Trainings Liveseeding

Il progetto LiveSeeding, di cui @FederBio è Partner, lancia il programma di training sulle tematiche del breeding biologico e della produzione di semi bio. Il progetto ha creato 5 pacchetti formativi, organizzati in 25 moduli, che comprendono sessioni online e in presenza (a partecipazione gratuita).

Il primo modulo online si terrà lunedì 27 gennaio 2025 dalle 9.30 alle 16.00 e tratterà i temi della ricerca genetica:

  • Modulo 1 – Plant Genetic Resources (PGRs): collection, conservation and exchange to support the increase of agrobiodiversity in farming systems. 

Sarà quindi rivolto principalmente ai ricercatori, agli studenti e ai produttori di sementi. Le tematiche degli altri moduli saranno le seguenti:

  • 3 febbraio 2025 – 9.00/17.30 || Modulo 2 – Phenomics: approaches and tools for genetic resources and breeding material characterisation
  • 13 febbraio 2025 – 9.00/18.00 || Modulo 3 – Breeding methods fundamentals
  • 4 marzo 2025 – 9.00/18.00 ||Modulo 4– Development and application of molecular methods in organic breeding
  • 7 marzo 2025 – 9.00/18.00 || Modulo 5 – Organic heterogeneous material (OHM) design and development

Il programma completo con i link per l’iscrizione ad ogni modulo si trovano sulla seguente pagina di progetto: https://liveseeding.eu/the-liveseeding-project-training-modules/

Scopri di più e non perderti niente su Liveseeding.

SCOPRI DI PIÙ

Festa del BIO: protagonista la scienza. La dieta bio aumenta i batteri ‘buoni’ nel nostro microbiota, il nostro ‘secondo cervello’

È quanto rivela una ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata, divulgata dalla campagna “Il Bio dentro di noi”

Milano 14 dicembre 2024. La dieta mediterranea con alimenti biologici aumenta del 25% i batteri ‘buoni’ nel microbiota intestinale – il nostro ‘secondo cervello’ – e riduce fino al 50% quelli pro-ossidanti, responsabili di infiammazioni e rischi per la salute. Risultati che si traducono in una significativa riduzione dei rischi di malattie cardiovascolari, diabete e tumori, grazie agli effetti immunomodulanti e detossificanti della dieta.

Viene presentato alla Festa del BIO di Milano lo studio scientifico, inedito in Europa e condotto dall’Università Tor Vergata di Roma, che mette in evidenza i benefici di una dieta mediterranea biologica. Quest’anno la Festa del Bio a Milano potrà quindi contare su un alleato in più: la scienza. Uno studio condotto su volontari ha rilevato, grazie a un’ importante mole di dati, quanto il metodo biologico possa avere dei buoni influssi sulla salute, soprattutto se applicato a una dieta basata su alimenti sani, come legumi, verdure, olio d’oliva, frutta fresca e secca, e con l’apporto di basse quantità di proteine animali, meglio se di pesce. Il bio, insomma, non è solo un metodo attento alla salute del suolo e dell’ambiente, che non utilizza sostanze chimiche di sintesi, ma anche un mezzo per migliorare la salute e il benessere delle persone.

Durante il talk “Il Bio dentro di noi – La dieta mediterranea sceglie il bio”, cittadine e cittadini potranno approfondire un tema sempre più cruciale nella quotidianità: cosa mangiare per stare meglio. La Prof.ssa Laura Di Renzo, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università Tor Vergata, presenta i risultati preliminari della ricerca. Con lei, Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio, Massimo Monti, Presidente Consorzio Il Biologico, Fabio Brescacin, Presidente di NaturaSì e Giacomo Talignani, giornalista de la Repubblica – Green&Blue. Insieme approfondiranno il ruolo del biologico nella salute e nella sostenibilità.

La ricerca, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso 26 novembre, rivela anche altro. Un aspetto fondamentale emerso dallo studio riguarda la qualità dei grassi contenuti negli alimenti biologici utilizzati nella dieta mediterranea. Gli indici di aterogenicità e 

trombogenicità, indicatori chiave del rischio cardiocircolatorio, sono più che dimezzati rispetto a quelli del periodo precedente alla ricerca. Inoltre, la capacità antiossidante del pasto è quasi quadruplicata, passando da 5.870 a 20.573 unità ORAC, una misura fondamentale per contrastare l’invecchiamento cellulare.

I risultati di questa ricerca pionieristica, parte del protocollo IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet) dell’Università di Tor Vergata, sono al centro della campagna di comunicazione “Il Bio dentro di noi”, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico. La campagna segue due volontari, Tatiana e Dario, che hanno sperimentato la dieta mediterranea biologica con miglioramenti concreti nei loro dati sanitari e nel peso corporeo. Tra conferenze, laboratori e degustazioni, la Festa del BIO sarà un’occasione unica per approfondire questi temi e far apprezzare il mondo del biologico a sempre più persone.

