TREND E BILANCIO POSITIVI PER LA 33ª EDIZIONE DI SANA, Il Salone internazionale del biologico e del naturale che lancia nuove iniziative e progetti in Italia e all’estero. Sfiorate le 50.000 presenze in Fiera
BolognaFierehomeSANANella prima edizione post pandemia – che si è tenuta dal 9 al 12 settembre 2021 – in contemporanea con Cosmofarma Reazione e OnBeauty by Cosmoprof – SANA 2021 ha registrato ottimismo e grande dinamicità da parte degli espositori e degli operatori professionali/buyer intervenuti in fiera che hanno evidenziato l’esigenza e la volontà di tornare a incontrarsi in presenza.
La contemporaneità con gli altri due eventi ha valorizzato nuove sinergie fra il mondo del biologico e i settori merceologici degli altri due eventi in svolgimento, sviluppando nuovi contatti commerciali e opportunità di business. Ad accogliere gli operatori, circa 50.000 fra buyer, distributori e professionisti che hanno partecipato alle iniziative in presenza e digitali, una grande piattaforma espositiva con 1.150 brand – 600 riferiti a SANA – e 10 padiglioni espositivi.
Trend e bilancio positivi e nuove iniziative per sviluppare nuovi business
Il dinamismo negli scambi commerciali, i trend di mercato emersi dall’Osservatorio SANA (presentato in apertura di manifestazione, nell’ambito di Rivoluzione Bio gli Stati generali del biologico) e degli altri numerosi momenti di confronto hanno evidenziato, nel post pandemia, una ancor maggiore sensibilità verso l’ambiente e un concetto di wellness che coinvolge un numero sempre più ampio di interlocutori. Una tendenza che si concretizza in un valore del mercato Bio che, in Italia, si è attestato nel 2020 a 4.573 mln di euro e un export di bio made in Italy sui mercati internazionali pari a oltre 2.900 mln di euro. Nascono anche per dare risposte a questo nuovo scenario, in rapida evoluzione, alcune nuove iniziative che SANA 2021 ha presentato in questa edizione e di prossima realizzazione.
Internazionalizzazione: SANA lancia SANA BUSINESS DAYS ad Amburgo
Si ampliano le azioni a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese del bio con la nuova iniziativa SANA BUSINESS DAYS, che nel mese di giugno 2022 – il 23 e il 24 – si terrà ad Amburgo; un progetto dedicato agli operatori del settore (produttori e distributori) interessati ad ampliare i loro contatti commerciali in Germania, Austria e Svizzera. Il mercato tedesco è, oggi, l’area di maggior interesse in Europa per la cosmesi naturale, con un volume pari a 1.38 miliardi di euro (dato 2019) e un indice di crescita che si attesta al 9%.
SANA BUSINESS DAYS sono organizzati da BolognaFiere in collaborazione con Health and Beauty, media company del Gruppo BolognaFiere, con sede in Germania, organizzatore di 14 manifestazioni/eventi in Europa. Forte l’interesse espresso dalle imprese del settore beauty verso la nuova iniziativa che apre le porte a mercati che offrono grandi opportunità commerciali; oltre il 70% delle imprese del settore care&Beauty ha dichiarato di essere interessato a partecipare all’evento. Sempre in chiave di internazionalizzazione, ma per settore Food, SANA 2021 ha visto la definizione di una ancor più stretta collaborazione fra BolognaFiere, FederBio e Naturland (ente certificatore tedesco) per la promozione del bio italiano sui mercati esteri.; un altro contributo per valorizzare la qualità dei prodotti nazionali, supportando le strategie di marketing e di export dei nostri produttori. Ottime, quindi, anche le prospettive per l’area FOOD le cui aziende specializzate nella produzione e distribuzione di alimenti bio ripartono dal bilancio in positivo di SANA lasciandosi definitivamente alle spalle le difficoltà legate alla pandemia, aprendosi con ancora maggior dinamismo a nuovi mercati e potenziando ulteriormente i canali di vendita on line.
Apprezzato, dagli operatori, il lancio di SANATECH, il Salone professionale dedicato alla filiera della produzione agroalimentare, zootecnica e del benessere, biologica ed ecosostenibile. Promosso da BolognaFiere, con il sostegno di FederBio Servizi e la segreteria tecnico-scientifica di Avenue Media, SANATECH ha offerto importanti momenti di riflessione su temi chiave per il comparto, dalla sostenibilità del packaging al bio-controllo evidenziando l’esigenza di un momento di confronto esteso a livello di filiera. Numeri positivi anche per tutte le altre iniziative e per la prima edizione di SANA DIGITAL che, dall’1 all’8 settembre ha anticipato, con una fitta agenda di incontri, i contatti fra operatori nazionali e internazionali e gli espositori.
