Maria Grazia Mammuccini è il nuovo Presidente di FederBio
homeLa nuova guida della Federazione sarà in carica per il triennio 2020-2022. Confermati i vice presidenti Andrea Bertoldi, Carlo Triarico, Matteo Bartolini. Paolo Carnemolla, past President, ha assunto il ruolo di Segretario Generale. L’Associazione dei produttori biologici di Coldiretti è diventata socia di FederBio.
Bologna, 27 giugno 2019 - A seguito dell’Assemblea dei Soci, tenutosi oggi a Bologna, è stato definito il nuovo assetto organizzativo della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica per il prossimo triennio.
Maria Grazia Mammuccini è stata acclamata Presidente della Federazione mentre Paolo Carnemolla, past President, assumerà la carica di Segretario Generale. E’ stata accolta all’unanimità la domanda di Anagribios, l’Associazione di produttori biologici di Coldiretti di diventare socia di FederBio.
Sono stati inoltre confermati i Vicepresidenti Matteo Bartolini, Andrea Bertoldi e Carlo Triarico. Nell’Ufficio di Presidenza assieme a Maria Grazia Mammuccini sono stati eletti Rossella Bartolozzi, Claudia Bastia, Michele Monetta e Enrico Casarotti. Si tratta di figure con competenze ed esperienze in diversi ambiti del biologico che affiancheranno il lavoro della nuova presidenza nello sviluppo dei diversi temi su cui la federazione è impegnata.
Entrano inoltre nel Consiglio Direttivo della Federazione il Presidente di Bioland Italia Toni Riegel e il Presidente di AIAB Emilia Romagna Antonio Lofiego. In questo modo nel gruppo dirigente di FederBio si rafforza la componente femminile e quella dei produttori agricoli, oltre che vedere rafforzata la rappresentatività della Federazione quale casa comune del biologico e biodinamico italiano.
Maria Grazia Mammuccini: la biografia
Toscana, Amministratore Unico della Società Nuova Agricoltura che gestisce un’azienda vitivinicola e olivicola a conduzione biologica, dal 2015 fa parte dell’Ufficio di Presidenza di FederBio.
È Portavoce della Coalizione Italiana StopGlifosato alla quale aderiscono 52 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e biodinamica e dei consumatori e coordinatrice della Campagna “Cambia la Terra-No ai pesticidi Si al biologico”.
È socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali. Per 5 anni, dal 2011 al 2016 è stata Vicepresidente di Navdanya International, associazione onlus per la difesa dei semi locali, della biodiversità e dei piccoli agricoltori presieduta dalla scienziata ambientalista indiana Vandana Shiva. Per 15 anni, dal 1995 al 2010, ha diretto l’Arsia - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo-Forestale – ente strumentale della Regione Toscana per il collegamento tra la ricerca, le imprese ed il territorio. Per la Regione Toscana ha coordinato iniziative di carattere internazionale quali la Commissione Internazionale per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità e a livello nazionale la Rete Interregionale per la Ricerca Agraria e Forestale. E’ stata inoltre componente per dieci anni dal 2001 al 2011 del Consiglio di Amministrazione del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura) Istituzione scientifica nazionale del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Le linee programmatiche dalla nuova Presidenza
Tra le priorità strategiche evidenziate da Mammuccini:
- L’approvazione al Senato del progetto di legge sull’agricoltura biologica che consentirà tra le altre cose il riconoscimento di un organismo interprofessionale per il settore e di lavorare su un logo nazionale di prodotto bio.
- Il sostegno e il rafforzamento delle filiere attraverso la promozione dell’aggregazione delle aziende in progetti comuni.
- Il riconoscimento e sostegno alla diffusione dei biodistretti.
- Il rafforzamento in termini strategici delle politiche e degli investimenti per la ricerca e l’innovazione, la formazione ed i servizi tecnici per il biologico e biodinamico.
- Il miglioramento costante del sistema dei controlli attraverso gli OdC, la vigilanza, e gli operatori, che devono essere chiamati ad assumersi in modo netto le loro responsabilità.
- Lo sviluppo delle piattaforme informatiche per la tracciabilità e la trasparenza delle transazioni.
Per dare concretezza a questi obiettivi prioritari sarà indispensabile agire anche sulle scelte relative al nuovo ciclo di programmazione della PAC affinché vengano profondamente innovate le strategie, puntando a un modello agricolo basato sui principi dell’agroecologia, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica sono le applicazioni concrete più diffuse.
