Biologico: giusto prezzo, tracciabilità e blockchain, le chiavi della competitività

«Produrre rispettando le regole ha un costo che deve essere riconosciuto». Se n’è parlato in occasione di Marca e Sana Up alla Fiera di Bologna.

«Del giusto prezzo dei prodotti biologici ne abbiamo parlato anche troppo, adesso è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti» ha detto Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, in occasione del Sana Up, salone satellite di Marca by BolognaFiere.

Ma quando il prezzo è giusto? E’ giusto il prezzo – secondo la definizione di Federbio – che spetta all’agricoltore/allevatore per un prodotto biologico coltivato/allevato in Italia nel pieno rispetto dei principi e delle norme di agricoltura/allevamento biologico stabilite dall’Ue affinché questo possa remunerare legalmente e correttamente tutti i fattori della produzione. […]

FONTE


TESTATA: Terra e Vita
AUTORE: Alessandro Maresca
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 gennaio 2020



Convegno - Un’agricoltura di salute, ricerca, innovazione e formazione per il futuro della terra

DOVE: 

Firenze

27 febbraio 2020 - Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento

28 febbraio 2020 - Università degli Studi di Firenze

QUANDO:

da giovedì 27 febbraio a sabato 29 febbraio 2020

Si svolgerà a Firenze, dal 27 al 29 febbraio 2020, il 36° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica, “Un’agricoltura di salute, ricerca, innovazione e formazione per il futuro della terra”. Il Convegno sarà preceduto da appuntamenti preparatori, collegati all’evento. Il più importante è il corso di Antroposofia, che si terrà alla Zelata di Bereguardo (PV) dal 23 al 26 gennaio 2020. Lì l’associazione per l’agricoltura biodinamica, con relatori di grande qualità, elaborerà gli indirizzi di lungo termine con cui fare le proprie scelte. Ci saranno poi giornate contadine in diverse regioni e riunioni organizzative aperte, nonché un convegno sull’economia.

INFO E CONTATTI:



BioFach 2020 - La fiera degli alimenti biologici

DOVE: 

Norimberga, Germania

QUANDO:

da mercoledì 12 febbraio a sabato 15 febbraio 2020

Si svolgerà anche quest’anno, dal 12 al 15 febbraio a Norimberga, BIOFACH 2020, la fiera degli alimenti bioligici. L’evento che ritorna nel prossimo febbraio resta sempre, a livello internazionale, il luogo di incontro per elezione del settore biologico. Combinato con Vivaness, la Fiera internazionale per la cura della persona naturale e bio, è un importante evento commerciale per il settore, ma anche un evento emotivo per la qualità degli incontri e le opportunità di posizionamento dei prodotti. In nessun altro luogo clienti, fornitori, partner e potenziali nuovi clienti si incontrano così come a Norimberga, dove l’offerta incontra la domanda. Tutti i prodotti in mostra sono certificati ai sensi dei Regolamenti europei o delle direttive di accreditamento dell’IFOAM, che è anche il patrono della manifestazione. La fiera copre i settori dei prodotti biologici, delle bevande biologiche e dei prodotti biologici non alimentari. Lo scorso anno gli espositori hanno raggiunto quota 3.266 (di cui 280 ospiti di Vivaness), con la presenza di 51.500 visitatori commerciali da 143 paesi.


Convegno - PAC post 2020: verso il piano strategico nazionale

DOVE: 

Spazio Europa - Via Quattro novembre, 149 - Roma

QUANDO:

giovedì 23 gennaio 2020, h. 9.00

Si svolgerà il 23 gennaio il convegno di CambiamoAgricoltura dal titolo “PAC post 2020: verso il piano strategico nazionale”. L’evento si svolge presso Spazio Europa Roma in via Quattro Novembre 149, Roma. All’evento si parlerà di come promuovere la transizione ecologica dell’agricoltura per vincere le sfide ambientali del Green New Deal.

INFO E CONTATTI:


c.pani@wwf.it – Tel. 06.84497402


Workshop - Bio: il prezzo è giusto?

DOVE: 

SANA UP – Bologna Fiere – Sala Convegni – Pad. 28

QUANDO:

giovedì 16 gennaio 2020, h. 14.00

Si svolgerà il 16 gennaio il workshop dal titolo “BIO: il prezzo è giusto?”.  All’evento, organizzato da AssoBio in collaborazione con FederBio Servizi, parteciperà Maria Grazia Mammuccini, presidente dei FederBio.

