#CambiamoAgricoltura: Manifesto per un Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 sostenibile

Nel giorno in cui i Ministri dell’Agricoltura dei Paesi UE si incontrano in Lussemburgo per discutere dell’avanzamento dei rispettivi Piani Strategici Nazionali della PAC, in Italia la Coalizione #CambiamoAgricoltura apre alla sottoscrizione di tutti i cittadini il proprio Manifesto per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.

Roma, 11 ottobre 2021. Oggi, 11 ottobre, si tiene in Lussemburgo una sessione a porte chiuse del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura Europea dove si discuterà anche dello stato di avanzamento della redazione dei Piani Strategici Nazionali (PSN) che ogni Stato Membro dovrà redigere entro il prossimo gennaio per l’utilizzo dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) post 2022, che impegnerà il 32% del bilancio comunitario con circa 400 miliardi di euro, di cui 38 miliardi destinati all’Italia.

Non è un segnale rassicurante che i Ministri discutano di questo tema a porte chiuse” – dichiarano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura – “Lo scorso mese con una lettera firmata insieme alle altre coalizioni europee abbiamo chiesto alla Commissione Europea di vigilare sulla trasparenza di questo processo, ma il fatto che in questa occasione il dibattito sui PSN non sia pubblico non è un segnale positivo”.

Il dibattito italiano, benché iniziato formalmente lo scorso 19 aprile, ha visto ad oggi una sola riunione operativa con il partenariato socio-economico, l’8 settembre. In questa occasione il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha presentato i primi documenti su alcuni aspetti della nuova architettura verde della nuova PAC (condizionalità rafforzata e prime proposte di Eco-schemi). Su questi documenti gli oltre 150 soggetti presenti al tavolo sono stati chiamati a formulare in 10 giorni le loro osservazioni, insieme ad una indicazione sommaria delle priorità di intervento.

Il dibattito italiano, benché iniziato formalmente lo scorso 19 aprile, ha visto ad oggi una sola riunione operativa con il partenariato socio-economico, l’8 settembre. In questa occasione il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha presentato i primi documenti su alcuni aspetti della nuova architettura verde della nuova PAC (condizionalità rafforzata e prime proposte di Eco-schemi). Su questi documenti gli oltre 150 soggetti presenti al tavolo sono stati chiamati a formulare in 10 giorni le loro osservazioni, insieme ad una indicazione sommaria delle priorità di intervento.

Questa modalità di consultazione del tavolo, frammentata e senza una chiara metodologia di lavoro che guidi la scelta degli interventi proposti non ci convince e lo abbiamo chiaramente espresso nelle nostre osservazioni” affermano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura “il Piano Strategico Nazionale è il principale strumento per la programmazione nazionale 2023-2027 della PAC e può essere l’occasione per promuovere una vera transizione ecologica dell’Agricoltura Italiana, passando dall’attuale modello intensivo con elevato impatto ambientale e sociale ad uno basato sull’Agroecologia. Ma senza un lavoro davvero condiviso e trasparente questo non potrà mai accadere

Le Associazioni auspicano che le osservazioni inviate da tutti i portatori di interesse siano rese pubbliche e venga data una risposta precisa alle istanze presentate, con la possibilità di opportuni approfondimenti in riunioni tematiche del Tavolo di partenariato. La Coalizione #CambiamoAgricoltura, già in occasione della prima riunione del Tavolo di partenariato, ha presentato il suo MANIFESTO di principi e proposte per un Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 veramente sostenibile. In queste settimane il Manifesto è stato presentato a personalità del mondo accademico e della cultura con una richiesta di adesione. Sono oltre 50 le prime adesioni illustri raccolte (elenco completo qui), tra cui quella del fondatore e Presidente di SlowFood, Carlo Petrini, di Fulco Pratesi Presidente onorario del WWF Italia, di Fabio Caporali decano dell’Università della Tuscia e uno dei padri dell’Agroecologia in Italia, di Paolo Barberi, docente alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Vice Presidente di Agroecology Europe. Da oggi l’adesione al Manifesto è aperta a tutti i cittadini interessati a sostenere una vera transizione ecologica della nostra agricoltura, con la possibilità della sottoscrizione sul sito web: https://www.cambiamoagricoltura.it/sottoscrivi-manifesto-un-piano-strategico-nazionale-della-pac-post-2022-sostenibile/