Tutte le informazioni sulla campagna “Il Bio dentro di noi” sono disponibili su www.ilbiodentrodinoi.it.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti:

Ufficio stampa 

Silverback – greening the communication

Silvia Franco – s.franco@silverback.it – +39 348 391 3331



BIOFACH 2025: L’Appuntamento Globale per l’Innovazione, la Sostenibilità e le Nuove Tendenze nel Settore Biologico

Dall’ 11 al 14 febbraio 2025, la città di Norimberga ospiterà la nuova edizione di BIOFACH, la fiera internazionale di riferimento per il settore degli alimenti biologici. Oltre alla partecipazione in presenza, l’evento avrà anche una versione digitale, accessibile tramite la piattaforma BIOFACH Digital, che permetterà di collegarsi facilmente a esperti e professionisti del settore, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

BIOFACH rappresenta un’opportunità unica per i partecipanti di entrare in contatto con attori chiave dell’industria biologica a livello mondiale, di esplorare le innovazioni più recenti e di confrontarsi sulle tendenze emergenti. L’evento si conferma come un punto di riferimento fondamentale per il networking e l’aggiornamento professionale, offrendo una panoramica completa delle dinamiche in evoluzione nel mercato biologico.

Il tema centrale di BIOFACH 2025 sarà “Yes, we do!” (Sì, facciamolo!), un messaggio che sottolinea l’impegno del settore biologico nel guidare una trasformazione concreta e sostenibile nell’industria alimentare e nella lotta contro il cambiamento climatico. Questo slogan non è solo un invito a parlare di cambiamento, ma un impegno a mettere in atto azioni tangibili, ogni giorno, per costruire un futuro più sostenibile.

Il congresso di BIOFACH 2025 sarà il cuore pulsante dell’evento, con un programma ricco di incontri, forum e conferenze su temi cruciali per il futuro del settore. I principali argomenti trattati riguarderanno: la sostenibilità come leva fondamentale nei mercati finanziari, il ruolo strategico del settore pubblico nell’aumentare la produzione e il consumo di cibo biologico e le nuove modalità di marketing per promuovere i prodotti biologici in modo efficace.

BIOFACH 2025 sarà anche l’occasione per scoprire numerose aree speciali e iniziative innovative che daranno voce alle sfide e alle opportunità del biologico, creando spazi di approfondimento e di scambio. Non perdere l’opportunità di partecipare all’evento dell’anno per il settore biologico. Scopri di più sulle aree speciali e sul programma cliccando qui.



Milano celebra il biologico: risposta concreta per clima, agricoltura e cibo e dà appuntamento alla prossima tappa della Festa del BIO a marzo a Roma

Promossa nell’ambito del progetto Being Organic in EU, gestito da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione Europea, la kermesse di riferimento del biologico italiano ha messo in luce l’importanza delle scelte alimentari consapevoli per la salute delle persone e degli habitat naturali. Grande interesse hanno suscitato i talk tematici, i laboratori, lo showcooking e il contest “BUONO. È BIO!”

Milano, 18 dicembre 2024 – Le scelte alimentari hanno un ruolo determinante per la salute delle persone, la tutela degli ecosistemi ambientali e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Questo il messaggio lanciato dalla tappa milanese della settima edizione della Festa del BIO, che ha sottolineato il valore del biologico come elemento chiave per costruire un futuro sostenibile; un modello virtuoso, essenziale per preservare le risorse naturali a beneficio delle generazioni future.

Durante la giornata di confronto tra esperti, ricercatori, nutrizionisti e agricoltori sul futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione, è emerso con chiarezza il ruolo fondamentale della transizione agroecologica, di cui il biologico e il biodinamico rappresentano le punte di eccellenza. Alla Festa del BIO è stata sottolineata l’importanza dell’educazione alimentare per promuovere scelte più consapevoli, incentivando il consumo di cibi di prossimità, la riduzione della carne e il contrasto agli sprechi alimentari.

“La rapida evoluzione della crisi climatica conferma la necessità e l’urgenza di un cambiamento radicale nel modello di agricoltura e nelle scelte alimentari – ha evidenziato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Secondo i dati presentati recentemente da Nomisma, molte delle produzioni del nostro Paese hanno subito cali produttivi che superano in diversi casi anche il 30%, soprattutto al centro e al sud, a causa della crisi climatica. Non abbiamo più tempo. Per tutelare le nostre produzioni agricole occorre agire subito e accelerare la transizione verso l’agroecologia per centrare ancora più rapidamente gli obiettivi del Green Deal, che puntano a raggiungere il 25% di superficie coltivata a biologico in EU entro il 2030. Per cambiare il modello di produzione è indispensabile, però, modificare anche il modo di consumare, per questo riteniamo fondamentale sensibilizzare i cittadini e far comprendere che quando scegliamo un cibo scegliamo anche il metodo con cui viene coltivato. C’è una responsabilità collettiva che riguarda da una parte gli agricoltori, che devono agire sempre di più verso la sostenibilità anche attraverso la conversione al bio, dall’altra i cittadini, che devono fare scelte consapevoli verso un cibo prodotto nel rispetto della Natura e della salute delle persone. Puntare al prezzo più basso comporta una compromissione dei diritti dei lavoratori, la riduzione del reddito degli agricoltori aprendo di fatto al lavoro nero. La sostenibilità ambientale non è in contrasto con quella economica e sociale, al contrario tutto rientra in un processo coerente e integrato”.

