Workshop - La Compagnia del Suolo Non c’è agricoltura senza suolo. E non c’è suolo fertile senza agroecologia.
agroecologiabiologicoCompagnia del SuolohomeSANADOVE:
Gallery Hall, SANA
BolognaFiere
QUANDO:
Venerdì 10 settembre 2021, h. 15.00
Si terrà il 10 settembre presso la manifestazione SANA – Bologna Fiere il wotkshop “La Compagnia del Suolo. Non c’è agricoltura senza suolo. E non c’è suolo fertile senza agroecologia“. Al SANA di Bologna, la campagna di sensibilizzazione “La Compagnia del Suolo” dialoga con il mondo delle istituzioni scientifiche che da anni indaga sulla qualità e sui risultati del biologico.
All’evento parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
INFO E CONTATTI:
FederBio Servizi e Image Line presentano in anteprima a SANA Mezzitecnici.bio, un nuovo portale per gli agricoltori biologici
FiBLhomeItalian Imput Listmezzi tecnici bioBologna, 7 settembre 2021 – A differenza di qualsiasi altro strumento, www.mezzitecnici.bio consente di trovare solo i prodotti preventivamente autorizzati dal prestigioso Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica svizzero FiBL e questo significa una maggiore garanzia di sicurezza di qualità e sostenibilità per gli operatori e i consumatori.
“Mezzitecnici.bio è il nuovo portale che abbiamo realizzato insieme a Image Line e in collaborazione con FederBio e FiBL con l’obiettivo di permettere agli agricoltori biologici di scegliere, tra i mezzi tecnici impiegabili per la coltivazione biologica, quelli che sono valutati da FiBL ed inseriti nell’Italian Input List”, è Paolo Carnemolla, presidente di FederBio Servizi, a descrivere le finalità dello strumento che “grazie a pratici motori di ricerca, permette di selezionare i mezzi tecnici in grado di risolvere specifici problemi di qualsiasi coltura in ogni azienda agricola”.
Prima di autorizzare un prodotto da inserire nell’Italian Input List, FiBL ne verifica le caratteristiche produttive e il contenuto effettivo delle confezioni, in modo da garantire la filiera sulla bontà dei mezzi tecnici utilizzati.
In Mezzitecnici.bio sono inseriti prodotti fitosanitari, microrganismi, trappole a feromoni, trappole cromotropiche, fertilizzanti, corroboranti, sostanze di base, ausiliari e impollinatori che, oltre ad essere autorizzati per la produzione biologica dal regolamento europeo, dal legislatore nazionale ed essere pubblicizzati come BIO dal produttore, devono preventivamente essere stati sottoposti da FiBL al controllo del rispetto di tutti i parametri di qualità e dei requisiti tecnici dichiarati.
“Il nuovo servizio Mezzitecnici.bio che abbiamo realizzato con FederBio Servizi rappresenta un ulteriore impegno di Image Line nella divulgazione di informazioni tecniche a favore delle filiere biologiche in Italia. Sarà particolarmente utile sia per i produttori che potranno trovare le migliori soluzioni tecniche validate da FIBL sia per i produttori di mezzi tecnici che potranno dimostrare la bontà delle soluzioni proposte. Grazie a Mezzitecnici.bio non succederanno più inconvenienti legati all’utilizzo di mezzi tecnici “finti bio” che contenevano sostanze pericolose come matrine o fosfiti” ha dichiarato Ivano Valmori, CEO di Image Line e ideatore della piattaforma informatica alla base del portale.
Il portale verrà presentato al SANA di Bologna il prossimo 10 settembre e sarà online a partire dal 10 gennaio 2022; questo consentirà alle aziende produttrici di aderire alla “Italian Input List” di FiBL / FederBio per la preventiva valutazione e agli agricoltori di disporre di un appropriato motore di ricerca per tali prodotti già dalla campagna 2022.