Il biologico è una certificazione di processo secondo regole di coltivazione, allevamento e preparazione codificate dalla normative che influiscono sulle rese produttive e sui costi di produzione. Come stabilire e garantire il giusto prezzo dei prodotti biologici? AssoBio in collaborazione con FederBio Servizi presenta il proprio approccio, alcuni casi concreti e soluzioni tecnologiche digitali a garanzia degli agricoltori biologici e del mercato.

PROGRAMMA:

 Moderatore :  Angelo Frigerio – Direttore Alimentando

  • 14.00 L’impegno di FederBio per il giusto prezzo dei prodotti biologici

Maria Grazia Mammuccini – Presidente FederBio

  • 14.10 Il ruolo e le iniziative di AssoBio per garantire il giusto prezzo agli agricoltori biologici italiani

Roberto Zanoni –  Presidente AssoBio

  • 14.20 Come stabilire e garantire il giusto prezzo dei prodotti biologici italiani, il caso del pomodoro da industria e del frumento

Paolo Carnemolla – Presidente FederBio Servizi

  • 14.35 Il Grana Padano biologico, quanto costa produrlo e come garantirlo con FIP4Milk

Prof. Gabriele Canali – Università Cattolica di Piacenza

Stefano Pezzini – Presidente Latteria San Pietro

  • 14.50 Interventi dal pubblico e conclusioni

INFO E CONTATTI:


Telefono: +39 051.421.0272 | Email: info@assobio.it


Convegno - L'ape bene comune. I comuni amici delle api

DOVE:

Buttapietra (VR), Sala Convegni, piazzale Aldo Moro

 QUANDO:

1 febbraio 2020  h. 14:00

Si svolgerà sabato 1 febbraio a Buttapietra (VR) presso la Sala Convegni di piazzale Aldo Moro, l’incontro dal titolo “L’ape bene comune. I comuni amici delle api”. La partecipazione all’incontro dà diritto alla maturazione di 3 (tre) Crediti Formativi Professionali per gli iscritti all’Albo professionale del Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.

PROGRAMMA:

Saluto delle autorità
Introduzione: “Il Comune amico delle Api”
Alessandro Pistoia – Presidente APAV Verona
Progetto BIONET – Progetto CONSEMI
Prof. Ducange Matteo – Ist. Istr. Sup. “Stefani Bentegodi” Buttapietra (VR)
L‘ape bene comune
Dott. Porrini Claudio – Dip. Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) Università di Bologna
La rete dei comuni amici delle api
Emanuela Bottoni – Presidente Ass. Giubbe Verdi di San Martino dall’Argine (MN)
Rete Comuni Amici delle Api della Provincia di Mantova
Progetto BEE DIVERSITY: un’alleanza possibile tra agricoltura ed apicoltura
Dott. Mezzalira Giustino – Veneto Agricoltura
Dibattito

INFO E CONTATTI:


T +39 051 6314311

 


Bio: il prezzo è giusto?

L’impegno di AssoBio e FederBio per filiere che riconoscano il prezzo giusto dei prodotti biologici come strumento per assicurare qualità al consumatore e equità al produttore agricolo.

Bologna, 14 gennaio 2020 – Come stabilire e garantire il giusto prezzo dei prodotti biologici alla base di contratti di filiera e di acquisto di prodotti biologici? AssoBio in collaborazione con FederBio Servizi presenta la propria proposta giovedì 16 gennaio alle ore 14:00 a MarcabyBolognafiere, nel nuovo “salone satellite” SANA UP, in occasione del convegno “BIO: il prezzo è giusto?” – Sala Convegni Padiglione 28. Verranno illustrati alcuni casi concreti e soluzioni tecnologiche digitali a garanzia degli agricoltori biologici e dei consumatori, partendo dall’analisi delle filiere del pomodoro, del frumento, del latte e dei formaggi.

L’iniziativa di AssoBio si inserisce nel quadro della strategia di FederBio, la federazione nazionale del settore biologico italiano, per garantire trasparenza al mercato biologico ed etica nelle relazioni commerciali, consentendo agli agricoltori biologici prospettive di sviluppo, incentivando alla conversione al biologico senza entrare in contrasto con le aziende agricole convenzionali spesso in crisi per i prezzi iniqui del mercato, bensì condividendo con esse questi concetti validi per tutto il mondo agricolo.