“L’introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole è per noi fondamentale – ha dichiarato Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia – Paragono spesso il nostro sistema alimentare a un piatto con una “trave” invisibile al suo interno. Questa metafora rappresenta un paradigma ingiusto che combina degrado ambientale, sprechi e fame, contribuendo ad aumentare il divario tra il nord e il sud del mondo. È urgente cambiare modello e riconoscere il valore di un’agricoltura integrata con gli ecosistemi: per noi la strada è il biologico e l’agroecologia. Per costruire un futuro più equo e sostenibile è estremamente importante sensibilizzare le nuove generazioni sul legame tra cibo, ambiente e giustizia sociale. Secondo il rapporto ISMEA, su 100 euro spesi per prodotti freschi, solo 7 finiscono al contadino, mentre nei prodotti trasformati questa cifra scende a 1,5 euro. Questo dato evidenzia una crisi profonda, ma al tempo stesso offre un’opportunità: pensare a un nuovo modello produttivo, perché quello intensivo è ormai al capolinea. Il problema è globale, ma può essere affrontato attraverso i tre pilastri di sostenibilità economica, sociale e ambientale, e con approcci agronomici buoni, puliti e giusti come il biologico”.

“Nel nostro rapporto annuale “Stop pesticidi nel piatto” – ha aggiunto Stefano Ciafani, Presidente Legambiente – emerge chiaramente come troppi campioni di frutta e verdura convenzionali continuino a presentare più residui di fitofarmaci e denunciamo l’assenza di una normativa per fissare dei limiti di legge sulla compresenza di più principi attivi, una misura indispensabile per garantire maggiore sicurezza alimentare e tutela della salute. L’Italia, che è tra i leader internazionali nel settore del biologico, deve proteggere questo patrimonio e il suo standard rigoroso e più trasparente rispetto a quelle di diverse produzioni internazionali, che per certi versi fanno concorrenza sleale ai prodotti italiani. Insieme a FederBio e Slow Food Italia lavoriamo per promuovere un’informazione chiara, trasparente e consapevole su questi temi, contrastando anche la propaganda ideologica che tenta di screditare il Green Deal e le sue azioni di decarbonizzazione, di cui i principali beneficiari sono proprio gli agricoltori che sono tra le prime vittime della crisi climatica”.

“In Italia, le superfici agricole dedicate al biologico sono in crescita, sostenute da politiche che incentivano la transizione agroecologica, con risultati più evidenti nelle piccole e medie aziende – ha sottolineato Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio – Tuttavia, nelle grandi imprese, situate soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto, l’agricoltura biologica non è ancora sufficientemente diffusa. Però, il punto principale riguarda i consumi: nel nostro Paese permane uno scetticismo legato ai controlli, che rende imprescindibile una comunicazione più chiara ed efficace sui benefici del biologico. L’agricoltura biologica rappresenta una risposta concreta che rispetta e rigenera i terreni, duramente sfruttati nei decenni precedenti dall’agricoltura intensiva, che ha causato gravi danni ambientali. Oggi, con il cambiamento climatico che mette sempre più in crisi il settore agricolo, il biologico si conferma la scelta indispensabile per il futuro. È fondamentale però rivedere l’IVA, un prodotto che tutela la salute e l’ambiente, come il biologico, merita un’agevolazione fiscale. Serve l’impegno di tutti per raggiungere questo obiettivo”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti:

Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it | Mob. 331 1860936



La dieta mediterranea fa bene alla salute. Se gli alimenti sono bio, ancora di più

Uno studio dell’università Tor Vergata mostra che consumare prodotti bio in un regime di dieta mediterranea fa bene alla salute e all’ambiente

La dieta mediterranea fa bene all’ambiente e alla salute, soprattutto se basata su alimenti bio. Questi gli esiti di una ricerca condotta dall’università di Tor Vergata e diffusa attraverso la campagna social Il bio dentro di noi. La prima parte dello studio è stata presentata il 26 novembre alla Camera dei Deputati. I risultati mostrano che un regime alimentare mediterraneo basato su prodotti biologici apporta benefici al microbiota intestinale e riduce l’insorgenza di malattie.

Il bio dentro di noi: la ricerca

Assumere vegetali, cereali, legumi, frutta e poche proteine animali, specie se biologici, migliora la salute di chi lo fa. A studiarlo il dipartimento di Biodinamica e Prevenzione dell’università di Tor Vergata. La ricerca nasce dal protocollo IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet), realizzato per il progetto “MOdello di prOgettazione della rete dei sistemi di sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e nutrigenomica della Dieta Mediterranea per la difesa della salute in Italia: applicazione del processo Nutrient Analysis of Critical Control Point-MOOD”.

La presentazione dello studio alla Camera ha visto gli interventi della responsabile scientifica, la direttrice della Scuola di Scienze dell’Alimentazione di Tor Vergata Laura di Renzo, e del professore emerito responsabile scientifico del progetto MOOD Antonino De Lorenzo. Presenti anche il sottosegretario del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Luigi D’Eramo, la deputata Maria Chiara Gadda, l’europarlamentare Camilla Laureti. Allo studio è stata associata la campagna Il bio dentro di noi, raccontata dai promotori: Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio, e Massimo Monti, presidente del Consorzio Il Biologico.

«Il biologico, che vede l’Italia al primo posto nella produzione, deve ancora affermarsi completamente nei consumi – ha spiegato Mammuccini –. Abbiamo bisogno di campagne di comunicazione, quindi, e ‘Il bio dentro di noi’ è un esempio concreto di come, insieme, riusciamo a realizzarle».

I risultati preliminari dello studio dell’università di Tor Vergata

Lo studio ha monitorato 15 volontari che per un mese hanno seguito una dieta mediterranea basata su alimenti biologici. A questa fase sono seguiti un mese di riposo e un periodo in cui i partecipanti hanno osservato la dieta mediterranea, ma consumando prodotti convenzionali. I risultati completi saranno presentati all’inizio del 2025. La prima fase dello studio, tuttavia, evidenzia già la crescita degli antiossidanti e la diminuzione dell’infiammazione dell’organismo, oltre a un abbassamento del rischio cardiocircolatorio.

