Biologico & Clima: dialoghi con la cittadinanza

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Martedì 22 dicembre 2020, h. 18.00 - 19.30

Si svolgerà il 22 dicembre l’incontro “Biologico & Clima: dialoghi con la cittadinanza”. All’evento, promosso da FederBio con il contributo della Regione Emilia-Romagna e il finanziamento del Mipaaf, verranno illustrate le tematiche principali inerenti alla produzione biologica, la sostenibilità ambientale e il consumo di prodotti bio. E’ previsto l’intervento di Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

Per partecipare all’evento: HTTPS://MEET.GOOGLE.COM/QYM-WOUY-HZF


Il futuro biologico in Puglia, il piano d'azione regionale

DOVE: 

Evento on line

QUANDO:

Venerdì 18 dicembre 2020, h. 17.30

Si svolgerà il 18 dicembre il webinar “Il futuro biologico in Puglia, il piano d’azione regionale.” Obbiettivo del webinar, promosso da FederBioPugliaNatura, è quello di confrontarsi e creare un piano d’azione per la Regione Puglia. L’incontro è aperto a tutte le aziende ed esperti del biologico desiderosi di dare un contributo. E’ previsto un intervento di Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

L’iniziativa si svolgerà sulla piattaforma Zoom, per partecipare clicca qui.

INFO E CONTATTI:



ITA.BIO: il bio made in Italy top di qualità per quasi 1 consumatore su 3 in USA

Secondo partner commerciale per l’Italia nel Food & Beverage e primo al mondo per import agroalimentare e per il consumo di prodotti BIO, gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più promettenti per il nostro Made in Italy. Lo pensa anche il 26% delle imprese bio intervistate da Nomisma per ICE e FederBio. I risultati dell’indagine sulle aziende assieme a quelli di una survey sul consumatore statunitense, sono stati presentati nei giorni scorsi, in occasione del lancio del progetto ITA.BIO, la prima piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy.

IL RUOLO DELL’EXPORT NEL BIO MADE IN ITALY 
Più che positiva, nonché superiore a quella registrata dall’export agroalimentare nel suo complesso, la performance dell’export bio: nel 2020 le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto 2,6 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente – crescita più accelerata rispetto all’export agroalimentare nel complesso (+4% registrata dall’export). Riconoscimento del bio Made in Italy sui mercati internazionali testimoniato anche della crescita di lungo periodo (+149% rispetto al 2009) e dalla quota di export sul paniere Made in Italy (6% sull’export agroalimentare italiano totale).

I NUMERI CHIAVE DEL BIO IN USA
Con 4,6 miliardi di euro di esportazioni, gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di destinazione del nostro agroalimentare. Forte l’interesse verso il bio: ne sono conferma i numeri del settore, tutti in crescita: 2 milioni di ettari coltivati secondo il metodo biologico nel 2018 e 18.166 operatori nel comparto. Con un valore di quasi 45 miliardi di euro nel 2019, gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al consumo per prodotti alimentari BIO.

IL CONSUMATORE BIO IN USA 
I dati della consumer survey di Nomisma rilevano una profonda diffusione del bio in USA: quasi 9 famiglie su 10 (89%) hanno consumato un prodotto alimentare o una bevanda a marchio biologico nel corso del 2020.
Sicurezza alimentare, qualità superiore e attenzione per l’ambiente sono le principali motivazioni dei consumatori americani alla base della scelta di prodotti biologici.
Garanzie che diventano ancora più importanti in questo periodo di crisi sanitaria, tanto che il 10% degli americani dichiara che il marchio bio è diventato un criterio più importante nella spesa alimentare rispetto al passato. Il 71% degli statunitensi percepisce una qualità superiore del prodotto bio tricolore rispetto a quello di altri Paesi, tanto che più di 8 consumatori su 10 sono disposti a pagare un prezzo più alto per avere la garanzia del Made in Italy nel bio. Ma quali sono i prodotti più promettenti per il bio Made in Italy?
Vino, olio extra-vergine e pasta sono le categorie di prodotto per cui i consumatori statunitensi cercano le garanzie di qualità offerte dal marchio bio e quelle su cui l’italianità è un fattore distintivo. 

LA PIATTAFORMA ITA.BIO
“La collaborazione fra ICE e FederBio – dichiara Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio – ha l’obiettivo di costituire una piattaforma di supporto alle imprese biologiche italiane che vogliono rafforzare o avviare la loro presenza sui mercati esteri, a cominciare da quello USA che è certamente il più importante a livello globale. Attraverso il lavoro di analisi dei mercati svolto in collaborazione con Nomisma e grazie al sistema ICE e a un desk dedicato attivato da FederBio intendiamo fornire alle imprese del settore informazioni e contatti utili per orientare le loro strategie commerciali e dare un supporto fattivo per accompagnarle sui mercati. In tal senso è particolarmente importante anche la collaborazione di SANA, la fiera specializzata del settore in Italia, i cui accordi con piattaforme e-commerce e con sistemi fieristici all’estero integrano e potenziano le opportunità offerte dalla piattaforma ITABio.” […]

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FONTE


TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 15 Dicembre 2020



Un ritorno degli OGM in Italia? Le associazioni denunciano “il colpo di mano”

Il Governo è in procinto di emanare tre decreti legislativi che introducono la coltivazione degli OGM in Italia, dopo 20 anni fuori dall’agricoltura italiana. I decreti, inviati per l’approvazione dal Governo alle Commissioni parlamentari per l’agricoltura, permetterebbero l’ingresso in Italia dei nuovi OGM (nuove tecniche di selezione varietale o NBT) in ambito frutticolo, vitivinicolo e delle sementi orticole.