“Abbiamo avuto conferma, con soddisfazione, della forte determinazione di ripresa delle imprese che sono tornate in Fiera dopo questo lungo periodo di interruzione delle attività in presenza, confermandoci la loro fiducia – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere -. A loro va il primo ringraziamento che estendiamo ai partner storici, Cosmetica Italia, FederBio, AssoBio e ICE (per il supporto nella promozione sui mercati internazionali) e alla città che si è stretta attorno alla sua Fiera per una ripartenza in totale sicurezza delle attività. Oggi, con ancora maggior determinazione siamo accanto alle nostre imprese per sostenerle nel rilancio e per rafforzarne la presenza sui mercati esteri anche con nuove iniziative e collaborazioni strategiche in termini di internazionalizzazione. Il biologico e la sostenibilità sono stati il filo conduttore di un dialogo che ha coinvolto anche le altre due manifestazioni in svolgimento contemporaneamente a SANA, evidenziando la crescente attenzione di produttori, industrie e consumatori ai temi ambientali”.
“Lo scorso anno, SANA è stato l’unico appuntamento fieristico in presenza di tutto l’anno. Il fatto che nel 2021 il Salone del biologico e del naturale si sia svolto insieme a OnBeauty e Cosmofarma – commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia – credo sia un bellissimo segnale di una ripartenza che finalmente sembra prendere il giusto slancio. Non solo. Per chi come noi del mondo della cosmesi, vive e lavora a cavallo tra diversi settori e canali di distribuzione, un triplo appuntamento come questo è il chiaro emblema di una sinergia virtuosa che sarà indispensabile portare avanti per affrontare la ripresa con successo. Nello specifico, a Sana abbiamo portato avanti una riflessione sui cosmetici a connotazione naturale e sostenibile, che costituiscono, a livello nazionale, un fenomeno da oltre 1,6 miliardi di euro”.
“SANA e Rivoluzione Bio 2021 hanno dato il segnale positivo della ripartenza e sono state occasione per fare il punto sul settore, facendo emergere il trend costante di crescita sia nella produzione che nel mercato, con un balzo notevole dell’export – ha dichiarato Mariagrazzia Mammuccini, Presidente FederBio -. Tutti segni positivi che evidenziano una crescita strutturale. Ma ha fatto emergere anche le criticità che dobbiamo affrontare rapidamente se vogliamo cogliere le opportunità di questa fase nella quale i cittadini scelgono sempre di più i prodotti biologici e l’Europa punta in maniera determinata sul bio. Servono scelte politiche chiare, coraggiose, che investano nel biologico per supportare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana a partire dal Piano Strategico Nazionale della PAC con l’obiettivo del 30% di superficie coltivata a bio al 2027, all’approvazione definitiva della legge e all’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale sul biologico”.
“In chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale, nell’ultimo anno il ruolo del biologico si è rafforzato grazie ad un mercato estremamente ricettivo verso i prodotti bio e di origine italiana. Questo ha attribuito uno speciale significato all’edizione 2021 di SANA – ha dichiarato Roberto Zanoni, Presidente AssoBio –, a pochi mesi dall’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che adesso attende il passaggio alla Camera. Il grande interesse per il mondo del biologico, oltre ad essere l’espressione di un settore solido e con ampie possibilità di crescita, è anche l’affermazione della volontà sempre più frequente da parte dei consumatori di scegliere biologico e condividere i valori da esso veicolati. Dimostrazione di questa volontà è stata l’affluenza ai convegni organizzati da AssoBio: il convegno “Food: Packaging&Bio – Indagine AssoBio sul packaging sostenibile” ha sottolineato l’importanza del binomio prodotto-packaging sostenibile come aspetto fondamentale di coerenza, che il consumatore ha compreso a pieno e che ormai si aspetta. Le nostre aziende hanno sposato questa missione e durante questa edizione di SANA lo hanno dimostrato con la loro esperienza e i numeri”.
FederBio: il bio made in Italy cresce, ma deve accelerare per allinearsi agli altri Paesi europei
federbiohomeMammucciniSANASuperfici, operatori e consumi bio ancora in crescita. È questo il dato principale che emerge dalle analisi presentate alla 33esima edizione di Sana – Rivoluzione Bio 2021. I numeri forniti da Sinab per il Mipaaf, confermano che la superficie biologica nel 2020 è aumentata rispetto all’anno precedente di +5,1 punti percentuali, evidenziando tuttavia un trend di sviluppo più modesto rispetto ai maggiori Paesi europei. I terreni coltivati a biologico hanno attualmente superato i 2,1 milioni di ettari. In crescita, inoltre, il numero degli operatori del settore che ha raggiunto le 81.731 unità, con un incremento dell’+1,3%.
