono alla campagna assieme alle maggiori associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica.
“Il fine della raccolta di firme è quello di cambiare il modello agricolo nel suo complesso. Le api sono vere e propre sentinelle dell’inquinamento ambientale: se le salviamo, salviamo anche la salute dei cittadini e di chi lavora la terra”, afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, l’associazione che ha ideato e coordina la campagna Cambia la Terra.
Eliminare completamente i pesticidi di sintesi dai campi entro il 2035 partendo dalle sostanze più pericolose, con un primo step dell’80% al 2030. Ripristinare gli ecosistemi naturali nelle aree agricole affinché l’agricoltura possa diventare una forza motrice per il recupero della biodiversità. Riformare il settore dando priorità all’agricoltura biologica e di piccola scala, diversificata e sostenibile. Sono questi gli obiettivi della Ice, lo strumento con cui i cittadini possono chiedere alla Commissione e al Parlamento europei di affrontare un tema strategico per le loro vite. L’iniziativa punta a raccogliere in un anno un milione di firme in almeno 7 diversi Paesi Ue.
“Il modello agricolo attuale punta sulla massimizzazione delle rese e sulla rincorsa all’abbassamento del prezzo all’agricoltore, in presenza di uno spreco alimentare sui campi e sulle tavole del 30% dei cibi. Le conseguenze sono l’inquinamento dei suoli, della falda, del cibo e la costante riduzione del reddito degli agricoltori”, rileva Mammuccini. “I primi a pagare questo stato di cose sono quindi gli agricoltori e le popolazioni rurali, i principali soggetti a essere messi a rischio dall’uso di sostanze sempre più potenti e con effetti sempre più fuori controllo sulla salute, sull’ambiente e sul clima. Nello stesso tempo, ogni 3 minuti in Europa chiude un’azienda agricola. Pare abbastanza evidente che continuare a seguire le orme di quella che fu chiamata rivoluzione verde non funziona più per nessuno”.
“Save Bees and Farmers!” è una Ice sostenuta da circa 70 soggetti a livello europeo: associazioni di agricoltori, istituzioni scientifiche, movimenti di cittadini e Ong ambientaliste tra cui Pesticide Action Network (Pan) Europe e Friends of the Earth. Ora i cittadini europei potranno firmare online anche sul sito www.cambialaterra.it e chiedere in prima persona alla Commissione europea di favorire un modello agricolo che permetta ad agricoltori e api di prosperare in un ambiente sano. In pratica riconciliare agricoltura, salute e biodiversità a vantaggio di tutti.
Convegno: "Agroalimentare Bio 4.0 " - Torino, sabato 23 novembre 2019
federbiohomeSi svolgerà sabato 23 novembre a Torino il convegno dal titolo "Agroalimentare Bio 4.0 ". All'evento, organizzato presso la Sala D'Onore Castello del Valentino dalle ore 9.00 alle ore 13.00, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
PROGRAMMA
9.00 - Accredito partecipanti
9.30 - Presentazione A. FERRENTINO, Presidente Città del Bio
Saluti:
- Presidente Giunta Regione Piemonte A. CIRIO
- Presidenza ALI - Autonomie Locali Italiane V. LUCCIARINI
9.45 - Relazione introduttiva On. S. FREGOLENT, Coordinatrice per la Camera dei Deputati dell’Intergruppo Parlamentare Amici del Bio
10.15 - Sessione esperienziale a cura di Città del Bio Promozioni Srl
11.00 – Tavola rotonda coordinata da LUCA FERRUA (La Stampa), partecipano:
- Presidente Nazionale FederBio - M. G. MAMMUCCINI
- Presidente Coldiretti Piemonte - R. MONCALVO
- Presidente Confagricoltura Piemonte - E. ALLASIA
- Presidente CIA Piemonte - G. CARENINI
12.20 – Intervento conclusivo del Ministro dell’Agricoltura, On. Teresa BELLANOVA
«L'agroecologia è un movimento dal basso per preservare suolo, cibo e salute»
agroecologiafederbioin primo pianoMammuccini«L’attuale modello di produzione e consumo non è più sostenibile. La cosiddetta rivoluzione verde della chimica ha fallito»: dalla dura critica uscita dal workshop "Agroecologia per l'agricoltura biologica» tenutosi a Firenze emergono però anche soluzioni e proposte per cambiare il paradigma nella produzione del cibo e nel rapporto con il suolo e i territori.
«L’attuale modello di produzione e consumo non è più sostenibile. La rivoluzione verde ha fallito, e non solo perché ha creato un sistema alimentare insostenibile dal punto di vista sanitario, sociale e ambientale, ma anche e soprattutto perché ha imposto un sistema iperspecializzato, basato su dipartimenti e standardizzazione, per cui è venuto a mancare il dialogo tra le varie materie e, ancor peggio, tra le persone. Quello che manca oggi, in agricoltura, e non solo, è la capacità di fare rete, di avere un approccio sistemico, una visione olistica che riconcili arte e scienza della sostenibilità». Sono alcune delle parole pronunciate durante il workshop dal titolo “Agroecologia per l’agricoltura biologica” tenutosi nell’Aula Magna della Scuola di Agraria dell’Università di Firenze.
L'aula era gremita, l'iniziativa è stata promossa da Aida, FederBio, Associazione per l'agricoltura biodinamica, Apab, Agroecology Europe e molti altri. L'interesse per questi argomenti è grande e crescente.
Molto interessanti sono stati gli interventi del professor Stefano Bocchi dell’Università di Milano e presidente di AIDA Associazione Italiana di Agroecologia; del dottor Stefano Canali del CREA, presidente RIRAB e responsabile scientifico del progetto RETIBIO; del dottor Tommaso Gaifami di Agroecology Europe Youth Network; del professor Guido Gualandi, presidente dell'Associazione Grani Antichi di Montespertoli; del dottor Maurizio Agostino di Humus, la Rete Sociale per la Bioagricultura Italiana; della professoressa Laura Mugnai, patologa viticola dell’Università di Firenze; di Claudio Pozzi della Rete Semi Rurali; del professor Andrea Martini, dell’Associazione Italiana di Zootecnia Biologica e Biodinamica; della dottoressa Maria Grazia Mammuccini presidente di FedeBio e del dottor Carlo Triarico residente Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e vicepresidente di FederBio.
Fonte: TerraNuova.it
Autore: Elena Tioli