Fino ad ora, la legislazione italiana ha trattato gli OGM come un argomento ben distinto dalla normale regolamentazione agricola, con responsabilità e controlli operati in cooperazione con i ministeri dell’Ambiente e della Salute. Non si può riscrivere la legge sementiera interrompendo 20 anni di agricoltura libera da OGM, caratterizzata dalla crescita del biologico e dalla garanzia di “GMO free” per i suoi prodotti sul mercato mondiale, senza alcun dibattito e in palese contraddizione con le leggi italiane esistenti.

AIAB e Greenpeace chiedono con forza al Governo il ritiro dei testi in discussione, ai parlamentari in Commissione di bocciarli. «Temi del genere vanno discussi apertamente, nel rispetto della volontà dei cittadini e con trasparenza. Le proposte trattano in modo confuso temi complessi e delicati, tanto che si potrebbe pensare a una scarsa conoscenza della materia da parte dell’estensore.

Sulla questione è intervenuta anche Interviene anche Cambia la Terra, coalizione che raccoglie FederBioLegambienteLipuISDE – Medici per l’Ambiente e WWF. «I decreti in discussione alla Commissioni Agricoltura – scrive la coalizione – con un colpo di mano, darebbero il via libera di fatto alla presenza di materiale geneticamente modificato in tutti i campi italiani.»

Mentre il Parlamento non dà il via libera alla legge sul biologico, in esame approvata alla Camera a larghissima maggioranza da ben due anni perché non rientra nelle urgenze legate alla crisi sanitaria, si trova il tempo e la volontà di discutere di una decisione che contrasta con il quadro giuridico complessivo – afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, a nome del progetto partenariato di Cambia la Terra. “Si tratta di un passaggio totalmente privo di trasparenza. Il Parlamento e il Governo vogliono discutere della possibilità o meno di far ricorso a tecniche di ricombinazione genetica? Lo facciano apertamente, mettendo le carte in tavola e lasciando alle forze politiche, alle Regioni e ai cittadini la possibilità di essere informati e di discuterne con modalità e tempi adeguati».

«È un colpo di mano quello che si sta tentando, un colpo di mano pericoloso per gran parte del sistema agricolo. Il made in Italy è fondato su presupposti di alta qualità, e oggi l’Europa tutta sta puntando su un modello che vede al primo posto la cura dell’ambiente – aggiunge Mammuccini – Ma in ogni caso, la cosa che appare più grave è la totale mancanza di trasparenza su una decisione di questo genere, strategica per il futuro del nostro settore agroalimentare. Chiediamo quindi di eliminare dagli atti in discussione tutti gli aspetti normativi relativi all’iscrizione di varietà geneticamente modificate nei Registri delle varietà». […]

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TESTATA: Italia che Cambia
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 Dicembre 2020



ITA.BIO: la prima piattaforma del bio italiano nel mondo promossa da ICE e FederBio e a cura di Nomisma

Bio made in Italy top della qualità per quasi un terzo dei consumatori negli USA vino il prodotto di punta ma il 43% rischia di acquistare prodotti che richiamano erroneamente il made in italy. É quanto emerge dall’analisi di Nomisma per la Piattaforma ITA.BIO (www.ita.bio) nel primo focus dedicato agli Stati Uniti. Il 29 gennaio 2021 il focus Cina.

 

Bologna, 10 dicembre 2020 – Secondo partner commerciale per l’Italia nel Food & Beverage e primo al mondo per import agroalimentare e per il consumo di prodotti BIO, gli Stati Uniti rappresentano uno dei mercati più promettenti per il nostro Made in Italy. Lo pensa anche il 26% delle imprese bio intervistate da Nomisma per ICE e Federbio. I risultati dell’indagine sulle aziende assieme a quelli di una survey sul consumatore statunitense, sono stati presentati ieri, in occasione del lancio del progetto ITA.BIO, la prima piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy.

IL RUOLO DELL’EXPORT NEL BIO MADE IN ITALY

Più che positiva, nonché superiore a quella registrata dall’export agroalimentare nel suo complesso, la performance dell’export bio: nel 2020 le vendite di prodotti agroalimentari italiani bio sui mercati internazionali hanno raggiunto 2,6 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente – crescita più accelerata rispetto all’export agroalimentare nel complesso (+4% registrata dall’export). Riconoscimento del bio Made in Italy sui mercati internazionali testimoniato anche della crescita di lungo periodo (+149% rispetto al 2009) e dalla quota di export sul paniere Made in Italy (6% sull’export agroalimentare italiano totale).

I NUMERI CHIAVE DEL BIO IN USA

Con 4,6 mld € di esportazioni F&B italiane nel 2019 (+11% rispetto al 2018) gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato di destinazione del nostro agroalimentare.