Anche gli andamenti del mercato confermano la rilevanza del biologico. Secondo i dati dell’Osservatorio Sana, promosso da Bologna Fiere e curato da Nomisma, nel 2021 (anno terminante a luglio) i consumi interni hanno registrato una crescita del 5%, rispetto all’anno precedente. La spesa delle famiglie italiane si è attestata a 4,6 miliardi di euro: 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico nell’anno in corso. Negli ultimi dieci anni i consumi interni hanno registrato un’impennata del 133%. Notevole l’incremento dell’export che, sempre nell’ultimo anno, è aumentato dell’11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi dieci anni del 156%. L’Italia si posiziona al secondo posto per export dopo gli Stati Uniti.
“Il biologico si conferma fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare italiano, anche se il tasso di crescita della SAU bio si è rivelato inferiore a quello dei maggiori Paesi Ue. Considerando che in questo momento si stanno definendo le scelte prioritarie del Piano strategico Nazionale della PAC post 2022 che determineranno lo sviluppo del settore agricolo e alimentare per i prossimi dieci anni, riteniamo che sia il momento ideale per intervenire e colmare il gap di crescita con gli altri Paesi. Crediamo dunque che sia imprescindibile un’immediata approvazione della legge sul biologico per avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, a partire dal Piano d’azione, per affrontare le sfide del settore”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. […]
FONTE
TESTATA: Distribuzione Moderna
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 settembre 2021
FederBio firma a SANA 2021 il Manifesto Slow Food, per il vino buono, pulito e giusto
homeslow wine coalitionSlow Wine Fairvino biologicoLa sigla da parte della Federazione Italiana del Biologico e Biodinamico del Manifesto di Slow Food conferma il ruolo centrale del vino biologico all’interno del processo di transizione verso un’agricoltura sempre più sostenibile che tuteli la biodiversità.
Bologna, 11 settembre 2021 –Si consolida la partnership tra FederBio, Slow Food e BolognaFiere avviata nel 2020 e finalizzata a incrementare le sinergie per promuovere un nuovo modello agricolo e alimentare, la conservazione del paesaggio e delle risorse della natura e mettere in luce le ricadute anche sociali che genera un sistema basato sulla produzione di cibo buono, pulito e giusto.
Nel percorso di collaborazione, in occasione di SANA 2021, FederBio ha firmato il Manifesto Slow Food per il vino buono pulito e giusto, il decalogo che fornisce le linee guida per una produzione vitivinicola improntata al rispetto del territorio, degli eco-sistemi e dei diritti di tutti gli attori della filiera.
FederBio si unisce così alla Slow Wine Coalition, la rete mondiale che coinvolge gli operatori del settore che puntano a una produzione basata su processi sostenibili in grado di favorire la tutela del paesaggio e una sempre maggiore crescita sociale e culturale dei modelli agricoli.
La sigla del Manifesto sancisce il ruolo centrale della produzione vitivinicola biologica nel percorso di transizione agroecologica. Dai dati presentati da SINAB a SANA 2021 emerge, infatti, che la superficie viticola bio italiana è cresciuta negli ultimi dieci anni di oltre il 124%.
“La firma del Manifesto Slow Wine è un momento decisivo di un percorso iniziato oltre un anno fa insieme a Slow Food, fondato su valori condivisi come il rispetto del suolo, il rifiuto dell’uso dei pesticidi e la protezione della biodiversità. Il ruolo della Slow Wine Coalition sarà decisivo per promuovere ulteriormente lo sviluppo del vino bio come leva strategica per la crescita dei territori rurali. Dal 26 febbraio al 1° marzo 2022 è prevista la prima edizione della Slow Wine Fair a BolognaFiere. Si tratta di un’importante manifestazione internazionale che metterà a confronto operatori e appassionati del settore», ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
“Slow Food crede molto nel progetto Slow Wine Coalition e nel Manifesto che ne costituisce le fondamenta, al punto da aver inserito questa iniziativa tra quelle strategiche per i prossimi anni a livello internazionale. Per questo motivo, la firma di FederBio e il conseguente coinvolgimento dei suoi associati è per noi motivo di grande soddisfazione: ci offre il riconoscimento importantissimo di una delle più importanti organizzazioni del mondo del bio, non solo a livello italiano, e ci apre a significative opportunità” dichiara Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition. “Abbiamo già sul tavolo una prima, grande occasione di collaborazione: la Slow Wine Fair che dal 26 febbraio al 1° marzo ci vedrà assieme protagonisti nei padiglioni di BolognaFiere.”
“Si formalizza, oggi, un ulteriore elemento della collaborazione iniziata lo scorso anno con Slow Food – dichiara Gianpiero Calzolari, presidente BolognaFiere – a cui si unisce, ora, un nostro partner storico, FederBio. Insieme realizzeremo un progetto che andrà a valorizzare una delle filiere italiane più prestigiose, quella vitivinicola. La nuova collaborazione porterà alla realizzazione di un nuovo evento, SANA Slow Wine che, anche avvalendosi del know-how di BolognaFiere nel settore biologico/naturale, saprà offrire ai produttori di vino che si riconoscono nel percorso agroecologico un’occasione di visibilità strategica e irrinunciabile agli inizi del prossimo anno a Bologna”.