In stretto collegamento con la PAC, ulteriore punto strategico sul quale agire sarà la revisione del Piano d’Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
“Siamo in una fase decisiva per il biologico e la priorità fondamentale che abbiamo di fronte è dare più forza ai produttori agricoli per far crescere la produzione nazionale e costruire solide filiere di Made in Italy bio; è questa la prima condizione per difendere il “vero biologico” italiano. In questa fase di crescita del bio dobbiamo lavorare per affermare il principio del “giusto prezzo” per i prodotti agricoli e per costruire la “Casa comune del biologico e biodinamico italiano” con una governance di donne e uomini capaci di misurarsi con i tanti aspetti che il biologico deve affrontare, quello ambientale, climatico, della salute oltre a quello economico e sociale” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
FederBio: soddisfazione per l’operazione investigativa “Bad Juice” sulla maxi frode nella produzione e commercializzazione di falsi prodotti biologici
homeL’azione investigativa, condotta dagli ispettori dell’ICQRF e dai militari della Guardia di Finanza di Pisa, ha sgominato un’associazione criminale dedita alla produzione e commercializzazione di succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine, falsamente dichiarato biologico di origine europea.
Bologna, 26 giugno 2019 – FederBio, la Federazione nazionale che dal 1992 tutela e rappresenta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, si congratula con l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) e i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa per avere sventato una maxi frode nella produzione e commercializzazione di falsi prodotti biologici per un valore di oltre 6,5 milioni di euro.
Le indagini hanno accertato che l’organizzazione criminale, articolata su diversi livelli gerarchici con il diretto intervento di soggetti prestanome in territorio nazionale ed estero, ha prodotto e commercializzato nel territorio dell’Unione europea 1,4 milioni di kg di succo concentrato di mela sofisticato con acqua e sostanze zuccherine dichiarandolo falsamente come biologico di origine europea.
Le indagini della Procura di Pisa hanno permesso di eseguire 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di sottoporre a sequestro 6 società, beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6.500.000 euro.
“Pieno sostegno e fiducia alla Magistratura e alle Autorità di polizia giudiziaria che hanno smascherato una rilevante frode nel comparto dei succhi e preparati di mele spacciati per biologici. Ancora una volta si sono sfruttate le debolezze del sistema di certificazione attuale, che FederBio denuncia da anni, per truffare sia i consumatori che i produttori biologici onesti, che sono la grande maggioranza ma che vedono diminuire i prezzi di acquisto dei loro prodotti per la concorrenza crescente di prodotti convenzionali camuffati da biologici, non solo di provenienza estera. Senza una vera tracciabilità a sistema, come quella che FederBio ha proposto e realizzato da tempo, e senza interventi drastici su alcuni organismi di certificazione in palese conflitto d’interesse o inadeguati a svolgere un controllo efficace nell’era del digitale e della blockchain, il rischio rimarrà elevato. FederBio è pronta a costituirsi Parte civile anche in questa indagine, come ha già fatto in tutte le vicende di frode che hanno riguardato il settore biologico nazionale negli ultimi anni”, ha affermato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.
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Riforma PAC post 2020: CambiamoAgricoltura, delude il nuovo documento senza ambizioni del Consiglio europeo
CambiamoAgricolturahomeLe Associazioni delle Coalizione #CambiamoAgricoltura, unitamente alle ONG ambientaliste a livello EU, esprimono la loro delusione per il documento del Consiglio Agricoltura UE presentato al termine del semestre di presidenza Rumena.
Roma, 19 giugno 2019. Il Consiglio AGRIFISH dell'UE ha presentato ieri, 18 Giugno, la "Relazione sullo stato di avanzamento della riforma della PAC”. All'inizio di quest'anno le ONG ambientaliste a livello Europeo, supportate a livello nazionale dalla Coalizione #CambiamoAgricoltura, hanno più volte richiesto ai Ministri dell’agricoltura degli Stati Membri di impegnarsi affinché la PAC nella futura programmazione abbia realmente degli obiettivi ambientali più ambiziosi. La relazione sullo stato di avanzamento dei lavori mostra tuttavia che la riforma della PAC proposta dai Ministri UE all’agricoltura va decisamente in senso contrario a questa richiesta, non riuscendo a compiere alcun progresso per la conservazione della natura.
Sulla base della relazione sullo stato di avanzamento dei lavori, infatti, risulta evidente che:
- Nessun fondo in più è stato assegnato con finalità esclusiva la protezione della natura
- Si chiede un ruolo indebolito delle autorità ambientali
- Viene assegnato più spazio per i governi per sovvenzionare l'agricoltura intensiva
Sono richieste che non garantiscono risposte adeguate alla crisi della biodiversità, evidenziata di recente dal Rapporto IPBES delle Nazioni Unite e dalla FAO, imputabile in gran parte proprio all’agricoltura. I Ministri dell’Agricoltura UE stanno dimostrando di non avere consapevolezza della gravità della perdita di biodiversità connessa alle pratiche agricole, paragonabile per impatti e gravità agli effetti dei cambiamenti climatici.