Forte l’interesse verso il bio: ne sono conferma i numeri del settore, tutti in crescita: 2 milioni di ettari coltivati secondo il metodo biologico nel 2018 (+14% rispetto al 2010) e 18.166 operatori nel comparto (+38% dal 2010 al 2018). Con un valore di quasi 45 miliardi di euro nel 2019 (+4,6% rispetto al 2018 e +158% sul 2010 – fonte: Organic Trade Agency – con una quota di vendite bio sul totale della spesa alimentare che sfiora il 6%), gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al consumo per prodotti alimentari BIO (oltre il 40% delle vendite mondiali nel 2018).

Alla base della crescita il maggior assortimento di prodotti a marchio bio nella grande distribuzione (5,8% l’incidenza del bio sul totale del carrello nel 2019, era solo 3,4% nel 2010), ma anche l’ampia consumer base, un diffuso interesse per il cibo salutare (65% dei consumatori scelgono avendo cura degli impatti del cibo sulla salute -– survey Nomisma) e per la salvaguardia dell’ambiente (il 25% dei consumatori la pandemia ha aumentare la consapevolezza dell’importanza di acquistare cibo rispettoso dell’ambiente – survey Nomisma).

IL CONSUMATORE BIO IN USA

I dati della consumer survey di Nomisma rilevano una profonda diffusione del bio in USA: quasi 9 famiglie su 10 (89%) hanno consumato un prodotto alimentare o una bevanda a marchio biologico nel corso del 2020, questa quota era dell’82% nel 2016. Tra gli altri fattori che danno degli Stati Uniti un mercato ad alto potenziale per il bio ci sono da un lato la quota di heavy user (40% sul totale) e il forte interesse per il bio che non si ferma al consumo domestico: il 76% dei consumatori riferisce di aver consumato un prodotto bio anche nel canale away from home.

Sicurezza alimentare (espressa da un terzo degli organic user), qualità superiore (un ulteriore 25% ritrova principalmente questo tipo di garanzia) e attenzione per l’ambiente (22% complessivamente) sono le principali motivazioni dei consumatori americani alla base della scelta di prodotti biologici.

Garanzie che diventano ancora più importanti in questo periodo di crisi sanitaria, tanto che il 10% degli americani dichiara che il marchio bio è diventato un criterio più importante nella spesa alimentare rispetto al passato. Durante il 2020 il 6% ha iniziato ad acquistare bio per la prima volta mentre il 36% di chi era già users, ne ha incrementato la spesa.

IL MADE IN ITALY BIO PER IL CONSUMATORE USA

I consumatori statunitensi mettono l’Italia al primo posto nella classifica “origine di qualità”, sia relativamente ai prodotti alimentari in generale (28% indica “Italia” quando pensa alle eccellenze del FOOD & BEVERAGE) che per quelli a marchio bio (26%).

Il 71% degli statunitensi percepisce una qualità superiore del prodotto bio tricolore rispetto a quello di altri Paesi, tanto che più di 8 su 10 sono disposti a pagare un prezzo più alto per avere la garanzia del Made in Italy nel bio.

Un quarto di consumatori dichiara di aver acquistato almeno una volta cibo o bevande italiane a marchio bio, anche se solo poco più della metà (57%) controlla effettivamente in etichetta le informazioni relative alla provenienza degli ingredienti e al luogo di produzione.

Ma quali sono i prodotti più promettenti per il bio Made in Italy?

Vino, olio extra-vergine e pasta sono le categorie di prodotto per cui i consumatori statunitensi cercano le garanzie di qualità offerte dal marchio bio e quelle su cui l’italianità è un fattore distintivo.

Nessun ostacolo per il binomio bio e Made in Italy neanche per il futuro: il 65% si dice interessato all’acquisto di un prodotto italiano a marchio bio se disponibile presso i canali abituali. Due su tre degli attuali non users, infatti, non ha ancora mai provato il nostro bio perché non lo trova in assortimento e il 21% non ne conosce ancora le caratteristiche distintive.

LA PIATTAFORMA ITA.BIO

“La collaborazione fra ICE e FederBio – dichiara Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio – ha l’obiettivo di costituire una piattaforma di supporto alle imprese biologiche italiane che vogliono rafforzare o avviare la loro presenza sui mercati esteri, a cominciare da quello USA che è certamente il più importante a livello globale. Attraverso il lavoro di analisi dei mercati svolto in collaborazione con Nomisma e grazie al sistema ICE e a un desk dedicato attivato da FederBio – continua Carnemolla – intendiamo fornire alle imprese del settore informazioni e contatti utili per orientare le loro strategie commerciali e dare un supporto fattivo per accompagnarle sui mercati. In tal senso è particolarmente importante anche la collaborazione di SANA, la fiera specializzata del settore in Italia, i cui accordi con piattaforme e-commerce e con sistemi fieristici all’etero integrano e potenziano le opportunità offerte dalla piattaforma ITABio.”

