#CambiamoAgricoltura: un tavolo fantasma per il piano strategico nazionale della PAC post 2022
CambiamoAgricolturahomePACPSNLe Associazioni della Coalizione CambiamoAgricoltura chiedono al Ministro, Stefano Patuanelli, chiarimenti sul Tavolo di Partenariato mai più convocato dopo l’annuncio dello scorso 19 aprile e preannunciano la richiesta di intervento da parte della Commissione Europea.
Roma, 30 luglio 2021. “Non abbiamo più ricevuto nessuna convocazione da parte del ministrero delle Politiche agricole per partecipare al Tavolo sul Piano Strategico nazionale sulla Pac post 2022. Siamo sorpresi e preoccupati per questo atteggiamento che ci fa pensare che tutto sia già stato deciso a tavolino”.
E’ quanto dichiarano le Associazioni riunite nella Coalizione CambiamoAgricoltura a proposito delle parole che il Ministro Stefano Patuanelli ha pronunciato nella Conferenza Stampa di mercoledì 28 Luglio a margine dell’Incontro con il Commissario Europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, e chiedono chiarimenti sulla frase del Ministro: “le organizzazioni sindacali e i produttori, le organizzazioni ambientaliste, le istituzioni, che nel Tavolo di Partenariato stanno già lavorando alla griglia che comporrà il Piano Strategico Nazionale“, quando in realtà il Tavolo citato è rimasto, ad oggi, solo un bell’annuncio e null’altro.
Dopo l’evento del 19 aprile scorso, durante il quale il Ministero aveva annunciato l’avvio del Tavolo di partenariato, infatti, tutti attendevano l’avvio formale dei lavori con la predisposizione del Decreto che avrebbe dovuto individuare oltre alla composizione del Tavolo anche le regole e modalità di lavoro. Ma, ad oggi, non solo non è stato emanato nessun Decreto ma nessuna Associazione è mai stata convocata ad un incontro ufficiale e nessun documento è stato sottoposto ad una consultazione formale. Il nostro Paese già ad aprile era in grave ritardo rispetto a tutti gli altri Stati Membri dell’Unione Europea, che da oltre un anno hanno avviato il loro percorso per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 coinvolgendo il partenariato economico e sociale.
“Siamo ancora in attesa di una convocazione da parte del Ministero o almeno di una risposta alle lettere che abbiamo inviato al Ministro Patuanelli e al suo Staff per chiedere informazioni in merito al coinvolgimento della Società Civile nella redazione del Piano Strategico Nazionale” dichiarano i rappresentanti della Coalizione CambiamoAgricoltura, che sottolineano anche il mancato coinvolgimento del Ministero della Transizione Ecologica, che i nuovi Regolamenti europei per la PAC post 2022 indicano come soggetto competente al pari del Ministero dell’Agricoltura e delle Regioni.
“Siamo molto preoccupati e sfiduciati” continuano le Associazioni “temiamo che anche questo processo si trasformi in una farsa con tutto già deciso a tavolino tra MIPAAF e Regioni, con qualche incontro collaterale con le Associazioni di Categoria, con l’attivazione formale del Tavolo di partenariato solo per assolvere agli obblighi imposti dalla Commissione Europea”.
Le associazioni denunciano, infatti, che i documenti che dovranno essere parte del Piano Strategico Nazionale, come l’analisi delle necessità e delle priorità, stanno già circolando tra le strutture tecniche del MIPAAF (CREA e ISMEA) e le Regioni, senza essere però resi pubblici e senza il coinvolgimento degli attori sociali ed economici, quando invece i regolamenti comunitari impongono un coinvolgimento di tutti i portatori di interesse in tutte le fasi di creazione del Piano Strategico Nazionale.
E’ grave, quanto sconcertante, che in occasione dell’incontro con il Commissario Agricoltura della Commissione UE il nostro Ministro abbia presentato un quadro dei lavori per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022, totalmente falso e fuorviante.
La Coalizione Cambiamo Agricoltura ha organizzato in questi anni diversi incontri sul tema del futuro della PAC nel nostro Paese, non da ultimo quello del 30 Giugno scorso dedicato agli ecoschemi, nei quali sono stati invitati tutti gli attori istituzionali ed economici dimostrando una seria volontà di confronto e dialogo sul futuro dell’agricoltura nel nostro Paese. E’ inconcepibile che il MIPAAF stia invece ignorando l’obbligo di un reale e concreto coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed economici, per questo la Coalizione Cambiamo Agricoltura invierà una lettera alla DG Agricoltura e alla DG Ambiente della Commissione Europa per chiedere un richiamino formale del nostro Governo al rispetto delle regole della nuova PAC, affinché garantisca un percorso partecipato e trasparente in tutte le fasi della redazione del Piano Strategico Nazionale.