La raccolta delle firme da parte dei cittadini sarà promossa con una campagna di comunicazione sui social network (Facebook, Istagram e Twitter), grazie al contributo di Fondazione Cariplo. Con il suo Manifesto la Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede un Piano Strategico Nazionale della PAC che garantisca un futuro dell’agricoltura italiana giusto, equo e sostenibile per gli agricoltori, i consumatori e l’ambiente. Più cittadini apporranno la loro firma al Manifesto più forte sarà l’azione di lobby della società civile sul Governo e le Regioni per condizionare la redazione del documento di programmazione della PAC post 2022. La PAC deve cessare di essere una politica corporativa, un affare esclusivo degli agricoltori e delle loro Associazioni di categoria, per diventare un interesse pubblico, di tutti i cittadini, perché incide sui nostri consumi, la nostra salute, il nostro ambiente, ossia su tutta la qualità della nostra vita.

Scarica il Manifesto per un Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 sostenibile e le prime adesioni eccellenti.

UFFICIO STAMPA


Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan

silvia.voltan@pragmatika.it

Mob. 331 1860936



Arriva a Catania la "Compagnia del suolo", la cmpagna per il check-up della chimica nei terreni agricoli

Roma, 9 ottobre 2021 – Con la tappa di Catania è arrivato al suo settimo appuntamento il tour italiano della Compagnia del Suolo. La Campagna – che ha già toccato Ravenna, Verona, Brescia, Grosseto, Roma, Monsanpolo (AP) – sta percorrendo tutto lo Stivale con l’obiettivo di sensibilizzare e informare sul rischio chimico presente nei suoli italiani.

L’appuntamento di Catania acquista particolare importanza visto che la Sicilia è una delle cinque regioni italiane in cui la vendita di prodotti fitosanitari per unità di superficie agricola utilizzata è superiore alla media nazionale: 4,7 chilogrammi per ettaro rispetto a una media in Italia di 4,3.

Pesticidi, erbicidi e fungicidi che non solo inquinano le acque di superficie e quelle sotterranee e danneggiano la salute degli ecosistemi, ma lasciano tracce nei terreni minacciando la qualità dei raccolti e quella del cibo che mangiamo. Ma se le sostanze chimiche sono controllate e limitate nell’acqua e nell’aria, questo non succede per i terreni, che sono il primo sistema naturale in cui finiscono le molecole di sintesi utilizzate nei campi dell’agricoltura convenzionale.

Senza un suolo sano non ci sono cibi sani: il tema del cibo diventa una leva attraverso cui contrastare il cambiamento climatico, la conservazione della biodiversità e preservare la salute del suolo. Secondo la Global Soil Partnership della FAO, il 95% del nostro cibo proviene dal suolo: il 33% del suolo terrestre è già degradato, percentuale che potrebbe salire al 90% entro il 2050. Il degrado del terreno non solo ha conseguenze ambientali ma anche economiche. 75 miliardi di tonnellate di suolo coltivabile in meno ogni anno nel mondo che ci costano circa 400 miliardi di dollari di produzione agricola persa. 

“Questa campagna che FederBio sta portando avanti con le altre associazioni di Cambia la Terra è necessaria per segnalare ai decisori politici l’importanza di lavorare seriamente sulla questione del suolo, che non è più rinviabile”, afferma Matteo Bartolini, vice presidente FederBio. “Il suolo non solo è garante per la nostra alimentazione ma svolge anche altri ruoli essenziali: è serbatoio per il carbonio e ha un ruolo chiave per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi. Purtroppo se per ottenere 25 di millimetri di suolo occorrono 500 anni, per distruggerlo ci vuole poco. Un’agricoltura che fa uso di pesticidi lascia un terreno contaminato, impoverito e meno fertile e le conseguenze le paga non solo il mondo agricolo ma  l’intera comunità.”

“Il suolo sano è alla base di un’agricoltura sana che può garantire produzioni adeguate senza sfruttare eccessivamente le risorse naturali e permettendo che si riformino. È proprio per preservare la salute e la fertilità del suolo sul lungo periodo che dobbiamo abbandonare un sistema di produzione del cibo basato sull’agricoltura intensiva che prevede l’impiego di pesticidi e fertilizzanti di sintesi per ottenere alimenti processati e ad alto contenuto calorico, ricchi di additivi, conservanti, zuccheri e grassi saturi. Un modello di produzione e consumo che crea squilibrio nelle dinamiche ambientali, economiche e sociali,” aggiunge Francesco Sottile, docente dell’Università di Palermo e membro dell’esecutivo nazionale di Slow Food Italia.