Allo stato attuale, 60 miliardi di euro di denaro dei contribuenti europei vengono spesi ogni anno per le sovvenzioni della PAC che finanziano soprattutto l'agricoltura intensiva e l'agricoltura industriale. Il modello di agricoltura intensiva è una delle principali cause della perdita di biodiversità, dell'inquinamento idrico e atmosferico, dell'uso eccessivo di acqua e contribuisce al cambiamento climatico.
“Questa relazione sui progressi compiuti dovrebbe essere definita relazione di regresso.” affermano gli esponenti della Coalizione, che riunisce le maggiori sigle del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica (WWF, Lipu, FAI, Legambiente, Pro Natura, AIAB, FederBio, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e ISDE).
“Questa posizione del Consiglio di sicuro non migliora lo stato dell'ambiente e della biodiversità. Purtroppo è proprio l’Italia uno dei Paesi che sostiene le posizioni arretrate e più critiche di questo documento. La Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede per questo al Ministro Centinaio di rivalutare la posizione del nostro Paese, proprio per qualificare l’agricoltura italiana che punta sulla qualità del Made in Italy basato proprio sulla tutela della biodiversità e sul valore ambientale dei territori rurali”.
La Coalizione ha prodotto un documento di richieste per la futura PAC, disponibile sul sito web www.cambiamoagricoltura.it
Il presente comunicato è inviato dall’Ufficio Stampa del Wwf Italia per nome e per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura.
Liberi dai pesticidi: l'Italia comincia dai comuni
Cambia la TerrafederbiohomeStopGlifosatoDistanze di sicurezza per l'uso dei pesticidi, informazione ai cittadini, sostegno al biologico in città e sui campi: dai territori e dalle associazioni le richieste al piano di azione nazionale sui fitofarmaci
12 giugno 2019, ore 10,00 Museo Orto Botanico - Sala Aranciera
L.go Cristina di Svezia 24 - Roma
Roma, 12 giugno. Vallarsa, dove chi non coltiva bio deve attivare una polizza assicurativa per il risarcimento di spese e danni prodotti dall’inquinamento causato dalla sua attività. Belluno, che volente o nolente si è ritrovata nell’area di produzione del prosecco e nel grande abuso di pesticidi. Carmignano, che dopo il divieto d’uso del glifosato su tutto il territorio comunale e l’approvazione del regolamento che vieta pesticidi sul verde urbano, punta a diventare 100% bio entro la fine del prossimo anno. E ancora Melpignano, dove il Comune concede terreni ai giovani e ai disoccupati a patto che coltivino biologico, e piantino almeno una specie tradizionale. Infine, Tollo, dove i coltivatori bio danneggiati dalla dispersione accidentale di pesticidi da campi vicini hanno diritto a un indennizzo. Sono solo cinque dei quasi 70 comuni italiani che hanno regolamentato l’uso dei pesticidi: una lista parziale destinata ad allungarsi.
Saranno i loro sindaci a raccontare le storie di comunità locali che si sono attivate per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente partendo dai regolamenti cittadini: divieto di pesticidi nei giardini pubblici, sulle alberature e le aiuole, soprattutto nei parchi giochi e nelle scuole. Ma anche aiuto concreto a chi, nelle aree agricole periurbane, vuole coltivare senza ricorrere alla chimica di sintesi. Lo faranno nel convegno “Liberi dai pesticidi: l'Italia comincia dai Comuni” organizzato da Cambia la Terra, la campagna voluta da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente e WWF. Un incontro che si tiene proprio in coincidenza con una delle tappe per la realizzazione del prossimo Piano di Azione per l’uso sostenibile dei pesticidi (PAN), alla revisione presso i ministeri competenti, prima di essere avviato alla consultazione pubblica.
“Aumento delle superfici coltivate ad agricoltura biologica, eliminazione dei pesticidi dannosi per le specie protette nelle aree tutelate in base alle direttive UE (siti Natura2000), tecniche bio per la gestione del verde pubblico e privato in città, controllare la dispersione di fitofarmaci a seguito dei trattamenti dei campi, distanze di sicurezza tra case e campi dove si usa chimica di sintesi così come tra coltivazioni biologiche e non per evitare contaminazioni accidentali. Molte delle richieste che una vasta coalizione di associazioni ha rivolto al governo per la redazione del nuovo PAN prendono spunto proprio dalle pratiche virtuose dei Comuni liberi dai pesticidi cui oggi abbiamo voluto dare eco”, dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce di Cambia la Terra. “Con Federbio e una vasta coalizione di associazioni del biologico, ambientali e della società civile (Aiab, Associazione per l’agricoltura biodinamica, FAI, FIRAB, Greenpeace, Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, WWF) abbiamo chiesto l’apertura di un confronto che porti passi in avanti rispetto al precedente PAN del 2014, un atto di indirizzo che di fatto non ha definito obiettivi tangibili e monitorabili di riduzione d’uso dei pesticidi di sintesi chimica e ha dato priorità a metodi che ne fanno largo uso invece di favorire pratiche agricole rispettose della salute dei cittadini e dell’ambiente come l’agricoltura biologica e biodinamica”.