Workshop - La Compagnia del Suolo Il suolo è ricco di vita, ma a noi cosa interessa?
agricoltura biologicafederbiohomeDOVE:
Brescia - Via Cimabue 16
QUANDO:
Lunedì 2 agosto 2021, h. 18.00
Si svolgerà il 2 agosto il workshop “La Compagnia del Suolo. Il suolo è ricco di vita, ma a noi cosa interessa?”.
Interverranno:
Paolo Di Francesco, FederBio/La Buona Terra
Federica Luoni, Lipu
Un rappresentante Consulta per l’Ambiente di Brescia
INFO E CONTATTI:
Workshop - La Compagnia del Suolo Suolo: esiste un rischio pesticidi?
agricoltura biologicafederbiohomeDOVE:
Verona - Corte sgarzarie 14A
QUANDO:
Sabato 31 luglio 2021, h. 18.00
Si svolgerà il 31 luglio il workshop “La Compagnia del Suolo Suolo: esiste un rischio pesticidi?”.
Interverranno:
Enrico Casarotti, AVeProBi/FederBio
Mattia Giovannini, AVeProBi
Luigi Mariotti, WWF Bolzano
Luca Campagnari, apicoltore biologico
Michela Cipriani, enologa
INFO E CONTATTI:
Workshop - La Compagnia del Suolo. Quale agricoltura per conservare la fertilità
agricoltura biologicafederbiohomeDOVE:
Ravenna, Piazza S. Francesco 3
QUANDO:
Mercoledì 28 luglio 2021, h. 18.00
Si svolgerà il 28 luglio il workshop “La Compagnia del Suolo. Quale agricoltura per conservare la fertilità”. Durante l’incontro è previsto un aperitivo biologico al Caffè Pasticceria Palumbo.
INFO E CONTATTI:
Il mondo del biologico punta al 30% di superficie agricola bio al 2027 per mantenere la leadership in Europa
ecoschemihomePACtransizione agroecologicaÈ quanto emerso nel corso dell’evento promosso di SANA BolognaFiere curato da NOMISMA “Aspettando Rivoluzione Bio| Il Biologico nel nuovo Piano Strategico Nazionale nel quadro della nuova PAC fra ecoschemi e PSR regionali. Per la transizione ecologica dell’agricoltura italiana”
Bologna, 23 luglio 2021 – L’obiettivo ambizioso che ci siamo dati è puntare ad almeno il 25% di superficie agricola bio nella UE, una PAC più verde con un quarto del bilancio dedicato agli aiuti diretti dedicato agli ecoschemi.”, lo ha ricordato Paolo De Castro Europarlamentare e Coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo in occasione dell’evento di SANA BolognaFiere curato da Nomisma “Aspettando Rivoluzione Bio | Il Biologico nel nuovo Piano Strategico Nazionale della nuova PAC fra ecoschemi e PSR regionali. Per la transizione ecologica dell’agricoltura italiana”, appuntamento in preparazione alle giornate di Rivoluzione Bio 2021 (www.rivoluzionebio.it) a SANA (9-12 settembre 2021).
“Aspettando Rivoluzione Bio” ha inteso definire il ruolo e posizionamento degli interventi di sostegno all’agricoltura biologica nel periodo di programmazione 2023-2027. I lavori si sono aperti con l’intervento di Domenico Lunghi, direttore Business Unit Private Label, Food&Pet Industry di BolognaFiere e dall’Onorevole Paolo De Casto. Il key note speech sul tema “Agricoltura biologica e nuova PAC: il ventaglio degli strumenti” è stato tenuto da Angelo Frascarelli, Docente di Politica Agroalimentare Università degli Studi di Perugia.
A seguire la tavola rotonda – moderata dal Professor Frascarelli – ha visto come discussant la Presidente di Federbio Maria Grazia Mammuccini, l’Assessore all’Agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi, Roberto Romano – Presidente AIAB e Camillo Zaccarini Bonelli della Direzione Strumenti per la Gestione del Rischio ISMEA.