“In questo inimmaginabile 2020 – ha sottolineato José Rallo, Consigliere d’Amministrazione dell’Agenzia ICE abbiamo assistito ad una accelerazione del processo di digitalizzazione dell’economia e alla crescente attenzione alla salute e alla sostenibilità, con il conseguente orientamento verso scelte alimentari sempre più biologiche. Due trend che rappresentano al tempo stesso un’opportunità e una grande sfida per il settore agroalimentare, visto anche il contributo che può dare in termini di sostenibilità ambientale. L’ICE quest’anno ha rafforzato significativamente il proprio supporto alla transizione digitale delle imprese, già avviata negli anni passati, attraverso accordi per l’e-commerce, fiere virtuali, blockchain per la tutela del Made in Italy e formazione di digital export manager. La Piattaforma Ita.Bio si inserisce quindi a pieno titolo in questa nuova realtà delle abitudini di consumo e dell’economia digitale. Uno strumento volto a favorire l’export del biologico Made in Italy attraverso l’analisi dei mercati, la condivisione dei dati, la creazione di una vetrina di prodotti ad alta vocazione per l’export cui si aggiunge, a supporto degli operatori, la creazione di un Desk FederBio-ICE presso gli Uffici dell’Agroalimentare di ICE Roma”.

 “Lo scenario pandemico ha rappresentato un fattore di radicale impatto su stili di vita, valori, comportamenti di acquisto: il monitoraggio dei mercati internazionali diventa uno strumento indispensabile per affiancare le imprese del bio Made in italy nel percorso di internazionalizzazione – dichiara Silvia Zucconi Responsabile Market Intelligence Nomisma – in questo contesto Nomisma ha un ruolo ambizioso: alimentare la piattaforma ITA.BIO con insight per supportare la promozione del BIO Made in Italy all’estero, per aiutare le imprese nel cogliere il potenziale di domanda, per individuare soluzioni, sinergie e networking utili nel processo di internazionalizzazione delle PMI italiane“

 

UFFICIO STAMPA


FederBio

Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936

T +39 051 6242214



Cancellate quei decreti tecnici, nascondono il via libera agli OGM

9 dicembre 2020 – Dentro alcuni decreti legislativi ora in discussione alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato si potrebbe nascondere il via libera agli ogm. È quanto denuncia Cambia la Terra, la coalizione che raccoglie FerderBio, Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente e WWF. I punti sono contenuti in decreti legislativi molto tecnici su materiali di moltiplicazione della vite e sugli innesti di piante ortive e da frutto in cui si normano i modi per produrre e commercializzare le varietà ottenute con la tecnica di ricombinazione genetica (NBT) che la Corte di Giustizia UE equipara ai tradizionali ogm.

“Mentre il Parlamento non dà il via libera alla legge sul biologico, approvata alla Camera a larghissima maggioranza da ben due anni perché non rientra nelle urgenze legate alla crisi sanitaria, si trova il tempo e la volontà di discutere di una decisione che contrasta con il quadro giuridico complessivo”, dice Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, a nome del partenariato di Cambia la Terra. “Si tratta di un passaggio totalmente privo di trasparenza. Il Parlamento e il Governo vogliono discutere della possibilità o meno di far ricorso a tecniche di ricombinazione genetica? Lo facciano apertamente, mettendo le carte in tavola e lasciando alle forze politiche, alle Regioni e ai cittadini la possibilità di essere informati e di discuterne con modalità e tempi adeguati”.

FederBio, Isde, Legambiente, Lipu e WWF sollevano la questione prioritaria che con norme specifiche (*) si consente e si supera quindi quanto previsto dal quadro giuridico generale che, per il nostro Paese, vieta su tutto il territorio nazionale la coltivazione di piante geneticamente modificate nonché la sperimentazione in campo aperto. In Italia, come in altri 20 Paesi europei, la coltivazione di ogm non è consentita. E quindi non esiste neanche una normativa sulla coesistenza tra piante geneticamente modificate e produzioni agricole presenti sul territorio nazionale, in particolare produzioni biologiche per le quali, in base allo specifico regolamento comunitario, è vietata la presenza di ogm. I decreti in discussione alla Commissioni Agricoltura, con un colpo di mano, darebbero il via libera di fatto alla presenza di materiale geneticamente modificato in tutti i campi italiani. Proprio mentre le scelte dei consumatori e anche la bilancia dei pagamenti agricoli pende decisamente dalla parte delle scelte biologiche e dell’agroecologia.

“È un colpo di mano quello che si sta tentando, un colpo di mano pericoloso per gran parte del sistema agricolo. Il made in Italy è fondato su presupposti di alta qualità, e oggi l’Europa tutta sta puntando su un modello che vede al primo posto la cura dell’ambiente”, aggiunge Mammuccini. “Ma in ogni caso, la cosa che appare più grave è la totale mancanza di trasparenza su una decisione di questo genere, strategica per il futuro del nostro settore agroalimentare. Chiediamo quindi di eliminare dagli atti in discussione tutti gli aspetti normativi relativi all’iscrizione di varietà geneticamente modificate nei Registri delle varietà”.