È insomma un’Italia che parte dalle esperienze locali, dall’impegno concreto di sindaci e amministratori locali, dalle richieste di gruppi di cittadini organizzati sui territori (ad esempio quelli che hanno promosso le Marce contro i pesticidi nel Veneto, o il Gruppo No Pesticidi che si muove sui social a colpi di decine di migliaia di adesioni) quella che si incontra nel convegno Liberi da pesticidi. Per portare non solo il racconto di esperienze che stanno funzionando ma anche delle proposte agli indirizzi futuri della politica nazionale sull’agroecologia.
Le richieste che ne emergono sono puntuali:
- Ridurre tutti i rischi: adozione di tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e privato. Affrontare con adeguati sistemi di monitoraggio e controllo la cosiddetta ‘deriva’ (ovvero la dispersione dei pesticidi) per garantire la tutela della popolazione, dei corpi idrici e delle produzioni biologiche che rischiano il declassamento in caso di contaminazione. Introdurre delle distanze minime dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche dai campi convenzionali. Durante i trattamenti con fitofarmaci di sintesi garantire una adeguata informazione ai cittadini residenti nelle aree rurali. Valutare nuove regole per i principi attivi ritrovati con maggiore frequenza nelle acque a seguito del monitoraggio condotto dall'ISPRA.
- Colmare il ritardo del PAN rispetto all’agricoltura biologica, puntare al raggiungimento del 40% della superficie agricola coltivata a bio con strumenti idonei di formazione, consulenza e informazione.
- Eliminare dai siti Natura2000 i pesticidi di cui è stata accertata la nocività per habitat e specie delle Direttive UE biodiversità, promuovendo la conversione al metodo al biologico per le aziende nelle aree protette
- Rafforzare gli investimenti in ricerca e innovazione per l’agroecologia verso tecniche colturali che escludano o riducano drasticamente la necessità d’uso dei pesticidi.
- Promuovere progetti di formazione e di supporto tecnico per l’innovazione e per la diffusione di approcci agroecologici e mezzi di lotta biologica anche sostenuti da adeguati investimenti su strumenti e sistemi di monitoraggio agrometeorologico.
– Coinvolgere nel percorso di applicazione del PAN, oltre alle istituzioni pubbliche, le Associazioni agricole, ambientaliste, dell’agricoltura biologica, dei consumatori e il mondo scientifico.
Al convegno, oltre a Jacopo Massaro (Sindaco di Belluno), Edoardo Prestanti (Sindaco di Carmignano -Prato), Ivan Stomeo (Sindaco di Melpignano -Lecce- e delegato ANCI all’Energia e rifiuti ), Angelo Radica (Sindaco di Tollo - Chieti), Massimo Plazzer (Sindaco di Vallarsa -Trento) partecipano Maria Grazia Mammuccini, portavoce di Cambia la Terra e ufficio di presidenza FederBio; Carlo Zaghi, Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali Ministero dell’Ambiente; Emanuela Pace, ricercatrice ISPRA; Laura Viganò, ricercatrice CREA; Patrizia Gentilini, medico oncologo e membro di ISDE Italia - Medici per l’ambiente; Daniela Sciarra, responsabile filiere agroalimentari Legambiente; Federica Luoni, Area Conservazione Natura LIPU; Franco Ferroni, responsabile Agricoltura & Biodiversità WWF; Elisa Mussio, Pesticide Action Network (PAN)-Europe Campaigns and Communications assistant; il Comitato Marcia Stop Pesticidi; Renato Bottiglia, coordinatore del Gruppo No Pesticidi.
Cambia la terra – No ai pesticidi, sì al biologico è un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da FederBio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca.
Biocontrol 2019: Convegno Internazionale sul Controllo Biologico delle Malattie Batteriche delle Piante - Viterbo, da martedì 9 a giovedì 11 luglio 2019
Il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE) dell'Università della Tuscia (UNITUS) in collaborazione con la FAO, organizza Biocontrol 2019. L'evento si terrà a Viterbo, all'Università della Tuscia, presso il Polo di Agraria dal 9 all'11 Luglio. Si tratta del 4th International Symposium on Biological Control of Bacterial Plant Diseases (BIOCONTROL2019) che si terrà a Viterbo, all'Università della Tuscia, presso il Polo di Agraria, 9-11 Luglio 2019
Il Simposio, si terrà per la prima volta in Italia. In virtù della Sua rilevanza nazionale nel contesto biologico internazionale assume particolare rilevanza, e si fregia dei Patrocini Istituzionali e Scientifici di MIPAAFT, SIPaV, AIPP, MPU, ISPP e delle principali organizzazioni di produttori biologici (FEDERBIO, AIAB, ASSOBIO, FIRAB), dell'Associazione Nazione dell'Olivo e dell'Olio, come del CONAF, di CIA, Confagricoltura (VT-RI), Coldiretti (VT), CNPA, e dell'Amministrazione Comunale di Viterbo.