La Compagnia del Suolo, composta da quattro persone (tre giovani a cui si aggiungono agronomi qualificati che si danno via via il cambio nelle varie tappe), preleva campioni di suolo che verranno poi esaminati da laboratori specializzati accreditati per verificare la presenza nei terreni di sostanze chimiche derivate dall’uso di insetticidi, diserbanti, fungicidi. In coincidenza dei prelievi, sono stati organizzati nove eventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei centri più vicini alle aree di prelievo, con la partecipazione delle associazioni locali di agricoltura biologica e delle associazioni ambientaliste. Il risultato delle analisi verrà presentato a Roma con un evento nazionale. A organizzare la campagna, il progetto Cambia la Terra, promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF.

Da anni gli enti di ricerca esaminano i suoli agricoli, la loro capacità di incamerare carbonio, la loro biodiversità. Si tratta di elementi che sono essenziali alla qualità delle coltivazioni e quindi dei cibi che arrivano sulla nostra tavola, che determinano la fertilità di un campo e che nello stesso tempo forniscono una grande quantità di servizi ecosistemici: assorbimento delle piogge, tenuta dei versanti, diminuzione dei gas serra in atmosfera – solo per citarne alcuni.

Al workshop intervergono Matteo Bartolini, vice presidente FederBio; Valentina Palmeri, membro dell’Assemblea regionale siciliana; Paolo Guarnaccia, docente di Agronomia all’Università di Catania; Francesco Sottile, docente dell’Università di Palermo e membro dell’esecutivo nazionale di Slow Food Italia; Francesco Ancona, Agrinova Bio 2.000.

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Arriva a Matera la "Compagnia del suolo", la campagna per il check-up della chimica nei terreni agricoli

La tutela del suolo passa da un’agricoltura sostenibile: questo il tema del workshop che si tiene lunedì 11 ottobre presso il bar/ristorante Agriristories, via Sette Dolori 62, ore 17:30

Roma, 11 ottobre 2021 – Arriva a Matera il giro d’Italia’ alla ricerca della salute del suolo. Perché se è vero che senza un suolo sano non ci sono cibi sani, è altrettanto vero che l’agricoltura sostenibile può contribuire concretamente alla salute del suolo. Per farlo occorre abbandonare un sistema agricolo intensivo, fondato sulla monocoltura e chimica di sintesi e passare a un’agricoltura sostenibile con colture diversificate, in grado di tutelare gli ecosistemi e la biodiversità. Questo consente di avere un suolo fertile, parte di un sistema resiliente ai cambiamenti climatici e ai disastri naturali e meno vulnerabile agli  stress esterni.

Oggi i terreni sono un elemento trascurato sia dalla tutela di legge che dalle convenzioni internazionali. Nei campi, pesticidi, erbicidi e fungicidi lasciano tracce di sostanze chimiche di sintesi che minacciano la qualità dei raccolti, le acque di superficie e quelle sotterranee, la salute degli ecosistemi terrestri e acquatici.

Proprio per parlare di salute dei suoli e di agricoltura sostenibile, il progetto Cambia la Terra promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, ISDE-Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF ha lanciato “La Compagnia del suolo”, una campagna di sensibilizzazione patrocinata dall’Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – che sta attraversando l’Italia da nord a sud in nove tappe, a partire dal 28 luglio fino alla prima metà di ottobre 2021.

Ottava tappa, Matera. Qui La Compagnia, composta da quattro persone (tre ragazzi e un agronomo qualificato), si fermerà in un’azienda biologica e in una convenzionale, prelevando campioni di suolo che verranno poi esaminati da un laboratorio accreditato per verificare la presenza nei terreni di sostanze chimiche derivate dall’uso di insetticidi, diserbanti, fungicidi. I risultati delle analisi dei vari campioni di terreno saranno presentati e discussi in un evento finale che si terrà a Roma a fine novembre.

In coincidenza di questo prelievo, la Compagnia del Suolo organizza un aperitivo biologico presso il ristorante Agriristories con annesso workshop. All’incontro il cui tema è “La tutela del suolo passa da un’agricoltura pulita” interverranno Michele Monetta, FederBio; Luigi Agresti, WWF Italia;  Antonio Lanorte, Presidente Legambiente Basilicata; Giuseppe Mele, Alsia.