UFFICIO STAMPA


Ufficio Stampa Cambia la Terra

Silverback-Greening the communication
Barbara Battaglia, b.battaglia@silverback.it

Tel. 366 6292992



BolognaFiere cerca il rilancio puntando su Cina e biologico

Quest’anno pandemico, come lo definisce il direttore generale di Bologna Fiere Antonio Bruzzone, non ha portato soltanto continui aggiustamenti del budget, per arginare le perdite di fatturato e revisioni dei calendari fieristici. «La macchina non si è mai fermata e in questi mesi di chiusura abbiamo fatto anche un grande sforzo per prepararci a uscire dalla crisi», spiega Bruzzone. Il 2021 sarà infatti un anno ancora difficile, per il sistema fieristico, vista l’impossibilità, almeno per tutta la prima parte dell’anno, di contare sull’arrivo di espositori e buyer internazionali alle principali manifestazioni, che proprio per questa ragione hanno già cominciato a riposizionare in avanti le proprie date. Per quanto riguarda Bologna – che in questi mesi sta anche lavorando al progetto di integrazione con Italian Exhibition Group, annunciato in ottobre e che si dovrebbe finalizzare entro il primo semestre del prossimo anno – la data della ripartenza è segnata in agenda tra fine maggio e i primi di giugno. Due i pilastri della ripresa: il ritorno e il rafforzamento delle grandi manifestazioni all’interno del quartiere bolognese e il lancio di nuove iniziative all’estero, soprattutto sul mercato cinese e con un’attenzione particolare dedicata al biologico, grazie al patto strategico siglato nei mesi scorsi con Federbio Servizi, per creare una piattaforma di internazionalizzazione al servizio delle aziende italiane, sostenuta anche dall’agenzia Ice. Si comincia quest’anno dalla Cina, Paese in cui Bologna Fiere opera da anni attraverso la controllata BF China e che, con un aumento delle vendite di prodotti bio del 35% negli ultimi anni, è diventato il secondo mercato in Asia per il comparto.

«Abbiamo fatto un grande lavoro con Marca, la nostra manifestazione dedicata al mondo del private label, per portare a Shenzhen, dall’8 al 10 giugno, la prima edizione cinese della fiera, Marca China – spiega Bruzzone –. Il mercato cinese sta andando bene, è ormai in piena ripresa e siamo convinti che sarà una grande opportunità, anche per le aziende italiane della filiera agroalimentare, per entrare in contatto con le grandi catene cinesi della distribuzione».

Sempre in Cina, Bologna Fiere aggiunge al proprio palinsesto espositivo anche Ciofe Xiamen, la fiera del cibo biologico organizzata da Phenix exhibition, con cui la società bolognese ha di recente siglato una partnership. Il gruppo guarda anche ad altri mercati, in particolare alla Russia dove, sempre in partnership con Federbio Servizi, sono stati avviati incontri esplorativi con catene della grande distribuzione per studiare nuove attività legate all’Organic food. Altro settore strategico è quello della cosmesi, che vede il quartiere emiliano leader internazionale grazie a Cosmoprof, che ha già da anni una sua consolidata edizione a Hong Kong e dal prossimo settembre debutterà anche a Bangkok, mentre è allo studio un rafforzamento anche sul mercato statunitense.

Una ripartenza che guarda anche nuovi strumenti e servizi: di qui l’accordo di collaborazione siglato con il gigante dell’e-commerce Alibaba, per la creazione di un Padiglione Bologna Fiere all’interno del portale B del colosso cinese, arricchendo così l’offerta fieristica tradizionale (fisica e virtuale) con la possibilità per gli utenti di presentare i propri prodotti 365 giorni l’anno a 26 milioni di buyers attivi da 190 Paesi. […]

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FONTE


TESTATA: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Giovanna Mancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 Dicembre 2020



Giornata mondiale del suolo. Preservare la fertilità e la biodiversità del suolo

Giornata Mondiale del Suolo: Al via la prima azione proposta da Farming For Future, il decalogo del CIB – Consorzio Italiano Biogas per la conversione agroecologica dell’agricoltura.

“Manteniamo il suolo vivo, proteggiamo la biodiversità del suolo”. È questo il tema centrale della Giornata mondiale del Suolo 2020, celebrata sabato 5 dicembre.  In questa importante ricorrenza, il CIB – Consorzio Italiano Biogas – ribadisce la centralità del suolo per la riconversione agroecologica dell’agricoltura italiana, obiettivo del progetto “Farming For Future. 10 azioni per coltivare il futuro”, lanciando l’azione dedicata all’utilizzo di digestato come fertilizzante organico.

Il digestato, prodotto dalla digestione anaerobica di sottoprodotti, effluenti zootecnici e colture di secondo raccolto, utilizzato in agricoltura come fertilizzante organico è essenziale per restituire nutrienti al suolo e ridurre l’uso di fertilizzanti chimici. Inoltre, grazie al digestato si forniscono al terreno non solo azoto, fosforo e potassio, ma anche importanti quote di carbonio organico permettendo di aumentare la fertilità del suolo, contrastando così il rischio di desertificazione.

I suoli italiani si stanno impoverendo. Nel Sud d’Italia la maggior parte dei terreni coltivati ha una dotazione di sostanza organica inferiore all’1%. A ciò va aggiunta la degradazione nelle aree in cui non vengono applicate pratiche agricole volte alla conservazione del suolo, dove l’erosione ne riduce la produttività e la fertilità fino alla perdita irreversibile di superfici coltivabili.

“Il suolo è una risorsa non rinnovabile – sottolinea Piero Gattoni, Presidente del CIB – che va tutelata in tutti i modi possibili. La concimazione organica con digestato è la strada giusta per avere un suolo fertile e resiliente; da un lato, si incrementa la sua dotazione di sostanza organica, dall’altro si combatte la crisi climatica grazie alla CO2 sottratta all’atmosfera e fissata in modo stabile nel suolo. Tutela e rispristino della qualità dei nostri terreni, contrasto ai cambiamenti climatici e produzioni agricole di qualità trovano nella fertilizzazione organica una soluzione dagli effetti positivi rilevanti e di facile applicazione.”