A tutto bio, balzo dell'e-commerce ma in vetta restano gli ipermercati
BiomadeinItalyfederbiohomemercato bioSANAI prodotti biologici scoppiano di salute. La crescente attenzione dei consumatori ai prodotti che finiscono sulle loro tavole e la spinta che arriva dalle istituzioni europee in tema di sostenibilità rappresentano i due potenti fattori che stanno dietro al loro boom che va ormai avanti da molti anni. A fare il bilancio più aggiornato è l’Osservatorio Sana 2021 realizzato da Nomisma, secondo il quale negli ultimi dodici mesi (agosto 2020 – luglio 2021) le vendite di prodotti biologici in Italia sono cresciute del 5% rispetto ai dodici mesi precedenti, arrivando a toccare quota 4,6 miliardi di euro.
Ha proseguito la propria corsa anche l’export che ha mostrato un balzo addirittura dell’11% a 2,9 miliardi di euro. Secondo l’indagine condotta dalla società di ricerca bolognese i consumi domestici rappresentano la parte preponderante (+4% a 3,9 miliardi), ma con la progressiva riapertura di bar e ristoranti stanno ripartendo anche quelli fuori casa (+10% a 701 milioni). La distribuzione moderna resta il canale di riferimento per i prodotti biologici: quasi uno su due (+2% a 2,2 miliardi di euro) è infatti passato per gli scaffali di un supermercato. I negozi specializzati Bio continuano però a rosicchiare quote di mercato. Nel periodo in esame la crescita delle loro vendite è stata dell’8% fino ad arrivare a 1 miliardo di euro. La restante fetta, pari a 723 milioni di euro, è stata acquistata presso i negozi di vicinato, le parafarmacie, i mercatini e i cosiddetti Gas (gruppi di acquisto solidale). All’interno della distribuzione moderna, il canale Iper + supermercati ha veicolato 1,4 miliardi di euro di vendite di prodotti bio confezionati a peso imposto, con valori stabili rispetto ai dodici mesi precedenti. Segue, per ampiezza, il canale Discount (205milioni di euro), che ha fatto registrare una decisa crescita (+11%). Ma è stato l’e-commerce a far segnare l’incremento più significativo: +67% a 75milioni di euro. Un dato che non stupisce, perché sostanzialmente in linea con il balzo fatto registrare complessivamente dalle vendite online della Gdo. Da segnalare infine una new entry: gli Specialisti drug che, nonostante rappresentino una piccola porzione delle vendite bio della distribuzione moderna (2 milioni di euro), risultano essere in forte crescita (+63%) rispetto ai dodici mesi precedenti. I consumatori italiani comprano soprattutto prodotti bio di drogheria alimentare, ovvero pasta, prodotti da forno, conserve e sughi. Questa categoria rappresenta più della metà (57%) del giro d’affari totale, seguita dal Fresco (formaggi, salumi, yogurt, uova) con il 21% e dall’Ortofrutta (12%).
Fra le singole referenze le uova sono il prodotto più venduto (-5,2% a 137milioni), seguite da confetture e creme spalmabili a base di frutta (-2,5% a 106 milioni) e bevande vegetali (+4,5% a 69 milioni). Considerando unicamente il peso imposto nelle vendite della distribuzione moderna, sono le Carni e la Drogheria alimentare bio a registrare una crescita maggiore rispetto a quella del totale alimentare. Rispettivamente del +15,7% in confronto al +10,4% dell’alimentare e del +2,6% contro il +0,9% del totale. Nonostante, per quasi tutti i comparti il canale Iper+super sia quello più importante, va rilevato il primato del Pet care nel canale online (23%) e quello delle bevande nei Discount (17%).