Il settore agricolo presenta uno scenario poco edificante. Gran parte dei suoli è degradata e ormai quasi priva di sostanza organica, due terzi delle acque superficiali sono contaminate da pesticidi e agli agricoltori vengono imposti spesso prezzi che non bastano a coprire i costi di produzione. Un sistema iniquo che sta alla base di fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento degli animali in allevamento e rappresenta la causa della chiusura della metà delle aziende agricole italiane negli ultimi venticinque anni.

La risposta del modello agricolo biologico, che vuole rappresentare uno stimolo e una speranza di sostenibilità anche economica per tutta l’agricoltura italiana “passa dal riconoscimento di prezzi corretti agli agricoltori che praticano con la massima coerenza i principi e le regole della produzione biologica” – afferma Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali. “Abbiamo voluto per primi dare un segnale concreto di adesione alla strategia di FederBio per la massima trasparenza, integrità e equità nell’ambito delle filiere biologiche supportando il lavoro di FederBio Servizi di analisi delle linee tecniche di coltivazione e allevamento e dei costi di produzione nei diversi territori a partire dalle produzioni più diffuse. L’obiettivo è dare alle imprese nostre associate e al mercato informazioni trasparenti e riferimenti certi per contratti di compravendita e di cessione e promuovere una rivoluzione digitale che elimini ogni zona d’ombra, consentendo anche ai consumatori l’accesso a tutte le informazioni per un acquisto sempre più consapevole” conclude il Presidente di AssoBio.

L’aumento continuo della domanda di prodotti biologici Made in Italy rischia di alimentare, anche per il biologico, la rincorsa al prezzo più basso con la conseguenza di penalizzare proprio gli agricoltori biologici virtuosi favorendo scorciatoie e importazioni da Paesi Terzi e alimentando così un mercato indistinto e in alcuni casi poco trasparente” afferma la Presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini. “Rafforzare il ruolo dei produttori agricoli che applicano con coerenza i principi del biologico rappresenta per noi una priorità,  per questo  da anni FederBio è impegnata sul fronte della prevenzione delle frodi e della tracciabilità informatica a sistema, ma ora è necessario agire anche sulla trasparenza delle tecniche di coltivazione e di allevamento e sui prezzi da riconoscere agli agricoltori”. Oltre alle iniziative condivise con la nostra associata AssoBio, realizzate tramite la società controllata FederBio Servizi, intendiamo lavorare da subito con le tutte le organizzazioni associate dell’intera filiera biologica nazionale per la costituzione di una Commissione Unica Nazionale prezzi dei prodotti biologici italiani” conclude la Presidente di FederBio.

UFFICIO STAMPA


Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936

Daniela Fioramonti
daniela.fioramonti@pragmatika.it
M + 39 347 5725666



Terre d'Italia, il deserto dietro l'angolo

Superfici agricole sempre più ridotte e sempre meno fertili «A un passo dal rischio Sahara»:3 miliardi di euro persi ogni anno. Un problema globale,nel mondo spariscono mille ettari all’ora.

L’allarme suolo è globale, ma l’Italia è un Paese che ha il terreno tra i più sofferenti. Il segnale è stato appena lanciato in occasione della «Giornata mondiale del suolo», quando una serie di studi convergenti ha fatto capire che se non si interviene quanto prima si rischia di distruggere una risorsa naturale fondamentale. I suoli infatti sono essenziali per produrre colture, mangimi, fibre, combustibili. Filtrano e purificano decine di migliaia di chilometri cubi di acqua l’anno,sono tra i più importanti serbato i di carbonio, contribuiscono a regolare le emissioni di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra. «Il suolo italiano – avverte però la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini –  è poco al di sopra della soglia di desertificazione». L’affermazione può sembrare catastrofica, ma i dati parlano chiaro. Li ricorda Anna Benedetti, delegato scientifico del commissario straordinario del Crea, il massimo ente di ricerca sull’agricoltura e l’agroalimentare: «In Italia il contenuto medio di sostanza organica nel terreno si aggira attorno all’ 1,5 per cento». […]

FONTE


TESTATA: Corriere della Sera – Buone Notizie
AUTORE: Enzo Riboni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 dicembre 2019