Questa prima parte dello studio ha analizzato gli effetti della dieta mediterranea bio sul microbiota intestinale, il “secondo cervello” del corpo umano. In un solo mese i batteri antiossidanti sono cresciuti fino al 25% mentre quelli pro-ossidanti si sono ridotti anche del 50%. Tradotto in termini di impatti sulla salute, questo vuol dire che c’è una netta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori. […]

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: Valori
AUTORE: Rita Cantalino
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 dicembre 2024



La dieta mediterranea con alimenti bio migliora il microbiota intestinale. Lo studio

Secondo una ricerca dell’Università di Tor Vergata, la dieta biologica mediterranea aumenta i batteri buoni nell’intestino e diminuisce quelli cattivi.

  • In uno studio dell’Università di Tor Vergata, 15 volontari hanno seguito per un mese una dieta mediterranea biologica.
  • Gli studiosi hanno osservato benefici al microbiota intestinale, alla qualità dei grassi assorbiti e alla capacità antiossidante dell’organismo.
  • Anche l’impronta idrica e di carbonio della dieta è diminuita.

Quanto influisce sulla salute un’alimentazione con prodotti biologici rispetto a una con alimenti convenzionali? Lo studio Imod (Italian mediterranean organic diet) dell’Università di Tor Vergata si è posto l’obiettivo di rispondere a questa domanda scoprendo che la dieta biologica mediterranea porta benefici al nostro microbiota intestinale. Lo studio è uno dei più completi, a livello internazionale, per l’ampiezza dei dati raccolti. Per un mese 15 volontari sono passati da una dieta “fai da te” a una mediterranea 100 per cento biologico. Prima e dopo, i ricercatori, utilizzando tecnologie avanzate come il sequenziamento del Dna, hanno esaminato la composizione del microbiota intestinale (la varietà e la qualità dei microrganismi che abitano nel nostro apparato digerente), la composizione corporea e la riduzione dello stress ossidativo.

Più batteri buoni e meno batteri cattivi: gli effetti della dieta biologica mediterranea sul nel microbiota intestinale

Secondo i risultati, grazie alla dieta biologica mediterranea, negli organismi dei volontari le famiglie di batteri antiossidanti – i batteri buoni per la salute – sono aumentate anche del 25 per cento dopo la dieta, rispetto allo stato iniziale. Allo stesso tempo, le associazioni di batteri pro-ossidanti si sono ridotte fino al 50 per cento sul campione.

“Registriamo un beneficio e quindi un sistema batterico che sta lavorando come immuno-modulante spegnendo l’infiammazione”, ha spiegato Laura Di Renzo, professoressa dell’università di Tor Vergata. “Questi processi infiammatori sistemici di basso grado per lungo tempo portano allo sviluppo di malattie croniche degenerative che vanno dall’obesità, al diabete, alla malattia cardiovascolare. Poter ridurre nel tempo e per tanto tempo questo grado basso di infiammazione costante fa sì che si riducano i rischi di sviluppare la malattia“. […]

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: Lifegate
AUTORE: Carlotta Garancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 dicembre 2024



Come rispondere alle sfide climatiche in maniera sostenibile? Lo spiegano gli agricoltori alla Festa del BIO di Milano

Promosso nell’ambito del progetto Being Organic in EU, il talk “La parola ai testimoni: come affrontiamo la crisi climatica a colpi di bio”, sabato 14 dicembre a Palazzo Giureconsulti di Milano, punta a trasferire l’impegno e la passione di chi coltiva la terra con dedizione, rispondendo quotidianamente alle sfide sempre più insidiose legate al cambiamento climatico.

Bologna, 12 dicembre 2024 – Non possiamo controllare il clima, ma possiamo mitigarne gli impatti scegliendo il modo con cui ci prendiamo cura della terra. Questo in sintesi il messaggio che condivideranno gli agricoltori biologici e biodinamici alla settima edizione della Festa del BIO di Milano, sabato 14 dicembre alle ore 15.30.

Sei storie di resilienza e amore per la terra, raccontate dai custodi della sostenibilità che hanno scelto un’agricoltura senza chimica di sintesi per affrontare le sfide quotidiane di un ecosistema in rapido cambiamento, condizionato da impatti climatici sempre più estremi.

Le storie di biodiversità passano dall’esperienza di Giuseppe Goio, dell’omonima azienda agricola nel Biodistretto del Riso Piemontese, impegnata nella valorizzazione di antiche varietà di riso, con tecniche naturali come la “pacciamatura verde”. Giuseppe decide di passare al biologico riscoprendo così il rapporto profondo e appagante con la terra e il piacere di essere agricoltore. Le tecniche naturali che utilizza lo aiutano a contrastare gli impatti climatici preservando la fertilità del suolo e l’ambiente.

Coltivare il riso con il metodo bio è anche la sfida dell’azienda agricola Rovasenda Biandrate Maria, un’altra realtà del Biodistretto del Riso Piemontese, nata negli anni ‘70 nelle colline biellesi. Stefano Tiraboschi, l’agronomo che nel 2016 ha deciso di eliminare le sostanze chimiche di sintesi, racconterà quanto è importante rispettare i tempi della natura e valorizzare la diversificazione colturale. Rotazione e uso della pacciamatura verde consentono di mantenere intatti gli ecosistemi locali, rendendo l’agricoltura un alleato fondamentale nella mitigazione degli effetti del riscaldamento globale.