La crescita delle vendite del biologico in Italia riflette l’aumento del numero di consumatori che comprano bio. Nel periodo in esame quasi nove italiani su dieci (89%) hanno acquistato prodotti bio almeno una volta (solo cinque anni fa erano il 74%), per un totale di 23milioni di famiglie (10 milioni in più rispetto al 2012). Secondo l’indagine condotta da Nomisma il profilo tipo del consumatore che compra prodotti bio è il seguente: Millennial (ha dunque fra i 25 e i 40anni), ha dei figli piccoli e vanta un reddito e un titolo di studio superiori alla media. Spesso è vegetariano o ha adottato altri stili alimentari non “classici”. Il successo dei prodotti bio non è un fenomeno solo italiano ma ben presente in tutti i principali Paesi europei e destinato ad aumentare negli anni a venire, quando le politiche europee in materia di agricoltura avranno fatto sentire tutti i propri effetti. La strategia comunitaria denominata “Farm to Fork”, ovvero dal produttore al consumatore, prevede infatti tra i suoi ambiziosi obiettivi che ci sia una riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi entro il 2030 e una del 20% dei fertilizzanti sempre entro la stessa data.
Ad oggi l’Italia presenta la terza maggiore superficie coltivata a biologico in Europa. Secondo il report “Il Bio, protagonista della sovranità alimentare” pubblicato da Agence Bio, l’agenzia francese per la promozione dell’agricoltura biologica, a guidare questa particolare classifica è proprio il Paese transalpino con 2,5milioni di ettari, seguito dalla Spagna (2,4milioni di ettari) e per l’appunto dall’Italia (quasi 2 milioni di ettari), un tempo leader di questa graduatoria. La superficie totale coltivata a biologico in Francia (592 mila ettari quella in conversione) è raddoppiata rispetto al 2015 parallelamente alla spesa dei cittadini per l’alimentazione bio, duplicata a sua volta nello stesso periodo dai 6,7 miliardi di euro iniziali fino agli attuali 13,7 miliardi di euro (pari al 6,5% del totale nel 2020). Il Belpaese vince però nella conta dei coltivatori biologici (oltre 70mila) e delle imprese di trasformazione. Resta invece indietro nella spesa pro-capite: 60 euro contro i 174 euro dei francesi e i 144 euro dei tedeschi. […]
FONTE
TESTATA: La Repubblica – A&F
AUTORE: Marco Frojo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 settembre 2021
Parte la battaglia sul Green Deal in agricoltura. Mammuccini: “Mercoledì incontriamo Patuanelli, l’Italia decida se sostenere le misure a difesa del clima”
federbiohomeMammucciniPACPac post 2022Piano Strategico NazionalePSNApprovata a fine giugno dal Trilogo (Consiglio, Parlamento e Commissione), la Politica agricola comune (Pac) 2023-2027 per diventare operativa ha bisogno di un atto da parte dei singoli Paesi. Ogni Stato membro deve redigere entro il 31 dicembre prossimo il Piano strategico nazionale (Psn). Un passo fondamentale per poter usufruire dei fondi che valgono circa un terzo dell’intero bilancio comunitario, ma anche per poter agire in autonomia su alcuni punti strategici, come per esempio quelli legati alla difesa dell’ambiente e ai cambiamenti climatici. L’Italia è ancora lontana dalla definizione di questo piano e le preoccupazioni di arrivare tardi e male all’appuntamento aumentano. “Il 19 aprile scorso il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha elencato i principi generali, sostanzialmente condivisibili, per redigere questo piano. Principi che si rifanno al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo”, afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, “L’8 settembre ci sarà il secondo incontro: contiamo che il ministro venga con delle proposte. Per ora anticipazioni zero, ma noi abbiamo bene in mente cosa proporre per attuare una vera transizione agroecologica”.
Volete intervenire sugli aspetti della Pac poco coerenti con le indicazioni del Green Deal e penalizzanti per le piccole aziende e il biologico?
“Sì, c’erano tutte le condizioni per fare una Pac più coraggiosa perché l’attuale modello agricolo non è più sostenibile né dal punto di vista ambientale, né da quello climatico né da quello economico sociale: in Italia, ma anche in Europa, continuiamo a perdere aziende agricole, specie quelle piccole e medie, nonostante i sussidi europei. Nella prima elaborazione della Pac, quella del 2018, alle misure per il clima e l’ambiente doveva essere destinato il 25% delle risorse del primo pilastro, per i cosiddetti ecoschemi. Con il Green Deal europeo tutti si aspettavano obiettivi più ambiziosi. Invece questa percentuale non solo è rimasta, ma è slittata al 2025, mentre per gli anni 2023-2024 potrà essere ridotta al 20%: una percentuale non adeguata alle sfide che abbiamo in corso. Questo però non significa che all’interno della nuova Pac non vi siano spazi per dare più forza alla difesa dell’ambiente e quindi allo sviluppo del biologico”.