“Il suolo è una risorsa preziosa che finora non abbiamo protetto. Dobbiamo cambiare rotta. La diffusione e lo sviluppo dell’agricoltura biologica può fornire da subito risposte concrete,

operative e pratiche ai cambiamenti climatici. Non certo il solito bla…bla…bla… denunciato a ragione dai giovani”, dichiara Michele Monetta, membro del Direttivo Nazionale FederBio. “Oltre al problema dei pesticidi occorre considerare che il settore agroalimentare contribuisce per il 23% alle emissioni di gas serra. L’agricoltura biologica, con le sue tecniche di gestione del suolo – tra cui rotazione, sovesci, compostaggio, insetti utili – oltre a sprecare circa il 30% in meno di energia contribuisce a incrementare la biodiversità e la sostanza organica nel suolo. Quest’ultima è costituita prevalentemente da carbonio che cattura la CO2 dall’atmosfera riportandola nello strato superficiale del terreno per renderlo fertile e produttivo. Ed è per questi motivi che l’Ue ha fissato l’obiettivo di convertire al biologico il 25% della Sau entro il 2030, mentre oggi siamo a meno dell’8% a livello europeo”, ha aggiunto.

“E’ oramai evidente che l’agricoltura intensiva industriale è una delle principali cause di perdita della biodiversità in Europa e nel nostro Paese”, afferma Luigi Agresti, Wwf Italia   e a pagarne le conseguenze  sono tutte le specie che abitano il nostro pianeta ad iniziare dalla nostra. In particolare l’uso intensivo e prolungato di pesticidi nelle aree agricole è  uno dei principali fattori alla base del declino della biodiversità poiché queste sostanze chimiche hanno effetti tossici anche su organismi viventi che non sono il loro diretto bersaglio, come anfibi e rettili ma anche uccelli, mammiferi, insetti impollinatori e con ripercussioni drammatiche sugli ecosistemi.   In Europa il 62% delle aree agricole è ad alto rischio di inquinamento da un pesticida e il 94% da più di una sostanza.  Per contribuire alla transizione ecologica, sempre più urgente e necessaria, l’agricoltura deve orientarsi all’agroecologia, che applica i principi ecologici alla gestione dei sistemi agricoli. Solo così possiamo favorire tutti i processi naturali di rigenerazione e resilienza, e tutelare la salute umana e quella del Pianeta. E la Basilicata può essere in tal senso un importante laboratorio e fare da apripista per le altre regioni”, conclude.

La partecipazione all’evento è vincolata a iscrizione preventiva da parte dei partecipanti a  questo link  e alla presentazione in loco del Green Pass personale in corso di validità.

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Slow Wine: 16 cantine biologiche e biodinamiche per provare il vino più buono (e giusto) d'Italia

È stata un’ottima annata per il nostro vino: lo racconta la Slow Wine 2022, la guida di Slow Food che puntuale ogni anno spiega cosa succede nel mondo in continuo divenire di bianchi, rossi, rosati e bollicine italiane, ma anche di chi li produce e dei territori in cui nascono. Lo fa grazie a 200 collaboratori che – unico caso nelle guide sul vino – visitano personalmente cantine e filari: quest’anno 1958 aziende agricole, in cui hanno degustato 27 mila vini. «La negatività che ha contraddistinto il 2020 non è corrisposta a un’annata sfortunata per il vino», commenta Giancarlo Gariglio, curatore della guida insieme a Fabio Giavedoni. «Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare grandi bottiglie, soprattutto nei bianchi che quest’anno spiccano dal punto di vista organolettico e qualitativo. In generale, è un’edizione ricca di ottime annate, con una sostanziosa crescita del Centro e Sud Italia che si attesta come una solida realtà nel panorama nazionale».