Jurij Bonomo, fondatore di Cortobio Società Agricola Cooperativa, condividerà l’approccio basato su sostenibilità e innovazione della cooperativa agricola, etica e solidale. Cortobio opera come un gruppo di acquisto che propone cassette di frutta e verdura bio, di stagione e a filiera corta, riducendo gli sprechi e valorizzando anche le imperfezioni per garantire qualità e sostenibilità. La storia di Bonomo dimostra come un modello agricolo rispettoso della natura possa rappresentare un motore di sviluppo sostenibile.

Innovazione e passione per l’agricoltura biologica caratterizzano anche il percorso di Paolo Di Francesco, fondatore dello Studio Agronomico SATA, punto di riferimento per le aziende agricole che desiderano crescere nel rispetto dell’ambiente. Alla Festa del BIO, Di Francesco presenterà le metodologie all’avanguardia che ha perfezionato per l’analisi del suolo, la gestione ottimale delle colture e il miglioramento delle rese produttive, dimostrando come la sostenibilità sia una leva di sviluppo dell’agricoltura.

Creare eccellenze enologiche riducendo l’impatto ambientale, è possibile, lo conferma l’esperienza dell’Azienda Vitivinicola Ortelli Desenzano immersa nelle colline moreniche del Lago di Garda. Venti ettari di terreno coltivati con passione da Giuliano Milesi nel rispetto dei cicli naturali e valorizzando il microclima unico del territorio. L’impegno di Milesi dimostra che integrando tradizione, sostenibilità e innovazione è possibile tutela la biodiversità e le risorse naturali.

Tra le prime in Italia ad adottare l’agricoltura biodinamica, Cascine Orsine incarna lo spirito innovativo della sua fondatrice, Giulia Maria Crespi, nota anche per aver creato il FAI. Marco Paravicini, nipote di Giulia Maria, sottolineerà l’importanza della tutela della biodiversità in un ambiente dove natura e agricoltura coesistono in perfetto equilibrio. Grazie alla conservazione di 300 ettari di boschi all’interno del Parco del Ticino, Cascine Orsine offre un habitat naturale per numerose specie di flora e fauna. L’approccio olistico e le pratiche biodinamiche utilizzate rappresentano anche un prezioso allegato per contrastare l’impatto dei cambiamenti climatici.

Il Talk “La parola ai testimoni: come affrontiamo la crisi climatica a colpi di bio” è realizzato nell’ambito della campagna “Being Organic in EU” promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione Europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti:

Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it | Mob. 331 1860936



Festa del BIO di Milano, dal campo alla tavola per sensibilizzare sulle scelte alimentari sostenibili per il futuro del pianeta

Sabato 14 dicembre, dalle 10.45 alle 19, Palazzo Giureconsulti ospiterà l’evento di riferimento del biologico italiano. Condotta da Patrizio Roversi e Tessa Gelisio, la Festa del BIO tratterà dell’importanza delle scelte alimentari per la salvaguardia della salute delle persone e degli ecosistemi, con un focus sulla dieta mediterranea bio. La giornata offrirà un ricco programma che alterna talk e degustazioni, giochi, laboratori e lo show cooking “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” con lo chef Simone Salvini.

Milano, 9 dicembre 2024 – Un invito a scoprire il valore del biologico, perché quando scegliamo un cibo scegliamo anche come viene coltivato. L’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella tutela della salute, della biodiversità e nel contrasto al cambiamento climatico. Da qui, l’importanza di promuovere stili di vita e diete salutari e sostenibili, privilegiando un’alimentazione a base di cibo biologico, con un ridotto apporto di carne, attenta alla stagionalità, alla prossimità di produzione e al contenimento dello spreco alimentare. È essenziale quindi informare correttamente i cittadini e promuovere iniziative di educazione alimentare, a partire dalle mense scolastiche.

Sarà proprio l’importanza delle scelte alimentari sostenibili e consapevoli a guidare la settima edizione della Festa del BIO, in programma sabato 14 dicembre a Palazzo Giureconsulti, in Piazza Mercanti 2 nel cuore di Milano, un evento gratuito e aperto a tutti. Organizzata da FederBio, con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, AssoBio, Lipu, WWF Italia, ISDE, NaturaSì e Crédit Agricole, la tappa di Milano della Festa del BIO punterà a riaffermare la centralità del biologico come modello di sviluppo per l’intero sistema agroalimentare, sottolineandone il ruolo fondamentale nella salvaguardia del pianeta e nel garantire un futuro migliore per le nuove generazioni.

Ricercatori, giornalisti ed esperti spiegheranno come l’alimentazione biologica, insieme al contenimento degli sprechi, contribuisca a ridurre l’impatto ambientale e a migliorare la qualità della vita. Le pratiche agronomiche biologiche sono, infatti, in grado di preservare la fertilità del suolo e la biodiversità e, inoltre, grazie alla maggior capacità di assorbire CO2, rappresentano anche un valido alleato nella mitigazione degli effetti climatici. Per promuovere l’adozione di stili alimentari sani e sostenibili, la Festa del BIO alternerà momenti di approfondimento e divertimento per tutta la famiglia con talk, degustazioni, contest, laboratori e show cooking per scoprire il bello e il buono del biologico. Ci sarà anche una mostra mercato con spazi dedicati ai produttori di biologico Made in Italy.