In pratica come bisognerebbe agire?
“Ogni Paese può, attraverso appunto i piani strategici nazionali, aumentare le percentuali destinate alle azioni legate al clima e all’ambiente previste dalla Pac che sono del 25% per il primo pilastro e del 35% per il secondo. L’Italia quindi può fare di più del minimo previsto. Noi di FederBio, ma più in generale come coalizione #CambiamoAgricoltura, proponiamo che sul primo pilastro – quello legato ai sussidi a pioggia alle aziende attraverso un premio a ettaro stabilito in base a ciò che producevano vent’anni fa –, si arrivi al 30% per le misure legate a clima e ambiente, premiando gli agricoltori virtuosi. Noi chiediamo che il biologico sia considerato strategico perché funzionale alla riduzione di pesticidi, di fertilizzanti chimici e degli antibiotici negli allevamenti, ma anche alla conservazione della biodiversità, alla fertilità del suolo e all’assorbimento dell’anidride carbonica”.
Dal punto di vista economico, quanti euro sono in ballo per la nostra agricoltura?
“Complessivamente ci sono 50 miliardi di euro fino al 2027. Con il Piano strategico nazionale dobbiamo puntare ad avere per il biologico almeno il doppio di quello stanziato dalla precedente Pac, che era poco più del 2,5%, e quindi 900 milioni di euro. Questo è il minimo per poter intravedere l’avvio di una vera transizione agroecologica in Italia”.
Un ruolo fondamentale nella difesa dell’ambiente e nel contrastare i cambiamenti climatici lo giocano gli ecoschemi. Quali sono quelli su cui puntare?
“Gli ecoschemi sono stati aggiunti nella nuova Pac nel primo pilastro. Un tempo l’unica misura agroambientale prevista era il greening che la Corte dei Conti europea ha di recente giudicato privo di ogni efficacia climatica e ambientale. Pensi che in Italia potevano aderire a questo finanziamento solo le aziende sopra i 10 ettari, quando la media è di 9 ettari, escludendo quelle viticole, frutticole e olivicole. Noi proponiamo poche misure di ecoschemi efficaci e senza grandi appesantimenti burocratici. Il biologico è uno di questi visto che risponde appieno a quanto indicato dal Green Deal europeo: riduzione del 50% dei pesticidi, del 20% dei fertilizzanti chimici, del 50% degli antibiotici negli allevamenti e il raggiungimento del 25% di campi coltivati con il metodo bio. Il tutto monitorato attraverso il meccanismo delle certificazioni a cui sono sottoposte le aziende. Sulla percentuale di terreno coltivato a bio in Italia chiediamo che il nostro Paese si ponga come obiettivo di raggiungere almeno il 30% delle superfici agricole entro il 2027 visto che partiamo da un 15,8% che è il doppio della media europea”.
Proporre solo il biologico per mettere in moto la transizione agroecologica non le sembra insufficiente per raggiungere l’obiettivo?
“Certo, servono anche misure semplici a cui possano accedere tutte le aziende agricole, anche quelle non bio, come per esempio l’agricoltura conservativa che punta alla minima lavorazione del terreno utilizzando macchine che gestiscono le erbe facendo la semina su sodo. Questa è una pratica agroecologica positiva. In questo caso però bisogna essere chiari nel dire che non si può più utilizzare, come accade oggi nel 90% dei casi, il glifosato. Un ecoschema che preveda l’impiego di questo diserbante non è concepibile. E anche l’agricoltura integrata, quella che prevede il ridotto impiego di pesticidi e l’utilizzo di mezzi alternativi, deve fare la sua parte alzando l’asticella della diminuzione dei prodotti antiparassitari, prevedendo nelle colture arboree, per esempio nei frutteti e vigneti, l’eliminazione dei diserbanti visto che esistono alternative valide come inerbimenti, sovesci e lavorazioni meccaniche”.