Tutto questo succede mentre il mondo del vino continua a cambiare in meglio anche in termini di sostenibililità: l’abbandono della chimica sia nei campi che in cantina in favore di metodi di produzione rispettosi dell’ambiente sta diventando costante. Lo confermano le 218 Chiocciole della Slow Wine di quest’anno (la maggior parte delle quali in Piemonte) che sono il riconoscimento più ambito della guida assegnato a una cantina per il modo in cui interpreta i valori organolettici, territoriali e ambientali in sintonia con la filosofia di Slow Food e quindi del suo Manifesto per il vino buono, pulito e giusto: tra queste, 156 hanno già scelto di sistemi di coltivazione completamente biologici o biodinamici. Un folto gruppo destinato ad allargarsi (molte sono in attesa di certificazione ufficiale o sono in conversione) di cui fanno parte anche 16 tra le nuove Chiocciole entrate in guida quest’anno.

Evento da non perdere è a Bologna, dal 26 febbraio al 1° marzo sarà la Slow Wine Fair, la manifestazione organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, con la Slow Wine Coalition, la nuova rete mondiale di produttori che rispetta i principi del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto. […]

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FONTE


TESTATA: Vanity Fair
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 Ottobre 2021



Sostanze chimiche nei campi, fa tappa a Matera la “Compagnia del suolo”

Arriva a Matera il ‘giro d’Italia’ alla ricerca della salute del suolo. Perché senza un suolo sano non ci sono cibi sani e acqua pulita. E invece i terreni sono un elemento trascurato sia dalla tutela di legge che dalle convenzioni internazionali. Nei campi, pesticidi, erbicidi e fungicidi lasciano tracce di sostanze chimiche di sintesi che minacciano la qualità dei raccolti, le acque di superficie e quelle sotterranee, la salute degli ecosistemi terrestri e acquatici.

Per parlare di salute dei suoli e di agricoltura sostenibile, il progetto Cambia la Terra (promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, ISDE – Medici per l’ambiente, Slow Food e WWF) lancia la “La Compagnia del suolo”, una campagna di sensibilizzazione patrocinata dall’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che attraversa l’Italia da nord a sud in nove tappe, a partire dal 28 luglio fino alla prima metà di ottobre 2021.

Ottava tappa, Matera. Qui La Compagnia, composta da quattro persone (tre giovani esperti di comunicazione ambientale e un agronomo qualificato), si fermerà in un’azienda biologica e in una convenzionale, prelevando campioni di suolo che verranno poi esaminati da un laboratorio accreditato per verificare la presenza nei terreni di sostanze chimiche derivate dall’uso di insetticidi, diserbanti, fungicidi. I risultati delle analisi dei vari campioni di terreno saranno presentati e discussi in un evento finale che si terrà a Roma a fine novembre. In coincidenza di questo prelievo, la Compagnia del Suolo organizza un aperitivo biologico con annesso workshop presso il ristorante Agriristories – a cui parteciperanno Michele Monetta, FederBio; Luigi Agresti, WWF Italia; Antonio Lanorte, Presidente Legambiente Basilicata; Giuseppe Mele, Alsia. Tema dell’incontro: “La tutela del suolo passa da un’agricoltura pulita”. […]

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FONTE


TESTATA: Basilicata24
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 Ottobre 2021



Webinar - Progetto BETBIO: stato dell'arte e risultati finali

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Venerdì 8 ottobre 2021, h. 9.30 - 11.30

Si terrà l’8 ottobre il webinar “Progetto BETBIO: stato dell’arte e risultati finali”. Nell’ambito del progetto avente titolo “Messa a punto di strumenti innovativi di difesa ad elevata sostenibilità ambientale per la barbabietola da zucchero in agricoltura biologica”, con acronimo BETBIO e capofila CO.PRO.B. ITALIA ZUCCHERI finanziato con la DGR 736/2018 della Regione Veneto nell’ambito della Misura 16, avendo terminato le attività di progetto, si intende portare all’attenzione di tutti il lavoro svolto e i risultati raggiunti. All’evento, organizzato da T.E.R.R.A CONSULT ING, verranno esposti i risultati finali e gli aspetti tecnici della coltivazione, della lotta alle infestanti e ai parassiti in bieticoltura biologica.