Le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario di Stato per le Politiche agricole, alimentari e forestali Senatore Francesco Battistoni.
Nel corso del suo intervento introduttivo l’Onorevole Paolo De Castro ha evidenziato come: “Dopo 3 anni di faticoso negoziato, il Consiglio Ue ha trovato un importante accordo, con il favore di tutti i Ministri dell’Agricoltura degli Stati Membri: piena conferma delle direttrici della strategia Farm to Fork presentata dalla Commissione, una agricoltura più sostenibile, più attenta alle risorse naturali, con meno chimica.” Ecco quindi – come già ricordato “l’obiettivo ambizioso di puntare ad almeno il 25% di superficie agricola bio nella Ue, una PAC più verde con un quarto del bilancio dedicato agli aiuti diretti dedicato agli ecoschemi. Ora il ruolo degli Stati Membri è cruciale”. Per De Castro: “Il Biologico è uno dei punti di forza su cui l’Europa sta puntando: l’Italia è leader a livello mondiale e l’obiettivo del 25% delle superfici è una ambizione possibile, essendo oggi già vicini ad una incidenza del 16%. Il Piano Strategico di Azione deve approfittare della vocazione biologica italiana per fare sempre più bio in Italia e limitare le importazioni di bio non comunitarie”.
“Dalle analisi svolte da ISMEA-RRN il target posto dalla Strategia Farm to Fork di almeno il 25% della SAU nel 2030 è un traguardo sfidante ma raggiungibile nella definizione del Piano strategico della nuova PAC adottando il giusto mix fra interventi del I e del II pilastro e il giusto livello di appetibilità finanziaria dei pagamenti di eventuali Ecoschemi biologici.” ha affermato Camillo ZACCARINI BONELLI, Direzione Strumenti per la Gestione del Rischio ISMEA “È inoltre importante rimarcare che tale obiettivo di incremento del biologico può rappresentare il traino principale non solo per accompagnare l’aumento della domanda e lo sviluppo economico del settore ma anche il raggiungimento di altri importanti obiettivi ambientali assegnati dal Green Deal, come ad esempio la riduzione dei fertilizzanti di sintesi del 20% o la riduzione dei prodotti fitosanitari molto tossici del 50% nel 2030.”
Per Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura Regione Emilia-Romana “La Regione si è data obiettivi ambiziosi per i prossimi anni, in particolare coprire almeno il 40-45% della superficie coltivata attraverso produzioni e coltivazioni biologiche e altri sistemi di produzione sostenibile. Di fronte ad obiettivi ambiziosi, bisogna essere conseguenti: con l’ultimo programma di sviluppo turale, compreso il biennio di transizione in corso, abbiamo investito complessivamente, in modo diretto o indiretto, 400 milioni di euro a favore dell’agricoltura biologica. i risultati sono arrivati e si stanno incrementando, le imprese bio sono cresciute di oltre il 75% e gli ettari del 102%. Dati davvero impressionanti, raggiunti in pochi anni, che testimoniano l’impegno della Regione e la disponibilità delle imprese agricole e che dimostra quanto siano sensibili alla sostenibilità ambientale se adeguatamente accompagnate e sostenute. E ancora, per l’esponente regionale: “Sono convinto sia fondamentale perseguire gli obiettivi del Farm to Fork e del Green Deal con l’attenzione però di saper tenere in equilibrio la sostenibilità: sia quella ambientale, sia quella economica e sociale, per salvaguardare il reddito delle imprese e agricole. Questi principi devono tenersi insieme anche attraverso l’innovazione, la ricerca, l’agricoltura di precisione. Settori sui quali investiremo. L’agricoltura biologica sta facendo passi da gigante: dobbiamo continuare a insistere e a supportare le imprese anche nella commercializzazione e promozione dei prodotti bio, e nella ricerca di nuovi mercati. Vogliamo diventare il Polo nazionale del biologico, grazie al superamento del 25% della superficie bio e creando le condizioni affinché nascano imprese e filiere anche nella trasformazione dei prodotti bio e ospitando grandi manifestazioni internazionali come Sana. Continuerà inoltre un deciso impegno verso la diffusione del biologico nelle scuole.