L’adesione agli ecoschemi è volontaria, non teme che le grandi aziende li ignorino?
“Io credo che ormai ci sia una buona propensione verso il biologico da parte delle aziende agricole perché i consumatori cercano sempre più questi prodotti. Nel vino la coltivazione biologica ha un grande successo: il 50% del Chianti Classico e il 70% del Franciacorta sono bio. Bisogna però mettersi al fianco dei produttori agricoli per aiutarli nella transizione agroecologica. Dando assistenza tecnica, ricerca, innovazione e formazione a partire dal biologico che può offrire soluzioni innovative anche per tutto il resto dei sistemi agricoli, che dovranno comunque puntare sulla riduzione della chimica di sintesi per raggiungere gli obiettivi del Green Deal”.
Non pensa che il poco tempo a disposizione, fine dicembre, per elaborare il Piano strategico nazionale possa impedire l’accordo su scelte coraggiose e innovative?
“La coalizione #Cambiamo Agricoltura, di cui fa parte anche FederBio, ha molto criticato i ritardi con cui ci si è messi a lavorare al Piano strategico nazionale. Noi spingeremo con tutte le nostre forze per una svolta agroecologica nell’utilizzo delle risorse della Pac nel modo che ho detto. Per dare un futuro alla nostra agricoltura: non ci possiamo permettere assolutamente di mantenere lo stato attuale delle cose”. […]
FONTE
TESTATA: HuffPost
AUTORE: Giorgio Vincenzi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 4 settembre 2021
Eco-bio in città. Un giro sul territorio bolognese per scoprire i sapori, il benessere e la natura nel segno del biologico e della sostenibilità
biologicoecobiohomeSANADOVE:
Sana - Bologna Fiere
QUANDO:
Da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021
Eco-Bio in Città 2021, un giro sul territorio bolognese per scoprire i sapori, il benessere e la natura nel segno del biologico e della sostenibilità. Proponiamo un programma ridotto in considerazione alle tante difficoltà che le attività hanno dovuto affrontare negli ultimi mesi, con la concreta speranza di ripartire sempre più consapevoli dell’importanza della cura dell’ambiente e della qualità di quello che usiamo e consumiamo.
Sono 3 i temi: Degustazioni, Incontri e Workshop, Sport e Natura. E i suggerimenti per la ristorazione bio in città.
Consulta il programma in dettaglio su www.ecobio.bo.it/ecobioincitta/
INFO E CONTATTI:
FederBio: a SANA BolognaFiere si fa il punto sul futuro del biologico tra PAC e Piano d’Azione nazionale
federbiohomeRivoluzioneBioSANAApprofondimenti e workshop caratterizzano la partecipazione della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica al 33° Salone Internazionale del biologico e del naturale.
Bologna, 2 settembre 2021. L’edizione 2021 di SANA coincide con un momento di grande rilevanza per il biologico, che anche quest’anno si conferma un settore in forte sviluppo. I consumi interni hanno fatto segnare un significativo + 133% dal 2011 al 2021 (anno terminante a luglio) mentre l’export del bio Made in Italy è cresciuto dell’11% nell’ultimo anno volando a +156% negli ultimi 10 anni, dati Osservatorio SANA promosso da BolognaFiere, a cura di Nomisma.
Oltre allo spazio espositivo (Pad. 37 – Stand E22/F21), FederBio organizza momenti d’incontro su temi di particolare importanza per il settore. Venerdì 10 settembre, alle ore 15, il Gallery Hall ospita il workshop “Non c’è agricoltura senza suolo. E non c’è suolo fertile senza agroecologia”, uno degli appuntamenti clou de “La Compagnia del Suolo”, la nuova campagna di comunicazione di Cambia la Terra, progetto promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF.
A inaugurare SANA, ci sarà “Rivoluzione Bio 2021”, la terza edizione degli Stati generali del biologico, un’importante occasione di confronto, approfondimento e condivisione, teso alla definizione delle iniziative più efficaci per sostenere e consolidare la crescita del biologico. Quest’anno il palinsesto si annuncia particolarmente significativo visto che siamo in una fase decisiva per la transizione ecologica dell’agricoltura. Verranno affrontati temi strategici come la promozione del Piano di Azione nazionale per il biologico, necessario a delineare la visione strategica del settore nei prossimi 10 anni e a individuare i collegamenti con il Piano Strategico Nazionale della PAC, che dovrà indicare l’obiettivo percentuale di crescita del biologico e gli interventi concreti per raggiungerlo.
L’Europa sta puntando fortemente sul biologico con il Green Deal, le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità e il Piano d’azione che supporta con iniziative concrete gli obiettivi ambiziosi che puntano a triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e a ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030.
Il biologico si conferma un settore in crescita, inoltre è in grado di attirare imprenditoria giovanile, investimenti e generare nuova occupazione. La transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare rappresenta una grande opportunità per la trasformazione dei sistemi economici, in uno scenario generale come quello attuale che impone la progressiva affermazione di un’economia sempre più circolare e sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.
Queste e altre tematiche saranno al centro della tavola rotonda istituzionale “Biologico tra presente e futuro: le istituzioni a confronto”, che approfondirà le azioni e le strategie più efficaci per favorire la transizione verso un’agricoltura ecologica e sostenibile.
Inoltre, all’edizione 2021 di SANA debutta SANATECH, la nuova rassegna internazionale della filiera produttiva del biologico che punta a offrire una visione globale dell’intero processo produttivo agroecologico. Questa vetrina ospiterà il convegno organizzato da FederBio Servizi: “L’innovazione in agricoltura biologica inizia dai mezzi tecnici”, venerdì 10 settembre alle ore 14, Centro Servizi – Area D – Sala Notturno.
La partnership strategica tra BolognaFiere e FederBio ha anche un focus internazionale che si realizza nella piattaforma Ita.Bio, promossa da Agenzia ICE e FederBio e a cura di Nomisma. Si tratta di un concreto strumento di supporto per tutti gli operatori del comparto che vogliano ampliare la presenza nei mercati esteri più in crescita.
“Il biologico si conferma un mercato in grande crescita. Dai dati dell’Osservatorio SANA i consumi interni sono aumentati nel 2021 del 5%, l’away from home del 10% e l’export del bio Made in Italy dell’11%, segno che i consumatori preferiscono la bioagricoltura, l’unica in grado di neutralizzare i cambiamenti climatici e produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute. Questa edizione di SANA, preceduta da RivoluzioneBio, si colloca in un momento fondamentale per la definizione delle strategie per la transizione agroecologica dell’agricoltura dei prossimi 10 anni. Siamo nel percorso di stesura del Piano Strategico Nazionale (PSN) della PAC che dovrà indicare gli obiettivi di crescita del biologico e gli strumenti per raggiungerli. Il PSN dovrà fare scelte rilevanti per il bio in linea con gli obiettivi ambiziosi del Green Deal e le Strategie europee supportate dal Piano d’azione. Per questo ci auguriamo un veloce approvazione definitiva della legge sul biologico. Si tratta di una norma fondamentale che consentirebbe di far approvare in tempi brevissimi il Piano d’Azione Nazionale per definire gli interventi concreti per la crescita del biologico”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Un tour in 8 tappe per salvare api e agricoltori
homeNoPesticidiSalviamo Api e AgricoltoriParte oggi il tour dell’alleanza dell’Iniziativa dei Cittadini Europei per salvare api e agricoltori che terminerà il giorno 8 settembre con la benedizione di Papa Francesco
Roma, 30 Agosto 2021. “Salviamo Api e Agricoltori” è il titolo di un’ambiziosa Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per raccogliere 1 milione di firme in tutta Europa per rendere la nostra agricoltura più sostenibile. Per rilanciare la raccolta delle firme l’Alleanza italiana per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” organizza un tour in camper in 8 città italiane, partito oggi dal Trentino – Alto Adige, che terminerà il suo viaggio il prossimo 8 settembre a Roma, con una udienza con Papa Francesco.