Temi, questi, importanti anche per l’agricoltura biologica che si fonda sulla tutela della biodiversità e della naturale fertilità del suolo attraverso le rotazioni, il sovescio e il ricorso alla fertilizzazione organica senza l’ausilio di prodotti di sintesi. Sinergia e convergenza fra Biogasfattobene® e i principi dell’agricoltura biologica sono state le basi del lavoro di confronto tecnico che ha portato CIB e FederBio alla redazione nel 2018 delle “Linee guida per l’utilizzo agronomico del digestato in agricoltura biologica”.

Su questo tema, in diretta sulla pagina Facebook del Consorzio Italiano Biogas, il Presidente Gattoni si è confrontato con Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, la quale dichiara:

“Il suolo è una risorsa preziosa. Qui si concentra il 90% della biodiversità del pianeta. Un terreno degradato riduce la sua capacità di mantenere e immagazzinare carbonio, contribuendo a innescare o potenziare minacce globali quali il cambiamento climatico. Uno dei valori fondamentali dell’agricoltura biologica è costituito proprio dalla protezione e dall’incremento della fertilità dei suoli che dipende anzitutto dal contenuto di sostanza organica e dalla sua qualità.  Adottare le giuste pratiche agronomiche e garantire il costante reintegro di sostanza organica al terreno, in particolare nelle aziende e nei territori dove è venuto meno l’allevamento degli animali, rende molto interessante l’impiego del digestato “fatto bene”, mantenendo saldi i principi e le regole del biologico. Per questo il Protocollo d’intesa siglato con CIB nel 2018 è importante e ha già consentito di realizzare linee guida per la produzione di digestato conformi ai principi del bio. Adesso occorre che la collaborazione continui per mettere a punto anche ulteriori indicazioni pratiche per la corretta gestione agronomica nell’impiego del digestato attivando anche supporti di formazione e consulenza utili per gli agricoltori bio italiani.”

In conclusione Piero Gattoni rimarca: “Nel celebrare la Giornata Mondiale del Suolo vorrei ribadire che adottare un nuovo paradigma, per produrre di più con meno risorse, non è solo doveroso ma è possibile, come dimostrano le azioni concrete già intraprese dalle aziende del Biogasfattobene®. Per questo auspichiamo che anche il quadro normativo favorisca sempre più l’uso agronomico del digestato come fertilizzante organico completo, capace di sostituire quantità sempre crescenti di concimi di sintesi”.

Per approfondire l’azione numero 4 di Farming for Future è possibile visitare il sito farmingforfuture.it  nella sezione dedicata.

BOX. Le dieci azioni di Farming for Future
#1 ENERGIE RINNOVABILI IN AGRICOLTURA
#2 AZIENDA AGRICOLA 4.0
#3 GESTIONE DEI LIQUAMI DA ALLEVAMENTO
#4 FERTILIZZAZIONE ORGANICA
#5 LAVORAZIONI AGRICOLE INNOVATIVE
#6 QUALITÀ E BENESSERE ANIMALE
#7 INCREMENTO FERTILITÀ DEI SUOLI
#8 AGROFORESTAZIONE
#9 PRODUZIONE E USO DI BIOMATERIALI
#10 BIOGAS E ALTRI GAS RINNOVABILI


Il Bio made in Italy sbarca in Cina e si apre all'e-commerce

La partnership strategica tra BolognaFiere e FederBio offre nuove opportunità alle aziende del bio desiderose di raggiungere il promettente mercato cinese e di allargare il proprio orizzonte al commercio online.

Il biologico italiano ha finalmente una piattaforma per approdare in Cina

Bologna, 9 diicembre 2020 – È stato sottoscritto un accordo tra FederBio Servizi e China Organic Food Certification Centre (COFCC) – principale organismo ufficiale di controllo e certificazione per il bio in Cina, autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese, attivo anche all’estero con 118 aziende straniere certificate – che apre il mercato cinese alle aziende italiane interessate a espandere il proprio business verso un Paese sempre più attento alla qualità dei prodotti alimentari.

A sostegno delle imprese, per supportarle nelle pratiche per ottenere la certificazione che autorizza la vendita di cibi biologici nel mercato cinese, è stato istituito un desk dedicato presso la sede di FederBio Servizi a Parma.

Questa operazione va contestualizzata nel patto strategico sottoscritto a favore del biologico tra BolognaFiere e FederBio, che punta a sviluppare una vera e propria piattaforma di internazionalizzazione al servizio delle aziende e che prevede il coinvolgimento diretto di ICE-ITA Agenzia, per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese del biologico. L’accordo si prefigge di supportare l’accesso delle imprese nei diversi canali di distribuzione esteri: in questo contesto si inseriscono le numerose missioni che saranno organizzate in collaborazione con ICE-ITA Agenzia di buyer cinesi alle manifestazioni di BolognaFiere (Sana e MarcabyBolognaFiere), dove espongono le imprese leader del bio italiane, per consentire a queste aziende italiane di entrare poi in Cina con i loro prodotti certificati per questo mercato.