“In vista di Rivoluzione Bio 2021 l’evento ha rappresentato un momento di confronto importante anche per spingere l’avvio del lavoro del tavolo di partenariato da parte del Ministero che è in grande ritardo rispetto alle scadenze che ci aspettano per la stesura del Piano Strategico Nazionale (PSN)” ha evidenziato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio “Nonostante i limiti della riforma approvata, gli ecoschemi rappresentano una concreta possibilità di sviluppo dell’agroecologia e il biologico può dare un contributo importante sia sul fronte ambientale, sia su quello economico. Per questo dobbiamo porci obiettivi ambiziosi per mantenere la leadership del settore in ambito europeo. FederBio insieme ad AIAB, con il contributo scientifico del Prof. Frascarelli, ha ritenuto necessario avanzare una proposta coerente con il lavoro portato avanti fino ad oggi nell’ambito della coalizione #CambiamoAgricoltura, ma che al tempo stesso tenesse conto dell’accordo finale sulla PAC. La proposta che abbiamo avanzato prevede d’inserire il sostegno agli agricoltori per il mantenimento del bio nelle misure ambientali dello sviluppo rurale e, per quanto riguarda gli ecoschemi, puntare sul principio dell’accessibilità a tutti gli agricoltori inserendo la conversione al bio. Importante, inoltre, prevedere il riconoscimento dei costi di certificazione per contribuire ad affermare il principio che produrre beni pubblici, come ambiente e salute, non può determinare costi maggiori per le imprese che poi ricadano sul consumatore. L’obiettivo è aprire un confronto con gli altri attori del settore, con le Regioni e il Ministero affinché il biologico, come punta più avanzata dell’agroecologia, possa offrire soluzioni innovative anche per il resto dell’agricoltura e raggiungere gli obiettivi della “Farm to Fork” di riduzione del 20% dei fertilizzanti chimici e del 50% dei pesticidi di sintesi chimica. È importante, infine, che il PSN sia supportato dall’approvazione della Legge sul biologico e dal Piano d’azione che definisce degli interventi decisivi per la crescita del settore e per la diffusione di Distretti biologici e filiere di Made in Italy bio che rappresentano un’opportunità per il nostro Paese e per gli agricoltori”.
Nelle sue conclusioni il Sottosegretario alle Politiche Agricole Francesco Battistoni ha ricordato come: “L’Italia è un Paese dove cresce sia la domanda interna che i dati sulle esportazioni di prodotti biologici. Siamo secondi esportatori a livello mondiale e primi in Europa per numero di aziende BIO. Nonostante il nostro modello faccia scuola in tutto il mondo, abbiamo ancora ampi margini di crescita.
Sono convinto che grazie alla nuova PAC ed al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il settore avrà, nei prossimi anni, uno slancio importantissimo. La nostra priorità, come Mipaaf, è proseguire nel dialogo che abbiamo iniziato e lavorare in sinergia con gli attori della filiera”.
UFFICIO STAMPA
Al via il primo incontro del progetto Oltre.bio
homeOltreBioPugliaBio23 luglio 2021 – La Puglia è tra le regioni italiane più vocate alla coltivazione biologica di uva da tavola e ciliegio. E su questa vocazione vuole costruire sempre maggiori competenze. Innovare, partecipare, condividere: questi i metodi per raggiungere l’obiettivo al centro del progetto “Oltre.bio: gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola” realizzato grazie al supporto del PSR Puglia 2014-2020. Gli 11 partner hanno pianificato in maniera condivisa e partecipativa strumenti innovativi, coerenti con le pratiche e gli obiettivi del biologico, per migliorare la produzione delle due colture protagoniste dell’agricoltura pugliese.
Di questo si parlerà il 26 luglio alle ore 18:00 nel primo incontro di comunità pratica “La cooperazione per una gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola biologica: il progetto Oltre.bio” cui parteciperanno Giovanni Ranaldo, Presidente OP JONICA; Vincenzo Verrastro, CIHEAM; Luigi Tarricone, CREA- Centro ricerca Viticoltura ed Enologia; Concetta Gentile, Agrimeca Grape and Fruit Consulting; Giancarlo Di Renzo, Università degli Studi della Basilicata -SAFE.
L’obiettivo è fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto evidenziando le opportunità e le potenzialità offerte da questo nuovo approccio che prevede la gestione integrale del suolo, della risorsa idrica con effetti sulle caratteristiche vegeto-produttive e sull’efficienza d’uso dell’acqua irrigua.
