Convegno - Luci e ombre del piano strategico nazionale della PAC per la transizione agroecologica dell'agricoltura
CambiamoAgricolturahomePACtransizione agroecologicaDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Giovedì 17 marzo 2022, h. 9.00 - 12.30
Si svolgerà il 17 marzo il convegno “Luci e ombre del piano strategico nazionale della PAC per la transizione agroecologica dell’agricoltura”. E’ possibile partecipare all’evento direttamente dalla pagina facebook della coalizione #CambiamoAgricoltura al seguente link: https://www.facebook.com/CambiamoAgricoltura
INFO E CONTATTI:
Agricoltura biologica, il vino come modello. Per valori e capacità di legare ambiente e territorio
federbiohomeMammuccinivino biologicoDa Fieragricola focus su “Biologico: futuro dell’agricoltura?”, con Assobio, Federbio e Aiab. Ma resta da sciogliere il nodo della burocrazia
Viticoltura e vino bio made in Italy sono la “volpe” che corre davanti a tutta l’agricoltura bio italiana e non solo per primato di superficie (19% sul totale della viticoltura nazionale), di produzione e di esportazione, ma per la sinergia espressa dai vini a marchio europeo tra l’identità territoriale e il metodo di produzione rispettoso dell’ambiente. Solo negli ultimi tre anni il vino bio ha riscosso un interesse molto forte quanto inaspettato, forse a causa della mutata sensibilità dei consumatori rispetto alla sostenibilità, un effetto secondario positivo legato anche alla pandemia. Se le prospettive di mercato per il vino bio appaiono favorevoli, dunque, escludendo il rischio di sbilanciamento tra domanda e offerta, la sua produzione presenta comunque delle criticità. È necessario un supporto alla produzione e anche alla domanda, pervenendo ad una trasparenza che garantisca il consumatore.
“Avere un Piano Strategico Nazionale della Pac che investe sul bio, sia in termini di produzione che di mercato e di supporto agli agricoltori, può favorire ulteriormente il mantenimento e la crescita del vigneto bio in Italia – ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio (e produttrice di vino in Toscana, nel Valdarno, ndr) – che insiste sul 19% della superficie totale, con la percentuale più alta nel mondo, già di per sé un trend straordinario. I temi strategici su cui lavorare sono la ricerca e l’innovazione per supportare i viticoltori al meglio sui punti critici della gestione del vigneto e della cantina. Gli andamenti di mercato dicono che il trend del vino bio è tra quelli più positivi e quindi il settore va supportato perché c’è lo spazio che può valorizzare sia i produttori che i territori”.
I costi elevati per la certificazione, l’esagerato impegno burocratico e il rischio di multe per errate compilazioni di registri sono deterrenti importanti, soprattutto in altre colture, per la rivendicazione della produzione in bio e determinano la “fuoriuscita” di molte aziende dal sistema, che pure continuano a produrre secondo i dettami del biologico. Una situazione meno frequente in viticoltura.
“Il logo del bio apposto sulle bottiglie di vino – spiega Mammuccini – è un valore per il mercato, e per questa ragione molti viticoltori hanno aderito al bio, oltre che per utilizzare le risorse dei Psr e, in futuro, quelle del Piano Strategico Nazionale. È stata l’attrattiva di mercato ad essere stata determinante. E poi per i vini a denominazione è vincente unire l’identificazione con il territorio a un metodo produttivo che lo rispetta. Questo crea il valore aggiunto. Sul piano burocratico, però, c’è una pesantezza quasi insostenibile, anche perché dobbiamo tenere sistemi separati. Cioè chi produce, trasforma e vende, ogni mese deve inviare i dati al Sian, e questo già garantisce una trasparenza totale, tuttavia poi deve tenere altri registri per giustificare gli altri sistemi di controllo. Si deve arrivare a una razionalizzazione perché se per tutti la burocrazia è un problema, per il settore viticolo tra certificazioni per la denominazione e per il bio i costi burocratici diretti e indiretti sono davvero troppi”. […]
FONTE
TESTATA: Wine News
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 marzo 2022
Agricoltura bio, Mammuccini: "Legge fondamentale per la conversione agroecologica"
biodistrettiBiomadeinItalyfederbiohomelegge sul bioMammucciniLa presidente FederBio commenta il via libera definitivo: “Una legge attesa da oltre 15 anni e 3 legislature”
“Siamo molto soddisfatti. È una legge attesa da oltre 15 anni e 3 legislature e rappresenta il riconoscimento di un impegno di tanti agricoltori, spesso giovani, e di operatori della filiera che hanno creduto nella scommessa di conciliare il legittimo interesse d’impresa con il bene pubblico della difesa del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini”.
Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio (federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica), commenta all’Adnkronos il via libera definitivo alla legge sull’agricoltura biologica, arrivato ieri al Senato.
“Si tratta di una norma fondamentale per sostenere la conversione agroecologica, che consente anche all’Italia di avvalersi del sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata per far crescere il settore sia in termini di produzione che di consumi. Grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell’intero comparto agroalimentare. L’Italia ha una forte vocazione al biologico, che va incrementata e valorizzata con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e comunicazione per continuare ad essere leader tra i Paesi europei che stanno investendo fortemente in questa forma di agricoltura che tutela l’uomo e l’ambiente, oltre a creare concrete opportunità di occupazione per i giovani e le donne”.
Tra le principali novità introdotte dalla norma, “va sottolineata la possibilità di registrare il marchio biologico ‘Made in Italy’, istituire distretti biologici che consentano di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e adottare un Piano d’Azione nazionale per favorire lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico”. […]
FONTE
TESTATA: Adnkronos
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 marzo 2022
Le associazioni del bio esultano: il Senato ha approvato definitivamente la legge sul biologico
federbiohomelegge sul bioBologna, 03 marzo 2022 – La legge sul biologico è finalmente una realtà. Il Senato ha approvato oggi in via definitiva il DDL n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.
AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio e FederBio esprimono un plauso per il lavoro di tutti i parlamentari che ha portato alla conclusione in tempi estremamente rapidi – meno di un mese dall’ultima votazione alla Camera dei Deputati del 9 febbraio – una norma chiave per supportare la transizione ecologica dei sistemi agricoli e per l’intero comparto agroalimentare italiano.
L’approvazione del disegno di legge n.988 giunge in un momento strategico e consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che, con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico, puntano a una crescita consistente del settore. Grazie alla legge sarà possibile utilizzare le risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica e biodinamica. Dopo 15 anni e 3 legislature è passata una norma fondamentale, tanto attesa dal settore.
Il nostro Paese ha un primato nel biologico conquistato grazie all’impegno di tanti agricoltori, spesso giovani, e di operatori della filiera che hanno creduto nella scommessa di conciliare il legittimo interesse d’impresa con il bene pubblico della difesa del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini. Oggi questo impegno viene finalmente riconosciuto con l’approvazione della legge sul bio. La norma contiene elementi particolarmente significativi come la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, istituire distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e adottare un Piano d’Azione nazionale per favorire lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico.
Il biologico rappresenta un’occasione concreta per creare opportunità di occupazione per i giovani e per lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali, inoltre ha un ruolo centrale per il clima, per la tutela della biodiversità e per offrire soluzioni innovative per il resto dell’agricoltura.
“L’impegno unitario delle associazioni del bio ha consentito di ottenere un grande risultato che, nonostante gli innumerevoli attacchi strumentali e gli argomenti utilizzati per screditare la biodinamica e cercare d’indebolire tutto il settore del biologico, ha permesso di approvare il testo di legge. Questa norma, attesa da oltre 15 anni, è essenziale per sostenere la conversione agroecologica, consentendo anche all’Italia di avvalersi del sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata per far crescere il settore sia in termini di produzione che di consumi. Grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell’intero comparto agroalimentare. L’Italia ha una forte vocazione al biologico, che va incrementata e valorizzata con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e comunicazione per continuare ad essere leader tra i Paesi europei che stanno investendo fortemente in questa forma di agricoltura che tutela l’uomo e l’ambiente, oltre a creare concrete opportunità di occupazione per i giovani e le donne”, hanno sottolineato FederBio, AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio. […]
3 marzo Giornata Mondiale della Natura
federbioGiornata Mondiale della NaturahomeMammucciniFederBio: l’agricoltura biologica alleata strategica per la tutela delle specie vegetali e animali
Bologna, 2 marzo – In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla Natura, che quest’anno ha l’obiettivo di far comprendere l’importanza delle specie selvatiche e di evidenziare le azioni da mettere in atto per garantire il buono stato dei nostri ecosistemi, FederBio sottolinea il ruolo determinante della transizione agroecologica per il mantenimento dell’equilibrio degli habitat naturali.
L’adozione di pratiche agricole biologiche contribuisce, infatti, a preservare la fertilità dei suoli e la biodiversità, favorendo contemporaneamente la mitigazione dei cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente, il benessere degli animali e lo sviluppo rurale. Il ruolo dell’agricoltura biologica a salvaguardia degli ecosistemi si rivela di estrema rilevanza se messo in relazione al Rapporto ONU 2019, che ha coinvolto per 3 anni 150 esperti provenienti da 50 nazioni. Lo studio lancia un allarme globale: nei prossimi decenni fino a un milione di specie vegetali e animali sarà a rischio estinzione. Circa un ottavo degli 8 milioni di specie presenti sulla Terra è dunque destinato a scomparire a causa delle conseguenze dell’impronta impressa dall’uomo sugli ecosistemi, tra cui metodi di sfruttamento delle terre e delle risorse naturali come l’agricoltura intensiva e l’uso di pesticidi. Finora sono già state alterate tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e metà di quelli di acqua dolce.
“L’agricoltura biologica, che si basa su pratiche agronomiche a basso impatto e non utilizza pesticidi e sostanze chimiche di sintesi, favorisce l’incremento degli habitat a supporto della biodiversità e garantisce la fruizione dei servizi ecosistemici indispensabili per l’uomo e la sua sopravvivenza. La varietà di specie è fondamentale per l’agricoltura e la produzione alimentare perché è dalla diversità che si attivano connessioni e interazioni in grado di creare agroecosistemi dinamici, produttivi e sostenibili. Diversi studi dimostrano come l’agricoltura biologica contribuisca a garantire e a incrementare la diversità genetica e di specie sia vegetale che animale. Ecco perché in occasione della Giornata Mondiale della Natura vogliamo sottolineare l’urgenza e l’importanza della transizione verso sistemi agricoli sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale”, ha affermato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. […]
È on line Guida Bio 2022
guidabiohomevino biologico
È on line la nuova edizione di Guida Bio, il primo e unico format nel panorama nazionale a occuparsi solo ed esclusivamente di prodotti derivanti da agricoltura Biologica certificata o in conversione.
Giunta ormai alla terza edizione la consultazione della Guida al Vino resta completamente gratuita per tutti, dalle aziende ai winelovers che mediante il nostro portale avranno sempre un occhio attento e vigile sul mondo del biologico. “Tantissime le difficoltà che abbiamo dovuto fronteggiare in questi dodici mesi, ma queste non ci hanno tolto entusiasmo e voglia di fare. La guida è cresciuta in maniera esponenziale, oltre 500 aziende presenti con oltre 2000 vini degustati e recensiti”. Queste le parole del direttore e ideatore Antonio Stanzione che prosegue: “il nostro è un progetto ambizioso e su larga scala, che debutta con la presentazione della Guida Vino 2022 alla quale seguirà, nei prossimi mesi anche la guida all’Olio Extravergine di Oliva Bio 2022, curata da Alessandro Brizi. Tutte le nostre guide – prosegue – nascono con l’intento di valorizzare le scelte green ed ecosostenibili del mondo enologico e di altri comparti della produzione agricola”.
L’agricoltura biologica è una sfida difficile, ma è anche un percorso di responsabilità nella produzione dei beni, nella salvaguardia delle opportunità delle generazioni future e nella sostenibilità ambientale e dei processi di lavorazione. Oggi sempre più produttori sono coinvolti in questo mondo, spinti da motivazioni di carattere ambientale, sociale e di tutela del consumatore. Quest’ultimo poi è un attore sempre più attento alla provenienza delle materie prime, alla certificazione dell’origine e alla qualità dei procedimenti di trasformazione di queste. Bio quindi è consapevolezza, etica, lungimiranza, rispetto e qualità.
Guida Bio nasce col proposito di unire e raccontare i prodotti e le esperienze di quanti hanno deciso di intraprende questa strada, con recensioni di vini, oli extravergine e aziende che hanno abbracciato tale condotta agricola attraverso l’adesione a rigidi disciplinari di certificazione. Inoltre è un’idea editoriale innovativa giacché una particolare attenzione sarà riservata all’estetica dei prodotti, con la premiazione dell’etichetta più accattivante. La sezione Vino che presentiamo oggi, annovera tutti i vini presenti classificati secondo un punteggio in foglie da 2 a 5. Tra questi, le etichette che, più di altre, si sono particolarmente distinte, sono state premiate con la nostra menzione speciale della foglia d’oro.
Guida Bio è consultabile gratuitamente su www.guidabio.it. Un portale sempre attento e vigile sul mondo del Bio; una visione dinamica di tutte le tematiche che riguardano la bioagricoltura con interviste, curiosità e approfondimenti su ciò che sta più a cuore al consumatore, ivi inclusa una sezione dedicata alla cucina, con tante ricette abbinate ai prodotti recensiti. […]
FONTE: Redazione Guida Bio
“Caro premio Nobel, ecco i limiti della scienza in agricoltura” - lettera aperta di Giacomo Sartori.
agricoltura biodinamicabiodiversitàhomeSuoloLettera aperta al premio Nobel Giorgio Parisi da un agronomo e scrittore a proposito del dibattito sulla legge sul biologico e sull’agricoltura biodinamica.
Gentile professore,
sono un agronomo che si è occupato per qualche decina di anni di suoli, a mezzo tra ricerca e cartografia, e alla luce della mia esperienza vorrei farle presente alcune considerazioni, che spero potranno aiutarla a riflettere sulle specificità dell’agricoltura. E forse a farle nascere la curiosità di documentarsi meglio su questa attività che è intrinsecamente legata alla natura. E magari perfino a ripensare almeno in parte le sue affermazioni e prese di posizione a proposito dell’agricoltura biodinamica. Un qualsiasi campo coltivato, con qualsiasi tecnica, è un sistema che pur essendo molto più semplice di un ambiente naturale (gli attori sono meno numerosi), è estremamente complesso, ed estremamente variabile nel tempo e nello spazio (anche a distanze molto ravvicinate). Un sistema del quale allo stato attuale sappiamo molto poco. Sappiamo pochissimo in particolare della sostanza organica presente nel terreno, delle sue forme, dei suoi legami con la frazione minerale, del suo modo di degradarsi.
Alcune ricerche dell’ultimo decennio mettono in discussione radicalmente i fondamenti che sono stati ritenuti validi per due secoli, senza però dare ancora un convincente quadro complessivo. Quando questo comparto è la chiave della fertilità chimica (perché cede elementi alle piante) e fisica (è fondamentale per mantenere una buona organizzazione spaziale e per trattenere l’acqua). Ed è fondamentale per lo stoccaggio del carbonio (la quantità presente nei suoli a livello planetario è tre volte quella contenuta nella vegetazione) che, come sa meglio di me, ha un ruolo essenziale negli equilibri che regolano l’effetto serra. In pochi grammi di suolo, lo si dice sempre, ci sono miliardi di microrganismi, di migliaia di specie differenti. Che sono essenziali per il suo funzionamento, a cominciare dal ciclo degli elementi. Certo le tecniche molecolari disponibili da qualche decennio permettono finalmente di mettere in naso in questo ginepraio, ottenendo buone informazioni su alcune funzionalità d’insieme, ma quando mai avremo dei dati dettagliati, che ci permetterebbero di capire perché in un dato sito si ritrova un determinato pool, che lavora in un modo, e qualche metro più in là le cose sono completamente differenti? E che dire dei virus, che sembrano essere fondamentali per la mortalità dei batteri, dei quali conosciamo poco o niente?
E che dire della fauna del suolo? A cominciare dai lombrichi, dei quali il geniale Darwin ha riconosciuto molto presto il ruolo fondamentale (erano considerati nocivi). Sappiamo qualcosina di qualche specie (sono centinaia, ciascuna con la sua ecologia), ma il più delle volte sono informazioni molto parziali ottenute in laboratorio, lontane dalla complessità della realtà, dalla sua estrema variabilità spaziale. Che lombrichi ci sono nei campi italiani, quali rapporti hanno con i vari ambienti, con i vari microambienti e microclimi, con gli interventi dell’uomo? Che impatto hanno le varie tecniche agronomiche sulle varie specie? Nessuno può rispondere.
Diventa maledettamente complicato provare a mettere assieme i vari linguaggi e le varie informazioni specialistiche. Un bravo ricercatore che si è occupato per tutta la vita di carabidi, e quindi ha ottenuto un discreto dominio delle specie presenti nel territorio geografico di sua competenza (il che non vuol dire conoscere il comportamento di ognuna), poco sa degli altri coleotteri, e ancora meno degli altri animali. E la maggior parte dei microbiologi non sanno in genere nulla degli organismi superiori, ai quali la microflora è legata, e spesso nemmeno degli ecosistemi che studia. E nulla della frazione minerale. […]
FONTE
TESTATA: Dissapore
AUTORE: Dario De Marco
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 febbraio 2022
Crescita record del bio, ma in Italia urge approvare la legge
agricoltura biologicafederbiohomelegge sul bioMammucciniIl report “The World of Organic Agricolture 2022” pubblicato la scorsa settimana dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL in collaborazione con IFOAM, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale, certifica una nuova crescita per il biologico nel 2020.
Questo il commento di Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio:
“Anche se la Francia sta crescendo a un ritmo più sostenuto, l’Italia continua a mantenere la leadership europea sia come numero di produttori che come percentuali di superficie coltivata. Il boom delle vendite di prodotti conferma come il biologico possa davvero essere il motore di rilancio dell’intero sistema agroalimentare. È necessario però investire a livello nazionale per aumentare i consumi interni che crescono in misura inferiore rispetto agli altri Paesi. Occorrono perciò politiche e un quadro normativo adeguato a sostenere la conversione agroecologica, oltre a investimenti in ricerca, innovazione, formazione. Per non perdere il ruolo di primo piano in un settore che ci vede già naturalmente vocati diventa quindi prioritaria la promulgazione della Legge sul bio, che dopo essere stata modificata il 9 febbraio dalla Camera deve adesso tornare in Senato per la definitiva approvazione. Ci auguriamo che si arrivi in tempi molto stretti alla definitiva approvazione di questa norma fondamentale per supportare la transizione ecologica e sostenere il futuro stesso dell’agricoltura italiana”.
Con 2,1 milioni di ettari, 102mila in più rispetto al 2019, l’Italia si conferma il terzo Paese in UE come superficie coltivata a biologico, la precedono Spagna (2,4 milioni di ettari) e Francia (2,5 milioni di ettari). Globalmente le superfici bio in Ue hanno raggiunto i 14,9 milioni di ettari globali. Il nostro Paese mantiene il primato come numero di produttori biologici attivi (71.590), seguono la Francia con 53.255 e la Spagna con 44.493. L’Italia brilla anche come incidenza di superficie bio sul totale 16,6 %, la più elevata in Ue che ha raggiunto una media del 9,2%.
L’andamento del mercato bio fa registrare un incremento record del 15,1%, raggiungendo un valore delle vendite al dettaglio di 44,8 miliardi di euro in UE che diventano 52 miliardi di euro considerando l’intera Europa. L’Unione europea diventa così il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti. […]
FONTE
TESTATA: Green Planet
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 febbraio 2022
La lettura italiana della riforma della PAC
agricoltura biologicahomePACDOVE:
Evento on line
QUANDO:
Giovedì 24 febbraio 2022, h. 11.00
INFO E CONTATTI:
Presentata Sana Slow Wine Fair 2022, l’appuntamento per “un vino che non è soltanto Pil, ma economia relazionale e simbolo della transizione ecologica”
BolognaFierefederbioMammucciniSlow Foodslow wine coalitionSlow Wine FairIn programma a BolognaFiere dal 27 al 29 marzo, presenti 500 cantine espositrici per una tre giorni di incontri, degustazioni e MasterClass
Una manifestazione che esce dai soliti schemi fieristici: è ambiziosa e rappresenta, anche per il settore vitivinicolo, il primo passo concreto di quella transizione ecologica che caratterizzerà i prossimi decenni. Così è stata presentata questa mattina Sana Slow Wine Fair, primo incontro internazionale della Slow Wine Coalition, in programma a Bologna dal 27 al 29 marzo 2022. Sana Slow Wine Fair nasce dal connubio tra la trentennale esperienza di BolognaFiere nel mondo del biologico con il Salone Internazionale SANA e lo storico impegno di Slow Food sui temi della biodiversità e della sostenibilità ambientale.
L’evento è organizzato da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, in partnership con FederBio e Confcommercio Ascom Bologna, il supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’ICE (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane). Per questo appuntamento sono state selezionate 500 cantine provenienti da 18 Paesi che, nella tre giorni bolognese, avranno l’opportunità di incontrare migliaia di operatori del settore e stringere nuove collaborazioni.
All’aspetto fieristico, Sana Slow Wine Fair unisce un’impronta fortemente contenutistica: protagonista della fiera non è, genericamente, il vino, bensì un certo tipo di vino. Che sia buono, pulito e giusto, cioè che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, la cui produzione non impatti sul paesaggio in cui si inserisce, e che sia motore di crescita economica grazie al rapporto virtuoso instaurato dalla cantina con i propri dipendenti e con le comunità con essa interagisce.
Alla conferenza stampa ha preso parte anche Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, secondo cui «ci sono cose che non si possono misurare con i dati: penso al valore sociale delle osterie o al vino, che non è soltanto Pil o un prodotto da piazzare sul mercato, ma cultura».
«Il vino può essere un profondo motore di cambiamento – ha aggiunto Domenico Lunghi, Direttore Business Unit BolognaFiere Spa – e siamo sicuri del fatto che le cantine selezionate abbiano caratteristiche uniche. Non soltanto la capacità di produrre un buon vino, ma anche il loro essere sostenibili sotto l’aspetto ambientale, paesaggistico e sociale».
Per Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, «con questa iniziativa si rafforza la collaborazione con Slow Food sancita dal Protocollo firmato due anni fa insieme a BolognaFiere. I tre pilastri del Manifesto Slow Food per il vino buono pulito e giusto – sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale e culturale delle campagne –, sottoscritto anche da FederBio, rappresentano il fondamento del vino biologico che unisce al valore dell’identità territoriale delle denominazioni d’origine del nostro Paese quello del rispetto dell’ambiente, della biodiversità e della salute, con l’unico logo certificato dall’Unione Europea che premia il lavoro di tanti produttori riscontrando un sempre maggior spazio di mercato».
Sana Slow Wine Fair si apre con un’anteprima di tre convegni internazionali online il 22, 23 e 24 marzo per consentire la più ampia partecipazione possibile del pubblico e il confronto con il maggior numero di delegati dall’Italia e dall’estero. Il via ufficiale è previsto domenica 27 marzo in presenza a BolognaFiere. Ad aprire la manifestazione del vino buono, pulito e giusto un’assemblea plenaria in cui sono rielaborati in un documento unico i temi discussi durante gli incontri online, sintesi della rivoluzione nel mondo del vino che la Slow Wine Coalition desidera portare avanti. L’accesso alla parte espositiva nei tre giorni è riservato agli operatori del settore, ad esclusione della domenica pomeriggio quando la fiera è aperta a tutti gli appassionati, che potranno accedere anche lunedì e martedì, iscrivendosi a una delle 9 masterclass in programma.