Slow Wine Coalition: https://slowinecoalition.
Slow Wine Fair: https://slowinefair.slowfood.
UFFICIO STAMPA
Communication and External Relations Manager BolognaFiere
Isabella Bonvicini – 335 7995370 isabella.bonvicini@bolognafiere.it
Ufficio stampa Slow Food
Valter Musso – 335 7422962 – Elisa Virgillito 345 2598615 – press@slowfood.it
Ufficio stampa FederBio
Silvia Voltan – 331 1860936 – silvia.voltan@pragmatika.it
Bio, in Italia aumentano le superfici coltivate e l’export
federbiohomeMammuccinimercato bioRivoluzione BioSANANumeri in crescita per il biologico in Italia. Nel 2020 la superficie di terreno coltivato è aumentata del +5,1% sull’anno precedente, per un totale di 2,1 milioni di ettari. E aumenta anche il numero degli operatori del settore, che è pari a 81.731 persone, con un incremento dell’+1,3% sempre sull’anno scorso. Sono questi i principali dati che raccontano il mondo del biologico nel nostro Paese, diffusi dalle analisi presentate durante la 33esima edizione della fiera Sana – Rivoluzione Bio 2021.
In particolare, secondo i dati dell’Osservatorio Sana, promosso da Bologna Fiere e curato da Nomisma, nei primi sette mesi del 2021, 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico. Inoltre, i consumi interni hanno registrato una crescita del 5% sul 2019, crescita che si colloca all’interno di un percorso che ha visto i consumi di questo settore schizzare a +133% negli ultimi dieci anni. Ma ancora più di impatto è il dato che spiega come la spesa che le famiglie italiane hanno destinato al bio è di 4,6 miliardi di euro complessivi.
“Il biologico si conferma fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare italiano”, anche se il suo tasso di crescita si è rivelato inferiore a quello dei maggiori Paesi Ue. “Per questo, considerando che in questo momento si stanno definendo le scelte prioritarie del Piano strategico Nazionale della PAC post 2022 che determineranno lo sviluppo del settore agricolo e alimentare per i prossimi dieci anni, riteniamo che sia il momento ideale per intervenire e colmare il gap di crescita con gli altri Paesi”, commenta Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. Che ribadisce poi quanto sia “imprescindibile un’immediata approvazione della legge sul biologico per avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per affrontare le sfide del settore. Il biologico è essenziale per l’affermazione di un modello agricolo che rispetti l’ambiente, contribuisca a mitigare l’impatto climatico, creando inoltre nuove opportunità di occupazione, in particolare per i giovani e le donne”.
Nello specifico, nell’anno in corso è stato notevole l’incremento dell’export, che ha segnato il +11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro. L’Italia è il secondo Paese al mondo per export bio, dietro solamente agli Usa. La sua crescita è stata del 156% negli ultimi dieci anni. […]
FONTE
TESTATA: Affari & Finanza – La Repubblica
AUTORE: Caterina Maconi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 settembre 2021
Nel biologico gli sviluppi più importanti
CarnemollafederbiohomeSANAIntervista a Paolo Carnemolla, segretario generale di FederBio.
Le sensazioni per il settore del biologico e del naturale, in esposizione a Sana, il Salone internazionale dedicato, sono molto positive. Basti guardare nella sola Regione dell’Emilia-Romagna: oltre a Sana, ci sono in contemporanea anche Cibus a Parma e Macfrut a Rimini. È importante la presenza di persone e di imprese ad eventi come questi, che ora possono riprendere. Il dibattito nel nostro settore al momento si concentra sui nuovi obiettivi europei di sviluppo biologico, ovvero raggiungere il 30% di superfici bio sul totale degli appezzamenti agricoli entro il 2030. Per raggiungere questo scopo ci saranno anche dei fondi dedicati.
Il consumo di questo cibo di qualità è in continua crescita: il dato parziale del 2021 segna un +4% rispetto all’anno scorso. Questo è un segnale importante che ci invita a spingere di più sui consumi, oltre a spingere sulla produzione. La scuola poi ha un ruolo fondamentale per il nostro settore: nelle mense si consumano molti pasti preparati con ingredienti biologici e per questo per noi è fondamentale che le lezioni ricomincino in presenza. La fiera, quest’anno è più piccola perché mancano gli espositori provenienti dall’estero. Per quanto riguarda Sana, nel 2020 è stata l’unica manifestazione tenutasi in presenza nella filiera dell’agroalimentare. La novità di quest’anno è Sanatech, un’area espositiva che si focalizza sulle nuove tecnologie ed i mezzi tecnici (dalla difesa delle piante alle sementi) dell’agricoltura bio, utilizzando risorse naturali e biologiche.
Il punto è che, se vogliamo convertire in biologico una parte importante dell’agricoltura, dobbiamo investire molto sulle nuove tecnologie. L’Unione europea ci chiede di ridurre l’uso dei pesticidi ed è proprio qui che entrano in gioco le nuove tecnologie, offrendo varie soluzioni. Durante questi giorni ci sarà anche una convegnistica tecnica importante, nonostante le limitazioni. In generale, siamo molto soddisfatti del lavoro fatto con BolognaFiere e gli altri saloni. […]
FONTE
TESTATA: Il Resto del Carlino
AUTORE: Paolo Carnemolla
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 settembre 2021
Ambiente, il suolo che non ti aspetti: l'importanza dei terreni contro i cambiamenti climatici. Il confronto tra agricoltura Bio e convenzionale
Cambia la TerraCompagnia del SuolohomeAl Sana di Bologna oggi, venerdì 10, l’appuntamento con la campagna “La compagnia del suolo” per il check-up dei pesticidi nei campi italiani
Bologna, 10 settembre 2021 – C’è una risorsa capace di combattere i cambiamenti climatici di cui si parla e si sa molto poco, anche in termini di leggi e di convenzioni internazionali, nonostante sia alla base dell’intera filiera alimentare: il suolo. È nei campi, infatti, che si accumula il carbonio, cresce la biodiversità e, naturalmente, i prodotti di cui ci nutriamo. Per discutere proprio delle grandi potenzialità della terra, arriva oggi, venerdì 10 settembre, al Sana di Bologna, la fiera del biologico, la Compagnia del Suolo, il ‘giro d’Italia’ alla ricerca della salute del suolo giunto orai al suo giro di boa, dopo ben sei tappe sulle nove in programma.
La campagna di sensibilizzazione e informazione sul rischio chimico nei suoli italiani organizza il workshop scientifico “Non c’è agricoltura senza suolo. E non c’è suolo fertile senza agroecologia”, con esponenti del mondo della ricerca in campo agricolo e ambientale, a partire dall’Ispra – Istituto superiore per la ricerca ambientale e dal CREA – Consiglio di ricerca per l’agricoltura fino al prestigioso Rodale Institute Usa, un centro di ricerca internazionale dedicato allo sviluppo dell’agroecologia e del biologico. Al workshop partecipano Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio; Arianna Bozzolo, direttore di ricerca del California Organic Center- Rodale Institute; Paolo Bàrberi, docente Scuola superiore Sant’Anna; Gabriele Campanelli e Luigi Morra, ricercatori CREA; Lorenzo Ciccarese, Ispra. A seguire una tavola rotonda con le associazioni di Cambia la Terra con Damiano Di Simine, Legambiente; Franco Ferroni, WWF Italia; Federica Luoni, Lipu; Francesco Sottile, Slow Food; Carlo Triarico, vice presidente FederBio e presidente dell’Associazione per l’Agricoltura biodinamica.
La Compagnia del Suolo sta percorrendo l’Italia in nove tappe, da nord a sud, su 18 campi italiani, biologici e convenzionali, per analizzare la presenza di residui chimici di sintesi nei terreni.
Nei campi, infatti, pesticidi, erbicidi e fungicidi lasciano tracce di sostanze chimiche di sintesi che minacciano la qualità dei raccolti, le acque di superficie e quelle sotterranee, la salute degli ecosistemi terrestri e acquatici e anche la capacità del terreno di assorbire gas che provocano la crisi climatica. Una capacità che si misura in termini di quantità di sostanza organica presente nel terreno.
“Nella ricerca sui nostri campi sperimentali abbiamo rilevato delle differenze sensibili tra la quantità di sostanza organica presente nei suoli bio e in quelli convenzionali”, spiega Gabriele Campanelli, ricercatore del CREA di Monsanpolo, dove la Compagnia del Suolo ha fatto tappa all’inizio di settembre. “Nel corso dei 20 anni della nostra ricerca, abbiamo verificato che il contenuto di sostanza organica nei suoli bio è passato dall’1.1% all’1.8% mentre è rimasto invariato, come supponevamo, in quelli convenzionali, che comunque continuano a necessitare cure consistenti contro gli attacchi di insetti e parassiti che invece sono molto diminuiti nei campi sperimentali dove non abbiamo utilizzato chimica di sintesi”.
Il 23% delle emissioni di gas serra di origine umana proviene da agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo. L’agricoltura intensiva è particolarmente responsabile di circa la metà delle emissioni di metano indotte dall’uomo ed è la principale fonte di protossido di azoto, due gas serra molto potenti. Il biologico inverte la tendenza. I campi coltivati a bio assorbono – secondo i calcoli Ispra – fino a 500 chili di CO2 per ettaro. La conversione verso il biologico del 25% delle superfici coltivate europee disegnata nella Strategia UE Farm to Fork potrebbe quindi incidere in maniera positiva nell’assorbimento dei gas serra.
“L’agricoltura è centrale per il futuro del pianeta e, come tale, ha bisogno di suoli puliti e fertili”, dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio. “In questo momento, la pratica agroecologica che registra il maggior successo in termini ambientali e di salute degli alimenti – e quindi di sicurezza per le persone – è senza dubbio il biologico. I dati del CREA presentati oggi confermano la capacità del bio di raggiungere contemporaneamente vari obiettivi: oltre a mantenere la biodiversità e a superare la chimica di sintesi nei campi, l’agricoltura biologica assicura la fertilità dei suoli, strategica per la lotta alla crisi climatica. Risponde quindi pienamente agli obiettivi delle misure per il clima e l’ambiente contenuti negli ecoschemi della Politica agricola comune post-2022. Come FederBio abbiamo lanciato La Compagnia del Suolo, la campagna di monitoraggio della qualità dei suoli che parte dai territori, coinvolge gli agricoltori biologici e convenzionali, verifica le differenze tra le due pratiche: non vogliamo salire in cattedra e dare pagelle ma sottolineare che i primi a fare le spese di una gestione insostenibile del suolo sono agricoltori e cittadini. È fondamentale allora supportare gli agricoltori nel cambiamento verso pratiche agroecologiche: anche questa è transizione ecologica”.
I risultati delle analisi fatte nel corso della campagna La Compagnia del suolo verranno presentati a Roma all’inizio di novembre con un evento nazionale. A organizzare la campagna, il progetto Cambia la Terra, promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF.
L’evento si può seguire anche in streaming sulla pagina Facebook di Cambia la Terra @cambialaterra.
UFFICIO STAMPA
Ufficio stampa Cambia la Terra
Silverback – Greening the Communication
Costantino Bucci
c.bucci@silverback.it – +39 351 661 4244
Biologico, Sinab: in crescita nell'ultimo anno superfici coltivate, operatori e consumi
federbiohomeMammucciniSuperfici, operatori e consumi bio ancora in crescita. È questo il dato principale che emerge dalle analisi presentate alla 33esima edizione di Sana – Rivoluzione Bio 2021. I numeri forniti da Sinab per il Mipaaf, confermano che la superficie biologica nel 2020 è aumentata rispetto all’anno precedente di 5,1 punti percentuali, evidenziando tuttavia un trend di sviluppo più modesto rispetto ai maggiori Paesi europei. I terreni coltivati a biologico hanno attualmente superato i 2,1 milioni di ettari. In crescita, inoltre, il numero degli operatori del settore che ha raggiunto le 81.731 unità, con un incremento dell’+1,3%. Anche gli andamenti del mercato confermano la rilevanza del biologico.
Secondo i dati dell’Osservatorio Sana, promosso da Bologna Fiere e curato da Nomisma, nel 2021 (anno terminante a luglio) i consumi interni hanno registrato una crescita del 5%, rispetto all’anno precedente. La spesa delle famiglie italiane si è attestata a 4,6 miliardi di euro: 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico nell’anno in corso. Negli ultimi dieci anni i consumi interni hanno registrato un’impennata del 133%. Notevole l’incremento dell’export che, sempre nell’ultimo anno, è aumentato dell’11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi dieci anni del 156%.
L’Italia si posiziona al secondo posto per export dopo gli Stati Uniti. “Il biologico si conferma fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare italiano, anche se il tasso di crescita della SAU bio si è rivelato inferiore a quello dei maggiori Paesi Ue. Considerando – ha spiegato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio – che in questo momento si stanno definendo le scelte prioritarie del Piano strategico Nazionale della PAC post 2022 che determineranno lo sviluppo del settore agricolo e alimentare per i prossimi dieci anni, riteniamo che sia il momento ideale per intervenire e colmare il gap di crescita con gli altri Paesi. Crediamo dunque che sia imprescindibile un’immediata approvazione della legge sul biologico per avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, a partire dal Piano d’Azione, per affrontare le sfide del settore”.
“Così come ogni bene di consumo biologico è attento all’ambiente e alla salute delle persone è chiaro che produttori, trasformatori e distributori del settore debbano essere attenti anche all’intero ciclo di vita delle merci, riservando un occhio di riguardo al discorso del riciclo e del packaging ecocompatibile. – ha aggiunto Roberto Zanoni, presidente di AssoBio – La crescita dei consumi interni di prodotti biologici nella distribuzione moderna, +7% nel 2020 e +5% negli ultimi 12 mesi a luglio, conferma che la sensibilità per i temi della sostenibilità è aumentata a tutto tondo, con l’emergere della crisi pandemica. Il binomio prodotto-packaging sostenibile è quindi un aspetto fondamentale di coerenza, che il consumatore ha compreso a pieno e che ormai in un certo senso si aspetta”. […]
FONTE
TESTATA: Economia & Finanza – La Repubblica
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 settembre 2021
SANA – Rivoluzione Bio 2021. FederBio: il bio Made in Italy cresce del 5,1% come superfici coltivate, ma deve accelerare per allinearsi agli altri Paesi europei
Bio made in Italyhomemercato bioSANAI dati per l’anno 2020, elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaf, confermano lo sviluppo del bio che, pur raggiungendo i 2,1 milioni di ettari, cresce a ritmi inferiori rispetto ai principali Paesi Ue.
Bologna, 9 settembre 2021 – Superfici, operatori e consumi bio ancora in crescita. È questo il dato principale che emerge dalle analisi presentate alla 33esima edizione di SANA – Rivoluzione Bio 2021.
I numeri forniti da SINAB per il Mipaaf, confermano che la superficie biologica nel 2020 è aumentata rispetto all’anno precedente di +5,1 punti percentuali, evidenziando tuttavia un trend di sviluppo più modesto rispetto ai maggiori Paesi europei. I terreni coltivati a biologico hanno attualmente superato i 2,1 milioni di ettari. In crescita, inoltre, il numero degli operatori del settore che ha raggiunto le 81.731 unità, con un incremento dell’+1,3%.
Anche gli andamenti del mercato confermano la rilevanza del biologico. Secondo i dati dell’Osservatorio SANA, promosso da Bologna Fiere e curato da Nomisma, nel 2021 (anno terminante a luglio) i consumi interni hanno registrato una crescita del 5%, rispetto all’anno precedente. La spesa delle famiglie italiane si è attestata a 4,6 miliardi di euro: 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno un prodotto biologico nell’anno in corso. Negli ultimi dieci anni i consumi interni hanno registrato un’impennata del 133%.
Notevole l’incremento dell’export che, sempre nell’ultimo anno, è aumentato dell’11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi dieci anni del 156%. L’Italia si posiziona al secondo posto per export dopo gli Stati Uniti.
“Il biologico si conferma fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare italiano, anche se il tasso di crescita della SAU bio si è rivelato inferiore a quello dei maggiori Paesi Ue. Considerando che in questo momento si stanno definendo le scelte prioritarie del Piano strategico Nazionale della PAC post 2022 che determineranno lo sviluppo del settore agricolo e alimentare per i prossimi dieci anni, riteniamo che sia il momento ideale per intervenire e colmare il gap di crescita con gli altri Paesi. Crediamo dunque che sia imprescindibile un’immediata approvazione della legge sul biologico per avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, a partire dal Piano d’Azione, per affrontare le sfide del settore. Il biologico è essenziale per l’affermazione di un modello agricolo che rispetti l’ambiente, contribuisca a mitigare l’impatto climatico, creando inoltre nuove opportunità di occupazione, in particolare per i giovani e le donne”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
Bologna capitale del biologico: «Il Covid ha aiutato la crescita»
federbiohomeMammucciniSANATutto pronto per la 33ª edizione del Sana, il salone internazionale del biologico, in programma a Bologna dal 9 al 12 settembre. Ad inaugurare la kermesse ci sarà «Rivoluzione Bio 2021», gli stati generali del settore per «confrontarsi, approfondire e condividere le iniziative più efficaci per consolidare la crescita del biologico». Parola di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, che insieme alle Fiera di Bologna organizza l’evento. «Si parlerà anche del Piano di Azione nazionale per il biologico – continua – necessario a delineare la visione nei prossimi 10 anni e a individuare i collegamenti con il Piano Strategico Nazionale della Pac, che dovrà indicare l’obiettivo percentuale di crescita del biologico e gli interventi concreti per raggiungerlo».
Partiamo però facendo il punto sul comparto: ci sono già delle previsioni per l’anno in corso? «Il biologico si conferma un settore in crescita. Secondo i dati dell’Osservatorio Sana promosso da BolognaFiere, a cura di Nomisma, i consumi interni hanno fatto segnare un significativo +133% dal 2011 al 2021 (anno terminante a luglio) mentre l’export del bio Made in Italy è cresciuto dell’11% nell’ultimo anno, volando a +156% negli ultimi 10 anni. Nel 2021 le vendite complessive di prodotti bio si assestano a poco più di 4,6 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto al 2020, l’away from home cresce del 10% e l’export del bio Made in Italy dell’11%, raggiungendo 2,9 miliardi di euro di vendite sui mercati internazionali».
Quali sono le ragioni di questa crescita? «I consumatori scelgono sempre più il biologico perché preferiscono un’alimentazione sana, che rispetta l’ambiente e contribuisce a contrastare i cambiamenti climatici. La crisi emergenziale ha messo in evidenza la stretta relazione che c’è tra la salute dell’uomo e quella dell’ambiente. E dall’inizio della pandemia i cittadini hanno mostrato maggiore sensibilità, con particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza dei prodotti che acquistano. Di conseguenza, la tendenza si è sempre più orientata verso prodotti biologici, coltivati nel rispetto della fertilità del terreno, senza chimica di sintesi e senza ogm».