Biocontrol 2019 intende sviluppare una concreta occasione per il mondo della ricerca come per le associazioni di produttori, cooperative, i liberi professionisti e le società private interessate alla difesa/protezione e nutrizione bio/ecosostenibile delle colture agrarie tenendo conto degli indirizzi UE e non, per operare correttamente rispetto alle diverse emergenze fitosanitarie in tutto il mondo causate da differenti batteri fitopatogeni, condividendo le informazioni relative agli aspetti più rilevanti (dalla genetica alla diagnostica, agli agrofarmaci, agli agenti di biocontrollo, ai fertilizzanti, ai preparati microbiologici, ai biostimolanti, alle tecniche agronomico-colturali, come ai metodi/modelli previsionali, fino alla sicurezza/regolamenti normativi dei formulati commerciali), idonei per contrastare questi patogeni vegetali.
Tutte le info sono disponibili tramite info@biocontrol2019.com - www.biocontrol2019.com
Convegno: ""Lo zucchero italiano, traino della multifiliera agricola. Dal convenzionale al biologico la sostenibilità come comune denominatore" - Bologna, lunedì 10 giugno 2019
Si svolgerà lunedì 10 giugno, in occasione dell'Assemblea Generale dei Soci COPROB, il convegno dal titolo "Lo zucchero italiano, traino della multifiliera agricola. Dal convenzionale al biologico la sostenibilità come comune denominatore". All'evento, organizzato presso il Centro Congressi di FICO-Bologna in via Paolo Canali 8, parteciperà Paolo Carnemolla, presidente di FederBio.
5 giugno 2019: anche FederBio sostiene la Giornata mondiale dell’ambiente
federbiohomeL’agricoltura biologica e biodinamica si basano su un modello agroecologico di economia circolare che protegge la natura e la terra.
Bologna, 4 giugno 2019 – Il biologico ha un impatto positivo sull’ambiente, sul clima e favorisce la biodiversità. In occasione del World Environment Day che si celebra domani, mercoledì 5 giugno, e avrà come tema la lotta contro l’inquinamento dell’aria, FederBio evidenzia come l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentino esempi concreti di sostenibilità e tutela ambientale in quanto non utilizzano prodotti chimici di sintesi come fertilizzanti, diserbanti, insetticidi e anticrittogamici.
Unico modello agricolo disciplinato dalla Comunità europea, l’agricoltura biologica è un sistema di produzione che aumenta la fertilità del suolo, riduce l’inquinamento delle acque, tutela la salute dell’ecosistema e delle persone. Contribuisce inoltre a mitigare l’effetto serra e a sostenere l’adattamento al cambiamento climatico riducendone gli effetti.
“Per dare spazio alle istanze dei tanti giovani che in tutto il mondo manifestano per la difesa dell’unico pianeta che abbiamo, servono politiche all’altezza della situazione e occorre cambiare il modello produttivo anche in agricoltura. Oggi, l’innovazione necessaria è adottare l’approccio agroecologico di cui l’agricoltura biologica è l’applicazione più concreta, come strumento strategico attraverso il quale difendere le risorse naturali a cominciare dalla fertilità dei suoli per favorire il sequestro di carbonio, la tutela della biodiversità e della qualità delle acque”, ha affermato Maria Grazia Mammuccini dell’Ufficio di Presidenza FederBio.
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La Coalizione #CambiamoAgricoltura augura ai nuovi parlamentari italiani eletti nel Parlamento Europeo buon lavoro e ricorda l’urgenza della riforma della PAC post 2020 per una agricoltura più sostenibile
CambiamoAgricolturahomeRoma, 29 maggio 2019 - Il nuovo Parlamento Europeo, costituito dalle donne e dagli uomini premiate dal voto di domenica in Italia e negli altri Paesi europei, dovrà porsi senz’altro una priorità: rendere l’agricoltura europea più sostenibile per l’ambiente e la società. E’ questo il messaggio che le Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura inviano a tutti i nuovi parlamentari europei insieme ai migliori auguri di buon lavoro.
Utilizzare il 38% delle risorse del bilancio comunitario assegnate alla Politica Agricola Comune (PAC) dopo il 2020 per contrastare i cambiamenti climatici ed arrestare la perdita della biodiversità dovrà essere un impegno prioritario per tutti i neo rappresentanti dei cittadini europei.