Protagonisti del pomeriggio saranno tutti gli operatori del settore che vorranno, con i partner coinvolti, condividere, conoscere e apprendere nuove possibilità di gestione delle due colture. Grazie ad appuntamenti come questo, il progetto Oltre.bio riuscirà a creare delle vere e proprie comunità di pratica con gli stessi fabbisogni e interessi ma soprattutto la stessa passione.
Ancora una volta la Puglia, che vanta più di 2.600 ettari di uva da tavola e circa 3.000 ettari di ciliegio (fonte Biobank Open Project, Regione Puglia, 2018) gestiti con metodo biologico, diventa protagonista di una nuova sfida. Con Oltre.bio, infatti, la Regione e i partner coinvolti vogliono superare la concezione del biologico come semplice strumento di salvaguardia e conservazione dei metodi dell’agricoltura tradizionale e contadina e percorrere una strada ben chiara fatta di supporto alla crescita e alla maturazione senza squilibri vegetativi, rispetto della fertilità del suolo e razionale utilizzo della risorsa idrica. E ancora, l’obiettivo è quello di migliorare la gestione post-raccolta. Grazie all’attività di ricerca di Università e centri di ricerca coinvolti nel progetto, sarà infatti possibile trasferire alle imprese pugliesi i risultati raggiunti che migliorano la shelf life di uva da tavola e ciliegio, consentendo al made in Puglia di andare oltre i mercati attualmente coperti.
La Puglia vuole insomma dare un segnale chiaro e coerente con lo sviluppo dell’agricoltura biologica: creare sempre più sinergia tra mondo agricolo e istituzioni per preservare l’attività produttiva nel lungo termine producendo frutta con caratteristiche organolettiche e nutrizionali migliori rispetto al passato e sviluppare tecnologie sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale che soddisfino le istanze dei produttori e dei consumatori.
Al via la "Compagnia del suolo", la campagna per il checkup della chimica nei terreni agricoli
Cambia la TerraCompagniadelsuolofederbiohomeNoPesticidiDal 28 luglio, un giro d’Italia in nove tappe per analizzare la salute del suolo. Parte la campagna
di sensibilizzazione organizzata da FederBio e dalle associazioni ambientaliste nell’ambito del progetto Cambia la Terra, con il patrocinio dell’ISPRA.
Roma, 19 luglio 2021. Parte a fine luglio il giro d’Italia dei suoli, per verificare quante e quali sostanze chimiche ne compromettono la salute e la fertilità. Pesticidi, erbicidi e fertilizzanti lasciano tracce di sostanze chimiche di sintesi nei terreni agricoli, minacciando la qualità dei raccolti, le acque di superficie e quelle sotterranee, la salute degli ecosistemi terrestri e acquatici.
Il sistema di controlli ambientali e sanitari monitora la presenza di pesticidi negli alimenti e nell’acqua. Nel suolo, primo organo recettore delle sostanze chimiche di sintesi utilizzate nell’agricoltura convenzionale, la presenza di molecole potenzialmente dannose per l’ambiente non viene invece rilevata su larga scala, così come non si eseguono analisi sull’impatto dei pesticidi nell’organismo umano. Oggi vengono utilizzati circa 1.000 differenti pesticidi basati su 800 sostanze attive e il numero dei composti sta crescendo nel mondo. Come si legge nel rapporto FAO “Global assessment on soil pollution” (2021) “l’uso eccessivo e improprio dei pesticidi causa danni indesiderati a specie non target, mentre la persistenza nell’ambiente e i residui tossici possono impattare su specie utili e organismi non target, come gli umani, e possono contaminare le acque e i suoli a scala globale, incluse aree remote come quelle polari”. Cominciare a proteggere il suolo iniziando dall’agricoltura, una delle attività che maggiormente si basano sull’utilizzo dei terreni e maggiormente ne hanno bisogno, è quindi sempre più necessario per difendere la nostra salute.