“Per primi, in Italia, abbiamo compreso, l’importanza del biologico in termini economici e di visione prospettica per un futuro sostenibile – dichiara Antonio Bruzzone, Direttore Generale di BolognaFiere -. Da oltre trent’anni organizziamo SANA, il Salone internazionale del biologico e del naturale che è momento di confronto per il mercato e partner per il suo sviluppo. Forte anche il nostro impegno a sostegno dell’internazionalizzazione, supportato dall’esperienza di BolognaFiere sui mercati mondiali e, marcatamente, su quelli asiatici in cui abbiamo trasferito alcuni dei nostri eventi leader e in cui operiamo attraverso BFChina, Società del Gruppo dedicata all’organizzazione di eventi e, anche, all’incoming di operatori asiatici. Siamo felici di mettere il nostro know-how a disposizione del biologico e di farlo in partnership con FederBio, con cui abbiamo condiviso questa lunga esperienza. L’accordo siglato da BolognaFiere e Alibaba.com, di cui siamo gli unici partner fieristici a livello mondiale – conclude Bruzzone – è un’ulteriore importante opportunità per le imprese e gli operatori di questo settore in costante espansione”. “

La firma dell’accordo tramite FederBio Servizi – dichiara Paolo Carnemolla, Presidente FederBio Servizi – si inserisce nel quadro della collaborazione strategica con BolognaFiere per la creazione di una piattaforma per la promozione e l’internazionalizzazione del biologico italiano, con l’obiettivo di sostenere e sviluppare
ulteriormente il ruolo dell’Italia nei mercati internazionali più in crescita. Il mercato dei prodotti biologici è regolato da norme e sistemi di certificazione che fuori dall’UE e dagli accordi di equivalenza già sottoscritti necessitano di specifiche competenze e capacità oltre che di relazioni dirette con i sistemi di certificazione in loco spesso complessi e rigorosi, com’è il caso della Cina. Il mercato cinese -prosegue Carnemolla – è una grande opportunità anche per i prodotti biologici italiani, dato che la Cina esporta materie prime ma importa prodotti trasformati certificati con il logo del biologico dell’Ue. Poter dotare anche l’Italia di uno sportello di accesso a quel sistema di certificazione potendo contare sulla sinergia con il sistema di promozione messo in campo da BolognaFiere e da ICE in collaborazione con FederBio è un’azione di sistema più che mai necessaria per favorire la ripresa delle nostre esportazioni”.

A supporto concreto delle strategie di internazionalizzazione si inserisce, poi, la partnership recentemente definita fra BolognaFiere e Phenix Exhibitions, che organizza ogni anno a Xiamen la principale manifestazione per il food biologico, la China International Organic Food Expo (CIOFE), appuntamento ormai consolidato per i cibi biologici in generale e che vede una forte partecipazione delle imprese specializzate nell’ortofrutta biologica, comparto per il quale rappresenta la piattaforma ideale di ingresso in Cina: l’evento è stato identificato come prioritario anche da ICE-ITA Agenzia, che ha quindi manifestato l’intenzione di utilizzarlo come piattaforma per la promozione del bio Made in Italy una volta che sarà risolto il problema della pandemia da COVID.

Negli ultimi anni le vendite di bio sul mercato cinese hanno registrato una crescita del 35%, facendolo diventare il secondo mercato in Asia per questo settore, registrando una crescita potenzialmente molto interessante anche all’interno della grande distribuzione, ragione per la quale BolognaFiere ha deciso di lanciare Marca China, nuovo progetto il cui esordio è programmato dall’8 al 10 giugno 2021 a Shenzhen, metropoli immersa nella Greater Bay Area della provincia del Guangdong a Sud della Cina. Il nuovo evento presenterà agli operatori cinesi l’ampia offerta italiana di prodotti bio per proporne l’utilizzo a marca privata alla nascente grande distribuzione organizzata cinese: le imprese cinesi che apprezzeranno l’offerta italiana saranno poi invitate ad approfondirne la conoscenza a Bologna, dove ogni anno si tiene la manifestazione specializzata MarcabyBolognaFiere La GDO è un canale strategico in Cina ed è in una fase importante di evoluzione, sempre più attento alle esigenze dei consumatori cinesi, molto sensibili al tema della sicurezza alimentare e quindi anche ai cibi biologici di qualità come quelli made in Italy.

Sempre in Cina, in contemporanea a Marca China, nel quartiere fieristico ci Shenzen, si terrà Wine to Asia 2021 un nuovo evento che sarà l’occasione per monitorare i trend emergenti del settore Wine in Cina e nei mercati asiatici ed espletare ulteriori sinergie sui visitatoti.

Con questi due prodotti fieristici nel palinsesto promozionale (CIOFE Xiamen e MARCA China Shenzen) si offre alle imprese italiane del settore una duplice possibilità di ingresso in Cina, che si potrà concretizzare una volta ottenuta la certificazione per questo mercato, che BolognaFiere e Federbio rendono più agevole grazie all’accordo appena siglato con COFCC. Oltre a operare con la grande distribuzione cinese e ad accedere ai tradizionali punti di vendita fisici del biologico, il progetto prevede di aiutare le imprese a inserirsi all’interno delle piattaforme di commercio online, che saranno sempre più presenti a questi appuntamenti fieristici.