L’obiettivo della raccolta delle firme è chiedere all’Unione Europea norme più severe per l’uso dei pesticidi e l’eliminazione di tutte le sostanze chimiche mortali per le api e gli altri insetti impollinatori, come i neonicotinoidi, il glifosate, altri diserbanti e gli insetticidi.
Questa Iniziativa dei Cittadini Europei vuole rafforzare gli obiettivi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” di riduzione dell’uso dei pesticidi e l’eliminazione delle sostanze più pericolose entro il 2030. La Commissione UE ha concesso una proroga al termine della raccolta delle firme, spostato al mese di settembre, ma serve una grande mobilitazione per raggiungere il traguardo di 1 milione di firme certificate con i dati di un documento di riconoscimento personale ufficiale (carta d’identità o Passaporto).
Gli obiettivi principali dell’ICE sono eliminare gradualmente i pesticidi sintetici (riduzione dell’80% entro il 2030 e Unione Europea libera di pesticidi entro il 2035); promuovere misure per tutelare ed aumentare la biodiversità; sostegno agli agricoltori per la graduale transizione ecologica dell’agricoltura e la promozione della ricerca scientifica in questo campo.
Il tour del camper delle api sarà condotto da Annemarie Gluderer, rappresentante dell’alleanza italiana, un’agricoltrice biologica della Val Venosta che conosce molto bene i problemi della pericolosa convivenza con i pesticidi, per la sua personale dolorosa esperienza. Come madre e nonna è consapevole che la sua generazione e quelle che l’hanno preceduta hanno causato enormi danni all’ambiente i cui costi saranno pagati dalle future generazioni. Per Annemarie Gluderer è una priorità assoluta la promozione di una autentica transizione ecologica della nostra agricoltura per rimediare il prima possibile ai danni che i pesticidi causano alla natura e alla nostra salute, affinché i suoi nipoti e pronipoti possano ancora vivere bene sul nostro pianeta.
L’iniziativa riceverà alla fine del tour la benedizione di Papa Francesco, che l’8 settembre concederà un’udienza ai rappresentanti dell’alleanza italiana dell’ICE per promuovere la causa di una agricoltura pulita, equa e giusta. Come ha ribadito lo stesso Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Si”, “tutte le creature sono interconnesse tra loro, e quindi ad ognuna dev’essere riconosciuto il proprio valore con affetto e ammirazione, e tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri“. I sostenitori dell’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” sono sicuri che questa benedizione papale rafforzerà la petizione per la tutela delle api e degli altri insetti impollinatori, simbolo di una vera agricoltura sostenibile, e darà la necessaria spinta finale alla raccolta delle firme da portare alla Commissione Europea.
Le due Strategie europee, presentate dalla Commissione UE in occasione dell’edizione 2020 della Giornata Mondiale delle Api, sono oggi sotto attacco da parte delle potenti lobby delle industrie dell’agrochimica che vorrebbero continuare a vendere indisturbate i loro veleni.
A livello europeo è stata avviata la revisione della Direttiva UE sui pesticidi, la 2009/128/CE, che ha imposto agli Stati membri l’obbligo di adottare Piani d’Azione Nazionali (PAN) per definire gli obiettivi quantitativi, gli obiettivi generali, le misure e i tempi per la riduzione dei rischi e dell’impatto dell’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente. In Italia il PAN è ormai scaduto dal febbraio 2019 e si sono perse le tracce del nuovo testo nei meandri dei tre Ministeri competenti (MIPAAF, MITE e Salute). Nei prossimi mesi il nostro Paese dovrà inoltre predisporre il Piano Strategico Nazionale per la PAC post 2022 che dovrebbe garantire le risorse finanziarie per ridurre l’utilizzo dei pesticidi, realizzare interventi nelle aziende agricole per la conservazione degli impollinatori e sostenere la crescita delle superficie agricole certificate in agricoltura biologica.