Il "bio" per tutte le tasche

Tra i dieci cibi bio più venduti in Italia ci sono le uova, le marmellate, la frutta e verdura,
ma anche la pasta, la frutta secca, il latte fresco, le bevande alla soia, l’olio extravergine e lo yogurt. Gli italiani apprezzano questi prodotti ritenuti più sani e rispettosi dell’ambiente rispetto agli altri. Ben otto connazionali su dieci (l’86 per cento) hanno
comprato almeno un alimento di questo tipo lo scorso anno, mentre la metà (51 per cento) afferma di consumarlo almeno una volta a settimana. A dirlo è l’Osservatorio Sana 2019, curato da Nomisma, in collaborazione con FederBio e AssoBio e il sostegno di Ita, Italian Trade Agency, che mostra come nel 2018, le vendite di cibi a marchio biologico hanno raggiunto un valore di quasi 6,3 miliardi, di cui circa 4 miliardi di euro solo all’interno del nostro Paese, in crescita di un 5,3 per cento rispetto al 2017 e di un 171 per cento rispetto a dieci anni fa.

FONTE


TESTATA: La Repubblica – Affari&Finanza
AUTORE: Stefania Aoi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 dicembre 2019



Nbt, FederBio chiude: "Non ci sono differenze con gli Ogm"

A Bruxelles si discute del futuro delle Nbt e in Italia le associazioni di categoria si dividono tra favorevoli e contrarie. A sostenere le tesi del "no" c'è FederBio. In questa intervista la presidente Maria Grazia Mammuccini spiega perché il futuro del settore non può passare dalle Nbt.

 

Amate e odiate, le New breeding techniques sono per alcuni la speranza a cui affidare un futuro dell'agricoltura produttivo e sostenibile. Per altri sono un escamotage per far rientrare dalla finestra gli Ogm che il consumatore tanto detesta. Se le maggiori associazioni italiane di agricoltori (e non solo) aprono ad un dialogo sul tema (leggi questo articolo per sapere di più), Federbio ha le idee molto chiare.

"Sulle nuove tecniche d'ingegneria genetica la posizione di Federbio coincide perfettamente con quella assunta a livello europeo e internazionale da Ifoam (Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura biologica, Ndr): il mondo del biologico ribadisce il proprio impegno a escludere non solo gli Ogm, ma anche i prodotti derivanti dalle nuove biotecnologie dai propri sistemi di produzione", spiega ad AgroNotizie Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio.

"Riteniamo fondamentale che sulle nuove tecniche d'ingegneria genetica venga condotta un'attenta valutazione del rischio e vengano elaborati, dalla rete europea di laboratori per la rilevazione di Ogm, metodi e strategie per identificare i prodotti derivanti dalle Nbt affinché si possano attivare i necessari controlli. Questo è fondamentale per garantire tracciabilità e trasparenza e quindi la possibilità ai cittadini di scegliere il cibo che preferiscono e agli agricoltori il modo ottimale di produrlo".

Presidente Mammuccini, ritiene che piante modificate con le Nbt possano aiutare anche gli agricoltori biologici ad avere produzioni più sostenibili?
"L'agricoltura biologica trova fondamento nell'agroecologia, quindi su un approccio sistemico e trans-disciplinare che vede l'azienda agricola e il territorio rurale come un sistema integrato basato sull'interazione tra le migliori pratiche ambientali e agronomiche orientate prima di tutto all'incremento della fertilità del suolo, a un alto livello di biodiversità, alla salvaguardia delle risorse naturali, all'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e a una produzione ottenuta esclusivamente con sostanze e procedimenti naturali senza l'utilizzo della chimica di sintesi.

Il metodo biologico ha pertanto una duplice funzione economica e sociale da un lato e dall'altro di produzione di beni pubblici che contribuiscano alla tutela dell'ambiente, al governo del territorio, al contrasto e all'adattamento al cambiamento climatico.

L'innovazione per il futuro dell'agricoltura per noi è questa: adottare un approccio olistico puntando sulla resilienza dei sistemi agroecologici piuttosto che su quello della singola pianta ed è in questa direzione che occorrerebbe investire maggiori risorse in termini di ricerca, innovazione e sistemi di conoscenza".

 

Fonte: AgroNotizie

Autore: Tommaso Cinquemani