“Le scelte alimentari sono un potente strumento per tutelare la salute delle persone e gli habitat naturali, ecco perché riteniamo fondamentale sensibilizzare i cittadini sul valore del cibo che portano in tavola – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – La Festa del BIO è un’opportunità per far conoscere, in maniera divertente, il mondo del biologico come stile di vita sostenibile. È un evento ideato per condividere conoscenze, esperienze e sapori, dimostrando che il rispetto per gli ecosistemi e la biodiversità ha bisogno del contributo di tutti. Le pratiche agronomiche biologiche non solo migliorano la salute, la fertilità del suolo e la biodiversità ma rappresentano anche una risposta concreta ai cambiamenti climatici. È fondamentale, quindi, incentivare la transizione agroecologica e parallelamente promuovere il consumo di alimenti bio, creando una cultura del cibo rispettosa dell’ambiente. Con la Festa del BIO vogliamo ispirare le famiglie, i giovani e le comunità a diventare protagonisti di un cambiamento positivo, in armonia con il pianeta attraverso l’adozione di stili nutrizionali sostenibili e bilanciati”.

La Festa inizierà alle 10.45 con l’evento inaugurale Dal campo alla tavola: il biologico come scelta consapevole per proteggere il pianeta”. L’incontro approfondirà il valore del cibo come strumento per generare impatti positivi, tutelare il benessere e ridurre l’impatto ambientale, tracciando la strada verso un futuro più sostenibile, con un focus sull’importanza dell’introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole per promuovere nelle nuove generazioni stili nutrizionali sostenibili e bilanciati. Interverranno: Dario Nardella, Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale – Parlamento Europeo; Maria Chiara Gadda, Vicepresidente Commissione Agricoltura – Camera dei deputati; Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti, e Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia. Porteranno un significativo contributo anche Stefano Ciafani, Presidente Legambiente, Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio e Stefano Caserini, Docente di mitigazione dei cambiamenti climatici presso il Politecnico di Milano.

Saranno quindi presentati i risultati preliminari della ricerca IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet) con la campagna “Il Bio dentro di Noi”, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico L’analisi, condotta dal Dipartimento di Biomedicina dell’Università di Tor Vergata nell’ambito del progetto “MOOD” del Ministero della Salute, ha confrontato l’impatto e i benefici della dieta mediterranea tradizionale e quella 100% biologica, evidenziando come quest’ultima offra vantaggi superiori per la salute delle persone e dell’ambiente. Sono stati valutati diversi parametri: la qualità nutrizionale della dieta abituale rispetto alla dieta mediterranea 100% bio, l’indice di adeguatezza mediterranea, l’impatto ambientale (consumo di acqua e CO2), il microbiota intestinale, la composizione corporea e il metaboloma.

Alle 13.15 spazio al gusto con iI contest “BUONO. È BIO!”. Protagonisti d’eccezione di questa edizione saranno tre studenti del Centro di Formazione Professionale del Consorzio SiR di Milano, che promuove la cooperazione sociale e favorisce un welfare inclusivo e sostenibile, offrendo ai ragazzi con fragilità concrete opportunità occupazionali nella ristorazione sociale. I giovani talenti prepareranno live le loro proposte per l’ambito “Mestolino BIO” e una fornitura di prodotti biologici.

Tra gli appuntamenti più attesi del pomeriggio, il talk con gli agricoltori biologici e biodinamici che condivideranno le loro storie di biodiversità e resilienza, raccontando come affrontano ogni giorno le avversità legate ai cambiamenti climatici, coltivando senza chimica di sintesi, nel rispetto della natura e della biodiversità e trovando soluzioni innovative per garantire le rese produttive delle loro colture, proteggere la fertilità del suolo e gli habitat naturali.

A concludere la Festa del BIO, il gusto sano e colorato della cucina amica dell’ambiente con il noto chef Simone Salvini, specializzato in cucina vegetale e biologica, che preparerà un appetitoso “Tortino di ceci”, coinvolgendo i presenti in un divertente Bio-quiz. Seguirà il tradizionale bio aperitivo, offerto a tutti per brindare a un futuro più green e sostenibile.

Gli eventi della Festa del BIO si inseriscono nelle iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in EU promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

SCOPRI IL PROGRAMMA DELLA GIORNATASCARICA IL COMUNICATO STAMPA

UFFICIO STAMPA


Contatti:

Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it | Mob. 331 1860936



La coalizione 100% Rinnovabili Network presenta il report sui costi del nucleare

“Nucleare scelta insensata. Con il ritorno all’atomo bolletta elettrica più cara, un costo maggiore rispetto a quello delle rinnovabili” Anche FederBio aderisce all’appello 100% Rinnovabili Network promosso dalle associazioni ambientaliste e del terzo settore, da docenti universitari e ricercatori e da esponenti del mondo delle imprese

In Europa nel 2023 il costo di generazione dell’elettricità prodotta dalle centrali nucleari è stato di 170 $/MWh, contro i 50 $/MWh del fotovoltaico (3,4 volte di meno del nucleare) e quella dell’eolico onshore di 60$/MWh (2,8 volte di meno). Preoccupano anche i costi relativi a smantellamento, bonifica dei siti nucleari contaminati e gestione dei rifiuti radioattivi. Quest’ultimi si aggirano in un intervallo di 422—566 miliardi di euro