Il progetto Cambia la Terra (promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF) lancia la “La Compagnia del suolo”, una campagna di sensibilizzazione che traversa l’Italia da nord a sud in nove tappe, a partire dal 28 luglio fino alla prima metà di ottobre 2021. La Compagnia, composta da quattro persone (tre giovani esperti di comunicazione ambientale e agronomi qualificati che si daranno via via il cambio nelle varie tappe), si fermerà nei campi biologici e convenzionali di nove regioni, prelevando campioni di suolo che verranno poi esaminati da laboratori specializzati accreditati per verificare la presenza nei terreni di sostanze chimiche derivate dall’uso di insetticidi, diserbanti, fungicidi. In coincidenza dei prelievi, saranno organizzati nove eventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei centri maggiori più vicini alle aree di prelievo, con la partecipazione delle associazioni locali di agricoltura biologica e delle associazioni ambientaliste. I risultati delle analisi dei vari campioni di terreno saranno presentati e discussi in un evento finale che si terrà a Roma a inizio novembre. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha dato il suo patrocinio alla campagna di sensibilizzazione, il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura) ha concesso alcuni dei propri campi sperimentali per le analisi della Compagnia del suolo. Mentre a essere protagonisti degli eventi di presentazione saranno le associazioni che hanno promosso il progetto Cambia la Terra: FederBio, Legambiente, Lipu, WWF, ISDE Medici per l’Ambiente e Slow Food.
“L’agricoltura ha bisogno di suoli puliti e fertili”, dice Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. “In questo momento, la pratica agroecologica che registra il maggior successo in termini ambientali e di salute degli alimenti è sicuramente il biologico. Se, come dice da anni la FAO, la cosiddetta ‘rivoluzione verde’ (industrializzazione e pesticidi) in agricoltura è fallita, occorre prendere decisioni importanti a livello nazionale e internazionale. È per questo che come FederBio lanciamo una campagna di monitoraggio della qualità dei suoli che parte dai territori, coinvolge gli agricoltori biologici e convenzionali, verifica le differenze tra le due pratiche agricole: non vogliamo dare pagelle, ma sottolineare che i primi a fare le spese di una gestione insostenibile sono gli agricoltori e i cittadini e che è fondamentale supportare gli agricoltori nel cambiamento verso pratiche agroecologiche: anche questa è transizione ecologica. A parlare saranno le analisi dei suoli biologici e convenzionali, in una azione dimostrativa che vuole mettere in evidenza la presenza di inquinanti che minacciano la salute dell’ambiente e dei cittadini”.
Non è un caso che le associazioni del biologico e quelle ambientaliste concentrino il loro interesse su una risorsa così poco conosciuta. La Global Soil Partnership della FAO definisce il suolo “un tesoro nascosto”: “Ci sono più organismi in un grammo di suolo sano che persone sulla Terra. Il 95% del nostro cibo proviene dal suolo, ma il 33% del suolo terrestre è già degradato e questa percentuale potrebbe salire al 90% entro il 2050”. Dal punto di vista climatico, un disastro.
“Il suolo sano assorbe potenzialmente anidride carbonica dall’atmosfera, riducendo il gas che è il maggior responsabile della crisi climatica”, afferma Lorenzo Ciccarese, ricercatore ISPRA. “Oggi come oggi, invece, il contributo all’effetto serra delle pratiche agricole e di gestione del suolo a livello mondiale è tra il 10 e il 12% delle emissioni globali di gas serra. Minimizzare le quantità di CO2 emesse e anzi rafforzare il potenziale di stoccaggio del carbonio da parte dei microrganismi presenti nel suolo fertile è un obiettivo centrale della lotta ai cambiamenti climatici. Tutto ciò che sta succedendo in giro per il Pianeta, la bolla di calore degli Stati americani del nord, gli eventi climatici estremi dell’Europa centrale, gli incendi che martoriano la California in questi mesi estivi dimostrano l’estrema urgenza di intervento. E il cambiamento di uso del suolo a partire dalle pratiche agricole è un elemento centrale del mix di azioni necessarie: nel suolo c’è una concentrazione di carbonio maggiore di quella che è stoccata nell’atmosfera e nelle foreste”.
La Compagnia del Suolo vuole quindi lanciare un allarme. Per farlo organizza dieci eventi nel giro di quattro mesi, raccoglie 18 campioni di terreno da analizzare, percorre più di 4.000 chilometri: questi i numeri della nuova campagna del progetto Cambia la Terra che partirà mercoledì 28 luglio e continuerà fino a inizio novembre. Un giro d’Italia in nove tappe (tre al Nord, tre al Centro e tre al Sud) per aumentare l’attenzione ai temi della salute e della salvaguardia del suolo.