I marketplace on line in Asia stanno sviluppandosi con tassi di crescita a doppia cifra: basti pensare che, complice il lockdown imposto dalla pandemia, nel solo primo trimestre del 2020 l’aumento delle vendite online del settore alimentare ha raggiunto in Cina il +32,7%.

L’esigenza di un approccio multicanale non riguarda in verità solo il mercato cinese, dato che l’exploit dell’e-commerce e l’integrazione tra il canale fisico e quello digitale rappresentano una necessità che ricorre in tutti i mercati mondiali. A questo proposito, FederBio e ICE-ITA Agenzia sono già promotori di iniziative per creare nuove opportunità alle aziende che vogliono accedere al commercio on-line, come ad esempio la partnership che ICE ha in essere con Amazon e la sua vetrina del Made in Italy.

Si inserisce in questo contesto anche l’organizzazione di webinar di approfondimento per gli operatori del settore. Il prossimo (organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e ICE-ITA) si terrà il 9 dicembre (ore 15) e sarà dedicato a “Internazionalizzazione del Bio made Italy: Focus Stati Uniti”. Sarà l’occasione per presentare la Piattaforma ITA.BIO e confrontarsi su: dimensioni e posizionamento del biologico italiano sui mercati internazionali, con un focus particolare sugli Stati Uniti; opportunità e percorsi di promozione del Bio italiano negli USA con strategie digital e presentazione di alcune esperienze di successo.

Da metà ottobre è inoltre venuto in sostegno dell’internazionalizzazione del comparto bio italiano un ulteriore accordo di collaborazione sottoscritto tra BolognaFiere e Alibaba.com, che ha messo in sinergia le piattaforme fieristiche di BolognaFiere (in particolare il SANA) con la piattaforma del leader mondiale del commercio online B2B Alibaba.com, dove operano quotidianamente oltre 26 milioni di buyer, attivi in 190 paesi del mondo.
BolognaFiere e Alibaba.com per consentire alle imprese di conoscere in dettaglio le opportunità commerciali attivate dell’accordo, hanno messo in pista una serie di incontri tematici, dedicati alle differenti filiere. Dopo il primo webinar per il settore Salute&Benessere (tenutosi il 25 novembre), il 9 dicembre (alle ore 11) è previsto l’incontro per la filiera Food&Beverage e, a seguire, altri appuntament.

UFFICIO STAMPA


FederBio

Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936

T +39 051 6242214



LASAGNA ALLA SALSICCIA E FINOCCHIETTO CON FUNGHI GRATINATI

Dosi per 4 persone

Ingredienti Biologici


300 g di sfoglia fresca agli spinaci


450 g di salsiccia di prosciutto


400 g di mozzarella tipo fior di latte


600 ml di besciamella


1 carota


1 cipollotto


½ bicchiere di vino bianco


800 g di pomodori pelati


500 g di funghi freschi misti


Prezzemolo


Sale e Pepe


Pangrattato


Finocchietto (semi di finocchio)


1 spicchio d’aglio


Olio Extravergine di Oliva

Procedimento

  • Preparate il ragù: mondate e affettate finemente il cipollotto e la carota, poi raccoglieteli in una casseruola dal fondo spesso e fateli dorare con un filo di olio. Aggiungete la salsiccia precedentemente privata del budello e fate dorare su fuoco vivace sgranando con un cucchiaio di legno. Aggiungete quindi una generosa manciata di semi di finocchio e sfumate con il vino bianco. Lasciate evaporare. Poi aggiungete i pelati, salate e mescolate schiacciando i pomodori. Incoperchiate e fate cuocere per circa 1 ora e mezza su fiamma dolce, monitorando e lasciando un piccolo sfiato.
  • Preparate i funghi gratinati: rimuovete la parte terrosa dei gambi e pulite i funghi con uno straccio asciutto. Poi tritateli a cubetti grossolani e sistemateli in un unico strato uniforme in una teglia rivestita di carta forno. Cospargete di sale, pepe, prezzemolo e aglio finemente tritati, ultimate con una spolverata di pangrattato e condite generosamente con olio. Cuocete in forno statico a 200° per circa 20 minuti, monitorando il livello di doratura. Sfornate e tenete da parte.
  • Tagliate il fiordilatte e riducetelo a listarelle. Mettetelo a scolare dopo averlo pressato con le mani per far perdere il latte in eccesso.
  • Formate la lasagna: ungete una pirofila e fate un sottile strato di besciamella. Quindi adagiatevi uno strato di sfoglia verde agli spinaci che avrete tagliato a misura con le forbici. Coprite la sfoglia con uno strato di ragù e cospargete con abbondante ricotta salata. Poi continuate con uno strato di besciamella, uno di funghi gratinati e uno di fior di latte. Riempite la pirofila ripetendo gli strati fino a riempimento. Coprite la superficie della lasagna con il ragù, qualche fungo gratinato, fior di latte e besciamella.
  • Cuocete in forno statico a 190° per circa 25 minuti, monitorando il livello di doratura. Poi sfornate e fate riposare per 10-15 minuti prima di tagliare in porzioni e servire.

Rubrica in collaborazione con Bio Magazine