Potrà essere seguito tramite l’applicativo Zoom: https://tinyurl.com/betbio-webinar-finale  o in live streaming sul canale YouTube del Progetto BE T Bio: https://tinyurl.com/betbio

INFO E CONTATTI:



Webinar - I mezzi tecnici in agricoltura biologica (METinBIO): opportunità e criticità emergenti alla luce dei recenti aggiornamenti normativi

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Mercoledì 20 ottobre 2021, h. 9.30 - 12.30

Si terrà il 20 ottobre il webinar “I mezzi tecnici in agricoltura biologica (METinBIO): opportunità e criticità emergenti alla luce dei recenti aggiornamenti normativi”. Il webinar intende evidenziare luci ed ombre del nuovo Regolamento comunitario sui fertilizzanti ed il suo potenziale impatto sul settore produttivo biologico, con particolare riguardo ad alcune contaminazioni. Partendo dalla disamina della normativa cogente per il settore biologico in merito ai mezzi tecnici (i.e., prodotti dual-use e/o borderline, quali i biostimolanti e corroboranti), verranno evidenziate le criticità emergenti, con un focus specifico sul questionario realizzato dal CREA- Agricoltura e Ambiente e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa entro il progetto METinBIO, identificando i ruoli svolti dai diversi attori nel processo normativo in corso. All’incontro parteciperà Daniele Fichera di FederBio.

Per partecipare al webinar è sufficiente connettersi al seguente link:
https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_NGQzZGI4NTQtYTg4Yi00NDkzLWFhZjUtMGExMmIxZmUyZDI3%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22d59c04b9-bde2-47f7-b1b8-0be26a568618%22%2c%22Oid%22%3a%221b41719b-1ee3-4852-acb1-0891d94e5e7c%22%7d


La Compagnia del Suolo. Contro la desertificazione dei suoli serve un'altra agricoltura

DOVE: 

Bari, via Goffredo Mameli 5

QUANDO:

Mercoledì 13 ottobre 2021, h. 18.00

Si terrà il 13 ottobre a Bari l’incontro “La Compagnia del Suolo. Contro la desertificazione dei suoli serve un’altra agricoltura”, un evento promosso da FederBio all’interno della Campagna “Cambia la Terra”.

Parteciperanno:

Michele Gaudiano, presidente FederBioPugliaNatura
Luigi Tarricone, Crea (progetto Oltre.Bio)
Gestione della fertilità biologica del suolo con inerbimento interfilare e apporto di compost in
viticoltura da tavola e ciliegio: i primi risultati del progetto Oltre.Bio
Domenico Ventrella, Crea (progetto SFOF)
I processi biochimici del suolo e le strategie agronomiche per la mitigazione dei cambiamenti
climatici nel progetto PSR-SFOF della Regione Puglia
Nino Paparella, FederBioPugliaNatura
Francesco Porcelli, WWF Italia
Ruggero Ronzulli, presidente Legambiente Puglia

INFO E CONTATTI:



La Compagnia del Suolo. Il suolo: una risorsa che non si rinnova

DOVE: 

Catania, via La Piana 2

QUANDO:

Sabato 9 ottobre 2021, h. 17.00

Si terrà il 9 ottobre a Catania l’incontro “La Compagnia del Suolo. Il suolo: una risorsa che non si rinnova”, un eventro promosso da FederBio all’interno della Campagna “Cambia la Terra”.

Parteciperanno:

Matteo Bartolini, Vice presidente FederBio
Paolo Guarnaccia, Università di Catania
Francesco Sottile, Slow Food Italia
Francesco Ancona, Agrinova bio 2000
Valentina Palmeri, Assemblea Regionale Siciliana

INFO E CONTATTI:



Strumenti e risorse per un’identità rurale dell’Area Mediterranea attraverso l’agricoltura biologica

DOVE: 

Azienda Agraria Sperimentale Stuard

Str. Madonna dell'Aiuto, 7/a Parma

QUANDO:

Giovedì 7 ottobre 2021, h. 14.45 - 18.00

Si terrà il 7 ottobre presso l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard di Parma l’incontro “Strumenti e risorse per un’identità rurale dell’Area Mediterranea attraverso l’agricoltura biologica”, evento di disseminazione e presentazione dei risultati del progetto STARTUP BIO, finalizzato a favorire la transizione dall’agricoltura convenzionale a quella biologica e a supportare i processi di innovazione delle aziende agricole.

Il progetto, frutto di una partnership tra FederBio Servizi, Centoform e attori internazionali quali Ecovalia (Spagna), Agribio (Portogallo), Akep (Grecia), FiBL Europa (Belgio) e IFOAM, è attualmente alla terza fase della sua implementazione che prevede un supporto diretto agli agricoltori biologici selezionati grazie al Virtual Incubator.

All’evento parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.

INFO E CONTATTI: