Agricoltura biologica, Ministro Bellanova firma il Decreto Rotazioni

Il ministro Teresa Bellanova ha firmato, nei giorni scorsi e dopo il via libera dalla conferenza Stato-Regioni, il cosiddetto “Decreto Rotazioni”, provvedimento molto atteso dalle aziende impegnate nell’agricoltura biologica e che punta a fare chiarezza su uno degli aspetti centrali del metodo biologico, quello degli avvicendamenti colturali.
“Abbiamo accelerato l’emanazione del Decreto per dare le giuste certezze agli agricoltori che devono pianificare la propria attività – dice la Ministra Bellanova – Considerata la complessità del tema, è stato infatti un provvedimento a lungo discusso con le Regioni e le rappresentanze del settore”.

“L’Italia – prosegue la Ministra – pur nel rispetto delle peculiarità territoriali, si è dotata di norme chiare e trasparenti a livello nazionale in materia di rotazioni in agricoltura biologica, fornendo ulteriori garanzie ai consumatori che fino ad oggi hanno costantemente premiato il biologico italiano. Un settore che negli ultimi anni fatto registrare una costante crescita, come testimonia l’incremento dei terreni destinati a queste coltivazioni, e che rende il nostro Paese leader europeo per numero di operatori biologici. Adesso, e proprio per questo abbiamo prorogato al 31 maggio i termini di partecipazione ai bandi per le mense biologiche, dobbiamo fare di tutto perché l’emergenza sanitaria in corso non metta a repentaglio i successi raggiunti. E approvare presto la legge sul biologico”.

Agricoltura biologica in Italia
Secondo i dati elaborati dal Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), ultimi disponibili quelli relativi al 2018, in Italia le superfici biologiche raggiungono quasi i due milioni di ettari, con un incremento rispetto al 2017 di quasi il 3%, ovvero 49 mila ettari in più in soli 12 mesi: una crescita non solo in termini di superfici ma anche di soggetti coinvolti nel settore, che hanno raggiunto le 79.000 unità, con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 4%. Dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%.
L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della Sau nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media Ue, che nel 2017 si attestava al 7,0. Altrettanto importante l’evoluzione del settore relativamente ai consumi, che crescono da cinque anni (dati Ismea) senza soluzione di continuità, registrando un aumento del +102% rispetto al 2013.

 

Fonte: Ufficio stampa Ministro Teresa Bellanova


Meno ma meglio, vino alla sfida del Bio

Anche in brik, soprattutto se abbinato al vitigno autoctono e a formati più piccoli e comodi il bio può diventare valore aggiunto per il vino.

“Sono proposte in questo momento ben accettate dal consumatore, che tendenzialmente beve meno ma meglio”, spiega Paolo Galassi, amministratore delegato di Due Tigli. Nel 2019 sono stati venduti più di 800 mila pezzi di Sancrispino Bio, con una crescita del 13% sul 2018. Anche Caviro investe in questo segmento su cui lavora da diversi anni, specialmente all’estero e nei mercati nord europei. La novità 2020 è il Tavernello bio in brik (vino da tavola amato da 4 milioni di consumatori, leader del segmento con oltre 34% di quota, 80 milioni di fatturato alle casse della gdo all’anno). La scelta di ampliare la gamma -fa sapere l’azienda è determinata dalla richiesta crescente del mercato per questi vini, che è possibile soddisfare lavorando con le cantine e i viticoltori delle zone più vocate. Ma Caviro aveva pronto per il Vinitaly un’altra novità, il Tavernello senza solfiti aggiunti, che punta a intercettare la crescente domanda di prodotti salutistici. Nella Gdo da anni si sta assistendo del resto a una flessione nelle vendite con un’offerta però più qualitativa. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’evoluzione del consumatore, passato dalla quantità alla qualità, anche se non necessariamente a denominazione di origine – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere-. Questa tendenza si riflette anche negli acquisti in grande distribuzione”.

I vini bio crescono a doppia cifra nella Gdo. Nei primi otto mesi del 2019 hanno raggiunto 35,2 milioni di euro, con un aumento esponenziale del 363% rispetto al  2016 (Fonte: Osservatorio Bio Nomisma). La cifra è ancora limitata se si pensa che nella Gdo si vendono 619 milioni di litri dì vino italiano per un valore di I miliardo e 902 milioni di euro (dato 2018). I produttori bio chiedono dunque un maggiore impegno della Gdo.

“Fatico a vedere che il retail italiano sia realmente interessato al bio -dice Angela Velenosi, titolare della Velenosi, cantina di Ascoli Piceno nata nel 1984- nella Mdd ha poi un peso deludente. Non c’è disponibilità del buyer a pagarlo di più e a riconoscere il lavoro che c’è dietro. Tutti parlano di sostenibilità, c’è attenzione, che poi non si traduce concretamente nei fatti. Ma noi insistiamo”. Inoltre con un’incidenza pari al 15,8%, l’Italia è il primo Paese per quota di vigneto biologico sulla superficie vitata totale. A scaffale i vini biologici rimangono ancora poco rappresentati. “Il consumatore ha bisogno di essere guidato tra gli scaffali attraverso un percorso chiaro e preciso -suggerisce Luisa Marinoni, responsabile marketing Cavit-. Altri accorgimenti potrebbero essere il coinvolgimento di una persona competente che presidi costantemente la zona vini oppure l’utilizzo di tecnologie innovative”. Da registrare, fra l’altro, la recente partnership firmata tra FederBio e l’Unione Italiana Vini.

“La coltivazione biologica viene identificata sempre di più come un metodo avanzato che contribuisce a esaltare la qualità dei vini, in particolare quando parliamo di vini legati al territorio, anche nelle piccole denominazioni. Data la complessità e la vastità degli obiettivi di sviluppo della vitivinicoltura biologica e biodinamica nazionale, è importante attivare forme di collaborazione e sinergie come quella con l’Unione Italiana Vini. Questo accordo intende preservare e migliorare la qualità dell’ambiente rurale e rafforzare la capacità competitiva e d’innovazione delle imprese italiane del settore attraverso lo sviluppo dell’agricoltura biologica”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio. […]

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TESTATA: Mark Up
AUTORE: Daniele Colombo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Aprile 2020



Biologico, una comunicazione da alimentare

Dai retailer ai brand, dagli specialisti ai generalisti: ecco come la “foglia verde” prova a farsi spazio crescente in strategie di marketing nel food. Guardando specificatamente all’alimentare, le vie sono due. Da un lato si fa rientrare il biologico all’interno di un più ampio progetto di sostenibilità. Dall’altro, si cerca di fare di quest’ultimo un valore unico e distintivo in virtù di un know-how di lunga data sul tema. È questa la via prediletta di retailer e brand specialisti. Se la formula del blog/magazine sembra abbastanza sfruttata dagli specialisti del mondo bio, le specificità dei singoli social sembrano esserlo meno. La tendenza è quella di replicare gli stessi contenuti su Facebook e Instagram, senza differenziare in base alla specificità delle piattaforme e dei relativi obiettivi. Quello del bio ai social pare nel complesso un approccio ancora poco maturo e che richiede senz’altro di essere migliorato. “Nel bio, per quanto riguarda la comunicazione, abbiamo un mondo spaccato in due. L’importanza degli investimenti dipende dal posizionamento”, ci spiega Roberto Pinton, coordinatore tecnico di Assobio: “Ci sono aziende specializzate che si affidano a una comunicazione classica stradale e cartellonistica per rinvigorire il marchio, chi interviene più sui volantini della gdo e chi investe in campagne tv e stampa importanti. Nel complesso per la maggioranza prevale ancora il settore fieristico, dove le gamme, sempre più ampie, possono essere presentate in modo approfondito ai professionisti”. Per crescere molti piccoli brand del bio preferiscono guardare a nuovi mercati emergenti come quello della Cina benestante, che apprezza il bio di importazione italiano, anziché al mercato interno, dove il tentativo di allargare quote e percentuali richiederebbe sforzi significativi con minori garanzie di successo. Diversa è la prospettiva del mondo generalista sia nell’industria che nel retail. A fronte di una marca privata che nel comparto assume un rilievo sempre più significativo (42% delle vendite bio in gdo secondo Nomisma). […]

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TESTATA: Mark Up
AUTORE: Chiara Bertoletti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Aprile 2020



Biologico e Covid-19. Un questionario agli agricoltori per individuare priorità di azione e provvedimenti necessari

Roma, 10 aprile 2020. Tenuta finanziaria, preoccupazioni, azioni di mitigazione dell’impatto, richieste alle Istituzioni: è su questi temi che si focalizza il questionario online elaborato da Firab- Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura e promosso da AIAB, AssoBiodinamica, FederBio. Uno strumento di indagine necessario per avviare risposte adeguate alle difficoltà economiche, produttive e sociali imposte dalla crisi sanitaria e dal lockdown.  “L’emergenza sanitaria, economica e sociale prodotta dalla pandemia Covid-19 sta mutando in profondità l’organizzazione produttiva e il quadro delle relazioni che ne discendono”, spiegano le associazioni del bio. “La magnitudo dei cambiamenti in atto è di una scala inedita e ancora difficile da comprendere, come dimostra la frenesia con cui le istituzioni nazionali e sovranazionali vanno elaborando risposte per mitigarne l’impatto sulla salute pubblica, sul tessuto imprenditoriale e sulla tenuta occupazionale e civile”.

Diventano quindi urgenti risposte adeguate e tarate sulla specificità degli effetti generati, di cui è opportuno rilevarne natura e intensità. Per offrire un quadro di intervento coerente ed efficace rispetto alle esigenze, vanno dunque predisposti strumenti conoscitivi capaci di rilevare la profondità dei danni prodotti dalla pandemia e di far emergere le priorità di azione.

Il questionario è online a questo link. AIAB, AssoBiodinamica, FederBio e FIRAB ne promuovono la diffusione con il fine di trarre indicazioni sulle priorità di intervento e di pervenire alla formulazione di un pacchetto di provvedimenti tempestivi e mirati che permettano un rapido ed efficace ripristino della vitalità del settore biologico italiano. Tutte le aziende biologiche e biodinamiche italiane sono invitate a fornire il proprio contributo conoscitivo a vantaggio della comunità bio nazionale e delle collettività.

UFFICIO STAMPA


FederBio

Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936

Cambia la Terra

Simonetta Lombardo
s.lombardo@silverback.it
M +39 3351332456



L'alleanza FederBio-Bioland per la promozione del biologico nel mercato Ue

In queste settimane  FederBio e il socio BIOLAND Sud Tirolo hanno definito il comune intento di rafforzare la collaborazione non solo in ambito nazionale, ma anche con l’associazione “madre” tedesca, per fare rete e sviluppare iniziative condivise rivolte principalmente ai cittadini e agli agricoltori dei rispettivi Paesi. Una delle iniziative consiste nella presentazione di un nuovo programma di promozione dei prodotti biologici nel mercato interno bandito dalla Ue, il cui obiettivo prioritario è la realizzazione e il cofinanziamento di attività informative e promozionali a carattere istituzionale con eventi nelle principali città, oltre che lo sviluppo di azioni comuni fra Italia e Germania per i produttori soci delle rispettive organizzazioni.

BIOLAND (www.bioland.de) è un’organizzazione tedesca del settore biologico che ha quasi 50 anni di storia e associa attualmente circa 8.000 agricoltori biologici e ha come partner un migliaio di trasformatori e distributori collegati in filiera rispetto ai propri standard e al proprio sistema di servizi agli agricoltori biologici certificati:  un modello che stiamo studiando per adattarlo alla realtà italiana. Il Presidente di BIOLAND Jan Plagge è anche l’attuale Presidente di IFOAM EU.

 


Il biologico accende la speranza

Covid 19 – AssoBio suggerisce nuovi contratti a termine per rispondere ai picchi di lavoro e ribadisce l’importanza di pagamenti giusti e puntuali verso gli operatori agricoli.

AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali, a fronte della gravissima emergenza in atto, se da un lato osserva che ci sono aree in grande difficoltà, specialmente per quanto riguarda il mondo della ristorazione e delle mense, che attualmente sono costrette all’utilizzo della cassa integrazione, dall’altro constata che sempre più consumatori utilizzano e apprezzano la qualità delle filiere biologiche italiane con conseguente aumento della produzione e delle vendite. Fatta salva la particolare attenzione che deve essere rivolta alla salute dei lavoratori, fornendo presidi sanitari adeguati, Assobio consiglia di utilizzare tutte quelle iniziative di job rotation che aiutano a non appesantire il lavoro di chi si trova in prima linea, grazie alla disponibilità, all’impegno e al coraggio dei quali è possibile mantenere questo servizio indispensabile alla nostra società.
Oltre ad una collaborazione fra i vari reparti delle aziende, è indispensabile che, specialmente nei punti vendita, si cerchi di limitare il più possibile il formarsi di assembramenti, deleteri per il rischio di contagio, con orari adeguati alle necessità dei consumatori. “Per fare questo e per evitare stress eccessivi e non sopportabili da parte dei lavoratori – sostiene il presidente Roberto Zanoni – si suggerisce l’inserimento di giovani, magari a tempo determinato, per ricoprire ruoli che integrano e alleggeriscono il lavoro degli altri operatori”.
In questo modo si potrà contribuire a creare nuovi posti di lavoro, anche se solo temporanei, in un momento di grande incertezza occupazionale.
“Una particolare attenzione sarà rivolta anche alla filiera agricola, garantendo pagamenti puntuali e il giusto prezzo a tutti gli operatori che coraggiosamente continuano a garantirci l’approvvigionamento alimentare” aggiunge Roberto Zanoni. L’individuazione del prezzo giusto dei prodotti biologici per la salvaguardia di aziende agricole e
consumatori è un tema caro ad Assobio. Per assicurare un futuro prospero alla filiera del biologico e garantire al consumatore un prodotto sano e sicuro, è necessario salvaguardare prima di tutto gli agricoltori. Il fatto che ciò venga sostenuto da Assobio non è sorprendente per chi vuole indirizzare in modo coerente i processi produttivi del biologico, sostenere il mercato e proteggere l’ambiente. Gli agricoltori devono essere messi nelle condizioni di lavorare serenamente ed essere adeguatamente compensati, specialmente in questo momento in cui è divenuta complessa l’esportazione e sono stati vietati i mercati locali. E’ determinante per il futuro del biologico e del
pianeta pagare in modo corretto chi produce in maniera coerente.

 

Fonte: Ufficio Stampa AssoBio


Covid-19: il settore agribio rischia di scomparire. I canali di vendita per gli agricoltori sono quasi del tutto bloccati

Se continua così, tra le tante vittime del coronavirus rischia di esserci anche il settore agribio italiano. L’allarme viene lanciato da Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, l’associazione che raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico. “I problemi principali in questa emergenza sono legati al moltiplicarsi delle difficoltà di vendita da parte degli agricoltori. Il decreto Cura Italia non ha vietato i mercati rionali, sbocco principale dei produttori bio, ma molti sindaci sono intervenuti vietando i mercati all’aperto. E così molte aziende, soprattutto quelle che producono il prodotto fresco che hanno come canale principale il mercato, stanno rischiando di buttare via tutto il raccolto”, spiega Mammuccini.

Il settore soffre forse più di altri. “Le aziende bio che lavorano con la ristorazione pubblica, come mense aziendali e scolastiche, sono ferme; è tutto chiuso e non hanno sbocco nemmeno nei mercati che assorbono il prodotto. Per non parlare dei produttori in zone collinari di qualità, quelli che rifornivano i ristoranti con prodotti come formaggi e salumi: anche qui, la ristorazione è chiusa e tutto si è fermato”. Altri aspetti riguardano chi lavora per l’agriturismo, per le fattorie didattiche. “Semplicemente non lavorano, come chi ha a che fare col vino”, commenta Mammuccini. Una parziale consolazione arriva dalla grande domanda di prodotto agroalimentare anche biologico, che viene smaltita dalla Gdo, il cui trend delle vendite, da gennaio al 22 marzo 2020, è aumentato del 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2019: nel periodo pre-covid, ossia dal primo gennaio 2020 al 16 febbraio faceva +4,1%, performando comunque meglio rispetto a quanto registrato nella coda 2019; nel periodo post-covid, ossia dal 17 febbraio al 22 marzo 2020 è schizzato a +20,1%.

“Ma il mercato della Gdo valorizza solo le aziende più grandi: chi lavora sulla qualità, i distretti di filiera corta, sono in difficoltà”, spiega Mammuccini. Sul cosa fare la presidente è decisa. “Scriviamo all’Anci, l’associazione nazionale dei comuni, per riaprire i mercatini rionali. Ma stiamo anche raccogliendo le principali criticità per provvedimenti strutturali da prendere, in modo da poterne parlare al governo. Questa è una crisi economica senza precedenti che necessita di interventi mirati per singole specificità, almeno nel nostro caso. C’è bisogno subito di manodopera per le aziende ortofrutticole che non riescono a raccogliere il prodotto”, spiega.

L’ altro capitolo, ugualmente importante per il futuro del settore, è quello della legge sul biologico, ferma in parlamento dal 2018. “Abbiamo bisogno di investimenti per ricerca, innovazione e formazione, in modo da rafforzare le produzioni bio e innovare un settore che può essere traino anche per il resto dell’agricoltura. E abbiamo bisogno di interventi strategici per fare sistema”, sottolinea Mammuccini. D’altra parte oggi il biologico rappresenta il 20% della superficie coltivata in Italia con due milioni di ettari ed è diventato in pochi anni uno dei dieci maggiori paesi produttori di cibo biologico a livello mondiale. “Con 79 mila operatori biologici l’Italia è prima in Europa per numero di occupati nel settore. Dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata nel nostro paese sono aumentati di oltre il 75% e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%. Dal 2013 a oggi i consumi cono cresciuti del 102% per un mercato che ha oltrepassato i 6 miliardi di euro di vendite, di cui oltre 2 miliardi solo per l’export, cresciuto negli ultimi dieci anni del 597%”, spiega Mammuccini.

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TESTATA: EFA News
AUTORE: Clara Moschini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 Aprile 2020



Le piccole aziende agricole vanno a picco

La chiusura dei mercati all’aperto a causa del corona virus ha paralizzato 450 realtà produttive non legate alla grande distribuzione. «È tutta la settimana che ricevo telefonate di agricoltori che hanno il prodotto pronto per i mercati e invece sono costretti a buttarlo via». Si sfoga così al telefono Marco Boschetti, direttore del Consorzio agrituristico mantovano che associa 450 aziende agricole familiari, la metà delle quali partecipano ai 30 mercati contadini organizzati in vari paesi del mantovano, ma anche a Milano. «Da quando la regione Lombardia il 21 marzo scorso», ricorda Boschetti, «ha disposto la sospensione sino al 15 aprile di tutti i mercati all’aperto, compresi quelli contadini, perdiamo 10 mila euro a settimana. Le aziende agricole sono allo stremo; dure e pesanti saranno le conseguenze economiche per le aziende agricole che portano i prodotti ai mercati contadini, avendo impostato coltivazioni e allevamenti per la vendita diretta. Ci devono permettere di aprire nuovamente con tutte le dovute cautele. Anche noi forniamo un servizio primario per la popolazione».

A sollecitare con forza la loro riapertura vi sono anche l’Associazione rurale italiana e FederBio. Quest’ultima attraverso una nota del presidente, Maria Grazia Mammuccini, chiede «perché i mercati all’aria aperta, probabilmente meno esposti dei supermercati alla diffusione del virus, non possano avere in pochi giorni norme di sicurezza compatibili con la situazione. Tutto ciò per evitare che una buona parte dei 60 mila agricoltori biologici, come anche il resto delle aziende agricole, sia costretta a chiudere».

È possibile e fattibile riorganizzare i mercati contadini secondo le nuove direttive del governo sulla lotta al contagio. La Coldiretti, chiede una radicale semplificazione del voucher «agricolo» che possa consentire ai cassaintegrati, studenti e pensionati italiani di svolgere dei lavori nelle campagne. Critica è anche la situazione dei dispositivi di protezione a disposizione degli agricoltori. Secondo Cia-Agricoltori «serve una mascherina al giorno per 1.300.000 agricoltori italiani. Questo è il fabbisogno dei lavoratori autonomi e dei loro dipendenti che non possono fare smart working, ma vogliono continuare a produrre e assicurare, ora più che mai, cibo sano e fresco a tutte le famiglie italiane». […]

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TESTATA: Il Manifesto
AUTORE: Giorgio Vincenzi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 Marzo 2020



Biologico, l’elenco dei mezzi tecnici utilizzabili è on line

L’Italian Input List comprende tutti i mezzi tecnici utilizzabili nel biologico conformi agli standard FederBio-FiBL

Da lunedì 30 marzo, è ufficialmente disponibile il primo elenco pubblico online di mezzi tecnici ammessi in agricoltura bio conformi agli standard condivisi tra FederBio e FiBL, l’Istituto svizzero leader in materia di ricerca e di consulenza in agricoltura biologica.
L’istituto di ricerca considera sia i requisiti europei che le norme nazionali ed eventuali criteri aggiuntivi per l’utilizzo dei mezzi tecnici formulati in base alle peculiarità e alle esigenze nelle diverse aree geografiche.