Qual è il ruolo di Bologna e dell’Emilia-Romagna in questi risultati? «Anche se i nuovi dati verranno presentati proprio nel giorno di apertura, l’Emilia-Romagna dovrebbe confermarsi la quarta regione per numero complessivo di operatori biologici e la prima per numero di trasformatori di materie prime biologiche. E Bologna, ospitando da 33 anni Sana, si conferma la capitale italiana del biologico».
A che punto siamo con la legge sull’agricoltura biologica? «Dopo la quasi unanimità alla Camera e al Senato, occorre che Montecitorio approvi in via definitiva il provvedimento in tempi rapidi. La legge n. 988 introduce elementi particolarmente significativi, come la possibilità di registrare il marchio biologico Made in Italy, di istituire distretti bio che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e di adottare un Piano nazionale per sostenere lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. Intanto, anche l’Europa sta puntando fortemente sul biologico con il Green Deal e con le sue strategie per triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e a ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030». […]
FONTE
TESTATA: Corriere di Bologna
AUTORE: Beppe Facchini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 settembre 2021
PAC: inizia il lavoro del tavolo di partenariato per la redazione del piano strategico nazionale, #CambiamoAgricoltura presenta il proprio manifesto
CambiamoAgricolturahomePACPiano Strategico NazionalePSNRoma, 8 settembre 2021 – Parte oggi, 8 settembre, con una riunione convocata dal MIPAAF alle ore 14.00 il percorso per la redazione del Piano Strategico Nazionale (PSN) della Politica Agricola Comune post 2022 con il coinvolgimento degli attori istituzionali, sociali ed economici riuniti nel Tavolo di partenariato. Un appuntamento atteso e più volte sollecitato dalle Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura che hanno più volte richiamato il Ministero delle Politiche Agricole sui ritardi del nostro Paese e chiesto trasparenza e condivisione del metodo di lavoro.
“Lo scorso fine luglio abbiamo nuovamente denunciato pubblicamente l’assenza di un coinvolgimento concreto del partenariato economico e sociale nel processo di redazione del PSN, speriamo di avere oggi alcune risposte sulla strategia e sull’architettura del documento di programmazione che delineerà il futuro dell’agricoltura nel nostro Paese, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del Green Deal Europeo”, sottolineano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura.
E’ fondamentale che con la prima riunione operativa di oggi sia avviato un confronto autentico e non solo formale con il partenariato economico e sociale sui contenuti del Piano Strategico Nazionale, che non sembra scontato in considerazione delle modalità di convocazione, con 132 soggetti convocati per una riunione di poche ore, senza una chiara modalità di lavoro che garantisca un vero confronto nel merito” – proseguono le Associazioni – “non riterremo accettabile una passerella di proposte già definite dal solo confronto tra il MIPAAF, le Regioni e le grandi Associazioni agricole, limitando il ruolo del partenariato sociale ad un invio di osservazioni scritte. Chiediamo una vera partecipazione per un confronto approfondito sui contenuti del PSN, con regole certe e tavoli tematici di discussione.”
A poche ore dalla riunione del Tavolo di partenariato, in attesa di conoscere le “regole del gioco”, la Coalizione #CambiamoAgricoltura presenta il proprio “Manifesto” di principi e proposte per un Piano Strategico Nazionale sostenibile, che nelle prossime settimane sarà aperto alla sottoscrizione di scienziati, tecnici, personalità, ma anche dei cittadini che chiedono una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.
Con questo Manifesto la Coalizione #CambiamoAgricoltura presenta i principi fondamentali che dovranno essere alla base del PSN a partire dalla coerenza con gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, con 11 richieste e proposte per i contenuti del PSN che vanno dal sostegno trasversale all’agricoltura biologica, alla salvaguardia del suolo e della biodiversità sia selvatica che agricola, passando per una radicale riforma della zootecnia e per il benessere animale, fino al sostegno all’agricoltura sociale e al sistema della cooperazione e della conoscenza.
Tutto questo con un budget adeguato per garantire la sostenibilità economica di queste sfide ambientali e sociali, ottenibile anche abolendo l’iniquo sistema dei titoli storici e fissando un tetto massimo ai pagamenti diretti non superiore ai 100.000 euro.
Il Piano Strategico Nazionale è l’opportunità per rendere l’agricoltura italiana protagonista del cambiamento necessario per affrontare le sfide ambientali e sociali del prossimo futuro. Non possiamo permetterci di perdere questa ultima occasione per correggere un deludente accordo sulla riforma della PAC raggiunto a fine giugno dal “Trilogo UE” (Commissione, Parlamento e Consiglio UE). Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura sono pronte a fare la propria parte nei lavori del Tavolo di partenariato, con proposte, idee concrete ed operative.