Una priorità, ricorda la Coalizione #CambiamoAgricoltura, confermata anche dai risultati del rapporto su PAC e cambiamenti climatici, realizzato da esperti esterni per la Commissione europea e presentato ieri subito dopo il voto di domenica. Il documento, disponibile sul sito della Commissione https://ec.europa.eu/agriculture/content/evaluation-cap-climate-change-and-greenhouse-gas-emissions_it conferma le criticità della PAC attuale per la riduzione significativa delle emissioni di gas clima alteranti e l’urgenza di rinforzare gli impegni ambientali nei nuovi Regolamenti in discussione per il periodo di programmazione 2021-2027. I sussidi perversi della PAC attuale nel 2016 hanno ridotto le emissioni di gas serra di un misero 2% a fronte delle emissioni complessive dovute all’insieme delle pratiche agricole e zootecniche intensive che superano il 20% del totale, una PAC per questo non più sostenibile.
Le risorse della PAC dovrebbero essere destinate prioritariamente alle pratiche agricole che consentano di mitigare e compensare i cambiamenti del clima come il sostegno alle colture come le leguminose nell’ambito delle rotazioni e lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Un altro allarme che giustifica l’urgenza di una seria riforma della PAC è il drammatico declino della biodiversità a livello globale, lanciato nelle scorse settimane dall’IPBES e dalla FAO che hanno denunciato il serio rischio della perdita di oltre 1 milione di specie animali e vegetali per effetto delle attività umane, con la previsione di effetti devastanti sull’agricoltura. E in Europa è ancora una volta l’agricoltura intensiva ad essere indicata come la principale causa di tutto questo.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede per questo ai deputati neoeletti di mettere la mitigazione del clima e la conservazione della biodiversità al centro della futura politica agricola europea e si offre per un confronto loro per discutere fattivamente del decalogo della Coalizione per la nuova PAC, che è disponibile su www.cambiamoagricoltura.it.
"Biodiversità in campo" - Fortezza di Verrua Savoia (TO), domenica 2 giugno 2019
Si svolgerà domenica 2 giugno presso la Fortezza di Verrua Savoia (TO) l'incontro dal titolo "Biodiversità in campo". L'evento prevede passeggiate naturalistiche, degustazioni, incontri e dibattiti aperti a tutti.
PROGRAMMA:
Stand espositivi / apertura ore 9,30 – chiusura ore 18,30
Apertura stand di operatori agricoli per illustrare le varietà naturalistiche ed effettuare degustazione di prodotti di riconosciuta qualità e ottenuti con metodi sinergici con la natura.
Stand didattici sui temi del patrimonio naturalistico e della biodiversità per presentare le iniziative in atto nel campo della eco sostenibilità a cura di Associazioni, Istituti di ricerca, Enti pubblici.
Passeggiate naturalistiche / partenza ore 9,30
Ore 9.30 ritrovo presso area parcheggio Stagno degli Aironi, via Tre Po, Cavagnolo.
Ore 9.45-11.00 camminata fino alla riva del Po passando per stagni con osservatori per avifauna, radure e boschi con brevi interventi esplicativi sui temi:
1) interazione fauna selvatica, agricoltura e aree protette (botanico Franco Correggia),
2) creazione di zone umide in aree degradate perifluviali per attirare Avifauna ed Anfibi (Attilio Alessio, CCN);
3) monitoraggio degli habitat fluviali e didattica della biodiversità (Enrico Rivella e Mariangela Carpenzano, ARPA Piemonte); 4) ruolo di un Ente Parco nella gestione habitat (Monica Pogliano, Parco Po Torinese).
Ore 11.30: “Fiori d’inverno”: sul greto del Po una breve lettura, ispirata al romanzo “Il linguaggio degli immuni” di Andrea Solari, per chiedere alla natura di pensare in positivo a cura di Andrea Solari e Filippo Tosi.
Gastronomia e degustazioni / a partire dalle ore 13
Piatti a base di riso preparati e cucinati secondo una varietà di ricette etniche e regionali italiane, preparati da chef con scelta e accompagnamento di ingredienti, secondi piatti e dolci di produttori sensibili ai temi della biodiversità.
Incontri e dibattiti / dalle ore 15 alle ore 17
Workshop a cura all’associazione Fondiaria di Lauriano per presentare un progetto di valorizzazione delle potenzialità di un territorio con l’accorpamento di aree gestibili omogeneamente. Le finalità di tale accorpamento sono la conservazione della biodiversità e la conservazione del territorio nei suoi aspetti paesaggistici fondamentali.
Incontro – dibattito dedicato a “Riso e Biodiversità”, organizzato a cura di ARPA Piemonte e con la partecipazione di produttori innovativi di ricercatori universitari, rappresentanti di Enti e Associazioni
Conclusione musicale / dalle ore 17,30
Musiche e danze della tradizione popolare monferrina e delle Valli del Po a cura di Rinaldo Doro
Elezioni Europee 2019. #CambiamoAgricoltura ha esaminato i programmi di 8 principali forze politiche sui temi della PAC
CambiamoAgricolturahomeLettera aperta sul futuro della PAC ai Capilista nelle diverse circoscrizioni
Roma, 24 maggio 2019. Nonostante la PAC, Politica Agricola Comune, rappresenti la più importante politica di settore dell’Unione Europea, essa ha avuto una scarsa evidenza nel dibattito politico in vista delle elezioni europee di domenica. La PAC impegna la parte più elevata del bilancio comunitario, il 38% nel periodo di programmazione attuale 2014 – 2020, ed ha un ruolo strategico per la sicurezza alimentare di oltre 508 milioni di persone residenti nei 28 Paesi membri ed il coinvolgimento di 10,8 milioni di aziende agricole, per una superficie agricola utilizzata (SAU) nell'UE-28 pari a quasi 175 milioni di ettari (circa il 40,0 % della superficie totale dell’Unione). Infatti, esaminando i programmi elettorali delle principali 8 forze politiche in competizione nelle elezioni europee, si rileva che alla PAC viene dedicato uno spazio marginale: è questa la conclusione dell’esame dei programmi elettorali del M5S, Lega, PD, Forza Italia, + Europa, Fratelli d’Italia, La Sinistra ed Europa Verde, svolta dalla Coalizione #CambiamoAgricoltura alla ricerca della PAC e dei principali temi connessi a questa politica comunitaria come l’agricoltura sostenibile e il budget UE.
Molta delusione e preoccupazione da parte della Coalizione #CambiamoAgricoltura per la poca attenzione dedicata alla PAC, in particolare alla riforma post 2020 ancora in discussione e che sarà una delle più importanti questioni su cui si dovranno esprimere i neo eletti nel Parlamento Europeo. Delusione e preoccupazione che si sommano a quelle già espresse da alcune Associazioni agricole italiane, che hanno denunciato l’assenza di un serio ed approfondito dibattito in questa campagna elettorale sui temi del futuro dell’agricoltura in Europa.
Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, Lipu-BirdLife Italia, Legambiente, ProNatura e WWF Italia, hanno inviato il 17 maggio scorso una lettera aperta sul futuro della PAC ai responsabili delle principali 8 forze politiche ed ai loro rispettivi Capilista in tutte le Circoscrizioni elettorali.
Nella loro lettera le Associazioni hanno ricordato che negli ultimi due decenni la PAC è stata oggetto di significative riforme con la modifica delle sue regole ed obiettivi, garantendo non solo cibo per tutti a prezzi calmierati, tutelando il reddito degli agricoltori, ma anche una crescente multifunzionalità dell’azienda agricola chiamata a svolgere servizi ambientali e sociali essenziali per il mantenimento della vitalità dei territori rurali.
Insieme a queste risultanze positive va però sottolineato che il meccanismo di erogazione dei premi ha favorito sperequazioni tra grandi e piccole aziende, favorendo al contempo un’intensificazione dell’agricoltura che è andata nella direzione opposta alla sostenibilità, sempre al centro degli ultimi documenti preparatori, che avrebbero dovuto comportare cambi sostanziali di modello produttivo ma che non hanno trovato il giusto sostegno e indirizzo nella loro applicazione.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura, proprio in vista dell’importante decisione che i Parlamentari europei che risulteranno eletti dovranno prendere, ha sottoposto all’attenzione dei candidati delle 8 forze politiche il proprio “Decalogo per il futuro della PAC” che riassume richieste e proposte al futuro Parlamento Europeo e alla nuova Commissione, che insieme al Consiglio Europeo dovranno concludere il negoziato per la definitiva approvazione dei nuovi Regolamenti della PAC post 2020.
Il documento di analisi dei programmi elettorali e il testo integrale della lettera aperta, con le risposte ad oggi pervenute, sono disponibili sul sito www.cambiamoagricoltura.it insieme ad un Atlante della PAC che riassume dati e fatti dell’attuale politica europea e un’analisi della sua coerenza con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
Comunicato stampa inviato
per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura
dall’Ufficio Stampa Lipu-BirdLife Italia
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LA PAC NEI PROGRAMMI ELETTORALI DELLE PRINCIPALI 8 FORZE POLITICHE
M5S
Agricoltura:
Nel punto 15 si dice, tra l’altro, che sicurezza alimentare significa vietare OGM e pesticidi che sono ritenuti dannosi per la salute dei cittadini e dell’ambiente.
Budget UE:
Nessun riferimento alla PAC. L’argomento viene trattato al punto 7, anche se non ci sono riferimenti espliciti alla revisione a scopi ambientali del budget UE.