Per tutto questo vincere la sfida dell’ICE è importante, alla vigilia di decisioni che nei prossimi mesi dovranno essere prese a livello europeo e nazionale su normative, piani e programmi collegati all’utilizzo dei pesticidi.
Queste le tappe del tour del camper dell’ICE “Salviamo Api e Agricoltori”:
- Goldrain: 30 Agosto
- Bolzano: 30 Agosto
- Verona: 31 Agosto
- Conegliano: 1 Settembre
- Bologna: 2 settembre
- Firenze: 3 settembre
- Arezzo: 4 settembre
- Roma: 6-7-8 settembre
Con l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori” tutti i cittadini possono far sentire forte la loro voce per chiedere politiche serie e concrete per la conservazione delle api e degli altri impollinatori. Per firmare la petizione ICE “Salviamo Api e Agricoltori”: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita/
Comunicato stampa inviato per conto dell’alleanza italiana per l’ICE “Salviamo Api e Agricoltori”
Convegno - L'innovazione in agricoltura biologica inizia dai mezzi tecnici
FederBio Servizihomemezzi tecniciSanatechDOVE:
Bologna FiereCentro Servizi - Area D - Sala Notturno
QUANDO:
Venerdì 10 settembre 2021, h. 14.00
Si svolgerà il10 settembre il convegno “L’innovazione in agricoltura biologica inizia dai mezzi tecnici”. L’evento, promosso da FederBio Servizi, si svolgerà all’intermno della manifestazione del SANA che si terrà a Bologna dal 9 al 12 settembre.
INFO E CONTATTI:
Conferenza stampa - La Compagnia del Suolo. Non esiste suolo fertile senza un allevamento giusto
biolsfederbiofestambientehomeDOVE:
Auditorium di FestambienteLoc. E.N.A.O.L.I., Rispescia (Grosseto)
QUANDO:
Sabato 21 agosto 2021, h. 11.00
Si svolgerà il 21 agosto la conferenza stampa “La Compagnia del Suolo. Non esiste suolo fertile senza un allevamento giusto”.
Interverranno:
Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente
Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio
Stefania Saccardi, assessora Agricoltura Regione Toscana
Giovanni Sordi, direttore Terre regionali toscane
Jacopo Gabriele Orlando, Aboca e vicepresidente AssoBio
INFO E CONTATTI:
FederBio esprime grande soddisfazione per la nomina di Angelo Frascarelli alla presidenza di ISMEA
FrascarellihomeismeaPACPSNBologna, 5 agosto 2021 – FederBio accoglie con grande soddisfazione e augura buon lavoro al prof. Angelo Frascarelli, nuovo presidente dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), approvata in Commissione Agricoltura alla Camera e al Senato.
“Apprezziamo in modo particolare questa nomina – ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, sia per le qualità scientifiche e professionali del neopresidente ma, soprattutto, per la sua capacità di tradurre le competenze in indirizzi concreti a supporto del sistema agricolo nazionale.
Già da alcuni anni abbiamo avuto l’opportunità di lavorare insieme a Frascarelli nell’ambito di Rivoluzione Bio, evento catalizzante del settore biologico giunto alla terza edizione. La collaborazione si è poi sviluppata anche all’interno del gruppo di lavoro attivato da FederBio e dedicato all’approfondimento del tema Biologico nell’ambito della riforma PAC e del Piano Strategico Nazionale in fase di definizione. In entrambe le occasioni abbiamo avuto conferma delle notevoli capacità del professore di coniugare rigore scientifico con una dimensione pratica più che mai necessaria ad orientare i processi d’impresa nel settore agricolo e di cogliere la necessità di una svolta verso la sostenibilità dei sistemi agroalimentari dove il biologico può svolgere un ruolo fondamentale. La sua guida ai vertici dell’ISMEA sarà un valore aggiunto per tutta l’agricoltura italiana”.