Il programma degli eventi:
- Ravenna, mercoledì 28/07 ore 18 – Piazza S. Francesco 3 presso il Caffè Palumbo, dialoghi in piazza con aperitivo bio
La Compagnia del Suolo, quale agricoltura per conservare la fertilità
- Negrar di Valpolicella (Verona), sabato 31/07 ore 10 – Mercatino di Arbizzano gazebo informativo e mostra; ore 18 – Verona Corte Sgarzarie 14/a presso Osteria Sgarzarie, dialoghi in piazza con aperitivo bio
Suolo: esiste un rischio pesticidi?
- Brescia lunedì 02/08 ore 10 – Mercato Campagna Amica, Piazza Vivanti gazebo e mostra; ore 18 – Casa delle Associazioni Via Cimabue 16 workshop
“Il suolo è ricco di vita, Ma a noi cosa interessa?”
- Festambiente, Rispescia (Grosseto) sabato 21/08 ore 11 – Auditorium conferenza stampa
“La Compagnia del Suolo. Non esiste suolo fertile senza un allevamento ‘giusto’”
- Roma, domenica 05/09 ore 10,30 – Biomercato Città dell’Altra Economia, Largo Dino Frisullo workshop
“Tutto quello che non sappiamo sul suolo e sulla sua fertilità”
- Bologna venerdì 10/09 ore 15 – Sana, 33° salone internazionale del biologico e del naturale. BolognaFiere Viale della Fiera, 20 – workshop
“Non c’è agricoltura senza suolo. E non c’è suolo fertile senza agroecologia”
- Catania sabato 09/10 – workshop
“Il suolo: una risorsa che non si rinnova”
- Matera lunedì 11/10 – workshop
“La tutela del suolo passa da un’agricoltura pulita”
- Bari mercoledì 13/10 ore 18 – Sala Murat, Piazza del Ferrarese, workshop
“Contro la desertificazione dei suoli serve un’altra agricoltura “
UFFICIO STAMPA
La cooperazione per una gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola biologica: il progetto oltre.Bio
cerasicolturafederbiohomeoltre.bioviticoltura biologicaDOVE:
TENUTA ORSANESEContrada Stornara, SP 11 - 74013, Ginosa (TA)
QUANDO:
Lunedì 26 luglio 2021, h. 18.00
Si svolgerà il 26 luglio il primo incontro pubblico del Gruppo Operativo Oltre.Bio finalizzato a condividere con gli operatori di settore (in particolare aziende agricole, cooperative, tecnici di campo, consumatori) gli approcci innovativi che si stanno sperimentando all’interno del GO per una gestione di ciliegio ed uva da tavola che va oltre la “normale” gestione in biologico delle due colture, seguendole lungo tutta la filiera.
Al termine dell’incontro ci sarà una degustazione di prodotti biologici e locali.
INFO E CONTATTI:
Aspettando RivoluzioneBio 2021
federbiohomeRivoluzione BioDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Giovedì 22 luglio 2021, h. 11.00
In preparazione alle giornate di Rivoluzione Bio 2021 a SANA, giovedì 22 luglio dalle 11:00 alle 13:30 si terrà l’evento “Il Biologico nel nuovo Piano Strategico Nazionale nel quadro della nuova PAC fra ecoschemi e PSR regionali. Per la transizione ecologica dell’agricoltura italiana”.
L’evento – organizzato in streaming – rappresenta una iniziativa di confronto per definire ruolo e posizionamento degli interventi di sostegno all’agricoltura biologica nel periodo di programmazione 2023-2027. Partecipa ai lavori Francesco Battistoni, Sottosegretario di Stato – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Prenderà parte all’evento anche Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.
INFO E CONTATTI:
Ottimizzare l’azione del rame per ridurre i dosaggi ad ettaro
Biosolution Field MastersFederBio Servizihomeviticoltura biologicaDOVE:
Vigne del Nizzola - Az. Viticola di Selmi MassimoCastelnuovo Rangone (MO)
QUANDO:
Lunedì 12 luglio 2021, h. 10.00 - 13.00
Nell’ambito del progetto Biosolution Field Masters, FederBio Servizi e Agri 2000 Net presenteranno le prove sul controllo della Peronospora sulla vite ottimizzando l’uso di rame, con l’utilizzo di Nordox Energy, condotte in aziende vitivinicole biologiche con il supporto di Commercial Quimica Massò.
Per registrarsi: https://forms.gle/G6AvJ9z81LZgFU4bA