“Il nucleare renderebbe più cara l’energia elettrica. Un costo ben maggiore rispetto a quello delle fonti rinnovabili. E i reattori “piccoli” (Small Modular Reactor, SMR) sono ancora più costosi”. Lo afferma la coalizione 100% Rinnovabili Network, promossa dalle associazioni ambientaliste e del terzo settore, da docenti universitari e ricercatori e da esponenti del mondo delle imprese, che oggi presenta a Roma il Report sui costi nucleare mettendo in fila numeri e dati sui costi che genererebbe un possibile ritorno del nucleare in Italia. Costi a cui vanno aggiunti anche quelli relativi allo smantellamento delle centrali nucleari, alla bonifica dei siti nucleari contaminati e una parte significativa dei costi di gestione dei rifiuti radioattivi, ad alta intensità (che decadono in molte migliaia di anni) e media intensità (che decadono in alcune centinaia di anni), generati dalle barre del combustibile nucleare esaurito e dallo smantellamento delle centrali.

I dati al centro del report parlano chiaro: in Europa nel 2023, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (World Energy Outlook 2024), il costo di generazione dell’elettricità – considerando i costi complessivi della costruzione, del funzionamento dell’impianto, dell’investimento per la costruzione, gli oneri finanziari dell’ammortamento del capitale investito, i costi operativi per la durata della vita produttiva dell’impianto, il funzionamento, il combustibile e la manutenzione – prodotta dalle centrali nucleari in Europa è stato di 170 $/MWh, contro quella generata dal solare fotovoltaico pari a 50 $/MWh (3,4 volte di meno del nucleare), quella dell’eolico onshore di 60 $/MWh (2,8 volte di meno) e quella dell’eolico offshore pari a 70 $/MWh. Le differenze dei costi di generazione date dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, nell’Unione Europea, derivano dai seguenti costi e rendimenti:

  • per il nucleare: costi in conto capitale pari a 6.600 $/kW, con un capacity factor del 70% e con costi per il combustibile, per la gestione e la manutenzione di 35 $/MW/h
  • per il solare fotovoltaico: costi dell’investimento pari a 750 $/kW, con un capacity factor del 14% e con costi per la gestione e la manutenzione di 10 $/MW/h.
  • per l’eolico: con costi dell’investimento pari a 1.630 $/kW, con un capacity factor del 29% e con costi per la gestione e la manutenzione e di 15 $/MW/h.

Anche al 2030 e al 2050 il nucleare è una forma di produzione di energia elettrica più costosa delle rinnovabili. Parliamo, infatti, di una differenza di ben 100 $/MWh tra nucleare e solare per il 2030 e il 2050, 80 $/MWh per l’eolico onshore, per il 2030 e 75 $/MWh per il 2050. E per l’eolico offshore di 90 $/MWh per il 2030 e il 2050. Differenze di costi, più o meno elevate, che si riscontrano anche negli Stati Uniti, in Cina o in India.

Costi delle tecnologie in Europa

UNIONE EUROPEALCOE
 USD/MWh
 202320302050
NUCLEARE170135125
CARBONE290n.a.n.a.
GAS CCGT205260n.a.
SOLARE FOTOVOLTAICO503525
EOLICO ONSHORE605550
EOLICO OFFSHORE704535

Fonte: Agenzia Internazionale per l’Energia. Energy Outlook 2024

“Un possibile ritorno al nucleare in Italia è dunque qualcosa di insensato e che, inoltre, non tiene conto di due pronunciamenti referendari. Invece di accelerare, in modo adeguato, lo sviluppo delle rinnovabili per arrivare alla piena decarbonizzazione della produzione di elettricità, il nuovo Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) – commenta 100% Rinnovabili Network – prevede uno scenario di ritorno al nucleare a fissione, con la costruzione di Small Modular Reactor (SMR), di Advanced Modular Reactor (AMR) e di micro-reattori. Il ritorno al nucleare, ancora di più per un Paese come l’Italia che ne è uscito da molti anni, avrebbe un costo molto alto”.  Vediamo, in sintesi, perché:

  1. L’illusione dei piccoli reattori: L’energia elettrica generata con gli SMR – i reattori modulari più piccoli proposti per l’Italia e che ancora non sono stati costruiti in nessun Paese occidentale – costerà più di quella prodotta dai reattori più grandi. A questa conclusione arriva la rassegna internazionale sui progetti in corso per gli Small Modular Reactor (SMR), pubblicata da The World Nuclear Industry – Status Report 2024 (Mycle Schneider Consulting Project Paris, September 2024).
  2. I costi per lo smantellamento: In Europa, la più recente stima del 2019 del costo previsto di gestione dei rifiuti radioattivi generati dalle centrali nucleari, escluso lo smantellamento delle centrali, è nell’intervallo 422—566 miliardi di euro. Da notare come questi costi, oltre a quello del decommissioning e della gestione dei rifiuti radioattivi, non sono presi in considerazione nelle stime fatte dall’Agenzia Internazionale per l’Energia nell’Energy Outlook 2024. Da ricordare che il deposito dei rifiuti ad alta e media radioattività, di cui il nostro Paese è ancora in attesa, costerà almeno 8 miliardi di euro.
  3. Il baratro economico del nucleare francese: I sostenitori italiani del nucleare citano spesso il nucleare francese come esempio di successo economico. Nulla di più falso: EDF, la società francese che gestisce le centrali nucleari, fortemente indebitata, nel 2023 è stata interamente nazionalizzata dal governo francese, con una spesa di oltre 9 miliardi a carico dei contribuenti.
  4. Il volano delle rinnovabili: Così come farà la maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea, Germania compresa, anche l’Italia potrà soddisfare il proprio fabbisogno di elettricità, anche raddoppiato al 2050, non solo all’80%, ma al 100% con fonti rinnovabili di energia: idroelettrico, geotermico, da biomassa e, soprattutto, eolico e fotovoltaico. La discontinuità dell’eolico e del fotovoltaico può essere superata, come stanno facendo e programmando molti Paesi, combinando opportunamente eolico e fotovoltaico e ricorrendo a tecnologie disponibili di accumulo: batteria, accumuli idraulici, accumuli termici e ad aria compressa e, in una prospettiva ormai vicina, anche producendo idrogeno verde e suoi derivati. I maggiori costi degli accumuli – che comunque si ridurranno con la loro crescita e la loro maggiore diffusione che accompagnerà la crescita delle rinnovabili – dato il notevole minor costo di generazione del fotovoltaico e dell’eolico, non saranno tali da rendere conveniente il nucleare.
  5. L’integrazione rinnovabili–nucleare per superare la discontinuità di solare ed eolico sarebbe comunque poco funzionale e costosa perché porterebbe a sottoutilizzare gli impianti fotovoltaici e eolici usando il nucleare come produzione stabile di base. Oppure – caso improbabile visto che gli impianti nucleari sono poco flessibili, con tempi di spegnimento e accensione lunghi – a non usare a pieno gli impianti nucleari.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPASCARICA L'APPELLO PER IL NETWORK 100% RINNOVABILISCARICA IL REPORT SUI COSTI DEL NUCLEARE

5 dicembre - Giornata Mondiale del Suolo

FederBio: tuteliamo il suolo, fondamentale per la vita e per contrastare gli impatti climatici

Bologna, 5 dicembre 2024 – Il suolo è una risorsa vitale per la sicurezza alimentare: secondo la FAO il 95% del cibo che consumiamo proviene, direttamente o indirettamente, dai nostri campi. Terreni in salute sono dunque alleati preziosi per garantire la stabilità nutrizionale, tutelare la biodiversità e affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici. In occasione della Giornata mondiale dedicata ad accrescere la consapevolezza del ruolo cruciale del suolo per la nostra vita e per il futuro del pianeta, FederBio sottolinea il valore fondamentale di una gestione sostenibile dei nostri terreni.

Un suolo in salute, ricco di materia organica e biodiversità, rappresenta un elemento chiave per prevenire l’erosione e incrementare la capacità di adattamento agli impatti climatici, favorendo un ecosistema più sostenibile grazie alla maggiore presenza di animali e microrganismi benefici come batteri, funghi, insetti e lombrichi. Una gestione fondata sull’agroecologia, come il metodo biologico e biodinamico, rende infatti i terreni in grado di assorbire grandi quantitativi di carbonio, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera e incrementando la resistenza agli eventi climatici estremi. Inoltre, grazie alla capacità di trattenere e rilasciare gradualmente acqua, il suolo è anche un efficace alleato nella gestione delle risorse idriche, mitigando sia le inondazioni causate da piogge intense sia gli effetti della siccità.

I primi risultati di una prova in campo durata sette anni di FiBL e Agroscope, parte progetto “Recycle4Bio”, riassunti nel video presentato a giugno 2024 “Fertilizzanti organici a confronto: effetto sul clima, la resa e la biologia del suolo”, mettono in luce come la gestione biologica sia in grado di migliorare sensibilmente la fertilità del suolo e la sua capacità di trattenere acqua, rafforzandone la resilienza e migliorando l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il suolo è considerato, infatti, il secondo regolatore climatico al mondo, dopo gli oceani.

Questa rilevanza della tutela del suolo contrasta in modo stridente con un sempre più preoccupante consumo dello stesso che rimane ancora troppo elevato, continuando ad avanzare, secondo i dati ISPRA appena presentati, al ritmo di circa 20 ettari al giorno. Nel 2023 risultano cementificati più di 21.500 km2, dei quali l’88% su suolo utile. In aumento la cancellazione del suolo ormai irreversibile con nuove impermeabilizzazioni permanenti pari a 26 km2 in più rispetto all’anno precedente. Ciò si traduce anche in un costo economico: la riduzione dell’”effetto spugna”, ossia la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua e regolare il ciclo idrologico, secondo le stime, costa al Paese oltre 400 milioni di euro all’anno.

“Il suolo è una risorsa naturale preziosa, dove si concentra il 90% della biodiversità del pianeta. Preservarne la fertilità è essenziale per garantire l’equilibrio degli ecosistemi e il futuro del nostro pianeta – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – L’agricoltura intensiva ha provocato una forte degradazione dei nostri terreni, che attualmente risultano sempre più vicini allo stato di desertificazione. Le pratiche agronomiche biologiche, che non utilizzano chimica di sintesi favorendo il costante reintegro di sostanza organica nel terreno, rappresentano una delle risposte più efficaci per tutelare la fertilità, gli habitat naturali e contrastare il degrado ambientale. Salvaguardare i suoli è un impegno che riguarda tutti noi, significa garantire la sicurezza alimentare e il benessere delle prossime generazioni. Le scelte alimentari svolgono un ruolo cruciale in questo processo: scegliere buon cibo biologico rappresenta un gesto di responsabilità e un investimento per un futuro più sostenibile”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

UFFICIO STAMPA


Contatti: Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan | mail: silvia.voltan@pragmatika.it  | mob.331 1860936