LEGA
Agricoltura:
Sulla PAC il documento della Lega dichiara: Occorre lottare fino all’ultimo per una PAC post-2020 che sia differente rispetto alla proposta iniziale sulla quale al momento si sta già lavorando. La riforma attuale della PAC infatti prevede tagli economici e impone agli agricoltori maggiori sacrifici che non sono tollerabili e poi sul tema pesticidi sostiene che I prodotti fitosanitari costituiscono ormai da molti decenni un ausilio importante per l’agricoltura che ha consentito l’aumento delle rese e un miglioramento della qualità dei prodotti.” anche se più avanti si ammette che sono emerse alcune problematiche di carattere ambientale e sanitario.
Budget UE:
L’argomento non viene trattato.
PARTITO DEMOCRATICO – SIAMO EUROPEI
Agricoltura:
Nel Capitolo 3 si chiede che la nuova PAC stimoli un modello produttivo basato sulla qualità e sula valorizzazione della biodiversità, promuovendo una intensificazione sostenibile, il miglioramento varietale non OGM e la diversificazione produttiva.
Budget UE:
Nessun riferimento alla PAC. Nel Capitolo 1 si dice che con un Piano straordinario di investimenti per le energie rinnovabili e per affrontare le sfide della sostenibilità tra cui quelle dovrà essere capace di mobilitare i 290 miliardi l’anno di investimenti necessari per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo.
FORZA ITALIA
Agricoltura:
Al punto 6 si dichiara di volere un’agricoltura moderna, sostenibile e di qualità.
Budget UE:
L’argomento non viene trattato.
+EUROPA – ITALIA IN COMUNE
Agricoltura:
Nel punto 4 si afferma che l’agricoltura deve cogliere e vincere la sfida dello sviluppo sostenibile e ci si sofferma, in particolare, oltre che sulla riforma della PAC sulla rimozione degli ostacoli alla commercializzazione e alla coltivazione di varietà che consentono maggiori rese diminuendo gli input produttivi (frase che sottintende un parere positivo agli OGM), e riducendo così l’impatto ambientale dell’agricoltura, e modelli di gestione aziendale ispirati a criteri di sostenibilità ambientale.
Budget UE:
Nel punto 3 si dice che il bilancio della UE 2021-2027 deve concentrare gli strumenti di finanziamento verso sviluppo e coesione territoriale delle aree non urbane d’Europa (che rappresentano l’80% dl territorio) tramite infrastrutture, agricoltura innovativa, recupero edilizio che eviti il consumo di suolo (…).Nel punto 4 si chiede, innanzitutto, un budget europeo specifico per ammodernare le reti idriche e per limitare la dispersione di acqua, come anche per adeguare il parco immobiliare e il parco auto degli Stati membri. Inoltre, sempre al punto 4, ci si sofferma sulla Politica Agricola Comune – PAC, chiedendo che questa promuova la produttività delle imprese e al tempo stesso l’uso sostenibile delle risorse, a cominciare dalle terra coltivabile. Nel punto 5 si ricorda che il bilancio della UE è pari all’1% del PIL europeo e se ne chiede il raddoppio anche per investire u interventi di carattere ambientale.
FRATELLI D’ITALIA
Agricoltura:
Al punto 11 si fa riferimento alla salvaguardia della cultura rurale e di contrasto agli allevamenti intensivi che arrecano sofferenza agli animali e danni alla salute umana.
Budget UE:
L’argomento non viene trattato.
LA SINISTRA
Agricoltura:
Nel punto 5 si dichiara che il nuovo sviluppo e la valorizzazione dell’agricoltura vanno perseguiti attraverso una difesa della biodiversità, quindi opponendosi agli OGM, difendendo le aree agricole dalla cementificazione, ripopolando le aree rurali interne, valorizzando le produzioni mediterranee.
Budget UE:
Nessun riferimento alla PAC. Nel punto 5 si propone un programma di riconversione ecologica con investimenti nelle filiere industriali, dei trasporti, dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, pari ad almeno il 3% del PIL europeo, he si può finanziare con buoni emessi dalla BEI e sostenuti dalle Banche centrali europee.
EUROPA VERDE - VERDI E POSSIBILE
Agricoltura:
Nel punto 8 “Alimentazione” si chiede che i pesticidi più velenosi siano vietati il prima possibile e che si debba difendere il benessere degli animali da allevamento e rifiutata la crudeltà degli allevamenti di massa e la tortura del trasporto del bestiame a lunga distanza.
Budget UE:
Nel punto 1 si chiede un budget per il carbonio e si chiede che cessino subito i sussidi all’energia fossile e nucleare. Nel punto 7 “Salute” si dichiara che la UE non dovrebbe concedere finanziamenti a chi danneggia l’ambiente o la biodiversità. Nel punto 8 “Alimentazione” si sostiene inoltre che la misura in cui gli agricoltori beneficiano delle politiche agricole europee dovrebbe dipendere da quanto proteggono il clima, proteggono l’acqua, investono nel benessere degli animali e si astengono dall’utilizzo degli OGM