Contenere le contaminazioni

L’Input List italiana rappresenta un supporto importante per i tecnici e gli agricoltori del settore biologico perché consente di ridurre le eventuali contaminazioni relative a prodotti che contengono sostanze non autorizzate e non dichiarate in etichetta, come fosfiti e matrina. I rinvenimenti di tracce di sostanze “indesiderate”, infatti, non rischiano solo di incrinare la fiducia del consumatore, ma determinano anche automaticamente il declassamento di questi prodotti a “non biologici” con grave danno per gli agricoltori onesti. L’elenco dei mezzi tecnici aumenta la trasparenza e promuove un approccio armonizzato e olistico sulla valutazione degli input utilizzabili in agricoltura biologica.

FiBL, ricerca e innovazione

FiBL è uno dei principali istituti di ricerca in agricoltura biologica al mondo. I suoi punti di forza sono la ricerca interdisciplinare, l’innovazione in collaborazione con gli agricoltori e il settore alimentare, i progetti di sviluppo orientati alle soluzioni nonché la rapidità di trasferimento delle conoscenze, dalla ricerca all’applicazione pratica. Dispone di competenze in tutti i campi dell’agricoltura biologica: gestione del suolo, produzione vegetale, mezzi tecnici per l’agricoltura biologica, salute e benessere degli animali d’allevamento, aspetti socioeconomici, trasformazione degli alimenti biologici, e analisi approfondite del mercato biologico. Da molti anni è impegnato anche a livello internazionale in seno alla Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica IFOAM – Organics International.

FederBio, la filiera del biologico

FederBio  è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di Ifoam e Accredia, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico e garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni. […]

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TESTATA: Terra è vita
AUTORE: Guido Trebbia
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Marzo 2020



“Italian Input List”: da oggi on-line l’elenco dei mezzi tecnici utilizzabili in agricoltura biologica conformi agli standard FederBio-FiBL

Nel sito www.mezzi-tecnici-bio.it si può consultare la prima lista di mezzi tecnici impiegabili in agricoltura biologica conformi agli standard definiti da FederBio, la Federazione del biologico e biodinamico italiano e da FiBL, l’Istituto svizzero di ricerca dell’agricoltura biologica.

Bologna, 30 marzo 2020FederBio e FiBL comunicano che da oggi, lunedì 30 marzo, sarà disponibile il primo elenco pubblico online di mezzi tecnici ammessi in agricoltura bio conformi agli standard condivisi tra FederBio e FiBL, l’Istituto svizzero leader in materia di ricerca e di consulenza in agricoltura biologica a livello europeo.

Considerando che il mercato del biologico italiano è unico a livello comunitario, FederBio ha ritenuto necessario che la nuova piattaforma online Italian Input List facesse parte di una serie di Input Lists nazionali, promosse da FiBL e afferenti all’European Input List. L’istituto di ricerca svizzero considera sia i requisiti europei che le norme nazionali ed eventuali criteri aggiuntivi per l’utilizzo dei mezzi tecnici in agricoltura biologica formulati in base alle peculiarità e alle esigenze nelle diverse aree geografiche.

L’Input List italiana rappresenta un supporto importante per i tecnici e gli agricoltori del settore biologico perché consente di ridurre le eventuali contaminazioni relative a prodotti che contengono sostanze non autorizzate e non dichiarate in etichetta, come fosfiti e matrina.

I rinvenimenti di tracce di sostanze “indesiderate”, infatti, non rischiano solo di incrinare la fiducia del consumatore, ma determinano anche automaticamente il declassamento di questi prodotti a “non biologici” con grave danno per gli agricoltori onesti. L’elenco dei mezzi tecnici aumenta la trasparenza e promuove un approccio armonizzato e olistico sulla valutazione degli input utilizzabili in agricoltura biologica.

La lista oggi operativa è il risultato di un percorso iniziato nel febbraio 2019 con la sottoscrizione di un accordo tra FiBL e FederBio.

 

UFFICIO STAMPA


Silvia Voltan
silvia.voltan@pragmatika.it
M +39 331 1860936